Home Blog Page 1217

A Milano Youth4Climate, Greta striglia la politica: “Dite di ascoltarci ma non è vero”

Al MiCo di Milano si tiene la conferenza per il clima, con 400 giovani provenienti da 186 Paesi. Gli attivisti chiedono ai leader mondiali di agire concretamente

ROMA – “Le azioni dei nostri leader sono un tradimento delle promesse e delle speranze dei giovani”, infatti si continuano a concedere “licenze petrolifere, a svolgere esplorazioni petrolifere, vergognosamente congratulandosi tra loro quando non raggiungono nemmeno il minimo livello dei fondi promessi” per aiutare i Paesi in difficoltà. “Se questa è la vostra azione climatica allora non la vogliamo“, perché “portate giovani a eventi come questo facendo finta di ascoltarci e invece non lo fate”. Greta Thunberg, giovane svedese attivista per il clima, lo dice partecipando alla Youth4Climate in corso al al MiCo di Milano, davanti a una platea di circa 400 giovani provenienti da 186 Paesi.

“Guardate le statistiche, le emissioni aumentano, la scienza non mente – prosegue Greta – stiamo accelerando nella direzione sbagliata. Solo il 2% dei fondi messi a disposizione dai governi per il recovery sono destinati alle energie pulite“, ma “la speranza non sono parole, speranza è agire, e noi, il popolo, vogliamo un futuro più sicuro, vogliamo azione per il clima e giustizia climatica, e la vogliamo adesso”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Roberto Antonini

Il progetto Roma Expo 2030, da Pietralata all’ex Penicillina

0

E poi la metro fino a Casal Monastero e interventi a Monti Tiburtini e alle ex caserme Ruffo

ROMA – Il cuore di Expo 2030 sarà l’area di Pietralata. Qui, a due passi dal centro direzionale che già si sta pensando di realizzare con Fs, nascerà una vetrina internazionale dove saranno esposte tutte le innovazioni dedicate al tema dell’abitare la città. Non classici padiglioni ma edifici e case sostenibili destinate a restare, creando un quartiere super verde.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Emiliano Pretto

Champions, il piccolo Sheriff batte il Real Madrid ed è primo nel girone

0

(Foto dal profilo Instagram dello Sheriff)

ROMA – Se non è un’impresa, poco ci manca. Nel girone D della Champions League, dopo le prime due giornate in testa a punteggio pieno non c’è il Real Madrid, che ha il record di vittorie del torneo (13), né l’Inter, che di Champions ne ha conquistate tre, né lo Shakhtar Donetsk, che in bacheca può vantare una Coppa Uefa. A guardare tutti dall’alto in basso è lo Sheriff Tiraspol, esordiente assoluto nella competizione. E se la prima vittoria, in casa contro gli ucraini dello Shakhtar, può essere definito una delle tante sorprese della Champions, la seconda ha fatto il giro del mondo: lo Sheriff ha infatti battuto 2-1 il Real Madrid al mitico Bernabeu appena ristrutturato e adesso è l’unica squadra del girone a quota 6 punti, pur venendo dalla quarta fascia, quella delle squadre sulla carta più deboli. La rete al 90′ del lussemburghese Sebastien Thill contro il Real ha fatto fare il boom allo Sheriff.

I MOLDAVI CHE SI SENTONO RUSSI

La curiosità più grande legata allo Sheriff è che, pur essendo il primo club nella storia della Moldova ad arrivare alla fase a gironi della Champions League, i suoi tifosi non si sentono affatto moldavi. Tiraspol è infatti la capitale della Transnistria, che nel 1990 dichiarò la propria indipendenza diventando una repubblica filorussa. Ma la comunità internazionale non ne riconosce l’esistenza, e infatti la Uefa considera lo Sheriff un club moldavo. In Transnistria vivono poco meno di 500mila persone e la lingua ufficiale è il russo, mentre il moldavo discende dal romeno.

