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ROMA. QUARTICCIOLO E CENTOCELLE: DALLE PIAZZE DI SPACCIO ALย โ€œCROSS-CHECKโ€SU UNA RAPINA

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4 ARRESTI E UN FERMO DELLA POLIZIA DI STATO.

Un โ€œcross-checkโ€ sul profilo di un ventottenne tunisino, scaturito da un ordinario accompagnamento negli uffici della Polizia di Stato per lโ€™identificazione, รจ lโ€™episodio che apre lโ€™ultimo report operativo del quadrante est della Capitale.

Oltre al ventottenne, sottoposto a fermo di indiziato di delitto per una rapina impropria consumata pochi giorni prima, sono altre quattro le persone arrestate dagli agenti del V Distretto Prenestino e delle Volanti tra il Quarticciolo e Centocelle, nel corso di interventi che hanno intercettato episodi predatori e diverse declinazioni dello street dealing.
Il cittadino tunisino era stato individuato in viale Palmiro Togliatti insieme a tre connazionali, i cui movimenti avevano attirato lโ€™attenzione degli agenti, insospettiti da un continuo via vai di persone nella zona.

Uno dei componenti del gruppo รจ subito finito in manette. Alla vista delle pattuglie, avrebbe infatti tentato di allontanarsi rapidamente, disfandosi di un pacchetto di sigarette e, una volta raggiunto, spintonando gli agenti nel tentativo di sottrarsi al controllo.

Gli altri tre connazionali, sprovvisti di documenti, sono stati accompagnati negli uffici di Polizia per essere identificati. รˆ qui che, per uno di loro, un controllo di routine ha assunto una diversa prospettiva investigativa: il profilo del ventottenne ha infatti incrociato gli elementi raccolti nellโ€™ambito di unโ€™indagine giร  avviata per una rapina impropria consumata pochi giorni prima. Il โ€œcross-checkโ€ ha consentito agli investigatori di chiudere il cerchio e lโ€™uomo รจ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

Lungo la stessa direttrice operativa, gli agenti delle Volanti hanno intercettato una cessione flash nel cuore del Quarticciolo. Un ventenne romeno รจ stato visto consegnare una bustina ad un acquirente che, alla vista della pattuglia, si รจ immediatamente dileguato. Bloccato nellโ€™immediatezza, il giovane รจ stato trovato in possesso di otto involucri di cocaina e crack e di 200 euro in banconote di piccolo taglio. รˆ stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Dalla piazza alla strada, a Centocelle il punto di incontro con i clienti si spostava su quattro ruote. Gli investigatori hanno osservato il sospetto e ripetuto saliscendi di un uomo da unโ€™auto, decidendo quindi di intervenire.

Sottoposto a controllo, il conducente รจ stato trovato in possesso di un borsello nascosto negli slip, contenente 25 involucri di cocaina e crack. Allโ€™interno dellโ€™auto sono stati recuperati oltre 400 euro in contanti ed un foglio con annotazioni numeriche, ritenute riconducibili alla contabilitร  delle cessioni. Per lui sono scattate le manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Gestiva, invece, le vendite tenendo le dosi immediatamente a portata di mano lโ€™ultimo uomo intercettato dagli agenti delle Volanti. Osservato mentre effettuava alcune cessioni, รจ stato bloccato con oltre 180 involucri di cocaina e crack, distribuiti tra le tasche e persino allโ€™interno di una scarpa, oltre a denaro contante ritenuto provento dellโ€™attivitร  di spaccio.
Anche per lui sono scattate le manette.

Tutti gli arresti sono stati convalidati dallโ€™Autoritร  Giudiziaria.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

ROMA. INTERCETTATO DALLA POLIZIA DI STATO SU UN VOLO LOW COST PROVENIENTE DALLโ€™INGHILTERRA UN RAGAZZO TURCO CONDANNATO PER OMICIDIO.

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Nella banca dati dellโ€™Interpol, da circa 4 anni, a carico di un ragazzo turco, era inserita una โ€œRed noticeโ€ per finire di scontare una pena per un omicidio commesso in patria. La Polizia di Stato lo ha intercettato su un volo partito dal centro dellโ€™Inghilterra e diretto nel nostro Paese. 

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La segnalazione che su un areo partito da East Midland e diretto allโ€™aeroporto di Ciampino ci fosse un trentenne turco ricercato dalle autoritร  turche รจ arrivata dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia alla Polaria di Ciampino. I poliziotti, acquisite le notizie necessarie, hanno individuato lโ€™uomo quando era ancora a bordo del velivolo e, con le cautele del caso, lo hanno accompagnato nei loro Uffici.

Confermata lโ€™identitร  del ricercato, il ragazzo รจ stato arrestato secondo le norme di diritto interno e internazionale ed accompagnato nel carcere romano di Regina Coeli, a disposizione della Magistratura.

Le ricerche erano attive dalla fine del 2022; il ragazzo era stato condannato a 10 anni di reclusione per la morte di un uomo -avvenuta nel 2020 durante una lite nella provincia turca di Diyarbakur – e deve scontare una pena residua di quasi 6 anni.

La Firenze che sorprende: i dettagli nascosti da cercare con il naso all’insรน

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Un itinerario tra curiositร , simboli, miti e storie popolari che svelano il lato piรน insolito del capoluogo toscano

Passeggiare per Firenze significa non solo lasciarsi incantare dai monumenti e dai capolavori artistici che hanno reso la cittร  celebre in tutto il mondo, ma anche scoprire un volto piรน curioso e sorprendente. Tra aneddoti che vedono protagonisti potenti signori, artisti geniali e personaggi eccentrici, miti, leggende e dettagli nascosti, basta alzare lo sguardo per imbattersi in autentiche chicche che raccontano la storia della cittร  da una prospettiva inedita. Un viaggio tra curiositร  e segreti che rende ogni passeggiata un’esperienza ricca di fascino. Per vivere al meglio questa scoperta, il punto di partenza ideale รจ l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, affacciato sul Lungarno e situato in una posizione strategica, a pochi minuti dalle principali attrazioni del centro storico.

Firenze รจ una di quelle cittร  che non finisce mai di stupire: non solo รจ un museo a cielo aperto, ma si presenta come un vero e proprio scrigno di tesori nascosti, leggende e dettagli che conferiscono al capoluogo toscano un fascino ancora piรน misterioso. Ogni strada รจ intrisa di magia e di misteri che spesso sfuggono anche al visitatore piรน attento e curioso. Chi arriva in Piazza della Signoria, cuore politico cittadino sin dal Medioevo, va spesso troppo di fretta per dirigersi direttamente agli Uffizi e offre giusto qualche occhiata veloce o pochi momenti per immortalare scatti iconici. Ma, a prestare un poโ€™ piรน di tempo, si puรฒ andare alla scoperta di dettagli inaspettati. Sulla pietra angolare del fianco di Palazzo Vecchio si puรฒ notare un volto maschile di profilo, che secondo la tradizione popolare รจ unโ€™incisione estemporanea di Michelangelo: nota come lโ€™Importuno o lโ€™Inopportuno, รจ un piccolo profilo umano con le mani dietro la schiena scolpito su un blocco di pietra, la bugna, che rappresenta un cittadino particolarmente pressante che era solito intrattenere il grande artista con chiacchiere piuttosto futili. A destra di Palazzo Vecchio cโ€™รจ la Loggia dei Lanzi, che tra le varie opere dโ€™arte ospitate, oltre al celebre Ratto delle Sabine del Giambologna, accoglie la statua del Perseo con la testa di Medusa. La scultura in bronzo raffigura lโ€™eroe greco che ha appena decapitato la Medusa, ma nasconde un dettaglio piuttosto curioso, lโ€™autoritratto segreto del suo creatore, ovvero Benvenuto Cellini. Ad osservare con attenzione la statua da dietro, infatti, si puรฒ scorgere, tra la nuca dellโ€™eroe e lโ€™elmetto, proprio il volto del Cellini, un uomo con la barba, a dimostrazione della straordinaria abilitร  tecnica dello scultore.

