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Nasce il marchio ‘Zucchina chiara di Bologna’, presentato a MacFrut 2021

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Su iniziativa del Consorzio Agribologna, lo zucchino chiaro bolognese ottiene il marchio ‘collettivo di tutela’. Si tratta di un prodotto ‘storico’, oggi più che mai al centro della produzione orticola del territorio e della cultura gastronomica.
Prossima tappa: la certificazione IGP.

 

La zucchina ‘bolognese, storico prodotto del territorio emiliano, ottiene il marchio collettivo di tutela ‘Zucchina chiara di Bologna’. L’iniziativa è del Consorzio Agribologna – Gruppo Agribologna, che con mesi di lavoro dedicato ha messo a punto il ‘Disciplinare di Produzione’ e il marchio che, posto sul pack delle confezioni, garantisce al consumatore: origine, qualità e modalità di coltivazione della zucchina.

Tipica forma a ‘botticella’, color verde chiaro con maculature biancastre, lunghezza tra i 7 e i 14 cm, peso tra i 70 e i 150 gr, è l’identikit della ‘Zucchina chiara di Bologna’, oggetto di tutela del nuovo marchio. La zona di produzione comprende esclusivamente il territorio di Bologna e provincia. La ‘Zucchina chiara di Bologna’ è commercializzata in vassoi di cartoncino da 500/600 gr per la grande distribuzione, e in forma sfusa in cestini di plastica riciclata per il canale del retail tradizionale. Dal punto di vista ambientale, massima attenzione viene dedicata a sostenibilità e riciclabilità del packaging, particolarmente importante in questo caso, considerata l’estrema delicatezza del prodotto.

“Abbiamo voluto e cercato con grande impegno questo risultato. Ottenere il marchio collettivo, sinonimo di garanzia e di certificazione, per questo prodotto, da sempre al centro della produzione orticola dei nostri soci, significa per noi siglare una nuova tappa del nostro percorso, di valorizzazione dei territori e delle produzioni orticole” è il commento del Presidente del Consorzio Agribologna, Franco Linguerri. “Il marchio nasce con l’obiettivo di garantire origine, naturalezza e qualità del prodotto, con uno stretto controllo mirato che, dalla produzione al confezionamento, garantisca tracciabilità e rintracciabilità dell’intera filiera produttiva. Intendiamo poi contestualmente avvicinare i produttori ai consumatori, con l’ulteriore finalità di accrescere la percezione del valore del lavoro dei produttori, in un periodo storico in cui i consumatori possono essere frastornati da una fortissima offerta di beni e servizi e rischiano di dimenticare il valore dei beni alimentari territoriali e nazionali prodotti con duro lavoro, passione, nel rispetto dei valori ambientali e sociali. Siamo davvero orgogliosi di questo risultato, per la tutela dei consumatori e di tutti coloro che dedicano il loro impegno e il loro lavoro alla ‘Zucchina chiara di Bologna’. Si tratta di un prodotto storico, con cui intendiamo guardare al futuro, con grande attenzione anche per quanto riguarda l’evoluzione dei prezzi al mercato, che deve poter garantire gli alti livelli di qualità e salubrità, propri delle zucchine italiane. Non dimentichiamo che la zucchina è la seconda orticola, in termini di volumi di vendita in GDO, nel nostro Paese. La nostra prossima tappa è ottenere l’Indicazione Geografica Protetta.”

La zucchina bolognese ha radici profonde nel territorio, frutto di tradizioni e di coltivazioni tramandate di generazione in generazione. La particolare combinazione dei fattori produttivi, quali la capacità degli agricoltori e l’artigianalità di preparazione del prodotto, unitamente alle caratteristiche pedoclimatiche dell’area interessata, ha consentito a questa produzione di differenziarsi, diventando un prodotto di qualità e prestigio riconosciuti a livello locale, nazionale e internazionale e da oggi oggetto di tutela del marchio collettivo. I consumatori affezionati, o nuovi, sapranno – grazie al marchio di tutela – di trovare sempre nel prodotto tutte le caratteristiche che contraddistinguono la ‘Zucchina chiara di Bologna’.

