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CureVac ritira la richiesta di approvazione del vaccino anti-Covid da parte di Ema

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La società ha deciso di ritirarsi per “concentrare i propri sforzi su un diverso programma di sviluppo” del farmaco immunizzante

ROMA – “L’azienda farmaceutica CureVac ha ritirato la sua richiesta di approvazione da parte dell’Ema del suo vaccino contro il Covid-19“. Lo rende noto l’Agenzia europea per i medicinali, che sul proprio portale informa: “Da febbraio 2021, il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha esaminato i dati sul CVnCoV nell’ambito di una revisione continua, in base alla quale l’azienda invia i dati non appena disponibili al fine di accelerare la valutazione di un’eventuale domanda di autorizzazione all’immissione in commercio”.
Nella lettera indirizzata all’Ema la società ha spiegato di essersi ritirata per “concentrare i propri sforzi su un diverso programma di sviluppo del vaccino anti Covid-19″.

Sul sito si legge inoltre che “al momento del ritiro dell’azienda, l’Ema aveva ricevuto dati non clinici (di laboratorio), dati da studi clinici in corso, dati sulla qualità e sul processo di fabbricazione del vaccino e il piano di gestione del rischio (Rmp)”. La decisione è giunta “sebbene l’Ema stesse accelerando la revisione dei dati– è poi scritto- alcune domande sulla qualità del vaccino, che incidono sul rapporto rischio-beneficio del vaccino, e il fatto che i risultati dello studio principale abbiano mostrato solo una modesta efficacia del vaccino negli adulti rimanevano ancora da indirizzare in modo soddisfacente”.

Il ritiro significa che “l’Ema non sta più rivedendo i dati sul vaccino e non concluderà questa revisione. L’azienda si riserva il diritto di richiedere un’altra revisione continua o presentare una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio in futuro”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Francesco Demofonti

No Green pass, denunciato il poliziotto in borghese che ha picchiato un manifestante

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L’uomo si è è spontaneamente presentato in Questura

ROMA – Si è spontaneamente presentato in Questura il poliziotto in borghese ripreso in un video mentre colpisce un manifestante. Dello stesso agente sono circolate altre immagini mentre si trova tra i manifestanti a Piazzale Flaminio lo scorso sabato pomeriggio. Il poliziotto è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria che ne valuterà l’operato. Lo fa sapere la Questura di Roma. Nella giornata di ieri è circolato un post sui canali social che riconduceva tali condotte a un dirigente della Polizia di Stato, il quale è invece risultato del tutto estraneo ai fatti. Pertanto l’autore del post è stato denunciato per il reato di diffamazione e calunnia.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Green Pass, c’è l’ok del Garante della Privacy: “Parere favorevole alle modalità di verifica sul lavoro”

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Il Green Pass sarà obbligatorio dal 15 ottobre

ROMA – Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso, in via d’urgenza, parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce nuove modalità di verifica del green pass in ambito lavorativo pubblico e privato.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Green pass, ecco il nuovo Dpcm con le regole per i controlli nelle aziende

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Il ministero della Salute fornirà un’applicazione e i controlli potranno essere richiesti fino a 48 ore prima

ROMA – Il ministero della Salute fornirà alle aziende applicazioni tecnologiche per la verifica del Green Pass. Lo prevede la bozza di Dpcm che regola i controlli sul Green pass. “Al fine di assicurare il più efficace ed efficiente processo di verifica del possesso delle certificazioni verdi Covid nell’ambito lavorativo pubblico e privato- si legge- il Ministero della salute rende disponibili ai datori di lavoro specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità del personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro, senza rivelare le ulteriori informazioni conservate, o comunque trattate, nell’ambito della Piattaforma nazionale-DGC”. Ad esempio, “attraverso l’utilizzo di un pacchetto di sviluppo per applicazioni (Software Development Kit-SDK), rilasciato dal ministero della Salute con licenza open source, che consente di integrare nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, le funzionalità di verifica della Certificazione verde Covid, mediante la lettura del QR code”.

QUANDO VIENE RICHIESTO IL GREEN PASS IN AZIENDA
Per organizzare i turni, soprattutto nelle attività essenziali, il Green Pass può essere chiesto in anticipo rispetto all’ingresso sul luogo di lavoro, fino a 48 ore prima. Si legge ancora nella bozza del Dpcm. “Per far fronte a specifiche esigenze di natura organizzativa, come ad esempio quelle derivanti da attività lavorative svolte in base a turnazioni, o connesse all’erogazione di servizi essenziali- si legge nella bozza – i soggetti preposti alla verifica possono richiedere” la certificazione per accedere al luogo di lavoro “con l’anticipo strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore, ciò anche in relazione agli obblighi di lealtà e di collaborazione derivanti dal rapporto di lavoro”.