Alle spalle della Fontana del Nettuno รจ invece presente una targa che proibiva di sciacquare i panni e di sporcare la fontana, pena una multa salata o addirittura la tortura issando il corpo del trasgressore con delle funi nella piazza. Sul lato nord di Piazza della Signoria, sulla facciata di Palazzo Guidacci, fa la sua bella figura la meridiana ottocentesca, un quadrante solare che indica esattamente quando il sole si trova nel punto piรน alto del cielo a Firenze, quindi a mezzogiorno, ma il tempo segnato dal sole cambia rispetto a quello dei nostri orologi a causa dei fusi orari, dellโ€™ora legale e del movimento della terra. Unโ€™altra piazza particolarmente apprezzata per la sua bellissima armonia รจ quella della Santissima Annunziata, su cui si erge la statua equestre di Ferdinando I deโ€™ Medici, opera del Giambologna e del suo allievo Pietro Tacca. Se risulta impossibile non notarla, bisogna invece porre la giusta attenzione a quello che appare alla sua base nella parte posteriore. Vi รจ infatti raffigurato uno sciame di api, perfettamente disposte in una serie di cerchi concentrici, al cui centro si trova lโ€™opera regina. Le api sono a rappresentare il popolo, i cittadini di Firenze sempre laboriosi e fedeli al sovrano, e lโ€™ape regina รจ lo stesso Granducato. Ma proprio questa particolare opera nasconde un trucco, in quanto risulta molto ma molto difficile riuscire a contare tutte le api. Stabilirne il numero esatto รจ praticamente impossibile a causa della forma del disegno che non favorisce il conteggio degli insetti. La leggende vuole che chi riesce a contarle tutte senza toccarle o indicarle sarร  baciato dalla fortuna.

La stessa statua equestre รจ protagonista di unโ€™altra storia particolarmente interessante, che parla di passione e gelosia. Ferdinando deโ€™ Medici, infatti, non incarna solo il potere politico di una delle famiglie piรน importanti del Rinascimento fiorentino, ma anche ciรฒ che รจ legato agli intrighi amorosi dellโ€™epoca. Infatti a renderlo famoso non รจ stato solo il suo ruolo di sovrano del Granducato di Toscana, ma anche la sua vita privata. Leggenda vuole che Ferdinando I, pur essendo spostato con Cristina di Lorena, avesse molte amanti, e tra queste proprio una sembra abitasse allโ€™interno del palazzo che si trova di fronte alla statua equestre. Ecco perchรฉ il Giambologna scolpรฌ la testa del sovrano in modo particolare, ovvero non dritto davanti a sรฉ a guardare verso il Duomo, ma spostata verso destra come a controllare la finestra della sua amata di turno. Questa รจ una rappresentazione piuttosto insolita di colui che simboleggiava potere e magnificenza, perchรฉ fa capire a chi guarda lo stato emotivo del sovrano qui tormentato dalla gelosia e per questo intrappolato tra i doveri politici e la passione amorosa. Per scoprire questi e molti altri segreti e particolaritร  che hanno segnato la storia di Firenze un punto di partenza ideale รจ l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, sul Lungarno a pochi metri da Ponte San Niccolรฒ e ad un chilometro da Piazza Santa Croce. Con le camere dotate dei piรน moderni comfort e servizi, con alcune che regalano vedute panoramiche sul fiume, sulle colline o sul Piazzale Michelangelo, รจ la sistemazione perfetta per concedersi momenti di relax tra una meraviglia e lโ€™altra del capoluogo toscano.

Ritorno a scuola, la pediatra: ยซPrepariamoli prima, senza trasformare settembre in una corsaยป

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Immacolata Savarese, pediatra e neonatologa, consigli per il ritorno a scuola dei bambini
La dottoressa Immacolata Savarese, pediatra e neonatologa: i suoi consigli alle famiglie per affrontare il ritorno a scuola dei bambini.

Manca meno di un mese alla ripresa della scuola. Sonno, virus, schermi, mal di pancia, stanchezza e giornate troppo piene: ne parliamo con la pediatra e neonatologa Immacolata Savarese. Per capire cosa possiamo fare giร  adesso e, soprattutto, quando c’รจ davvero qualcosa di cui preoccuparsi.

Tra qualche settimana torneranno le sveglie, la colazione da finire in fretta, gli zaini, il traffico e quella frase che in migliaia di case tornerร  identica:

ยซDai, รจ tardiยป.

Ma il ritorno a scuola comincia prima della prima campanella. Durante l’estate cambia la giornata dei bambini. Si va a letto piรน tardi, ci si sveglia piรน tardi, cambiano gli orari dei pasti e spesso aumentano anche smartphone, tablet e videogiochi. Poi arriva settembre e, nel giro di pochi giorni, chiediamo loro di tornare a svegliarsi presto, stare attenti per ore, fare i compiti, riprendere lo sport e ricominciare a vivere ogni giorno insieme a tanti altri bambini.

Come possiamo prepararli senza trasformare il rientro in una nuova fonte di stress? Ne parliamo con la dottoressa Immacolata Savarese, pediatra e neonatologa della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dellโ€™Ospedale Pediatrico Bambino Gesรน di Roma.

Dottoressa, manca ancora qualche settimana. รˆ troppo presto per cominciare a prepararli?

ยซNo. Anzi, avere ancora un po’ di tempo ci permette di evitare cambiamenti troppo bruschi. Non dobbiamo togliere ai bambini gli ultimi giorni di vacanza, ma possiamo accompagnarli gradualmente verso gli orari che ritroveranno a settembre. Se durante l’estate sono andati a letto e si sono svegliati molto piรน tardi, possiamo cominciare piano piano a recuperare una maggiore regolaritร . Senza rigiditร  e senza trasformare anche questo in un problema.ยป

Un bambino che dorme poco รจ semplicemente piรน stanco?

ยซNon sempre. La stanchezza puรฒ comparire anche come irritabilitร , nervosismo o difficoltร  a concentrarsi. Per questo il sonno non dovrebbe essere quello che resta della giornata dopo aver fatto tutto il resto. Prepariamo con grande attenzione zaino, quaderni e vestiti. Dovremmo pensare anche al ritmo con cui il bambino arriva al primo giorno.ยป

E con smartphone, tablet e videogiochi come facciamo? In estate spesso le regole saltano.

