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È morto l’ex calciatore azzurro Romano Fogli, bandiera del Bologna

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In carriera ha vinto lo scudetto 1964 con i rossoblù e una Coppa dei Campioni con il Milan nel 1969

ROMA – È morto a 83 anni l’ex calciatore e allenatore Romano Fogli. Bandiera del Bologna, con cui ha giocato tra il 1958 e il 1968 vincendo uno scudetto nel 1964, Fogli era un centrocampista che abbinava corsa e tecnica. Nel suo palmares ci sono anche una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale, vinte con il Milan nel 1969. In carriera aveva vestito 13 volte la maglia della Nazionale, partecipando al Mondiale 1966. Dopo aver lasciato il calcio giocato, aveva intrapreso la carriera di allenatore, vincendo un campionato di Serie C con la Reggiana e riuscendo anche a guidare per alcune giornate il suo Bologna.

IL RICORDO DI GRAVINA: “È STATO UN GRANDE PROTAGONISTA”

In una nota, la Figc e il presidente Gabriele Gravina si uniscono al cordoglio dei familiari di Fogli. “È stato un grande protagonista del calcio italiano – dichiara il presidente federale – lo ricorderemo come azzurro per sempre“.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Marco Melli

Al via “A tavola con il Guatemala”: incontri B2B e cooking show con ospiti d’eccezione

 Nella cornice suggestiva del Wegil di Romamercoledì 22 settembre si terrà la prima edizione di “A tavola con il Guatemala”, una giornata di importanti incontri B2B presenziali per promuovere i prodotti agroalimentari di eccellenza di 15 aziende del Paese centroamericano e promuovere la creazione di sinergie commerciali en territorio italiano.

La manifestazione è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e dell’Economia del Guatemala, attraverso la sua Ambasciata in Italia, in collaborazione con la Camera di Commercio e Industria Italiana in Guatemala (CAMCIG).

I 15 imprenditori guatemaltechi incontreranno più di 20 potenziali clienti del mercato agroalimentare italiano (distributori, grossisti, catene di supermercati e rappresentanti del settore Horeca), che viaggeranno da diverse regioni d’Italia per incontrare i produttori guatemaltechi.

Si tratta di un grande sforzo logistico, considerando le difficoltà imposte dalle restrizioni Covid, ma è stato possibile grazie al know how dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani (Apci), responsabile dell’organizzazione degli incontri B2B.

L’evento si svolgerà dalle 10:00 alle 18:00 e sarà la vetrina perfetta per mostrare agli italiani il potenziale di importazione dei seguenti prodotti guatemaltechi:

olio di palma, avocado Hass, caffè, cacao, cardamomo, piselli cinesi, verdure biologiche, more, mirtilli, lamponi, fragole, noci di macadamia, sesamo, spezie, frutti secchi, salse piccanti, miele e rum.

Ma non solo, “A tavola con il Guatemala” prevede anche uno Show Cooking, durante il quale gli chef Sergio Díaz del Ristorante Sublime in Guatemala, e Bruno Brunori del Ristorante Casa Brunori di Italia mostreranno come i sapori del Guatemala si possono inserire nei piatti della cucina italiana tradizionale.

Lo spettacolo gastronomico si svolgerà alle 12:30, con la partecipazione speciale della giornalista Marinellys Tremamunno, e sarà trasmesso in diretta streaming attraverso il sito ufficiale dell’evento www.atavolaconilguatemala.it.

Alla cerimonia di apertura parteciperanno importanti ospiti del mondo imprenditoriale italiano, che incontreranno la delegazione di alto livello del Governo del Guatemala che si trova a Roma, guidata dal Viceministro dell’ Economia Sigfrido Lee, le Viceministre degli Esteri Shirley Aguilar e Atzum de Moscoso, e l’Ambasciatore del Guatemala in Italia, Luis Fernando Carranza Cifuentes.

