Home Blog Page 10

ROMA – FAST Confsal si oppone a modelli di organizzazione del lavoro che scaricano i costi della concorrenza sui lavoratori o sull’infrastruttura

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Multari, Segretario nazionale FAST Confsal Dipartimento Mobilità Terrestre, il comunicato che segue.

“FAST Confsal, intervenendo nel dibattito aperto da ALLRAIL sul futuro dei servizi Intercity, ha richiamato la necessità di distinguere con chiarezza tra interessi industriali privati e tutela del servizio pubblico ferroviario. Quando un’associazione di imprese ferroviarie private richiama il diritto europeo e il rischio di infrazione comunitaria, la domanda da porsi non è chi abbia torto o ragione, ma quale interesse rappresenti. ALLRAIL, nata nel 2017 a Bruxelles, ha come obiettivo dichiarato la riduzione delle barriere d’ingresso nel mercato ferroviario passeggeri. Ne fanno parte operatori privati, società di leasing e piattaforme digitali, tutti soggetti con un interesse diretto nelle condizioni di accesso al mercato. Interessi legittimi, ma particolari, non generali.

FAST Confsal rappresenta, invece, lavoratrici e lavoratori del settore ferroviario, tutelando contratti, salari e condizioni di lavoro. Anche i nostri sono interessi di parte, ma rispondono a chi ogni giorno garantisce il funzionamento del servizio pubblico. Non è la stessa cosa, anche quando si invoca l’Europa. Nel merito, la tesi di ALLRAIL sull’incompatibilità del lotto unico Intercity con il diritto europeo è solo parziale. Il Quarto Pacchetto Ferroviario prevede procedure competitive, ma riconosce agli Stati la responsabilità di assicurare continuità, qualità e universalità del servizio. L’Europa non afferma che il mercato debba prevalere sul servizio pubblico: chiede che coesistano.

I precedenti italiani mostrano che l’abbattimento delle barriere d’ingresso ha spesso trasferito costi sull’infrastruttura pubblica, mentre i benefici privati sono stati capitalizzati altrove. Nel trasporto merci, vent’anni di liberalizzazione non hanno aumentato la quota modale del ferro: la concorrenza ha prodotto competizione tra operatori, non un miglioramento del sistema. Per gli Intercity la posta è alta: continuità delle coincidenze, standard omogenei, tutela contrattuale del personale. Frammentare il servizio in più lotti significa esporre lavoratori e utenti ai rischi tipici dei mercati competitivi, a partire dalla pressione al ribasso sul costo del lavoro.

FAST Confsal sostiene gare trasparenti e uso efficiente delle risorse pubbliche, ma si oppone a modelli che scaricano i costi della concorrenza sui lavoratori o sull’infrastruttura”.

Space Hotels: primo semestre in crescita, fatturato a +12%


Il Gruppo conferma il trend positivo: cresce il mercato italiano, si rafforza il segmento leisure di alta gamma

Si chiude con risultati positivi il primo semestre 2026 di Space Hotels, che conferma il proprio percorso di crescita registrando un incremento del 12% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un andamento sostenuto anche dall’aumento del ricavo medio per notte (+10,4%), mentre le room nights segnano una crescita dell’1,6%, a testimonianza di una maggiore valorizzazione della domanda.

I risultati sono stati presentati e condivisi in occasione dell’Assemblea dei Soci, che si è svolta il 17 luglio presso il Turin Palace Hotel di Torino, rappresentando un importante momento di confronto sullo stato del mercato e sulle prospettive di sviluppo del gruppo.

Dal punto di vista dei canali distributivi, si conferma stabile la produzione proveniente dai GDS, a testimonianza della solidità del segmento corporate e business travel. A distinguersi è invece l’ottima performance del canale voice, che registra una crescita significativa grazie all’aumento delle richieste da parte di gruppi leisure e di una clientela turistica ad alta capacità di spesa. Un risultato che conferma l’efficacia dell’attività commerciale e la crescente attrattività della rete Space Hotels nei confronti di un segmento strategico, orientato a esperienze di qualità e a soggiorni a maggiore valore aggiunto.

Sul fronte dei mercati di provenienza, il semestre evidenzia un significativo incremento della domanda italiana, a conferma della ritrovata vivacità del turismo domestico. Si mantengono stabili i flussi provenienti dall’Europa e dal Canada, che continuano a rappresentare bacini consolidati e strategici per il network. Si registra invece un lieve rallentamento del mercato statunitense, riconducibile a un contesto internazionale più incerto, ampiamente compensato dalla buona tenuta degli altri mercati esteri e dalla crescente capacità della rete di intercettare una domanda diversificata e ad elevato valore.