ยซNon serve demonizzare la tecnologia e neppure passare improvvisamente da tutto a niente. Bisogna recuperare gradualmente alcune regole. La domanda da farsi รจ semplice: lo schermo sta togliendo tempo al sonno, al movimento, al gioco o alla famiglia? Se la risposta รจ sรฌ, probabilmente bisogna riequilibrare la giornata. Senza far vivere al bambino il telefono o il tablet tolto come una punizione perchรฉ sta ricominciando la scuola.ยป

Poi c’รจ una paura che conoscono quasi tutti i genitori: โ€œAdesso torna a scuola e ricomincerร  ad ammalarsiโ€.

ยซTornare a vivere ogni giorno insieme ad altri bambini aumenta naturalmente le occasioni di contatto e quindi anche la possibilitร  di incontrare le comuni infezioni, soprattutto tra i piรน piccoli. Questo perรฒ non significa vivere settembre aspettando la prima febbre. Raffreddori e altri disturbi sono comuni. รˆ piรน utile imparare a distinguere ciรฒ che puรฒ essere gestito normalmente da quello che richiede invece una valutazione del pediatra.ยป

Allora le faccio la domanda che probabilmente molte mamme vorrebbero farle: quando devo preoccuparmi davvero?

ยซNon c’รจ una risposta uguale per tutti. Contano l’etร  del bambino, la sua storia e le sue condizioni. Bisogna guardarlo nel suo insieme, non fissarsi soltanto su un sintomo. Come respira? Riesce a bere? รˆ presente, reattivo? รˆ molto diverso dal solito?

Una madre e un padre conoscono il proprio figlio. Quando sentono che โ€œnon รจ luiโ€, che c’รจ qualcosa di realmente diverso, quel dubbio merita di essere ascoltato. Internet puรฒ dare informazioni generali, ma non puรฒ visitare vostro figlio.ยป

A settembre ricomincia anche la corsa a vitamine e prodotti per โ€œaumentare le difese immunitarieโ€. Servono?

ยซPrima di dare qualcosa a un bambino รจ sempre meglio parlarne con il pediatra. Dobbiamo stare attenti all’idea che esista un prodotto capace da solo di evitare le comuni infezioni. La salute passa prima di tutto da alimentazione, sonno, movimento, igiene e corretta prevenzione. Se un bambino ha bisogno di un’integrazione, deve esserci una ragione e va valutata nel suo caso specifico.ยป

E gli antibiotici?

ยซNon sono qualcosa da dare โ€œper sicurezzaโ€. Molte infezioni dei bambini sono virali e in quei casi l’antibiotico non serve. Deve essere il medico a stabilire quando รจ necessario.ยป

Poi arriva quella frase: โ€œMamma, mi fa male la panciaโ€. Se viene detta proprio prima di tornare a scuola, cosa facciamo?

ยซPrima di tutto la ascoltiamo. Non dobbiamo pensare immediatamente che il bambino sia malato, ma neppure rispondere: โ€œNon hai niente, รจ solo perchรฉ non vuoi andare a scuolaโ€.

A volte i bambini raccontano con il corpo qualcosa che non riescono ancora a spiegare con le parole. Un mal di pancia, un mal di testa o la difficoltร  ad addormentarsi possono avere tante cause. Se il problema continua, si ripete, รจ intenso o ci sono altri sintomi, va naturalmente sentito il pediatra.ยป

Quindi quel mal di pancia potrebbe raccontarci anche una paura?

ยซPuรฒ succedere. Per un bambino tornare a scuola puรฒ voler dire ritrovare gli amici e per un altro affrontare qualcosa che lo preoccupa: una classe nuova, una difficoltร , il distacco dal genitore. Non dobbiamo interrogarli continuamente. Dobbiamo far capire loro che possono raccontarci come stanno.ยป

C’รจ anche un altro problema. Finita la scuola comincia spesso una seconda giornata: compiti, calcio, danza, piscina, inglese. Non stiamo riempiendo troppo le loro giornate?

ยซLe attivitร  fanno bene quando piacciono al bambino e sono vissute serenamente. Ma anche il tempo libero serve. Un bambino non deve avere necessariamente ogni ora organizzata.

Possiamo guardarci intorno e farci domande molto semplici. Dorme abbastanza? Ha ancora tempo per giocare? Mangiamo sempre di corsa? Come arriva alla sera?

Se รจ continuamente stanco e irritabile, forse non dobbiamo chiedergli di resistere di piรน. Qualche volta siamo noi adulti a dover togliere qualcosa.ยป

Per i bambini con una malattia cronica o una particolare fragilitร  il ritorno a scuola cambia?

ยซIn questi casi le indicazioni generali non bastano. Il rientro va preparato insieme al pediatra e agli specialisti che conoscono il bambino. Bisogna controllare eventuali terapie e capire anche quali informazioni deve avere la scuola. Preparare bene queste cose riduce l’improvvisazione e aiuta anche il bambino piรน fragile a vivere la scuola prima di tutto come un luogo nel quale crescere.ยป

Lei รจ anche neonatologa. Lavorare con bambini cosรฌ piccoli cosa insegna sul rapporto tra la paura dei genitori e la crescita dei figli?

ยซChe proteggere un figlio non significa riuscire a eliminare ogni rischio dalla sua vita. Crescendo cambiano continuamente gli equilibri. Il nido, la scuola dell’infanzia e poi la scuola sono anche piccoli passi verso l’autonomia. Il genitore rimane una base sicura, ma essere una base sicura significa anche permettere piano piano al bambino di entrare nel mondo.ยป

Ultima domanda. Siamo alla sera prima del primo giorno. Zaino pronto, sveglia impostata e magari un po’ di agitazione in casa. Cosa direbbe a quella mamma o a quel papร ?

ยซChe non devono preparare un bambino perfetto per il primo giorno di scuola. Devono accompagnare il loro bambino.

Qualcuno sarร  felicissimo, qualcuno avrร  paura, qualcuno farร  fatica ad addormentarsi. Non dobbiamo trasformare ogni emozione in un problema. Prepariamo quello che possiamo, ascoltiamoli e lasciamo loro anche il tempo di ritrovare il proprio ritmo.ยป

Forse รจ proprio questo il punto. Compriamo zaini, quaderni, scarpe e diari. Organizziamo sport, trasporti e pomeriggi. Facciamo tutto quello che un genitore fa quando cerca di prendersi cura di un figlio.

Ma la mattina del primo giorno, dentro quello zaino non entra soltanto un alunno. Entra un bambino. Con il suo sonno, il suo corpo, le sue paure, la voglia di rivedere gli amici e magari quel mal di pancia che ancora non sa spiegare.

Nelle prossime settimane, allora, invece di domandargli continuamente ยซSei pronto per tornare a scuola?ยป, potremmo provare a chiedergli:

ยซCome ti senti all’idea di tornare?ยป

E avere davvero il tempo di ascoltare la risposta. Le indicazioni generali possono aiutare, ma non sostituiscono una valutazione del singolo bambino. La dottoressa Immacolata Savarese svolge attivitร  pediatrica anche in regime intramoenia presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesรน e visite pediatriche domiciliari nell’ambito del Comune di Fiumicino. Quando un dubbio continua a preoccupare un genitore, una ricerca online non puรฒ sostituire il confronto diretto con il pediatra.

