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In Italia si parte con la terza dose di vaccino. Ecco a chi toccherà

Al via la nuova campagna con i vaccini Pfizer e Moderna. Si inizia dai soggetti immunocompromessi, poi toccherà ad anziani e personale sanitario

ROMA – L’Italia parte ufficialmente la campagna per la terza dose di vaccino anti-Covid. Come stabilito negli scorsi giorni, dopo l’ok dell’Aifa, da lunedì 20 settembre è prevista la somministrazione di dosi addizionali per determinate categorie maggiormente esposte o più a rischio di malattia grave da Sars-Cov2. I primi a sottoporsi alla terza inoculazione, che avverrà solo con i sieri a mRna Pfizer e Moderna, saranno i soggetti immunocompromessi.

A CHI SPETTA LA TERZA DOSE
Nella categoria rientrano i soggetti che sono stati sottoposti a trapianto di organo e quelli in attesa di farlo, ma anche chi per altre ragioni ha una compromissione della risposta immunitaria: chi ha un tumore ed è in cura con terapie immunosoppressive, i malati gravi di Aids, chi è in dialisi o ha un’insufficienza renale grave. Nelle prossime settimane toccherà poi agli over 80, ai pazienti delle Rsa e anche agli operatori sanitari. Per il resto della popolazione, non è stata ancora presa una decisione. Al contrario di Israele, dove la campagna per la terza dose è stata estesa a tutti gli over 12.

COSA FARE PER RICEVERE IL VACCINO
Le procedure variano da regione a regione. In molte, sono gli stessi ospedali o medici curanti a contattare i soggetti immunocompromessi per fissare un appuntamento. La terza dose si può ricevere sia negli hub vaccinali che in ospedale che nello studio medico. La Regione Lazio, ad esempio, ha già iniziato a contattare telefonicamente i soggetti trapiantati. In altre Regioni, invece, toccherà ai cittadini prenotarsi, come hanno fatto per la prima dose.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

60° Anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale, Sottosegretario Pucciarelli: orgoglio italiano nel mondo.

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“Da 60 anni la Pattuglia Acrobatica Nazionale – la nostra PAN – rappresenta a livello internazionale un vero e proprio simbolo di eccellenza unanimemente riconosciuto e apprezzato.” – ha commentato il Sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, a margine delle celebrazioni del 60° anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale svoltesi nella ‘casa madre’ dell’aeroporto militare di Rivolto (Udine).

“In questi primi 12 lustri di attività, che quest’anno festeggiamo con fierezza, le Frecce Tricolori hanno portato nei cieli del mondo i meravigliosi colori della nostra Bandiera, imponendosi come ambasciatori di italianità, nonché efficace espressione delle capacità ideative e imprenditoriali del Paese e della sua industria. La maestria nelle esecuzioni delle sempre affascinanti manovre acrobatiche – che le fa sembrare così semplici e naturali al pubblico che accorre sempre numeroso e incantato – sono la chiara dimostrazione dei valori, della tecnologia, della competenza e della capacità di fare squadra che caratterizzano l’Aeronautica Militare. Ammirare ed ascoltare il loro programma è sempre incredibilmente entusiasmante e coinvolgente. Da togliere il fiato!

Le vicende della PAN – ha proseguito il Sottosegretario – esprimono l’altissima professionalità e passione che da sempre caratterizzano l’intera Arma Azzurra, qualificata dallo straordinario e quotidiano impegno di quanti hanno militato e militano nelle sue fila. Una Forza Armata dinamica e moderna che, al pari delle altre, mette al centro il proprio personale – uomini e donne, militari e civili –, curandone la formazione, la motivazione e la crescita con l’obiettivo di realizzare strette e fondamentali sinergie tra le diverse risorse umane – in questo specifico caso, tra il personale di volo e quello di supporto a terra – e tra l’operatore e il mezzo.

Nella nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale – ha aggiunto Pucciarelli – troviamo l’espressione del successo di un virtuoso lavoro di gruppo, dove tutti operano armonicamente, con la piena consapevolezza del proprio ruolo, con lo stesso entusiasmo, per contribuire a raggiungere il medesimo obiettivo.

Le Frecce Tricolori sono un fiore all’occhiello del Paese, un’eccellenza tutta italiana che ci fa battere il cuore quando vediamo le sue magnifiche livree sorvolare i cieli della Penisola. Un orgoglio nazionale che portiamo alto anche e soprattutto quando i nostri piloti si esibiscono sui palcoscenici internazionali.

Al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vecciarelli, al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Rosso e ai componenti della PAN rivolgo i più fervidi auguri per questo 60° anniversario, a cui unisco il mio grato apprezzamento a tutti gli uomini e le donne dell’Arma Azzurra per il quotidiano operato al servizio delle istituzioni e della collettività.” – ha concluso il Sottosegretario Pucciarelli.

