La primavera ormai inoltrata regala ancora nuove soddisfazioni internazionali ai nostri spumanti Valdobbiadene DOCG.
Falstaff Prosecco Trophy edizione 2021 assegna 93 punti a ciascuno dei seguenti vini: Valdobbiadene DOCG Extra Brut Cuvée 5, Valdobbiadene DOCG Extra Dry Cuvée 13, Valdobbiadene DOCG Brut e Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze.
The Prosecco Masters 2021 a cura della testata inglese The Drinks Business assegna unaMEDAGLIA d’ORO al Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze e al Valdobbiadene DOCG Extra Dry e una MEDAGLIA d’ARGENTO al Valdobbiadene DOCG Brut.
Il concorso IWC assegna una MEDAGLIA D’ARGENTO al Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze e due MEDAGLIE di BRONZO rispettivamente al Valdobbiadene DOCG Extra Dry Cuvée 13 e al Valdobbiadene DOCG Brut.
Oltreoceano infine, The Fifty Best, guida digitale americana di vini e spirits che raggiunge i più alti standard di valutazione del vino adottando rigide regole di degustazione e una rigorosa metodologia, nell’ambito degli Sparkling Wine Tasting ha assegnato una Medaglia d’Argento al Valdobbiadene DOCG Brut 2019
Per l’azienda di Santo Stefano di Valdobbiadene un nuovo importante passo a conferma del livello di eccellenza delle proprie etichette per garantire ai propri consumatori ed estimatori la migliore qualità, fedele al profondo rispetto del proprio territorio di origine, culla della sua vera identità.
Col Vetoraz Spumanti S.p.A.
Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a quasi 400 mt di altitudine, nel punto più alto dell’omonimo colle, parte delle celebri colline del Cartizze da cui ha origine questo vino pregiato. E’ proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi, crescere e raggiungere in 25 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2.000.000 kg di uva Docg vinificata l’anno da cui viene selezionata la produzione di 1.200.000 di bottiglie. Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed internazionali.
Si è svolta presso la sede Confcommercio Lazio Nord l’Assemblea elettiva di FIDA (Federazione Dettaglianti Alimentazione) Confcommercio Lazio Nord, l’organizzazione sindacale che rappresenta e tutela le istanze del comparto della distribuzione tradizionale composta da imprese familiari, punto di riferimento per tutto l’alimentare fresco delle Province di Rieti e Viterbo.
Al termine della riunione gli operatori presenti hanno provveduto al rinnovo delle cariche, confermando Presidente FIDA Confcommercio Lazio Nord Riccardo Guerci ed eleggendo Vice Presidente con delega alla Provincia di Viterbo Gianluca Nardi.
. Entrano a far parte del Consiglio Direttivo:
Paolo Morelli – Enzo D’Ambrosio – Marco Maurizi – Roberta Perosillo – Tomassetti Emanuele
. Un ringraziamento ai partecipanti dal Presidente Confcommercio Lazio Nord Leonardo Tosti “La vostra partecipazione è un’ulteriore dimostrazione dell’operato della nuova governance di Confcommercio Lazio Nord. Stiamo continuando l’azione di rinnovamento e ricostruzione, laddove necessari , dei Sindacati per garantire alle imprese operanti nei territori delle due Province la giusta rappresentatività”.
Ha posto poi l’attenzione sulla massima disponibilità da parte della struttura tecnica a tutti gli associati.
Il Neo Presidente Riccardo Guerci nel suo breve intervento sottolinea come “In questa Nuova Confcommercio Lazio Nord sento e vedo la voglia di condividere un progetto comune .Siamo molto più di una squadra, la nostra è una grande famiglia.
Spetta a noi cambiare il nostro destino, fare quel qualcosa in più che possa aiutarci ad affrontare le sfide future in un momento di crisi, deve essere questo l’intento da perseguire con tutte le nostre forze”.
Ideata da Plus Communications – Trento e prodotta da Trees Home, la miniserie “Ricette in Viaggio” è un itinerario di sei tappe che unisce Medicina, paese natale dello chef bolognese, a Castello di Godego,
dove ha sede la storica azienda trevigiana
– Sgambaro torna in comunicazione digitale con la nuova miniserie di video “Ricette in Viaggio”: sei primi piatti, ideati da Bruno Barbieri, che si ispirano a un vero e proprio itinerario di gusto tra Emilia-Romagna e Veneto. Il percorso inizia nel paese natale dello chef bolognese, Medicina, e si conclude a Castello di Godego, dove ha sede lo storico pastificio veneto: un viaggio culinario che si snoda nelle campagne del Marco Aurelio, il grano duro usato per produrre la pasta d’eccellenza di Sgambaro, e che fa tappa in città come Ferrara e Vicenza, protagoniste delle ricette con i loro prodotti locali.