CERTIFICAZIONE PER I VACCINATI ALL’ESTERO
“Il Sistema Tessera sanitaria acquisisce tramite apposito modulo online, reso disponibile sul portale nazionale della Piattaforma-DGC, i dati relativi alle vaccinazioni effettuate all’estero dai cittadini italiani e dai loro familiari conviventi nonché dai soggetti iscritti al Servizio sanitario nazionale che richiedono l’emissione della certificazione verde Covid in Italia”.

VIETATO CONSERVARE QR CODE E DATI
È fatto esplicito divieto di conservare il codice a barre bidimensionale (QR code) delle Certificazioni verdi Covid sottoposte a verifica, nonché di estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori rispetto a quelle previste le informazioni rilevate dalla lettura dei QR code e le informazioni fornite in esito ai controlli”.

DRAGHI FIRMA IL DPCM SULLE LINEE GUIDA PER LA PA: LE REGOLE
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del ministro della salute, Roberto Speranza, ha adottato con dpcm le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde COVID-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre.

CHI È SOGGETTO ALL’OBBLIGO
Oltre ai lavoratori dipendenti della singola amministrazione, sono soggetti all’obbligo i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all’interno degli uffici posta d’ufficio o privata.

SONO ESCLUSI SOLTANTO GLI UTENTI
I soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde potranno utilizzare i documenti rilasciati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. I soggetti sprovvisti di certificazione verde dovranno essere allontanati dal posto di lavoro. Ciascun giorno di mancato servizio, fino alla esibizione della certificazione verde, è considerato assenza ingiustificata, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In nessun caso l’assenza della certificazione verde comporta il licenziamento.

COME VIENE EFFETTUATO IL CONTROLLO
Il soggetto preposto al controllo è il datore di lavoro, che può delegare questa funzione con atto scritto a specifico personale, preferibilmente con qualifica dirigenziale. Le linee guida lasciano libero il datore di lavoro di stabilire le modalità attuative. Il controllo potrà avvenire all’accesso, evitando ritardi e code durante le procedure di ingresso, o successivamente, a tappeto o su un campione quotidianamente non inferiore al 20% del personale in servizio, assicurando la rotazione e quindi il controllo di tutto il personale.
Per le verifiche, sarà possibile usare l’applicazione gratuita Verifica C-19. Inoltre, saranno fornite alle amministrazioni applicazioni e piattaforme volte a facilitare il controllo automatizzato, sul modello di quanto avvenuto per scuole e università.

MAGGIORE FLESSIBILITÀ NEGLI ORARI DI INGRESSO E DI USCITA
Ogni amministrazione, anche al fine di non concentrare un numero eccessivo di personale sulle mansioni di verifica della certificazione verde, dovrà provvedere ad ampliare le fasce di ingresso e di uscita dalle sedi di lavoro del personale alle proprie dipendenze. Sarà quindi consentito il raggiungimento delle sedi di lavoro stesse e l’inizio dell’attività lavorativa in un più ampio arco temporale.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Luca Monticelli

INIZIATIVA per il nuovo stadio “Tardini” di Parma

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stadio Tardini di Parma

La società INIZIATIVA per generare valore aggiunto di esperienze e competenze nel campo del corporate finance della finanza agevolata del business advisory e per realizzare infrastrutture pubbliche o aziendali

Il progetto per la ristrutturazione e il potenziamento dello stadio Tardini di Parma è prossimo a partire. Il Comune di Parma, al termine della selezione tra i maggiori player nazionali nei servizi di consulenza per le operazioni di Partenariato Pubblico Privato, ha scelto la società INIZIATIVA (www.iniziativa.cc) per farsi affiancare nella valutazione delle proposte di realizzazione del nuovo stadio “Tardini”. La scelta conferma la leadership di INIZIATIVA nel settore del project financing per gli impianti sportivi. Con la scelta di INIZIATIVA come advisor nella valutazione delle proposte, il Comune di Parma ha completato il gruppo di lavoro necessario per istruire in modo rapido ed efficace i programmi che il Parma Calcio e il suo team di consulenti che stanno completando una nuova “casa” per la squadra e i tifosi con spazi inclusivi per i cittadini e aperto tutti i giorni  alla città, con nuovi layout sia per i posti a sedere che per le nuove forme funzionali, puntando alla realizzazione di uno stadio avveniristico e tecnologico ma al tempo stesso ispirato alla storia e alla tradizione di Parma.

