Home Blog Page 1213

Roma, al Pigneto si apre una voragine per il maltempo

0

L’episodio si è verificato in via di Villa Serventi, in cui sono in corso dei lavori di pavimentazione

ROMA – Una voragine si è aperta oggi a Roma in via di Villa Serventi, al Pigneto, durante i lavori di pavimentazione, a causa delle precipitazioni che hanno interessato nelle ultime ore la Capitale. Sul posto sono intervenuti per fare i dovuti accertamenti i Vigili del fuoco e la Polizia locale.ROMA – Una voragine si è aperta oggi a Roma in via di Villa Serventi, al Pigneto, durante i lavori di pavimentazione, a causa delle precipitazioni che hanno interessato nelle ultime ore la Capitale. Sul posto sono intervenuti per fare i dovuti accertamenti i Vigili del fuoco e la Polizia locale.

voragine pigneto

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» – Carlotta Di Santo

Un report segnala 300mila vittime di pedofilia nella Chiesa francese. Il Papa: “Vergogna”

0

Pubblicato il ‘rapporto Sauvé’, che ha indagato sugli abusi sessuali nella Chiesa d’Oltraplpe dal 1950 a oggi

ROMA – “Questo è il momento della vergogna”. Così Papa Francesco nel corso dell’udienza generale, in merito al rapporto sugli abusi sessuali avvenuti dal 1950 a oggi nella Chiesa francese e da cui, aggiunge, “risultano, purtroppo, numeri considerevoli”. Secondo il ‘rapporto Sauvé’, le vittime di pedofilia sarebbero oltre 300mila, con abusi compiuti sia da sacerdoti che da personale laico della Chiesa d’Oltralpe.


“Desidero esprimere alle vittime la mia tristezza e il mio dolore per i traumi che hanno subito – dichiara Bergoglio – e anche la mia vergogna, la nostra vergogna, la mia vergogna per la troppo lunga incapacità della Chiesa di metterli al centro delle sue preoccupazioni, assicurando loro la mia preghiera. E prego, preghiamo insieme tutti, a te Signore la gloria, a noi la vergogna: questo è il momento della vergogna”.Il pontefice prosegue: “Incoraggio i vescovi, i superiori religiosi e voi cari fratelli a condividere questo momento e continuare a compiere tutti gli sforzi affinché drammi simili non si ripetano. Esprimo ai sacerdoti di Francia vicinanza e paterno sostegno davanti a questa prova che è dura, ma è salutare. Invito i cattolici francesi ad assumere le loro responsabilità per garantire che la Chiesa sia una casa sicura per tutti“.

https://vimeo.com/embed-redirect/624282855?embedded=true&source=vimeo_logo&owner=109928227

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Vittorio Di Mambro Rossetti

Franco: “Superbonus e cashback non sono sostenibili nel lungo periodo”

0

Il ministro dell’Economia interviene in audizione sulla Nadef davanti alle commissioni Bilancio

ROMA – “Il superbonus è molto importante per far ripartire il settore delle costruzioni, quindi nella legge di bilancio stiamo valutando in che modo tutti i bonus possano e debbano essere prorogati”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Francoin audizione sulla Nadef davanti alle commissioni Bilancio. Che però ha avvisato: “Dobbiamo tenere a mente che sono uno strumento molto costoso, non sostenibile alla lunga. Lo Stato non può sussidiare 50-100 mila euro di spese per 30 milioni di unità immobiliari, l’effetto sui conti è stratosferico“. Inoltre, secondo il ministro, il settore delle costruzioni “non può crescere a dismisura” altrimenti si formano “delle bolle, come successo in Cina” ultimamente.

Un discorso che si può estendere anche al cashback, che Franco definisce “una misura importante per muovere verso pagamenti elettronici” in chiave anti evasione, ma “non la vedrei come misura strutturale, dobbiamo valutare costi e benefici”. Mentre la riforma del catasto, inserita nella legge delega fiscale approvata ieri dal Consiglio dei ministri, “è un
esercizio di mappatura che sarà reso disponibile nel 2026 e non ha alcun effetto immediato. Nel 2026 verrà utilizzato da chi vorrà utilizzarlo. Al momento è un esercizio per capire lo stato del nostro sistema immobiliare”.