LA ZUCCHINA, FRA COLTIVAZIONE, STORIA E CUCINA: le zucchine chiare appartengono alla famiglia delle Cucurbitacee, come la zucca, il cetriolo, il cocomero e il melone. Vengono raccolte ogni giorno da impianti di serra nel periodo primaverile, poi in pieno campo da maggio in poi. Si tratta di un prodotto molto delicato, da confezionare e portare alla vendita in tempi rapidi, per garantirne qualità e freschezza. Le semine iniziano in serra a febbraio e terminano ad agosto. La raccolta di prodotto incomincia a marzo e termina a inizio novembre. È un prodotto che si conosce da secoli: è il ‘frutto immaturo della zucca’, che si è evoluto nel tempo, passando dalla destinazione ad un’alimentazione prevalentemente povera, ad essere sempre più apprezzato e ricercato. Ritrovamenti archeologici (frammenti di semi e buccia, dal 7000 al 1500 a.C.) ne attribuiscono la provenienza al Messico e alla Costa Sud Occidentale degli Stati Uniti. È in seguito alla scoperta dell’America che la zucchina si diffonde in aree più calde e subtropicali. Le notizie disponibili sull’utilizzo culinario della zucchina partono nel ‘600 da Bologna, per mano di Vincenzo Tanara, agronomo, che racconta di zucchine ripiene di “pane, pignoli, uva passa, erbette, mosto cotto”. Nel ‘900, poi, l’Artusi scrive di zucchine ripiene “di grasso e di magro”, ricette che saranno poi riprese per le più classiche “Zucchine ripiene alla Bolognese” che devono la loro prima fama proprio al noto scrittore e gastronomo. Gli ultimi anni del ‘900 segnano una decisa evoluzione genetica della zucchina bolognese. Ed è proprio da quel periodo che guadagna una notevole importanza commerciale e accresce la propria notorietà, divenuta di recente anche ‘royal’. Nel 2018, infatti, il prodotto bolognese ispira Meghan Markle, duchessa di Sussex, che prepara una pasta con un sugo a base di zucchine, che battezza ‘Zucchine alla Bolognese’, creando in realtà una nuova, inedita ricetta.

GRUPPO AGRIBOLOGNA
2.500 clienti nei canali GDO, ristorazione commerciale, collettiva e retail tradizionale, un fatturato, stimato per il 2020 a 190 mln (totale gruppo). Sono i numeri del Gruppo Agribologna.
La cooperativa ha una base sociale di 110 aziende agricole, che coltivano circa 3.500 ha ettari in 7 regioni. La cooperativa e le società controllate impiegano 230 lavoratori.
Il Gruppo Agribologna si conferma come una delle più significative realtà italiane di settore. Il Consorzio Agribologna oggi cooperativa di primo grado, attiva da oltre vent’anni, è nata a Bologna nel 1997, dall’unione di sei cooperative, trasformatasi poi nel 1998 in Organizzazione di Produttori (O.P.) 

Ad Alba domenica 19 e 26 settembre la XXIII edizione dell’evento di Go Wine

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LA FESTA DEL VINO!

Il centro storico si trasforma in una ‘via del vino’
per un inedito doppio appuntamento

Sabato 25 e domenica 26 settembre 

Go Wne celebra 20 anni di attività con alcune iniziative

Torna ad Alba la Festa del Vino, manifestazione che da più di vent’anni porta in scena, lungo tutto il centro storico della città, le espressioni vinicole più rappresentative del territorio di Langa e Roero.      Come per la scorsa edizione, anche quest’anno la Festa del Vino raddoppia: appuntamento previsto per domenica 19 e domenica 26 settembre 2021.

