Ancelotti: “Ho detto no all’Italia, ma il contratto non c’entra”

0
57

“Ringrazio la Figc ma voglio restare in Brasile, perché penso che sia giusto e corretto così”

ROMA – Il no deflagrante è stato quello di Guardiola. Ma il no di Ancelotti è rimasto silenzioso, ha fatto rumore solo quando ormai era già passato. Un accenno nella prima e ultima conferenza stampa di Maldini, un amen. No alla Nazionale, perché già troppo preso da quella del Brasile. A cose fatte, Ancelotti spiega, intervistato da ESPN: “Non è stato un problema di contratto, non è quella la ragione. Ho fatto questa scelta perché ho un impegno con la Federazione brasiliana e perché questo Paese mi ha accolto in maniera molto calorosa in questo primo anno. Voglio stare qui e certamente ringrazio la Federazione italiana ma voglio restare perché penso che sia giusto così e corretto restare dove sono stato accolto così bene da chi mi ha dato l’opportunità di lavorare bene”.

Il resto dell’intervista è un’autocritica sul Mondiale un’analisi del futuro: “Abbiamo perso la Coppa del Mondo nell’hydration break contro la Norvegia. Perché, fino ad allora, la squadra aveva il controllo. È anche vero che la Norvegia aveva il possesso, aveva molti possesso nella propria metà campo… La Norvegia ha giocato la stessa partita contro l’Inghilterra. Aveva il controllo della partita. Questo potrebbe essere stato un mio errore pensare che la squadra avesse perso il controllo del gioco quando non lo stava perdendo. Ho cambiato un po’ la squadra, e poi abbiamo avuto il problema con il gol di Erling Haaland. In un Mondiale quando ti fanno un gol al 79′, è molto difficile recuperare. E abbiamo avuto l’opportunità di recuperare. Ho tolto Rayan e ho messo Endrick come ala destra, pensando che Neymar potesse fornire un assist, poteva mettere la qualità in quel momento, al minuto 70. È la stessa cosa che volevo fare contro il Giappone. Contro il Giappone ho messo Gabriel Martinelli perché la squadra aveva il pieno controllo del gioco. Il Giappone ha giocato solo in transizione. Pensavo di mettere Neymar nei tempi supplementari contro il Giappone. Contro la Norvegia ho mandato in campo Neymar un po’ prima per riprendere il controllo della partita. E poi devi anche pensare alle decisioni che devi prendere… Ho sentito Tuchel dire che è stato molto criticato, e la verità è che devi prendere una decisione che è molto difficile. È un momento in cui c’è molto stress e non sempre fai la cosa giusta”.

https://09d1cb1abdc603e5bd373389e707f291.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-45/html/container.html