Il ministro dell’Economia si sofferma anche sull’aumento del costo dell’energia. “È uno degli elementi di incertezza più importanti”. Si tratta di “un fenomeno in parte temporaneo”, ci si aspetta una riduzione “dopo i picchi invernali all’inizio del 2022. Il tema va monitorato e bisogna valutare se a livello nazionale o europeo ci siano modi per attenuarlo“. Per quanto riguarda il debito pubblico, invece, Franco ammette che “è un punto debole perché abbiamo un livello molto elevato e la pandemia ha peggiorato la situazione, ma pensiamo che il debito sia pienamente sostenibile”.

Per parlare di riforma delle pensioni, invece, è ancora presto. “Sono una questione che affronteremo nella legge di bilancio”, spiega Franco. Mentre sul rinvio delle cartelle esattoriali “stiamo valutando e vedendo se qualche ulteriore spalmatura degli oneri possa essere considerata, però bisogna muovere gradualmente verso una situazione di normalità. Gradualmente famiglie e imprese devono tornare a pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate. Possiamo di nuovo spostare e diluire per uscire da questa fase, ma bisogna gradualmente tornare a una situazione di normalità”, sottolinea il ministro dell’Economia.

Luca Monticelli.  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Cts: “Sì alla riapertura delle discoteche. Si balla senza mascherina”

0

Il Comitato tecnico scientifico dà parere favorevole alla riapertura, ma solo in zona bianca e con capienza al 35% al chiuso e al 50% all’aperto

ROMA – Il Comitato tecnico scientifico dà parere favorevole alla riapertura delle discoteche. Ma solo in zona bianca e con una capienza al 35% al chiuso e al 50% all’aperto. Lo ha fatto sapere, con una nota diffusa nella serata di ieri, il portavoce del Cts, Silvio Brusaferro. Nello specifico, fermo restando che “gli accessi a queste attività debbano avvenire esclusivamente attraverso un meccanismo di registrazione, che consenta un eventuale tracciamento e solo in presenza di Green pass valido, si ritiene che se ne possa considerare l’apertura con una progressiva gradualità – si legge nella nota – anche tenendo conto della necessità di valutare l’impatto delle misure già adottate”.

MASCHERINA OVUNQUE TRANNE CHE IN PISTA

Il Cts, inoltre, ritiene che queste attività possano essere consentite in zona bianca garantendo “la presenza di impianti di aerazione, senza ricircolo d’aria e rispondenti ai requisiti qualitativi specificati nei documenti di indirizzo dell’Istituto Superiore di Sanità; l’uso obbligatorio dei bicchieri monouso; la garanzia della possibilità di frequente igienizzazione delle mani oltre che la pulizia e la sanificazione dei locali; l’utilizzo della mascherina chirurgica nei vari momenti ad eccezione di quello del ballo, paragonabile alle attività fisiche al chiuso”. Il Cts sottolinea infine come tali attività (sale da ballo, discoteche e locali similari) si configurano tra quelle che “presentano i rischi più elevati per la diffusione del virus”, conclude.

SIAE: “CONDIZIONI SURREALI, COSÌ È IMPOSSIBILE RIAPRIRE”

Le condizioni poste dal Cts per la riapertura delle discoteche la rendono di fatto impossibile, e suonano surreali le dichiarazioni entusiaste sul ‘primo passo’, dato che nella sostanza non c’è nessun passo” Cos’ in un comunicato la Siae replica al Comitato tecnico scientifico. “I costi di gestione di un locale sono troppo ingenti per poter riaprire con gli introiti di un 35% di capienza. In alternativa, i gestori sarebbero obbligati a praticare prezzi inaccessibili ai più. Sarebbe stato più onesto dire ‘non ci sono le condizioni, non si può riaprire’, ma con i dati sule vaccinazioni sarebbe stato difficile da motivare”, spiega la Società italiana degli autori ed editori.

“È riscontrabile sul sito del Governo: l’84,23% della popolazione ha fatto almeno una dose di vaccino; il 79,47% ha completato il ciclo vaccinale. Nel giugno 2020, nonostante Siae fosse contraria, con un Dpcm il Governo riaprì senza limitazioni le discoteche, con le conseguenze tristemente note. Ora che sembrano esserci le condizioni di fatto le costringe a restare chiuse, senza una valida motivazione – prosegue il comunicato della Siae – Riteniamo sbagliato correggere un errore con un altro errore. Lo stesso discorso vale per i concerti, che restano impossibili da organizzare. La petizione che Siae ha lanciato sulla piattaforma www.cultura100x100.it ha raccolto finora oltre 17 mila firme e chiede la riapertura a capienza totale e in sicurezza dei luoghi della cultura. Gli appelli di autori, artisti, organizzatori, lavoratori dello spettacolo e semplici cittadini restano inascoltati; il severo protocollo redatto per le associazioni di categoria da autorevoli scienziati non viene preso in considerazione”.