LA STORIA DELLO SHERIFF

Un nome da sceriffi e una stella nello stemma. Il club è stato fondato nel 1997 e alla sua prima stagione ha subito vinto la coppa nazionale della Moldavia. In pochi anni, lo Sheriff si è affermato ai vertici del movimento moldavo e oggi è la società più titolata del Paese, con 19 campionati vinti. Gioca in uno stadio da 14.300 posti considerato un gioiellino ed è di proprietà della compagnia nazionale Sheriff, attiva in vari settori tra cui quello petrolifero. Ha anche partecipato per tre volte alla fase a gironi dell’Europa League, l’ultima nel 2017-18, senza mai passare il turno.

UN SOGNO CHIAMATO OTTAVI DI FINALE

Negli ultimi mesi, lo Sheriff ha fatto il grande salto: ai preliminari di Champions si è sbarazzato di squadre del calibro di Stella Rossa e Dinamo Zagabria. E, circondato dall’aura della Cenerentola nel girone D, ha infilato due vittorie su due. Adesso è atteso dalla doppia sfida con l’Inter, che non è messa benissimo dopo la sconfitta con il Real e il pareggio con lo Shakhtar. Il piccolo Sheriff non è certo sotto pressione e può sognare in grande. Con un’altra vittoria nelle restanti quattro sfide, la qualificazione agli ottavi di finale è certa. E sì, in tal caso sarebbe proprio un’impresa.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Francesco Caruana

Patrick Zaki in tribunale: “Grazie Italia, non dimenticatemi”

Le parole dello studente ai reporter. Tra i reati che gli vengono contestati c’è l’attività terroristica

ROMA – “Torno presto. Voi non dimenticatevi di me“. È il messaggio che Patrick Zaki dalla gabbia del tribunale di Mansoura è riuscito a consegnare ieri giornalisti, nel corso della seconda udienza che lo vede imputato per diffusione di false notizie. Tra loro c’era Francesca Caferri, inviata di Repubblica, che è riuscita a chiedergli se si ricorda ancora la ligua italiana: “Sì, così così. Io studio”, ha risposto lo studente, che fino al suo arresto, oltre venti mesi fa, viveva a Bologna, dove era andato per frequentare un master europeo in diritti di genere presso la Alma Mater Studiorum.

“Il Bologna calcio non sta andando tanto bene, lo sapevi?” ha chiesto ancora la cronista, “Sì, Sì”, ha replicato lui. Zaki ha assicurato di sapere anche che il suo volto si trova in tante città italiane: ai presidi organizzati per chiederne il rilascio, nelle aule universitarie e nelle sedi di quei comuni che hanno deciso di accordagli la cittadinanza italiana onoraria in attesa che la proposta presentata dal Parlamento inizi il suo iter. “Grazie davvero a tutta l’Italia” ha detto, e secondo chi lo ha visto, il volto è smagrito, ha la barba e i capelli lunghi, raccolti in un codino.

“Sto bene. Non si sta tanto male qui” ha detto, e intanto per tutta l’udienza – durata in realtà pochi minuti – non ha distolto lo sguardo dai banchi dell’aula dove sedevano gli amici, i genitori e la sorella minore Marise. Quest’ultima ieri, poche ore prima dell’udienza, su Facebook ha lasciato una preghiera: “Dio, fa che vada tutto bene”. Dopo, quando il giudice ha annunciato il rinvio al 7 dicembre, è tornata a scrivere: “Perché questa snervante attesa? Perché tutto questo tempo? Dio concedici la saggezza”.

I CAPI DI IMPUTAZIONE PER PATRICK ZAKI

Il rinvio è stato richiesto dagli avvocati di Zaki per avere il tempo necessario per studiare il fascicolo contenente le accuse, dal momento che ancora non lo avevano mai ottenuto. Dai documenti – stando a quanto riporta ancora Repubblica citando i legali del ricercatore – emergono ben sei capi d’imputazione: non solo i due reati di diffusione di false notizie in Egitto e all’estero, a causa di un articolo pubblicato su internet nel 2019, tre relativi alla destabilizzazione dell’ordine pubblico attraverso la diffusione di notizie su internet, e infine il sesto, di cui non si aveva notizia: appartenenza a un gruppo terroristico, che sarebbe stato aggiunto pochi mesi fa.