Ideata dall’agenzia creativa Plus Communications – Trento e prodotta da Trees Home, la miniserie di video ricette prende spunto dalla profonda passione per la tradizione agroalimentare italiana e il forte legame con il territorio che Barbieri e Sgambaro condividono e che sono alla base della loro collaborazione. Un sentire comune che emerge anche nella campagna pubblicitaria TV e radio, di cui lo chef è volto e voce, lanciata da Sgambaro per promuovere la propria linea di pasta “Etichetta Gialla”.
La nuova miniserie è parte di un progetto ad ampio respiro lanciato nel 2019 con la messa online dei primi sei video “Ricette in Musica”, e proseguito lo scorso anno direttamente dalla cucina della residenza milanese di Bruno Barbieri, durante il periodo di lockdown, con “Ricette in Casa”.
La pasta 100% italiana di Sgambaro “viaggia” sui social in compagnia di Bruno Barbieri
Bruno Barbieri si è fatto conoscere e amare dal pubblico per la sua capacità di raccontare l’Italia autentica che esalta gli ingredienti locali più semplici in grandi piatti: dalla cipolla dorata di Medicina per la ricetta della prima tappa – la “MilleRighe al burro e pepe nero con cipolla sauté ai profumi bolognesi” – alla salama da sugo ferrarese, i “bisi” di Lumignano (Vicenza), le vongole veraci di Chioggia, fino al radicchio tardivo di Treviso.
Dopo il debutto di aprile, la serie si svilupperà come appuntamento mensile fino a novembre 2021. I video saranno visibili sui canali social di Sgambaro (YouTube, Facebook e Instagram) e sul sito dell’azienda, dove è possibile scaricare anche i dettagli della ricetta. Le video ricette saranno disponibili anche sui canali social e sul blog di Bruno Barbieri.
Il grano duro Marco Aurelio, eccellenza italiana
La pasta Etichetta Gialla di Sgambaro è prodotta solo con grano duro italiano Marco Aurelio. Questa varietà dal caratteristico colore ambrato è stata scelta dal pastificio per l’elevata qualità, l’alta elasticità del glutine e l’ottima tenuta in cottura. Lo stretto controllo di filiera e i metodi di produzione che rispettano le proprietà organolettiche della materia prima permettono a Sgambaro di portare in tavola una pasta sana e sicura, perfetta per ricette ricche di gusto come quelle di chef Barbieri.
Crediti miniserie video “Ricette in Viaggio”
Agenzia: Plus Communications – Trento Luca Franceschini – Direttore creativo Annalisa Curcu – Copy writer Tommaso Gonzalez – Art director Thomas Pintarelli – Digital marketing strategist Gianluca Vigagni – Video e motion designer Lara Vergata – Graphic designer Denisa Gollino – Account Location manager:Pachira – Milano
Casa di produzione: Trees Home – Milano Gianluca Catania – Regia Cosimo Bruzzese – Direttore della fotografia Giovanni Antico – Operatore Andrea Pezzotta – Fonico Francesca Tanzini -set designer Ivan Ibbanez Donadello – Responsabile post-produzione Marco Trianni – Editing Elena Lombardi – Color
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Sgambaro – Molino e Pastificio
Fondato da Tullio Sgambaro nel 1947, Sgambaro è uno storico pastificio veneto che produce pasta di altissima qualità, frutto del sapere trasmesso all’interno della famiglia e delle intuizioni degli attuali membri alla guida dell’azienda. L’obiettivo di Sgambaro è da sempre portare sulla tavola degli italiani una pasta buona, sana e sicura. Una delle poche realtà medio-grandi del settore ad avere un mulino interno, utilizza dal 2001 esclusivamente grano duro prodotto in Italia: una scelta che da un lato assicura il controllo della filiera e, dall’altro, si traduce in un rapporto diretto e stretto con i fornitori. Sempre alla ricerca del grano perfetto, proprio la collaborazione con gli agricoltori ha portato Sgambaro alla selezione del grano duro Marco Aurelio, dopo 15 anni di studi e prove sul campo, e all’introduzione del farro monococco per produrre pasta a livello industriale con uno dei grani più antichi e dalle elevate proprietà nutrizionali.
L’azienda ha sede e produzione a Castello di Godego in provincia di Treviso.
