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Cala il sipario sulla XVIII edizione de “La scuola dei classici”

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Riceviamo e ripubblichiamo

Si è conclusa con la forza immortale della parola di Dante e con una delle voci più autorevoli del teatro italiano la diciottesima edizione de “La scuola dei classici”, la rassegna promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, il patrocinio del Comune di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria. La kermesse si è affermata come una delle più significative esperienze culturali costruite negli ultimi anni sul territorio calabrese. Un percorso che, tra maggio e giugno, ha trasformato il borgo in un grande laboratorio culturale diffuso, capace di unire teatro, formazione, letteratura, paesaggio, arti visive e partecipazione civile. La rassegna si è articolata tra diversi luoghi suggestivi del territorio, coinvolgendo il Teatro Comunale, il Ridotto, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e i percorsi naturalistici che abbracciano il centro storico, in un itinerario che ha valorizzato spazi scenici e patrimonio urbano.

Nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Catalano di Mendicino, con “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, Giorgio Colangeli ha attraversato i primi sei canti del Purgatorio di Dante Alighieri con una potenza interpretativa capace di restituire tutta la dimensione umana del viaggio dantesco. Accanto a lui, la chitarra di Tommaso Cuneo ha costruito un dialogo sonoro inquieto e contemporaneo, sospeso tra musica classica, blues e jazz. Le note non accompagnavano il testo: lo inseguivano, lo interrogavano, ne amplificavano le ombre e le illuminazioni. In questo spettacolo conclusivo sembrava convergere l’intero percorso della rassegna. Perché il viaggio di Dante verso la luce è stato, in fondo, lo stesso viaggio proposto al pubblico durante oltre un mese di programmazione: un attraversamento della memoria per comprendere meglio il presente, una ricerca di senso nelle grandi domande dell’esistenza- E non è un caso che proprio il celebre verso finale dell’Inferno – «E quindi uscimmo a riveder le stelle» – sia diventato il simbolo perfetto di questa esperienza. Perché “La scuola dei classici” ha invitato spettatori, artisti e cittadini a rialzare lo sguardo, a recuperare la capacità di osservare il mondo con curiosità, spirito critico e immaginazione.

Il direttore artistico Mario Massaro ha dichiarato: «Questa proposta nasce dal desiderio di offrire al pubblico un’esperienza culturale varia e accessibile, capace di unire teatro, riflessione e scoperta del territorio. L’obiettivo è stato quello di avvicinare le persone a temi importanti attraverso linguaggi diversi, mantenendo sempre un clima di condivisione e partecipazione. Ci auguriamo di ritrovarci alla prossima edizione, ancora insieme per vivere nuovi appuntamenti di cultura e spettacolo».

Sin dall’inaugurazione dell’11 maggio, il festival ha chiarito la propria vocazione. Con “Il giudizio” di Onur Uysal, il teatro d’ombre si è trasformato in una riflessione ecologica di straordinaria attualità. In scena erano gli animali a processare gli esseri umani. Un ribaltamento simbolico che ha restituito alla natura una voce troppo spesso ignorata. Attraverso un linguaggio antico e universale, fatto di sagome e controluce, lo spettacolo ha posto una delle questioni più urgenti del nostro tempo: quale relazione stiamo costruendo con il pianeta che abitiamo? Nella stessa giornata, il laboratorio “Karagöz e le Meravigliose Ombre Turche”, realizzato da Astragali Teatro ed Eufonia ETS, ha mostrato come le tradizioni popolari possano diventare strumenti di dialogo tra culture, trasformando il teatro in uno spazio di incontro e condivisione. L’obiettivo de “La scuola dei classici” consisteva nell’attivare processi culturali, generare partecipazione, costruire relazioni.

Una delle cifre più riconoscibili della kermesse è stata l’attenzione dedicata alle nuove generazioni. In un tempo in cui il pubblico più giovane viene spesso considerato destinatario passivo di contenuti semplificati, la rassegna ha scelto una strada diversa. “Le avventure di Giovannino”, interpretato da Elisa Ianni Palarchio e liberamente ispirato alla fiaba di Italo Calvino, ha restituito al racconto la sua natura più autentica: quella di un’esperienza condivisa. Il teatro ha rinunciato alle distanze tradizionali tra palco e platea. I bambini sono diventati coautori della narrazione, contribuendo a costruire il racconto attraverso intuizioni, suggerimenti e interventi spontanei. Una scelta artistica che ha recuperato l’antica tradizione orale delle storie raccontate attorno al fuoco, trasformando ogni replica in un evento unico e irripetibile. La stessa vocazione pedagogica ha caratterizzato il laboratorio di narrazione per ragazzi e numerose attività formative che hanno accompagnato l’intera manifestazione.