La nota prosegue: “Non vogliamo morire sani. Senza possibilità di lavorare l’industria della musica live rischia seriamente di scomparire, portando con sé la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, soprattutto per i più giovani. Ribadiamo per l’ennesima volta che l’industria della cultura è una delle più importanti del paese, per valore, occupati e riconoscibilità all’estero. È tempo di farla ripartire a pieno regime, perché c’è il rischio di far morire un settore. Non ci sono figli di un Dio minore tra i lavoratori dello spettacolo”.

GLI ESERCENTI: “È UN PRIMO PASSO, MA NON BASTA”

“È un primo passo verso la riapertura. Auspichiamo, nei prossimi giorni, che il Governo possa rivedere le percentuali di capienza dei locali da ballo”. È quanto afferma Filippo Grassi, responsabile nazionale del comparto intrattenimento-discoteche di Fiepet Confesercenti, in merito al parere del Cts sulla riapertura delle discoteche al chiuso e che prevede un limite di presenze pari al 35% della capienza massima al chiuso e al 50% all’aperto. “La stragrande maggioranza dei locali da ballo al chiuso da noi censiti presso i nostri associati – prosegue Grassi – ha una capienza inferiore alle mille unità. Con il limite del 35%, gli imprenditori non sono in grado di sostenere i costi e diventa molto difficile, se non impossibile, riavviare le attività”.

C’è bisogno di un segnale di fiducia forte – aggiunge Grassi -, gli imprenditori vogliono ripartire e hanno investito cospicue risorse per mettere in sicurezza i locali mentre ricordiamo che l’abusivismo dilaga, in locali spesso inadatti ad ospitare qualsiasi tipo di evento perché privi di qualsiasi sistema di sicurezza e controllo. Con l’estensione del green pass ed il proseguimento della campagna vaccinale – conclude l’esponente di Fiepet Confesercenti – ci sono le condizioni per riaprire in sicurezza le nostre imprese, ora attendiamo risposte tempestive e certe”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Carlotta Di Santo

Salvini attacca: “La riforma del catasto è una patrimoniale”, Draghi: “No”

0

ROMA – La riforma del catasto “è di fatto una patrimoniale nascosta” quindi “non avrà mai il sostegno della Lega”, dice Matteo Salvini, parlando con i giornalisti fuori dal Senato.
Coi fogli in mano, il segretario della Lega punta il dito contro “l’articolo 7, comma 2, lettere A e B” e attacca: “Il sostegno al governo non è in discussione se si tagliano le tasse; se qualcuno vuole provare ad aumentare le tasse il sostegno della Lega non ci sarà mai. Ci auguriamo che il Parlamento tolga questo passaggi dal testo”.

In caso contrario la Lega uscirà dal governo? “Se vogliono escono Letta e Conte: il Parlamento ha votato la fiducia al governo per tagliare le tasse, non per aumentarle”.

La riforma del catasto “non è una patrimoniale”: il governo “non aumenterà le tasse né toccherà le case degli italiani”, dice Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla posizione della Lega di Matteo Salvini.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Antonio Bravetti

La seconda vita dell’aeroporto di Frosinone

0

Rufa: “L’aeroporto rappresenta una grande occasione da non perdere”