“A tavola con il Guatemala” è un grande sforzo di collaborazione tra l’amministrazione pubblica e la rete imprenditoriale del Paese.

Un evento reso possibile grazie al sostegno economico di importanti aziende guatemalteche come Cementos Progreso, Ron Botrán, Banco Industrial, Anacafé, Grepalma, Gruppo Alimentari, Kultiva (Agrocumbre), Grupo Alza (Sasson e Cashitas); in partenariato con Coopermondo e il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP).

Per l’Italia saranno presenti l’Istituto Italo Latino-americano, l’Accademia del Caffè Espresso, Associoccolato, Confesercenti, vini Sancarraro e gelati artigianali PEO’.

In cucina con Slow Food vi porta in Sardegna: il 4 ottobre la lezione online di Claudio Ara

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L’oste di Su tzilleri di Cagliari rivela i segreti per preparare malloreddus e fregula. Prenotazioni aperte fino al 27 settembre

Non chiamatelo chef: lui è un archeocuoco, perché il suo lavoro in cucina è innanzitutto una ricerca, quella sulla storia gastronomica della Sardegna. Parliamo di Claudio Ara, dell’osteria Su tzilleri di Cagliari, che nel suo locale propone piatti che guardano al futuro cercando risposte nel passato, nella tradizione. Due esempi? Sa petza imbinada, una carne marinata nel vino, e s’ambau, una polenta fatta con la farina d’orzo, un cereale tipico diffuso in Sardegna prima dell’arrivo delle varianti alloctone. 


Ma parlando di tradizioni sarde, è impossibile non pensare alla pasta fresca. Proprio due classici della cucina isolana – la fregula e i cicciarrones – sono i piatti di cui Ara svelerà ogni segreto nel corso dell’incontro online di In cucina con Slow Food, a lezione coi cuochi dell’Alleanza. L’appuntamento è in programma il 4 ottobre 2021 alle ore 18 e si svolge online. Le prenotazioni sono aperte fino al 27 settembre

Ricette semplici, se si scelgono gli ingredienti giusti


La lezione, dal titolo La Sardegna nel piatto: la pasta fresca di Claudio Ara, sarà l’occasione per scoprire una delle tradizioni più diffuse in Sardegna, la pasta di semola fresca, in due diverse preparazioni: la fregula, conosciuta e apprezzata in tutta Italia, e i cicciarrones, un formato di malloreddus più minuto. 


Sebbene bastino due ingredienti, la semola e l’acqua, preparare queste due paste fresche non è affatto scontato: insieme a Claudio, impareremo che tutto sta nel valore che diamo al lavoro, alla pazienza e alla scelta degli ingredienti: «La ricetta è semplice, ma va osservata pedissequamente: si scelgono gli ingredienti migliori, si cerca la qualità e soprattutto si mette al bando la fretta» spiega lui.


Il progetto

In cucina con Slow Food, a lezione coi cuochi dell’Alleanza è il nuovo format di Slow Food Italia che affianca alla tecnica delle lezioni di cucina tutta l’esperienza, i valori e la conoscenza degli chef dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi. Dieci appuntamenti online con i nostri cuochi (il primo, con lo chef friulano Federico Mariutti dell’osteria Turlonia di Praturlone di Fiume Veneto, è stato il 6 settembre scorso), altrettanti momenti di scoperta del meglio della gastronomia territoriale italiana: dieci occasioni per coglierne e apprenderne metodi e ricette, per cimentarsi in cucina seguendo i consigli di donne e uomini che ogni giorno propongono ai propri clienti un viaggio nella storia e dei sapori.

In cucina con Slow Food, a lezione coi cuochi dell’Alleanza è pensato insieme al Pastificio Di Martino, con la collaborazione di Acqua S.Bernardo e il sostegno di Arcobaleno in cucina.