Altrettanto efficace è stata la capacità di riportare i classici al centro del dibattito contemporaneo. Tra i momenti più significativi si colloca la messa in scena delle “Troiane” di Euripide, diretta da Nat Filice e interpretata dagli allievi della Drama School di Cosenza. La tragedia greca è diventata uno specchio del presente. Le donne di Troia non sono apparse come figure lontane nel tempo, ma come simboli universali delle vittime di ogni guerra. Il progetto ha dimostrato come il teatro classico possa continuare a interrogare il nostro tempo, affrontando temi che restano tragicamente attuali. Lo stesso percorso di rilettura ha caratterizzato “Antigone – Il sogno della farfalla” di Donatella Venuti, in cui il mito si è trasformato in un’indagine psicologica sulla memoria, sull’identità e sulla possibilità di immaginare una società libera dal dolore. Intense le interpretazioni di Maria Milasi e Americo Melchionda sul suggestivo sfondo di Palazzo Campagna.

Da “Favoloso 2” di Antonio Filippelli al laboratorio “Costruire una storia”, fino allo spettacolo “Sulla strada per OZ” della Drama School di Cosenza, ogni proposta ha confermato la volontà della rassegna di considerare il teatro non soltanto come spettacolo da osservare, ma come esperienza da vivere. Con “Bianchi, Rossi, Gialli e Neri”, Paolo Capodacqua ha portato in scena l’eredità poetica e civile di Gianni Rodari, dimostrando come sia possibile parlare ai bambini senza rinunciare alla complessità. Le sue canzoni hanno costruito un dialogo tra generazioni, affrontando temi come la pace, il sogno, l’utopia e la responsabilità collettiva. Una lezione di pedagogia culturale che ha trovato il suo naturale proseguimento nel laboratorio “Raccontare in musica”, dedicato al rapporto tra parola e suono. La pièce teatrale “Le avventure di un pulcino nel cosmo”, una produzione di Officine Jonike Arti con drammaturgia a cura di Maria Milasi e interpretazione di Kristina Mravcova, ha trasformato il viaggio spaziale in una metafora della crescita e della scoperta. Un invito rivolto ai più piccoli a non rinunciare mai alla capacità di immaginare il futuro.

Tra i momenti più intensi dell’intera kermesse, lo spettacolo all’Anfiteatro Catalano che ha visto protagonista Debora Caprioglio in “Non fui gentile, fui Gentileschi”. Attraverso la figura di Artemisia Gentileschi, il lavoro teatrale ha affrontato uno dei temi più urgenti della contemporaneità: la violenza contro le donne. La vicenda della pittrice seicentesca si è fatta racconto universale delle donne costrette a lottare per il riconoscimento del proprio valore. Il monologo ha evitato ogni retorica, concentrandosi sulla forza straordinaria di una donna capace di trasformare il dolore in arte e l’ingiustizia in affermazione della propria identità, consegnando al pubblico un messaggio ancora oggi profondamente attuale.

Uno degli elementi più innovativi della Scuola dei Classici è stata la capacità di superare i confini tradizionali del teatro per riscoprire le bellezze del territorio, come la salita verso Monte Cocuzzo, uno dei luoghi più spettacolari e identitari della Calabria tirrenica. Qui la cultura ha cambiato passo e respiro, fondendosi con il paesaggio in un’esperienza capace di coinvolgere corpo, mente e sguardo. Il trekking a cura della guida escursionistica ambientale Francesco La Carbonara ha condotto i partecipanti lungo sentieri immersi tra pinete e faggete, in un lento avvicinamento alla vetta che si è trasformato in un percorso di scoperta del territorio e di ascolto della natura. Ad ogni passo il panorama si apriva sempre di più, fino ad abbracciare in un unico sguardo la Catena Costiera, la Valle del Crati, la Sila, il Tirreno e, nelle giornate più limpide, perfino il profilo lontano delle Eolie. Quando il sole ha iniziato a scendere dietro il mare, tingendo il cielo di sfumature cangianti, la montagna si è trasformata in un luogo sospeso tra terra e infinito. È stato allora che l’osservazione astronomica guidata da Carmelo Primiceri ha completato l’esperienza, accompagnando i presenti in un viaggio tra stelle, pianeti e costellazioni. Non un’esperienza capace di restituire il senso profondo del rapporto tra l’uomo e l’universo. Ancora una volta la conoscenza è uscita dalle aule e dai teatri per abitare il paesaggio, trasformando la montagna in una straordinaria aula a cielo aperto, dove natura, scienza e meraviglia hanno parlato la stessa lingua.

