ROMA โ โCome Cisl Scuola del Lazio, con lโavvio dellโanno scolastico, abbiamo presentato una richiesta di incontro con il presidente della Regione, Francesco Rocca, a cui la Regione ha dato seguito. Lโ8 settembre, quindi, abbiamo avuto un incontro con gli assessori competenti e come sindacato ci siamo mossi subito rispetto alla problematica, soprattutto perchรฉ lโanno scolastico precedente si รจ chiuso con lโavvio di unโondata di caldo del tutto anomala. Al tavolo regionale le nostre proposte sono state accolteโ.
Cosรฌ Michele Sorge, segretario della Cisl Scuola Lazio, nel corso di una intervista rilasciata al direttore della Dire, Nicola Perrone.
โAbbiamo chiuso lโanno, soprattutto durante lo svolgimento degli esami di maturitร , con malori da parte degli studenti e degli alunni e abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni- ha ricordato Sorge โ Ovviamente, stare in luoghi sicuri dal punto di vista statico รจ fondamentale; stare in luoghi salubri รจ fondamentale; stare in luoghi che abbiano una temperatura adeguata รจ altrettanto necessario. Da questo punto di vista รจ evidente, ed รจ emerso anche qui, che il Lazio รจ ultimo, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra edifici scolastici e impianti di raffrescamento. Siamo sotto la media nazionale: appena lโ1,6% degli edifici scolastici, infatti, dispone di questi impianti. Anche sul fronte del fotovoltaico, quindi di tutte quelle energie rinnovabili che dovrebbero poi sostenere lโinstallazione di impianti di raffrescamento, siamo sotto la media nazionale: parliamo di circa 210 edifici su oltre 3.000 edifici scolasticiโ.
Partendo da questo dato, secondo Sorge, viene da chiedersi โanche che cosa sia successo, da questo punto di vista, con il Pnrr, che prevedeva, tra le varie misure, anche interventi legati allโefficientamento energetico. Evidentemente- ha evidenziato il sindacalista- รจ una misura che non ha dato gli effetti che ci aspettavamo. Partendo da questo assunto e visto lโavvio di settembre, con un caldo che comunque continuava a essere cosรฌ sostenuto, abbiamo presentato questa richiesta, operando su due aspetti. Uno รจ quello piรน emergenziale. Perรฒ non possiamo affidarci alle speranze del medio periodo: รจ vero che adesso il caldo รจ meno intenso, ma comunque penso che abbiamo tutti la responsabilitร di programmareโ.
Ma cโรจ giร unโesperienza: โLa Regione Lazio ha attivato, dal maggio scorso, le cosiddette โordinanze caldoโ, ovvero la sospensione dellโattivitร lavorativa prevalentemente allโaperto in alcuni settori. La nostra proposta รจ stata quindi quella di valutare, e devo dire che la Regione lโha fatto in modo responsabile, innanzitutto la questione delle giornate da bollino rosso e lโopportunitร di emanare unโordinanza caldo, dando la possibilitร alle scuole di intervenireโ. Le scuole hanno ampi spazi di autonomia didattica, ma โnon possono autonomamente modificare il calendario scolastico, perchรฉ deve essere la Regione a intervenire e a valorizzarlo, nรฉ tantomeno possono anticipare le attivitร semplicemente perchรฉ fa caldo. Quindi non possiamo lasciare tutto sulle spalle delle scuole. Noi, come organizzazione sindacale, ovviamente non potevamo essere inerti e, da questo punto di vista, la prima proposta รจ stata proprio questa. La Regione, al termine dellโincontro, ha valutato anche questa possibilitร โ.
Ha proseguito Sorge: โFortunatamente, con lโavvio delle lezioni e con il caldo che nel frattempo รจ diventato meno intenso, lโemanazione di questa ordinanza al momento non si รจ resa necessaria. Dallโaltro lato, perรฒ, abbiamo ovviamente chiesto di non essere legati esclusivamente allโemergenza, ma, preso atto del dato strutturale, di prevedere una serie di investimenti. La Regione puรฒ farsi promotrice di questo percorso. Da un lato, quindi, serve un intervento diretto in termini di investimenti; dallโaltro, serve anche un intervento in termini di coordinamento degli enti locali, affinchรฉ questo diventi unโemergenza da affrontare: adeguare i nostri edifici a quella che, sostanzialmente, sarร ormai una normalitร โ.