Salviamo gli istituti alberghieri

Torniamo a formare professionisti, non spettatori della cucina italiana

Dal Progetto โ€™92 ai laboratori, dalla Terza Area agli ITP: รจ arrivato il momento di una riforma vera. La cucina italiana รจ patrimonio UNESCO, ma il primo luogo in cui dobbiamo difenderla e tramandarla รจ la scuola

C’รจ un paradosso che l’Italia non puรฒ piรน permettersi.

Siamo il Paese che ha fatto della cucina, dell’ospitalitร , dell’enogastronomia e dell’accoglienza alcuni dei propri piรน straordinari biglietti da visita nel mondo. Siamo la nazione nella quale migliaia di ristoratori, cuochi, pasticcieri, maรฎtre, sommelier e professionisti dell’ospitalitร  portano quotidianamente all’estero competenza, cultura e identitร .

Eppure continuiamo troppo spesso a trattare gli istituti alberghieri quasi come se fossero scuole di serie B.

รˆ una contraddizione che denuncio da anni, come docente e come direttore de La Voce della Scuola.

Oggi, perรฒ, non basta piรน denunciare.

รˆ arrivato il momento di costruire una grande battaglia nazionale per il rilancio degli istituti professionali alberghieri italiani.

E bisogna avere il coraggio di pronunciare alcune parole che per troppo tempo sono sembrate appartenere al passato: laboratori, professionalizzazione, Terza Area, rapporto con le imprese, competenze tecnico-pratiche, dignitร  degli ITP, collegamento con l’universitร .

Ripartire da ciรฒ che funzionava: la lezione del Progetto โ€™92

Non si tratta di coltivare nostalgie.

Si tratta di capire che cosa funzionava e perchรฉ funzionava.

Il Progetto โ€™92 aveva compreso un principio elementare che troppe successive riforme hanno progressivamente annacquato: un istituto professionale deve possedere una fortissima identitร  professionale.

La sperimentazione introdusse una struttura capace di mettere in relazione formazione generale, discipline d’indirizzo, stage e mondo del lavoro. Nel biennio conclusivo trovava spazio la cosiddetta Terza Area, pensata proprio per creare una connessione concreta tra istruzione professionale e realtร  produttiva.

Dobbiamo allora avere il coraggio di chiederci: perchรฉ non recuperare, aggiornandolo al presente, quello spirito?

Non significa riprodurre meccanicamente la scuola degli anni Novanta.

Significa recuperare la sua intuizione fondamentale.

Un alberghiero senza un numero adeguato di ore di laboratorio non รจ pienamente un alberghiero.

Puoi studiare perfettamente la storia della cucina, conoscere le caratteristiche organolettiche degli alimenti, imparare HACCP, marketing, diritto, economia, lingue straniere e scienza degli alimenti. Tutto necessario.

Ma arriva un momento nel quale uno studente deve prendere in mano un coltello, organizzare una brigata, preparare una salsa, conoscere una materia prima, allestire una sala, accogliere un cliente, gestire un errore durante un servizio.

Perchรฉ un mestiere si studia, ma si impara anche facendolo.

Restituire ore ai laboratori

La prima richiesta che dovrebbe partire dal mondo degli alberghieri verso il Ministero dell’Istruzione e del Merito รจ dunque chiarissima:

ripristinare e aumentare le ore di laboratorio.

Non รจ una rivendicazione corporativa.

รˆ una questione didattica.

Lo hanno ribadito anche la Federazione Italiana Cuochi e la Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri d’Italia, indicando tra le questioni centrali il sostegno ai laboratori, la formazione pratica, i tirocini e l’aggiornamento dei docenti tecnico-pratici.

E questo รจ un punto decisivo.

Perchรฉ il laboratorio costa.

Costa la materia prima. Costa mantenere efficienti cucine, sale, bar, pasticcerie e attrezzature. Costa adeguarsi alle innovazioni tecnologiche. Costa garantire sicurezza.

Ma non finanziare il laboratorio costa molto di piรน al Paese, perchรฉ significa diplomare ragazzi con minori opportunitร  di acquisire quelle competenze che le imprese chiedono loro il giorno successivo al diploma.

Gli istituti alberghieri devono quindi avere un fondo strutturale nazionale destinato ai laboratori e all’acquisto delle materie prime, senza essere costretti ogni anno a inventarsi soluzioni per consentire agli studenti di esercitarsi.

Ripristiniamo una nuova Terza Area professionalizzante

Serve poi un secondo passaggio.

Una nuova Terza Area.

Chiamiamola come vogliamo: Terza Area 4.0, area professionalizzante, alta specializzazione scolastica.

Ma restituiamo agli studenti degli ultimi anni un segmento realmente professionalizzante costruito insieme a imprese, chef, strutture ricettive, ristorazione collettiva, associazioni professionali e universitร .

Non semplice alternanza.

Non qualche settimana trascorsa in azienda per riempire moduli.

Formazione professionalizzante vera.

Ogni istituto dovrebbe poter creare specializzazioni territoriali: cucina mediterranea, pasticceria, arte bianca, cucina salutistica, banqueting, management alberghiero, turismo enogastronomico, sommellerie, mixology, ristorazione collettiva, food cost, tecnologie alimentari, sostenibilitร , comunicazione del cibo.

Il territorio deve entrare nella scuola e la scuola deve entrare nel territorio.

Il caso Miami dimostra quello che gli alberghieri possono fare

Proprio in questi giorni una storia dovrebbe far riflettere il Ministero.

Un ex studente di una scuola alberghiera dell’Appennino modenese, originario di Faenza, diventato successivamente docente di tecniche di sala e bar, ha costruito la propria esperienza imprenditoriale nella ristorazione a Miami.

E per portare negli Stati Uniti professionalitร  italiana ha fatto una cosa straordinariamente semplice: ha dato lavoro anche a suoi ex studenti.

Quei ragazzi hanno affrontato visti, trasferimento, lingua, una cultura differente e un nuovo mercato del lavoro. Alcuni stanno costruendo lรฌ il proprio percorso professionale.

Ecco cos’รจ un istituto alberghiero.

Non una scuola nella quale finiscono gli studenti che “non vogliono studiare”.

Questa rappresentazione deve essere cancellata una volta per tutte.

L’alberghiero puรฒ essere un ascensore sociale e professionale, una scuola capace di portare un ragazzo dalla cucina o dalla sala didattica di una provincia italiana a una grande esperienza internazionale.

Pacifico: Valditara apra finalmente il dossier alberghieri

La vicenda ha spinto anche il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico a rivolgersi al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo un rilancio degli istituti alberghieri.

Una richiesta che condivido.

Ma credo che dobbiamo andare persino oltre.

Non basta una campagna promozionale.

Serve un piano nazionale per gli istituti alberghieri.

