
Il settore del riscaldamento a biomassa sta attraversando una fase di particolare attenzione da parte dei consumatori. L’aumento generalizzato del costo della vita e dei beni energetici si riflette direttamente anche sul mercato del pellet e sulla gestione degli impianti termici, inserendosi in un contesto di spesa giร fortemente stressato dai rincari quotidiani.
Le rilevazioni di settore (confermate anche dall’AIEL โ Associazione Italiana Energie Agroforestali) evidenziano un incremento dei listini, spinto dai costi di produzione, dalla logistica e dai rincari dei carburanti che pesano sull’intera filiera del trasporto merci.
Quanto costa oggi il pellet? I prezzi medi

Il prezzo del pellet certificato (in particolare la classe di qualitร ENplusยฎ A1) si attesta su una media nazionale oscillante tra i 6,00 โฌ e i 7,15 โฌ per il sacco da 15 kg, a seconda dei canali di distribuzione, del periodo e della zona geografica:
- Acquisto in sacchi: Nelle fasi di pre-stagionale o nei punti vendita della GDO, i prezzi oscillano mediamente intorno ai 5,60 – 6,80 โฌ al sacco, toccando punte di oltre 7,10 โฌ nei momenti di maggiore richiesta o nei negozi di vicinanza.
- Acquisto in autobotte (pellet sfuso): Per chi possiede stufe o caldaie con grandi serbatoi, il prezzo medio si aggira intorno ai 497 โฌ a tonnellata IVA inclusa, confermandosi una soluzione leggermente piรน economica per il riscaldamento di case indipendenti o condomini.
Nonostante i rincari registrati rispetto agli anni passati โ spinti da una crescita dei costi energetici generali stimata attorno al 10-15% su base annua โ il riscaldamento a pellet mantiene comunque un margine di competitivitร rispetto ai combustibili fossili tradizionali (come il gas naturale e il gasolio), garantendo un risparmio stimato variabile a seconda delle tariffe del gas in bolletta.
I fattori dietro i rincari delle stufe e del combustibile
La stangata che pesa sul riscaldamento domestico non riguarda unicamente la materia prima in sรฉ, ma coinvolge l’intera filiera operativa:
- I costi di trasporto e logistica: Il caro-carburanti (con il prezzo di benzina e gasolio su livelli elevati) incide in modo pesante sul trasporto del pellet dai luoghi di produzione (spesso esteri o del Nord Europa) fino ai magazzini locali e ai negozi.
- Spese di manutenzione e installazione: Anche l’acquisto di nuove stufe, i componenti di ricambio e la manutenzione ordinaria/straordinaria obbligatoria (revisioni e pulizia canne fumarie da parte dei tecnici abilitati) hanno subito rincari dovuti all’aumento generale dei costi fissi e della manodopera.
- Pianificazione degli acquisti: Per evitare di subire i rincari massimi legati al picco della stagione termica invernale, le associazioni dei consumatori consigliano di anticipare l’approvvigionamento sfruttando le offerte prestagionali nei mesi primaverili ed estivi.


