Il Presidente alla cerimonia del Ventaglio ha messo i puntini sulle “i” su moltissime questioni. In particolare sul rapporto con la politica: “Il Colle รจ estraneo alla vostra dialettica”
ROMA โ โร un vero piacere accogliervi al Quirinale per questo appuntamento annuale, nato โ come tutti ben sappiamo โ alla Camera dei deputati ed esteso, con la Repubblica, al Senato. Nelle Camere i rispettivi Presidenti sono organi di garanzia, ricoperti comunque da esponenti politici. Diversa รจ la posizione del Presidente della Repubblica, estraneo alla dialettica tra le forze politiche: diverso รจ quindi il carattere di questo incontro, nato, a suo tempo, con i quirinalisti come occasione di scambio di auguri per la pausa estiva e sostituito, ventiquattro anni fa, dalla cortese consegna del Ventaglioโ. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, duranteย la cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare, prima di lanciare un lunghissimo โmonitoโ su moltissimi aspetti della vita pubblica del Paese. Come a voler mettere un punto prima delle ferie estive.Si registra una โcomplessa situazione nella vita della comunitร internazionale, attraversata da incertezze imprevedibili fino a pochi anni addietro. Incertezze che provocano disorientamento quanto alle prospettive e inducono a interrogativi sullโaffidabilitร di punti di riferimento fino a poco tempo addietro avvertiti come dotati di chiarezza e di stabilitร . Da parte di chi nutre senso di responsabilitร , si avverte lโesigenza di salvaguardare il sistema multilaterale e, al fine di restituirgli soliditร , di procedere a una sua riforma, che, ispirandosi alla realtร , lo doti di forme e di strumenti adeguati al mondo cosรฌ comโรจ oggi e non comโera tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta del secolo scorsoโ.
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COLLE IMPARZIALE
โPer quanto riguarda la vita politica interna del nostro Paese, voi tutti conoscete i limiti doverosi delle mie considerazioni. Questi limiti non rappresentano una costrizione: al contrario raffigurano una delle modalitร del dovere di assicurare al Quirinale imparzialitร ed estraneitร alla legittima dialettica, tra le parti politicheโ.
โNaturalmente mi auguro costantemente cheโ la dialettica politica โsi svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressivitร verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente. Mi auguro che le tensioni elettorali โ ancora, per la veritร , piuttosto intempestive โ non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtร delle questioniโ.
โNon mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo โ comโรจ comprensibile โ parlare di progetti legislativi che si trovano allโesame del Parlamento e che sarรฒ chiamato a esaminare laddove mi pervenganoโ.PREOCCUPATEVI DELLโASTENSIONE
โNon nascondo, doverosamente, la preoccupazione โ tante volte manifestata โ per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che, affrontando il tema elettorale, dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspettoโ.
โNon รจ mio compito progettare nรฉ esprimere giudizi su temi politici. Tra i miei compiti rientra, piuttosto, quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione, una riflessione che vada anche al di lร del momento contingenteโ.
Sono stati ricordati โalcuni argomenti del dibattito che si รจ sviluppato in questi giorni su temi politici, o per meglio dire, tra forze politiche. Io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne partecipe. Mi limito a una considerazione che mi auguro induca a riflettere. In una societร civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide lโabdicazione dello Statoโ.
VAL DI SUSA
โQuanto avvenuto โ da ultimo โ sabato in Val di Susa รจ inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non รจ accettabile alcuna esitazione nรฉ circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza รจ un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica. Vi si affianca un fenomeno piรน volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella societร e nella vita politica. Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si puรฒ sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenzaโ.
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ROGGERO
โVi sono altri aspetti della vita dellโItalia che richiedono particolare attenzione: tra questi oggi intendo richiamare il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza. Non รจ accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie allโinterno della societร , sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontร democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione. Una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto allโazione dei poteri pubblici, cioรจ comuniโ.