Il festival è proseguito tra riflessione e meraviglia con “Il grande viaggio – Il suono e la parola” è un intenso spettacolo scritto, diretto e interpretato da Pippo Franco. Attraverso monologhi, l’artista unisce la sua storica comicità a riflessioni profonde sull’esistenza, sull’evoluzione umana e sul significato dell’arte.

Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo sotto il profilo civile spicca “Il potere di un no”, scritto da Ludovica Costantini e interpretato da Paola Quattrini, dedicato alla vicenda di Franca Viola. La storia della giovane siciliana che rifiutò il matrimonio riparatore è diventata il simbolo di una profonda svolta culturale nel Paese, ancora oggi emblema di libertà, autodeterminazione e dignità. Lo spettacolo ha ricordato con forza come la conquista dei diritti nasca spesso da scelte individuali coraggiose, capaci di innescare cambiamenti storici e sociali.

A rendere ancora più riconoscibile l’identità della rassegna sono stati gli interventi di video mapping a cura di Gianpaolo Palumbo, Alessandro Leale e Valerio Filice che hanno accompagnato l’intero programma trasformando palazzi, piazze e architetture storiche in superfici narrative. La luce ha riscritto il borgo notte dopo notte, costruendo un dialogo continuo tra memoria e innovazione.

Quando le ultime immagini del video mapping si sono dissolte sulle facciate del borgo e l’eco della voce di Giorgio Colangeli ha lasciato spazio al silenzio, è rimasta la consapevolezza che il vero successo della rassegna non risiede soltanto negli spettacoli realizzati, ma nella comunità culturale che è riuscita a generare. Una comunità che, proprio come nei versi finali di Dante, continua a guardare verso le stelle.

Italia. Inclusione, la promessa che tutti continuano a fare

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Dalla sanità pubblica al lavoro, dalla disabilità ai servizi sociali: nella settimana dal 15 al 21 giugno cresce il numero di istituzioni, associazioni e organizzazioni che promettono inclusione e di non lasciare indietro nessuno. Dopo tre settimane di monitoraggio, la rubrica Lasciato Indietro osserva un fenomeno che attraversa l’intero Paese.

Un ringraziamento ai lettori che seguono questa rubrica. Nelle ultime settimane centinaia di persone hanno letto e condiviso gli articoli pubblicati su Il Giornale del Lazio. Un interesse che, sommato alle interazioni sui social, supera il migliaio di contatti. Per chi scrive è un segnale importante: significa che i temi dell’inclusione, delle fragilità e delle persone che rischiano di restare ai margini meritano attenzione, ascolto e approfondimento.

Non si tratta più soltanto di una formula ricorrente. E non sembra nemmeno una semplice coincidenza linguistica. Dopo le osservazioni delle settimane precedenti, emerge un elemento nuovo: la frase non viene utilizzata soltanto per descrivere una difficoltà o una fragilità, ma sempre più spesso come una promessa pubblica.

È un passaggio importante. Nei primi articoli di questa rubrica avevamo osservato come il concetto di essere “lasciati indietro” stesse diventando una preoccupazione diffusa. Successivamente abbiamo verificato che quella percezione attraversava ambiti molto diversi, dalla sanità alla scuola, dal lavoro alle trasformazioni tecnologiche. Oggi il fenomeno sembra compiere un ulteriore passo avanti. Non sono più soltanto i cittadini a temere l’esclusione. Sono le istituzioni stesse a sentire il bisogno di rassicurare che nessuno verrà escluso.

La settimana appena trascorsa offre diversi esempi. Nel dibattito sulla sanità pubblica, Anaao Assomed ha sostenuto che il Servizio sanitario nazionale sia stato “lasciato indietro” da regole, modelli organizzativi e innovazioni, chiedendo una profonda riflessione sul futuro del sistema sanitario. Al centro non c’è soltanto il tema delle risorse, ma anche quello dell’accessibilità alle cure e della capacità di garantire tutele universali in un Paese che invecchia rapidamente e che vede crescere le difficoltà di accesso ai servizi.

Nello stesso periodo, la crisi della cooperativa Realco in Emilia Romagna ha riportato al centro il tema del lavoro. Sindacati e rappresentanti dei lavoratori hanno utilizzato la stessa espressione per chiedere che nessun dipendente venga lasciato indietro durante la ricerca di soluzioni industriali e occupazionali. Ancora una volta, la formula compare come risposta a una situazione percepita come fragile.