Dopo aver acquistato la lezione (al costo di 20 €, ridotti a 16 € per i soci Slow Food), si riceverà tramite e-mail una dispensa che comprende diversi approfondimenti rispetto al tema principale del corso, oltre che alcune informazioni indispensabili per la perfetta esecuzione della ricetta. I partecipanti riceveranno l’indicazione degli ingredienti da acquistare e le attrezzature necessarie. Oltre alla dispensa in formato digitale, verrà recapitato a domicilio un kit contenente 1 grembiule di cotone rosso prodotto da Arcobaleno (dimensioni 150 x 72 cm, con tasca sul davanti e il logo di Slow Food ricamato), 2 pacchi di pasta da mezzo chilo del Pastificio Di Martino, 2 lattine di acqua San Bernardo e un libricino di Slow Food In Azione.

BENZINA: COLDIRETTI, DA NUOVO RECORD EFFETTO VALANGA SU 85% SPESA

In un Paese come l’Italia dove l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada il nuovo record dei prezzi dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli energetici. E’ quanto afferma la Coldiretti sugli effetti del balzo delle quotazioni della benzina che si avvicina a quota 1,670 euro al litro al massimo dal 2014, mentre il diesel si attesta su 1,516 euro al litro. L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce – sottolinea la Coldiretti – il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese.

A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti – continua la Coldiretti – è anche l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea. In queste condizioni è importante individuare alternative green come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sul Recovery plan elaborato dalla Coldiretti per sviluppare le bioenergie in Italia.

“Ma con il Pnrr serve anche agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma pure con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “si tratta di una mancanza che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export al quale si aggiunge proprio il maggior costo della “bolletta logistica” legata ai trasporti e alla movimentazione delle merci”.

Domanda e offerta di lavoro, le preoccupazioni di Sindacato Clas

Occupazione, Sindacato CLAS : “Serve una svolta, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro non può essere affidato ai social network e al passaparola” 

“Il reclutamento del personale da parte delle piccole e medie aziende è demandato prevalentemente ai social network, al passaparola. La difficoltà di far incontrare domanda e offerta è uno scoglio da superare. Non esiste ancora un sistema integrato che consenta un orientamento formativo, un processo formativo mirato alle nuove richieste del mondo del lavoro e pertanto una rispondenza tra domanda e offerta”. 

E’ quanto afferma la Segretaria Nazionale di Sindacato CLAS, Simona Rossi Querin, sottolineando come il ritardo nell’assunzione di 11.600 addetti nei 552 centri per l’impiego italiani da affiancare agli 8 mila esistenti, ancora tarda a concretizzarsi anche se negli ultimi mesi i governatori hanno cercato di velocizzare la procedura.  

“Il Ministro Orlando ha presentato il piano Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) per le politiche attive, puntando molto sulla riforma dei Centri per l’Impiego e il raggiungimento degli obbiettivi presentati a Bruxelles è fatto essenziale per poter usufruire dei 5 miliardi destinati alla formazione ed al lavoro. Pertanto – continua la Segretaria Nazionale di Sindacato CLAS – senza che siano ultimate le procedure di assunzione e formazione del personale dei CPI, sarà difficile arrivare al completamento del piano. Va concretizzato l’avvio di piani formativi professionalizzanti, mirati all’addestramento iniziale dei giovani ma soprattutto alla riqualificazione della forza lavoro. Avere la possibilità di formarsi in ambiti diversi dal proprio, apre le porte alla ri-occupazione, consentendo attraverso queste politiche attive di ridurre il ricorso alle politiche passive”. Conclude la Segretaria Rossi Querin “La riforma, la modernizzazione, lo snellimento dei CPI dovrà essere anello congiunturale di questo piano GOL, fornendo altresì, attraverso un monitoraggio puntuale ed attento del Paese, un orientamento professionale e scolastico della forza lavoro ”.

