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Caro benzina, Pace (Pd Marino): “Governo inefficiente fa scattare distrazione di massa”

Caro benzina, Pace (Pd Marino): “Governo inefficiente fa scattare distrazione di massa”

“Con il prezzo della benzina che è tornato a sfiorare i due euro al litro, il Governo Meloni continua a dimostrarsi incapace di affrontare una delle emergenze che incidono maggiormente sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie e imprese. Di fronte all’ennesimo aumento dei carburanti e dei costi dell’energia, alimentato anche dalla recrudescenza del conflitto in Medio Oriente, l’esecutivo preferisce alimentare una costante operazione di distrazione di massa, spostando il dibattito su temi divisivi anziché offrire risposte concrete ai problemi reali del Paese”. Lo dichiara Daniela Pace, segretaria del Partito Democratico di Marino – Circolo “Bruno Astorre”. “Ogni rincaro alla pompa si traduce in un aumento del costo della vita: cresce il prezzo dei trasporti, dei beni di prima necessità e dei servizi, con effetti pesanti sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle imprese. Eppure dal Governo arrivano soltanto slogan e propaganda, mentre manca una strategia capace di contenere gli effetti delle tensioni internazionali sul sistema economico italiano. Il centrodestra appare sempre più distante dalle difficoltà quotidiane degli italiani. Servono misure efficaci per alleggerire il peso dei rincari energetici, sostenere lavoratori e imprese e difendere il reddito delle famiglie. Continuare a ignorare questi problemi significa rinunciare al ruolo che la politica dovrebbe avere: dare risposte ai cittadini e governare le crisi, non limitarsi a rincorrerle. È su questo terreno che si misura la credibilità di un Governo, ed è proprio qui che quello guidato da Giorgia Meloni sta mostrando tutti i suoi limiti.”

Tra i personaggi Netflix emerge Leonardo, interpretato da Luigi Zeno, nella serie Minerva – La Scuola, presentata al Giffoni Film Festival

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Dopo l’anteprima al Giffoni Film Festival tenutosi il 21 Luglio, Minerva – La Scuola si prepara a raggiungere il grande pubblico: la serie sarà disponibile dal 22 settembre su Netflix, portando nelle case degli spettatori un racconto generazionale intenso, contemporaneo e ricco di sfumature emotive.

Tra gli attori della serie spicca Luigi Zeno, pluripremiato come Miglior Giovane Attore Italiano, volto emergente del panorama audiovisivo nazionale. La sua interpretazione ha attirato l’attenzione della critica e del pubblico, confermandosi come uno dei talenti più promettenti della nuova generazione. La sua formazione artistica è avvenuta presso il Cinema Fiction, dove ha costruito le basi tecniche e interpretative che oggi caratterizzano il suo lavoro. 

In questi giorni l’attore è impegnato su un nuovo set Rai, motivo per cui non ha potuto essere presente alla presentazione di Minerva – La Scuola al Giffoni Film Festival.

Dichiarazione ufficiale di Luigi Zeno

“Sono felice che Minerva sia arrivata al Giffoni, anche se non ho potuto partecipare alla presentazione per impegni sul set. Non vedo l’ora che il pubblico scopra il mio personaggio.”

Il personaggio di Leonardo: un enigma che cattura

Tra le storie che attraversano la serie, una in particolare promette di lasciare il segno: Leonardo, il personaggio interpretato da Luigi Zeno.

La sua presenza nel racconto è avvolta da una complessità che non viene svelata subito. Leonardo è uno di quei ragazzi che arrivano all’Accademia con un bagaglio di convinzioni che sembrano granitiche, ma che nascondono molto più di ciò che appare.

Un episodio, un gesto, uno sguardo: qualcosa incrina le sue certezze.

Da quel momento, Leonardo diventa uno dei personaggi più enigmatici della serie, attraversando un percorso che lo porterà a confrontarsi con ciò che credeva di sapere su se stesso e sugli altri.

Un’evoluzione che non viene raccontata apertamente, ma che si percepisce scena dopo scena, lasciando allo spettatore il piacere di scoprire chi è davvero questo ragazzo e cosa lo ha portato a cambiare.

Un personaggio che non si limita a essere “interpretato”: viene vissuto.

La serie

Minerva – La Scuola è ambientata in un liceo militare di Napoli, un mondo rigoroso e affascinante scandito da sveglia all’alba, alzabandiera, divieto di cellulari, lezioni di tattica militare, scherma, storie d’amore proibite e una disciplina ferrea che accompagna ogni momento della giornata.

La serie racconta anche gli adulti: ufficiali e insegnanti civili impegnati a formare i ragazzi mentre affrontano le proprie fragilità, responsabilità e conflitti interiori.