Con l’occasione l’associazione Go Wine celebrerà i suoi vent’anni con un weekend, sabato 25 e domenica 26, dedicato a convegni, degustazioni e premiazioni assieme ai soci e agli enoappassionati.

L’iniziativa, promossa da Go Wine, è divenuta nel tempo un evento molto amato dal pubblico degli enoappassionati, italiani ed esteri; un format che si svolgerà nel 2021 con un itinerario fra Via Cavour e Piazza del Risorgimento (Piazza Duomo), trasformato il sito per un giorno in un’ideale ‘via del vino’.

L’itinerario viene circoscritto per ragioni di sicurezza e per ottemperare alle disposizioni in corso, in modo da favorire un ordinato svolgimento, su due turni (ore 13,45-16,30 e 16,30-19,15), con numeri contingentati e con l’obbligo del Green Pass.

Per queste ragioni è richiesta la prenotazione con i riferimenti che vengono indicati nel presente comunicato stampa.

“La scelta di svolgere l’evento nel corso delle due domeniche va nell’ottica di rafforzare progressivamente i contenuti dell’evento – dicono da Go Wine. Pur in un momento di restrizioni la scelta ha fornito buoni riscontri nel corso del 2020. Si guarda in prospettiva ad un evento che può crescere ancora e arricchire il panorama degli eventi sul territorio, con una grande vetrina dei vini, raccontati direttamente dalle cantine”. 

La manifestazione coinvolge infatti le realtà vinicole dei Comuni di Langa e Roero, mantenendo la sua connotazione di evento festoso, che richiama il tempo e il carattere gioioso della vendemmia, con la presenza delle realtà di promozione locale, delle cantine e delle botteghe del vino e delle associazioni di produttori.

Dalle ore 14.00 alle ore 20.00 i produttori, organizzati attraverso i Comuni partecipanti, presenteranno in degustazione le loro produzioni e promuoveranno la loro realtà territoriale.

La disposizione dei banchi d’assaggio sarà organizzata per aree omogenee affinché i visitatori possano idealmente percorrere le varie aree di produzione.

Dai celebri Barolo e Barbaresco, fiori all’occhiello del territorio, agli altri nobili vini delle Langhe e del Roero: il Nebbiolo d’Alba, il Roero, il Roero Arneis, la Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba, di Diano e di Dogliani, e molti altri vini ancora.

Dalle adesioni che stanno pervenendo si annuncia una presenza significativa, con cantine di oltre 20 Comuni del territorio ed un ricco banco d’assaggio con molte etichette (oltre 700!) rappresentate: un’occasione straordinaria per conoscere nuovi e diversi prodotti, per assaporare il fascino delle tipicità che firmano le colline intorno ad Alba e che convergeranno in un suggestivo percorso tra le vie medioevali del centro storico della città.

Ad accompagnare l’ideale percorso tra cantine e vini non mancheranno le specialità gastronomiche del territorio.

Nel secondo fine settimana la Festa del Vino si arricchisce con un programma di eventi legati ai festeggiamenti per i vent’anni di Go Wine.

Sabato 25 settembre è in programma ad Alba (ore 17 in Sala Fenoglio) un convegnosull’enoturismo , cui seguirà una degustazione. Il giorno seguente si terrà il convegno celebrativo dei vent’anni presso la Sala incontri del Castello di Grinzane Cavour: nel corso dell’evento vi sarà anche la Cerimonia di Premiazione del Concorso Letterario Nazionale Bere il Territorio. 

Dalle ore 14 le degustazioni guidate e il banco d’assaggio alla Festa del Vino ad Alba.

Gli eventi saranno su prenotazione, a numero chiuso ed evitando assembramenti, rispettando le vigenti norme di sicurezza che il periodo impone. Per tali ragioni sono previsti due turni di degustazione, con numeri contingentati, a cui il pubblico potrà accedere su prenotazione contattando Go Wine.

L’ingresso sarà consentito solo ai possessori di Green Pass.

