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Azzerare le emissioni inquinanti con il bambù: ecco il progetto ‘Forever Zero C02’

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La holding Forever Bambù propone alle aziende di acquistare parti di foreste e ridurre l’anidride carbonica assorbita dalle piante

Di Piero Battaglia

ROMA – Piantare foreste di bambù gigante può contribuire ad azzerare le emissioni inquinanti prodotte dalle aziende. Questa la mission portata avanti da Forever Bambù, holding della green economy e leader europeo nella piantumazione di bambù gigante, grazie al progetto ‘Forever Zero CO2’ che consente ad aziende e professionisti di ridurre o azzerare il proprio impatto ambientale ed essere carbon neutral, grazie all’eccezionale assorbimento di anidride carbonica delle sette foreste di bambù dell’azienda in Italia. Il bambù gigante, pianta originaria dell’Asia, è in grado di sequestrare fino a 229 kg di CO2 all’anno, 36 volte più di una qualsiasi altra pianta. Ma come funziona nel concreto l’iniziativa ‘Forever Zero CO2’? L’agenzia Dire ha avuto modo di chiederlo a Emanuele Rissone, presidente e fondatore di Forever Bambù.

“LE AZIENDE ACQUISTANO PARTI DI FORESTA, NOI GESTIAMO LA C02”

“Il progetto da noi elaborato – spiega Rissone – è il risultato di una serie di studi. Ci siamo rivolti al mondo dell’università, avendo come interlocutori società specializzate in grado di quantificare gli effetti benefici del bambù gigante in relazione all’assorbimento di anidride carbonica. Dopo aver valutato la fattibilità dell’iniziativa si è deciso di coinvolgere le imprese. Abbiamo proposto alle aziende un contratto di usufrutto della durata di vent’anni. Loro acquistano una porzione di foresta, noi gestiamo la CO2 che viene assorbita dal bambù e di conseguenza l’impresa può sfruttare l’anidride carbonica compensata”.


“L’obiettivo – dichiara Rissone – è quello di sensibilizzare le aziende italiane sui temi della sostenibilità ambientale, invitandole a piantare nuove foreste che contribuiranno a ridurre o addirittura ad azzerare le loro emissioni inquinanti. Chiaramente prima di realizzare una foresta di bambù è necessario che le imprese ripuliscano i luoghi di lavoro dalle sostanze che producono danni ambientali. Una volta realizzato questo processo senza dubbio una buona fetta di inquinamento rimarrà e a quel punto entra in gioco il progetto ‘Forever Zero C02′”.

“LE AZIENDE PIÙ STRUTTURATE SPOSANO IL NOSTRO PROGETTO”

‘Forever Zero C02’ è aperto a tutti i tipi di impresa, dalla piccola azienda locale alla grande multinazionale. Di fatto, come sottolinea Rissone, “per adesso ad aver risposto al nostro appello sono state principalmente le aziende più strutturate, in particolare le multinazionali che scelgono questa strada per due motivi: la sensibilità verso i temi ambientali e la crescita del marketing. Aderire a iniziative simili, infatti, è una leva per accrescere la propria posizione sul mercato. Le piccole aziende locali, invece, non sanno neppure cosa sia la C02 e a oggi non hanno le capacità per cogliere simili innovazioni”.

IL BAMBÙ PUÒ SOSTITUIRE LA PLASTICA

“Il bambù gigante – afferma l’imprenditore – ha una caratteristica peculiare: può rinascere, quindi può riprodursi anche dopo il taglio. Si tratta di una pianta, non di un albero, che al momento del taglio tende a rafforzarsi. Questa sua potenzialità consente di assorbire anidride carbonica in maniera massiccia. Con la legna ricavata dal bambù abbiamo iniziato a produrre molti oggetti che vanno dalla cosmetica alla bioplastica. Questa pianta ci consente, infatti, di sostituire gradualmente la plastica. Al momento – conclude Rissone – siamo in grado di produrre oggetti utilizzando una percentuale di bambù che corrisponde al 35% ma ci spingeremo oltre, provando a raggiungere il 50%”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it».