Per ora il tribunale d’emegenza per la Sicurezza dello Stato di Mansoura, che si pronuncia su reati monori, è chiamato a decidere sulle prime due imputazioni, e per questo gli avvocati si aspettano una sentenza in tempi brevi. Quanto agli altri reati, più gravi, si dovrà attendere la fine di questo procedimento, a meno che il giudice in aula non decida diversamente. In Egitto, le sentenze dei tribunali speciali non sono appellabili.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Alessandra Fabbretti

Aumentano le bollette: +29,8% per l’elettricità e +14,4% per il gas

L’intervento del Governo riduce l’impatto delle maggiorazioni, e le azzera per le famiglie in difficoltà

ROMA – Per il prossimo trimestre, l’aumento per la famiglia tipo in tutela sarà del +29,8% per la bolletta dell’elettricità e del +14,4% per quella del gas (grazie anche alla riduzione dell’Iva contenuta nel decreto). L’intervento del Governo riduce l’impatto degli aumenti, annullandolo per le famiglie in difficoltà. Lo comunica l’autorità per l’energia ARERA nel consueto aggiornamento trimestrale.

“La straordinaria dinamica dei prezzi delle materie prime verso i massimi storici, ancora in forte crescita per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti alla pandemia e le difficoltà nelle filiere di approvvigionamento, e le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO2avrebbero portato ad un aumento superiore al 45% della bolletta dell’elettricità e di oltre il 30% di quella del gas“, avverte ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

L’Autorità è quindi “intervenuta annullando transitoriamente gli oneri generali di sistema in bolletta e potenziando il bonus sociale alle famiglie in difficoltà, grazie al decreto di urgenza del Governo che ha stanziato le risorse necessarie, con ciò consentendo di attutire l’impatto su 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese”.

Applicando ai numeri di oggi le misure varate dall’Esecutivo, valide per il prossimo trimestre, l’aumento per la famiglia tipo in tutela sarà infatti ridotto a +29,8% per la bolletta dell’elettricità e a +14,4% per quella del gas (grazie anche alla riduzione dell’Iva contenuta nel decreto). La famiglia tipo ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kiloWattora all’anno e una potenza impegnata di 3 kiloWatt; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui.

Per oltre 3 milioni di nuclei familiari aventi diritto ai bonus di sconto per l’elettricità e per 2,5 milioni che fruiscono del bonus gas, in base all’ISEE, gli incrementi tariffari sono stati sostanzialmente azzerati dal decreto.

Gli oltre 3 miliardi di euro stanziati dal Governo con il Decreto-Legge 27 settembre 2021, n. 130 (‘Misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale’), sono stati destinati al contenimento della bolletta delle famiglie e delle microimprese, allocando 2,5 miliardi di euro all’azzeramento degli oneri generali di sistema per il prossimo trimestre e 500 milioni circa al potenziamento dei bonus, spiega ARERA. A questo si è aggiunta una riduzione al 5% dell’IVA per le bollette gas.

L’Autorità ha conseguentemente potuto confermare la riduzione degli oneri generali di sistema per il trimestre ottobre-dicembre prevista per la generalità dei clienti elettrici, azzerandoli inoltre per i clienti domestici e le piccole attività in bassa tensione.

Anche la bolletta gas, per questo trimestre, sarà meno pesante per la parte relativa agli oneri di sistema, anch’essi fortemente ridotti alla generalità delle utenze, grazie alle risorse straordinarie stanziate.