INIZIATIVA è nata alla fine degli anni ’70 con uffici a Napoli, Milano e Vicenza con una specializzazione sulla finanza straordinaria e sulle agevolazioni pubbliche ed è diventata leader nel settore. La società, con trenta professionisti attivi su Roma, Milano, Napoli, Torino e Bruxelles, sta infatti supportando in questo periodo anche i progetti relativi allo stadio di Perugia e a quello di Pesaro e per il palasport di Cantù. Proprio per quest’ultimo progetto ha attirato l’interesse del colosso americano Official Asm Global, leader mondiale nella gestione dei servizi e degli eventi sportivi, entrato in partnership con Pallacanestro Cantù e Cantù Next Spa, il team di imprenditori che opera da agosto 2019 insieme al club di basket per la realizzazione della struttura. L’inaugurazione della struttura potrebbe avvenire nella stagione agonistica 2023-2024. L’impianto ospiterà un’arena da 5.200 spettatori, due palestre da 200 posti l’una, un campo esterno per il basket 3 contro 3, uno spazio polifunzionale omologato per ospitare eventi indoor, dalla pallavolo alla pallacanestro in carrozzina. Sono previste inoltre un’area direzionale e una zona ospitalità con bar e ristoranti aperti 7 giorni su 7, nonché un fast food di 500 metri quadrati. Le tribune nell’arena principale potranno essere spostate per consentire lo svolgimento di concerti musicali e altri eventi.

INIZIATIVA ha al suo attivo più di 30 importanti interventi di Partenariato pubblico privato sugli impianti sportivi, fiore all’occhiello di un’attività di advisory che l’ha vista supportare negli anni con questa tecnica circa 90 operazioni di sviluppo di infrastrutture materiali e immateriali.

«Abbiamo consolidato la nostra leadership nel settore impianti sportivi supportando proposte e studi di fattibilità in numerose città, da Genova a Venezia e da Empoli a Pescara, passando per Cagliari, Napoli, Roma, Cosenza, Pesaro, Perugia, Ferentillo e Alleghe – dichiara Ivo Allegro, Amministratore delegato della società e coordinatore del team PPP insieme a Marco Messina e a Luigi Barone –  sviluppando nel tempo best practices  importanti che ci hanno consentito di lavorare su proposte relative alla “Legge Stadi” e all’art. 183 comma 15 del Codice ma anche mediante formule innovative quali il fondo ad apporto immobiliare. Il nuovo incarico relativo allo stadio di Parma – prosegue Allegro – ci riempie di orgoglio per i risultati conseguiti. Stiamo raccogliendo grandi soddisfazioni in questo campo, come, ad esempio per il Palasport della Pallacanestro Cantù, il cui progetto segna l’ingresso in Italia di un player globale nel campo della gestione impianti sportivi come l’americana Official ASM Global. Il Partenariato Pubblico Privato può essere una leva importante per amplificare la portata degli interventi del Recovery fund, non solo ampliando ulteriormente la portata degli investimenti ma anche risolvendo l’annoso problema della gestione, della manutenzione e dell’altalenante livello di servizio delle infrastrutture pubbliche». 

INIZIATIVA  opera dal 2001 ed è un business advisor in campo finanziario altamente specializzato nel corporate finance e capital market, dove è Equity Partner di Borsa Italiana nell’ambito del programma Elite; nella finanza agevolata, dove ha supportato oltre 1,6 miliardi di investimenti negli ultimi 10 anni, 400 milioni di euro dei quali in ricerca e sviluppo; nell’emergente tecnica della realizzazione di interventi infrastrutturali materiali ed immateriali attraverso la collaborazione e il partenariato tra pubblico e privato.

https://www.youtube.com/watch?v=6naZBIom1dM

H di P

Cgil sotto attacco, hacker oscurano il sito

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“È la dimostrazione di un’azione organizzata tesa a colpire la confederazione”, dopo la devastazione di sabato scorso da parte dei neofascisti nella sede nazionale