Sileri: “Il vaccino salva la vita, politica non confonda le persone o riluttanza giusta”

“Le teorie stravaganti no vax non possono usare l’eccezione e non la le regola regola e chi è vaccinato ha meno possibilità di prendere il virus”

ROMA – “Quanti di noi qui pensano che il vaccino salvi la vita? Questa è la discussione fondamentale. Se non siamo d’accordo noi qui dentro su questo tema allora questo rende persone confuse. La politica non può discutere su una cosa che è scienza pura, il vaccino salva la vita, punto”. Quindi “discutiamo su tutto il resto, sull’obbligo, ma non sul fatto che il vaccino salvi o non salvi la vita”. Altrimenti, certi atteggiamenti della politica “porteranno a una riluttanza giustificata” perché “se per primi noi non chiariamo qui che il vaccino salva la vita, punto, le persone fuori qui si perdono, ed è comprensibile si perdano”. Così Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, in Aula al Senato nel corso della discussione generale sulla conversione del dl Covid-Green pass.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Roberto Antonini

Conte ai lavoratori Gkn: “Dobbiamo costringere l’azienda al dialogo”

“Dobbiamo portare in porto il decreto sulle delocalizzazione”, dice il leader del M5s

ROMA – “Il 20 settembre” al tavolo del Mise convocato per la Gkn “dobbiamo cercare di costringere l’azienda ad aprire un dialogo, a una prospettiva con gli strumenti che già ci sono”. Tra questi tentare la via dell’amministrazione straordinaria e nominare un commissario “che porti e apra a delle alternative”. È quanto afferma il leader del M5s, Giuseppe Conte, confrontandosi con i lavoratori della Gkn davanti allo stabilimento di Campi Bisenzio.

Durante i mesi più duri della pandemia, aggiunge, “tutto il sistema Paese ha fatto uno sforzo immane, affrontando un momento in cui sembrava che da un momento all’altro il settore produttivo venisse squarciato, lacerato, distrutto. Abbiamo fatto un blocco fino a giugno per evitare che centinaia di migliaia di lavoratori andassero per strada. Dopo tutto questo, adesso che vediamo una ripresa e c’è la prospettiva di un 6% di Pil”, ma qui i vertici dell’azienda “cessano l’attività”, aggiunge l’ex premier sconsolato.

L’ex premier sottolinea poi che, verso i lavoratori Gkn, da parte del M5s c’è “la massima disponibilità”. La viceministra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, “è in prima linea e sta mettendo la faccia su tutte le crisi aziendali. Però il ministero è articolato e composito, vorremmo che tutti recitassero la loro parte“, aggiunge l’ex premier lanciando una stoccata al minstro Giorgetti.

Così, approfondendo sul tavolo che il Mise potrebbe convocare il 20 settembre, Conte chiede alla viceministra: “Parteciperà anche il ministro” Giancarlo Giorgetti? “Non lo so. La cosa importante è non avere dubbi sul fatto che si troverà una sintesi”, risponde Todde.
E ai lavoratori aggiunge: “Oggi sono qui per tenere alta la soglia di attenzione e di massima sollecitudine delle istituzioni. Alessandra sta lavorando con la massima determinazione e ha tutto il supporto del Movimento 5 stelle”.

CONTE: DECRETO DELOCALIZZAZIONI NECESSARIO, COOPERATIVA LAVORATORI PROSPETTIVA SU CUI LAVORARE

“Dobbiamo portare in porto il decreto sulle delocalizzazioni”. Lo ha sottolineato il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, durante lo scambio di battute che ha avuto con il Collettivo di fabbrica della Gkn, davanti ai cancelli dello stabilimento di Campi Bisenzio.

Un tema scivoloso, visto che proprio i lavoratori hanno già bocciato la misura nel merito e nel metodo: non servirà alla loro causa e non impedirà alle ditte di delocalizzare, visto che mancano le sanzioni. Tanto che, a fianco dell’ex premier, interviene la viceministra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde: “Non serve a loro, su questo bisogna essere chiari e onesti con i lavoratori. È stato chiamato erroneamente ‘salva Gkn’, ma non è così“. Tuttavia rappresenta “il segnale della reazione di un Paese che non accetta certi comportamenti”.

Sulle mancate multe, quindi, Conte aggiunge: “Lì il problema è un po’ complesso, è un po’ come una coperta corta, se copri un lato ne scopri un altro. Oggi se fai un meccanismo stringente e punitivo poi ti dicono che le aziende non vengono più ad investire“.