Anche il mondo della disabilità continua a utilizzare parole simili. L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla ha richiamato la necessità di costruire una società capace di includere e valorizzare ogni persona, sottolineando che nessuno dovrebbe sentirsi escluso dalla partecipazione sociale. In questo caso il tema non riguarda soltanto i servizi, ma il riconoscimento pieno dei diritti e delle opportunità.

Lo stesso linguaggio emerge nei servizi sociali e nelle politiche territoriali. Dalla gestione dei dispositivi per i pazienti diabetici in Puglia fino ai progetti di inclusione promossi da enti locali e associazioni, il richiamo alla necessità di non lasciare indietro nessuno continua a ripresentarsi con una frequenza che merita attenzione.

Anche il mondo della scuola e della formazione offre segnali significativi. Iniziative dedicate ai giovani, all’accesso allo sport, ai percorsi educativi e alle opportunità internazionali vengono spesso presentate come strumenti per ridurre disuguaglianze e garantire pari opportunità. Cambiano i contesti, ma il messaggio rimane sorprendentemente simile.

A questo punto la domanda iniziale della rubrica si trasforma ancora una volta. Nelle prime settimane ci siamo chiesti perché tante persone avessero paura di essere lasciate indietro. Successivamente abbiamo osservato come quella paura stesse emergendo nel linguaggio pubblico. Oggi la questione sembra diventare un’altra: perché così tante organizzazioni sentono il bisogno di promettere continuamente che nessuno verrà lasciato indietro?

La risposta non è semplice e non può essere ridotta a un’unica causa. Tuttavia esistono alcuni elementi che meritano attenzione.

L’Italia del 2026 continua a vivere trasformazioni profonde. La popolazione invecchia, il lavoro cambia rapidamente, la digitalizzazione accelera, la sanità affronta nuove sfide organizzative e molte comunità locali cercano di adattarsi a equilibri economici e sociali differenti rispetto al passato. In un contesto simile, la possibilità di rimanere esclusi da servizi, opportunità o diritti viene percepita come una minaccia concreta da fasce sempre più ampie della popolazione.

Quando questa percezione cresce, cresce anche il bisogno di rassicurazione. Per questo motivo la promessa dell’inclusione sembra diventare uno dei linguaggi più utilizzati del dibattito pubblico contemporaneo.

Non riguarda una sola categoria sociale. Riguarda il paziente che teme di non trovare risposte nel sistema sanitario. Il lavoratore che osserva con preoccupazione una crisi aziendale. La persona con disabilità che chiede pari opportunità. Lo studente che affronta percorsi formativi sempre più complessi. Chi vive nelle periferie. Chi vive nei piccoli comuni. Chi teme di non riuscire a stare al passo con i cambiamenti.

Naturalmente sarebbe prematuro trasformare queste osservazioni in una conclusione definitiva. Tre settimane di monitoraggio non costituiscono una prova statistica. Rappresentano però un indicatore interessante. La stessa espressione continua a emergere in territori, settori e contesti differenti, spesso senza alcun collegamento tra loro.

È questo il senso di Lasciato Indietro: osservare il fenomeno oltre le parole e capire se ciò che emerge dalla cronaca racconti cambiamenti reali della società italiana.

Perché quando la stessa promessa riaffiora in ambiti diversi e lontani tra loro, il tema non è più la frase. Il tema sono le persone che quella frase prova a rappresentare. E il bisogno, sempre più diffuso, di non essere lasciati indietro.

Infiorate e Processione dei Ceri: le modifiche alla viabilità

Si comunicano di seguito le variazioni alla viabilità cittadina stabilite dalla Polizia Locale, per consentire lo svolgimento della Solenne Processione dei Ceri in programma domenica 28 giugno e le relative infiorate.

