Home TERRITORIO Addio a Nello Amati, l’ultima memoria storica della transumanza trebana

Addio a Nello Amati, l’ultima memoria storica della transumanza trebana

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Il commosso ricordo degli ex sindaci Grazioli e Cosmi: “Con lui se ne va un pezzo della nostra civiltà millenaria”

Quando una persona che rappresenta la memoria storica di un territorio muore, la comunità subisce una perdita profonda. Spesso si paragona questa scomparsa all’incendio di una biblioteca: non scompare solo un individuo, ma si spegne un legame diretto e insostituibile con il passato. È esattamente ciò che Nello Amati rappresentava per la comunità trebana: uno storico pastore e una delle ultime memorie storiche viventi della transumanza, l’antica pratica rurale oggi riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO. Scomparso all’età di 95 anni, Amati è stato salutato per l’ultima volta nella chiesa madre di Trevi nel Lazio, alla presenza di una moltitudine commossa di cittadini. Per l’occasione, l’ex sindaco di Trevi, Silvio Grazioli, e l’ex sindaco di Aprilia, Gianni Cosmi, hanno voluto ricordare la sua straordinaria figura. Particolarmente toccante è stato l’intervento dell’avvocato Grazioli: “La sua scomparsa rappresenta una frattura nella nostra comunità. È una perdita inestimabile, perché è la perdita della nostra memoria. Nei suoi 95 anni, Nello è stato una testimonianza cristallina del suo tempo, attraversando le trasformazioni sociali, economiche e politiche del nostro Paese. Era nato, come lui stesso amava ricordare, in una capanna durante la transumanza; aveva la casa a Trevi, ma durante lo spostamento delle greggi scendeva verso le paludi pontine. Questo viaggio rappresenta la dimostrazione di una civiltà contadina millenaria”. Grazioli ha poi ricordato l’instancabile impegno di Amati nel diffondere la storia locale, partecipando ai convegni a cui veniva invitato (l’ultimo dei quali svoltosi di recente ad Aprilia, nella foto). In ogni occasione, il pastore parlava della transumanza con un coinvolgimento e un sentimento profondo, tramandando ricordi preziosi. Tra questi, anche la drammatica testimonianza della seconda guerra mondiale: la notte dello sbarco di Anzio, il 22 gennaio 1944, Nello si trovava insieme al padre e ad altre persone; vedendo arrivare i soldati, pensarono inizialmente che fossero tedeschi, per poi scoprire che si trattava degli americani che tentavano di aggirare la linea di Cassino e rimasero bloccati sul fiume Astura. Un episodi come tanti altri che raccontava anche durante le ricorrenze come quella del 15 agosto festa della storica sezione locale dei combattenti e quella del 4 novembre. “L’aspetto più importante di Nello – ha concluso l’ex sindaco Grazioli – è che sapeva parlare con i giovani, raccontando la sua storia personale che era, in realtà, la storia dell’intero paese. Questo suo modo di raccontare lo racchiudeva spesso nell’espressione “per esperienza di vita”. Oggi io voglio aggiungere: “per testimonianza viva e reale della storia della nostra comunità”. Per questo gli tributiamo un grazie immenso e un abbraccio che porteremo sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori”.