Da questo punto di vista, la Regione โha preso un impegno: giร dal mese di ottobre, con incontri periodici, verrร attivato un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali e gli enti locali, quindi un tavolo istituzionale proprio per affrontare la questione e introdurre misure che possano essere previste nei prossimi interventi che gli enti locali realizzeranno, cosรฌ da rendere le nostre aule piรน accoglientiโ.
โFINO A 9MILA SUPPLENZE, SERVE NUOVO SISTEMA RECLUTAMENTOโ
โQuestโanno รจ partito con alcune luci, ma anche con alcune ombre, che sono quelle strutturali del nostro sistema scolastico e che riguardano, in particolare, il precariato. ร su questo che, come Cisl Scuola, da anni ci battiamo, chiedendo innanzitutto un innalzamento dei livelli di stabilizzazione, che puรฒ portare anche a un innalzamento del livello qualitativo del sistemaโ.
โPer dare qualche numero, nel Lazio lโUfficio Scolastico Regionale ha assicurato circa 4.000 nomine di docenti nelle diverse discipline- ha proseguito SORGE- di cui oltre 500 riguardano docenti di sostegno, assicurando quindi continuitร . Allo stesso tempo, perรฒ, va rilevato che non รจ stato possibile effettuare un numero consistente di nomine, alcune centinaia, ad esempio nelle cosiddette discipline Stem, cioรจ nelle materie tecnico-scientifiche, per mancanza di aspirantiโ.
Questo rappresenta un esempio โevidente di una questione fondamentale- ha evidenziato il segretario regionale Cisl- affidare il sistema di reclutamento ai soli concorsi. Veniamo da una serie di concorsi Pnrr, tre uno di seguito allโaltro, legati allโattuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che comunque non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. E cosรฌ, alla fine, le cattedre vacanti vengono nuovamente coperte con personale precarioโ.
Secondo SORGE รจ un โdato importante che ci porta, come Cisl Scuola, a riaffermare ulteriormente quella che riteniamo una necessitร impellente del nostro sistema di reclutamento: tornare a un meccanismo che affianchi ai concorsi un sistema di graduatorie per titoli. Abbiamo giร le Gps e quindi, di fatto, gli strumenti per costruire un cosiddetto doppio canale di reclutamento. Una volta esaurite le graduatorie dei concorsi, si potrebbe attingere dalle graduatorie per titoli, riconoscendo innanzitutto lโesperienza professionale di chi effettivamente lavora quotidianamente nelle nostre classi e che merita di vedere riconosciuta la propria professionalitร , anche in prospettiva di una stabilizzazioneโ.
Lโaltro elemento da considerare, sempre sul tema del precariato, รจ il numero complessivo delle supplenze, che โresta comunque elevatissimo. A livello del Lazio parliamo di almeno 7-8 mila, fino ad arrivare a 9mila supplenze: un numero consistente. Particolarmente rilevante รจ il dato relativo alle supplenze sul sostegno. Da un lato abbiamo la continuitร che viene assicurata attraverso un meccanismo introdotto da questo Governo- ha evidenziato ancora SORGE- ma questo meccanismo da solo non basta a garantire una vera continuitร . Per assicurare continuitร dobbiamo stabilizzare, perchรฉ รจ il personale stabile che puรฒ garantire continuitร nel tempoโ.
Anche su questo, come Cisl Scuola โabbiamo una proposta chiara: adeguare lโorganico del sostegno allโeffettiva necessitร del sistema. Perchรฉ lโeffettiva necessitร , ormai strutturalmente e da decenni, รจ rappresentata dai docenti che realmente vanno in classe, non semplicemente dallโorganico di diritto. E i docenti che vanno in classe sono molti di piรน rispetto a quelli sui quali oggi possono essere calcolate le immissioni in ruoloโ, ha concluso.