EUROPA PROTAGONISTA
โDa diverse parti ci si attende una spinta protagonista provenga dallโEuropa: lo ha auspicato chiaramente il Primo Ministro del Canada, Carney. Non รจ un caso che sussista questโattesa perchรฉ lโEuropa, in pochi anni, ponendo in comune impegni del presente e prospettive del futuro, รจ riuscita a trasformarsi, da continente lacerato per tanti secoli da contrasti e guerre sanguinose, nella piรน vasta area di pace e sviluppo comune. Area che non sorprende che attiri persone da ogni parte del mondo. LโUnione Europea non รจ inerte nรฉ silenziosa di fronte a quella invocazione di responsabilitร , pur tra difficoltร di ogni genere, interne e, soprattutto, di origine esternaโ.
Vorrei sottolineare come prosegua lo sviluppo di sempre piรน sempre piรน numerosi accordi di libero scambio, conclusi o in corso di negoziato, con aree vaste di diversi continenti โ dal Canada al Giappone, dallโAmerica meridionale allโIndia, di intese con diversi altri paesi o aree che li raccolgono. Accordi e intese che inducono a collaborare e a impegnarsi in comune nella reciproca convenienza. Viene in tal modo presentato un messaggio alla comunitร globale, un modello di relazioni internazionali alternativo alla pratica degli scontri commerciali o purtroppo militari, talvolta di guerra. DallโEuropa viene presentata una strada per la pace, contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del piรน forte, peraltro, come si vede, di dubbia efficaciaโ.
LA DIFESA COMUNE
โQuanto allโesigenza di unโefficace difesa comune europeaโ รจ โevidente che la sua realizzazione non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario รจ strumento per garantire la pace. Siamo di fronte a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sullโOceano Indiano, vede la guerra nel cuore dellโEuropa: per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilitร che ne derivanoโ.
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CITA IL PAPA
โLei ha ricordato le parole con cui, riguardo allโepocale fenomeno delle migrazioni, Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilitร istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile โ e condivido appieno โ la considerazione del Pontefice della insuperabile necessitร di accantonare la logica dellโemergenza โ del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio โ e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile. Lโunica in grado di evitare lโaltrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare โ vanamente โ di tacitare le coscienze di fronte a quanto avvieneโ.
LA RAI, I GIORNALISTI E LโAI
โEโ auspicabile che, nellโattesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per lโindirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisiviโ.
โIl Regolamento europeo sulla libertร dei media รจ entrato in vigore lโ8 agosto del 2025 โ un anno addietro โ dettando regole, immediatamente applicabili, che riguardano โ fra lโaltro โ le questioni della indipendenza editoriale, i contenuti delle grandi piattaforme digitali, il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico. Il ritardo, anche in Italia, per il pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi governi dellโUnione e i deputati al Parlamento Europeo, espressi dai diversi Paesi membri, appare difficilmente comprensibile. Il ruolo essenziale dellโinformazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non puรฒ incontrare ambiguitร โ.
โHo segnalato piรน volte come libertร , informazione, democrazia, siano co-essenziali. I giornalisti sono testimoni dei fatti. Quando questo compito viene impedito od ostacolato, non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensรฌ di un vulnus recato a tutti noi perchรฉ la libertร รจ un bene indivisibile. Come osserva il Rapporto della Commissione Europea sullo Stato di diritto, rivolgendosi a numerosi Paesi membri, tra cui lโItalia, va garantita โla libertร di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti’โ.
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โCloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi allโinfinito sul web, senza alcuna verifica, ancor piรน moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si puรฒ pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti?Lโinformazione non รจ clone di sรฉ stessa. Non รจ la caricatura della pecora Dollyโ. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare parlando dei rischi dellโ โutilizzo dellโIntelligenza Artificiale nella generazione delle notizieโ.
โNellโesperienza quotidiana, inoltre, iniziano ad accumularsi gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale. Anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, lโesplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertร . Eโ un compito e una responsabilitร per gli operatori dellโinformazioneโ.
I GIOVANI
โEโ comprensibile e opportuno dedicare attenzione alle modalitร e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono allโestero non per scelta ma per necessitร โ.
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