Carburanti, il Cdm si riunisce contro il caro prezzi. Fi: “Il Governo sta valutando misure più efficaci”

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Il costo medio di benzina e gasolio sfiora e supera i 2 euro. “Accanto agli interventi immediati, a partire dal ricorso alle accise mobili”, ha fatto sapere il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nev

di Nicoletta Di Placido e Vittorio Di Mambro Rossetti

ROMA – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – lunedì 27 luglio 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,982 €/l per la benzina e 2,185 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,071 €/l per la benzina e 2,255 €/l per il gasolio.

SISTO: AUMENTO PREZZI NON DIPENDE DA GOVERNO, OGGI CDM PER RIMEDIARE

“Quello del caro carburante è sicuramente un addebito che non può essere mostrato al governo, parlare dell’aumento dei prezzi come se dipendesse da noi è una cosa banale, non deriva certamente da scelte dell’esecutivo. Oggi ci sarà un Consiglio dei Ministri alle 17.30 proprio per rimediare a questa situazione che non deriva certamente da nessuna scelta del governo”. Lo ha dichiarato Francesco Paolo Sisto, Viceministro alla Giustizia, Forza Italia ospite a Start su Sky TG24.

NEVI (FI): GOVERNO STA VALUTANDO LE MISURE PIÙ EFFICACI

“Il Governo sta valutando le misure più efficaci per contrastare il caro carburanti. Accanto agli interventi immediati, a partire dal ricorso alle accise mobili, riteniamo necessario adottare provvedimenti strutturali che rendano il nostro Paese sempre meno dipendente dall’estero. È questa la direzione nella quale stiamo lavorando, come Forza Italia e all’interno del Governo, per individuare soluzioni capaci di produrre benefici concreti e duraturi. Nel frattempo, però, è indispensabile agire subito, perché questi livelli di spesa stanno diventando insostenibili”. Così Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, intervenendo ad Agorà.

“Dall’inizio dell’anno – ha proseguito – sono già stati stanziati due miliardi di euro per contenere il più possibile i prezzi e ora dobbiamo proseguire su questa strada. Tra le ipotesi allo studio vi sono il meccanismo delle accise mobili ma anche un intervento sulla social card, per sostenere le fasce più deboli della popolazione. Purtroppo pensavamo che la situazione internazionale si stesse avviando verso una soluzione, ma la nuova escalation ha nuovamente aggravato il quadro”, ha concluso.

UNC: GOVERNO TAGLI ACCISE DI 25 CENTESIMI PER GASOLIO

Era ora che il Governo si svegliasse dal suo lungo letargo. Finalmente oggi interverrà sui carburanti. Meglio tardi che mai. Ma restano due problemi. Il primo è l’importo del taglio. Per logica e proporzione rispetto all’intervento del 19 marzo, serve un nuovo sconto che sia almeno pari a quello fatto da Draghi: 25 centesimi, 30,5 con Iva al 22. Questo almeno per il gasolio che così scenderebbe, stando ai prezzi di oggi, a 1,950 euro in autostrada, sempre caro ma stabilmente sotto i due euro. Per la benzina, invece, potrebbero bastare 15 centesimi, così da stare sotto 1,9 euro in autostrada con un certo margine di sicurezza”. Lo afferma in una nota Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il secondo problema è che il Governo ha perso troppo tempo, lasciando lievitare i prezzi dei carburanti all’inverosimile, e questo, al di là dell’aver svuotato le tasche degli automobilisti, inciderà sull’inflazione di luglio, che purtroppo tornerà a salire con nefaste conseguenze sul potere d’acquisto delle famiglie e, conseguentemente, sui consumi. Per la benzina in autostrada venduta oggi a 2,071, si tratta di un record che non si aveva dal 29 settembre 2023 e, considerando i dati dal 28 febbraio 2026 ad oggi, si è battuto il precedente primato di 2,062 euro del 27 maggio 2026, che era il valore più elevato da quando è scoppiata questa crisi in Medio Oriente. Per il gasolio a 2,255, si conferma la nostra denuncia dei giorni scorsi: è il prezzo più caro di sempre, un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche iniziate il primo agosto 2023”, aggiunge Dona.

“Al di là del rincaro avvenuto dal 3 luglio, ultimo giorno di sconto sulle accise, che comunque dimostra una progressione impressionante, visto che per il gasolio un pieno da 50 litri costa oggi 14,35 euro in più in autostrada e 13,85 nella rete stradale, per la benzina siamo, rispettivamente, a 8,85 euro e 8,10, il punto più critico è il livello raggiunto dei prezzi, tutti superiori, sia in autostrada che nelle rete stradale, sia per la benzina che per il gasolio, a quelli del 18 marzo, quando, a partire dal 19, il Governo decise di tagliare le accise di 20 cent. Il rialzo rispetto a quei prezzi varia da oltre 8 cent per il gasolio a circa 12 cent per la benzina. Ovvio, quindi, che il taglio di oggi debba essere maggiore dei 20 cent decisi 4 mesi fa”, conclude.

PICCOLOTTI (AVS): GOVERNO SUBALTERNO ALLE LOBBY DEL FOSSILE

I prezzi dei carburanti sono insostenibili per le famiglie italiane, proprio nei giorni dell’esodo estivo. Bisogna trovare soluzioni che rappresentino un’alternativa concreta all’automobile: non sarebbe il caso di rendere gratuito il trasporto pubblico urbano finché dura questa emergenza? O di introdurre forti sconti sui treni, così che le famiglie possano muoversi anche in questo modo? Sul lungo periodo bisogna investire sugli incentivi per le auto elettriche, perché l’unico modo per non dipendere più dal petrolio è l’elettrificazione: se continuiamo a usare gas, benzina e carbone per le centrali, resteremo sempre dipendenti dall’estero. Quello che il Governo non ha fatto sono le politiche verdi che avrebbero abbassato il costo delle bollette e dei trasporti, e non le ha fatte perché è subalterno alle lobby del fossile”. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs ai microfoni di Rai3 nel corso di Agorà Estate.

“Per questa subalternità gli italiani hanno tirato fuori 170-180 miliardi dai propri conti correnti per fare il pieno di benzina e pagare le bollette, mentre loro restano contrari all’elettrificazione, alle energie rinnovabili e non hanno fatto gli investimenti necessari. Se ne devono andare il prima possibile, perché ci stanno facendo perdere tempo, conclude Piccolotti.