Per questo, aggiunge Conte, “la cooperativa dei lavoratori” è una prospettiva “su cui dobbiamo lavorare”. Di fronte alle crisi di impresa “spesso la soluzione più concreta è quella di favorire i lavoratori”. L’orizzonte, quindi, è quello di “riuscire con le altre forze politiche a introdurre uno strumento” che tenga insieme “agevolazioni al credito bancario, i sussidi che normalmente si danno per la disoccupazione, l’anticipazione del Tfr, in modo da creare un volume finanziario”.

“Faccio qui una riflessione che feci quando fui informato dell’operazione Stellantis”, prosegue Conte. “Bene il rafforzamento, però mi sono subito preoccupato e mi sono raccomandato di curare bene tutta la filiera italiana dei fornitori e subfornitori, che non venisse pregiudicata rispetto a quella francese”.

Quello è un progetto che in prospettiva poteva esporre a questa criticità. Ma noi abbiamo una filiera italiana dell’automotive, e voi lo testimoniate. Non si tratta quindi solo della società madre o della capofila: quando parliamo di filiera dobbiamo batterci, anche in prospettiva. L’importante, infatti, è che la filiera italiana non ne soffra”, conclude Conte.

COLLETTIVO FABBRICA: GOVERNO DECRETI STOP LICENZIAMENTI

“Se non si riesce a far ritirare i licenziamenti per la mobilitazione, o per via legale con l’articolo 28”, la condotta antisindacale su cui è chiamato a esprimersi il tribunale di Firenze, “chiediamo al governo la decretazione d’urgenza per sospendere le 223 in atto (cioè la norma che regola le procedure di licenziamento collettivo, ndr), non solo la nostra, per darsi la possibilità di fare questa discussione sul Dl anti delocalizzazione”. La posizione dei lavoratori della Gkn la spiega all’agenzia Dire Dario Salvetti, delegato Rsu e membro del Collettivo di fabbrica. Lo dice nel giorno in cui l’ex premier Giuseppe Conte ha raggiunto lo stabilimento di Campi Bisenzio, dove si è confrontato per mezz’ora con gli operai che rischiano il posto. Ma lo dice soprattutto guardando il calendario, quando mancano soltanto sette giorni al 22 settembre, ovvero dalla possibile partenza delle lettere di licenziamento.

Stoppare la procedura e prendere tempo per discutere su una norma in discussione al governo, ma che dalle bozze circolate non piace ai lavoratori Gkn. Perché senza multe o sanzioni vere per le aziende, la misura in questione tenderebbe a proceduralizzare le delocalizzazioni, non a evitarle, osservano in tanti dentro la fabbrica.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Diego Giorgi

Cingolani: “Intervento immediato per mitigare l’aumento delle bollette”

Il ministro della Transizione ecologica assicura un intervento immediato del Governo per mitigare i rincari del 40% previsti nel prossimo trimestre

ROMA – Nell’affrontare l’aumento delle bollette di luce e gas “non è questione di parole, è questione di mercato. È sotto gli occhi di tutti che il gas stia aumentando in maniera costante, ed essendo la materia prima per produrre elettricità ne abbiamo un effetto importante sulla bolletta. Circa l’80% degli aumenti viene dal gas“. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani lo dice intervistato da Radio Anch’io, su Radio Uno Rai.

Dopo il suo annuncio sui rincari, il tema è diventato centrale nella politica italiana. Secondo Cingolani, per affrontare e mitigare l’aumento “c’è da mitigare innanzitutto il trimestre” perché “sappiamo che l’aumento è importante” e “avviene in tutta Europa”. Però “ogni Paese ha la sua ricetta” e “in queste ore stiamo rivedendo il metodo di calcolo, ci stiamo lavorando. C’è da ragionare su come viene costruita, calcolata, la bolletta”, prosegue il ministro.

“Nell’immediato, come abbiamo fatto nello scorso trimestre” quando ci fu “un aumento” delle bollette di luce e gas “seppur di livello inferiore”, ci sarà un intervento del Governo. Ma poi, aggiunge Cingolani, “c’è da mettere in piedi un intervento strutturale perché per quanto sembri si stiano saturando questi aumenti di costi, sono costi che rimarranno in bolletta”.