Luigi Zeno: un talento pluripremiato

La partecipazione di Luigi Zeno rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di un interprete che sta dimostrando maturità, disciplina e una sensibilità artistica sempre più riconoscibile. Negli ultimi anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti:

2025

  • Miglior Giovane Attore – Picentia Short Film Festival
  • Premio Vesuvio d’Oro – Oltre la Scena
  • Miglior Giovane Attore – Vesuvius Film Festival
  • Premio Charlot
  • Premio al Senato della Repubblica – Impegno sociale contro il bullismo
  • Premio al Parlamento Europeo – Impegno sociale contro il bullismo
  • Premio Awards – Testimonial “Bulli ed Eroi”, Siena
  • Premio Fratelli De Filippo – Miglior Giovane Attore
  • Premio Speciale – Hallelujah Film Festival, Castel Gandolfo
  • Menzione d’Oro – Centro Ippico I Tifatini
  • Premio per la Legalità – Napoli & Festival, Teatro Politeama

2026

  • Miglior Giovane Attore – Film Food Festival, Sorrento
  • Premio Sicurezza Campania – Impegno contro il bullismo (Polizia di Stato)
  • Miglior Giovane Attore – Napoli Cinema Festival

Testimonial

  • 2025: Bulli ed Eroi, Siena
  • 2026: Sii Saggio Guida Sicuro
  • 2026: Cenando sotto un Cielo Diverso

Questi riconoscimenti testimoniano la crescita costante di un attore che, progetto dopo progetto, sta costruendo una carriera solida e credibile.

Il suo contributo a Minerva – La Scuola è centrale: il pubblico potrà apprezzare la profondità e l’intensità attraverso il personaggio di Leonardo, uno dei più complessi e affascinanti dell’intera serie.

Roma – Pietro Serbassi (FAST Confsal):  “Serve ascolto per garantire sicurezza e qualità del lavoro”

“In un momento segnato da tensioni, disagi e incertezze nel mondo del lavoro, ribadiamo che il confronto non è un ostacolo, bensì la condizione necessaria per garantire sicurezza, qualità del servizio e tutela dei lavoratori. Le criticità che stanno interessando diversi settori – dal trasporto ferroviario a quello aereo, fino ai servizi essenziali – dimostrano quanto sia urgente ristabilire un dialogo strutturato tra le aziende e Organizzazioni sindacali. Un dialogo che non si esaurisca nella gestione dell’emergenza, ma che diventi strumento permanente di prevenzione, pianificazione e partecipazione.

Le esigenze dei lavoratori non rappresentano un costo, ma la condizione stessa per garantire continuità, qualità e affidabilità dei servizi offerti ai cittadini. E’ opportuno avviare, al più presto, un percorso condiviso che consenta di affrontare le criticità operative, organizzative e di sicurezza con strumenti adeguati, evitando scelte unilaterali che rischiano di fare ricadere sui lavoratori il peso delle inefficienze o della competizione di mercato”. È quanto dichiara, in una nota, Pietro Serbassi, Segretario generale della FAST Confsal.

Ele A, una serata di grande musica a Testaccio Estate

Una delle voci più originali della nuova scena urban italiana arriva a Testaccio Estate. Giovedì 23 luglio alle ore 19.00, Ele A sarà protagonista sul palco della rassegna romana con una tappa del suo “26 Summer Tour”, il tour estivo che la sta portando nei principali festival italiani ed europei dopo la pubblicazione del nuovo EP “26”.

Dopo il successo di Pixel, il tour nei club in tutta Italia e il recente fotolibro TOUR LIFE VOL.1, Ele A è tornata con “26”, un EP di sette tracce nato seguendo l’istinto e scritto in pochi mesi tra l’inizio dell’anno e la primavera. Un progetto che lascia spazio a una scrittura sincera e immediata, tra ironia, fragilità, immagini quotidiane e pensieri che restano aperti.

In “26” tutto è in movimento: città, relazioni, concerti, treni, luoghi che si attraversano più che abitare. L’artista prende quello che vive, quello che osserva e quello che si porta dentro e lo trasforma in barre che alternano leggerezza e inquietudine, mettendo insieme dettagli concreti, contraddizioni e domande che non cercano per forza una risposta.

Più che dare certezze, l’EP fotografa un momento preciso. Un lavoro compatto e personale che conferma la capacità di Ele A di trasformare esperienze, immagini e stati d’animo in un linguaggio immediatamente riconoscibile, continuando a seguire la propria strada senza compromessi.

Il concerto romano sarà l’occasione per ascoltare dal vivo i brani del nuovo progetto insieme ai pezzi che hanno accompagnato la crescita artistica di Ele A, in uno spettacolo che restituisce tutta l’energia del suo percorso live. Il “26 Summer Tour”, partito a maggio, sta attraversando festival e venue open air in Italia e in Europa, confermando la dimensione sempre più internazionale dell’artista. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo anche il Montreux Jazz Festival, uno dei festival musicali più prestigiosi al mondo.