I risultati del primo semestre confermano la solidità del nostro modello e la capacità della rete di cogliere le opportunità offerte da un mercato in continua evoluzione“, commenta Piero Marzot Presidente di Space Hotels. “La crescita del fatturato e del ricavo medio dimostra come la qualità dell’offerta e il posizionamento dei nostri alberghi continuino a essere premiati da una clientela orientata a esperienze di valore.”

Con questi risultati, Space Hotels guarda con fiducia alla seconda parte dell’anno, puntando a consolidare il trend di crescita e a rafforzare ulteriormente il supporto commerciale e distributivo a favore degli hotel affiliati.

Folgori (Feoli): Addio a Piero Tulli, mentore e amico

“Il mondo dello sport e dell’imprenditoria piange Piero Tulli, manager preparato e visionario che ha segnato un’epoca nel Lazio e non solo. Piero è stato per me un mentore e un maestro, ma soprattutto un amico al quale mi legava un profondo affetto e una infinita gratitudine. Un legame umano che la morte non può cancellare. Piero ha ricoperto incarichi importantissimi nelle aziende e nel calcio e oggi il mondo dell’imprenditoria e dello sport perde un mentore e un amico. Il suo spessore umano e manageriale continueranno a illuminare il cammino di quanti, come me, lo hanno conosciuto
Ho avuto il privilegio di essere suo amico per oltre trent’anni, apprezzandone ogni dote. Come presidente di Feoli, esprimo, a nonne del mondo della logistica, del trasporto e del facility management, la più sincera vicinanza al figlio e alla famiglia. Ciao Piero”.
Lo dichiara Enrico Folgori, presidente di Feoli (Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata).

Viterbo. Ombre Festival, Luigi Del Vecchio torna con il thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”

Ombre Festival riporta a Viterbo lo scrittore Luigi Del Vecchio: il 21 luglio presenterà il suo nuovo thriller in Piazza della Repubblica, in un incontro dedicato al rapporto tra indagine, cinema e narrazione.

Luigi Del Vecchio torna a Ombre Festival. Dopo la partecipazione del 2024, lo scrittore e Generale della Guardia di Finanza in congedo sarà nuovamente tra gli ospiti della manifestazione culturale con la presentazione del thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”, in programma il 21 luglio alle ore 21.15 in Piazza della Repubblica. L’incontro sarà dedicato al tema “Il thriller tra indagine e cinema. Quando la realtà incontra la forza delle immagini”.

L’appuntamento rappresenta un nuovo passaggio del tour nazionale che accompagna il secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca. A dialogare con l’autore saranno Marina Bernini e Paolo Casini, mentre sul palco sarà presente anche il regista e sceneggiatore Adriano Giotti, chiamato ad approfondire il rapporto tra linguaggio cinematografico e narrativa investigativa.

Per Il Giornale del Lazio non si tratta della prima occasione in cui segue il percorso letterario di Luigi Del Vecchio. Nelle scorse settimane il quotidiano aveva raccontato la partecipazione dello scrittore alla trasmissione televisiva “5 domande a…” su Canale 10, tappa romana del tour dedicato al romanzo “Ostuni. Non mi cercare più…”.

La presenza a Ombre Festival conferma il legame tra Del Vecchio e la manifestazione viterbese. L’autore era già intervenuto nell’edizione 2024 con il romanzo d’esordio “Ostuni. Un’Insospettabile presenza”, mentre quest’anno torna con un’opera che prosegue il percorso narrativo ambientato nella città pugliese e che continua a essere presentata in numerose città italiane.

Secondo gli organizzatori, la settima edizione di Ombre Festival ospiterà anche magistrati, giornalisti, scrittori e protagonisti del panorama culturale italiano. Il programma prevede inoltre iniziative dedicate agli ottocento anni dalla morte di San Francesco e la partecipazione del Procuratore Nicola Gratteri, tra gli ospiti annunciati della rassegna. Si tratta di informazioni diffuse nel comunicato stampa dell’organizzazione.

“Ostuni. Non mi cercare più…”, pubblicato da Viola Editrice, è un thriller investigativo che intreccia suspense psicologica e indagine criminale. Il romanzo costituisce il secondo volume della trilogia ambientata nella cosiddetta Città Bianca e accompagna il lettore attraverso una vicenda costruita tra segreti, relazioni e colpi di scena. La presentazione di Viterbo offrirà al pubblico l’occasione di approfondire sia gli aspetti narrativi sia il dialogo tra letteratura e cinema, tema centrale dell’incontro.

Oltre all’attività letteraria, Del Vecchio è impegnato anche in progetti teatrali, televisivi e culturali. Negli ultimi mesi ha partecipato a trasmissioni radiofoniche e televisive, mentre ha recentemente completato la registrazione dell’audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più…” presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia. L’iniziativa è destinata a rendere l’opera accessibile gratuitamente ai ciechi e agli ipovedenti della regione, ampliando così la fruibilità del romanzo.