A rischio estinzione 9% api e farfalle, impollinatori in Italia valgono 3 miliardi l’anno

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153 miliardi di euro l’anno nel mondo, 22 miliardi in Europa

ROMA –  Il 9% circa delle specie di api e farfalle è a rischio di estinzione e con essi anche i contributi che rendono disponibili alle comunità, tra cui l’impollinazione delle piante, il principale meccanismo che le piante hanno a disposizione per riprodursi; circa il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori per riprodursi: api, vespe, farfalle, mosche, coccinelle, ragni, rettili, uccelli e anche mammiferi; oltre il 75% delle principali colture agrarie beneficia dell’impollinazione operata da decine di migliaia di specie animali (almeno 16 mila tra gli insetti). Non si tratta solo di una tragedia ambientale: il valore economico del servizio di impollinazione animale è stimato in circa 153 miliardi di euro l’anno a scala mondiale, 22 miliardi a scala europea e 3 miliardi a scala nazionale. Infatti la produzione agricola mondiale direttamente associata all’impollinazione rappresenta un valore economico stimato tra 199 e 589 miliardi di euro. Così il rapporto Ispra ‘Piante e insetti impollinatori: un’alleanza per la biodiversità’, disponibile online sul sito dell’Istituto, che vuole essere un supporto ai processi decisionali.

L’impollinazione animale – ricorda il rapporto Ispra ‘Piante e insetti impollinatori: un’alleanza per la biodiversità’ – è la base fondamentale dell’ecologia delle specie, del funzionamento degli ecosistemi e della conservazione degli habitat e dunque della generazione di una vasta gamma di contributi essenziali per l’uomo. Senza gli impollinatori molte piante non sarebbero in grado di riprodursi, causando una riduzione della diversità della vegetazione, privando molti animali di una fonte primaria di cibo e scatenando effetti a catena nell’alimentazione. Perderemmo anche molti frutti, semi e verdure dalla nostra dieta e molti altri alimenti e materiali importanti, come oli vegetali, cotone e lino, legna da ardere e da opera. L’attuale declino degli impollinatori dipende da una serie di pressioni ambientali che spesso agiscono in sinergia: distruzione e frammentazione degli habitat, inquinamento ambientale e eccesso di pratiche agricole intensive (uso di pesticidi e distruzione degli elementi di naturalità, come stagni e filari o muretti all’interno delle aziende agricole), cambiamenti climatici, l’arrivo e la diffusione di specie aliene invasive, tra cui patogeni e parassiti, come la vespa velutina, l’ape resinosa gigante, la formica faraone e la formica argentina, e specie vegetali che alterano gli habitat o risultano tossiche per le specie impollinatrici native.

LE AZIONI A TUTELA DEGLI IMPOLLINATORI

La Strategia per la Biodiversità 2030 e quella ‘Farm to Fork‘, lanciate nel 2020 dall’Unione Europea, contengono azioni e proposte per raggiungere entro il 2030 una serie di importanti obiettivi mirati alla salvaguardia della biodiversità, impollinatori inclusi, e a garantire l’integrità degli ecosistemi e la sicurezza alimentare. Tra questi, ridurre il consumo di suolo e quindi il degrado degli habitat nei quali gli impollinatori vivono e si nutrono, incrementare la superficie coltivata con metodi sostenibili e rispettosi dell’ambiente e della biodiversità (come l’agricoltura biologica, che dovrebbe raggiungere il 25% dei suoli europei), ridurre del 50% l’utilizzo di pesticidi nell’ambiente e favorire il mantenimento di specie vegetali selvatiche attraverso aree inerbite e incolte sia in ambito agricolo sia urbano e periurbano

Alla realizzazione del rapporto Ispra ‘Piante e insetti impollinatori: un’alleanza per la biodiversità’, disponibile online sul sito dell’Istituto, hanno contributo numerosi esperti di importanti istituzioni, enti di ricerca, università e associazioni, che svolgono da anni attività di informazione, formazione e ricerca sul tema impollinatori. Nel rapporto sono analizzati importanti aspetti del delicato rapporto pianta/insetto, entrando nel dettaglio dell’ambiente mediterraneo e trattando argomenti come l’appropriata gestione degli ecosistemi (compresi quelli urbani) per salvaguardare gli impollinatori e il ruolo dei prodotti dell’alveare, in primis il miele, in tutte le sue particolari e numerose tipologie