Aggiornamenti sul sito www.gowinet.it e sulla pagina facebook di Go Wine!

Per info e prenotazioni

Associazione Go Wine Alba 

tel. 0173 364631 fax 0173 361147 stampa.eventi@gowinet.it www.gowinet.it

Prefettura di Rieti: Oggi si è svolta la riunione del Tavolo provinciale di coordinamento scuola-trasporti

Si è svolta nella giornata odierna, in video conferenza, la terza ed ultima riunione del Tavolo provinciale di coordinamento scuola-trasporti, presieduto dal Prefetto Gennaro Capo, per un aggiornamento della situazione relativa alla riapertura delle scuole il prossimo 13 settembre, con la didattica in presenza per la totalità degli studenti, ed al sistema del trasporto pubblico locale per il quale è stato previsto l’innalzamento all’80% del coefficiente di riempimento dei mezzi di trasporto rispetto alla capienza massima prevista dalla carta di circolazione.

Presenti all’incontro il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, i rappresentanti degli Assessorati regionali alla Mobilità ed alla Scuola, il Presidente dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Rieti, dell’Azienda Cotral, della Direzione generale della Asl di Rieti, nonché i Sindaci dei Comuni di Fara Sabina e di Poggio Mirteto.

Al termine del confronto, sono stati raccolti gli elementi che confluiranno del “Documento operativo” che sarà adottato dalla Prefettura con specifico riferimento agli istituti secondari di secondo grado della provincia.

In particolare, l’ufficio scolastico provinciale completerà la ricognizione della situazione relativa agli orari di entrata ed uscita degli studenti degli istituti superiori, tenendo presente i parametri individuati dall’Ufficio Scolastico Regionale che prevedono le due fasce di ingresso (ore 8.00 per il 60% degli studenti) ed ore 9.40 (per il rimanente 40%) nonché quello relativo al rispetto, anche per le uscite da scuola, dello stesso intervallo di tempo di 1 ora e 40.

Il Tavolo continuerà ad operare per la prevista attività di monitoraggio con l’intento di avvicinare la domanda e l’offerta in termini di servizio pubblico di trasporto ed attività didattiche, compatibilmente con le risorse finanziarie messe a disposizione dal Governo e dalla Regione Lazio ed il numero dei mezzi di trasporto reperiti sul mercato da Cotral e Asm.

Lazio Pride, il sindaco di Rieti nega patrocinio. Pietro Turano: “Non ci cambia niente”

Il primo cittadino: “Detesto le esibizioni”, il portavoce del Gay Center: “Poteva essere occasione per il comune di dimostrarsi vicino alla sua comunità”

ROMA – Il sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti, ha negato il patrocinio del Comune al Lazio Pride, manifestazione che sarà ospitata in città sabato 11 settembre. “Sono contrario a questo tipo di manifestazioni, detesto le esibizioni“, ha dichiarato il primo cittadino, ex Msi ora in Forza Italia, intervistato dal Corriere di Rieti.

Pronta la riposta del Gay center. “Un patrocinio negato a noi non cambia proprio nulla, piuttosto poteva essere occasione per il comune di dimostrarsi vicino alla sua comunità“, commenta l’attore Pietro Turano, portavoce di Gay Center, che presenterà gli interventi sul palco del Rieti Lazio Pride in Piazza Mazzini (RI) dalle ore 16.

“Questa scelta, che dimostra la completa miopia del primo cittadino rispetto ai bisogni della cittadinanza che dovrebbe rappresentare, conferma solamente la necessità di questo Pride a Rieti, dove già nel 2019 l’amministrazione si espresse contraria minacciando di vietare la manifestazione. Fortunatamente in un paese democratico il sindaco non ha poteri per reprimere il diritto a riunirsi pacificamente e non vedo come una manifestazione che parla di libertà e diritti potrebbe rappresentare una minaccia. Sabato ribadiremo perché i Pride sono necessari, soprattutto lontano dalle città metropolitane. D’altronde per la Rainbow Map di Ilga Europe per i diritti lgbt+, l’Italia si classifica al 35esimo posto in Europa, addirittura 8 posizioni dietro l’Ungheria di Orban, dove recentemente è stata promulgata una legge anti-lgbt e abolita quella che permetteva alle persone trans la rettifica dei propri dati anagrafici”, continua il portavoce di Gay Center, fra le associazioni organizzatrici di Lazio Pride.