L’appuntamento del 21 luglio rappresenta quindi una delle tappe culturali dell’estate viterbese e offre agli appassionati di narrativa l’occasione di incontrare l’autore e confrontarsi sui temi del thriller contemporaneo, in una manifestazione che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale.

Fiumicino. Protezione Civile, quindici giovani formati per affrontare le emergenze

Protezione Civile protagonista a Fiumicino: concluso il campo scuola della Misericordia con una settimana tra esercitazioni, primo soccorso e attività operative per avvicinare i giovani alla cultura della prevenzione.

Quindici giovani del territorio hanno concluso il campo scuola di Protezione Civile organizzato dalla Misericordia di Fiumicino nell’ambito del progetto nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”. Una settimana di formazione teorica e pratica dedicata alla prevenzione, alla sicurezza e al volontariato, con l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi come funziona il sistema di soccorso e quali sono i comportamenti corretti nelle situazioni di emergenza.

Il percorso ha coinvolto ragazze e ragazzi di Fiumicino e Ostia, impegnati in attività dedicate al primo soccorso, alla lotta agli incendi boschivi, agli interventi in caso di alluvioni e alle procedure da seguire durante un evento sismico. Alle lezioni si sono affiancate numerose esercitazioni pratiche, permettendo ai partecipanti di sperimentare direttamente alcune delle tecniche utilizzate dai volontari della Protezione Civile.

Durante il campo scuola i ragazzi hanno anche vissuto l’esperienza del pernottamento in una struttura organizzata secondo gli standard operativi della Protezione Civile, sperimentando l’organizzazione logistica che caratterizza gli interventi durante le emergenze. Le attività si sono svolte a Villa Guglielmi, uno dei principali spazi verdi della città.

Particolarmente significativo il coinvolgimento delle istituzioni e delle forze operative del territorio. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della Polizia di Stato, della Polizia Locale, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo di Castel di Guido, che hanno contribuito alle attività formative mostrando ai partecipanti strumenti, procedure e competenze impiegate quotidianamente nelle attività di soccorso.

Nel corso della settimana i giovani hanno inoltre visitato la Sala Operativa del Numero Unico di Emergenza 112, osservando da vicino il funzionamento del sistema che coordina le richieste di soccorso. Il programma ha previsto anche una tappa al Centro Regionale di Protezione Civile del Lazio e una visita conclusiva al Commissariato della Polizia di Stato di Fiumicino, offrendo ai partecipanti una visione completa della rete che interviene nelle emergenze.

Le immagini della manifestazione documentano alcuni momenti delle esercitazioni, tra cui le dimostrazioni sull’utilizzo delle attrezzature antincendio, gli incontri con i volontari e la consegna degli attestati finali. Nel rispetto della normativa sulla tutela dei minori, i partecipanti non vengono identificati individualmente.

Alla cerimonia conclusiva erano presenti il sindaco Mario Baccini, rappresentanti delle autorità civili e militari e il direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile del Lazio Massimo La Pietra, a testimonianza della collaborazione tra istituzioni e volontariato nella realizzazione del progetto.

«Il campo scuola di Protezione Civile è un’opportunità preziosa per i nostri giovani, perché permette loro di avvicinarsi ai valori della responsabilità e del servizio alla comunità», ha dichiarato il sindaco Mario Baccini, sottolineando che investire nella formazione delle nuove generazioni significa costruire cittadini più consapevoli e pronti ad affrontare le sfide del futuro.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente della Misericordia di Fiumicino, Elisabetta Cortani, che nel comunicato dell’associazione ha ringraziato volontari, formatori e istituzioni per il sostegno all’iniziativa, definendo il campo scuola un’esperienza capace di trasmettere ai ragazzi il valore della solidarietà, del volontariato e del servizio alla comunità.

Il progetto rientra nella quindicesima edizione nazionale di “Anch’io sono la Protezione Civile”, iniziativa promossa per diffondere tra i giovani la cultura della prevenzione e della cittadinanza attiva. In un territorio come Fiumicino, dove la presenza di vaste aree verdi e il forte afflusso estivo richiedono una costante attenzione ai temi della sicurezza, iniziative di questo tipo rappresentano un’occasione concreta per avvicinare le nuove generazioni alla cultura della prevenzione e al valore del volontariato.