Marino. Insediata giuria premio letterario nazionale Moby Dick Danko

“E’ fenomenale ciò che state compiendo qui. Siete la resistenza dei nuovi partigiani della cultura. – così inizia il suo saluto durante il suo intervento conclusivo Vittorio Nocenzi, fondatore e leader imperituro del Banco, qui in veste di Presidente onorario del Premio Moby Dick – Danko – Questa realtà, BiblioPop, che conoscevo per aver seguito qualcosa ma che non avevo toccato con mano, è qualcosa che toglie il fiato. Si avverte cosa c’è dietro di impegno, di vostra fatica autentica per non lasciare che avanzi il deserto culturale in cui tanta parte del nostro Paese, e molta parte dell’occidente è immerso. Sono qui perché, come ha mirabilmente ed efficacemente illustrato Marco Onofrio, è esatto, stringente, vero, il passaggio tra la scelta di un premio letterario con Narrativa e Poesia che già fa intravvedere fantasia al lavoro, curiosità verso il futuro. Questo unito all’opera di Melville lascia subito spazio ad un tuffo verso cammini ed esplorazioni, Di qui a Moby Dick. Moby Dick una delle nostre migliori creature musicali e poetiche che si attagliano benissimo a questo indirizzo del Premio. Vi ringrazio, davvero tutti, qualche giovane, parecchi giovani adulti e qualcuno mio quasi coetaneo, le molte donne presenti, perché mostrate una tenacia, un amore e passione per lo spirito che può salvare l’umanità, facendola fuggire dal consumismo, dall’usa e getta, dalle esteriorità senza passioni. Voglio a tale proposito – ha intrattenuto amabilmente Vittorio Nocenzi – raccontare un aneddoto di storia, che è storia di vita, che mi ha riferito Burri in Argentina. Mi disse che in un dialogo, un suo interlocutore gli chiese: ma se diciamo che l’orizzonte è la ricerca possibile, come mai, io percorro dieci chilometri verso la linea d’orizzonte e non trovo nulla; e se ne percorro altre quindici non trovo nulla ancora; sarà che non  serve tentare di raggiungere l’orizzonte stesso? E il maestro Burri rispose: ma è proprio l’azione della ricerca, mentre guardi l’orizzonte e avanzi, vai avanti, che è la finalità dell’orizzonte: il cammino che fai, la ricerchi in cui ti applichi. Ecco noi siamo questo – chiosa il Presidente leader del Banco – dei cercatori, che muoiono nell’animo nel momento in cui smettono questa attività. Ma voglio salutarvi con un augurio senz’altro, ma soprattutto per l’intuizione che avete avuto reciprocamente, voi a cercarlo e Danko ad essere disposto, per l’associazione di una attività altamente culturale sostenuto dal mecenatismo di uno sponsor, di un partner di sostegno economico. Prevedo per il taglio che state dando di avere successo analogo a quello che altri premi hanno tracciato questa strada, come ad esempio il famoso premio Strega. Nato proprio in un modo simile.”. Quasi tutti i giurati erano presenti all’evento di insediamento, tranne qualche impedimento di lavoro o familiare, ma la conferma di essere parte della squadra con convinzione e con forte partecipazione è stata confermata da tutti: dalla vicesindaca, assessore alla cultura del comune di Marino Paola Tiberi, al Direttore del Sistema Biblioteche Castelli romani, Giacomo Tortorici. Così gli altri: Valerio Mattei musicista; Nicolina Cianci psicoterapeuta; Sandro Caracci  operatore culturale; Patrizia Pallotta  scrittrice; Roberto Pallocca  scrittore, presidente; Stefania Studer, regista RAI TV; Fabio Massimo Franceschelli, scrittore; Patrizia Casi, docente; Michela Tozzi, impiegata. Dopo i saluti di benvenuto del Presidente di BiblioPop, Sergio Santinelli, la relazione introduttiva all’insediamento utile anche ai fini della divulgazione tra i media del valore, dei contenuti e delle modalità pratiche di tenere vivo il Premio Moby Dick – Danko, è stata svolta dallo scrittore Marco Onofrio che oltre che essere Presidente di Giuria è soprattutto l’ideatore del premio. “L’idea del premio mi è venuta dall’acronimo ACAB (Associazione Comune Autonomo Boville) che richiama per identità di suono il capitano Achab, protagonista del capolavoro di Herman Melville, il celebre romanzo “Moby Dick” (1851). – ha spiegato Marco Onofrio – Allora ho pensato subito alla omonima canzone del Banco di Mutuo Soccorso, e quindi al Maestro Vittorio Nocenzi, una delle colonne portanti della cultura e dell’arte ai Castelli Romani. Nocenzi è stato contattato in qualità di presidente onorario con diritto di voto, e ha accettato con entusiasmo. Questo filotto di scintille connettive è un esempio anche politico di “messa a sistema” delle risorse di un territorio, d’altra parte i Castelli Romani sono ricchissimi di eccellenze che andrebbero strappate dal loro splendido isolamento e incentivate a collaborare. Determinante per l’avvio concreto del progetto è stata la sponsorizzazione di Danko (da cui il nome del premio “Moby Dick-Danko”), il nuovo format di fast fooddietetico di gusto. Mi sembra quasi inutile sottolineare il valore simbolico di Moby Dick come metafora profonda del mistero della creazione, del male che incista nell’universo, dell’assoluto che l’uomo insegue e non raggiunge mai.  – prosegue nella spiegazione lo scrittore – Da qui l’invito alla ricerca e alla rincorsa eterna dell’ideale, dacché il viaggio senza fine “è” la condizione stessa dell’uomo. Il sogno senza tempo e senza luogo che intravediamo nell’utopia, appartiene in realtà ad ogni luogo e ad ogni tempo. “La caccia non finisce mai” come dice la canzone del Banco. Per questo un uomo senza sogni non ha futuro, e infatti il vero sintomo dell’invecchiare è non sognare più. Spesso anche i ragazzi, oggi, sono già “vecchi” perché la percezione ipnotica e compulsiva degli strumenti telematici tende a renderli opachi di alienazione e di noia, incapaci di sognare e immaginare. Ecco, quando “Moby Dick” del Banco dice “colpo di coda e vola via” penso allo scatto creativo che potrebbe accendere la fantasia delle giovani generazioni, tutelando la loro umanità. C’è bisogno urgente di seminare e custodire Umanesimo, e un premio letterario come questo – con le sue possibilità di scambio e confronto creativo di voci/visioni del mondo – può offrire il suo piccolo ma significativo contributo alla crescita civile, culturale e sociale del Paese. Mi piace infine ricordare – conclude Onofrio – che fra pochi giorni, il 25 settembre, si celebra la giornata mondiale dei sogni e di chi ogni giorno lotta per realizzarli. Ottimo motivo per consultare il regolamento del premio e cominciare a “sognare” di parteciparvi: c’è tempo fino al 31 marzo 2022.”. 