È simbolo della biodiversità che celebriamo oggi giorno: ancor più del suo miele, viene riconosciuto il valore di un ecotipo locale, capace di evolversi, adattarsi e resistere alle minacce esterne
Parlare di miele sarebbe più facile: potremmo descriverne il colore, la consistenza, il profumo e il sapore, celebrarne le proprietà. Oppure spiegare la fioritura dalla quale le api colgono il nettare, raccontare la storia di chi lo fa per mestiere. E invece no, perché l’ultimo (in ordine di tempo) Presidio Slow Food a venire istituito non riguarda un alimento, bensì un’ape: quella nera del Ponente ligure.
Ed è con questo nuovo progetto di tutela che Slow Food celebra la Giornata mondiale delle api, il 20 maggio, e con l’occasione invita tutti a contribuire al raggiungimento di 1 milione di firme per chiedere all’Unione europea di porre fine all’uso di pesticidi nocivi, principali responsabili della moria di api, aderendo all’Iniziativa dei Cittadini Europei Salviamo api e agricoltori.
Perché proprio un’ape?
L’ape nera del Ponente ligure è un’ape autoctona, un ecotipo frutto di un’ibridazione naturale stabile che va avanti da millenni: quella tra l’ape bionda, l’Apis mellifera ligustica endemica della penisola Italiana, e la nera Apis mellifera mellifera, proveniente dalla vicina Francia. L’area in cui ciò avviene è limitata e coincide all’incirca con la provincia di Imperia, all’estremità occidentale della Liguria: «Un’area di confine, aspra e dura, tra il mare e la montagna e in parte disabitata» racconta Luciano Barbieri, fiduciario della Condotta Slow Food Val Nervia e Otto Luoghi. Un territorio caratterizzato da strette e lunghe valli spesso inaccessibili e selvagge dove questa popolazione di api ha trovato l’habitat ideale per svilupparsi.
L’ape nera, infatti, si è perfettamente adattata al microclima e alla flora del Ponente ligure, imparando a gestire le risorse e a volare anche in condizioni climatiche avverse. «È un ecotipo molto resistente, direi quasi rustico, ma sa anche essere molto generoso ed economicamente vantaggioso nell’allevamento proprio perché già adattato al proprio ambiente e in continua evoluzione con esso» spiega Fabrizio Zagni, apicoltore, tecnico apistico di Apiliguria, referente dei tre produttori del Presidio.
La caratteristica più interessante dell’ape nera del Ponente ligure è però un’altra: la capacità di resistere alle minacce che mettono a repentaglio la sopravvivenza di tante altre api, e in particolare l’acaro chiamato Varroa destructor: «Insieme ai pesticidi e al cambiamento climatico, la Varroa è la causa principale di tutti i mali degli apicoltori – prosegue Zagni -. Agli inizi degli anni Duemila abbiamo cominciato a osservare le colonie selvatiche di api nere della zona, notando come spesso riuscissero a sopravvivere a questo acaro senza alcuna cura o intervento da parte dell’apicoltore. Per questo motivo crediamo e investiamo in pratiche apistiche che consentano alle api di trovare nelle proprie risorse genetiche le risposte alle sempre più difficili sfide ambientali. Per noi, il Presidio Slow Food è il riconoscimento di un lungo e silenzioso percorso, che continua tuttora, fatto da apicoltori e ricercatori insieme».
Un’ape forte, ma a rischio
Non c’è alcun segreto in questa forma di resistenza agli agenti patogeni, sostiene Fabrizio. «Penso che sia un mix di diversi aspetti: l’ape, ambiente e forse anche il tipo di apicoltura. Tra i fattori che aiutano le api a sopravvivere c’è proprio l’essere autoctone, cioè originarie di questa zona – spiega -. Per loro, conoscere il clima e l’ambiente è un vantaggio perché possono adattarsi più facilmente. È proprio l’ambiente, infatti, ad averle selezionate nel corso dei millenni: si sono evolute ed adattate, hanno superato sfide enormi e crediamo che saranno ancora in grado di continuare a farlo, se solo gliene daremo la possibilità».