Il Pride è un gesto politico di visibilità e riappropriazione dello spazio pubblico, nella città come nella comunità, ma anche di rivendicazione dei diritti e delle identità di tutte e tutti. E’ importante partecipare sabato per dare un forte segnale in questo territorio che da anni, fuori dai palazzi del potere, si impegna nella lotta all’omobitransfobia. Già sono diverse le candidature di città e paesi per la prossima edizione di Lazio Pride”, conclude Turano.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, 5.522 nuovi casi e 59 morti. Giù tasso di positività e ricoveri

Il tasso di positività si attesta all’1,9% contro il 2% di ieri

ROMA – Sono 5.522 i nuovi casi di Covid-19 registrati oggi in Italia, su un totale di 291.468 tamponi molecolari e antigenici. Cala leggermente il tasso di positività: oggi è all’1,9%, contro il 2% di 24 ore fa. Scende anche il numero dei morti, che sono 59, dieci in meno di ieri. I ricoveri scendono sia nei reparti ordinari (-5, per un totale di 4.230) che in terapia intensiva (-6, per un totale 558). Lo riporta il bollettino odierno della Protezione civile.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, Gimbe: “I nuovi casi settimanali diminuiscono, è la prima volta da giugno”

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe segnala un aumento dei decessi, influenzato però dai ricalcoli, e un lieve incremento dei ricoveri

ROMA – Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 1-7 settembre 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (39.511 vs 45.134, pari a -12,5%), a fronte di un incremento dei decessi (417 vs 366, +13,9%, di cui 82 riferiti a periodi precedenti), influenzato tuttavia da ricalcoli. Scendono anche i casi attualmente positivi (133.787 vs 137.925, -4.138, pari a -3%) e le persone in isolamento domiciliare (128.917 vs 133.129, -4.212, pari a -3,2%), mentre si rileva un lieve aumento di ricoveri con sintomi (4.307 vs 4.252, +55, pari a +1,3%) e terapie intensive (563 vs 544, +19, pari a +3,5%).


Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, dichiara che “per la prima volta da fine giugno diminuiscono i nuovi casi settimanali, sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 5.644”. Nella settimana 1-7 settembre 2021, rispetto alla precedente, solo 3 regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi, mentre in 9 regioni crescono i casi attualmente positivi. Sono le 63 le province che presentano un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria tutte le province raggiungono o superano tale soglia. In 7 province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Siracusa (231), Messina (189), Ragusa (170), Trapani (170), Catania (165), Prato (164) e Caltanissetta (159). In aumento i decessi: 417 di cui 82 relativi a periodi precedenti.


La responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe, Renata Gili, aggiunge che “sul fronte ospedaliero frena ulteriormente l’incremento dei posti letto destinati a pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente crescono solo dell’1,3% in area medica e del 3,5% in terapia intensiva”. A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), seppure con notevoli differenze regionali: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (23%) e Calabria (19%); per l’area critica sopra la soglia del 10% Sicilia (13%) e Sardegna (15%). Il Direttore Operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti, spiega che “sono stabili gli ingressi giornalieri in terapia intensiva, con una media mobile a 7 giorni di 42 ingressi/die rispetto ai 43 della settimana precedente”.