Il Premio consta di 2 categorie (A: POESIA; B: NARRATIVA) e 3 sezioni: (1: ADULTI; 2: JUNIOR; 3: CASTELLI ROMANI). La partecipazione è gratuita per ogni categoria e sezione. È possibile partecipare contemporaneamente a entrambe le categorie. POESIA: Si partecipa inviando da 1 a 3 composizioni poetiche, in lingua italiana, edite o inedite, di max. 40 versi ciascuna, dedicate alla libera interpretazione del tema “Moby Dick”. NARRATIVA: Si partecipa inviando 1 racconto breve, in lingua italiana, edito o inedito, di max. 10.000 caratteri spazi inclusi, dedicato alla libera interpretazione del tema “Moby Dick”.

Le opere (poesie e racconti), corredate della “Scheda di partecipazione” debitamente compilata, possono essere inviate o via e-mail (allegate in formato word o PDF), con oggetto PREMIO LETTERARIO MOBY DICK-DANKO, al seguente indirizzo di posta elettronica: premiomobydick@gmail.com oppure consegnate a mano o spedite in cartaceo al seguente indirizzo: Premio “Moby Dick-Danko” c/o BiblioPop APS, via G. Mameli, angolo via U. Bassi, 00040 S. Maria delle Mole (RM), entro e non oltre il 31 marzo 2022 (farà fede il timbro postale). La Premiazione (due premi in denaro con una borsa ciascuno di 300 euro; targhe e attestati per gli altri classificati di ogni sezione, in entrambe le categorie) è prevista orientativamente entro il mese di maggio 2022 a Santa Maria delle Mole (RM), presso la sede di BiblioPop.

La denuncia dei parchi a tema: “Il governo non ripaga la nostra fiducia nel Green Pass”

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L’Associazione Parchi Permanenti Italiani scrive a Gelmini, Fedriga e a tutti i Presidenti delle Regioni per i ritardi e le sperequazioni nella gestione dei 20 milioni di ristori che, seppur stanziati, non sono stati ancora erogati.

I parchi tematici italiani archiviano la stagione estiva registrando una perdita media tra agosto e settembre del 35% rispetto allo stesso periodo del 2019. La stima è di chiudere l’anno in calo del 50% sul 2019, purché non intervengano ulteriori misure restrittive o lockdown. L’introduzione del green pass ai primi di agosto ha bloccato il trend positivo di inizio stagione, spingendo molti potenziali visitatori a optare per attività alternative.

Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e del parco a tema Leolandia, dichiara: “I parchi a tema credono fortemente nel green pass e sono stati tra i primi ad introdurlo. Inevitabilmente questa misura ha causato delle perdite, anche per la concorrenza che si è generata nei nostri confronti da parte di altre categorie che non sono state inserite nel provvedimento. Il risultato è che molte realtà si trovano in una condizione di sofferenza finanziaria e non hanno la possibilità di recuperare perché l’autunno è notoriamente meno remunerativo rispetto all’estate e le scadenze di tasse e imposte non si sono fermate. Ci aspettavamo che la fiducia dimostrata nei confronti del governo fosse ripagata con provvedimenti adeguati a sostegno della categoria, come avviene in Francia. Al contrario, stiamo ancora aspettando i 20 milioni di euro del DL Sostegni Bis, successivamente convertito in legge: l’unico contributo stanziato in 18 mesi”.

Mancano inoltre criteri chiari per l’assegnazione delle risorse, con un evidente rischio di sperequazioni. La Conferenza delle Regioni, ad esempio, ha disposto la ripartizione del contributo tra le Regioni, comprendendo anche quelle nel cui territorio non ci sono parchi di divertimento. “Ho già notizia – prosegue Ira – che in alcune Regioni si sta pensando di destinare parte del fondo ad altri settori dello spettacolo”.

Per questo motivo, l’Associazione Parchi Permanenti Italiani ha scritto, senza ricevere al momento risposta, al Presidente della Conferenza delle Regioni Giuseppe Fedriga, al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini e a tutti i Presidenti delle Regioni suggerendo una serie di parametri utili a identificare le aziende della categoria e scongiurare la dispersione delle risorse. Tra questi: apposizione di un biglietto d’ingresso, licenza di esercizio, presentazione dei bilanci 2019 e 2020 per individuare un’aliquota di intervento sulla perdita di fatturato e quantificare l’ammontare del contributo destinato alle singole imprese.

Fino al 2019 i parchi divertimento italiani, circa 230 tra tematici, faunistici, acquatici e avventura, generavano 1,1 milioni di pernottamenti ed erano visitati ogni anno da 20 milioni di italiani e 1,5 milioni di stranieri. Sempre nel 2019 il comparto ha generato un giro d’affari di 450 milioni di euro riferiti alla sola biglietteria, cifra che sale a 1 miliardo con l’indotto interno, come la ristorazione e il merchandising, e a 2 miliardiconsiderando l’indotto esterno, relativo ad esempio a centri commerciali, hotel e altri servizi in prossimità dei parchi. A livello di occupazione, il settore prima della pandemia impiegava 25.000 persone tra fissi e stagionali, 60.000 con l’indotto. Nel 2020 le aziende del comparto in media hanno registrato perdite del 75%, collocandosi a pieno titolo tra le più colpite dalla crisi: il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura e alcune importanti realtà imprenditoriali italiane sono passate di mano a fondi di investimento stranieri. 

I Presìdi Slow Food, un atto politico e d’amore per l’Italia

A Cheese 2021 presentata l’ultima pubblicazione di Slow Food Editore:
“L’Atlante gastronomico dei Presìdi Slow Food”

349: sono i Presìdi Slow Food italiani. Non è una cifra tonda, ma è meglio così. Perché è un modo per sottolineare che il progetto con cui l’associazione della Chiocciola salva dall’estinzione razze autoctone, varietà di ortaggi e di frutta, pani, formaggi, salumi e dolci tradizionali non è giunto a un traguardo, ma è in continuo divenire. Un punto fermo, però, vale la pena metterlo, ed è per questa ragione che in libreria è uscito L’Atlante gastronomico dei Presìdi Slow Food, il testo che racconta tutti e 349 i Presìdi attivati sul suolo italiano. 

La new generation di produttori

«Quella dei Presìdi Slow Food è un’avventura importante e ben riuscita – ha spiegato il presidente di Slow Food, Carlo Petrini, nel corso della presentazione organizzata a Cheese 2021, a Bra fino al 20 settembre -. Negli ultimi cinquant’anni, l’elemento distintivo per quanto riguarda i prodotti alimentari è stato il prezzo: minore il costo, maggiore il successo sul mercato. Con i Presìdi, invece, invitiamo a fare un ragionamento sul valore: la qualità organolettica, le proprietà sulla salute, la tutela del territorio, il rispetto, il lavoro e il sapere di cui sono espressione, la valorizzazione di tutti i soggetti coinvolti lungo la filiera. Corrispondere il giusto compenso a un lavoro così importante è essenziale, perché senza una prospettiva economica per chi lavora la terra non vi può essere futuro».

