E’ stata la mano di Malagò: l’Italia ha un nuovo (vecchio) ct, Roberto Mancini

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La restaurazione dopo il tentativo di rivoluzione. Nasce la Nazionale “romana”, con Ranieri nuovo dt. Malagò: “Ho detto io no a Pirlo”

di Mario Piccirillo

ROMA – Roberto Mancini. La restaurazione dopo il tentativo di rivoluzione. L’Italia ha un nuovo (vecchio) ct: quello che portò la Nazionale a vincere gli Europei nel 2021 prima del tracollo e della palude successiva. Nasce così la Nazionale firmata Malagò, uomo solo al comando dopo i 16 giorni di Maldini-Leonardo finiti in farsa. Non Pirlo – la sedicente nouvelle vague senza curriculum, accusata di amichettismo agonistico – non Antonio Conte, l’uomo dei club di Serie A. Ha scelto il Presidente Federale, dopo troppo giorni di figuracce in delega.

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L’ufficializzazione non ancora ufficiale arriva a Consiglio Federale in corso. Le voci dall’interno trapelano come spifferi a 30 nodi, prima della fumata azzurra. “Sto parlando con Roberto Mancini perché sia lui il nuovo ct”, avrebbe comunicato al tavolo. Con lui – fonti di Sky – arriverà Claudio Ranieri come direttore tecnico. A segnare uno scarto non solo filosofico, ma anche demografico. Largo ai giovani, dicevano. La “filiera” da risistemare. Meglio un governo d’emergenza, invece, tanto del doman non v’è mai certezza.

E’ un ribaltamento del fronte del no, anche. Entrambi si erano già negati, nemmeno tantissimo tempo fa. Mancini addirittura aveva mollato di colpo, preferendo l’Arabia Saudita. Ranieri aveva rifiutato la panchina per restare alla Roma prima di farsi defenestrare da Gasperini. Eccola la firma di Malagò, la mano del Presidente. La versione pro dell’amichettismo milanese suddetto, quello del calcetto, del Circolo Aniene, dei romani che più romani di Ranieri non si può. Il baricentro è tornato nella Capitale. Il futuro torna al passato.

PARLA MALAGO’

“C’era un candidato che era stato definito e, per certi versi concordato, su indicazione del dt Maldini e coadiuvato da Leonardo – spiega Malagò in conferenza – Non approvare questa candidatura è stata una mia scelta e una valutazione di opportunità. Mi dispiace che qualcun abbia un po’ colorito questa situazione. Non ci sono altre interpretazioni di fatti verità”. 

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Io non ero affatto al corrente della collaborazione di Pirlo con Fonbet. Automaticamente, dopo la mia presa di posizione se ne è creata un’altra. Non c’è stato alcun tipo di conflitto o polemica con Maldini e Leonardo. Chiaramente dispiace per quando successo, ancor prima di cominciare. La mia posizione sul caso era forte e chiara, così come quella di Maldini. C’è stata un’assoluta e serena consensualità nel valutare che le nostre strade si separassero”.

“Il tempo stringeva e io ho ritenuto che la persona giusta come ct dovesse essere Roberto Mancini. E’ la migliore scelta possibile. Non è venuta meno la figura del direttore tecnico, da non confondere con altri ruoli. Proprio per questo abbiamo fatto approvare una modifica allo statuto che rende anche un altro soggetto possibile presidente del Club Italia. Mi serviva una persona con cui condividere la scelta del commissario tecnico in Roberto Mancini, e questa persona è Claudio Ranieri, che da pochi minuti ha sottoscritto il suo impegno”.