Roma – Pietro Serbassi (FAST Confsal): “Il Governo intervenga a sostegno delle famiglie per l’aumento dei costi legato al consumo di energia elettrica”

“La FAST Confsal rileva, con forte preoccupazione, l’impatto che l’attuale ondata di calore produrrà sui consumi energetici delle famiglie italiane. Le temperature eccezionalmente elevate stanno determinando un ricorso massiccio all’utilizzo di condizionatori e quant’altro, con conseguente incremento dell’importo delle prossime bollette elettriche. Tale aumento dei costi inciderà in modo significativo sul salario reale dei lavoratori, già messo alla prova da un quadro economico complesso e da un’inflazione che continua a comprimere il potere d’acquisto.
Si ritiene opportuno, pertanto, valutare l’introduzione di un bonus dedicato alle bollette elettriche da erogare con le modalità che riterrà più idonee e sostenibili, al fine di garantire un sostegno immediato e concreto ai nuclei familiari maggiormente esposti”. È quanto dichiara, in una nota, Pietro Serbassi, Segretario generale della FAST Confsal.

Parigi: La celebre Cattedrale di Rouen in Normandia al centro di una straordinaria riflessione artistica del critico d’arte italiano Paolo Battaglia La Terra Borgese

La Cattedrale di Rouen, il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese al Museo d’Orsay di Parigi davanti al dipinto di Claude Monet

critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgese

La Cattedrale di Rouen in Normandia, Paolo Battaglia La Terra Borgese al Museo d’Orsay

Quest’opera (cm. 92,2 X 63 cm.) fa parte di un carnet di quasi quaranta tele (30 secondo altre fonti), tutte con lo stesso tema e tutte dipinte a olio. La serie, oggi sparsa in collezioni pubbliche e private del pianeta, fu eseguita nel tra il 1892 ed il 1894, spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese, per raffigurare il portale della Cattedrale di Rouen nelle diverse ore della giornata, dallo stesso punto di vista: una psicologia dell’umore e del manifestato, secondo la luce, che traducendo la forma, porge materia.

La cattedrale di Rouen al “sole del mattino” che qui vedete è del 1893, ed è esposta alla Sala 34, situata al piano superiore (livello 5) del Musée d’Orsay di Parigi; raffigura la famosissima facciata gotica nella luce gioiosa del suo sole mattutino; altre tele con lo stesso soggetto la rappresentano invece in varie ore del giorno, per esempio all’alba, oppure a mezzogiorno così come nella luce del tramonto e così via, catturando le ineffabili variazioni di atmosfera e di luce, comunque di giubilo.

Era un’abitudine ormai cara a Monet, continua Battaglia La Terra Borgese, quella di raffigurare un soggetto nelle diverse ore della giornata, lavorando per così dire contemporaneamente a varie tele per volta, passando dall’una all’altra secondo le gioie bagnate della luce, infuse nelle menti (fece lo stesso con altri temi, la Gare St.-Lazare, i Covoni, le Ninfee).

Comunque, spiega il Critico, Monet non fu il solo, benché sia stato il primo. In quegli anni, anche Pissarro fece qualcosa di simile per la chiesa di St. Jacques a Dieppe, che dipinse “in serie” tra l’agosto e il settembre del 1891.

Ma torniamo a questa Cattedrale in cui Monet dà prova di tutta la sua ricchezza e la sua abilità di colorista en plein air.

La sua pennellata pastosa, tutta vibrazioni, rende mirabilmente la sostanza della luce, secondo la formula cara all’Impressionismo.

Guardate bene la facciata della cattedrale di Rouen – dice Battaglia La Terra Borgese -: con il suo portale, gli archi, le scanalature, le guglie che le conferiscono un potente rilievo sotto la luce diretta e chiara del primo mattino, Monet ha reso la qualità della pietra monocroma con tonalità calde create proprio dalla stessa luce, tra i rosa e i gialli, e ne ha sottolineato il rilievo con ombre colorate luminate dal bianco, sul viola e l’azzurro, anziché con colori scuri come nella pittura tradizionale. In tutta questa composizione, ricca di fulgore, non c’è un solo nero, o un bruno. Ciò dà la misura della coerenza e della capacità innovatrice di Monet, che dall’osservazione diretta del vero ha saputo risalire alle formule della pittura impressionista. Monet scrisse sui dipinti della cattedrale che “Tutto cambia, perfino la pietra”.

Paolo Battaglia La Terra Borgese chiude la sua analisi del dipinto con una chicca rara e preziosa, poco nota: alcuni dei dipinti di questa Cattedrale Monet li rielaborò nel suo grande atelier di Giverny, nella Francia settentrionale, esattamente nel 1893 e nel 1894, per perfezionarli e poi finirli nella consistenza materica in omaggio alla polimorfia della luce: sì, dopo che li aveva iniziati a Rouen! in quelle due volte che vi si era recato appositamente nelle primavere del 1892 e del 1893 e dove per ciò aveva preso lì in affitto dei locali attigui e prospicienti la cattedrale.