Ele A (classe 2002, Lugano) si è imposta come una delle voci più originali della nuova scena rap, capace di unire gusto street pop e attitudine hip hop inconfondibile. Dalla pubblicazione dei primi EP Globo (2023) e Acqua (2024), ha collezionato palchi importanti in Italia e all’estero, collaborazioni di rilievo e progetti che hanno mostrato la forza della sua scrittura e del suo immaginario. Con quasi un milione di ascoltatori mensili su Spotify, un Red Bull 64 Bars, l’ingresso nel Players Club di Night Skinny e il successo del primo album ufficiale Pixel, Ele A è oggi una delle artiste più riconoscibili e apprezzate del panorama urban italiano.

Il concerto rientra nel programma di Testaccio Estate, la rassegna che anima per tutta l’estate la Città dell’Altra Economia, trasformando il quartiere romano in uno spazio dedicato alla musica dal vivo, allo spettacolo e alla cultura contemporanea. (testaccioestate.it).

ELE A – “26 SUMMER TOUR”
Giovedì 23 luglio 2026 – ore 19.00
Testaccio Estate – Città dell’Altra Economia
Largo Dino Frisullo – Roma
(testaccioestate.it)

Info e biglietti:  https://www.testaccioestate.it/

Passaggio del testimone tra Appetecchia ed Alessandri

Piglio, Nella seduta consiliare il nodo da sciogliere sulla proposta di finanziamento del gruppo di minoranza “Oltre”

Si prospetta  una seduta consiliare molto interessante quella convocata per giovedì prossimo, che tra i punti all’ordine del giorno annovera dopo le dimissioni di Carlo Appetecchia avvenute all’inizio di giugno, il conferimento della delega di Assessore a Claudio Alessandri (rispettivamente nelle foto). Infatti con l’uscita dalla Giunta dell’ex Assessore al Bilancio Carlo Appetecchia, il Sindaco Mario Felli ha nominato il consigliere Claudio Alessandri nuovo Assessore. Dall’esito delle scorse elezioni Alessandri doveva già entrare in Giunta con le sue 107 preferenze, lasciando però il posto a Lucia Ceccaroni (con 78 preferenze) nel rispetto delle quote rosa. Oltre alla surroga c’è stato anche un rimpasto di deleghe, il neo Assessore Alessandri conferma le sue deleghe alla Protezione Civile, Polizia Locale, Sicurezza e acquista dall’Assessore Franceschetti la delega della viabilità scambiando con lui quella del cimitero, il Sindaco Mario Felli detiene anche le deleghe di Appetecchia.  Durante la seduta di giovedì, il Sindaco Felli conferirà nuove deleghe ad Appetecchia. Un nuovo assetto, che lascia un po’ di perplessità, le motivazioni delle dimissioni di Appetecchia, sono molto generiche legate ad impegni professionali, ma il voler votare secondo coscienza nelle varie sedute consiliari, è un chiaro segnale della rottura con la linea del Sindaco Felli, che si è ampliata nel corso del tempo, fino ad un’inevitabile lacerazione insanabile. Altro punto interessante riguarderà la mozione presentata il mese scorso dai consiglieri di minoranza del gruppo “Oltre” Marco Camusi e Cristian Scarfagna, che impegna il Sindaco Mario Felli e la Giunta Comunale a porre in essere ogni iniziativa necessaria e opportuna finalizzata a partecipare al bando ministeriale finalizzato al recupero, alla riqualificazione e alla valorizzazione delle strutture sacre, candidando l’intervento relativo alla Chiesa della Madonna delle Rose. Unita alla mozione anche una scheda tecnica ed una relazione dettagliata degli interventi da realizzare per un importo pari ad € 430 mila. Un fatto inusuale, considerando che partecipare ai bandi e trovare finanziamenti è oggi il compito più importante di un’amministrazione comunale. Al contrario il gruppo di minoranza “Oltre”, ha mostrato la sua operatività ed attenzione per il bene del territorio, invitando l’Amministrazione Felli a non perdere un’importante occasione di finanziamento. Ora è chiaro che accettare quest’invito da parte della minoranza, rappresenta uno schiaffo morale per il Sindaco Felli e la sua maggioranza, che non hanno mai ottenuto un finanziamento di tale portata, d’altro canto non farlo significa non amare il paese, considerando il forte legame che la comunità ha per il complesso del Santuario della Madonna delle Rose. Un bell’enigma che sicuro il Sindaco Mario Felli e la sua maggioranza sapranno sbrogliare facendo la scelta giusta. Altri punti all’odg riguarderanno l’assestamento generale di Bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026.

Momonì sfila Shenzhen-Milan Lifestyle con la Spring Summer 2027

Per il secondo anno consecutivo Momonì sceglie la Shenzhen–Milan Lifestyle Week come palcoscenico internazionale per presentare la propria collezione Spring/Summer 2027, confermando il ruolo sempre più strategico del mercato cinese nel percorso di crescita del marchio italiano.

