Home AMBIENTE Terremoto, il rischio sismico sugli edifici italiani pesa quasi 4 mld l’anno

Terremoto, il rischio sismico sugli edifici italiani pesa quasi 4 mld l’anno

0
407

Roma. Il rischio sismico sugli edifici residenziali italiani pesa quasi 4 miliardi di euro all’anno. Lombardia, Piemonte e Sicilia le regioni con il patrimonio immobiliare piรน esposto. Ecco cosa emerge dal nuovo modello di mappatura del territorio italiano che mira a integrare il rischio sismico, idrogeologico e climatico e il consumo energetico del patrimonio immobiliare italiano. L’analisi del Dipartimento Casa Italia in collaborazione con Plinivs Aps รจ stata messa a punto dal professor Giulio Zuccaro, responsabile scientifico Centro ricerche Plinius e ordinario presso l’Universitร  di Napoli, ed รจ stata presentata questa mattina in occasione della VIII Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica promossa da Fondazione Inarcassa e dai Consigli nazionali degli Ingegneri e degli Architetti.

Lo scopo della mappatura รจ quello di non sprecare l’occasione della Direttiva Green e facilitare l’accoppiamento di interventi di efficientamento energetico alle misure di prevenzione sismica per rendere il patrimonio immobiliare italiano piรน sicuro ed efficiente.

La nuova mappatura per guidare gli interventi

Per rispondere al bisogno di rendere l’investimento in prevenzione quanto piรน efficiente possibile, รจ necessario intervenire secondo una logica di prevenzione sismica programmata. Ed รจ proprio in quest’ottica che durante l’evento รจ stato presentata la nuova mappatura del rischio sismico del nostro Paese in grado di monitorare pericolositร , l’esposizione e la vulnerabilitร  degli edifici, utilizzando dati provenienti da Ingv e Istat per generare mappe di rischio su celle di territorio della grandezza di 1 km quadrato. Dall’analisi emerge che la regione con il patrimonio immobiliare residenziale maggiormente esposto รจ la Lombardia con quasi 500mila edifici in massima classe di rischio, seguito da quello del Piemonte con valori molto simili, al terzo posto la Sicilia con poco meno di 400mila edifici a rischio sismico elevato. Sicilia, Calabria e Emilia Romagna le regioni che hanno un rischio maggiore.

In sintesi, la mappatura che si ottiene permette di stimare in maniera sempre piรน puntuale il rischio costituendo una base di conoscenza finalizzata a creare una piattaforma operativa per definire con precisione obiettivi prioritari e indirizzare investimenti, anche riguardanti il Pnrr.

Foti: “Integrazione tra efficientamento energetico e prevenzione sismica, tema cruciale”

All’evento anche un messaggio del ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti: “Il tema scelto per l’edizione di quest’anno- ha detto- l’integrazione tra efficientamento energetico e prevenzione sismica, mi pare particolarmente centrato e penso di poter dire che รจ cruciale in un Paese come l’Italia a elevata vulnerabilitร . La convergenza tra sicurezza strutturale e transizione energetica non รจ soltanto una scelta tecnica, ma una strategia necessaria per indirizzare con efficacia le risorse nazionali ed europee, anche alla luce del prossimo recepimento della direttiva green’.

In questo percorso, ha proseguito il ministro, ‘in questa lunga strada, che ovviamente ci separa dal raggiungimento di obiettivi ambiziosi, il Pnrr ha rappresentato un perno essenziale. Ad oggi gli interventi finalizzati all’adeguamento o al miglioramento sismico hanno mobilitato infatti oltre 2,3 miliardi di euro su tre ambiti la sicurezza dei luoghi di culto e del patrimonio culturale, con 432 interventi per circa 400 milioni di spesa cui vanno aggiunti altri 400 milioni del fondo edifici di culto e il programma verso un ospedale sicuro e sostenibile con 91 interventi per un costo di circa 408 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 141 progetti per oltre 170 milioni di euro inseriti in misure di riqualificazione e rigenerazione urbana che contribuiscono anch’essi al miglioramento sismico”.

E ha concluso Foti: “I risultati sono giร  concreti: sono stati completati circa 209 interventi nelle scuole, 32 nei luoghi di culto e 4 negli ospedali, per un totale di 245 opere ad oggi concluse. รˆ un progresso significativo che testimonia l’impegno delle amministrazioni, dei professionisti e delle imprese coinvolte nell’attivitร . Il governo Meloni continuerร  a sostenere con convinzione politiche che uniscono prevenzione, innovazione e sostenibilitร . Sono certo che dal confronto di oggi emergeranno idee e contributi preziosi per orientare le scelte dei prossimi anni a livello nazionale e a livello europeo”.