L’Evoluzione Gastronomica Di Tosti: A Formia Il Bistrot Che Rivoluziona Il Concept Dei Panini Di Mare E Della Cucina Contemporanea

Nato nel 2017 nel cuore della città laziale, il locale celebra la sua crescita unendo una proposta culinaria dinamica a un profondo legame con il territorio. Tra materie prime deccellenza selezionate giornalmente, filiera cortissima e un team affiatato, linsegna si prepara a traguardi importanti valorizzando la cultura locale attraverso linnovazione.

FORMIA (LT) – Un percorso di crescita che unisce l’esperienza internazionale, la sperimentazione e l’amore viscerale per le proprie radici. Tosti, situato in Via Abate Tosti 84 nel centro storico di Formia, si attesta come una delle realtà più originali e dinamiche del panorama ristorativo del litorale laziale. Nato nel 2017 dall’intuizione di un team affiatato e sinergico, il locale ha saputo trasformare radicalmente il concetto di ristorazione informale nella zona, traghettando l’iniziativa da panineria d’avanguardia a vero e proprio bistrot alternativo.

Screenshot

L’identità originaria del progetto poggiava su un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria per l’epoca: “mettere un secondo piatto nel pane”. Tosti ha così anticipato i tempi introducendo i panini di mare e accostamenti inediti come la fassona piemontese cruda all’interno di un lievitato. Superate le prime sfide culturali legate a un mercato inizialmente tradizionale, la struttura ha progressivamente educato il palato del pubblico locale e dei numerosi avventori provenienti soprattutto da Roma, Napoli e Caserta, dimostrando che il pesce fresco e le eccellenze di carne possono trovare una dimensione ideale tra due fette di pane artigianale.

La svolta del concept e la filosofia del menu dinamico

Il 2020 ha segnato un momento di cruciale evoluzione operativa. Rispondendo alle nuove esigenze del mercato, l’offerta si è ampliata introducendo stabilmente una linea di cucina moderna che comprende primi e secondi piatti, senza mai perdere l’anima informale e accogliente che caratterizza la struttura. La proposta gastronomica odierna mantiene un perfetto equilibrio: se la quota principale del servizio resta legata ai celebri burger di carne e di pesce, la cucina sperimenta quotidianamente tapas e formati di pasta fresca.

Il pilastro fondamentale su cui poggia l’intera produzione è la rigorosa stagionalità. Il menu viene modificato integralmente ogni tre o quattro mesi per seguire il naturale ciclo delle colture. Questo approccio si riflette sia nelle proposte al piatto sia nelle farciture dei panini gourmet, dove resistono immutati solo due o tre storici cavalli di battaglia che rappresentano i pilastri del locale fin dalla sua fondazione.

Una filiera corta e lomaggio ai quartieri di Formia

La qualità di Tosti deriva da una selezione maniacale delle materie prime, frutto di una spesa quotidiana effettuata capillarmente sul territorio. Il pane, sia nella versione ciabattina croccante studiata per esaltare il pesce sia nei soffici bun per gli hamburger, viene realizzato esclusivamente con lievito madre.

Il comparto ittico viene approvvigionato ogni mattina attraverso una storica pescheria di fiducia del luogo, attingendo direttamente dalle aste giornaliere per assicurare la presenza di specialità freschissime come il carpaccio di fragolino, il polpo, le mazzancolle, il gambero rosso di Ponza o i gobbetti di Ponza. Le verdure fresche provengono direttamente dal vicino Mercato Ortofrutticolo (MOF) di Fondi, con una predilezione per le eccellenze locali come i broccoletti invernali o i friggitelli estivi. Anche la selezione delle carni si affida a storiche macellerie di quartiere e di Itri, così come il comparto beverage che collabora stabilmente con distributori storici radunati nel comprensorio da oltre cinquant’anni.

Questo legame viscerale si traduce anche in un originale omaggio culturale: ogni panino in carta porta infatti il nome di uno storico quartiere di Formia, come Mola o Castellone, trasformando il menu in un manifesto d’amore volto a promuovere la città e a destagionalizzare il turismo locale.

Background d’eccellenza e una cucina a trazione femminile

Il successo della formula risiede nella solida competenza tecnica che anima lo staff. I due soci fondatori del locale Tomas Ferrillo e Fabrizio Battistavantano un prestigioso background internazionale maturato in grandi capitali europee come Londra, Madrid e in Svizzera. Oltre a esperienze di rilievo a Milano all’interno di ristoranti stellati, insieme a icone della cucina mondiale del calibro di Marco Pierre White e Fabio Baldassarre. Percorsi che si riflettono nella precisione delle tecniche e nella gestione di uno stile d’arredo industrial curato nei minimi dettagli, con lampade e tavoli realizzati su disegno da artigiani locali per garantire un ambiente sempre stimolante.