Anche questa ape, infatti, si trova ad affrontare seri pericoli: oltre agli effetti disastrosi del cambiamento climatico, dell’utilizzo di pesticidi in agricoltura e ai danni dovuti alla Vespa velutina (un insetto noto anche come calabrone asiatico che nutre le proprie larve cacciando le api in volo), deve fare i conti anche con l’erosione genetica. In altre parole, l’ape nera del Ponente ligure rischia di scomparire a causa dell’introduzione reiterata, da parte dell’uomo, di altre sottospecie di api o di ibridi commerciali. La riproduzione delle api, a differenza di quanto accade per molte altre specie animali allevate, non avviene infatti in ambiente controllato, bensì nel cosiddetto volo nuziale: «Il rischio è che l’ape regina venga fecondata da fuchi (i maschi delle api, ndr) di altre sottospecie e che così si disperda il lavoro di selezione e l’adattamento fatto dalla natura. Noi abbiamo semplicemente evitato di introdurre altre sottospecie, allevando quella che sopravviveva: chi lo ha fatto ora ne sta osservando i benefici – prosegue Zagni -. Almeno nella nostra zona e con la nostra ape, crediamo sia doveroso praticare un’apicoltura che permetta alle api di attingere dal proprio antico corredo genetico le risorse necessarie a superare le future sfide».
“Custodi, non proprietari”
Fabrizio, oggi 51enne, si è appassionato all’ape nera del Ponente ligure una ventina d’anni fa: «È stato Nuccio Lanteri, anche lui tecnico della sezione imperiese dell’associazione Apiliguria, a farmi avvicinare a questo lavoro» spiega. Da quel giorno, l’associazione promuove l’allevamento dell’ape nera locale seguendo pratiche non invasive e rispettose delle esigenze di questo ecotipo. «Personalmente, delle mie api mi considero più come un custode che un proprietario – conclude Zagni -. Allevare un insetto dal quale dipende gran parte dell’impollinazione ed il benessere comune è una grande responsabilità. Introdurre altre sottospecie in questo areale, invece, significa danneggiare la nostra ape autoctona ed il nostro lavoro».
L’area di produzione coincide con il territorio della provincia di Imperia.
PRESIDENTE: DA NOI NO BEGHE O ATTACCHI, C’È SPAZIO PER LA CRESCITA DI TUTTI
“Il mondo della Pediatria italiana deve essere unito”. È questo l’appello che Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), lancia a ridosso delle elezioni che porteranno al rinnovo del consiglio direttivo della società scientifica il prossimo 25 maggio. “È un obiettivo che la SIPPS persegue da anni- prosegue il pediatra- ma lo ribadisce ora che la pandemia ha fatto emergere una serie di criticità dell’assistenza territoriale e ospedaliera. Non possiamo più permetterci di pensare e agire a compartimenti stagni, divisi tra il territorio, le università e gli ospedali”. A chiederlo ormai sono “i bambini e i genitori che nel pediatra trovano un punto di riferimento, un medico non solo per i piccoli ma per tutta la famiglia. Se in futuro un nonno avrà delle patologie, vorrà dire che ha avuto un pediatra poco attento. Le nostre responsabilità, infatti, non si limitano alla salute del bambino e alla sua crescita oggi, ma si estendono alla qualità della sua vita nel futuro”. Per Di Mauro un passaggio fondamentale è nella “collaborazione interdisciplinare e interprofessionale, che va declinata in modo corretto per il bene comune”. Il punto di forza della SIPPS è nella sua concretezza. “Sono benvenuti tutti coloro che vogliono fare e che sanno mettere a disposizione degli altri le proprie competenze. Servono coesione e rispetto nei rapporti con i colleghi- fa sapere il presidente della SIPPS- da noi non esistono beghe o attacchi, c’è spazio per la crescita di tutti. Intorno a me ci sono tutte persone migliori del sottoscritto, perché solo così si può fare il massimo per i pediatri, le famiglie e i bambini”. Realizzare progetti utili alla comunità: questo è lo spirito di una Società scientifica. “Prevenzione e sociale sono i pilastri della SIPPS, ma dovranno diventare nel futuro la base dell’attività di tutti i pediatri. Un pediatra non può svolgere la propria attività senza avere un’antenna ‘sociale’- sottolinea Di Mauro- perché deve essere in grado di capire i bisogni delle famiglie”. Ed è proprio lo sguardo sui genitori che ha caratterizzato l’impegno della SIPPS negli ultimi anni: “Abbiamo attivato progetti di supporto alla genitorialità, alla fragilità e alla disabilità- ricorda il presidente- tutte esigenze davanti alle quali un pediatra non può chiudere gli occhi”. Così dopo la guida per il supporto alla genitorialità, “quest’anno lanciamo sia i corsi residenziali che degli strumenti pratici di aiuto per pediatri e genitori. Una società scientifica deve avere la capacità e la flessibilità di capire quali siano le esigenze del momento- sottolinea Di Mauro- per mettere in campo tutti gli strumenti possibili”. La guida alla disabilità della SIPPS, realizzata in collaborazione con altre figure professionali, “è un progetto frutto della collaborazione con la SIP. Il documento non orienta le famiglie solo sull’aspetto medico, ma fornisce informazioni utili anche su tanti altri aspetti: fiscale, scolastico, legale e logistico”. In aiuto dei pediatri c’è, invece, la guida sulla diagnostica, che innalza al terzo livello il self help ambulatoriale affinché il pediatra possa gestire dall’inizio alla fine, e in piena autonomia, tutti i casi che arrivano al suo ambulatorio”. Di Mauro, in vista delle elezioni, conclude: “Chi conosce la SIPPS diventa felice, perché il nostro motto è ‘Fare del bene e dimenticarselo’”.