La partecipazione alla manifestazione non rappresenta soltanto un’importante vetrina commerciale, ma si inserisce in un progetto più ampio di dialogo tra Italia e Cina, in cui moda, cultura e artigianalità diventano strumenti di confronto e scambio. Shenzhen, oggi uno dei principali poli asiatici dedicati all’innovazione e all’industria creativa, offre infatti un contesto privilegiato per raccontare l’evoluzione del Made in Italy a un pubblico internazionale.

In passerella, Momonì ha presentato una collezione che pone al centro la leggerezza e la ricerca materica. Silhouette fluide, volumi morbidi e tessuti preziosi costruiscono un guardaroba essenziale ma sofisticato, nel quale la sartorialità italiana si combina con una femminilità contemporanea. Sete luminose, cromie intense e proporzioni rilassate definiscono una proposta capace di coniugare eleganza e naturalezza.

Le suggestioni orientali attraversano la collezione senza mai trasformarsi in citazioni esplicite. L’ispirazione si traduce piuttosto nella reinterpretazione delle linee del kimono, nelle maniche ampie, nelle costruzioni avvolgenti e in un equilibrio formale arricchito da richiami all’Art Déco, che conferiscono ai capi ritmo grafico e pulizia delle forme.

Tra le principali novità della stagione debutta Atelier Seta, una capsule interamente dedicata alla seta 100% stampata in Italia. Il progetto valorizza uno dei materiali simbolo dell’identità del brand attraverso stampe originali che fondono riferimenti botanici, influenze orientali, texture pittoriche e dettagli grafici contemporanei. Il risultato è una narrazione visiva in cui tradizione manifatturiera e sperimentazione convivono in modo armonioso.

Momonì_SMLW Luglio 2026

La ricerca sui materiali prosegue con chiffon, ramié, voile di cotone, jacquard e lino, mentre la costruzione sartoriale emerge nei completi ricamati, nelle camicie in popeline e nella maglieria lavorata con riflessi dorati. Gli accessori, dai bijoux scultorei ai choker in mosaico di vetro, completano la collezione con discrezione, richiamando ancora una volta l’estetica Art Déco.

La seconda partecipazione alla Shenzhen–Milan Lifestyle Week conferma la volontà di Momonì di consolidare la propria presenza in Asia e di rafforzare il dialogo con un mercato sempre più attento alla qualità, al savoir-faire e alla cultura del prodotto. Più che una semplice operazione di internazionalizzazione, quella del brand si configura come una strategia di lungo periodo che utilizza la moda come linguaggio condiviso tra tradizioni, sensibilità e visioni contemporanee.

Villa Adriana riscopre il valore del suo uliveto storico

Dopo gli anni della sperimentazione, che avevano portato alla nascita del primo olio extravergine di Villa Adriana estratto da un numero limitato di alberi, adesso, a Tivoli, è stata avviata una nuova fase dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. 

Da quest’anno, infatti, il progetto diventa strutturale e coinvolge l’intero uliveto del sito UNESCO, con quasi 3.000 alberi, con l’obiettivo di dar vita a una filiera produttiva territoriale fondata sulla collaborazione tra pubblico e privato e sulle competenze agricole locali.

L’iniziativa, voluta dal direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà, punta a valorizzare le radici agricole e paesaggistiche delle VILLÆ tiburtine, mediante un percorso che riconosca Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore quali parti di un unico patrimonio vivo, dove tutela, conoscenza e valorizzazione si intrecciano nel segno della continuità storica: luoghi di conservazione e, al contempo, di produzione culturale, cura del paesaggio e salvaguardia della biodiversità.

Per rendere stabile questo modello, l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este ha pubblicato un avviso finalizzato all’attivazione di un Partenariato Speciale Pubblico-Privato, attraverso il quale mettere definitivamente a sistema l’intero comparto produttivo delle VILLÆ.

Il bando, la cui scadenza è fissata al 14 agosto ed è consultabile sul sito web dell’Istituto, è rivolto a operatori economici, enti, fondazioni, associazioni e soggetti del Terzo Settore ed è articolato in due lotti: il primo riguarda la gestione e valorizzazione dell’uliveto storico di Villa Adriana; il secondo comprende una serie di attività legate alle produzioni tradizionali e agli ecosistemi dei siti dell’Istituto, tra cui il vigneto storico di Villa d’Este, il Giardino dei Semplici del Santuario di Ercole Vincitore, l’apicoltura e la realizzazione di un orto storico a Villa Adriana ispirato ai modelli agricoli e alle colture dell’età romana.

L’uliveto di Villa Adriana si estende tra i resti della residenza imperiale come un autentico monumento verde. Ospita quasi 3.000 olivi appartenenti a nove cultivar, alcune rare, e custodisce il celebre “Albero Bello”, un esemplare di circa seicento anni riconosciuto dagli studi genetici come unico nel panorama olivicolo italiano.