ROMA – Da stamattina il sito web della Cgil è irraggiungibile per un attacco hacker. Difatti dopo l’assalto alla sede nazionale, da sabato il portale del sindacato di Corso d’Italia a più riprese è irraggiungibile. “È la dimostrazione di un’azione organizzata tesa a colpire la confederazione– si legge da Collettiva, il blog ufficiale del sindacato- l’attacco hacker al sito istituzionale della Cgil nazionale conferma, se ancora fosse necessario, la premeditazione dell’assalto fascista di sabato scorso (9 ottobre). I tentativi (parzialmente respinti) di incursione informatica sono partiti contemporaneamente all’azione contro la sede di Corso Italia e testimonia un’organizzazione ad ampio raggio tesa a colpire anche l’infrastruttura tecnologica della confederazione nel tentativo di bloccarne le fonti autonome di comunicazione”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Il 16 ottobre la manifestazione nazionale antifascista, Letta: “Vengano anche Salvini e Meloni”

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Siccome la matrice è chiarissima ed è chiarissimo che l’antifascismo è il collante del Paese, in piazza dovrebbero esserci tutti”

ROMA – In piazza sabato, alla manifestazione antifascista “dovrebbero esserci tutti, anche Meloni e Salvini. Sarebbe un errore se non accadesse. Nessuno di noi interpreta quella manifestazione come una manifestazione di parte”, dice il segretario del Pd, Enrico Letta, a La Stampa. “Siccome la matrice è chiarissima ed è chiarissimo che l’antifascismo è il collante del Paese, la manifestazione di sabato dovrebbe unire tutti”, aggiunge.

LETTA: “GOVERNO PUÒ SCIOGLIERLA, MA MEGLIO SOSTEGNO PARLAMENTARE AMPIO

Il governo può sciogliere Forza Nuova “con un decreto, ma può anche essere un atto amministrativo. Quella è la strada maestra”, prosegue il segretario del Pd. Letta aggiunge: “Ma noi presentiamo la mozione perché pensiamo che sia importante per il presidente del Consiglio avere un sostegno parlamentare ampio. Noi non vogliamo escludere nessuno”. 

Alfonso Raimo fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

‘Ligabue – È andata così’: dalle crisi ai successi del rocker di Correggio, su RaiPlay la docu-serie in sette capitoli

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Tutto con la voce narrante di Stefano Accorsi, la regia è di Duccio Forzano

ROMA – Trent’anni in sette capitoli, una docu-serie che racconta la carriera di uno dei più grandi rocker italiani dal primo disco, al rapporto con i fan, dalla consacrazione alle crisi (passeggere), dai film da regista e poi gli inciampi e i grandi successi. RaiPlay presenta in esclusiva ‘Ligabue – È andata così’, la prima docu-serie sulla carriera del cantautore di Correggio su e giù da un palco, attraverso la voce narrante di Stefano Accorsi, con la regia di Duccio Forzano.

“Vengo da una scuola di pensiero tutta mia, in cui le canzoni dovrebbero saper parlare da sole- ha detto Ligabue in conferenza stampa- È un pensiero quasi codardo”. La terza delle sette puntate, continua Ligabue, “si chiama ‘Parlaci di te’ e smentisce uno dei 3-4 aggettivi che mi riguardano, cioè ‘riservato’“. Nello specifico, tra le altre, la prima racconta gli esordi, la seconda l’esplosione, quasi inaspettata, c’è poi la quinta che invece ricorda le crisi professionali: “Ho vissuto tre crisi- rivela- Avevo anche deciso di ritirarmi dopo 10 anni”. Tre crisi, ognuna a distanza di diversi anni l’una dall’altra: “La prima è arrivata dopo il terzo album. La seconda era personale, mi ero ritrovato a non riuscire a gestire la popolarità, risale agli Anni 90 e l’ho racconta con l’album ‘Miss Mondo’, che poi mi ha consentito di ripartire”. Infine, la terza: “Era legata all’album ‘Made in Italy’, un progetto articolato, complesso. Mi sono ritrovato a dare voce ad un’altra figura, Enrico. E durante il tour ho avuto un polipo alle corde vocali che mi ha costretto a spostare le date di sei mesi”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Adriano Gasperetti

Incontro tra il Presidente Moselli ed il comandante Bruni

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Subiaco, Nasce una nuova sinergia tra il Parco Naturale dei Monti Simbruini e l’Accademia Kronos