Il convegno dello scorso 30 settembre, svoltosi a Frosinone  a cura  dell’APARF (Associazione Progetto Aeroporto di Roma Frosinone e Sviluppo del Basso Lazio), ha delineato i risultati  dell’impegno ad oggi svolto  del sodalizio  nato con lo scopo di promuovere lo sviluppo dell’Aeroporto di Roma-Frosinone quale terzo scalo commerciale del Lazio. Presenti illustre personalità che si sono alternate negli interventi: l’avv. Pierluigi di Palma ( Presidente Enac), Jacopo Signorile (Senior Advisor  KPMG),l’avv. Antonio Pompeo (Presidente della Provincia di Frosinone), Carmine Polito (Presidente Federlazio Frosinone) ed il senatore della Lega Gianfranco Rufa. Proprio il senatore Rufa instancabilmente si è adoperato per offrire una nuova opportunità all’aeroporto , in considerazione dell’ipotizzabile perdita della sede della scuola elicotteristi dell’A.M. L’intervento del senatore Rufa (nella foto) è stato pressoché di grande stimolo, concretizzando quello che fino a poco tempo fa era solo un sogno, e cioè la seconda vita dell’aeroporto di Frosinone. “E’ indiscutibile che gli  aeroporti ricoprono  un ruolo strategico di promozione del territorio –sottolinea il senatore Rufa nel suo intervento-   infatti, svolgono l’importante funzione economica grazie alla capacità di attrarre investimenti e di garantire in tempi brevi i collegamenti aerei. La presenza dell’aeroporto, avrà  inevitabili effetti positivi  sul territorio stesso, con una grande propulsione sull’economia, sul turismo e sull’occupazione. Quello dell’aeroporto di Frosinone, è un importante anzi  fondamentale tassello, per questo territorio, raggiunto oggi dall’Alta Velocità del Freccia Rossa, quindi è necessario che via sia un sistema di pianificazione, che coinvolga tutte le realtà produttive del territorio unite nel raggiungimento di questo grande progetto.  Sono soddisfatto di aver creduto sempre  in questa possibilità di riscatto dell’aeroporto di Frosinone, che si sta sempre più delineando, il convegno di oggi ne è la dimostrazione, ed  è un’occasione che non si può  perdere, perché è una risposta doverosa verso la collettività”.

Il Governo approva la delega fiscale ma la Lega diserta. Draghi: “Gesto serio”

0

I ministri leghisti non partecipano al voto in Consiglio dei ministri: “Poco tempo per valutare la norma”. Il premier: “Le informazioni erano sufficienti”

ROMA – Il Governo ha approvato la legge delega fiscale. Non hanno votato i ministri della Lega, che non hanno preso parte alla riunione in disaccordo sul metodo seguito.
La Lega lamenta di aver ricevuto il testo della delega un’ora prima che iniziasse la cabina di regia che ha preceduto il Consiglio dei ministri. Un margine temporale giudicato insufficiente.

A quanto appreso dall’Agenzia Dire, non è la riforma del catasto in sé il problema sollevato dalla Lega al tavolo della cabina di regia. Di qui la richiesta di maggiori approfondimenti. Ma in conferenza stampa il premier Mario Draghi è netto: “L’assenza dei ministri la spiegherà Salvini, le informazioni fornite sono state sufficienti e ritengo che i principi della legge delega siano condivisi anche dalla Lega. Certamente l’assenza è un gesto serio“. E il leader del Carroccio ha subito ribattuto: “Non stiamo parlando dell’oroscopo, mezz’ora non basta per analizzare il futuro degli italiani. Serve un chiarimento, ma nessuno strappo e nessuna crisi“.

DIECI ARTICOLI PER DIECI PAGINE

“Il Governo è delegato ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale“. Ecco la bozza della delega fiscale, 10 articoli per 10 pagine, sul tavolo del Consiglio dei ministri. I principi della riforma sono i seguenti:
Stimolo alla crescita economica attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione”.
Individuazione ed eliminazione di micro-tributi per i quali i costi di adempimento dei contribuenti risultino elevati a fronte di un gettito trascurabile”.
“Preservare la progressività del sistema tributario e ridurre l’evasione e l’elusione fiscale“.

DRAGHI: “L’ULTIMA PAROLA SUL FISCO NON È ANCORA DETTA”

Il premier Mario Draghi ricorda in conferenza stampa che sulla riforma del fisco ci saranno ulteriori spazi di confronto. “Questa è una legge delega, una legge molto generale che andrà riempita dai contenuti dei decreti delegati. Su questi ci saranno ulteriori momenti di confronto in Consiglio dei ministri. E la legge delega sarà discussa in Parlamento. È molto importante perché uno può pensare che sia stata detta l’ultima parola sul fisco. Purtroppo, per fortuna, il processo non è così semplice. Ma ci vorranno molti anni“, sottolinea Draghi.