โ10MILA ISCRITTI IN MENO PER CALO DEMOGRAFICO, NO A DIMENSIONAMENTOโ
โA seguito del Pnrr sono cambiati i parametri di calcolo per il cosiddetto dimensionamento scolastico, per ragioni prettamente ragionieristiche: un innalzamento del numero medio degli alunni, un innalzamento progressivo, tra lโaltro. E quindi, da questo punto di vista, la legge di Bilancio di questo Governo, che ha introdotto queste misure, che sostanzialmente sono misure restrittive, ci vede del tutto contrari. E ancor piรน in un territorio come il nostro Lazio, che vede la complessitร dellโarea metropolitana, la piรน grande dโItalia, la Capitale, e poi la complessitร di piccoli territori, di aree interne, zone montane, non solo nel Reatino, ma nel Viterbese, nel Frusinate. Quindi cโรจ un sistema orografico complesso che non puรฒ essere risolto con la pura ragioneria, con la pura logica dei numeriโ.
โDallโaltra parte, la questione del calo demografico รจ una questione con cui si deve fare i conti, ma non solo il sistema scolastico: il sistema Paese- ha proseguito Sorge โ Do un dato: si stima che nel 2034 ci potrebbero essere, a livello nazionale, un milione di studenti in meno. Questโanno, tra il 2025-26 e il 2026-27, alcune elaborazioni sui numeri dellโorganico del Lazio ci dicono che ci sono stati, solo in questโanno, circa 10.000 alunni iscritti in meno, soprattutto nel primo ciclo, quindi nei piรน piccoli: nella scuola dellโinfanzia, nella primaria e nella scuola secondaria di primo gradoโ. Questo รจ un dato che โdeve allarmare non solo il sistema scolastico, ma anche il sistema economico, per cui รจ un circolo vizioso. E questo noi ribadiamo quando parliamo di dimensionamento e di calo demografico- ha evidenziato ancora il sindacalista- il calo demografico non puรฒ essere lo strumento o la leva per fare ulteriori tagli. Ricordo che il grande, consistente, immane taglio di 150.000 posti che si fece nel triennio 2008-2010, con lโallora Governo Berlusconi, la ministra Gelmini e il ministro Tremonti, รจ stato lโinizio di una lunga stagione di tagli che ci ha portato fino ad oggiโ. La preoccupazione della Cisl Scuola Lazio, dunque, รจ che il sistema scuola, attraverso il dimensionamento e attraverso gli organici โporti a un taglio degli organici e a un impoverimento, quindi, del sistema di istruzione, del nostro sistema scolastico, che รจ la base, la rete diffusa. Di fatto, siamo lโagenzia educativa piรน diffusa e piรน importante del nostro Paese e dobbiamo preservarla. In realtร ci vorrebbe, questo noi chiediamo, un grande patto tra le forze politiche del nostro Paese, perchรฉ la scuola non รจ di questa o di quella maggioranza: รจ un bene di tuttiโ.
Ha proseguito ancora Sorge: โNoi abbiamo tantissimi casi di classi โpollaioโ sovraffollate, perchรฉ poi il meccanismo del dimensionamento porta a un sovraffollamento nellโarea metropolitana e a una progressiva, lenta e inesorabile chiusura invece nelle aree interne. Perchรฉ poi succede questo: a Roma e nel Lazio, ovviamente, il fenomeno รจ anche piรน evidente. Abbiamo classi sovraffollate magari nelle aree centrali di Roma e poi abbiamo paesi che si vanno spopolando. Questo dovrebbe essere un discorso a 360 gradi, perchรฉ se noi chiediamo una scuola in un piccolo centro, a questo punto cโรจ lo spopolamento delle aree interne: avere meno scuola potrebbe dire avere meno possibilitร per la societร di venire in quei luoghi, avere meno servizi per le giovani coppie e quindi avere meno natalitร . Quindi รจ un circolo vizioso che dobbiamo in ogni modo combattere e, da questo punto di vista, richiamiamo tutte le forze politiche a unโassunzione di responsabilitร - ha concluso- perchรฉ ne va del futuro del nostro Paeseโ.