  • Chiusura al traffico veicolare e divieto di sosta con rimozione in via Borgo Sant’Antonio – dalle ore 12 del 27 giugno alle ore 23 del 28 giugno -, Piazza Cavour, tratto adiacente la Chiesa di San Michele Arcangelo – dalle 21 del 27 giugno alle 23 del 28 giugno -, Piazza Cavour, tratto dal bar “Botanical” all’ingresso dell’Hotel Cavour – dalle ore 6 alle ore 24 del 28 giugno -, via Porta Romana – dalle ore 00.00 del 27 giugno alle ore 24 del 28 giugno.
  • Chiusura al traffico veicolare e divieto di sosta con rimozione nelle seguenti vie e piazze, dalle ore 6 alle ore 24 del 28 giugno: Piazza Mazzini, Piazza Oberdan, via Varrone, via Cintia, Piazza Vittori, Piazza Battisti, Piazza Vittorio Emanuele II, via Roma, Ponte Romano, Piazza Cavour, via Porta Romana, Piazza della Repubblica, via Matteotti, via Borgo Sant’Antonio, Piazza Migliorini, Via Salaria – tratto dalla rotatoria di Campomoro fino a Piazza della Repubblica – , via San Francesco, Piazza San Francesco, via Garibaldi – tratto da via San Francesco fino a Porta d’Arce – , Piazza Chiesa del Suffragio, via Nuova, Via Tancredi – tratto da via Nuova fino a Piazza Oberdan.

Festa di San Giovanni, il sindaco Querqui: “Vivere Vasco, vivere la Piazza: una splendida serata”

Il sindaco di Ceccano, Andrea Querqui: “La seconda serata della Festa di San Giovanni ci ha consegnato emozioni ed energia grazie ai Vivere Vasco, una delle tribute band più apprezzate del nostro territorio. È il nostro tributo nella centrale Piazza 25 Luglio a una realtà ciociara quasi ventennale”.

La band, fondata dal chitarrista Ivano Antonucci, porta dal 2009 sui palchi di tutta Italia la passione per Vasco Rossi, collaborando nel tempo anche con alcuni storici musicisti del Blasco e conquistando migliaia di spettatori con spettacoli di alta qualità.

“Un applauso – lo rivolge il sindaco Querqui – ai frusinati Antonucci, Andrea Rasi, Andrea Rivera e Luca Gemmiti, e al ceccanese Gabriele Tanzini. Hanno fatto cantare e ballare la nostra piazza, ripercorrendo i grandi classici del rocker di Zocca e ricreando l’atmosfera coinvolgente dei suoi concerti”.

“La risposta del pubblico è stata bellissima – conclude il primo cittadino -. Una piazza piena e unita dalla musica. È esattamente lo spirito con cui abbiamo voluto costruire questa Festa di San Giovanni, valorizzando il talento ceccanese e ciociaro, dando spazio ad artisti che rappresentano con orgoglio la nostra città e la nostra provincia”.

COLLEVECCHIO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI: 15ENNE COLLOCATO IN COMUNITÀ DAI CARABINIERI

I Carabinieri della Stazione di Collevecchio hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare con collocamento in comunità, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Roma nei confronti di un giovane di 15 anni residente a Monterotondo (RM), ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento scaturisce da un controllo del territorio effettuato all’inizio del mese corrente dai militari della Stazione di Collevecchio nei pressi di uno scalo ferroviario della zona. In tale circostanza, i Carabinieri hanno sorpreso un giovane nell’atto di consumare sostanza stupefacente.

I tempestivi accertamenti investigativi hanno permesso di risalire all’identità del presunto fornitore, individuato nel quindicenne di Monterotondo. La successiva perquisizione domiciliare, eseguita d’iniziativa presso l’abitazione di quest’ultimo, ha consentito di rinvenire e sequestrare diversi quantitativi di sostanza stupefacente del tipo hashish, unitamente a materiale idoneo al taglio e al confezionamento delle dosi.

A fronte delle evidenze raccolte, il minorenne era stato inizialmente tratto in arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, sottoposto alla misura cautelare della permanenza in casa.

L’Autorità Giudiziaria minorile capitolina, valutati gli esiti dell’attività di polizia giudiziaria e la gravità delle condotte contestate, ha successivamente disposto l’inasprimento della misura, emettendo il provvedimento di collocamento in una struttura educativa ministeriale.

I Carabinieri di Collevecchio hanno provveduto a prelevare il minore e a trasferirlo presso la comunità individuata.

Cerignola (FG), ricettazione e riciclaggio di pezzi di ricambio di veicoli provento di furto: i Carabinieri eseguono un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 8 indagati.

I Carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno eseguito, nelle prime ore della mattina, un’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta di quella Procura della Repubblica, nei confronti di 8 indagati (tutti originari di Cerignola, di età compresa tra i 20 e i 53 anni, di cui 3 destinatari del carcere e 5 degli arresti domiciliari), ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio di autovetture e dei relativi pezzi di ricambio.