Le misure del Governo consentono di mantenere invariate le tariffe per oltre 3 milioni di famiglie che percepiscono i bonus sociali energia e gas. Per queste famiglie, peraltro, spiega ARERA, da luglio è definitivamente attivo l’automatismo che consente a chi ne ha diritto (nuclei con Isee non superiore a 8.265 euro, 20.000 se con più di 3 figli) di trovarsi il bonus di sconto direttamente accreditato in bolletta. Resta invece necessaria la compilazione della domanda per le riduzioni da disagio fisico (utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita). Il bonus “automatico” in bolletta è operativo grazie alla collaborazione tra ARERA e i soggetti che gestiscono i dati dell’ISEE e delle utenze – rispettivamente INPS e Acquirente Unico.

LA SPESA MEDIA ANNUALE PER L’ELETTRICITÀ SARÀ DI CIRCA 631 EURO, PER IL GAS 1.130 EURO

Per quanto riguarda gli effetti in bolletta degli aumenti decisi oggi da ARERA, in termini di effetti finali, per l’elettricità nel 2021 la spesa annuale per la famiglia-tipo sarà di circa 631 euro, con una variazione del +30% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 145 euro su base annua). La spesa annuale della famiglia-tipo per la bolletta gas nel 2021 sarà di circa 1.130 euro, con una variazione del +15% circa rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 155 euro su base annua).

“Nei confronti con il 2020 si deve tener conto dei prezzi particolarmente bassi riscontrati nel periodo della pandemia- avverte ARERA- Per l’elettricità, infatti, la spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019”.

La famiglia tipo ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kiloWattora all’anno e una potenza impegnata di 3 kiloWatt; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui.

SENZA INTERVENTI STRAORDINARI, DA GENNAIO REVISIONE DELLE COMPONENTI DELLA BOLLETTA

A gennaio l’Autorità, “in assenza di ulteriori interventi straordinari, dovrà avviare un percorso di riallineamento del gettito” delle “componenti ASOS” – oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione CIP 6/92 – “e ARIM” – oneri di sistema tra cui rifiuti, nucleare, ferrovie, ricerca, bonus elettrico e efficienza – “e degli oneri gas, nell’ambito della flessibilità consentita dalla prudenza di gestione dei conti”. Lo fa sapere ARERA.

La ASOS è applicata dal 1° gennaio 2018 all’energia consumata (euro/kiloWattora), alla potenza impegnata (euro/kiloWatt/anno) e in quota fissa (euro/anno). Viene pagata in maniera differenziata tra imprese a forte consumo di energia elettrica e gli altri clienti. Per le abitazioni, non è applicata la quota potenza e il prezzo applicato all’energia consumata è più basso per i consumi fino a 1.800 kWh/anno; la quota fissa non è applicata alle abitazioni di residenza anagrafica.

La ARIM dal 1° gennaio 2018 è la componente della spesa per oneri di sistema destinata a: incentivazione della produzione ascrivibile a rifiuti non biodegradabili; messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale; agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario; sostegno alla ricerca di sistema; bonus elettrico (quota che ai clienti cui è stato riconosciuto il bonus viene compensata tramite il bonus medesimo); integrazioni delle imprese elettriche minori e promozione dell’efficienza energetica. Si applica, dal 1° gennaio 2018, all’energia consumata (euro/kWh) , alla potenza impegnata (euro/kW/anno) e in quota fissa (euro/anno). Per le abitazioni, non è applicata la quota potenza e il prezzo applicato all’energia consumata è più basso per i consumi fino a 1.800 kWh/anno; la quota fissa non è applicata alle abitazioni di residenza anagrafica.

GLI AUMENTI SONO INTERNAZIONALI: IL PREZZO DELLA CO2 È SALITO MENO DI QUELLO DEL GAS

Gli aumenti dei costi energetici “a livello internazionale, sono legati al trend di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche“; in particolare, i prezzi europei del gas “sono cresciuti di oltre l’80% nel terzo trimestre del 2021 rispetto al secondo, con picchi nei mercati all’ingrosso di oltre 70 euro/MegaWattora nella seconda metà di settembre (contro i circa 20 euro/MWh di inizio anno)”. Lo segnala ARERA comunicando l’entità e i motivi degli aumenti delle bollette di luce e gas decisi per il prossimo trimestre.
Prezzi correlati anche al prezzo della CO2 che, dalla fine del mese di agosto di quest’anno, si è attestato oltre i 60 euro/tonnellata CO2. “A titolo di confronto, si pensi che nel mese di settembre del 2020 la CO2 valeva circa 28 euro/tCO2. Nel confronto con il secondo trimestre del 2021, il prezzo medio rilevato nel terzo trimestre è risultato in aumento del 13% circa”.