La Spagna di Pedro Sanchez ha attuato una strategia per far fronte al caro bollette che prevede minori remunerazioni ai produttori di energia e riduzione delle tasse, si potrebbe applicare qualcosa di simile in Italia? “Sono realtà profondamente diverse – precisa il ministro – Ricordiamoci quanto è grande il nostro comparto industriale rispetto al loro. Credo che si possano trarre alcune indicazioni ma difficilmente si può traslare la strategia da un Paese a un altro. Quindi noi dobbiamo lavorare sui nostri numeri e sulla nostra situazione”.

Ma secondo Cingolani, al di là delle contingenze del momento, il vero obiettivo è un altro: “Ora la vera cosa importante è accelerare il nostro processo di installazione delle rinnovabili, così ci sganciamo più rapidamente possibile dal costo del gas. Su questo il dl Semplificazioni ha fatto un lavoro enorme, noi stimiamo di scendere da 1.200 giorni di tempo medio di autorizzazione per un impianto a circa un quinto”, conclude il ministro.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Roberto Antonini

Il Senato approva il dl sul Green pass. FdI: “Alla Camera maggioranza spaccata”

Si va verso l’estensione dell’obbligo di certificato verde sia per i lavoratori pubblici che privati. E Draghi convoca i sindacati

ROMA – Il Governo accelera per l’estensione della certificazione verde a tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati. Intanto, nell’aula del Senato il dl Green pass ha superato il voto di fiducia con 189 voti a favore, 32 contrari e 2 astenuti. Si tratta del via libera definitivo al provvedimento, essendo già stato approvato dalla Camera ora è legge. E il premier Mario Draghi ha convocato i leader di Cgil, Cisl e Uil Landini, Sbarra e Bombardieri a Palazzo Chigi.

FDI: MAGGIORANZA SPACCATA IN COMMISSIONE CULTURA CAMERA

“In VII commissione la maggioranza vota divisa su uno dei provvedimenti sul green pass, misura ai limiti dell’incostituzionalità che lede i diritti dei cittadini. Il regolamento UE sul green pass esplicita espressamente la necessità di non discriminare fra cittadini di serie A e serie B. Germania, Danimarca, Svezia e molte altre nazioni hanno evitato l’introduzione del green pass. Già in Galizia e Andalusia il green pass è stato ritenuto non conforme. Continueremo la battaglia per la libertà degli italiani contro questo ‘lasciapassare’ per la vita sociale”. Lo dichiara il capogruppo in commissione Cultura alla Camera di FDI, deputato Federico Mollicone.

LEGA: STOP STRUMENTALIZZAZIONI, DIRITTO STUDIO NON NEGOZIABILE

“Stop strumentalizzazioni sulla pelle degli studenti. Siamo contrari ad uno strumento che li ghettizzi e li discrimini: il diritto allo studio non è negoziabile. Per questa ragione abbiamo espresso voto contrario al Dl Green pass in Commissione. La scuola, come il lavoro, è un diritto fondamentale. Sul green pass occorre buonsenso e ragionevolezza, valori che sono alla base del documento liberamente completato in proposito da Salvini con i governatori: il Green pass non può essere uno strumento di complicazione. La Lega è al governo per lavorare in questa direzione, compreso il totale sostegno alla campagna vaccinale sulla quale il precedente governo aveva fallito. Basta guardare l’esempio della Lombardia, prima regione in Italia ad aver raggiunto l’obiettivo che ci ha dato il commissario Figliuolo, ovvero l’80% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale”. Così i deputati della Lega in Commissione Cultura, Scienze e Istruzione alla Camera: Daniele Belotti (capogruppo), Giuseppe Basini, Angela Colmellere, Sara De Angelis, Felice Mariani, Filippo Maturi, Cristina Patelli, Germano Racchella, Luca Toccalini, Francesco Zicchieri.