Capitolo vaccini. Nell’ambito delle forniture, all’8 settembre (aggiornamento ore 6.12) risultano consegnate 89.721.203 dosi. Sul fronte delle consegne, dopo il netto cambio di passo registrato ad agosto (quasi 15 milioni di dosi nel periodo 2-29 agosto per una media settimanale di 3,75 milioni), nella settimana 30 agosto-5 settembre sono state ricevute solo 2 milioni di dosi da Pfizer. Marco Mosti sottolinea che “nonostante il calo delle forniture dell’ultima settimana, continuano ad aumentare le scorte di vaccini a mRNA, che superano ormai le 9,6 milioni di dosi”. Sul fronte delle somministrazioni, all’8 settembre (aggiornamento ore 6.12) il 73,2% della popolazione (n. 43.371.929) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+762.552 rispetto alla settimana precedente) e il 65,9% (n. 39.072.107) ha completato il ciclo vaccinale (+1.189.855). Aumenta nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.934.230), ma la media mobile a 7 giorni, dopo il picco di quasi 280mila dosi/die del 3 settembre, è scesa intorno a 256mila il 7 settembre.


Il presidente Cartabellotta afferma che “nonostante l’accelerazione delle forniture, da tre settimane il numero di prime dosi è di fatto stabile intorno a 720-750mila, segno della difficoltà di convincere gli indecisi”. Complessivamente 4,1 milioni di over 50 (15,2%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, con rilevanti differenze regionali (dal 17,7% della Sicilia al 7,1% della Puglia); di questi, 3,16 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in questa fascia di età, continuano a salire le curve degli under 50, nonostante una flessione di quella 40-49 anni e un iniziale rallentamento di quelle dei 20-29 e 30-39 anni.


Rimane invece costante la salita della fascia 12-19 anni, segnale incoraggiante vista l’imminente riapertura delle scuole. Se si analizzano le coperture vaccinali per fascia di età emerge che, nella fascia 12-19 anni, il 40,1% ha completato il ciclo, al 23,1% è stata somministrata la prima dose e il 36,8% non ha ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali.


L’efficacia del vaccino da aprile ad oggi rimane stabile e molto elevata nel ridurre decessi (96,6%) e forme severe di malattia che richiedono ospedalizzazione (93,9%) e ricovero in terapia intensiva (96%). Relativamente alle diagnosi di SARS-CoV-2, invece, l’efficacia si riduce dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 78,1% (periodo 4 aprile-29 agosto), in particolar modo nelle fasce più giovani della popolazione, seppure con una stabilizzazione nelle ultime settimane: si rileva, dunque, una progressiva riduzione dell’efficacia della copertura vaccinale nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero.


“Visto che la riduzione dell’efficacia risulta più evidente negli under 50 – spiega Cartabellotta – è verosimile che, durante l’estate, tra i più giovani abbiano influito l’incremento dei contatti sociali e la minore attenzione ai comportamenti individuali, fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate”. Nei soggetti vaccinati con ciclo completo, rispetto ai non vaccinati, si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che richiede ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o che porta al decesso. Infatti, nelle varie fasce di età, le diagnosi di SARS-CoV-2 si riducono del 76,6-79,9%, le ospedalizzazioni dell’88,8-95,6%, i ricoveri in terapia intensiva del 93,4-96,5% e i decessi del 93,4-100%.


Sul fronte della terza dose, l’European Medicines Agency (Ema) in accordo con il report dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), ha puntualizzato che, vista l’elevata (e prolungata) efficacia dei vaccini verso forme severe di malattia e decessi da Covid-19, al momento non c’è urgenza di somministrare una dose di richiamo nella popolazione generale vaccinata con ciclo completo, neppure per le categorie professionali più a rischio (es. operatori sanitari). Al tempo stesso l’Ema ha avviato la valutazione dei dati sull’efficacia della terza dose da somministrare dopo 6 mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale al fine di potenziare la risposta immunitaria.