“RIFORMA CATASTO? NESSUNO PAGHERÀ DI PIÙ O DI MENO”

“Tra le varie questioni” affrontate dalla legge delega, ricorda il presidente del Consiglio, “c’è la revisione del catasto. Il Governo si impegna a riaccatastare tutto quello che non è accatastato. Procederà anche a una revisione delle rendite catastali adeguandole alle rendite di mercato. Ma l’impegno del Governo è che nessuno pagherà di più o di meno. Le rendite su cui si basa la tassazione oggi resteranno invariate. Non cambia assolutamente l’imposizione fiscale. Il contribuente medio non si accorgerà di nulla per quanto riguarda il catasto, che resta tutto come prima”, assicura il premier in conferenza stampa.

“LA LEGA HA RICEVUTO INFORMAZIONI SUFFICIENTI”

La riforma del fisco “non intende aumentare il gettito complessivo ma diminuirlo, perché da noi le aliquote sono più alte e vanno riportate in linea“, precisa Draghi. L’assenza dei ministri leghisti al Cdm “ce la spiegherà l’onorevole Salvini oggi o domani”, taglia corto il premier in conferenza stampa, a chi gli chiede come valuti ‘l’Aventino’ leghista in occasione del voto sulla delega fiscale. “Gli scambi che sono avvenuti nei giorni passati, e poi in cabina di regia e in varie conversazioni avevano dato informazioni sufficienti e valutare il contenuto di questa legge delega. La legge delega si ispira a principi che ritengo siano condivisi anche dalla Lega“, aggiunge il premier. L’assenza dei ministri leghisti in Cdm “certamente è un gesto serio, ma per capire quali siano le sue implicazioni bisognerà aspettare cosa dice la Lega stessa al riguardo”.

“CRISI DI GOVERNO? LA NOSTRA AZIONE VA AVANTI”

Al premier viene chiesto se l’assenza dei ministri leghisti comporta l’apertura di una crisi di governo e di una verifica. Draghi risponde: “Non necessariamente. Questa è una maggioranza completamente diversa e una situazione politica diversa” da quelle in cui l’assenza dei ministri di un partito della maggioranza apriva la crisi nell’esecutivo, sottolinea il premier. “Ci sono evidentemente diversità di vedute, ciononostante l’azione di governo non è stata interrotta, è andata avanti. Ci saranno poi molte altre occasioni di scambio”.

“IL GOVERNO NON ESCE INDEBOLITO DALLE COMUNALI”

“Non credo che il risultato delle elezioni abbia indebolito il Governo, però non so nemmeno se lo ha rafforzato. È molto complicato. Molti articoli dicono che il Governo esce vincitore: io devo capire la logica di questo, ma certo non ne esce indebolito”, dichiara Draghi.

FRANCO: “IL SISTEMA SARÀ PIÙ EFFICIENTE”

La riforma del fisco è “un’opportunità verso un sistema che sia più efficiente e meno distorsivo”, il disegno attuale è “di cinquanta anni fa e va aggiornato“. Così il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in conferenza stampa. Uno degli obiettivi, sottolinea, è arrivare a “un carico fiscale più favorevole alla crescita” e “ridurre il cuneo fiscale sul lavoro: oggi per un lavoratore dal reddito medio è cinque punti superiore rispetto ai paesi Ue e di undici punti sopra la media dei paesi Ocse”.


Inizia dunque “un percorso di semplificazione e di riduzione del carico che dipende dalle coperture che troveremo anno per anno nelle leggi di bilancio”, aggiunge il ministro. “Vedremo nella legge di bilancio per il 2022 che margini ci sono, vedremo se riusciremo ad andare oltre ai 2 miliardi già disponibili. Ogni intervento sarà fatto coerentemente con i principi della legge delega. La progressività del sistema deve restare per motivi di giustizia ed equità, è uno dei perni del nostro sistema”, come dice la Costituzione. “Il contenimento dell’evasione è necessario per ridurre le aliquote”, conclude Franco.

LE MISURE PREVISTE NELLA BOZZA DELLA LEGGE

La revisione dell’Irpef nei decreti legislativi che verranno emanati sarà finalizzata a “ridurre gradualmente le aliquote medie effettive derivanti dall’applicazione dell’Irpef anche al fine di incentivare l’offerta di lavoro e la partecipazione al mercato del lavoro, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, nonché l’attività imprenditoriale e l’emersione degli imponibili”. È quanto si legge nella bozza della delega della riforma fiscale. Inoltre, si vogliono “ridurre gradualmente le variazioni eccessive delle aliquote marginali effettive derivanti dall’applicazione dell’Irpef”.