Il progetto non mira soltanto a produrre un olio extravergine di qualità, ma a valorizzare il patrimonio UNESCO attraverso la cura del paesaggio, la ricerca, la didattica e il rilancio della vocazione agricola che appartiene da sempre alla storia di questi siti.

Da queste attività potranno nascere nuove produzioni legate al territorio, come olio, miele, uva, erbe officinali e derivati naturali, con l’obiettivo di coniugare tutela del patrimonio culturale, sostenibilità ambientale e sviluppo delle filiere locali.

« Il cuore di questa iniziativa è la piena valorizzazione dell’uliveto di Villa Adriana e delle altre colture che coinvolgono i tre siti – sottolinea il Direttore Alberto Samonà – ma guarda oltre, perchè il nostro scopo è di sviluppare un modello che possa coniugare sostenibilità economica, cura del paesaggio storico e sviluppo delle filiere agricole locali. Un’occasione per fare interagire il patrimonio culturale con le tradizioni del territorio e promuovere una gestione responsabile delle sue risorse».  

San Felice Circeo. Barche, la “Rotta di Circe” conquista il mare e rilancia il Festival

Dal Porto di Ulisse il primo raduno barche ideato da Valentina Rapone ha riunito decine di imbarcazioni nell’ambito del Festival “Miti e Leggende”. Un evento che punta a diventare un appuntamento fisso per valorizzare il mare e il territorio.

Il 18 luglio il mare di San Felice Circeo si è trasformato in un grande palcoscenico naturale con il primo Raduno Barche “La Rotta di Circe”, iniziativa inserita nel programma del Festival dell’Arte “Miti e Leggende”. Decine di imbarcazioni hanno lasciato il Porto di Ulisse per una navigazione collettiva che ha unito passione per la nautica, promozione del territorio e richiamo al mito che identifica il promontorio. L’evento si è svolto in collaborazione con Pro Loco Circeo e LineOut Gallery, all’interno del cartellone del festival.

Primo piano di alcune barche o degli equipaggi sorridenti.

Il raduno rappresenta una delle iniziative che hanno arricchito un festival dedicato al dialogo tra arte, cultura e identità locale. Il Giornale del Lazio aveva già raccontato il lancio della manifestazione, evidenziando come il progetto fosse nato per trasformare il borgo e il territorio circostante in un percorso diffuso tra eventi, mostre e iniziative culturali. Oggi quella visione si è estesa anche al mare, aggiungendo una nuova esperienza capace di coinvolgere residenti, diportisti e visitatori.

L’organizzazione della manifestazione ha richiesto mesi di preparazione. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, il progetto era stato immaginato già nell’estate 2025, ma è stato rinviato per consentire una pianificazione più accurata e garantire tutti gli aspetti organizzativi e di sicurezza.

Determinante è stato il supporto della Guardia Costiera di San Felice Circeo, che ha seguito le fasi preparatorie e assicurato la scorta in mare durante il raduno, mentre la Guardia Costiera di Terracina ha emesso l’ordinanza necessaria allo svolgimento della manifestazione, permettendo lo svolgimento dell’iniziativa nel rispetto delle norme previste per la navigazione.

Ogni rotta racconta una storia, ma quel giorno tutte hanno scelto di seguire lo stesso orizzonte, nel nome del mare e della condivisione.

Le immagini della giornata raccontano un colpo d’occhio suggestivo: le barche allineate davanti al promontorio del Circeo, il litorale sullo sfondo e una lunga scia bianca sull’acqua che ha richiamato simbolicamente il viaggio di Ulisse verso la terra di Circe. Un’immagine che si è integrata perfettamente con il tema del festival dedicato ai miti e alle leggende del territorio.

Per gli organizzatori il risultato della prima edizione è andato oltre le aspettative. Convincere gli appassionati a partecipare a un evento completamente nuovo non era scontato, ma la risposta registrata durante la manifestazione viene considerata un segnale incoraggiante per il futuro.

Valentina Rapone, ideatrice della manifestazione, definisce il progetto «un’iniziativa nata dall’amore per il mare, per San Felice Circeo e dalla passione per la nautica», spiegando che l’obiettivo è creare occasioni di condivisione tra chi vive il mare, promuovendo allo stesso tempo il rispetto delle regole della navigazione e la valorizzazione del territorio.

Sempre Rapone sottolinea come, dal suo punto di vista, l’organizzazione del primo raduno nautico rappresenti un traguardo personale e l’inizio di un percorso destinato a crescere negli anni, con l’ambizione di trasformare “La Rotta di Circe” in un appuntamento stabile dell’estate circense.

Tra il blu del Tirreno e il profilo del promontorio, il primo raduno nautico ha regalato uno spettacolo capace di unire natura, turismo e identità locale.

L’iniziativa dimostra come il mare possa diventare parte integrante dell’offerta culturale del territorio. Non solo spiagge e turismo balneare, ma anche eventi capaci di raccontare il legame storico e simbolico tra il promontorio, la navigazione e il mito di Circe.