PD: SALVINI SBANDA METTENDO A RISCHIO SACRIFICI ITALIANI

La Lega a guida Salvini sbanda ancora una volta sul tema green pass votando contro in commissione Cultura. Dopo le parole sconsiderate del suo leader sui vaccini che provocherebbero le varianti, ecco un nuovo capitolo dell’incapacità della Lega di stare al governo in maniera seria e responsabile. E se in Consiglio dei Ministri lo stesso provvedimento aveva ricevuto il via libera dei ministri leghisti, il voto di oggi in commissione fotografa una situazione schizofrenica. Il calo dei consensi, la constatazione che Salvini stia perdendo ogni giorno di più il contatto con il Paese, il nervosismo dei governatori, le critiche che da più parti del mondo produttivo si levano contro il segretario leghista producono una linea politica ondivaga, contraddittoria al limite del paradosso. Se sono in crisi è un problema loro, di Salvini e della Lega, ma è inaccettabile che queste tensioni si scarichino sul governo in un momento tanto delicato per la ripresa del Paese. Non abbiamo tempo per ridicoli tatticismi e imboscate parlamentari, è un momento decisivo per gli italiani, e il Partito democratico non permetterà che la Lega mandi a monte il lavoro e i sacrifici fatti in tutti questi lunghi mesi”. Lo dichiarano con una nota congiunta Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, e Flavia Piccoli Nardelli, della Presidenza del Gruppo Pd.

ORLANDO: CI SARÀ ESTENSIONE, È STRUMENTO PER EVITARE CHIUSURE

“Vediamo… sicuramente ci sarà un’estensione, quali saranno le modalità e i tempi lo discuteremo nelle prossime ore ma mi pare che la linea che avevamo definito all’inizio vada avanti ed è quella di un’estensione del Green pass come strumento migliore per evitare le chiusure, per evitare un ritorno a forme di intervento più restrittivo”. Lo dice il ministro del lavoro Andrea Orlando a margine della firma di un protocollo d’intesa con Amazon e i sindacati.

LEGGI ANCHE: Orlando: “Quarantena riconosciuta come malattia? Ci stiamo lavorando”

GELMINI: VERSO OBBLIGO PER LAVORATORI PUBBLICO E PRIVATO

“Il governo è pronto ad accelerare sul green pass, abbiamo intrapreso una strada chiara, il Consiglio dei ministri di domani sarà sicuramente un momento importante. Si va verso l’obbligo del certificato verde non solo per i lavoratori del pubblico impiego ma anche per quelli del settore privato. Solo immunizzando la stragrande maggioranza della popolazione possiamo contenere i contagi. Il vaccino è l’unica arma che abbiamo contro il Covid”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ai microfoni di Radio Rai.

FEDRIGA: NON TRASFORMIAMO PANDEMIA IN BATTAGLIA IDEOLOGICA

Green pass esteso per i lavori pubblici e privati? “La decisione sicuramente non mi vedrà in dissenso se questo è la scelta fatta sull’indirizzo della parte scientifica”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenuto su Radio1. Che aggiunge, in considerazione della contrarietà del segretario della Lega, Matteo Salvini: “Non trasformiamo in una battaglia ideologica la pandemia, dove uno è a favore o contrario a prescindere. Sarebbe una follia”.

Continua lo scontro tra Cecconi ed il Parco dei Monti Simbruini

Trevi Nel Lazio, Cecconi: ” Indicano, sulla pagina Facebook, in Subiaco, via C. Battisti, la sede del Parco”

Un duro e critico affondo da parte del capogruppo di minoranza del Comune di Trevi Nel Lazio, Vincenzo Cecconi, nei confronti dell’Ente Parco dei Monti Simbruini con sede nel Comune di Jenne, circa un’informazione della sua sede indicata nel profilo facebook, che indica il Comune di Subiaco. Al di la questo fatto, la posizione del consigliere Cecconi è da sempre critica, nei confronti della gestione e funzione dell’area Verde più grande del Lazio, di cui il Comune di Trevi Nel Lazio ne fa parte. “Non ho mai nascosta la mia totale disapprovazione per le modalità con cui viene gestito il Parco dei Monti Simbruini –scrive il consigliere Cecconi-. Ho sempre ritenuto che l’ente naturalistico fosse schiacciato sugli interessi territoriali di Subiaco e delle attività che vi sono nate, numerose, proprio sotto l’ala protettrice del Parco. Ora, noto che hanno gettato via ogni maschera e, senza più pudore, indicano, sulla pagina Facebook, in Subiaco, via C. Battisti, la sede del Parco, ovvero fuori dall’area naturalistica, nella periferia di quella “città”. Alla faccia della legge regionale istitutiva del Parco stesso e del Comune di Jenne che, ufficialmente, ne ospita ancora la sede legale. Ufficiale appunto, ma come da anni vado denunciando, ormai, di fatto, spostata all’ex mattatoio di Subiaco. L’atto, sfrontato e persino offensivo, per i restanti comuni, consacra, definitivamente, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, lo stesso Parco quale ente a servizio dell’unico comune che non ricade al suo interno. Già,  perché, contrariamente a tutti i restanti Comuni, Subiaco è fuori dalla perimetrazione dell’area naturalistica. Che il Parco ed il Comune di Subiaco avessero vissuto un intenso e passionale scambio di amorosi sensi, da oltre 35 anni, è cosa nota pure ai sassi, ma quello che non si digerisce è il perché i sindaci dei restanti sei comuni, accettino, supinamente, di svolgere ruoli da perfetti comprimari, conferendo territori veramente preziosi, sotto il profilo storico, paesaggistico e naturalistico, per riceverne,  in cambio, solo l’umiliazione di vedere tutto il ritorno turistico, di immagine e persino economico concentrato nell’unica “città ” che, oltre a non meritarlo (per il territorio che conferisce alla causa), non ne avrebbe proprio bisogno. Oppure 4 panche e 4 tavoli da pic-nic, concessi di tanto in tanto, quale prezzo per rinunciare alla titolarità dei rispettivi territori (titolarità sancita dalla Costituzione), è  sufficiente a colmare ogni progetto, ogni speranza di sviluppo e di riscatto?”

