Home CULTURA Arte e falsi, una storia nella storia non sotto silenzio

Arte e falsi, una storia nella storia non sotto silenzio

0
228
falsi-d-arte
Il dipinto falso piรน celebre della storia dell'arte "Cena in Emmaus" dipinto nel 1937 dal falsario olandese Han van Meegeren e spacciato come un capolavoro ritrovato del maestro seicentesco Johannes Vermeer. Il dipinto falso Vermeer si trova oggi al Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.

La falsificazione artistica รจ una “storia nella storia” che seppure non sotto silenzio รจ da comprendere bene, e che, anche secondo alcune riflessioni del noto critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, condiziona da sempre l’evoluzione culturale, i musei e le dinamiche economiche globali. Questa tematica solleva il velo su un fenomeno sommerso ma cruciale, evidenziando come il falso d’arte non sia una semplice truffa commerciale, bensรฌ un elemento speculare e inscindibile dalla storia dell’arte ufficiale

falsi-d-arte

Abbiamo reperito parecchio dal web, e raccolto da altre fonti, per arrivare ad una tesi di tipo compilativo che, sommessamente, possa anche costituire uno strumento di ricerca sperimentale in materia di storia della falsificazione dell’arte; volutamente, sensatamente, concettualmente, consapevoli dei limiti di un articolo e con responsabile senso del dovere culturale, abbiamo mantenuto distante da noi ogni qualsiasi irragionevole obiettivo di completezza. E sia per onestร  intellettuale e sia perchรฉ ci si sente scevri da qualsiasi vena di plagio, corre l’obbligo di puntualizzare di avere attinto noi soprattutto dalle opinioni e dai pareri di Paolo Battaglia La Terra Borgese, in quanto autorevole critico dโ€™arte tra i maggiori esperti del falso nella storia dโ€™arte.

La storia dellโ€™arte racchiude un terreno scivolosissimo che รจ quello della falsificazione artistica. Un fenomeno certamente non sotto silenzio ma che occorre approfondire spingendo in ogni specifica epoca storica della falsificazione. Non solo รจ indispensabile conoscere la storia del falso artistico, occorre anche favorire la divulgazione dei metodi scientifici odierni usati dai critici e dagli storici utili a smascherare i falsi d’arte, a benefizio della cultura.

Siamo partiti da molto lontano, in quanto la falsificazione artistica si manifesta giร  nell’antichitร ; anche se poi si storicizza, attraverso artisti e avvenimenti importanti quanto notevoli, in cinque momenti cruciali della societร  europea, sia in ambito culturale e mercantile che tecnologico e scientifico. Si pensi a Michelangelo, al Salon des Rรฉfusรฉs, a Han van Meegeren, a Orson Welles, alle analisi scientifiche.

Il falso, va ammesso, non รจ solo una truffa, ma un specchio dei gusti dellโ€™almo mercato di ogni epoca, e costituisce una storia nella storia dell’arte.

Sintetizzando, e analizzando il fenomeno dalla sua genesi, รจ possibile distinguere almeno sei periodi cruciali e cruciati: 1)lโ€™Antichitร  nella cultura greca e romana, 2)il Rinascimento di Michelangelo, 3)il Settecento di Ercolano e Pompei, 4)lโ€™Ottocento del Salon des Rรฉfusรฉs, 5)il Novecento, contrassegnato da Han van Meegeren e dal regista Orson Welles, 6)la Diagnostica dโ€™arte.

Il terreno รจ proditorio

Nellโ€™Antichitร  classica del mondo antico e romano si copiano le statue greche perchรฉ c’รจ molta richiesta e pochi pezzi originali. Ne viene che la falsificazione artistica risale a piรน di duemila anni fa: in particolare, in quel periodo, gli scultori antichi romani producono proditoriamente, copie di sculture greche, sia per conto dei committenti collezionisti, ma anche per la vendita ad ignari acquirenti.