Per San Felice Circeo significa aggiungere un tassello a una strategia di valorizzazione che punta a costruire un calendario di appuntamenti in grado di attrarre visitatori durante tutta la stagione estiva, integrando cultura, arte, tradizioni e attività legate al mare.

Se il successo della prima edizione troverà conferma nelle prossime estati, “La Rotta di Circe” potrebbe diventare uno degli eventi simbolo del litorale pontino, rafforzando l’identità nautica di San Felice Circeo e offrendo nuove opportunità di promozione per il territorio.

Roma. Cadenze Letterarie: Fellini unisce cinema, psicologia e arte sul Tevere

Al CineVillage Marconi il primo appuntamento romano di Cadenze Letterarie trasforma la presentazione del saggio Fellini Metafisico in un dialogo tra letteratura, musica, arti visive e psicologia. Tra le novità della serata anche l’intervento dello storico del cinema Raffaele Riveccio.

Non una semplice presentazione di un libro, ma un incontro in cui cinema, letteratura, psicologia, musica e arte hanno dialogato davanti al pubblico del CineVillage Marconi, lungo il Tevere. Il primo appuntamento romano di Cadenze Letterarie®, ideato e condotto dallo scrittore Dino Tropea, ha confermato la vocazione multidisciplinare del format, già apprezzato a Fiumicino e ora approdato nella programmazione di Notti di Cinema a Parco Tevere Marconi.

Un ringraziamento agli organizzatori di Notti di Cinema a Parco Tevere Marconi – CineVillage Marconi, ANEC Lazio e AGIS Lazio – e al direttore dell’Arena Marconi, il regista e sceneggiatore Riccardo Ferrero, per aver accolto Cadenze Letterarie® nel cartellone dell’estate romana.

Dopo l’articolo di presentazione pubblicato nei giorni scorsi da Il Giornale del Lazio, la serata ha trasformato le attese in un confronto ricco di contenuti, mettendo al centro il saggio “Fellini Metafisico. La riconciliazione tra sogno e realtà”, pubblicato da Armando Editore e firmato da Monica Vincenzi e Luigi Casa.

Il saggio “Fellini Metafisico” di Monica Vincenzi e Luigi Casa accanto all’opera realizzata dal maestro Salvatore Fazio per Cadenze Letterarie®, protagonista del confronto tra arte e cinema.

A rendere l’incontro diverso da una tradizionale presentazione editoriale è stato il continuo intreccio tra linguaggi differenti. Le riflessioni degli autori si sono alternate alle letture, agli approfondimenti psicologici, agli interventi musicali e al dialogo con il pubblico, costruendo un percorso dedicato all’universo creativo di Federico Fellini.

Tra le novità della serata si è aggiunto anche il contributo dello storico del cinema Raffaele Riveccio, che ha dialogato con Monica Vincenzi, Luigi Casa e la psicologa clinica Sonia Buscemi sui temi del cinema felliniano. Riveccio ha definito Fellini Metafisico «un affascinante percorso tra realtà e sogno, tra Freud e Jung», evidenziando come il saggio accompagni il lettore in una lettura dell’opera del Maestro riminese attraverso le chiavi della psicologia e della psicoanalisi.

Da sinistra Ezio Natale, Dino Tropea, Maria Grazia Imbimbo, Sergio Mingrone, Sonia Buscemi, Monica Vincenzi, Luigi Casa, Raffaele Riveccio durante il dialogo dedicato all’universo creativo di Federico Fellini.
Storico del cinema Raffaele Riveccio

Uno dei momenti più apprezzati è stato quello dedicato alle letture. Lo scrittore Sergio Mingrone ha interpretato il brano dedicato a “Lo sceicco bianco”, primo film diretto interamente da Fellini, accompagnando il pubblico nella lettura simbolica dei personaggi di Ivan e Wanda, attraverso cui il saggio individua il conflitto tra appartenenza sociale e ricerca della propria identità.

Maria Grazia Imbimbo, mental coach ed europrogettista, ha invece dato voce ai passaggi dedicati agli archetipi e, nella parte finale della serata, ha letto il testo del maestro Salvatore Fazio, spiegando il significato metafisico dell’opera pittorica realizzata per Cadenze Letterarie®, nella quale libro, musica, pittura e dialogo si fondono in un’unica rappresentazione simbolica.

Sonia Buscemi: «Ivan e Wanda sono due forze che devono dialogare». Particolarmente seguito l’intervento della psicologa clinica Sonia Buscemi, che ha tradotto in un linguaggio accessibile i riferimenti junghiani contenuti nel saggio.

Buscemi ha spiegato come, attraverso il percorso analitico con Ernst Bernhard, allievo di Carl Gustav Jung, Fellini abbia imparato a dialogare con il proprio mondo interiore trasferendolo poi nel cinema, trasformando i personaggi in archetipi capaci di parlare a ogni spettatore.

Uno dei passaggi più significativi ha riguardato proprio il significato psicologico dei protagonisti de Lo sceicco bianco.