Porti: Battilocchio (FI), Civitavecchia porto Core sia priorità per il Governo

“Oggi sarà un giorno molto importante per Civitavecchia ed il Lazio: si terrà infatti l’incontrò finale, di una serie di tre, tra una delegazione della commissione Ue e una delegazione del ministero delle Infrastrutture italiano con l’obiettivo di definire i nuovi corridoi infrastrutturali europei in Italia. È la revisione della mappa dei Ten-T che Civitavecchia attende da anni: pur essendo un hub fondamentale a livello internazionale, tra i primi al mondo per traffico crocieristico, il porto di Roma Capitale, il nostro è l’unico porto italiano ad essere rimasto fuori nel riconoscimento dello status di porto ‘Core’ della Ue”. Lo dichiara Alessandro Battilocchio, Deputato di Forza Italia eletto nel collegio di Civitavecchia.

“Per quanto riguarda il territorio di Civitavecchia e dell’intera regione Lazio – aggiunge – la riunione di domani è un passaggio decisivo. Fallire questo obiettivo, dopo anni di lavoro, significherebbe destinare un intero sistema economico ed occupazionale potenzialmente in grande espansione, verso il baratro, precludendogli tra le altre cose l’opportunità di accedere alle risorse previste dai bandi del programma euroepo Connecting Europe Facility, sul quale sono stati stanziati oltre 36 miliardi nella programmazione 2021-2027. Domani si gioca questa partita fondamentale. Fallire questo obiettivo significa prendersi la responsabilità di condizionare negativamente le sorti del Lazio. In rappresentanza del territorio chiedo quindi al Governo di mettere in cima alle priorità dell’incontro di domani, come primo punto, l’inserimento nella rete core del porto di Civitavecchia. E’ l’unico modo che abbiamo per recuperare un gap che ci penalizza da ormai quasi un decennio e dare piena dignità al sistema portuale della Capitale e del Lazio”. 