Dal primo Presidio, il cappone di Morozzo nel cuneese, sono trascorsi più di vent’anni, un lasso di tempo che equivale grossomodo a una generazione. Infatti i più giovani produttori di oggi hanno proprio quell’età, per questo motivo, sul palco di Bra sono saliti tre di loro, in rappresentanza di altrettanti Presìdi Slow Food: i piemontesi Claudia Roggero, 23 anni, produttrice del Presidio dei mieli alta montagna, e Matteo Bosonetto, 28 anni, produttore del Presidio del vino Carema, e il ligure Simone Azaghi-Boreanaz, 30enne, produttore del Presidio della razza cabannina

«Nel miele ci sono praticamente nata» scherza Claudia Roggero. «Mio padre ha alveari da 30 anni. Mi ricordo quando, nel 2003, ha costruito il laboratorio: io e mio fratello eravamo piccini, ma stavamo sempre lì». Da tre, il numero di alveari è cresciuto fino ad arrivare a quota 300. D’estate la famiglia Roggero porta le api da Rivoli (Torino), dov’è basata l’azienda, fino a oltre quota 1400 metri, in val Sangone e val Pellice, per produrre miele di rododendro, millefiori e melata di abete. «Alcune persone hanno paura delle api, e le capisco. Ma il lavoro che svolgono è straordinario e importantissimo anche per l’uomo: per questo motivo invito tutti a firmare l’Iniziativa dei cittadini europei chiamata Salviamo api e agricoltori per chiedere alle istituzioni europee un’agricoltura sostenibile, a vantaggio degli impollinatori, degli agricoltori, della salute e dell’ambiente».

Anche la storia di Matteo Bosonetto comincia in famiglia: «Mio nonno e mio padre si sono sempre dedicati alla viticoltura, senza però mai farne il lavoro principale. Era più che altro una passione». Per lui, la viticoltura non è soltanto un passatempo: «Sono un coltivatore diretto, conferisco le uve alla cantina sociale di Carema di cui faccio parte da quando avevo 18 anni e di cui oggi sono vicepresidente». Una delle peculiarità del Carema è la dislocazione dei vigneti: si tratta di terrazze di un anfiteatro naturale che, partendo da 300 metri sul livello del mare, arrivano fino a quota 600 metri. «Non immaginatevi le classiche vigne – avverte Matteo -. Sono pergole di pietra e legno dove non si lavora con mezzi meccanizzati, ma solo in modo manuale. È una viticoltura estrema, molto faticosa e fino a qualche tempo fa non sufficientemente remunerativa. Molti produttori, infatti, non vivono esclusivamente di questo lavoro: per i prossimi anni mi auguro che la situazione cambi».

Simone Azaghi-Boreanaz, con la famiglia gestisce un agriturismo a Carro, nello spezzino, dove allevano vacche di razza cabannina, coltivano ortaggi e portano in tavola nel proprio ristorante i prodotti che loro stessi lavorano. «Tranne olio, vino e farina tutto il resto è di nostra produzione» assicura. Proprio la cabannina è il punto forte dell’azienda: «Sono vacche piccoline, dal manto rossiccio. Da noi vivono libere tutto il giorno, si alimentano di ciò che la terra dà loro e noi integriamo soltanto con erba medica e fieno» spiega. La cabannina, che era pressoché estinta, si è salvata anche grazie al lavoro di Simone: «Abbiamo cominciato con due vacche che lasciavamo sempre libere, insieme ad altrettanti tori. Così, un po’ per volta, siamo arrivati ad averne più di 30». 

I Presìdi: qualche numero

«Mettere a punto l’Atlante Gastronomico dei Presìdi ha richiesto un lavoro di squadra straordinario che ha coinvolto ogni angolo della rete italiana di Slow Food – ha commentato Serena Milano, segretaria generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus -. Il nostro progetto ha un valore politico, perché le scelte di ognuno di noi, anche come consumatore, sono atti politici; ma è soprattutto un viaggio divertente, attraverso l’Italia più bella». 

I Presìdi Slow Food attivi in Italia sono 349, in tutte le regioni, per un totale di 2.465 produttori coinvolti. La Sicilia vanta il maggior numero di progetti (51), seguita da Campania (41), Piemonte (36), Toscana (22) e Abruzzo (18). Gli ortaggi sono la categoria più rappresentata (66), seguita dai formaggi (58, molti dei quali a Bra per Cheese fino al 20 settembre), legumi e frutta (46) e salumi (39). 