L’attività investigativa – avviata nel marzo 2025 in seguito al fermo di indiziato di delitto di due soggetti di nazionalità polacca, sorpresi mentre erano intenti a caricare su un furgone componenti meccaniche e di carrozzeria di auto rubate – avrebbe consentito di individuare un’associazione per delinquere, con base operativa a Cerignola (FG), specializzata nella ricettazione e nel riciclaggio di pezzi di autovetture provento di furto, attribuendo a ciascun indagato il ruolo e il compito rivestiti all’interno dell’organizzazione, che avrebbe beneficiato di specifiche professionalità e competenze (addetti allo smontaggio di veicoli rubati e al trasporto, vedette, partecipi con incarichi operativi e logistici). Le investigazioni, condotte dai Carabinieri con il coordinamento della Procura di Foggia, avrebbero, inoltre, permesso di ricostruire il modus operandi adottato degli indagati, che dopo l’approvvigionamento dei veicoli – provento di furti perpetrati in diverse aree del sud Italia – e il successivo occultamento in depositi e box – all’interno di autoparchi o in aree rurali tra Foggia e Cerignola (FG) – nella loro disponibilità, avrebbero proceduto allo smontaggio dei mezzi e alle operazioni tese ad ostacolarne l’identificazione (punzonatura, smerigliatura dei telai). Sarebbe stata, altresì, documentata la commercializzazione dei pezzi d’auto di provenienza delittuosa, sia in Italia che all’estero, attraverso canali e-commerce e rivendite – ampiamente pubblicizzati – riconducibili a due ditte di autoricambi autorizzate, entrambe con sede a Cerignola, una delle quali riferibile al capo promotore dell’associazione. Gli indagati, che si sarebbero avvalsi per le comunicazioni telefoniche di sim fittiziamente intestate a stranieri, avrebbero non solo utilizzato metodi finalizzati ad eludere l’origine della merce, trasportandola mediante furgoni a noleggio o affidandola a corrieri di una nota società di spedizione, ma avrebbero anche fatto ricorso a false fatture e conti correnti intestati a terzi per ostacolare la riconducibilità dei profitti illeciti, quantificati, nel periodo di indagine, in più di 2 milioni e mezzo di euro.

Nel provvedimento sono gli 11 episodi di ricettazione e riciclaggio, compiuti tra agosto e novembre 2025, contestati all’associazione, in relazione ai pezzi di ricambio di circa 40 veicoli rubati. 

In costanza di indagini, 2 persone sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto e 2 deferite in stato di libertà per episodi riconducibili ai reati contestati, nonché sono stati sottoposti a sequestro complessivamente più di 10.000 pezzi o parti di veicoli provento di furto.

ROMA TERMINI: SICUREZZA, DECORO E PROSSIMITÀ

CONTROLLI INTERFORZE SOTTO LA REGIA DELLA POLIZIA DI STATO. 3 ARRESTI, 2 DENUNCE, SANZIONI AMMINISTRATIVE PER 6.000 EURO.

Ancora una operazione interforze, sotto la regia della Polizia di Stato, è scesa in campo nell’area della Stazione Termini, dove sicurezza urbana e decoro si confermano i due assi portanti della strategia di “sartoria sociale” promossa dalla Questura e cucita su misura per il quartiere.

Coordinati dal Dirigente del Commissariato di P.S. Viminale, agenti della Polizia di Stato, militari della Guardia di Finanza e personale di AMA e della Sala operativa sociale del Comune di Roma hanno operato in sinergia in un’azione integrata finalizzata a coniugare il contrasto ai fenomeni di illegalità con il recupero delle condizioni di vivibilità e fruibilità degli spazi pubblici.

Il bilancio delle operazioni restituisce un numero di tre arresti -due dei quali in esecuzione di ordinanze pendenti-, 6.000 euro di sanzioni amministrative e due denunce per inottemperanza ad un ordine di allontanamento dalla zona rossa, emesso dal Prefetto di Roma.

Tra i due cittadini stranieri denunciati si annovera un giovane di origini marocchine, resosi responsabile di un furto in un negozio di pelletteria di via Gioberti. Rintracciato dagli agenti mentre minacciava il titolare, che nel frattempo lo aveva inseguito per recuperare il maltolto, l’uomo è stato arrestato per i reati di furto e minacce aggravate. Lo stesso è stato altresì denunciato per l’inottemperanza all’ordine di allontanamento pendente a suo carico.

Gli altri due arresti sono stati operati, in esecuzione di precedenti ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, nei confronti di due cittadini di origine rumena e tunisina, intercettati nel corso dei controlli e risultati gravati dalle predette misure inflittegli per reati legati alla criminalità predatoria.