La gestione della cucina segue un modello corale, inclusivo e fortemente improntato sul talento. All’interno della brigata spicca una componente a trazione femminile composta da Silvia Joita e Veronica Junqueira Soutoche conferisce una firma unica ai piatti. La linea creativa nasce dall’incontro tra storie professionali diverse e ricche di contaminazioni: dallo studio della preparazione del sushi e della gestione delle consistenze del pesce crudo nelle pocherie, fino alla solida padronanza della gestione delle piastre, dei tagli di carne e delle linee di friggitoria artigianale sviluppate in storiche hamburgerie e contesti territoriali.

Ogni nuovo piatto inserito in menu è il risultato di un laboratorio collettivo: le idee vengono testate, assaggiate e rifinite da tutto il team in un clima costruttivo e familiare. Attualmente l’organico unisce la competenza dei soci fondatori a quattro professionisti in cucina e a un dinamico staff di sala. Forte del consolidamento del proprio marchio sul territorio, Tosti si proietta verso il futuro e si appresta a pianificare le celebrazioni per il decennale di attività previsto per la prossima stagione, confermando la propria missione di hub gastronomico d’eccellenza nel cuore di Formia.

Informazioni

Tosti – Via Abate Tosti 84 – 04023 Formia (LT) 
Orari di apertura: Tutti i giorni dalle ore 20.00 alle ore 01.00 Telefono:0771-269357 
Instagram: https://www.instagram.com/tosti_paningourmet/

Omnis Magica, il collezionismo diventa patrimonio: dalle carte da gioco nasce un nuovo modello di archivio culturale

Omnis Magica, il collezionismo diventa patrimonio: dalle carte da gioco nasce un nuovo modello di archivio culturale

Non più soltanto oggetti rari da cercare e custodire, ma testimonianze da catalogare, studiare e rendere accessibili. È la filosofia di Omnis Magica, il progetto ideato da Massimo Dimauro e sviluppato insieme a Romina Morabito, che punta a dare una nuova dimensione culturale al mondo delle carte collezionabili, unendo archivio digitale, ricerca visiva, conservazione e divulgazione.

Il collezionismo può raccontare molto più del valore economico o della rarità di un singolo oggetto. Dietro una carta, un’illustrazione o una particolare tecnica di stampa possono infatti nascondersi linguaggi artistici, evoluzioni del design e frammenti dell’immaginario di un’epoca.

È da questa prospettiva che prende forma Omnis Magica, progetto fondato e curato da Massimo Dimauro con la partecipazione di Romina Morabito, co-founder e figura centrale nello sviluppo editoriale, divulgativo e pubblico dell’iniziativa.

L’obiettivo è trasformare la passione per il collezionismo in un’attività strutturata di conservazione, documentazione e valorizzazione culturale.

Al centro del progetto c’è l’idea che una collezione, quando viene organizzata secondo criteri precisi e accompagnata da un adeguato lavoro di ricerca, possa assumere le caratteristiche di un vero patrimonio culturale. L’oggetto collezionabile smette così di essere considerato esclusivamente per la sua disponibilità sul mercato e diventa parte di un racconto più ampio.

Dalla raccolta all’archivio digitale

Uno degli strumenti attraverso cui questa visione prende forma è Omnis Vault, concepito come archivio digitale per organizzare, documentare e rendere progressivamente accessibile il patrimonio raccolto.

Il principio è quello di andare oltre il semplice inventario. Immagini, documentazione fotografica standardizzata, caratteristiche tecniche e informazioni relative ai singoli esemplari contribuiscono alla costruzione di un sistema che consenta di osservare, studiare e confrontare le carte nel tempo.

In questa prospettiva, il valore del lavoro archivistico risiede anche nella capacità di creare relazioni tra gli oggetti. Una carta può essere studiata per la sua rarità, ma anche per l’illustrazione che ospita, per le scelte grafiche, per i materiali utilizzati e per le tecniche con cui è stata realizzata.

La collezione diventa così una sorta di mappa attraverso la quale leggere alcuni fenomeni della cultura contemporanea, dal fantasy alla cultura pop, passando per il gaming, il design e l’illustrazione.

Quando è la luce a rivelare i dettagli

Tra gli elementi più caratteristici del progetto figura il Lumina Foil Index (LFI), un protocollo sviluppato per analizzare e documentare le superfici foil attraverso fotografie e riprese realizzate secondo condizioni di illuminazione controllate e criteri standardizzati.

Si tratta di un aspetto particolarmente significativo per le carte caratterizzate da finiture riflettenti, la cui percezione visiva può cambiare sensibilmente in base all’incidenza della luce, all’angolazione e al movimento.