“In una specie di delirio di onnipotenza il Ministero dell’Istruzione ha inviato con lettera protocollata il 14 maggio ai dirigenti scolastici del Lazio di ogni ordine e grado le linea guida per la scuola che contengono strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere. Un’iniziativa incredibilmente sottaciuta sulla quale le famiglie non sono state in alcun modo coinvolte”. A denunciarlo in una nota sono Fabrizio Santori e Monica Picca, dirigenti romani della Lega in merito all’invio delle Linee Guida sul gender elaborate dal Servizio per l’Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica (SAIFIP) dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini in collaborazione con l’associazione Genderlens e Agedo.
“Si tratta di linea guida che di fatto impongono modifiche sostanziali nell’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado sia per gli insegnanti che per i ragazzi, oltre alla modifica di una modulistica che imponga la consapevolezza del fatto che non tutti gli studenti rientrano nel costrutto di genere binario. Nel pieno rispetto delle scelte altrui e contrari ad ogni forma di discriminazione, avremmo preferito che il presidente Nicola Zingaretti, invece di speculare politicamente su vicende così delicate, avesse aperto un dibattito con la società civile, coinvolgendo tutti gli attori coinvolti e non solo le associazioni gender”, osservano Santori e Picca.
“Ci piacerebbe sapere quanti soldi pubblici sono stati investiti e quale obiettivo si intende raggiungere se per parlare di inclusività si è scelto un percorso autoreferenziale che nega alle famiglie di partecipare, soprattutto quelle dei bambini più piccoli per le quali magari un’educazione sessuale fatta a scuola, senza alcuna garanzia sui messaggi veicolati, è qualcosa di non adatto al percorso formativo avviato come genitori”, concludono i dirigenti leghisti.
Lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori e Monica Picca, dirigenti romani della Lega Salvini Premier.
Sono solo 272 le case rifugio in tutta Italia dove possono trovare accoglienza e un aiuto le donne vittime di violenza. E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento all’ultimo studio Istat su “Le richieste di aiuto durante la pandemia” con oltre 15mila chiamate ai numeri di emergenza, in media 41 al giorno, con un balzo del +79,5% nel 2020 rispetto all’anno precedente. L’emergenza Covid con il lockdown, le limitazioni agli spostamenti e la crisi economica hanno aumentato le tensioni familiari favorendo le esplosioni di violenza domestica riducendo al tempo stesso – sottolinea Uecoop – le possibilità per le donne vittime di mettere una adeguata distanza fisica e psicologica dalla furia dei propri partner con il rischio di traumi indelebili anche per i figli. Le più fortunate – spiega Uecoop – o vengono aiutate da amici e parenti oppure riescono la trovare rifugio nelle strutture di sostegno.
I centri anti violenza forniscono servizi di primo intervento, ascolto e accoglienza coinvolgendo i componenti del network sociale territoriale, dalle forze dell’ordine alle aziende sanitarie fino agli enti locali, ma – evidenzia Uecoop – offrono anche supporto legale e psicologico, orientamento, collaborazione nella ricerca di una nuova abitazione o sistemazioni temporanee per allontanarsi subito dalla situazione di violenza con le cooperative sociali di assistenza in prima linea nell’affrontare il fenomeno. La larga maggioranza delle Case offre ospitalità di medio-lungo periodo (86,5%) e ospitalità programmata in urgenza (67,1%) con l’offerta che è maggiore al Nord, in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, e, al Centro, in Toscana spiega Uecoop sugli ultimi dati Istat.