Un piano che restituisca centralitร  alla didattica laboratoriale e che riconosca definitivamente che l’istruzione professionale alberghiera rappresenta un settore strategico per l’economia, il turismo, l’occupazione e l’immagine internazionale dell’Italia.

La cucina italiana รจ patrimonio UNESCO: adesso investiamo nelle scuole che la tramandano

La cucina italiana, tra sostenibilitร  e diversitร  bioculturale, รจ entrata nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanitร  dell’UNESCO.

Questa non puรฒ essere soltanto una medaglia da appuntare sul petto.

Se la cucina italiana รจ patrimonio culturale, allora gli istituti alberghieri sono tra i luoghi nei quali quel patrimonio viene trasmesso alle nuove generazioni.

E un patrimonio si tutela investendo nelle persone che devono custodirlo.

Per questo propongo un grande progetto nazionale che colleghi stabilmente istituti alberghieri, universitร  di scienze gastronomiche, facoltร  e corsi universitari del settore agroalimentare, turismo, economia, management e tecnologie alimentari.

Uno studente dell’alberghiero deve sapere che il diploma non rappresenta necessariamente la conclusione del suo percorso formativo.

Puรฒ diventare chef.

Puรฒ diventare imprenditore.

Ma puรฒ anche proseguire all’universitร , diventare ricercatore, tecnologo alimentare, manager della ristorazione, esperto di turismo enogastronomico, comunicatore del food, docente, consulente.

Dobbiamo costruire una filiera formativa dell’enogastronomia italiana, dalla scuola professionale all’alta formazione.

E finalmente riconosciamo il valore degli ITP

Poi c’รจ una questione che considero non piรน rinviabile.

Gli insegnanti tecnico-pratici.

Per anni gli ITP sono stati trattati quasi come una componente accessoria del sistema scolastico.

Ma in un istituto professionale il docente tecnico-pratico รจ una delle colonne portanti della didattica.

รˆ il professionista che trasforma la conoscenza in competenza.

รˆ colui che insegna allo studente non soltanto che cosa fare, ma come farlo.

Manualitร , organizzazione, precisione, disciplina professionale, gestione dei tempi, sicurezza, capacitร  di lavorare in squadra non si apprendono soltanto sui libri.

Passano attraverso il laboratorio.

E nel laboratorio passa la professionalitร  dell’ITP.

Per questo occorre finalmente affrontare anche la questione della piena valorizzazione giuridica ed economica degli insegnanti tecnico-pratici, fino ad affrontare seriamente il tema dell’equiparazione retributiva.

Stessa funzione docente, stessa dignitร  professionale: il riconoscimento economico non puรฒ continuare a essere considerato un tabรน.

La valorizzazione deve comprendere inoltre aggiornamento professionale continuo, esperienze nelle imprese, formazione specialistica e possibilitร  di collaborazione con universitร , associazioni e centri di alta formazione.

La Federazione Italiana Cuochi e le associazioni di categoria: costruiamo un’alleanza

Non dobbiamo partire da zero.

La Federazione Italiana Cuochi opera da anni nel campo della formazione e della valorizzazione della professionalitร . La collaborazione tra FIC e Re.Na.I.A. rappresenta una strada importante perchรฉ mette allo stesso tavolo scuola e professione.

Ed รจ esattamente questa la direzione da seguire.

FIC, Re.Na.I.A., associazioni dei maรฎtre, sommelier, pasticcieri, albergatori, ristoratori, FIPE, associazioni datoriali, sindacati, camere di commercio, universitร , ITS Academy e territori devono essere convocati dal Ministero.

Un grande tavolo nazionale sull’istruzione alberghiera italiana.

Non l’ennesimo convegno.

Non l’ennesima fotografia istituzionale.

Non l’ennesimo protocollo destinato a rimanere sulla carta.

Un tavolo con una scadenza e con un obiettivo preciso:

produrre una vera riforma degli istituti alberghieri italiani.

Otto proposte per cambiare davvero gli alberghieri

La piattaforma potrebbe partire da otto punti.

1. Aumento strutturale delle ore di laboratorio, soprattutto nel triennio.

2. Fondo nazionale permanente per laboratori e materie prime, sottratto alla precarietร  dei singoli bilanci scolastici.

3. Introduzione di una nuova Terza Area professionalizzante, costruita con imprese, professionisti e territori.

4. Rafforzamento di stage e percorsi formativi di qualitร , anche internazionali, evitando esperienze puramente formali.

5. Riconoscimento e valorizzazione giuridica ed economica degli ITP, insieme a un grande piano di aggiornamento professionale e alla discussione sull’equiparazione retributiva.

6. Collegamento strutturale tra istituti alberghieri, ITS Academy e universitร , affinchรฉ il diploma sia anche la porta verso l’alta formazione.

7. Accordi nazionali con FIC, Re.Na.I.A. e associazioni professionali e datoriali, per avvicinare realmente formazione e lavoro.

8. Un programma nazionale di promozione degli istituti alberghieri e della cultura enogastronomica italiana, anche alla luce del riconoscimento UNESCO.

Basta considerare l’alberghiero una scuola di ripiego

Ma prima ancora delle norme dobbiamo vincere una battaglia culturale.

Dobbiamo smettere di dire a un ragazzo bravo: “Tu puoi fare il liceo”.

Come se scegliere un professionale significasse avere minori capacitร .

No.

Un ragazzo eccellente deve poter scegliere un alberghiero perchรฉ vuole diventare uno dei migliori chef d’Europa, un grande maรฎtre, un manager dell’ospitalitร , un imprenditore della ristorazione o uno studioso di scienze gastronomiche.

La scuola professionale non deve essere il luogo dell’ultima scelta.

Deve tornare a essere la scuola della prima scelta professionale.

Dobbiamo restituire prestigio sociale all’istruzione professionale.

E per farlo dobbiamo smettere di pensare che cultura e lavoro siano due mondi contrapposti.

Saper fare รจ cultura.

Conoscere una materia prima รจ cultura.

Conoscere un territorio รจ cultura.

Saper raccontare un vino, organizzare un servizio, progettare un menu, conoscere la storia di un piatto e trasformare prodotti semplici in un’esperienza gastronomica รจ cultura.

La cultura professionale รจ cultura.

Una battaglia che porto avanti da anni

Come docente ho visto ragazzi trasformarsi entrando in laboratorio.

Ho visto studenti che sui banchi sembravano disinteressati diventare attentissimi davanti a una postazione di lavoro.

Ho visto capacitร  emergere quando finalmente qualcuno ha dato loro la possibilitร  di fare.

Come direttore de La Voce della Scuola, questa battaglia la seguo e la sostengo da anni.

E continueremo a farlo.

Ma oggi credo sia arrivato il momento di passare dalla denuncia alla proposta e dalla proposta alla mobilitazione culturale.

Chiediamo al ministro Giuseppe Valditara di convocare gli istituti alberghieri italiani.

Chiediamo di ascoltare dirigenti, docenti, ITP e soprattutto studenti.

Chiediamo di ascoltare FIC, Re.Na.I.A., associazioni di categoria, imprese, universitร  e professionisti.

E poi prendiamo una decisione.