Superbonus: solo il 40% degli interventi nelle zone sismiche piรน pericolose

La proposta vuole massimizzare il recepimento della Direttiva Green anche in un’ottica di prevenzione antisismica, evitando quanto accaduto nell’ambito dell’applicazione del Superbonus. Secondo un’analisi della Fondazione Inarcassa su dati Enea presentata durante la mattinata di lavori, infatti, negli ultimi 5 anni solo il 40% degli interventi realizzati nell’ambito del Superbonus e condotti con una detrazione al 110% delle spese, ha riguardato le zone sismiche 1 e 2, quelle cioรจ a piรน altro rischio sismico, e solo la minima parte di questi interventi ha interessato la messa in sicurezza contro i terremoti. Ma secondo un’analisi di Mauro Dolce, Presidente del Consorzio Interuniversitario ReLuis e del Comitato Tecnico Scientifico della VIII Gnps, accoppiare gli interventi antisismici a quelli di efficientamento energetico porta ad un generale risparmio di tempo e a una maggiore efficacia. Dolce, infatti, dopo aver mostrato le perdite economiche previste a livello dal modello di rischio Reluis adottato dal Dipartimento della Protezione Civile per il National Risk Assessment 2018 e 2023, ha mostrato uno studio svolto da ReLuis nel quinquennio 2019-2024, nel quale prendendo 12 edifici reali che necessitano di entrambi gli interventi l’analisi risulta che con interventi che vanno dai 200 euro fino ai 1100 euro al metroquadro รจ possibile migliorare lo stato di un edificio da 1 a 7,5 classi di rischio combinato fra sismico ed energetico.

Accoppiare efficientamento energetico e prevenzione sismica

Oggi in Italia sono 18 milioni gli edifici a uso immobiliare che necessitano di interventi antisismici urgenti, mentre 5 milioni di edifici privati e 500 mila edifici pubblici dovranno essere efficientati dal punto di vista energetico con una riduzione dei consumi del 55% entro il 2030. “L’accoppiamento di queste due esigenze รจ possibile attraverso la conoscenza il territorio” ha spiegato Andrea Di Maio, presidente della Fondazione Inarcassa. “Quello che auspichiamo รจ fare in modo che le politiche che prevedono interventi sul patrimonio edilizio, inclusa la Direttiva Green, si traducano in un reale investimento e non in uno spreco di risorse pubbliche e private- ha proseguito il presidente- e questo รจ possibile dotando il decisore pubblico di uno strumento operativo che consenta di pianificare gli interventi sul costruito secondo una logica di prioritร  di esigenze, al fine di rispondere ad esigenze combinate, ottimizzando l’utilizzo delle risorse economiche e massimizzando i benefici dell’investimento”.

L’VIII Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica

L’VIII Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, quindi, vuole sensibilizzare gli attori istituzionali, anche europei, sull’opportunitร  di declinare il recepimento della direttiva in un’ottica integrata con la riduzione del rischio sismico. L’obiettivo finale รจ fornire alla Politica strumenti che, partendo dall’analisi combinata delle due esigenze, consentano di definire a priori dove gli interventi sono necessari e come massimizzarne i risultati, per rendere gli investimenti quanto piรน efficaci e sostenibili. “Il nostro Consiglio Nazionale รจ stato il primo a promuovere l’idea che programmare nel medio e lungo periodo interventi di prevenzione e mitigazione del rischio sismico sul costruito piรน vetusto sia l’unica strada percorribile- ha affermato Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni- I dati a nostra disposizione confermano che i costi per opere di prevenzione risultano nettamente inferiori a quelli di ricostruzione’.

Tuttavia, cosรฌ ancora Perrini, ‘senza conoscere lo stato dell’arte non potremo mai programmare un quadro organico di prevenzione sismica e stabilire dove allocare in via prioritaria, per questa attivitร , le risorse pubbliche sempre piรน scarse. In questa ottica, il modello di mappatura del territorio presentato oggi rappresenta un importante passo in avanti”.

Per Massimo Crusi, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, “prevenzione sismica ed efficientamento energetico sono strettamente connesse nella riqualificazione edilizia. Serve, perรฒ, inserirle e connetterle all’interno di politiche di rigenerazione urbana che integrino la ristrutturazione degli edifici con gestione dell’ambiente, progresso tecnologico e conservazione culturale, promuovendo una visione coesa della cittร . Ciรฒ al fine di creare spazi che favoriscano la sicurezza, la felicitร  collettiva e il benessere della comunitร , rigenerando ambiti urbani, a partire dagli spazi pubblici, cuore della vita urbana, intesi come ambienti dinamici in cui ogni individuo possa vivere e prosperare in armonia con l’ambiente circostante”.

La Giornata, infine, nella sua sessione istituzionale ha visto, oltre alla partecipazione dei principali Ministri nazionali con competenza in materia di prevenzione del rischio sismico e sicurezza energetica, il coinvolgimento degli attori istituzionali della Commissione e Parlamento europei, dei referenti del Dipartimento di Protezione Civile, del Dipartimento Casa Italia, della Autoritร  e Agenzie indipendenti.