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

M5s e Lega, nel Governo torna l’asse ‘gialloverde’: “No a nuove tasse”

Il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, si allinea al ‘no a nuove tasse’ espresso dal leader della Lega

ROMA – “Sicuramente questo non è il momento per prevedere nuove tasse per i cittadini. E’ un momento di rimbalzo, e bisogna accompagnare questo rimbalzo perché diventi crescita, attraverso una riforma fiscale che non vada toccare le tasche dei cittadini”. E’ un sostanziale allineamento al ‘no nuove tasse’ espresso dal leader della Lega il pensiero del ministro all’Agricoltura, Stefano Patuanelli, oggi a Trieste in appoggio alla campagna a sindaco della pentastellata Alessandra Ricchetti.

“E’ giusto ridistribuire le imposte in un modo più equo- aggiunge Patuanelli-, ma è anche necessario non incrementare l’entità delle tasse che i cittadini pagano”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Miloš Malinić

Scoperto traffico di ‘droga dello stupro’, sei arresti a Roma

Tra gli assuntori abituali anche professionisti del mondo universitairo, ballerini, medici e sportivi

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando provinciale di Roma stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha disposto diverse misure cautelari a carico di sei persone (quattro uomini e due donne) di nazionalità italiana, cinese e bengalese, accusate di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel dettaglio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro hanno scoperto l’esistenza di due differenti contesti criminali, operanti nella Capitale ed impegnati nello smercio e traffico di droghe sintetiche, come lo Shaboo la Yaba, potenti metamfetamine, ma anche in quello di cocaina e Ghb, conosciuta come ‘droga dello stupro’, per i suoi potenti effetti di disinnesco dei freni inibitori.

Le droghe sintetiche venivano fornite da una grossista cinese, con base in Toscana, che organizzava il trasporto e la consegna fino a Roma dello stupefacente necessario. In particolare, la sostanza stupefacente arrivava a Roma, tramite corrieri cinesi, che utilizzavano alternativamente mezzi ferroviari od autovetture a noleggio, ben vestiti per non destare sospetti.

Giunta ai pusher romani, la sostanza veniva consegnata ai vari clienti, anche a domicilio, utilizzando monopattini elettrici, in modo da non destare sospetti ed evitare più agevolmente i controlli da parte delle forze dell’ordine. Tra gli assuntori più abituali figuravano professionisti, anche del mondo universitario, ballerini, medici e sportivi.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Comunali, Anbi: “Roma capitale del dissesto idrogeologico, appello ai candidati sindaco”

Le proposte dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) per Roma

ROMA – “Roma è la capitale più a rischio idrogeologico in Europa, minacciata da circa 400 frane: ad esserne interessati sono un migliaio di ettari, su cui vivono oltre 400.000 abitanti”. A rilanciare il tema per i prossimi giorni di campagna elettorale è Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi), che propone, anche per la Capitale, quanto già in essere, con generale soddisfazione a Firenze e a Milano.

“In queste due città- spiega- è stata valorizzata la funzione di autogoverno del territorio, svolta dai locali Consorzi di bonifica, affidando loro l’assetto idraulico di importanti aste idriche urbane, quali il fiume Arno a Firenze ed i Navigli a Milano. Il risultato è stato non solo un’efficiente manutenzione degli alvei, ma il loro recupero come luoghi di fruizione sociale migliorando, ad esempio, la percorribilità delle sponde. Sono esperienze presenti anche in altre, numerose località e che saranno prime protagoniste della Settimana Nazionale della Bonifica dell’Irrigazione, che si terrà in tutta Italia dal 25 settembre al 3 ottobre prossimi. Perché non fare altrettanto per i 700 chilometri di canali, che attraversano Roma e per il fiume Tevere, le cui acque oggi sono tornate salubri, grazie alla rete di depuratori, costruita negli anni?”