Facciamo tornare gli istituti alberghieri al centro della strategia educativa, turistica, culturale ed economica dell’Italia.

Perchรฉ mentre noi discutiamo se aumentare o diminuire un’ora di laboratorio, i nostri ragazzi vengono richiesti nei ristoranti, negli alberghi e nelle strutture ricettive di tutto il mondo.

Mentre discutiamo sulla dignitร  degli ITP, sono proprio quelle competenze tecnico-pratiche a rendere riconoscibile il professionista italiano all’estero.

Mentre continuiamo a domandarci quale futuro dare agli istituti professionali, un ex docente puรฒ arrivare a costruire un’attivitร  imprenditoriale dall’altra parte dell’oceano e offrire opportunitร  ai ragazzi che ha formato.

Forse la risposta รจ giร  davanti ai nostri occhi.

L’Italia ha una delle piรน grandi tradizioni enogastronomiche del mondo. Ha scuole alberghiere, docenti, ITP, professionisti, associazioni e studenti capaci di trasformare quella tradizione in futuro.

Manca una scelta politica forte.

E allora diciamolo con chiarezza:

Ridate ore ai laboratori.

Ridate forza alla formazione professionalizzante.

Ripristinate una Terza Area moderna e realmente professionalizzante.

Ridate dignitร , carriera e riconoscimento economico agli ITP.

Collegate gli alberghieri alle universitร  e all’alta formazione.

Portate dentro le scuole i grandi professionisti e portate gli studenti nelle migliori realtร  italiane e internazionali.

E soprattutto smettiamo di considerare questi istituti come una periferia del sistema scolastico.

Perchรฉ una nazione che considera la propria cucina un patrimonio da mostrare al mondo deve avere il coraggio di considerare le scuole che formano chi quella cucina la custodirร , la interpreterร  e la porterร  nel futuro come scuole strategiche per il Paese.

La cucina italiana ha conquistato il mondo.

Adesso tocca alla scuola italiana essere all’altezza della sua cucina.

Se sei d’accordo, questa battaglia รจ anche tua

Se condividi queste proposte, non lasciare che questo editoriale resti soltanto un articolo.

Condividilo.

Fallo arrivare ai colleghi, ai docenti tecnico-pratici, ai dirigenti scolastici, agli studenti, alle famiglie, agli chef, ai professionisti dell’ospitalitร , agli imprenditori, alle associazioni di categoria, ai sindacati, alle universitร  e ai rappresentanti delle istituzioni.

Facciamo arrivare forte e chiaro un messaggio:

gli istituti alberghieri italiani devono tornare a essere una prioritร  della scuola e del Paese.

Se sei d’accordo, condividi questo editoriale e scrivi a: segreteria@vocedellascuola.it.

Raccogliamo idee, testimonianze, esperienze e adesioni.

Costruiamo insieme una proposta da portare al Ministero e alle istituzioni.

Perchรฉ dalle singole scuole puรฒ nascere qualcosa di molto piรน grande:

una mobilitazione nazionale per il rilancio dell’istruzione alberghiera italiana.

รˆ il momento di farci sentire.

Piรน laboratorio. Piรน professionalitร . Piรน dignitร  agli ITP. Piรน alta formazione. Piรน futuro per i nostri studenti.

La Voce della Scuola sarร  al loro fianco.

Editoriale del Direttore โ€“ La Voce della Scuola

Diego Palma

Lasciato Indietro: quando avere un diritto non basta per poterlo esercitare

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Lasciato Indietro, avere un diritto non basta: sanitร , lavoro, scuola e nuove disuguaglianze sociali
Lasciato Indietro โ€“ Anno I, numero 8. Quando un diritto esiste ma diventa difficile esercitarlo, nasce una nuova forma di disuguaglianza. La rubrica di informazione sociale ispirata al libro Lasciato Indietro di Dino Tropea.

Dopo una pausa naturale, la rubrica torna sulle notizie delle ultime settimane. Sanitร , disabilitร , persone senza dimora, povertร  educativa, lavoro e intelligenza artificiale sembrano mondi lontani. Osservati insieme raccontano invece la stessa distanza: quella tra avere un diritto e riuscire davvero a esercitarlo.

La rubrica Lasciato Indietro si รจ concessa una pausa naturale. Le notizie, naturalmente, non lโ€™hanno fatto. Abbiamo continuato a raccoglierle e questa volta abbiamo scelto di non recuperarle semplicemente in ordine cronologico. Averle davanti tutte insieme ci permette di fare qualcosa che la velocitร  quotidiana dellโ€™informazione rende difficile: osservare ciรฒ che rimane quando i titoli smettono di essere nuovi.

Nellโ€™ultimo articolo di questa rubrica eravamo arrivati alla comunitร . Avevamo visto emergere dalle notizie unโ€™idea precisa: non basta garantire una prestazione, bisogna accompagnare le persone. Le settimane successive sembrano portarci un passo piรน avanti. Perchรฉ anche avere un diritto non significa necessariamente riuscire a esercitarlo. Ed รจ nello spazio tra queste due condizioni che una persona puรฒ essere lasciata indietro.

Lo racconta con particolare chiarezza la vicenda del Gargano. Stato Quotidiano, nellโ€™articolo โ€œSanitร , i sindaci: โ€˜Il Gargano non deve essere lasciato indietroโ€™โ€, ha riportato la richiesta degli otto sindaci del Distretto Socio-Sanitario 53 per un rafforzamento dellโ€™emergenza-urgenza. La questione riguarda distanze, collegamenti, presidi sanitari e una popolazione che durante lโ€™estate aumenta considerevolmente. Il diritto alla salute รจ uguale per tutti; il tempo necessario per raggiungere una struttura in grado di curarti, evidentemente, puรฒ non esserlo.

รˆ un passaggio importante perchรฉ allarga il significato dellโ€™esclusione. Non vengono lasciate indietro soltanto determinate categorie di persone. Puรฒ essere lasciato indietro un territorio. E quando accade, la geografia entra nella biografia: il luogo nel quale una persona vive finisce per incidere sulla possibilitร  concreta di utilizzare un diritto formalmente universale.

Pochi giorni dopo, VareseNews ha pubblicato โ€œIn Lombardia sรฌ al medico di base per le persone senza dimora. โ€˜Servono procedure semplici e accessibiliโ€™โ€. รˆ difficile trovare un esempio piรน concreto della distanza tra proclamare un diritto e renderlo raggiungibile. Una persona senza dimora non perde il diritto alla salute perchรฉ non possiede una casa. Eppure, proprio la mancanza di una residenza stabile puรฒ trasformare procedure normali per altri cittadini in ostacoli enormi.

Cโ€™รจ qualcosa che dovremmo domandarci ogni volta che utilizziamo la parola inclusione: quanto deve conoscere il sistema una persona per riuscire a farsi aiutare dal sistema?

Moduli, procedure, requisiti, informazioni, appuntamenti, piattaforme digitali, spostamenti. Presi singolarmente possono sembrare dettagli amministrativi. Sommatisi, possono diventare una barriera. E la contraddizione รจ evidente: rischiamo di chiedere la maggiore capacitร  di orientarsi proprio a chi vive la maggiore fragilitร .