Guardando ai soli formaggi, ci sono caci millenari, come il fiore sardo dei pastori, che risale addirittura alla civiltà nuragica, e il conciato romano, il formaggio campano citato da Plinio il vecchio e da Marziale nel I secolo d.C. E poi straordinari formaggi alpini – come lo storico ribelle, il bagoss di Bagolino, il Castelmagno d’alpeggio – e le paste filate del sud, dalla mozzarella nella mortella campana al caciocavallo podolico del Gargano, in Puglia, dalla vastedda del Belìce alle provole dei Nebrodi e delle Madonie, in Sicilia. Un excursus nella storia e nella geografia di tutta la penisola.

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si svolge a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla Città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte. Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra. Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento – che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza – sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio. Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua; la Fondazione CRT e la Fondazione CRC per il loro contributo.

Turismo enogastronomico sì, ma quale?

Il ministro del Turismo Garavaglia, il direttore di Repubblica Molinari e il presidente di Slow Food Petrini discutono a Cheese del legame tra il buon cibo e la ripartenza turistica per generare ricadute per chi vive il territorio

Il 70% dei turisti italiani reputano fondamentale l’offerta gastronomica nella scelta della meta delle vacanze, il 90% desidera vivere esperienze legate al cibo durante il viaggio. Dati che, secondo Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management all’Università di Bergamo e presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico, rivelano l’importanza del settore nel trainare l’intero comparto. Di questo, e soprattutto di quale tipo di enogastronomia promuovere, si è discusso a Cheese, in corso di svolgimento a Bra fino al 20 settembre. 

«Nelle ricerche che riguardano il tema dell’enogastronomia in Italia, diversi formaggi occupano le prime posizioni della classifica delle fonti di attrattività turistica, insieme alla pizza» ha spiegato Garibaldi nel corso dell’introduzione, sottolineando come le visite ai caseifici rappresentino una delle voci più gradite da chi si appresta a svolgere esperienze in viaggio. 

«Per la prima volta l’Italia si doterà di un piano per il turismo enogastronomico» ha annunciato il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che ha passeggiato per le vie di Bra incontrando i produttori dei Presidì e fermandosi a dialogare e a degustare il macagnpiemontese e lo storico ribelle lombardo. Il ministro ha ricordato che il nostro Paese «ha un problema, quello di essere primo in Europa a gennaio nelle ricerche online e di ritrovarsi in quinta o sesta posizione per presenze a fine anno, al momento di verificare i dati», ma ha sottolineato che esiste una soluzione: «Per vincere la sfida che ci attende, cioè guadagnare nuove quote di mercato, è sufficiente organizzarsi meglio, mettere a sistema le risorse. Occorre far conoscere le ricchezze di cui disponiamo». 

È il caso delle Langhe e più in generale dell’intero Nord-ovest italiano che, secondo il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, hanno saputo generare valore e promuovere un turismo legato all’enogastronomia grazie «al legame con l’identità del territorio, all’attenzione alla sostenibilità e alla produzione di risorse sane». 

Secondo Carlo Petrini, presidente di Slow Food, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione nel rispondere all’esigenza di offrire turismo: «Quello di garantire alle comunità che abitano il territorio di vivere bene, perché non può esserci turista felice se la gente che vive nel posto non lo è». Il presidente di Slow Food ha sottolineato che «i nostri borghi, i paesi più defilati rispetto alle località caratterizzate da grandi flussi turistici, stanno perdendo pezzi di socialità. Non ci sono più le botteghe alimentari, non ci sono più le osterie, scuole e nemmeno più i parroci». 

Dalla tecnologia può arrivare un aiuto, secondo il ministro Garavaglia: «Grazie al digitale riusciremo a far conoscere anche l’ultimo pezzetto del nostro bel Paese» ha detto. Prendendo in prestito una metafora artistica, ha aggiunto che le istituzioni possono rappresentare la cornice del quadro complessivo, ma che sta ai singoli territori il compito di dipingere bene il quadro complessivo, sfruttando anche i mezzi tecnologici di cui oggi disponiamo e lavorando sul marketing territoriale. 

«Oltre a sviluppare le doti comunicative dei territori – ha concluso Petrini – abbiamo bisogno di mantenere in vita presidi di economia vera, anche per quanto riguarda le produzioni alimentari: perché se non ci sono più contadini, agricoltori e artigiani, che cosa potremo comunicare ai potenziali turisti?». 


Di questi temi si parlerà anche nel corso della conferenza Turismo enogastronomico: chi sono, cosa fanno, cosa desiderano i viaggiatori del gusto, in programma lunedì 20 settembre alle 10.40 presso lo stand di Il Gusto, nel cortile di Palazzo Garrone in piazza Caduti per la Libertà a Bra. 

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si svolge a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla Città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte. Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra. Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento – che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza – sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio. Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua; la Fondazione CRT e la Fondazione CRC per il loro contributo.

