Jenne, Insultare la stampa e scappare dai tavoli ufficiali non copre il vuoto amministrativo
Cโรจ chi scambia la politica con lโarte della mistificazione e chi usa le parole per gettare fumo negli occhi dei cittadini. La stizzita replica apparsa in queste ore sullโincontro tenutosi a Jenne ne รจ la prova plastica: insulti alla stampa (i soliti “giornalai”), tanta retorica sul “contatto con la gente”, ma un assoluto e imbarazzato silenzio sulle enormi contraddizioni politiche che pesano come macigni sull’intera vicenda. Quando la propaganda fallisce, si prova a cambiare discorso. Ma i fatti restano ostinati ed รจ giunto il momento di mettere a nudo cosa si nasconde davvero dietro questa sbandierata iniziativa. Hanno raccontato la favola di un’intesa forte, compatta e condivisa, sbandierando ai quattro venti la presenza del Comune di Filettino tra le fila dei promotori. Ma รจ bastato poco perchรฉ la realtร facesse crollare il castello di carte. Oltre all’assenza fisica del Primo Cittadino Paolo De Meis ย (trattenuto da inderogabili impegni professionali), non rappresentato da nessuno, ย a far crollare la narrazione del “fronte compatto” sono state le indiscrezioni filtrate dagli ambienti vicini al Sindaco. Dietro le quinte, la battuta informale resa a margine della vicenda pesa infatti come una macina: “Gli organizzatori avrebbero dovuto sentirmi prima di convocare l’incontro, se volevano essere certi della mia presenza“. Una frase di una chiarezza disarmante, che mette a nudo un’approssimazione organizzativa imbarazzante: il coinvolgimento di Filettino รจ stato sbandierato sulle locandine e sui social senza nemmeno curarsi di concordare data e disponibilitร con il diretto interessato (il Sindaco di Filettino). Altro che “asse dei tre Comuni”: l’iniziativa si รจ rivelata una fuga in avanti solitaria, culminata nell’ennesimo autogol comunicativo e politico. Ci viene raccontata la favola dell’amministratore che scende tra la gente per ascoltare i problemi di sentieri, sorgenti, fiumi e fauna. Bellissimo, se non fosse che esiste giร uno strumento istituzionale, previsto dalla legge regionale, creato esattamente per questo scopo: la Comunitร dei Sindaci del Parco. Perchรฉ non รจ stata richiesta una seduta straordinaria o un’assemblea aperta della Comunitร del Parco per affrontare questi temi con forza e dignitร istituzionale? La risposta รจ semplice: sedersi attorno al tavolo ufficiale significa doversi confrontare ad armi pari, rispettare le regole e produrre atti reali. Convocare invece un “comizio in casa” serve solo a fare cassa di risonanza propagandistica, senza doversi assumere la responsabilitร di alcuna delibera. Il Parco dei Monti Simbruini comprende otto Comuni. Cinque di questi (Subiaco, Vallepietra, Cervara di Roma, Camerata Nuova e Arsoli) hanno sonoramente bocciato questo metodo individualista. Muoversi in ordine sparso significa spaccare la Valle e indebolire l’intero territorio. Qual รจ il risultato ottenuto se non quello di isolare i propri cittadini dal resto del comprensorio? Trasformare un’area protetta, fondamentale per l’accesso ai finanziamenti, la tutela idrogeologica e l’attrattivitร turistica, in un nemico immaginario รจ la classica strategia di chi non ha una visione amministrativa e cerca un capro espiatorio per coprire la mancanza di risultati. I cittadini non hanno bisogno di comparsate teatrali, nรฉ di scuse maldestre sulle assenze altrui. Hanno bisogno di amministratori capaci di coordinarsi con i colleghi del territorio, di attrarre risorse e di sedersi ai tavoli istituzionali con autorevolezza. La bicicletta non la monta male chi evidenzia i fatti, ma chi organizza iniziative senza neanche avvisare i presunti compagni di viaggio, ritrovandosi a pedalare da solo su una strada senza uscita.