Con i decreti legislativi alla delega fiscale il governo intende “prevedere strumenti, da porre a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle entrate, atti a facilitare e ad accelerare l’individuazione” degli “immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso ovvero la categoria catastale attribuita”. Così come “i terreni edificabili accatastati come agricoli; gli immobili abusivi, individuando a tal fine specifici incentivi e forme di trasparenza e valorizzazione delle attività di accertamento svolte dai comuni in quest’ambito”. E “prevedere strumenti e moduli organizzativi che facilitino la condivisione dei dati e dei documenti, in via telematica, tra l’Agenzia delle entrate e i competenti uffici dei comuni nonché la loro coerenza ai fini dell’accatastamento delle unità immobiliari”.


Inoltre, il Governo vuole realizzare “una integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026″. Nella bozza si parla di “attribuire a ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale determinata secondo la normativa attualmente vigente, anche il relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata in base, ove possibile, ai valori normali espressi dal mercato”. E di “prevedere meccanismi di adeguamento periodico dei valori patrimoniali e delle rendite delle unità immobiliari urbane, in relazione alla modificazione delle condizioni del mercato di riferimento e comunque non al di sopra del valore di mercato”. Per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico o artistico “adeguate riduzioni del valore patrimoniale medio ordinario che tengano conto dei particolari e più gravosi oneri di manutenzione e conservazione nonché del complesso dei vincoli legislativi alla destinazione, all’utilizzo, alla circolazione giuridica e al restauro”.

Una nuova riscossione, la razionalizzazione delle aliquote Iva, la revisione dell’Ires e il graduale superamento dell’Irap. Sono gli impegni che il governo prende nella bozza della delega fiscale. Nella bozza della delega fiscale c’è “il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche, tenendo conto della loro finalità e dei loro effetti sull’equità e sull’efficienza dell’imposta”. Quanto all’Iva, per contrastare l’evasione, si legge: “Razionalizzare la struttura dell’imposta sul valore aggiunto con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote allo scopo di semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta, contrastare l’elusione e l’evasione, aumentare il grado di efficienza in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell’imposta”.

La Delega dispone che il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi, norme per la revisione del sistema delle addizionali comunali e regionali all’Irpef prevedendo la sostituzione dell’addizionale regionale all’Irpef con una sovraimposta sull’Irpef la cui aliquota di base può essere aumentata o diminuita dalle regioni entro limiti prefissati tali da garantire alle regioni nel loro complesso lo stesso gettito che avrebbero acquisito applicando l’aliquota di base dell’addizionale regionale all’Irpef stabilita dalla legge statale. La revisione del sistema delle addizionali prevede per i Comuni che la facoltà di applicare un’addizionale all’Irpef sia sostituita dalla facoltà di applicare una sovraimposta sull’Irpef. La manovrabilità della sovraimposta comunale sull’Irpef da parte dei comuni deve garantire ai stessi enti un gettito complessivo corrispondente a quello attualmente ottenuto dall’applicazione dell’aliquota media dell’addizionale all’Irpef.

Per il momento la dote finanziaria per la riforma del fisco è fissata “nel limite di 2 miliardi per l’anno 2022 e 1 miliardo a decorrere dal 2023“. È quanto si legge nella bozza della delega “L’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati, in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026” non verrà utilizzato “per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Luca Monticelli

EPATITE C, IN UMBRIA STANZIATO CIRCA MEZZO MILIONE DI EURO PER 2021/22

0

ASL TERNI: “TRATTATI 68 PAZIENTI, IL 95% GUARITO E PRIVO DI EFFETTI COLLATERALI SIGNIFICATIVI”

 “La Regione Umbria avrà a disposizione circa mezzo milione di euro per avviare lo screening gratuito dell’epatite C. Una cifra che speriamo in futuro possa essere implementata, perché non sarà chiaramente sufficiente a soddisfare l’obiettivo di arrivare a questa micro eliminazione di HCV”. Lo ha dichiarato il Dottor Mariano Quartini, Direttore S.C. Epatologia, Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva A.O. “S. Maria” di Terni, intervenuto in occasione del corso di formazione ECM sulla gestione dei tossicodipendenti con epatite C, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie. Il corso, dal titolo ‘EPATITE C E DIPENDENZE: L’IMPORTANZA DI UN PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO SEMPLIFICATO – Esperienze a confronto nella Regione Umbria’, rientra nell’ambito di ‘Hand – Hepatitis in Addiction Network Delivery’, il progetto di networking a livello nazionale patrocinato da quattro società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD) che dal 2019 coinvolge i Servizi per le Dipendenze e i Centri di cura per l’HCV afferenti a diverse città italiane.