«Nel personaggio di Ivan ritroviamo il bisogno di appartenenza, mentre Wanda rappresenta la spinta all’individuazione, cioè il desiderio di diventare pienamente se stessi. Nella pratica clinica questo conflitto non è un problema da eliminare, ma una tensione da riconoscere e integrare. Sono due forze che devono imparare a dialogare.»

Secondo la psicologa, gli archetipi funzionano come immagini universali capaci di risuonare dentro ciascuno di noi.

«Possiamo immaginare la nostra psiche come un oceano: in superficie c’è ciò di cui siamo consapevoli, mentre nelle profondità esiste un patrimonio condiviso con tutta l’umanità. È lì che gli archetipi prendono forma e parlano alla nostra esperienza.»

Una riflessione che ha collegato il cinema di Fellini alla crescita personale, sottolineando come il viaggio verso Roma del regista rappresenti soprattutto un viaggio interiore, alla ricerca della propria identità.

Ad accompagnare l’incontro sono stati gli interventi musicali del chitarrista Ezio Natale, che ha aperto e chiuso la serata con alcuni assoli del proprio repertorio, trasformando la musica in un vero elemento narrativo, in sintonia con lo spirito del format.

Ezio Natale durante l’esibizione.

Grande attenzione anche per l’opera realizzata dal maestro Salvatore Fazio, concepita come rappresentazione dell’identità di Cadenze Letterarie®.

Il dipinto mette al centro il salotto culturale ideato da Dino Tropea, circondato da simboli della scrittura, della musica, della pittura e della conoscenza, mentre il confronto con il saggio Fellini Metafisico evidenzia elementi comuni come la sospensione del tempo, il dialogo tra sogno e realtà, la dimensione dell’inconscio collettivo e la ricerca dell’essenza oltre l’apparenza.

L’approdo di Cadenze Letterarie® nel cartellone di Notti di Cinema a Parco Tevere Marconi rappresenta un nuovo passo nella crescita del progetto culturale nato a Fiumicino e oggi ospitato in uno dei principali spazi dell’estate romana. Il debutto dedicato a Fellini Metafisico ha confermato la capacità del format di trasformare la presentazione di un libro in un dialogo tra letteratura, cinema, psicologia, musica e arti visive, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza culturale condivisa.

Foto di gruppo con gli autori, gli ospiti e i protagonisti del primo appuntamento romano di Cadenze Letterarie® al CineVillage Marconi.
Foto di gruppo con gli autori, gli ospiti e i protagonisti del primo appuntamento romano di Cadenze Letterarie® al CineVillage Marconi. Tra i presenti anche il direttore dell’Arena Marconi, il regista e sceneggiatore Riccardo Ferrero, visibile sulla destra con la maglietta ufficiale del CineVillage.

Anche sui social i protagonisti hanno raccontato l’emozione della serata. Monica Vincenzi ha ringraziato il pubblico definendo Fellini Metafisico «un saggio per un Maestro», mentre la psicologa Sonia Buscemi ha ricordato come l’incontro sia stato l’occasione per approfondire «l’universo di Fellini sotto una luce profonda e suggestiva», confermando il valore del confronto tra discipline diverse.

Ma il viaggio di Cadenze Letterarie® sul palco del CineVillage Marconi è appena iniziato. Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 7 agosto alle ore 19, con “Gocce di memoria”, il libro di Nadia Fabbrocino. Accanto all’autrice ci saranno le letture artistiche dell’attrice e regista Francesca Stajano Briganti, mentre il maestro Salvatore Fazio presenterà la nuova opera “I Cassetti della Memoria”. La musica sarà affidata alle Nasti Girls, Melissa e Roberta Nasti, protagoniste di un’esibizione che riporterà sul palco quel legame artistico già apprezzato dal pubblico di Io Canto Family. Ad arricchire l’incontro parteciperà inoltre Mario Savonardo, editore, scrittore e presidente federale di Terrestri.

Il ciclo si concluderà venerdì 21 agosto con la presentazione di “Lasciato Indietro”, il romanzo di Dino Tropea, insignito della Menzione Speciale Casa Sanremo Library 2025. A dare voce alle pagine sarà Alice, coprotagonista della storia interpretata dalla dott.ssa Imma Savarese, pediatra e neonatologa. Il dialogo con le arti visive proseguirà attraverso “L’Asfalto dell’Anima”, opera realizzata dal maestro Salvatore Fazio e ispirata al romanzo, mentre la colonna sonora della serata sarà affidata al chitarrista Ezio Natale e alla pianista Valentina Spagnolo, protagonisti di un’esibizione in duo con improvvisazioni sulle musiche di Ennio Morricone.

Tre appuntamenti diversi, un’unica visione: fare del libro il punto di incontro tra linguaggi, sensibilità e arti differenti. È questa la cifra distintiva di Cadenze Letterarie®, un progetto che continua a crescere e che, tappa dopo tappa, sta costruendo a Roma e nel Lazio uno spazio stabile di confronto culturale.