Il tempo di permanenza presso le Case Rifugio oscilla da pochissimi giorni a due anni, mediamente è pari a 259 giorni – evidenzia Uecoop – con oltre 9 Case rifugio su 10 (91%) che si trovano in un luogo diverso rispetto a un Centro antiviolenza, mentre il restante 8% condivide gli spazi proprio con un Centro antiviolenza. Oltre all’ospitalità – sottolinea Uecoop – le Case offrono servizi di orientamento e accompagnamento (96,4%), un piano di sicurezza individuale sulla base della valutazione del rischio (93,7%), il supporto e la consulenza psicologica alla donna (90,1%), l’indirizzo all’autonomia abitativa (90,1%) e lavorativa (87,8%), il supporto e la consulenza legale (89,2%), il sostegno alla genitorialità (80,6%). Si tratta di una rete di supporto fondamentale – conclude Uecoop – considerato che pur essendo la violenza sulle donne un fenomeno trasversale a diverse fasce sociali, sono le vittime che arrivano dagli ambienti più poveri della popolazione a dover affrontare i maggiori problemi per uscire dalla trappola dei maltrattamenti e per riorganizzare la propria vita.
Al via lunedì 17 maggio il primo format digitale dedicato al mondo della ristorazione e dell’ospitalità. Conversazioni, riflessioni e idee sul futuro e sulla rinascita di un settore strategico con la partecipazione di grandi ospiti intervistati da Marco Montemagno.
| Per la prima volta nella storia recente, ristorazione e ospitalità, due settori connessi e trainanti, sono stati i primi a fermarsi e saranno fra gli ultimi a ritrovare il giusto slancio mancando ancora la spinta propulsiva pre-lockdown che aveva fatto dell’Italia la meta preferita dai foodtravelleritaliani ed internazionali.
A preoccupare negli ultimi mesi è stata in particolare la tenuta del canale Ho.Re.Ca e la sua capacità di affrontare la crisi e assorbire il colpo all’interno di un mercato che sta tornando a crescere imponendo nuovi modelli di impresa e sviluppo.
Per affrontare il cambiamento e scoprire come si sta orientando il mercato, S.Pellegrino presenta “FOOD TALKS | Ristorazione e ospitalità: ingredienti per la rinascita” inedito format digitale organizzato in collaborazione con Marco Montemagno, in programma tutti i giorni live dal 17 maggio, dedicato alla business community e a tutti coloro che seguono con interesse il mondo dell’innovazione in tutte le sue espressioni.
Il progetto è parte integrante del movimento #SupportRestaurants ideato da S.Pellegrino per favorire la ripresa del mondo della ristorazione e nasce da una riflessione: a oltre un anno dal primo lockdown, è necessario guardare al futuro ragionando ad ampio spettro sui profondi cambiamenti che ci aspettano. Obiettivo di FOOD TALKS è ampliare quanto più possibile la portata del dibattito intorno al mondo della ristorazione e dell’ospitalità grazie all’esperienza e alla visione dei protagonisti della rivoluzione in atto invitati a condividere e mettere in relazione temi come l’innovazione digitale, l’evoluzione dei servizi e dei modelli di consumo, l’internazionalizzazione, la formazione,la responsabilità sociale.
Del resto, ogni crisi non fa altro che accelerare tendenze già in atto che sono evidenti a tutti: l’alta cucina ha già in parte modificato il suo modello di business introducendo dark kitchen e delivery, valorizzando gli ingredienti e ottimizzando le strutture. La necessità di puntare a un turismo di prossimità ha orientato in prospettiva il mondo dell’hotellerie a individuare nuove tipologie di servizio e di accoglienza e differenti modalità di promozione e marketing. Per il mondo del vino italiano, la chiusura imprevedibile del fuori casa ha immediatamente evidenziato la necessità di trovare vie alternative al canale professionale per raggiungere il cliente finale. Il contemporaneo boom dell’e-commerce ha posto il digital al centro della scena, dando impulso a quella rivoluzione multichannelche la maggior parte dei produttori – e degli imprenditori del food – aveva considerato come possibile e necessaria, ma non a così breve termine.