“Diverso l’approccio per soggetti immunodepressi e anziani fragili, in particolare ospiti di Rsa – informa Gili – che potrebbero non aver raggiunto un adeguato livello di protezione con il primo ciclo completo”. In questo caso, la terza dose non si configurerebbe come un richiamo, bensì come parte integrante di un ciclo vaccinale di tre dosi: per questo sia l’Ema che l’Ecdc suggeriscono per questi soggetti la somministrazione di una dose aggiuntiva di vaccino a mRrna.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Sabbadini si unisce all’appello: “C’è bisogno di una presidente della Repubblica donna”

La direttrice dell’Istat e Chair di Women20 commenta la proposta di un gruppo di donne venete che propone Rosy Bindi al Quirinale

VENEZIA – “Noi siamo uno dei Paesi che non ha ancora avuto nella sua storia una presidente donna, né come presidente del Consiglio né come presidente della Repubblica. E abbiamo avuto 11 presidenti di Regione donna. Cioè in più di 50 anni siamo arrivati al 5% del totale… Quindi sì, ci sarebbe bisogno di una presidente della Repubblica donna“. Così Linda Laura Sabbadini, direttice dell’Istat e Chair di Women20, commenta parlando alla ‘Dire’ l’appello nato in Veneto da un gruppo di donne di orientamenti politici diversi che chiede che la presidenza della Repubblica sia affidata ad una donna, e propone contestualmente Rosy Bindi. “Ce ne sono tante valide, dobbiamo cominciare a riflettere su questo e la politica deve cominciare a capire che deve femminilizzarsi”, conclude Sabbadini.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Fabrizio Tommasini

Italia Lituania 5-0, Mancini: “I ragazzi hanno risposto bene”

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La partita era valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio

ROMA – “Nonostante la perdita di tanti giocatori, i ragazzi sono andati in campo e hanno risposto bene. La squadra avversaria non era di grande valore, però fare 5 gol non è così semplice“. Sono le parole, ai microfoni Rai, del Ct dell’Italia, Roberto Mancini, al termine della partita di qualificazione mondiale vinta 5-0 contro la Lituania. Commentando anche lo 0-0 tra Irlanda del Nord e Svizzera, che aiuta l’Italia in classifica, per Mancini l’importante è “mantenere la calma e la tranquillità per non avere problemi”.

IL TABELLINO DI ITALIA-LITUANIA

Italia (4-3-3): Donnarumma (46′ Sirigu); Di Lorenzo, Acerbi, Bastoni, Biraghi (46′ Calabria); Pessina, Jorginho (61′ Castrovilli), Cristante; Bernardeschi (61′ Scamacca), Raspadori, Kean (73′ Berardi); Ct Roberto Mancini.

Lituania (4-2-3-1): Setkus; Lasickas, Klimavicius (83′ Tutyskinas), Utkus (46′ Satkus), Slavickas (46′ Barauskas); Dapkus (46′ Megelaitis), Slivka; Kazlauskas, Verbickas, Novikovas; Dubickas (73′ Uzela); Ct Valdas Urbonas (in panchina Razanauskas).

Reti: 11′ e 29′ Kean (I), 14′ aut. Utkus (L), 24′ Raspadori (I), 54′ Di Lorenzo (I).
Arbitro: Craig Pawson (Ing).
Ammonito: Klimavicius (L).

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

La furia del ct Mancini contro Aspi: “Autostrade chiuse senza avvisare, vergognatevi”

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Il commissario tecnico azzurro ha attaccato la società su Instagram per l’imprevisto vissuto dopo la vittoria sulla Lituania

ROMA – Nemmeno il tempo di godersi il rotondo 5-0 contro la Lituania, che avvicina sensibilmente la sua Italia ai Mondiali 2022. Il ct azzurro Roberto Mancini, di rientro dopo la vittoria allo stadio di Reggio Emilia, è incappato in una chiusura autostradale che l’ha mandato su tutte le furie. Come ha raccontato lo stesso Mancini in una storia sul proprio profilo Instagram, “arrivi a mezzanotte dalla A7 allo svincolo della A26 e trovi l’autostrada chiusa senza un cartello che lo segnali“. Una vicenda che proprio non è andata giù al ct, che ha taggato il profilo Instagram di Autostrade per l’Italia e ha accusato: “Dovete vergognarvi, ma in tanti”.