Quartini ha aggiunto che “il famoso Decreto Milleproroghe, che ha finanziato questa iniziativa, ha individuato i soggetti sui quali intervenire, ossia soggetti di popolazione particolare, ad esempio gli afferenti ai Ser.D. e i tossicodipendenti ed alcune fasce di età” ed ha spiegato che “è necessario avviare una collaborazione tra la Regione e noi specialisti ma anche con i medici che si trovano di fronte questa situazione, compresi i medici di medicina generale, per individuare un progetto di ricaduta pratica di questo intervento e, successivamente, individuare come allocare le risorse”. Mariano Quartini ha sottolineato che “chiaramente, mentre per le popolazioni speciali è quasi semplice perché ci rivolgiamo alle strutture di riferimento, sappiamo quante persone sono e possiamo discutere sui costi delle procedure diagnostiche e poi della terapia, diverso è il caso della popolazione della fascia di età dei 20 anni su cui dovremo intervenire ed il rapporto con i medici di medicina generale”.

Al corso ha preso parte anche il Dottor Marco Cuccuini, Dirigente Medico, Responsabile Ser.D. Usl Umbria 2, che si è soffermato sulle iniziative da mettere in campo, in particolare sui “test rapidi che- ha informato- rappresentano una risorsa estremamente importante che si aggiunge alle attività presenti nei servizi e che consente di evidenziare tutta quella popolazione che fino ad ora ha sempre rifiutato il test perchè, a causa della tipologia dell’infezione stessa, si considerava non suscettibile all’infezione o di non averla”. Cuccuini ha inoltre spiegato che “questo è vero soprattutto nei giovani utenti che accedono al servizio, poiché rispondono molto bene all’utilizzo dei test rapidi. Ecco perché ritengo che la prima cosa da fare sia proprio quella di incentivare lo screening dei servizi per le tossicodipendenze, nelle carceri e nel territorio, favorendo gli screening anche negli eventi particolari”.
Parlando dei pazienti il Dottor Cuccuini ha informato che “quelli che afferiscono alla nostra struttura, che è un servizio che comprende più tipologie di dipendenze, lo screening fino ad ora è stato fatto soprattutto nelle persone con tossicodipendenza da sostanze illegali, quindi la tossicodipendenza classica. Attualmente, l’obiettivo è quello di estenderlo ad altre popolazioni di tossicodipendenti che vi afferiscono”. Cuccuini ha precisato che “abbiamo circa 600 tossicodipendenti che afferiscono come tossicodipendenze illegali e di queste è stato testato il 60%, di cui il 72% è risultato positivo all’epatite C. Si tratta di una popolazione estremamente suscettibile all’infezione. Da noi afferiscono altre persone con differenti tipologie di dipendenze e anche a loro bisognerebbe estendere il test rapido, strumento molto importante anche per i loro familiari”. Sul fronte dell’epatite C, il Dottor Cuccuini ha inoltre raccontato di aver avuto e trattato “68 persone, nel 95% delle quali abbiamo avuto una guarigione ed un’assenza di effetti collaterali significativi. Un fatto estremamente importante, perché ha garantito a più persone di poter accedere alla terapia, mentre in passato, con i vecchi protocolli, l’interferone risultava estremamente complicato proprio a causa dei suoi effetti collaterali”.

Parlando di farmaci impiegati nella cura e nel trattamento dell’epatite C, il Dottor Quartini ha affermato che “l’Umbria, come la gran parte d’Italia, è nella condizione di poter rispondere alle esigenze di cura e di trattamento di tutti i soggetti con epatite C, grazie alla possibilità di avere farmaci potenti, molto efficaci e molto meno costosi rispetto all’inizio di questa disponibilità. Oggi qualsiasi paziente, giovane o anziano, con malattia lieve o avanzata, si trova nella condizione di essere curato”. Quartini ha infine reso noto che “l’obiettivo della cura è rivolto sia al singolo soggetto, che ha l’obiettivo di non avere più il virus e di bloccare alcuni meccanismi di avanzamento della malattia stessa, sia di interesse generale, per cui trattare sempre più persone può far raggiungere l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2030 di arrivare ad una significativa e drastica riduzione delle infezione da anti-HCV”, ha concluso.
 