Unโ€™altra notizia porta questa riflessione dentro le famiglie. Il Corriere della Calabria ha titolato โ€œLa disabilitร  non va mai in vacanza, lโ€™assistenza domiciliare รจ un diritto, non un favoreโ€. รˆ una frase semplice, ma apre una porta su un pezzo di vita quotidiana che raramente conquista le prime pagine. Agosto arriva per tutti, ma non significa la stessa cosa per tutti. I servizi possono rallentare, gli uffici possono chiudere, le persone possono andare in ferie. Il bisogno di assistenza no.

Quando un servizio viene meno, infatti, il bisogno non scompare. Si trasferisce. Qualcuno dovrร  assorbirlo e molto spesso quel qualcuno รจ una famiglia. Dietro poche ore di assistenza possono esserci la possibilitร  di lavorare, riposare, occuparsi degli altri figli, mantenere relazioni sociali o semplicemente recuperare energie. La fragilitร  non riguarda quindi soltanto la persona assistita. Puรฒ propagarsi silenziosamente intorno a lei.

Ed รจ proprio la cura a condurci verso una delle notizie meno conosciute e forse piรน significative del periodo analizzato. Meridiano 13, con โ€œSindromul Italia: il lavoro di cura come esperienza traumaticaโ€, ha raccontato la condizione di alcune donne dellโ€™Europa orientale emigrate in Italia per lavorare nellโ€™assistenza familiare. Lโ€™espressione โ€œSindrome Italiaโ€, รจ importante precisarlo, non identifica una diagnosi riconosciuta dai manuali diagnostici. Il fenomeno raccontato, perรฒ, permette di guardare al lavoro di cura da una prospettiva che spesso dimentichiamo: quella di chi cura.

Per anni molte lavoratrici hanno sostenuto anziani e famiglie italiane mentre vivevano lontano dalle proprie famiglie. Una donna puรฒ aiutare un nostro genitore a non essere lasciato solo e, nello stesso momento, vivere la lontananza dai propri figli. Non cโ€™รจ bisogno di trasformare questa realtร  in una contrapposizione tra vittime e responsabili. Serve invece riconoscere la catena della cura e domandarsi dove finisca il suo costo umano.

รˆ forse uno dei paradossi piรน profondi incontrati in questo mese: si puรฒ trascorrere una parte della propria vita impedendo che qualcun altro venga lasciato indietro e rischiare di esserlo a propria volta.

La distanza puรฒ cominciare anche molto prima. News Istruzione ha raccontato il progetto di Seregno nel pezzo โ€œSeregno, Gamelab trasforma lo studio in un gioco contro la povertร โ€. La fonte istituzionale del Comune descrive Gamelab come un progetto rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, costruito attraverso attivitร  educative, gamification, cinema e sport, con obiettivi che comprendono inclusione, competenze e contrasto alla povertร  educativa.

Qui la domanda cambia ancora: quando cominciamo a rimanere indietro?

Forse molto prima di quando ce ne accorgiamo. Una difficoltร  scolastica non recuperata, la progressiva convinzione di โ€œnon essere portatiโ€, l’impossibilitร  economica di accedere alle stesse opportunitร  degli altri, l’isolamento dal gruppo possono produrre distanze che diventano visibili soltanto anni dopo. La povertร  educativa รจ particolarmente insidiosa perchรฉ presenta oggi un conto che spesso verrร  pagato domani.

Il lavoro racconta un meccanismo simile. Nelle settimane osservate lโ€™espressione โ€œnessuno deve essere lasciato indietroโ€ compare nelle vertenze dellโ€™ex Ilva e nella vicenda dei Tirocinanti di Inclusione Sociale calabresi. USB, nellโ€™intervento โ€œEx Ilva: la sentenza impone una scelta politica. Servono intervento pubblico e tutele straordinarie per tutti i lavoratoriโ€, utilizza quella formula parlando della trasformazione industriale. Nella vertenza dei tirocinanti calabresi, invece, CGIL e NIdiL hanno utilizzato unโ€™espressione ancora piรน significativa: โ€œlavoratori invisibiliโ€.

Sono vicende differenti e sarebbe sbagliato sovrapporle. Ma entrambe pongono un problema comune: che cosa accade alle persone mentre un sistema cambia?

Perdere o vedere minacciato il lavoro non significa soltanto perdere reddito. Il lavoro organizza il tempo, costruisce autonomia, produce appartenenza e permette di immaginare il futuro. Una lunga condizione di precarietร  puรฒ produrre qualcosa di piรน sottile della difficoltร  economica: la sensazione di essere sospesi mentre gli altri continuano ad avanzare.

Ed รจ qui che una notizia apparentemente distante dalle precedenti diventa sorprendentemente vicina. Fortune Italia, nellโ€™articolo โ€œLโ€™AI si governa. Lagarde e Gianotti rilanciano lโ€™Europaโ€, riporta una domanda posta da Fabiola Gianotti davanti alle trasformazioni prodotte dallโ€™intelligenza artificiale: come possiamo garantire che nessuno venga lasciato indietro? La risposta passa anche attraverso formazione e riqualificazione.

Questa volta stiamo parlando di persone che forse non sono ancora state lasciate indietro. Ed รจ proprio questo a rendere la questione decisiva.

Lโ€™intelligenza artificiale puรฒ aumentare produttivitร , creare opportunitร  e trasformare professioni. Ma dire semplicemente alle persone che dovranno adattarsi significa attribuire allโ€™individuo una responsabilitร  che รจ anche collettiva. Chi finanzierร  la formazione? Chi avrร  il tempo di formarsi? Chi accompagnerร  un lavoratore di cinquantโ€™anni verso competenze completamente nuove? Che cosa accadrร  a chi possiede meno istruzione, meno strumenti digitali o meno possibilitร  economiche?

Cโ€™รจ una frase invisibile che attraversa molte delle notizie di questo mese: devi riuscire a stare al passo. Deve riuscirci chi vive lontano dallโ€™ospedale. Deve riuscirci chi non ha una casa e deve orientarsi nelle procedure sanitarie. Deve riuscirci la famiglia che organizza lโ€™assistenza. Deve riuscirci il ragazzo che parte con uno svantaggio educativo. Deve riuscirci il lavoratore dentro una riconversione industriale. Dovrร  riuscirci chi vedrร  lโ€™intelligenza artificiale trasformare la propria professione.

E forse abbiamo trovato qui il punto che collega notizie cosรฌ diverse. Una societร  puรฒ riconoscere molti diritti e continuare a produrre esclusione quando, per esercitarli, chiede lo sforzo maggiore proprio a chi dispone delle minori risorse per compierlo.

Essere lasciati indietro non significa necessariamente trovare una porta chiusa. A volte la porta รจ aperta, ma รจ troppo lontana. Il servizio esiste, ma non quando serve. L’opportunitร  c’รจ, ma non possediamo gli strumenti per raggiungerla. Nessuno ci ha espulsi, eppure continuiamo a vedere aumentare la distanza dagli altri.

