Trevi Nel Lazio, Prima spara a zero sull’Ente Parco, poi rivendica il dialogo, il maldestro tentativo del Sindaco Francesco Graziani di riscrivere la realtà
In merito all’articolo pubblicato il 12 settembre relativo all’incontro svoltosi a Jenne e alla successiva nota di chiarimento inviata dal Sindaco di Trevi nel Lazio, è doveroso intervenire per ristabilire la realtà dei fatti di fronte a una narrazione che non trova riscontro nei comportamenti istituzionali e nella cronaca amministrativa recente.
Si parla oggi di “ascolto”, “valorizzazione” e volontà di “non uscire dal Parco”. Tuttavia, le posizioni e le dichiarazioni pubbliche del Sindaco di Trevi nel Lazio, ing. Francesco Graziani, sono state finora un susseguirsi di attacchi e critiche negative verso l’Ente Parco. Presentarsi oggi come moderato riformatore non cancella una linea politica che ha sempre remato contro l’Ente, strumentalizzando i vincoli ambientali anziché lavorare per cogliere le opportunità di sviluppo che un’area protetta offre. Il Sindaco Graziani attribuisce l’assenza del Primo Cittadino di Filettino al dott. Paolo De Meis, a meri impegni professionali. Tuttavia, la cronaca si basa sui fatti e sulle fonti dirette. Le dichiarazioni ufficiali del Sindaco di Filettino sono state chiarissime: «Gli organizzatori avrebbero dovuto sentirmi prima di convocare l’incontro, se volevano essere certi della mia presenza». Evidenziare che Filettino non fosse presente e non avesse delegato alcun rappresentante non significa “fare rumore”, ma riportare un dato oggettivo. Così come è un fatto politico rilevare la mancata adesione all’iniziativa da parte di tutti gli altri Comuni del Parco (Vallepietra, Subiaco, Cervara di Roma, Camerata Nuova ed Arsoli). Se su otto Comuni del territorio la partecipazione attiva si limita a due sole amministrazioni, l’analisi giornalistica ha il dovere di evidenziare questo isolamento.
Presentarsi alla cittadinanza come gli unici amministratori disposti all’ascolto, dipingendo al contempo l’Ente Parco come un organismo distante e paralizzato dalla burocrazia, rappresenta una narrazione efficace ma politicamente e amministrativamente superficiale. I dati e la storia amministrativa recente raccontano un’altra realtà. La precedente Amministrazione guidata dal Sindaco avv. Silvio Grazioli ha dimostrato come una collaborazione proficua e costante con il Parco dei Monti Simbruini, possa portare risultati tangibili. Negli anni passati, il Comune di Trevi nel Lazio è stato tra i principali beneficiari di finanziamenti, risorse e opere pubbliche stanziate proprio dal Parco dei Monti Simbruini. Ridurre l’area protetta a un mero insieme di vincoli significa ignorare gli investimenti concreti e lo sviluppo garantiti al territorio.
Il diritto di un Sindaco di incontrare i propri cittadini è indiscutibile. Tuttavia, esiste una sede democratica e legislativamente riconosciuta per discutere di perimetrazioni, vincoli e linee di sviluppo: la Comunità del Parco.
Il Sindaco di Vallepietra l’ing. Daniele Mioni, nella sua veste di Presidente della Comunità del Parco, ha sempre operato nel rispetto di questo organo istituzionale. Sostituire il confronto nelle sedi preposte con iniziative esterne ed estemporanee non porta ad alcun risultato concreto: l’Ente Parco è una risorsa straordinaria e positiva per gli otto Comuni, e rincorrere iniziative solitarie serve soltanto a isolare i Comuni e a spaccare il territorio, facendo del male all’intera comunità. Rilevare che il Sindaco di Jenne risulti da tempo assente dalle sedute ufficiali della Comunità dei Sindaci, è un elemento di analisi indispensabile per evidenziare l’incoerenza di chi oggi sbandiera il valore del dialogo. Accogliamo con favore l’imminente convocazione dell’assemblea dei Sindaci da parte del Presidente della Comunità del Parco, per riportare il confronto nelle sedi opportune.