Nel corso del terzo trimestre, “in attesa dei prossimi sviluppi normativi, i permessi di emissione di CO2 hanno evidenziato rialzi di prezzo molto più contenuti rispetto al gas naturale”, precisa ARERA. Aumenti delle materie prime e della CO2 “che confermano forti ripercussioni sui prezzi finali dei consumatori anche in altri Paesi europei, come la Spagna e la Francia”.

Per il prezzo del gas naturale “non si intravedono segnali di inversione di tendenza dai massimi storici raggiunti negli hub europei, nonostante qualche tentativo di correzione al ribasso (di breve durata) sulla scia di notizie riguardanti il potenziale aumento dell’offerta (con l’entrata in operatività del gasdotto Nord Stream 2) e il rischio di riduzione della domanda (con la chiusura di importanti stabilimenti industriali)”.

La domanda europea di gas “continua ad essere sostenuta sia dall’esigenza di completare la fase di iniezione negli stoccaggi, in vista della prossima stagione invernale, sia dal maggior ricorso alla generazione termoelettrica in alcuni Paesi (come Germania, Regno Unito e Spagna) a compensazione della minore produzione da fonti rinnovabili (eolico, in particolare) rispetto allo scorso anno”, segnala ARERA.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Roberto Antonini

Presentazione del corso Food and Wellness Tourism

Subiaco, Moselli: “Una grande opportunità formativa  per implementare la promozione del territorio”

Grande opportunità per i giovani che intendono intraprendere un percorso  nell’ambito turistico che comprende  una conoscenza altamente professionale del settore enogastronomico , ma anche a livello organizzativo manageriale, obiettivi che intende raggiungere la prima edizione del corso di Alta Formazione in “Tecnico superiore per la progettazione e gestione del food and wellness tourism” , promosso  dalla  Fondazione ITS Turismo. “La finalità del corso –si legge nella prefazione del corso- è fornire competenze, modelli conoscitivi e strumenti di management delle imprese del comparto turistico food & wellness affinché lo studente possa rispondere efficacemente alla domanda di accoglienza turistica del territorio della Valle dell’Aniene che con le sue variegate ma uniche espressioni rappresenta una delle aree con maggiore biodiversità, offerta turistica legata a numerose tipologie di turismo e tipicità enogastronomiche del Lazio. Il percorso formativo è in grado di garantire un rapido e qualificato ingresso nel mondo del lavoro grazie al contatto continuo, durante lo svolgimento del corso, con il mondo delle imprese site sul territorio di riferimento nel mondo del turismo, del food e del wellness.  L’ITS “Food and Wellness Tourlsm” avrà sede in Olevano Romano e inizierà i suoi corsi  ad ottobre. Il corso avrà durata di 1800 ore che saranno distribuite su due annualità. Del complessivo monte ore 1000 saranno dedicale alla didattica frontale e laboratoriale, con approfon­dimenti su case studies tematici in laboratorio e/o in contesti lavorativi, seminari e workshop, visite didattiche, redazione di project work; altre 800 ore saranno dedicate ad attività di stage In contesti lovorativi presso Imprese pubbliche o privale del comparto turistico. Le attività didattiche e labora­toriali saranno espletate da docenti provenienti dai ranghi dell’industria, delle professioni, del libero mercato e dell’Unìversità di Roma Tor Vergata e La Sapienza.  Per ulteriori info ed iscrizioni consulta il sito www.itsturismoroma.it/corso-food-wellness-tourism”. Di tutto questo ed altro si parlerà  mercoledì prossimo alle ore 11, presso l’I.I.S. Braschi  Quarenghi  a Subiaco durante la giornata  Open Day, aperta a tutti. Uno dei partner dell’iniziativa è il Parco Naturale dei Monti Simbruini, che sarà presente all’evento con il Presidente Domenico Moselli. “Questo nuovo corso di studi –ha sottolineato il dott. Moselli- è una grande opportunità per entrare con professionalità nel mondo del lavoro. Un corso di studi che riesce a formare a 360° esperti del turismo in tutte le sue sfaccettature.  L’Ente Parco dei Simbruini, promuove un turismo legato all’ambiente ma anche alla conoscenza dei territori con le eccellenze dell’enogastronomia  che sono parte integrante di un turismo vissuto, il  tutto rientra anche nell’ambito di un pacchetto di offerta turistica che contribuisce ad evidenziare la bellezza e l’unicità di questa zona. Siamo lieti di essere partner  di questo importante progetto formativo”.