“Grazie all’Autorità del Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale- ricorda il dg di Anbi– si stanno progettando i cosiddetti laghi della tranquillità a monte della città, pensati per trattenere 60 milioni di metri cubi d’acqua, prima che si riversino sul centro urbano”.

Gargano conclude, appellandosi a tutti i candidati sindaco: “Di fronte alla crisi climatica, è necessario che ciascuno faccia la propria parte, mettendo in campo le migliori risorse per non farsi dettare l’agenda dall’incedere di eventi calamitosi, già subiti anche da Roma e che annualmente comportano al Paese danni per più di 7 miliardi di euro, oltre all’incalcolabile tributo in vite umane”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Emergenza climatica: ondate di calore e alluvioni minacciano le città italiane

Il rapporto della Fondazione Cmcc parla chiaro: gli impatti del climate change avranno conseguenze sulla salute, sulla mortalità e su episodi di dissesto idrogeologico

ROMA – Ondate di calore e alluvioni colpiranno le città italiane a causa dell’emergenza climatica in atto. Gli scienziati si aspettano che tali impatti crescano, con conseguenze sulla salute delle persone, sulla mortalità, su episodi di dissesto idrogeologico.

A fine secolo 50 giorni in più di caldo intenso l’anno per Napoli rispetto a inizio secolo, 30 in più Milano, 29 a Torino e 28 a Roma. Venezia a rischio allagamenti dopo aver già superato la soglia critica del livello idrico 40 volte negli ultimi 10 anni. A Napoli piogge intense che fino ad oggi si sono verificate ogni 10 anni potrebbero verificarsi ogni 4. Ondate di calore in crescita in tutte le città in tutte le stagioni.

È l’allarme che lancia il rapporto ‘Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in sei città italiane’. Realizzato dalla Fondazione CMCC, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, la prima analisi integrata del rischio climatico in Italia. Un documento che mette a frutto i risultati di dati ad altissima risoluzione per proporre una rassegna del clima, degli impatti, dei rischi e degli strumenti di cui si stanno dotando Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia.

Si tratta di realtà molto diverse ma accomunate da tre aspetti: le temperature sono aumentate negli ultimi trent’anni e continuano a farlo; tutti gli scenari evidenziano rischi crescenti per ondate di calore e alluvioni urbane; pur nella loro diversità, gli scenari di tutte le città mostrano che le strategie di adattamento riducono la portata degli impatti negativi, soprattutto per la mortalità legata a ondate di calore.

La tendenza di crescita della temperatura media si rileva in maniera significativa nel corso degli ultimi trent’anni (1981-2020). Questo è un dato comune a tutte e sei le città. Così come per tutte, gli scenari futuri mostrano aumento sia delle temperature medie (+2 gradi a fine secolo nello scenario che prevede l’applicazione di politiche climatiche) che per il numero di giorni molto caldi in un anno, indicatore rilevante per le ondate di calore (in crescita in tutte le città in tutte le stagioni).

Gli impatti dei mutamenti causeranno caldo e mortalità, precipitazioni e allagamenti, avverte il rapporto della Fondazione CMCC. Il fenomeno delle ondate di calore è comune a tutte le città, con una tendenza di crescita che appare già in atto e con incrementi significativi ma diversificati nelle diverse realtà: 50 giorni in più di caldo intenso l’anno negli ultimi decenni del secolo per Napoli rispetto a inizio secolo. Ma è un fenomeno che interessa in maniera significativa anche Milano (+ 30 giorni), Torino (+ 29) e Roma (+28). I problemi legati agli allagamenti da piogge intense sono esacerbati dall’ambiente urbano a causa della densità dell’ambiente costruito, dell’impermeabilizzazione del suolo e di specifiche caratteristiche delle singole città.