FOOD TALKS intende essere di ispirazione per la community attraverso l’offerta di un palinsesto quotidiano di conversazioni digitali che coinvolgerà i più influenti protagonisti del cambiamento in atto in un’esperienza che si preannuncia ricca di stimoli. Citiamo i primi grandi ospiti che hanno accettato l’invito di S.Pellegrino a raccontarsi ai microfoni di Marco Montemagno:
· Stefano Marini, CEO Gruppo Sanpellegrino
· Valeria Raimondi, Editor in chief di Fine Dining Lovers Italia, Francia e versione spagnola
· Carlo Cracco e Alessandro Bergamo, maestro e allievo, rispettivamente chef patron di Cracco in Galleria a Milano e sous chef di Cracco in Galleria oltre che finalista S.Pellegrino Young Chef
· Lara Gilmore, fondatrice con Massimo Bottura del progetto Food for Soul
· Joe Bastianich, ristoratore, imprenditore e wine expert, Bastianich Hospitality Group, USA
· Cristina Bowerman, chef e Presidente di Ambasciatori del Gusto
· Agostino Perrone, Director of Mixology e Giorgio Bargiani, Head Mixologist del Connaught Bar, Londra, primo classificato ai World’s 50 Best Bar 2020
· Paolo Marchi, Vicepresidente di Ambasciatori del Gusto, ideatore e curatore di Identità Golose congresso internazionale di cucina d’autore
· Matias Perdomo, chef del ristorante Contraste, Milano
· Isabella Potì e Floriano Pellegrino, chef di Bros’, Lecce e di Roots Trattoria, Scorrano (LE)
· Davide Rampello, direttore artistico e curatore di eventi e progetti culturali, direttore artistico del Padiglione Italia all’Expo di Dubai
· Almir Ambeskovic, CEO The Fork
· Vincenzo Ferrieri, Founder e CEO di Cioccolatitaliani
· Vittoria Zanetti, Co-Founder & Executive Director di Poke House
· Martino De Rosa, Food and Beverage Strategical Advisor dell’Albereta Relais & Châteaux, Erbusco (BS)
· Ivan Aimo, CEO e cofondatore Deliveristo
“Mai come in questo momento è necessario guardare al futuro arricchendosi di competenze e strumenti nuovi – ha commentato Stefano Marini AD del Gruppo Sanpellegrino – per questo il confronto con i protagonisti del cambiamento assume un ruolo cruciale nel dare impulso alla ripartenza. L’autorevolezza di Marco Montemagno, la freschezza del format, la rappresentatività dei personaggi intervistati sono gli elementi vincenti di un nuovo modo di fare informazione e parlare di evoluzione del mondo Ho.Re.Ca. Insieme a Marco Montemagno abbiamo voluto creare un’occasione di confronto sul cambiamento che da un anno a questa parte sta modificando le nostre scelte e la nostra idea di futuro.”
“Ogni crisi apre la porte a nuovi modelli di impresa – ha sottolineato Marco Montemagno – lo abbiamo visto in diversi settori nell’ultimo anno e la ristorazione non farà eccezione. Lo smart working ha ridefinito il tempo libero, le limitazioni ai viaggi hanno fatto riscoprire le eccellenze locali, nuovi stili di vita hanno spostato l’attenzione sulla sostenibilità di ciò che mangiamo, il delivery è diventato un’abitudine. Siamo davanti a grandi opportunità per ripartire e ne discuteremo insieme ai protagonisti di questo mondo“.
Sperimentate e messe a punto o perfezionate in tempo di pandemia, sono molte e interessanti le esperienze innovative che S.Pellegrino intende portare al centro della discussione per contribuire allo sviluppo e dare impulso alla trasformazione delle imprese del mondo della ristorazione e dell’ospitalità.
Appuntamento lunedì 17 maggio a partire dalle ore 10.30 su tutti i canali e i profili social di Marco Montemagno (LinkedIn, Facebook e YouTube) con il primo talk live e tutti i giorni su FineDiningLovers, il digital magazine internazionale dedicato alla cultura del gusto e al piacere della convivialità by S.Pellegrino e Acqua Pannache documenterà l’iniziativa pubblicando highlights e approfondimenti quotidiani.
S.PELLEGRINO E ACQUA PANNA
S.Pellegrino, Acqua Panna e Bibite Sanpellegrino sono marchi internazionali di parte del Gruppo Sanpellegrino, che ha sede a Milano, in Italia. Distribuiti in oltre 150 paesi, questi prodotti rappresentano l’eccellenza qualitativa in virtù delle loro origini e interpretano perfettamente lo stile italiano nel mondo come una sintesi di piacere, salute e benessere. Fondata nel 1899, Sanpellegrino S.p.A. è un’azienda di riferimento nel settore delle bevande in Italia con la sua gamma di acque minerali, aperitivi non alcolici e bevande. Come produttore di acque minerali, è da sempre impegnata nella valorizzazione di questo bene primario, per le persone e per il pianeta, lavorando con passione e responsabilità così da garantirne un futuro di qualità.