Re David: “A Confindustria stanno arrivando molti soldi, capisco l’ovazione a Draghi”

La segretaria generale della Fiom Cgil spiega: “Le imprese stanno andando molto forte, ma ci sono assunzioni tutte a termine e non è stato posto alcun tema sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro”

ROMA – “Ci sono elementi abbastanza comprensibili” che spiegano il modo in cui il premier Draghi è stato accolto di recente dall’assemblea di Confindustriaspiega Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, intervistata dalla Dire. Secondo la sindacalista “stanno arrivando molti soldi alle imprese senza alcun tipo di condizionalità. Anzi, è stato pure assicurato che le tasse non si toccano, infatti non so come si affronterà il tema del cuneo fiscale e quello dell’evasione”.

Le imprese “stanno andando molto forte- sottolinea Re David, di sicuro quelle metalmeccaniche”. Ma ci sono “assunzioni tutte a termine”, lamenta la segretaria generale Fiom Cgil, “non è stato posto alcun tema sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro“. Lo stesso vale anche per i licenziamenti, “pure rispetto all’avviso comune firmato dai sindacati. Eppure Confindustria non ha detto nulla sulle aziende che non hanno vagamente pensato di tenerne conto”. Infine il green pass, che secondo Re David “è stato fatto in un modo che corrisponde alle richieste di Confindustria. Quindi capisco il loro buon umore”, conclude sul punto.
“NEGLI ANNI ’70 GRANDI CONQUISTE, ORA POLITICHE PASSIVE”
“Mi pare che Draghi abbia come contenuto fondamentale del Patto sociale il fatto che non ci debbano essere tensioni e conflitto sociale, il suo riferimento negativo agli Anni Settanta va in quella direzione. Ma quelli sono stati anni di grandi conquiste nelle fabbriche e nel Paese”. Furono anni “di riforme, dalla sanità all’aborto, dagli asili nido allo stato sociale che è cresciuto” dice Francesca Re David.
Per la Fiom Cgil, in vista del Patto sociale richiesto dal premier, sono più importanti i contenutiDobbiamo affrontare una transizione difficilissima e se pensiamo di farlo licenziando le persone– sottolinea la segretaria generale Fiom- allora non stiamo facendo politiche attive ma passive. Politiche attive vuol dire rinnovare il Paese dando strumenti di formazione ai lavoratori e tenendoli agganciati al posto di lavoro”. Quindi, spiega la sindacalista, “fare un Patto sociale vuol dire che si va verso assunzioni a tempo indeterminato e che si esca dalla condizione di precarietà. I soldi che arrivano prima o poi verranno ripagati, e a farlo saranno i nostri giovani che dal dopoguerra ad oggi non sono mai stati così poveri”, conclude.
“IL GOVERNO COINVOLGE I SINDACATI SOLO ALLA FINE”
Finora abbiamo solo ascoltato il governo, sia sui licenziamenti dove abbiamo avuto solo una comunicazione del governo, che sul Covid, quando c’è stata una chiamata dell’ultimo secondo quando il decreto stava per andare nel Cdm ed essere approvato” dice Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, intervistata dalla Dire. “Pare quasi che per il governo la funzione del sindacato sia di coinvolgerlo alla fine, tanto per dire di averlo fatto. È un po’ una chiamata a correo”.
La situazione è simile “un po’ su tutto”, aggiunge Re David che stila i problemi all’orizzonte. “Non sappiamo come verranno spese le risorse del PNRR, i segretari confederali su questo chiedono una cabina di regia. In realtà credo che Draghi con qualcuno, oltre al suo governo, discuta di questo, e immagino che lo faccia con alcune grandi imprese. Di sicuro non lo fa con noi”. Lo stesso vale per le pensioni, “che sarà un tema molto sensibile in finanziaria. I sindacati hanno una piattaforma, che a volte viene presa in considerazione e altre volte no”. Re David non dimentica gli ammortizzatori sociali, “la transizione si affronta con ammortizzatori sociali specifici”, conclude.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Federico Sorrentino