 

BENZINA: UECOOP, PER SPESA PIENO +5,5 EURO IN SETTE GIORNI

0

La spesa media per il pieno di benzina si è impennata di ben 5,5 euro in appena una settimana sulla scia ai recenti aumenti del prezzo del petrolio e delle quotazioni dei prodotti raffinati nel Mediterraneo. E’ quanto emerge da una elaborazione dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Mite con un maxi rincaro anche per il diesel che registra aumenti medi di oltre 7 euro per un pieno nell’ultima settimana.

In Italia – sottolinea Uecoop – il costo dei carburanti segue sempre in maniera rapidissima l’aumento del prezzo mondiale del petrolio, mentre non arretra altrettanto velocemente quando le quotazioni dell’oro nero scendono. Una situazione che ha pesanti ripercussioni sui bilanci di imprese con l’85% delle merci che viaggiano su strada e rappresenta – evidenzia Uecoop – un freno al rilancio del Paese e al lavoro delle cooperative, da quelle sociali alla logistica.

Contro il rincaro dei carburanti – continua Uecoop – famiglie e imprese possono seguire alcune regole di autodifesa che vanno dalla caccia al prezzo migliore nella propria area di residenza o lavoro all’utilizzo del self service che di solito è più conveniente rispetto al servito, dalla ricerca delle cosiddette “pompe bianche” non controllate dai grandi marchi del petrolio alle partenze con il pieno fatto prima di entrare in autostrada, dalla verifica della distanza da percorrere con la scelta del percorso più breve alla manutenzione regolare dell’auto, della moto o del camper – conclude Uecoop – in modo da rendere più efficiente il motore e ottimizzare l’utilizzo del carburante.

Roma, Palazzo dei Congressi 7 ottobre

0

Commercialisti: presentazione rapporto annuale sulla professione redatto dalla Fondazione nazionale dei commercialisti e approfondimenti su crisi d’impresa e bonus edilizia

Il giorno 7 ottobre 2021, dalle 10 alle 13, presso il Palazzo dei Congressi di Roma e in diretta webinar, si terrà una mattinata di studio a cura della Fondazione Nazionale dei Commercialisti.  

L’incontro, prenderà il via alle 10:00 con uno spazio dedicato a sottolineare l’importanza del ruolo della Fondazione per i commercialisti e per il Paese, con interventi previsti di Nicola Cavalluzzo (Consigliere FNC), Andrea Foschi (Consigliere CNDCEC e Segretario Generale FNC) e Nicolò La Barbera, Consigliere FNC. 

A seguire, il ricercatore della Fnc Tommaso di Nardo interverrà su “Evoluzione e prospettive della professione di Commercialista tra crisi economica e ripresa post pandemia”, illustrando i dati del Rapporto statistico 2021 sull’Albo dei commercialisti, appena pubblicato. 

Crisi d’impresa: il punto sul DL 118, le novità della transazione fiscale e le misure premiali per l’accesso alla composizione negoziata” è invece il titolo del successivo blocco tematico. Sul tema interverranno Cristina Bauco (Ricercatrice area giuridica FNC), Nicola CavalluzzoAndrea Foschi e Paola Rossi (Ricercatrice area fiscale FNC). 

L’ultimo focus della mattinata sarà dedicato al Progetto Bonus edilizi/FNC e servirà a fare il punto sulle presunzioni secondo la Cassazione. Ne parleranno Giuseppe Avanzato (Ricercatore area fiscale FNC), Nicolò La BarberaPasquale Saggese (Ricercatore area fiscale FNC) ed Enrico Zanetti (Ricercatore area economico-statistica FNC). 

Iscrizione e partecipazione 

Per partecipare all’evento, sia in presenza che in diretta streaming è necessario registrarsi alla pagina: https://eventi.commercialisti.it/, indicando la modalità con cui si intende partecipare. L’evento è accreditato ai fini della FPC e consentirà l’acquisizione dei n. 3 CFP (di cui n. 1 CFP nelle materie obbligatorie). La partecipazione in presenza sarà rilevata direttamente presso la sede del convegno, mentre coloro che seguiranno l’evento in streaming dovranno compilare l’autocertificazione, disponibile sul sito del Consiglio Nazionale, www.commercialisti.it, nella Sez. Eventi, AUTOCERTIFICAZIONE PER WEBINAR.