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Roma : torna a guardare il mare


Porti, intelligenza artificiale, agroalimentare e turismo: nella Sala della Protomoteca cinque Paesi del Mediterraneo si siedono allo stesso tavolo con istituzioni e imprese italiane. L’obiettivo non è la foto di gruppo, ma i contratti.

Roma lo chiamava Mare Nostrum. Poi, per lunghi tratti della sua storia recente, sembra essersene dimenticata, come chi abita all’ultimo piano e scopre la vista solo quando arrivano gli ospiti. Lunedì 28 settembre gli ospiti arrivano davvero, e sono cinque.

Dalle 9.30, nella Sala della Protomoteca, torna “Il Campidoglio incontra il Mediterraneo – Diplomatic & Business Dialogues”. Le delegazioni di Albania, Croazia, Egitto, Grecia e Tunisia incontrano istituzioni, imprese, mondo accademico e rappresentanze produttive e professionali italiane. Dopo il successo della prima edizione, l’appuntamento cade in una fase in cui il Mediterraneo torna al centro degli equilibri economici e strategici del Paese. Nuove rotte commerciali, infrastrutture, sicurezza delle filiere, innovazione tecnologica, investimenti e mobilità stanno ridisegnando i rapporti tra Europa, Balcani e sponda sud.

La scelta dei Paesi non è casuale. C’è l’Adriatico di Albania e Croazia, il ruolo strategico dell’Egitto sulle grandi rotte internazionali, la storica relazione con la Grecia, i forti legami economici e produttivi con la Tunisia. Messi in fila, disegnano una mappa che per l’Italia non è geografia: è mercato.

Chi fa il mio mestiere lo sa bene. Un comunicato senza notizia è rumore di fondo; un convegno senza contratti è un comunicato con il buffet. Il merito di questa iniziativa, ideata e coordinata dal giornalista Alberto Sichel, è di aver messo la concretezza al centro. L’obiettivo dichiarato è doppio: creare occasioni reali per le imprese italiane, fatte di partnership, internazionalizzazione e nuovi investimenti, e insieme presentare l’Italia come destinazione per capitali, competenze e progetti imprenditoriali provenienti dall’area mediterranea.

Il lavoro si articola in quattro panel. Il primo è dedicato a trasporti e logistica: porti, infrastrutture e connessioni mediterranee. Il secondo, su intelligenza artificiale ed economia, mette attorno al tavolo, tra gli altri, Michele Sangion di Vection Technologies, Simona Petrozzi di Terziario Donna Confcommercio, Wissem El Hani di FIPA Tunisia, il Console Generale Onorario di Grecia ad Ancona Dimitrios Beligiannis, Francesca Alicata di SIMEST e Xohana Hudhra del Ministero dell’Economia e dell’Innovazione albanese.

Il terzo panel riguarda l’agroalimentare, con Anis Basti del CEPEX, Gamal Mahmoud Atta Mohamed, Vice Capo Missione dell’Ambasciata d’Egitto in Italia, e Flavio Pezzoli, Direttore Operativo del Centro Agroalimentare Roma. Un nome, quest’ultimo, che ricorda come il Lazio non sia spettatore di questa partita ma parte in causa. Chiude il panel su turismo e cultura, dove siedono i vertici degli enti del turismo di Croazia, Tunisia e Grecia, insieme a Marinella Prifti, Sottosegretario del Ministero del Turismo, Cultura e Sport albanese.

E qui, diciamolo, sta la parte meno fotogenica e più utile della giornata. Accanto ai panel sono previste sessioni di business matching, networking e incontri one-to-one tra imprese e delegazioni. Tradotto dal gergo: meno interventi dal palco, più biglietti da visita che cambiano tasca. È lì che il dialogo diplomatico diventa, se tutto va bene, un ordine, una joint venture, un investimento.

L’evento è ospitato dall’On. Francesca Leoncini e dall’On. Valerio Casini e sarà moderato dalla giornalista RAI Roberta Spinelli. Partecipano le rappresentanze diplomatiche dei cinque Paesi ed esponenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La sfida, in fondo, è una sola: fare di Roma la piattaforma di connessione del Mediterraneo tra mercati, competenze e opportunità. La Capitale ha la storia, la posizione e, da lunedì, anche il tavolo. Il Mediterraneo, per una volta, sale in Campidoglio; sarebbe un peccato lasciarlo riscendere a mani vuote.

Per la cronaca, gli accrediti aprono alle 8.30 con il welcome coffee. La diplomazia, si sa, comincia sempre da un caffè.

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