Salite lunghe e regolari, nella tappa che il Giro d’Italia dedica a Gino BartaliCondividi su facebook Condividi su twitter Condividi su whatsapp Condividi su email Condividi su printhttps://player.vimeo.com/video/552992509
Bagno di Romagna (Forlรฌ-Cesena) โ Da Pontassieve a Bagno di Romagna. Dalle porte di Firenze alla cittadina conosciuta per le acque termali, passando per il verdissimo Casentino.Toscana ed Emilia-Romagna, in mezzo tre passi: Consuma, Calla e Carnaio. Salite lunghe e regolari, nella tappa che il Giro dโItalia dedica a Gino Bartali. Salite e discese, non cโรจ un metro di pianura se non ai meno quattro dal traguardo in una prova tosta come โGinetaccioโ, e che il Giro-e ripercorre partendo alle porte della cittร di Dante. Pronti via e la vista รจ mozzafiato, con i vitigni di Diacceto che abbracciano la strada, per un panorama largo che, seguendo lโArno, si spinge fino a Firenze.
Eโ uno dei pochi scorci tranquilli, baciati dal sole. Poi la โcompetizioneโ non agonistica entra nel vivo. Cโรจ la prima prova di regolaritร : da Borselli alla Consuma a quasi venti allโora di media, con il passo dettato da Max Lelli, capitano del team Enit, lโAgenzia Nazionale del Turismo. Le bici da strada sono a pedalata assistita, ma lo sforzo pigia sulle gambe di chi non รจ un ex pro o fa migliaia di chilometri sulle due ruote ogni anno. Arriva la cima, via in discesa tra liberazione e testa alta verso il Casentino alto, come la โschienaโ del monte Verna allโorizzonte.

Arrivati a Stia, comincia il passo della Calla. Salita lunga, anche questa. E cosรฌ ai sei chilometri dalla vetta la batteria e le gambe fanno i capricci. Un mix maledetto, che necessita dellโintervento del meccanico, Giacomo. Un ragazzo di Grosseto e una storia nella storia: meccanico di bici di lavoro, segue una squadra ciclistica femminile ed รจ un maniscalco, ufficiale. Sรฌ perchรฉ ha frequentato la scuola militare che per decreto regio abilita a questa professione antica. Segni particolari: ha un maialino da compagnia, Mirtilla, e risolve con leggerezza ogni problema. Meccanico e psicologo. Il giro รจ anche questo.
Batteria sostituita si raggiunge il passo. E quel cielo che pian piano รจ diventato minaccioso non รจ clemente. Pioggia fredda, mista a qualche chicco di grandine. Impermeabile sulle spalle e giรน in discesa, di nuovo, fino a Santa Sofia. Da lรฌ inizia la salita piรน dura della giornata, unโarrampicata vera, con tratti anche al 14%. Batterie e gambe in confusione, Giacomo che tira dallโammiraglia, e dagli โindianiโ, come si dice in gergo di quelli che aspettano i professionisti sulla cima, รจ tutta una presa di giro. Mai offensiva, anzi, si sprigiona la classica simpatia di chi aspetta lungo strada. Cima di nuovo e discesa, una picchiata fino a Bagno di Romagna dove il team si raduna e taglia il traguardo in parata con il principe delle Ardenne, Moreno Argentin. Tutti a indicare un monumento sportivo mentre le ruote tagliano il traguardo.
โLโAppennino Tosco-Emiliano lo si conosce relativamente, ma รจ un paesaggio stupendo. Poi la tappa รจ stata dura, ma bellissima. Secondo me questa รจ la cartolina piรน bella che possiamo fare dellโItalia: ieriโ in Val dโOrcia, โรจ stata una cosa che probabilmente nessun altro Paese puรฒ offrireโ se lโidea รจ attraversare il territorio in maniera lenta, con qualunque mezzo. โLo spettacolo รจ stato unicoโ, sottolinea allโagenzia โDireโ il direttore dellโEnit, Giovanni Bastianelli.

