L’obiettivo è registrare caratteristiche che una normale riproduzione fotografica potrebbe non riuscire a restituire pienamente: riflessi, texture, profondità, variazioni cromatiche ed effetti legati alla lavorazione e alla stampa.

La luce, quindi, non rappresenta soltanto un mezzo per mostrare l’oggetto, ma diventa essa stessa parte del processo di osservazione e documentazione. Un approccio che amplia le possibilità di studio delle carte collezionabili e contribuisce alla creazione di una memoria visiva più dettagliata.

Il Lumina Foil Index non nasce per sostituire i sistemi di autenticazione o grading, ma per documentare il comportamento visivo delle superfici foil e contribuire alla loro osservazione, conservazione e analisi nel tempo.

Omnis Magica e ALBA, una visione tra conservazione e belle arti

Il percorso di Omnis Magica si lega ad ALBA – Archivio Ludico Belle Arti, associazione culturale che condivide l’obiettivo di riconoscere, preservare e valorizzare il valore estetico e documentale degli oggetti legati all’universo ludico.

Nel Media Kit 2026 del progetto figurano Massimo Dimauro, Founder & Curator di Omnis Magica e presidente di ALBA, e Romina Morabito, co-founder di Omnis Magica e vicepresidente dell’associazione.

La loro collaborazione mette al centro un concetto preciso: ciò che nasce all’interno della cultura popolare e dell’intrattenimento può essere osservato anche attraverso gli strumenti propri dell’archiviazione, della ricerca e della valorizzazione artistica.

Massimo Dimauro cura l’impianto archivistico, metodologico e progettuale dell’ecosistema, mentre Romina Morabito contribuisce allo sviluppo della dimensione pubblica, divulgativa e partecipativa, con particolare attenzione alla capacità di raccontare il progetto attraverso contenuti, incontri ed esperienze rivolte a pubblici differenti.

In questo senso, le carte collezionabili diventano un punto d’incontro tra mondi diversi. Sono prodotti legati al gioco e al mercato, ma allo stesso tempo contengono illustrazioni, scelte compositive, tecniche di stampa e soluzioni visive che possono meritare attenzione, studio e conservazione.

Dal patrimonio privato alla fruizione pubblica

La prospettiva futura guarda oltre la dimensione privata del collezionista. L’ambizione è creare occasioni attraverso cui questo patrimonio possa essere conosciuto anche da chi non appartiene alla comunità degli appassionati.

Archivi digitali, contenuti multimediali, attività educative, esposizioni e installazioni possono diventare strumenti complementari per avvicinare il pubblico a materiali che, normalmente, restano confinati nelle raccolte personali.

È proprio in questo passaggio che il collezionismo cambia funzione: da esperienza individuale diventa potenzialmente un mezzo di divulgazione.

Raccontare una collezione significa allora ricostruire il contesto nel quale gli oggetti sono stati prodotti, individuare le trasformazioni del gusto e osservare l’evoluzione dell’illustrazione, del design e delle tecniche di stampa.

Un lavoro che può contribuire anche alla conservazione della memoria di fenomeni culturali spesso considerati esclusivamente commerciali o legati all’intrattenimento.

Da Magic: The Gathering × Final Fantasy verso un modello più ampio

Il punto di partenza scelto da Omnis Magica è il set Magic: The Gathering × Final Fantasy, ma il progetto punta a sviluppare una metodologia utilizzabile anche oltre questa specifica collezione.

L’intenzione è costruire un sistema di catalogazione, documentazione e divulgazione che possa essere progressivamente esteso ad altri nuclei collezionistici e, più in generale, ad altri ambiti della cultura ludica.

È qui che emerge la sfida più interessante: conservare non significa semplicemente mettere al sicuro qualcosa di raro. Significa costruire attorno agli oggetti informazioni, immagini e strumenti capaci di mantenerne leggibile la storia.

Omnis Magica propone così una diversa interpretazione del collezionismo contemporaneo. Il valore di una raccolta non si misura soltanto attraverso ciò che possiede, ma attraverso la conoscenza che è in grado di generare, preservare e trasmettere.

E quando catalogazione, ricerca e divulgazione entrano a far parte dello stesso percorso, persino una carta nata per essere giocata può trasformarsi nella testimonianza di un linguaggio artistico e culturale destinato a essere conservato nel tempo.

Marino. Miss Italia porta la finale Framesi Lazio tra moda e promozione del territorio

Dopo l’elezione di Veronica Paolini a Miss Cinema Lazio 2026, il concorso torna protagonista nei Castelli Romani con la finale regionale di Miss Framesi Lazio 2026 nello scenario di Palazzo Colonna.