MARCO MONTEMAGNO
Marco Montemagno è un imprenditore digitale seriale e un comunicatore di successo. Fondatore di startup come Blogosfere, 4books e Competenze.it, ha una community di 2,5 milioni di follower (in continua crescita) dedicata ai temi del marketing, del business, del digitale e della comunicazione. Ex giocatore professionista di ping pong (segretamente vorrebbe tornare a giocare…), da anni vive in Inghilterra. Per maggiori informazioni visita marcomontemagno.it e competenze.it“
In occasione dell’edizione 2021 degli “AperiTrisi Letterari”, organizzati dalla biblioteca comunale “Fabrizio Trisi” di Lugo nell’ambito della rassegna “Il Maggio dei Libri”, la casa editrice 13Lab di Milano presenta “111 biglie d’acciaio”, l’ultimo lavoro di Daniele Amitrano con Marco Conte, pubblicato nell’autunno 2020. L’appuntamento è per venerdì 21 maggio alle ore 17.30 sui canali Facebook e YouTube della biblioteca, dove gli autori racconteranno, in un breve video, come è nato il libro, ispirato ai fatti della terribile strage in cui il 16 novembre 1988 rimasero uccisi i carabinieri della Caserma di Bagnara di Romagna (RA). Nel massacro perse la vita anche il giovane Luigi Chianese, originario di Marina di Minturno (LT) e Brigadiere della Caserma a partire dal 1987.
Il libro
111 biglie d’acciaio, una dopo l’altra, segnarono fatalmente il 16 novembre del 1988 un paesino del centro-nord Italia, Bagnara di Romagna. Attraverso documenti, interviste e la collaborazione con Marco Conte, Daniele Amitrano ha riletto e romanzato uno dei più grandi misteri irrisolti della storia contemporanea. Il racconto ruota intorno ai cardini dell’emotività: saranno, infatti, i ricordi, articolati in forma di flashback, di una delle famiglie di Minturno coinvolte in questo episodio, a ricostruirne in parte le dinamiche. Ma perché non
è stata fatta ancora luce su quelle vicende? Che cosa successe davvero in quella stanza? L’autore riesce abilmente a tenere i fili intricati di verità taciute, sospetti e tradimenti che mettono in scena, davanti agli occhi del lettore, quegli avvenimenti bui che, collegati con un filo rosso alla ‘ndrangheta e alla collusione di alcuni esponenti delle Istituzioni, scossero la Caserma dei Carabinieri. Amitrano lascia l’amaro in bocca, a testimonianza del vuoto che il dramma ha aperto sia nell’anima di chi lo ha vissuto, sia in quanti lottano sempre strenuamente alla ricerca della Verità, anche la più torbida e dolorosa. Perché l’opinione pubblica non dimentica in fretta e, soprattutto, perché certe morti raccontano più di tante vite.
Gli autori
DANIELE AMITRANO nasce a Formia il 14 febbraio del 1982 e vive a Minturno. La passione per la scrittura lo porta a pubblicare due raccolte di poesie tra il 2005 e il 2007. Nel 2006 la poesia Nel tuo respiro vince il premio letterario “Canto e Disincanto”. Nel 2009 la poesia Tra delicatezza e dramma (urlo di madre) vince il premio letterario “Il volo di Pegaso”. Nel 2015 la poesia Ritratto della mia terra vince il premio letterario “Baia di Monte d’Oro”. Presso 13Lab Editore ha scritto due romanzi : “Figli dello stesso fango” (13Lab, Milano, 2016) e “La bambina che urlava nel silenzio. Un’indagine dell’ispettore Lorenzi” (13Lab Milano, 2018). Nel 2019 ha pubblicato un’antologia che comprende versi, aforismi e poesie, “Pil. Parole in libertà” (13Lab Milano, 2019).
MARCO CONTE nasce a Berna il 17 gennaio del 1974 e vive a Minturno. Ha conseguito la laurea in Scienze della politica e dei rapporti internazionali.
Per affrontare il tema dell’aumento dei canoni consortili. Residenti invitati ad intervenire in diretta alle ore 7:30 davanti la sede del Comune
Si terrà davanti la sede del Comune di Sora in Corso Volsci 111 (e non più presso la sede del consorzio di bonifica) la puntata di domani di “Buongiorno Regione” del Tg3 Lazio dedicata ai rincari dei canoni consortili nell’area della Conca di Sora.
Ne dà notizia Consumerismo No Profit, associazione che ha denunciato gli aumenti a Regione Lazio e Antitrust e che sarà presente domani alla diretta televisiva assieme ai sindaci dei comuni interessati.
I rappresentanti di Consumerismo No Profit saranno quindi a Sora assieme ai sindaci dei comuni del consorzio e alle telecamere del Tg regionale Rai, per parlare del caso e raccogliere il punto di vista di cittadini e soggetti interessati. L’associazione invita tutti i residenti, la stampa locale e i soggetti che vogliano far sentire la propria voce, a partecipare alla diretta televisiva, alle ore 7:30 di martedì 18 maggio davanti la sede del Comune di Sora in Corso Volsci 111
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