Venezia, ad esempio, negli ultimi 150 anni il livello idrico relativo della città è cresciuto di oltre 30 centimetri e la soglia critica è stata superata 40 volte negli ultimi 10 anni. A Milano si sono registrati 150 eventi di piena negli ultimi 140 anni e in anni recenti si sono manifestati meno giorni piovosi, ma piogge più intense. A Napoli, piogge intense che fino ad oggi si sono verificate ogni 10 anni, potrebbero verificarsi ogni 4. A Bologna, invece, mentre la rete di drenaggio protegge la città dal rischio idraulico, secondo le proiezioni climatiche ci si aspetta per il futuro un aumento di intensità e frequenza di fenomeni di allagamento.

Molti e diversi sono i modi con cui le città individuano, analizzano, valutano, comunicano il rischio connesso ai cambiamenti climatici. Se tutte le città si concentrano sull’analisi dei rischi connessi a ondate di calore e allagamenti, diverse sono le strade che ciascuna percorre per sviluppare piani di intervento. In alcuni casi (Milano, Bologna, Torino) la macchina amministrativa è dotata di elevate competenze e capacità tecniche, in altri casi (Roma, Napoli, Venezia), mentre si procede alla formazione delle capacità necessarie, si punta a collaborazioni con Università e centri di ricerca del territorio.

I dati del rapporto ‘Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in sei città italiane’ della Fondazione CMCC sono il risultato di analisi di ultima generazione, in particolare per le informazioni inerenti la tendenza dell’ultimo trentennio, e sono stati utilizzati, per la prima volta nell’ambito di un’analisi sistematica del clima nelle città italiane, modelli ad una risoluzione di 2 Km.

Per ciascuna delle sei città (Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia), il rapporto propone quattro sezioni specifiche:
Clima: gli scenari futuri, ma anche le tendenze che possiamo individuare in quello che è accaduto negli ultimi 30 anni in ogni città, analisi effettuata con dati ad altissima risoluzione (quelli a 2Km). Impatti climatici: analisi di come gli impatti legati a temperature e precipitazioni hanno interessato e interesseranno le diverse città. Valutazione dei rischi: una rassegna di come ciascuna delle sei città elabora la valutazione del rischio da cambiamento climatico. Strumenti di adattamento: una sintesi ragionata degli strumenti di cui le singole città si stanno dotando per implementare strategie e piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

Piani, progetti, strategie: anche in questo caso, avverte il rapporto CMCC, sono molto varie le risposte che sono già state attivate dalle diverse città e le azioni che vi sono incluse, che siano azioni di tipo istituzionale (come politiche, leggi, o opzioni economiche), sociale (che coinvolgono ambiti educativi, informativi e opzioni comportamentali), strutturali e fisiche (tecnologie, servizi, ecosistemi, ambiente costruito).

La scelta di queste azioni e la definizione degli strumenti dipende da molti aspetti, inclusi lo stato di avanzamento dei piani e dei progetti e l’opportunità di alcune azioni rispetto alle esigenze specifiche della città. Il quadro che ne emerge, in questo caso, è estremamente variegato.

“Questo lavoro è una assoluta innovazione nell’ambito dell’analisi e della gestione del rischio da cambiamenti climatici su scala urbana”, spiega Donatella Spano (CMCC e Università di Sassari) che ha curato il rapporto con Valentina Mereu (CMCC). “L’obiettivo è quello di fornire uno strumento che, fondato sulle più recenti conoscenze scientifiche, possa contribuire rendere le nostre città più pronte e preparate agli anni che stiamo vivendo e che vivremo, nel segno della sostenibilità e della resilienza- prosegue Spano- Per raggiungere questo obiettivo, il rapporto mette a disposizione un’integrazione di dati climatici originali con una rassegna approfondita sullo stato dell’arte della conoscenza sugli impatti da cambiamenti climatici e sugli strumenti e i metodi che le città hanno a disposizione per valutare, analizzare e affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»  Roberto Antonini