Dopo la tappa di Frascati, che ha incoronato la fiumicinese Veronica Paolini Miss Cinema Lazio 2026, il viaggio di Miss Italia nel Lazio fa tappa a Marino. Domenica 19 luglio, alle 21.30, la scenografica scalinata di Palazzo Colonna ospiterà la finale regionale di Miss Framesi Lazio 2026, organizzata da Delta Events, esclusivista del concorso per il Lazio, con il contributo del Comune di Marino.

La locandina ufficiale annuncia la finale di Miss Framesi Lazio 2026, in programma domenica 19 luglio alle 21.30 nella suggestiva cornice di Palazzo Colonna.

Il concorso continua così il suo viaggio sul territorio, valorizzando luoghi simbolo del Lazio e offrendo ai cittadini occasioni di spettacolo capaci di richiamare pubblico e attenzione anche sul patrimonio storico e culturale locale. Dopo il successo raccontato ieri con la conquista della fascia di Miss Cinema Lazio 2026 da parte di Veronica Paolini, ora i riflettori si spostano nel cuore dei Castelli Romani, dove una nuova finale regionale assegnerà uno dei titoli più prestigiosi del percorso verso le prefinali nazionali.

La scenografica scalinata di Palazzo Colonna diventerà per una sera una passerella a cielo aperto. Le concorrenti sfileranno davanti al pubblico in una cornice monumentale che unisce architettura, storia e spettacolo, trasformando uno dei luoghi più rappresentativi di Marino in un teatro naturale dedicato alla moda e alla bellezza.

Tra i momenti più attesi della serata ci sarà la sfilata di alta moda firmata Luigi Bornone Couture, pensata per dialogare con gli spazi del palazzo e valorizzarne l’eleganza. L’obiettivo degli organizzatori è quello di rendere ogni finale regionale diversa dalla precedente, costruendo uno spettacolo che racconti anche l’identità del territorio ospitante.

A condurre la manifestazione sarà Margherita Praticò, agente esclusivo di Miss Italia per il Lazio, mentre la regia sarà affidata a Mario Gori, da anni impegnato nell’organizzazione delle finali regionali del concorso.

Ospite speciale della serata sarà Samuel Santarelli, artista originario di Marino. Dopo gli esordi televisivi ad Amici, il ballerino ha costruito una carriera che lo ha portato a partecipare a programmi nazionali come Ballando con le Stelle e Paradise su Rai 2, diventando uno dei professionisti italiani più apprezzati nel suo settore.

Ad accogliere concorrenti e pubblico saranno anche due protagoniste del percorso regionale di Miss Italia: Veronica Paolini, fresca vincitrice della fascia di Miss Cinema Lazio 2026, ed Eleonora Ricca, Miss Framesi Lazio 2025, che torna proprio nella città dove un anno fa conquistò il titolo regionale poi decisivo per l’accesso alle finali nazionali.

Nel corso della manifestazione sarà inoltre assegnato il titolo onorifico di Miss Marino Città del Vino 2026. In giuria sono annunciati anche il sindaco Stefano Cecchi e il vicesindaco Sabrina Minucci, presenza che testimonia il sostegno dell’amministrazione comunale all’iniziativa.

Per Margherita Praticò, agente esclusivo di Miss Italia per il Lazio, ogni finale regionale «deve essere diversa dall’altra e raccontare l’identità del luogo che la ospita. A Marino sarà la straordinaria scalinata di Palazzo Colonna a diventare la vera protagonista dello spettacolo. Vedere le concorrenti di Miss Italia e le creazioni di Luigi Bornone Couture scendere lungo quella scenografia naturale sarà un’immagine di grande eleganza e suggestione. È questo lo spirito con cui organizziamo ogni tappa: trasformare un concorso in un evento capace di valorizzare il territorio, mettendo insieme bellezza, moda, arte e cultura».

Questa seconda soluzione è quella che userei sul Giornale del Lazio: evita l’effetto “comunicato stampa” e rende la citazione più naturale all’interno del racconto.

La grande facciata di Palazzo Colonna, illuminata per l’occasione, farà da sfondo alla manifestazione, mentre la lunga scalinata monumentale accompagnerà il pubblico fino al palco centrale, trasformando l’intero complesso storico nel cuore pulsante della serata. Un colpo d’occhio che restituisce il valore di uno dei monumenti più rappresentativi dei Castelli Romani e che rafforza il legame tra il concorso e la promozione del territorio.

L’appuntamento è fissato per domenica 19 luglio alle ore 21.30, in Piazza della Repubblica, davanti a Palazzo Colonna. La finale di Miss Framesi Lazio 2026 rappresenta una nuova tappa del percorso regionale di Miss Italia e, allo stesso tempo, un’occasione per accendere i riflettori su Marino e sul suo patrimonio storico, offrendo alla città una serata di spettacolo aperta al pubblico.