Un ringraziamento particolare va al pubblico che, nonostante il caldo della serata, ha partecipato con interesse al primo appuntamento romano di Cadenze Letterarie®. La presenza attenta, l’entusiasmo dimostrato per il format e per i contenuti, insieme alle fotografie condivise dai partecipanti, hanno contribuito a raccontare e documentare i momenti più significativi dell’iniziativa. Un ringraziamento speciale anche a Ugo Mangini per il prezioso supporto tecnico e per alcuni scatti fotografici che hanno arricchito il reportage della serata.

LARP da Camera 2026. Nuovi eventi a Torpignattara

Quattro esperienze immersive, quattro giovani autori under 35, un unico spazio culturale trasformato in laboratorio di immaginazione, memoria e partecipazione. È questo il cuore di “Larp da camera 2026”, progetto promosso da Eryados ETS, realizzato con il contributo della Regione Lazio, e ospitato presso Fortezza Est, spazio indipendente nel quartiere Torpignattara di Roma, dedicato alla sperimentazione teatrale e ai linguaggi contemporanei.

La rassegna propone una serie di larp da camera – esperienze di live action role playing a forte componente narrativa e relazionale – che uniscono teatro d’improvvisazione, gioco di ruolo e pratiche immersive. In questi percorsi il pubblico non assiste semplicemente a uno spettacolo, ma entra nella storia, interpreta personaggi, prende decisioni e contribuisce allo sviluppo della narrazione insieme agli altri partecipanti.

Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere nuovi linguaggi culturali accessibili, partecipativi e inclusivi, valorizzando il ruolo degli spazi di prossimità come luoghi di incontro, formazione e costruzione di comunità. Attraverso il linguaggio del larp, la rassegna affronta temi legati alla memoria storica, all’identità e alle relazioni sociali, trasformando la fruizione culturale in partecipazione attiva.

La programmazione si apre il 23 luglio con “Torrebruma Chamber Larp”, adattamento scritto da Elena Bianco dell’universo narrativo di Torrebruma, il campus immersivo dedicato a ragazzi e ragazze under 18 che ogni estate prende vita in Toscana. I partecipanti interpretano studenti di una scuola di magia contemporanea, chiamati a collaborare, costruire relazioni e affrontare misteri collettivi in un’esperienza che privilegia empatia, immaginazione e cooperazione rispetto alla competizione.

Il 24 luglio sarà la volta di “Senza Traccia”, progetto del giovane autore sino-italiano Federico Yang Maoloni, ambientato nella Cina occupata durante l’invasione giapponese. Tra intrighi politici, tensioni sociali e segreti personali, il larp conduce i partecipanti all’interno di una galleria d’arte dove la scomparsa di un dipinto diventa il punto di partenza per un’indagine sulla memoria, sull’identità culturale e sulle contraddizioni della modernità.

Il 25 luglio Miranda Angeli presenta “I need a hero…?”, larp metanarrativo che riflette sui meccanismi della narrazione e sul rapporto tra personaggi e autore. Archetipi letterari intrappolati nei propri ruoli tentano di ribellarsi alla storia che li definisce, dando vita a un’esperienza ironica e surreale che mette in discussione il concetto stesso di destino narrativo.

Chiude la rassegna, il 26 luglio, “Fiabe dalla Fine” di Chiara Avellis, esperienza poetica e intimista ambientata in uno spazio sospeso tra memoria e oblio. Riuniti attorno a una fragile fonte di luce, i partecipanti intrecciano ricordi, racconti e frammenti di fiabe perdute, costruendo insieme una riflessione condivisa sul tempo, sull’identità e sulla perdita.

Ogni appuntamento sarà accompagnato da un laboratorio introduttivo dedicato agli strumenti narrativi del live action role playing e della scrittura immersiva, offrendo ai partecipanti la possibilità di approfondire le dinamiche creative e relazionali del linguaggio larp.

“Larp da camera 2026” si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, con particolare attenzione alle nuove generazioni e a chi si avvicina per la prima volta alle pratiche immersive contemporanee. Attraverso un formato accessibile e partecipativo, il progetto intende rafforzare il dialogo tra arte, territorio e cittadinanza, valorizzando il potenziale culturale del larp come linguaggio capace di coniugare esperienza estetica, relazione e riflessione sociale.

Programma:

23 luglio – Torrebruma Chamber Larp di Elena Bianco

24 luglio – Senza Traccia di Federico Yang Maoloni

25 luglio – I need a hero…? di Miranda Angeli

26 luglio – Fiabe dalla Fine di Chiara Avellis

Tutti gli eventi si svolgeranno presso Fortezza Est

Via Francesco Laparelli, 62 – Roma

“Larp da camera 2026” è progetto di Eryados ETS, realizzato con il contributo della Regione Lazio.

Per informazioni:

www.eryados.com