Florence Trend: assegnati i premi per la promozione del Made in Italy

Tra i premiati aziende, interior designer, giornalisti e blogger

Grande partecipazione di pubblico per la seconda giornata della fiera Florence Trend in corso a Fortezza da Basso nel capoluogo toscano. Numerosi gli operatori del settore che sin dall’apertura hanno sfidato le avversità atmosferiche per accedere all’esposizione dedicata all’arredo casa, decoro e regalo. Ieri, nella giornata inaugurale celebrata dal Governatore Eugenio Giani e da Eleonora Daniele, è stato registrato un +20% di presenze rispetto allo scorso anno.

Firenze 18 settembre 2021 Sera aperiitvo e premi salone “Florence Trend: Home, Decor & Gift” ph: Stefano Renna

Intanto ieri in serata, dopo la cerimonia inaugurale ed il taglio del nastro alla quale hanno preso parte il presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini, il consigliere della Camera di Commercio di Firenze Tamara Ermini e l’assessore allo Sviluppo del Comune di Firenze, Federico Gianassi, si è svolta la cerimonia dei Florence Trend Awards che ha visto la partecipazione dei premiati in diverse categorie. A ricevere i riconoscimenti per la creatività, lo stile e l’eleganza Made in

Italy sono stati: l’interior designer Davide Conti in collegamento video da Shanghai, premiato per il suo impegno a favore dell’immagine italiana nel mondo con l’incontro tra le culture e le tradizioni italiana e cinese;  la direttrice della rivista di settore Casa Stile, Laura Tarroni, e la blogger Gloria Di Blasi. Per le aziende, premiate Kartos Toscana Carte Pregiate per l’impegno nella nobile arte tradizionale cartaria e Patrizia Daliana, per lo stile e la creatività delle sue preziose collezioni di gioielli e, ancora, Creazioni artistiche per la ricercatezza del design di oggetti decorativi per la casa; Erbolinea per la creazione di eleganti fragranze inedite per ambienti, e l’azienda artigianale Luccarda per i suoi prodotti di legatoria di alta qualità.

L’ esposizione, che vede in mostra oltre 100 marchi del settore Decor, Home e Gift, è aperta agli operatori del settore sino a lunedì 20 alle ore 15.00. Il settore muove da Firenze i primi passi di una ripresa che vedrà protagonista la Fivit srl per costruire già dal prossimo anno un ulteriore ampliamento, con l’apertura del padiglione principale di Fortezza da Basso: lo Spadolini.   

Anna Claudia Petrillo (candidata lista Pd): «A Latina con Alessandro Zanper sostenere la città dei diritti»

Il 22 settembre incontro con Valentina Cuppi (presidente del Pd), Alessandro Zan (parlamentare), Lorenzo Donnoli (portavoce nazionale 6000sardine), Patrizia Ciccarelli (Assessora alle Politiche Sociali) e il sindaco Coletta

«Voglio spendermi per una politica che sia ‘di prossimità’, per una società sempre più inclusiva, che sia di tutte e di tutti», sostiene l’attivista e candidata al Consiglio comunale di Latina Anna Claudia Petrillo. Proprio alla luce di questa convinzione è stato organizzato l’evento “Latina, città dei diritti”, che avrà luogo nel capoluogo pontino mercoledì 22 settembre alle ore 18.30 (presso il ristorante il Patio in via Tito Speri 10 a Latina.

 «La lotta all’omotrasfobia, la misoginia, l’abilismo (la discriminazione nei confronti delle persone diversamente abili) – temi, oggi, di eccezionale attualità – saranno al centro del dibattito: nel corso dell’incontro interverranno Valentina Cuppi (presidente del Partito Democratico), Alessandro Zan (parlamentare) e Lorenzo Donnoli (portavoce nazionale 6000sardine), Patrizia Ciccarelli (Assessora alle Politiche Sociali) e Damiano Coletta (Sindaco).  Alessandro Zan, in particolare, presenterà durante l’evento il suo libro ‘Senza Paura – La Nostra Battaglia Contro l’Odio’. Per me campagna elettorale significa mettere al centro i temi. E voglio farlo con le persone con cui ho condiviso lotte, percorsi di vita e visione del mondo. È fondamentale però che alla riflessione prendano parte anche le cittadine e i cittadini che ogni giorno si confrontano con questi argomenti e che ogni giorno – in modo diverso, ognuno con le proprie specificità – vivono queste tematiche sulla propria pelle».