roberto mancini instagram autostrade

LA REPLICA: “I CANTIERI SONO NECESSARI, LA ASPETTIAMO PER VISITARLI”

Sempre su Instagram è arrivata anche la replica di Autostrade per l’Italia: “La chiusura della A26, inclusa in un programma di lavori riguardanti le gallerie, è stata attivata ieri dalle ore 21, in direzione Genova, a partire dal bivio per Novi Ligure/A7 fino al bivio per la A10. L’informazione della chiusura, inserita anche come previsione nella home page del nostro sito, è risultata sempre esposta sui pannelli luminosi in avvicinamento al tratto interessato, sia dalla A7 che dalla A26. In particolare la chiusura è stata preannunciata fin dalle ore 9 del mattino e in continuità segnalata a partire dalle 21 per tutta la durata dell’evento. Prendiamo in ogni caso spunto dal suo messaggio e cercheremo di migliorare ancora di più l’informazione di servizio”.

Il post di Aspi prosegue: “I nostri tecnici e operai stanno facendo sforzi inauditi per portare avanti un lavoro che non è visibile a chi viaggia, ma che consiste nella completa ristrutturazione delle gallerie per allungarne la durata di decine di anni. Uno sforzo che comporta inevitabili disagi, che noi per primi vorremmo evitare a viaggiatori e cittadini, ma che è necessario per ammodernare le infrastrutture di questo Paese, che risalgono in larga parte agli anni ‘60/’70″.

La replica di Autostrade per l’Italia si conclude con un invito al commissario tecnico azzurro: “Dentro quelle gallerie lavorano ogni giorno e notte centinaia di uomini e donne che danno il massimo per rispettare i tempi di consegna. Le andrebbe di venire a conoscerli? Saremmo infatti lieti di invitarla a fare un sopralluogo dentro questi cantieri. Troverà tanta passione e impegno, oltre che accesi tifosi suoi e della Nazionale che, invece che vergognarsi, la accoglieranno in modo affettuoso. Che ne pensa? La aspettiamo!”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Francesco Caruana

Processo Willy, la testimonianza dell’amico: “Ho provato a soccorrerlo ma mi hanno picchiato”

Samuele Cenciarelli, amico di Willy Monteiro Duarte: “Erano in 5, ma la quinta persona non so chi sia”

FROSINONE – “Dopo il primo calcio ho provato a soccorrere Willy per portarlo via, ma appena ho provato ad afferrarlo mi è arriva un calcio alla gola. Ho alzato anche le mani. Lui mentre era a terra veniva picchiato e ogni volta che provava a rialzarsi continuavano a picchiarlo con calci e pugni. Tutti e 4 picchiavano”. A parlare è Samuele Cenciarelli, amico di Willy Monteiro Duarte, ucciso a calci e pugni un anno fa, il 6 settembre a Colleferro. Oggi a Frosinone riprende il processo in Corte d’Assise, dopo la pausa estiva. Presente in aula la mamma di Willy, Lucia. Collegati in videoconferenza dal Carcere 3 dei 4 imputati per omicidio: i due fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli mentre in aula è presente Francesco Bellegia.

“Quando ho provato a dire che noi non c’entravamo nulla mi hanno dato un pugno in faccia“, ha detto Cenciarelli sul banco dei testimoni.

“Willy a terra veniva colpito e lo calpestavano. Gli saltavano sopra il corpo con una ferocia inaudita. Tutti e 4 gli imputati lo hanno picchiato simultaneamente. Anche se erano in 5, ma la quinta persona non so chi sia“, ha aggiunto il testimone.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Marco Agostini