Il Rinascimento segna il caso di Michelangelo del 1496, quando lโ€™artista, ancora ventunenne, scolpisce un Cupido dormiente per farlo passare come reperto archeologico romano; in aiuto alla falsificazione intervengono altri, imbrattandolo di fango e terra sotterrandolo. E secondo talune fonti ciรฒ non per truffa ma per Michelangelo dimostrare di sapere eguagliare gli antichi. Ma la vera storia dellโ€™arte tramanda una veritร  documentata diversa, e cioรจ che Il Cupido dormiente era una scultura (poi andata perduta in un incendio) realizzata dallโ€™autore rinascimentale per farla sembrare un’opera antica su consiglio di Lorenzo di Pierfrancesco al fine di vendere la scultura a un prezzo piรน alto tramite il mercante d’arte Baldassarre del Milanese orchestrante il tutto, รจ lui infatti che vende poi lโ€™opera al cardinale Raffaele Sansoni Riario della Rovere. E se puรฒ strapparvi un sorriso: รจ proprio questa truffa, questa scultura raffigurante un dio d’amore di sei o sette anni di etร , che fa volare Michelangelo per la prima volta all’attenzione dei mecenati di Roma, proprio mediante il cardinale truffato, molto soddisfatto di quell’acquisto e entusiasticamente incantato dallโ€™opera (in seguito scoprirร  di essere stato ingannato ma manterrร  integro il suo apprezzamento positivo delle capacitร  di Michelangelo).

DICOTOMIA: nel Rinascimento, la crescente prosperitร  della borghesia genera una forte domanda di arte e, per identificare le proprie opere, molti pittori iniziano a contrassegnarle. Questi segni si evolvono poi in firme. รˆ quando la domanda di determinate opere d’arte inizia a superare l’offerta, che sul mercato iniziano a comparire marchi e firme falsi.

Lโ€™Ottocento e il Settecento. La crisi dell’Accademia dovuta al suo rifiuto di mostre ufficiali traghettatrici di nuove idee, spinge gli artisti a cercare strade diverse e indipendenti. Nasce cosรฌ il moderno mercato dell’arte la cui origine si colloca in Francia alla seconda metร  dell’Ottocento, nel 1863, con il Salon des Rรฉfusรฉs e con l’ascesa dei primi grandi mercanti d’arte. รˆ soprattutto con la nascita del mercato dell’arte moderno che i falsari dellโ€™Ottocento iniziano a lavorare per ricchi collezionisti.

Tuttavia, il secolo in cui la vera e propria falsificazione artistica fiorisce numericamente รจ il XVIII. Nel Settecento infatti, con le scoperte diย Ercolano e Pompei,ย il commercio artistico รจ invaso da moltissime pitture e sculture che ingannano anche gli intenditori e che fungono da simbolo di prestigio e potere nelle case dei collezionisti.

Novecento. Negli anni 1930 e 1940 il pittore olandese Han van Meegeren dipinge false opere di Johannes Vermeer cosรฌ bene da ingannare i massimi esperti, e cosรฌ bene da vendere un falso persino ai gerarchi nazisti durante la Seconda guerra mondiale (dopo verrร  scoperto).

Il Novecento e il caso Picasso-Welles. Oltre che da Han van Meegeren, il Novecento รจ funestato dalla faccenda Welles-Picasso. Nel suo celebre film documentario sulla falsificazione dellโ€™arte F for Fake (F come falso), il regista, Orson Welles, mette in bocca a Picasso una frase del tutto inventata ma che ancora oggi viene erroneamente ritenuta realmente pronunciata. La frase che nel docufilm – e non nella realtร  – pronuncia Picasso รจ “Posso dipingere un falso Picasso al pari di chiunque altro”.(1) Bene, che si tratta di una frase romanzata in cui l’accuratezza degli eventi si fonde con dettagli inventati per scopi narrativi ed emotivi รจ dimostrato dalla totale assenza di documenti storici in proposito; e per di piรน: un documento della Universitร  Ca’ Foscari di Venezia in Italia attesta la natura romanzata di tale frase (https://edizionicafoscari.unive.it/media/pdf/article/venezia-arti/2021/1/art-10.30687-VA-2385-2720-2021-07-009.pdf, pagg. 136 e 137); e non finisce qui: tale frase รจ stata anche storpiata in โ€œPicasso una volta disse che avrebbe firmato un falso molto ben fatto”. รˆ reale, invece, la chiara finalitร  che Welles affida al suo film, quella di riflettere sul valore dell’arte, sul concetto di originalitร  e sul mercato dei falsi per esplorare attentamente il confine labile tra veritร  e menzogna nel mondo dell’arte e attribuire al falso unโ€™autonomia espressiva, decretandolo un genere artistico al pari di altri.