AL VIA IL XXXIII CONGRESSO SIPPS DAL 23 AL 26 SETTEMBRE A CASERTA

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DI MAURO (PRESIDENTE): SIAMO ANTENNA SOCIALE E GARANTIAMO LA PREVENZIONE

Il pediatra in primis si occupa di prevenzione, è un’antenna sociale. Ci consegnano bambini sani e noi dobbiamo continuare a mantenerli sani”. A dirlo è Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che dal 23 al 26 settembre riunisce a Caserta tutti gli specialisti dell’età evolutiva, ma non solo: al centro pone sempre le famiglie.
Il XXXIII congresso SIPPS, che ha come titolo ‘Mete vicine… tra sguardi ancora “distanti”’, si svolgerà all’Hotel Golden Tulip Plaza. L’evento sarà in presenza e online in live streaming.
In questa occasione la SIPPS presenterà i lavori realizzati negli ultimi anni, mettendo in rete professionisti provenienti da molteplici settori. È prevista anche la partecipazione del ministro per la Disabilità, Erika Stefani, “che ci onora con la sua presenza da remoto per presentare insieme a noi la Guida pratica intersocietaria sulla tutela della Disabilità ‘Includendo 360’”, aggiunge Di Mauro.
A Caserta la SIPPS promuove, quindi, quattro giornate di formazione, per fare il punto con gli specialisti del settore sui temi che spaziano dal neurosviluppo alla genitorialità responsiva. Saranno presentati documenti intersocietari, guide pratiche per genitori e specialisti, consensus sullo Sport e manuali di prevenzione, dalla gestione degli effetti indiretti del COVID-19 all’alimentazione complementare, fino a proporre un vero viaggio nella filiera agroalimentare italiana. Per informazioni: https://www.SIPPS.it/evento/caserta-23-26-settembre-2021/

DANTE 700: trionfano la Toscana, il Lazio e il Brasile

  – Toscana, Lazio e Brasile trionfano al concorso di arti visive “Dante 700 Sospira”  promosso nell’ambito delle attività speciali del Premio Penisola Sorrentina, in sinergia con il centro culturale Exordium di Buonalbergo e la collaborazione dello IACE di New York per celebrare i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta.
La giuria, presieduta dall’artista sannita Peppe Leone e composta da Pasquale Palmieri (architetto e fotografo), Luigi Ballerini (poeta), Aniello Scotto (artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli), Charles Traub (fotografo americano), Berardo Paradiso (presidente dello IACE di New York), Mario Esposito (direttore del Premio Penisola Sorrentina, ha selezionato i due vincitori per le sezioni “pittura” e “fotografia”.
Per la pittura il vincitore è Paolo Gazzara di Prato con l’opera  “ Durante di Alighiero degli Alighieri” .
Per la fotografia il premio va invece a Maurizio Tromboni di Massa Carrara per la foto “Memento”.
Due inoltre i premi speciali: per la pittura la menzione va a Michele Freitas di Sao Paulo do Brasil con l’opera “Inferno de Dante”; per la fotografia invece ad Antonietta De Biase di Minturno con la foto “Il pensatore”. Su quest’ultima opera si è soffermato in particolare l’americano Charles Traub – in rappresentanza dello IACE – che da New York così dichiara: “penso che rappresenta la cornice delle anime che hanno compiuto la loro espiazione. La foto è molto bella raffigura bene l’agonia o l’estasi”.
Ora parte la fase “popolare” della competizione digitale, svoltasi sulla piattaforma Cercarte.it, fondata dal lucano Alberto Nigro.
Una delle due opere vincitrici (la pittura di Gazzara o la foto di Tromboni) diventerà infatti la “copertina d’autore” del Premio Penisola Sorrentina, riconoscimento nazionale organizzato con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Campania.
Cliccando su cercarte.it/dante700 sarà possibile scegliere – con un meccanismo di e-voting aperto fino al 25 settembre- tra il “Durante di Alighiero degli Alighieri” di Gazzara e il “Memento” di Tromboni” quale delle due opere diventerà la “copertina d’autore”.
Sulla importanza in termini sociali dell’iniziativa, che declina cultura ed innovazione, pone l’accento il presidente del concorso, il sannita Giuseppe Leone: “Il concorso di arti visive Dante700 ha utilizzato il web e le nuove tecnologie digitali con l’obiettivo primario di consentire a chiunque di avvicinarsi al pensiero di Dante Alighieri e di tradurre questa esperienza in un’opera visiva. Più che artistico, altissimo è dunque il valore esperienziale che l’iniziativa restituisce”, commenta l’artista.
Anche il fatto di affidare ora la scelta della copertina d’autore ad una giuria popolare è la testimonianza  di come il progetto complessivo intenda prima di tutto democratizzare e diffondere la cultura tra coloro che amano il sapere, oltre gli accademismi, i circuiti affermati e gli addetti ai lavori. Il principale merito di questa iniziativa digitale – al di là degli esiti espressivi delle opere in gara – è consistito proprio nel fatto che si è scelto di valorizzare l’impegno entusiasta e corale dell’intelletto intorno alle verità eterne di cui la poesia di Dante è intessuta”, conclude Leone.