Sul versante amministrativo, le operazioni si sono concluse con l’irrogazione di sanzioni amministrative pari ad un importo complessivo di 6.000 euro nei confronti dei titolari di due esercizi di somministrazione.

Gli agenti del Commissariato di P.S. Viminale, insieme ad operatori specializzati dell’ASL Roma 1, hanno infatti riscontrato irregolarità sotto il profilo della tracciabilità degli alimenti e della normativa igienico-sanitaria. Quaranta chili di prodotti alimentari, privi della documentazione necessaria per accertarne provenienza e filiera, sono stati avviati alla distruzione.

Sul fronte della sicurezza stradale, infine, sono state elevate sette sanzioni a fronte di riscontrate violazioni del Codice della Strada, che hanno determinato altresì una sospensione della patente di guida ed un sequestro amministrativo di un veicolo.

A completare il dispositivo operativo sono stati gli interventi del personale AMA, impegnato nelle attività di ripristino del decoro urbano, e degli operatori della Sala Operativa Sociale di Roma Capitale, attivati per l’assistenza alle persone senza dimora.

ROMA FURTI E RAPINE TRA STRADE, ESERCIZI COMMERCIALI ED ABITAZIONI: 9 ARRESTI DELLA POLIZIA DI STATO

Dalle tentate rapine consumate in strada ai furti costruiti sulla tecnica della distrazione, passando per tentativi di incursione in abitazione e colpi degenerati in aggressioni, la Polizia di Stato ha arrestato, in distinti interventi, nove persone.

L’episodio più significativo si è consumato in zona Esquilino, dove una semplice manovra di parcheggio è sfociata, nel giro di pochi istanti, in una escalation intimidatoria.

La vittima, mentre era a bordo della propria auto, intenta a cercare posto, sarebbe stata avvicinata da tre persone che, con fare minaccioso, le avrebbero chiesto con insistenza del denaro in cambio della sosta. Al suo rifiuto, uno di loro avrebbe estratto una lama puntandogliela contro.

La vittima sarebbe però riuscita ad allontanarsi e ad allertare l’ 1 1 2 (N.U.E.). Le informazioni raccolte sul posto dagli agenti dei Commissariati di P.S. Appio Nuovo ed Esquilino avrebbero consentito di intercettare uno dei componenti ancora nell’area parcheggio. Per il giovane, trovato in possesso della stessa lama che avrebbe estratto per minacciare la donna, sono scattate le manette per il reato di tentata rapina aggravata.

Sul fronte dei furti in strada, due distinti episodi hanno restituito il medesimo schema operativo, costruito sulla distrazione della vittima e sul contestuale intervento di un complice, incaricato di impossessarsi della refurtiva.

È accaduto in zona Celio e Primavalle.

Nel primo caso, sono finiti in manette quattro giovani di origine sudamericana, bloccati da una pattuglia del Commissariato di P.S. Romanina dopo aver derubato una coppia di turisti di uno zaino contenente, oltre ad effetti personali, anche una fotocamera dalvalore di 3000 euro. Tutti sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di furto aggravato.

Nel secondo episodio, invece, è finita in manette una donna di nazionalità bosniaca, resasi responsabile del furto di un portafogli ai danni di un anziano, consumato, con la complicità di un’altra connazionale, con la tecnica dello “schermo” del telo. Intercettatadagli agenti sulla via di fuga, è stata bloccata dopo essersi opposta agli operatori ed è ora gravemente indiziata dei reati di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

È rimasto, invece, alla fase del tentativo il colpo neutralizzato in zona Vescovio, dove gli agenti delle Volanti hanno sorpreso un uomo mentre forzava l’accesso di un appartamento con un kit da scasso. Per lui è scattato l’arresto per tentato furto aggravato in abitazione.

Sono, infine, gravemente indiziati del reato di rapina, una donna ed un uomo, resisi responsabili, in due distinti quadranti -in zona Boccea e Trevi- di furti all’interno di distinti esercizi commerciali, degenerati in aggressioni ai danni del personale addetto alla sicurezza e dipendente.