La diagnostica dโ€™arte. Se pur possibile senza il rischio di essere scoperti, oggi essere falsari รจ molto complicato. A infastidire profondamente gli artisti del falso รจ la diagnostica artistica: con la datazione al carbonio, la datazione col biossido di piombo, i raggi x, la fluorescenza, la pirolisi-cromatografia gassosa-spettrometria di massa, l’analisi degli isotopi stabili, la termoluminescenza, la decomposizione wavelet.

Ma cosa รจ il falso? Perย falsificazione di oggetti dโ€™arteย รจ da intendersi la contraffazione di opere altrui praticata con intenzione di dolo. Possono ritenersi casi di falsificazione quelli in cui un antiquario vende una copia vantandola come originale; oppure quei fatti in cui lโ€™oggetto non appartiene allโ€™autore dichiarato; o anche fatti dove il venditore spaccia come antica unโ€™opera che invece non lo รจ affatto; o casi in cui un’opera autentica e vera sia stata manomessa.

Come difendersi. Neanche i certificati di autenticitร  sono sinonimo di certezza. A volte, questi, vengono rilasciati per aumentare il valore economico di unโ€™opera dโ€™arte di importanza mediocre, sbandierandone connotati implausibili.

E – sebbene difficile e complessa รจ la identificazione di opere di pregio, compiute in epoca relativamente recente, perchรฉ intorno ad esse la critica non ha ancora potuto approfondire – รจ ovvio che per poter sventare questi inganni il mezzo piรน sicuro รจ quello di affidarsi ad un esperto ed onesto conoscitore, che possa riconoscere, eventualmente, le incongruenze stilistiche.

Si noti che anche la tradizione familiare puรฒ essere causa di false credenze, a meno che non sia sostenuta da seria documentazione (provenienza, autenticitร , aste, esposizione). E pure le firme sui dipinti, bisogna aggiungere, non costituiscono una prova positiva di autenticitร : per esempio, molti artisti, nel passato, non firmavano le loro opere.

La validitร  della firma puรฒ essere accettata soltanto quando lo stile del dipinto รจ chiaramente quello dellโ€™artista.

Sรฌ, รจ vero che i critici dโ€™arte, gli storici, i tecnici del restauro e gli scienziati fanno squadra, alleati, per smascherare ogni contraffazione artistica, trovando gli errori e gli anacronismi stilistici. Tuttavia i procedimenti scientifici non riescono a provare sempre la falsitร , oppure assicurare lโ€™originalitร  di un dipinto; lo strumento fondamentale rimane perciรฒ il giudizio estetico, anche se tratto col soccorso delle diverse scienze tecniche.

Ciononostante tante opere false sono facilmente smascherabili da una sempliceย analisi chimicaย del colore che individui pigmenti ancora sconosciuti nel periodo in cui il dipinto avrebbe dovuto essere stato effettivamente concepito.

Per concludere e – lo ribadiamo – senza alcuna pretesa di completezza. Il dipinto falso piรน celebre della storia dell’arte รจ considerato Cena in Emmaus , dipinto nel 1937 dal falsario olandese Han van Meegeren e spacciato come un capolavoro ritrovato del maestro seicentesco Johannes Vermeer. Questo dipinto rappresenta la vendetta del falsario Han van Meegeren contro i critici d’arte che definirono i suoi lavori personali “mediocri e superati”. Van Meegeren dimostra cosรฌ il suo valore: creando un dipinto talmente perfetto da costringere gli esperti a osannarlo; e addirittura quando il celebre storico dell’arte Abraham Bredius visiona il quadro lo definisce ufficialmente “il capolavoro di Johannes Vermeer di Delft”. La critica crede allora cosรฌ di aver trovato il tassello mancante per dimostrare l’influenza del Caravaggio sul giovane Vermeer! Oggi il dipinto falso Vermeer si trova al Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.

(1) ยซUn amico di un altro amico una volta mostrรฒ a Picasso un Picasso. โ€œNo, รจ un falsoโ€ rispose il pittore. Lo stesso amico si procurรฒ un altro presunto Picasso e Picasso disse che anche questo era un falso. Se ne procurรฒ un altro ma anche questo era falso, disse Picasso. โ€œMa Pabloโ€, replicรฒ lโ€™amico โ€œti ho visto con i miei occhi mentre lo dipingevi.โ€ โ€œPosso dipingere un Picasso falso al pari di chiunque altroโ€, rispose Picasso.ยป

La Direzione ringrazia il Critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese dei diritti ceduti senza onere.