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“Così parlò Zarathustra”, quando le solite polemiche da tastiera finiscono in un autogol

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Trevi Nel Lazio, Dalle critiche sull’infiorata alle polemiche sui social: la replica dell’ex Sindaco per fare chiarezza

Domani Rocca di Botte vivrà uno dei momenti più sentiti e suggestivi dell’intera comunità: l’accoglienza dei cittadini di Trevi nel Lazio per il tradizionale Comparatico e la conclusione delle festività in onore di San Pietro Eremita (la foto è degli scorsi anni). Sempre in relazione alla festività patronale, alcune esternazioni dell’ex Sindaco Silvio Grazioli hanno urtato la sensibilità di alcuni operatori dell’infiorata che si svolge a Trevi. C’è stata una replica alle sue affermazioni.La signora Alessandra Ricci ha voluto precisare alcuni aspetti della vicenda relativa all’infiorata il giorno della processione, attraverso una interpretazione personale ed a tratti arbitraria dei fatti. In primo luogo emerge la perentorietà delle affermazioni, quasi, per utilizzare una metafora filosofico-letterario: Così parlò Zarathustra. Alcune cose sono condivisibili, oltreché scontate, vale a dire che nel 2024 il gruppo floreale presentò una bozza progettuale, che fu condivisa dall’amministrazione, e fu realizzata. Si omette però di dire il fatto che il 29 mattina del 2024, facemmo, come comunità, una pessima figura nei confronti dei compari di Rocca. La fila delle persone, la fila delle confraternite, la banda, i compari, tutti, arrivati dinanzi alla realizzazione floreale si divisero, ci fu una confusione totale, chi da una parte e chi dall’altra, ricordo perfettamente qualche persona imprecare; fu veramente una cosa pessima, e solo grazie al sangue freddo del Priore e dei componenti della Confraternita di San Pietro Eremita, si riuscì a superare il momento di difficoltà; che si ripeté, anche se in misura minore, la sera durante lo svolgimento della processione. Per questo, l’anno successivo, chiesi ai due responsabili del gruppo floreale, di fare il disegno soltanto su di un lato. Quando dissi questo, apriti cielo! Quest’anno invece hanno fatto esattamente come suggerivo di fare lo scorso anno. Siccome, immagino, quest’anno nessuno abbia detto niente al gruppo floreale, ho dedotto che lo stesso gruppo sia giunto da solo alla conclusione che era meglio fare l’infiorata soltanto da un lato della strada, per accogliere decorosamente i compari, e per poter far defluire le persone in modo regolare durante tutta la giornata del 29 agosto, ed anche durante la processione della sera. Meglio tardi che mai”. Dai like che ci sono, sembra che si sia radicalizzato lo scontro. Guardi, lasciamo stare i like, che contano per quello che sono. C’è qualche commento che è particolarmente volgare, però tutti conosciamo la fragilità che si nasconde dietro questo disagio, ed è opportuno rispettare in questo contesto questa fragilità. Poi c’è anche qualche like curioso, in particolare quello di un componente della banda musicale, che il 29 mattina del 2024 stava imprecando ad alta voce, perché aveva sbagliato strada, e si ritrovava a suonare con altri bandisti dall’altra parte della carreggiata; in quanto era stato messo un divisorio iniziale dinanzi ai disegni floreali, per cui nessuno sapeva se doveva andare sul marciapiede di destra o su quello di sinistra”. Eppure è stato sottolineato che si fa volontariato. “Guardi, in Italia ci sono circa 5 milioni di volontari, che costituiscono l’ossatura importante del tessuto sociale del paese. I motivi che spingono le persone a fare volontariato sono tanti, e sicuramente nobili. Chi fa volontariato lo fa in silenzio, senza fare polemiche, con serenità e serietà. Poi, tra queste 5 milioni di persone, c’è anche qualche persona che grida ai sette venti che fa volontariato, lo ricorda a ogni piè sospinto, e non smette mai di sottolinearlo. Ho sempre pensato che in queste persone, accanto al desiderio di impegnarsi per gli altri e per la comunità, ci sia anche un po’ di vanità”.