AGRICOLTURA, PARENTELA (M5S): BANDO DI RICERCA PER VARIETÀ DI OLIVO RESISTENTI ALLA XYLELLA

0

 “Per fronteggiare la devastante avanzata della Xylella fastidiosa, che ha drasticamente ridotto la produzione olivicola pugliese, è necessario affidarsi alla ricerca scientifica. Per questo, invito a cogliere l’opportunità messa a disposizione dal Crea, l’Ente di ricerca del Ministero delle Politiche Agricole che ringrazio, che ha pubblicato un bando per il conferimento di un assegno di ricerca tramite selezione pubblica per titoli ed esame-colloquio per il Centro di ricerca olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura di Rende, in provincia di Cosenza. La scadenza per presentare la propria candidatura è fissata al 18 ottobre”. Lo dichiara il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura alla Camera. 
L’assegno di ricerca, che avrà durata di 35 mesi per un importo complessivo di 56.487,20 euro, sarà incentrato sul tema ‘Selezione di varietà di olivo per la resistenza/tolleranza alla Xylella fastidiosa’ – aggiunge – Oltre alla Leccino e alla Favolosa, dobbiamo necessariamente trovare nuove cultivar in grado di aumentare la biodiversità così da non abbandonare del tutto l’olivicoltura in quei territori colpiti dal batterio. Per la rigenerazione olivicola, con il Governo Conte I, abbiamo stanziato 300 milioni di euro e sarà opportuno cogliere le opportunità delle ingenti risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dalla nuova Politica Agricola Comune (PAC) per rilanciare le filiere dell’olio extravergine di oliva italiano” conclude.

Campidoglio, da oggi a Roma “Largo Donne della Costituente 1946”

La nuova targa toponomastica inaugurata questa mattina a Parco Virgiliano 

Roma ricorda le Donne della Costituente, dedicando loro un largo all’interno del Parco Virgiliano. 
Il largo intitolato questa mattina ha un grande significato per la storia del nostro Paese: la targa – che riporta iscritto anche l’anno 1946 – ricorda così il momento in cui le donne acquisirono nel nostro Paese il diritto di voto. Alle prime elezioni amministrative dopo la seconda Guerra Mondiale, quelle del 10 marzo 1946, le donne maggiori di 25 anni poterono anche essere votate, quindi elette. 
Il 25 giugno si riunì per la prima volta l’Assemblea Costituente e furono 21 le donne che entrarono a far parte di quel gruppo di eletti: rappresentavano solo il 4 per cento dell’Assemblea. Tra le 21 c’era Nilde Iotti che nel 1979 diventerà̀ la prima donna a presiedere la Camera dei Deputati. Cinque entrarono anche nella Commissione dei 75 incaricata di scrivere la Carta Costituzionale. Tra loro, Lina Merlin si batté affinchè l’articolo 3 della Costituzione affermasse in modo esplicito l’uguaglianza davanti alla legge «senza distinzione di sesso».  
Le 21 Donne della Costituente: Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Adele Bei, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter, Filomena Delli Castelli, Maria Federici Agamben, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina (nota Lina) Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.