Questa mattina si è svolto un incontro presso “la Porta del Parco” a Subiaco, tra il Presidente del Parco Naturale dei Monti Simbruini dott. Domenico Moselli, il Direttore dell’Ente Regionale dott. Carlo Di Cosmo ed il Vice Coordinatore nazionale delle Guardie Zoofile dell’Accademia Kronos il Comandante Armando Bruni (nella foto con Moselli). L’incontro fa seguito ad un precedente avvenuto lo scorso luglio nella sede del Parco a Jenne con il Direttore Di Cosmo, durante il quale furono gettate le basi per una futura collaborazione con il sodalizio dell’A.K., in quest’arco di tempo, la struttura ha preso sempre più forma per un’imminente e prossima convenzione. “Sono molo felice  -ha sottolineato il comandante Bruni- di questa nuova collaborazione con il Parco Naturale dei Monti Simbruini, l’area verde più grande del Lazio, ho trovato una grande sensibilità e professionalità sia del Presidente Moselli che del Direttore Di Cosmo, la finalità dell’Ente Parco, trova  una perfetta simbiosi con noi per il raggiungimento di un medesimo fine: tutelare il nostro ambiente e prendersi cura della fauna e del suo habitat naturale. Un lavoro che stanno attuando con incisività e grande capacità, tanto l’occasione di quest’incontro è stata anche quella di ufficializzare il conferimento al Parco dei Monti Simbruini, del premio internazionale dell’Accademia Kronos “Io Faccio La mia Parte”, che ogni anno viene conferito a quegli Enti e personalità che si evidenziano per la tutela dell’ambiente. L’evento si svolgerà il prossimo 7 novembre presso una delle location più belle, presente proprio nel Parco dei Monti Simbruini che è appunto il Castello Caetani a Trevi Nel Lazio”.  Da parte sua il dott. Domenico Moselli, ha esternato la sua soddisfazione per questa nuova sinergia. “Nei prossimi giorni verrà approvata la convenzione con l’Accademia Kronos –ha sottolineato il Presidente Moselli- la tutela dell’ambiente è la nostra mission, la partecipazione nel ranngiere quest’obiettivo dell’Accademia Kronos, riconosciuta per la sua validità sul territorio nazionale non può che farci piacere. Sono sicuro che sarà una sinergia positiva e molto produttiva per il territorio. Ringrazio per il riconoscimento di grande valore “Io Faccio la mia Parte”, che vedrà il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini  protagonista dell’evento”.

Vita nello Spazio cercasi, astrobiologi al lavoro

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Claudia Pacelli (Asi): “Prima si riteneva che le condizioni fuori dalla Terra fossero proibitive per la vita come la conosciamo, adesso sappiamo che potrebbe non essere così”

ROMA – ‘C’è vita nell’Universo?’. La domanda è diventata così pressante negli ultimi anni di incessante ricerca scientifica che sempre più importanza ha assunto l’astrobiologia, una disciplina trasversale che si occupa di capire nascita, evoluzione e distribuzione delle forme di vita, sulla Terra e non solo. 

Nel 2017, l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Asi, ha emanato un bando pubblico, a seguito di cui un gruppo composto da 11 team di ricerca appartenenti a Università e Enti è stato supportato per accrescere le conoscenze nel settore. Da quest’esperienza è nato un progetto. Si chiama “Vita nello Spazio: Origine, Presenza e Persistenza della vita nello Spazio, dalle molecole agli estremofili”e prevede un finanziamento di 3,5 milioni di euro. Il coordinatore scientifico del progetto è il professor Silvano Onofri dell’Università degli Studi della Tuscia. 

Cosa cerchiamo con una missione di astrobiologia? Sicuramente non gli alieni che guardiamo al cinema. La ricerca è molto più complessa di così e quello che potremmo trovare è infinitamente piccolo. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Claudia Pacelli, ricercatrice Asi. Le chiediamo, innanzitutto, se l’astrobiologia è una disciplina in espansione, come sembra.

“Negli ultimi anni sono diventate più accessibili le missioni al di fuori della Terra per l’avanzamento tecnologico che ci è stato. Parliamo di missioni che vanno su Marte, ma non solo: sono diretta anche verso posti più remoti. Mentre prima si riteneva che le condizioni fuori dalla Terra fossero proibitive per la vita come la conosciamo, alcune missioni hanno invece dimostrato, ad esempio studiando la geologia di Marte, che Marte miliardi di anni fa aveva sicuramente condizioni climatiche e geologiche più simili alla Terra di quanto si pensasse e quindi potrebbe avere, presumibilmente, ospitato forme di vita. O pensiamo anche alla scoperte di fenomeni simili a geyser sulle lune ghiacciate… questo senz’altro ha accelerato la ricerca di vita al di fuori della Terra”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»