Sanità, Giuliano (UGL) su report ANAC: “Nel biennio 2024-2025 gettonisti sono costati un miliardo di euro, questa somma poteva essere impiegata in ben più nobili destinazioni”

Il Sole 24 ore ha anticipato il nuovo Rapporto dell’Anac sulla domanda del Servizio Sanitario Nazionale per la fornitura di personale medico e infermieristico che certifica come l’emergenza dei cosiddetti “gettonisti” sia ormai diventata strutturale, trasformando un rimedio nato in epoca Covid per rimpolpare i reparti in un paradossale sistema che mette in crisi i bilanci regionali e penalizza la qualità dell’assistenza ai cittadini. “I dati parlano chiaro – dice Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute – nel biennio 2024-2025 sono stati ben 1.064 i miliardi di euro utilizzati per il personale gettonista, con la spesa pubblica salita ulteriormente nel 2025 con un incremento del 15%, con i costi per il solo personale medico schizzati a 50 milioni di euro. Questo quadro non fa che confermare la gravità di una situazione che denunciamo da anni: la rincorsa a reclutare questo personale a chiamata dissangua le casse della sanità pubblica senza risolvere alla radice la carenza degli organici. Riconosciamo l’impegno del Ministro Schillaci, che sta provando a frenare l’utilizzo dei gettonisti nelle corsie, ma è arrivato il momento di dare una svolta definitiva a questo trend insostenibile. La cifra di oltre un miliardo poteva avere ben più nobili destinazioni. Non possiamo più permetterci di disperdere risorse pubbliche in esternalizzazioni; quei fondi devono essere impiegati per garantire retribuzioni adeguate ai nostri professionisti e reali prospettive di progressione di carriera, restituendo dignità e attrattività al lavoro nelle nostre strutture ospedaliere”.

NASCE AGENSALUTE.IT, DA AGGREGATORE A TESTATA GIORNALISTICA

NASCE AGENSALUTE.IT, DA AGGREGATORE A TESTATA GIORNALISTICA

Dopo oltre un anno di lavoro come aggregatore, è diventata testata giornalistica in grado di fornire news e servizi personalizzati su salute, sanità e politiche sanitarie

Roma, 23/06/2026 – AgenSalute.it si evolve, da semplice aggregatore di notizie prende forma la nuova testata giornalistica telematica dedicata ai temi della salute, della sanità, della medicina, della ricerca scientifica e del welfare sanitario. AgenSalute si propone come punto di riferimento informativo per operatori del settore, istituzioni, professionisti sanitari, aziende e cittadini interessati a un’informazione autorevole, tempestiva e costantemente aggiornata.

Nata nel novembre 2024 come solo aggregatore di notizie specializzate, AgenSalute ha conosciuto una rapida crescita nel corso del 2025, consolidando la propria presenza nel panorama dell’informazione sanitaria italiana arrivando, in pochi mesi, ad un Notiziario di oltre 80 notizie giornaliere.

Oggi AgenSalute diventa una vera e propria testata giornalistica, con una copertura quotidiana dedicata alle politiche sanitarie nazionali e regionali, all’attività del Parlamento e del Governo in ambito sanitario, alla sanità pubblica e privata, alla ricerca scientifica, all’innovazione tecnologica, al settore farmaceutico e biotech, alla medicina territoriale e ospedaliera, fino ai temi del welfare e dell’assistenza socio-sanitaria.

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La piattaforma si rivolge in particolare a professionisti della sanità, dirigenti pubblici e privati, decisori politici, enti di ricerca, aziende del comparto healthcare, associazioni di pazienti e stakeholder del settore, contribuendo a supportare i processi decisionali attraverso un’informazione verificata, accessibile e continuamente aggiornata.

Tra le principali fonti monitorate figurano aziende sanitarie territoriali, ospedali e aziende ospedaliere universitarie, istituti di ricerca e fondazioni, società scientifiche, ordini professionali, istituzioni nazionali e regionali, associazioni del Terzo Settore, sindacati, partiti e industria.

I dati confermano il forte interesse del pubblico verso un’informazione sanitaria verticale e qualificata: nell’ultimo trimestre (marzo-giugno 2026) il portale ha registrato una significativa crescita di utenti arrivati a 76.000 che hanno generato oltre 92.000 visualizzazioni. Inoltre si registrano circa 1,2 milioni di impression nelle ricerche Google e 200 mila impressioni sul feed di notizie di Google Discover.

“AgenSalute si pone l’obiettivo di costruire uno spazio informativo credibile, indipendente e altamente specializzato sui temi della salute e della sanità, in una fase storica in cui la qualità dell’informazione sanitaria rappresenta un elemento fondamentale per cittadini, istituzioni e operatori del settore”, dichiara la direzione editoriale. La testata, registrata presso il Tribunale di Roma con il n. 13/2026, è edita da FaroPress, un progetto ideato da Fabio Rollo, con Alessandro Cozza direttore responsabile.