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Legge elettorale, la maggioranza vota no all’emendamento del Pd sulle preferenze. Meloni: “Sinistra non credibile”

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SENATO, AULA PREMIER TIME CON LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MELONI

Malan: “Manteniamo la parola”. Renzi: “Vergognatevi”

di Maria Carmela Fiumanò

ROMA – L’Aula del Senato – con 99 no 68 si’ – ha respinto il subemendamento 1.6/1 a prima firma Parrini (Pd) sulle preferenze nella legge elettorale. Il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan: “Tra un emendamento strumentale e il mantenimento degli accordi di maggioranza non abbiamo dubbi: manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento”.

ORE 18.45 – MELONI: “PREFERENZE TORNANO DOPO 35 ANNI, SINISTRA NON CREDIBILE”

“Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d’Italia. Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa. Quindi la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

ORE 17.49 – LA RUSSA: VOTO ANTICIPATO? GOVERNO INTENDE ANDARE AVANTI

Un eventuale voto anticipato, già a gennaio, “non è un problema che posso decidere io, ma non ho nessun segnale in questa direzione. Anzi ho segnali in tutt’altra direzione: dopo che il governo ha conseguito il risultato del periodo più lungo di permanenza nella storia dell’Italia repubblicana intende andare avanti sicuramente”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della registrazione di ‘Dritto e Rovescio’ in prima serata su Retequattro. “Poi ci aspetta la legge di bilancio, ci sono cose importanti da fare, bisogna che il governo continui. Ha anche buone notizie il governo, ne parleremo dopo sull’immigrazione, sull’economia, quindi credo che andrà avanti”, ha aggiunto.

“La legge elettorale sta creando dibattito e polemiche. La polemica soprattutto è sulle preferenze e io devo dire che mi continuo a stupire, perché l’attuale legge elettorale non prevede le preferenze. Cinque anni fa io ero l’unico di Fratelli d’Italia in commissione, dove si discuteva la legge elettorale, quella adesso vigente, e presentai due emendamenti: uno che voleva le preferenze per tutti, come quello che oggi agitano le opposizioni, ma solo oggi, non alla Camera, e l’altro dopo che me lo bocciarono tutti, non solo la sinistra, anche gli attuali alleati, devo dire. Tranne Fratelli d’Italia, non lo votò nessuno. E allora feci un emendamento di mediazione, che è esattamente quello di oggi, cioè un capolista e gli altri con le preferenze. Ma se le sinistre avessero voluto le preferenze totali, alla Camera c’è stato un emendamento, Fratelli d’Italia l’ha votato, l’ha votato anche Futuro nazionale e loro non l’hanno votato. Anzi, hanno applaudito alla bocciatura delle preferenze, quindi come al solito riesco a capire poco io questo”, ha aggiunto. 

ORE 17.40 – BOCCIA (PD): MELONI HA DECISO DI PERDERE LA FACCIA

“Giorgia Meloni poteva scegliere: perdere la faccia o perdere la legge. Ha deciso di perdere la faccia. Il voto delle senatrici e dei senatori di FdI dimostra una cosa sola: la coerenza non appartiene al partito di Giorgia Meloni. Per due giorni i nostri emendamenti hanno gettato nel caos la maggioranza. Da una parte le opposizioni unite per cancellare davvero le liste bloccate e restituire agli elettori il diritto di scegliere. Dall’altra una maggioranza paralizzata da veti e controveti. La nostra iniziativa ha smascherato l’ipocrisia di FdI e della Presidente del Consiglio: a parole diceva di volere le preferenze, nei fatti, pur di tenere insieme la sua maggioranza, ha difeso liste e capilista bloccati. Due mesi fa Meloni, dopo la bocciatura alla Camera del loro finto emendamento sulle preferenze, scriveva: ‘Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude’. Oggi le preferenze vere gliele abbiamo portate noi: libere, per tutti, senza capilista bloccati. E FdI ha votato contro. Finalmente abbiamo scoperto dov’era la palude. Il re è nudo: Meloni voleva le preferenze finché erano finte. Quando sono diventate vere, ha preferito i nominati. Dopo le promesse tradite sull’economia, dopo aver promesso di cancellare le accise sui carburanti, dopo quattro anni di riforme annunciate, forzate e poi fallite, questa è l’ennesima promessa smentita dai fatti. Da oggi almeno una cosa è chiara: Giorgia Meloni non è la Presidente delle preferenze. È la Presidente delle liste bloccate”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia commenta i voti di oggi sulla legge elettorale.

ORE 17.24 – GOVERNO SI RIMETTE AD AULA ANCHE SU SUBEMENDAMENTO IRTO (PD)

Durante l’esame dei subemendamenti delle opposizioni sulle preferenze nella legge elettorale, su richiesta del senatore del Pd Nicola Irto, il governo si rimette all’Aula anche sul suo subemendamento. La ministra Elisabetta Casellati, prendendo la parola in Aula, spiega: “La decisione di rimettersi all’Aula era su tutto quello che riguardava le cosiddette ‘preferenze libere’. Se c’è stata una svista ci rimettiamo all’Aula anche su questo”. Questo il contenuto del subemendamento Irto: “L’elettore, senza che sia avvicinato da alcuno, esprime il voto tracciando con la matita sulla scheda un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il contrassegno della lista prescelta. L’elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il nominativo del candidato o dei candidati prescelti sulle linee orizzontali poste accanto al contrassegno. In caso di espressione della seconda preferenza, a pena di nullità della medesima, l’elettore deve indicare un candidato di sesso diverso. In caso di espressione della preferenza il voto è valido a favore della lista”.

ORE 16.06 – RENZI LEGGE IN AULA TESTO MELONI PRO-PREFERENZE: VERGOGNATEVI

“Per la prima e spero unica volta farò una dichiarazione di voto leggendo e leggendo un testo non mio”. Esordisce così il leader Iv, Matteo Renzi durante il suo intervento in aula del Senato leggendo una vecchia dichiarazione della premier Giorgia Meloni in cui faceva appello ai colleghi parlamentari di votare a favore delle preferenze. “Sulla base di questo intervento- prosegue Renzi rivolgendosi a Lucio Malan che in precedenza aveva annunciato il voto contrario di Fdi al subemendamento che mirava ad introdurre le preferenze- dovreste vergognarvi”.

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