AGRICOLTURA, MAGLIONE (M5S): MONTECITORIO PRONTO A DARE FINALMENTE ALL’ITALIA UNA LEGGE SUL BIOLOGICO

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 “Le richieste del mondo produttivo agricolo italiano, che a gran voce reclama l’approvazione definitiva della legge sul comparto biologico nazionale, troveranno piena e concreta sponda in Parlamento. Alla Camera, infatti, sarà presto portata in Aula la norma che il settore attende da oltre 10 anni affinché si mettano in campo tutte quelle azioni e misure volte alla salvaguardia e allo sviluppo delle produzioni biologiche in Italia”. Lo dichiara il deputato Pasquale Maglione, esponente M5S in commissione Agricoltura e relatore della proposta di legge ‘Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico’.
Parliamo di un settore – prosegue – che nel nostro Paese coinvolge circa 82mila operatori, per oltre 2mila ettari coltivati e che ci vede tra i leader europei con Francia e Spagna. I consumi, attuati da 9 famiglie italiane su 10, hanno raggiunto la cifra record di 4,3 miliardi di euro, con un aumento del 7% ulteriormente in crescita nelle previsioni per l’anno in corso, accompagnati dall’export che registra un +11% a 2,9 miliardi di euro”.
“Pertanto – aggiunge Maglione – dobbiamo lavorare per far sì che l’Italia possa dotarsi di una legge moderna sul biologico, in linea con le strategie comunitarie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità’ che ci hanno indicato i target da raggiungere: stimolare i consumi bio, aumentarne la produzione e migliorarne la sostenibilità. In questo solco si muove il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dove abbiamo fortemente voluto stanziare 300 milioni di euro alla creazione di contratti di filiera e distretto dedicati alle produzioni biologiche”.
La norma ridisegna e armonizza il comparto bio italiano – spiega il deputato 5 Stelle – istituendo un marchio nazionale, il tavolo tecnico che lavorerà per redigere il Piano d’azione per agevolare la conversione da agricoltura convenzionale e la promozione dei distretti bio nonché il Piano delle sementi. Grazie al Fondo per lo sviluppo delle produzioni bio, poi, daremo sostegno alla ricerca tecnologica e applicata al settore. Infine delegheremo il Governo a razionalizzare le norme sui controlli nel settore, a tutela dei produttori onesti ma soprattutto dei consumatori, cresciuti del 133% nell’ultimo decennio”.
Eventuali singoli questioni potranno essere oggetto di revisioni in successivi provvedimenti ma è fondamentale che l’impianto diventi legge entro questo autunno” conclude Maglione.

BARBET: “HO RICHIESTO ALLA REGIONE LAZIO LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DI TUTTE LE AUTORIZZAZIONI PER TMB E DISCARICA”

 “Successivamente all’Audizione di ieri in Commissione Regionale Urbanistica e Rifiuti, dove assieme al Vicesindaco Chiara Amati e all’Assessore all’Ambiente Antonio Correnti ho ribadito la più totale contrarietà della Città di Guidonia Montecelio all’entrata in funzione del TMB ed alla riapertura della discarica, oggi ho scritto alla Regione Lazio ed a tutti gli enti interessati per chiedere la sospensione di ogni genere di autorizzazione per i due impianti”.


“Dalla commissione sono emersi nuovi motivi che ci fanno essere sempre più convinti che l’eventuale utilizzo di TMB e discarica sarebbe assolutamente pericoloso e deleterio per l’ambiente e per la salute di tutti i cittadini- prosegue il Sindaco- questo atto è solo l’ultimo in ordine temporale e si aggiunge ai ricorsi al TAR, alle richieste di verifica e alle richieste di riesame di ogni genere di autorizzazioni che potrebbero portare all’apertura dei due impianti che si trovano nel cuore del Parco dell’Inviolata”.
“Come abbiamo sempre sostenuto sin dai primi giorni di amministrazione- conclude Barbet- e come espressamente richiesto dal Consiglio Comunale e dalle Associazioni, continueremo la nostra forte azione in difesa dell’ambiente, del territorio e dei cittadini”.

AGRICOLTURA, CADEDDU (M5S): VIA AI 94 MILIONI DI EURO IN SOSTEGNO DELL’ALLEVAMENTO ITALIANO

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 “Accogliamo con grande soddisfazione la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo con cui il Ministero delle Politiche Agricole stanzia 94 milioni di euro, a valere sul Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere previsti dalla legge di Bilancio 2021. Si tratta di fondi per supportare le filiere zootecniche colpite dalla crisi legata alla pandemia Covid”. Lo dichiara il deputato Luciano Cadeddu, esponente M5S in commissione Agricoltura.
Le risorse saranno ripartite – prosegue – tra i comparti suini (16 milioni di euro), conigli (2 milioni), carne bovina (42 milioni), ovini e caprini (8 milioni) e, infine, latte bovino (26 milioni). Apprezziamo le modalità previste che erogano lo stanziamento sulla base delle domande presentate dagli agricoltori nel 2020, contemplando la possibilità al contempo di nuove istanze per chi non ha avuto sostegni lo scorso anno. Ciò dovrebbe permettere un ristoro immediato per la maggior parte degli allevatori interessati”.
Il lavoro per il rilancio delle filiere zootecniche, nel solco della sostenibilità, prosegue con i fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pari a 1,2 miliardi di euro” conclude Cadeddu.