รˆ questo che questa rubrica prova a fare. Non ripetere ciรฒ che le singole testate hanno giร  raccontato bene, ma mettere sullo stesso tavolo notizie che il flusso quotidiano dellโ€™informazione tiene separate. Perchรฉ un articolo sul Gargano parla apparentemente di sanitร  e uno di Seregno parla di scuola. Uno racconta le badanti e un altro l’intelligenza artificiale. Ma osservati insieme possono mostrarci qualcosa che separatamente rischiamo di non vedere.

In queste settimane anche Lasciato Indietro, il libro da cui nasce questa rubrica, รจ entrato nelle notizie: AGR Online, raccontando โ€œCadenze Letterarie cresce a Roma: piรน pubblico e partecipazioneโ€, ha dedicato spazio all’evento ed alla presentazione del nostro Romanzo Lasciato Indietro. Una coincidenza che riporta questa ricerca alla sua origine: le storie di chi rischia di diventare invisibile. Scopri qui l’Opera Lasciato Indietro.

Non ci interessa sapere quante volte in un mese sia stata pronunciata la frase โ€œnessuno deve essere lasciato indietroโ€.

Ci interessa sapere chi c’รจ dietro quelle parole e, soprattutto, chi ancora non riusciamo a vedere. Perchรฉ forse il vero contrario di essere lasciati indietro non รจ essere aiutati. รˆ poter continuare a camminare insieme agli altri.

Roma. Cadenze Letterarie torna sul Tevere: serata gratuita il 21 agosto

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Locandina di Cadenze Letterarie sul Palco a Roma il 21 agosto 2026
Cadenze Letterarie sul Palco torna il 21 agosto alle 19:30 al Parco Tevere Marconi con Diego Del Cerchio nel Settimo Universo di Nicoletta Caiazzo. Letture di Francesca Stajano Briganti, musiche dal vivo con Ezio Natale e Valentina Spagnolo e arte visiva di Salvatore Fazio. Presenta Dino Tropea.

Cadenze Letterarie arriva al terzo appuntamento romano venerdรฌ 21 agosto alle 19:30: al Parco Tevere Marconi ingresso libero tra fantasy, Morricone, letture, musica e arte.

Un libro, le musiche di Ennio Morricone, letture dal vivo e arte visiva sulle rive del Tevere. Venerdรฌ 21 agosto, alle 19:30, Cadenze Letterarie torna al Parco Tevere Marconi per il terzo appuntamento della rassegna ospitata da Notti di Cinema. Lโ€™ingresso รจ libero e al centro della serata ci sarร  la saga โ€œDiego Del Cerchioโ€ di Nicoletta Caiazzo, con particolare attenzione al volume Diego Del Cerchio nel Settimo Universo.

Per chi cerca un appuntamento culturale nellโ€™ultima parte di agosto a Roma, la proposta mette insieme linguaggi differenti nello stesso spazio: letteratura, interpretazione, musica, cinema e arte visiva.

La novitร  รจ soprattutto nel modo in cui il libro verrร  portato davanti al pubblico. Non soltanto una conversazione con lโ€™autrice, ma un incontro costruito facendo dialogare la pagina scritta con altri linguaggi.

Nicoletta Caiazzo accompagnerร  il pubblico nellโ€™universo narrativo della sua saga. Al centro dellโ€™incontro ci saranno personaggi, atmosfere e suggestioni di Diego Del Cerchio nel Settimo Universo.

A trasformare alcune pagine in voce sarร  Francesca Stajano Briganti, attrice e regista, alla quale sono affidate le letture artistiche. รˆ uno degli elementi che caratterizzano la formula della rassegna: il libro resta il punto di partenza, ma la presentazione tradizionale lascia spazio a un racconto costruito anche attraverso interpretazione, immagini e suoni.

Un ruolo importante sarร  affidato alla musica. Ezio Natale alla chitarra e Valentina Spagnolo al pianoforte accompagneranno la serata attraverso un percorso dedicato alle celebri composizioni di Ennio Morricone.

Le atmosfere del Maestro del cinema italiano entreranno cosรฌ nel dialogo tra il libro e le letture, creando un collegamento naturale con la cornice di Notti di Cinema. Non un semplice accompagnamento musicale, dunque, ma uno dei linguaggi attraverso i quali verrร  costruita la serata.

Accanto alla parola e alla musica troverร  spazio anche lโ€™arte visiva, affidata al maestro Salvatore Fazio. Il suo contributo aggiungerร  il linguaggio dellโ€™immagine a un incontro che punta proprio sulla contaminazione tra differenti forme espressive.

A presentare e condurre lโ€™appuntamento sarร  Dino Tropea, ideatore e curatore di Cadenze Letterarie, con il compito di costruire il filo narrativo tra i diversi interventi.

Il percorso realizzato al Parco Tevere Marconi รจ stato possibile anche grazie allโ€™ospitalitร  dellโ€™Arena Marconi e allo spazio riservato alla rassegna allโ€™interno di Notti di Cinema. Dino Tropea e Cadenze Letterarie rivolgono un ringraziamento a Riccardo Ferrero, regista, sceneggiatore e direttore dellโ€™Arena Marconi, per lโ€™accoglienza, la disponibilitร  e il sostegno offerti alla rassegna durante questo percorso. Uno spazio che ha consentito a Cadenze Letterarie di portare sul palco, nel corso dellโ€™estate, libri e autori facendoli incontrare con musica, cinema e arte.

Al confronto prenderanno parte anche Sonia Buscemi, psicologa clinica, e Maria Grazia Imbimbo, mental coach ed europrogettista, che porteranno due prospettive sulla dimensione psicologica dellโ€™opera, sui personaggi e sulle suggestioni che attraversano il racconto. A loro si affiancherร  Sergio Mingrone, scrittore con unโ€™opera fantasy in corso di pubblicazione: il suo contributo aprirร  cosรฌ anche un confronto sul genere, sulla costruzione di mondi immaginari e sul modo in cui il fantasy puรฒ raccontare esperienze, emozioni e conflitti profondamente umani. Tre sguardi diversi che permetteranno di andare oltre la trama di Diego Del Cerchio nel Settimo Universo e di esplorare ciรฒ che una storia fantastica puรฒ dire anche della realtร .

Quello del 21 agosto arriva dopo i primi due incontri sul palco di Notti di Cinema e rappresenta il terzo capitolo del percorso estivo di Cadenze sul Tevere.

La cornice รจ quella del Parco Tevere Marconi, dove la rassegna ha trovato uno spazio per sperimentare una formula diversa dalla tradizionale presentazione letteraria. Il libro resta al centro, ma intorno alla pagina vengono costruiti collegamenti con altre discipline e con pubblici che non necessariamente arrivano allโ€™arena per assistere a un incontro con un autore.

รˆ anche questo uno degli aspetti piรน interessanti per il territorio: utilizzare uno spazio dellโ€™estate romana non soltanto come luogo di spettacolo, ma come punto dโ€™incontro tra esperienze culturali differenti.

Per Cadenze significa proseguire un percorso romano giร  raccontato dal Giornale del Lazio. Per il pubblico significa invece avere a disposizione un appuntamento culturale gratuito dopo Ferragosto, quando Roma comincia progressivamente a riprendere il proprio ritmo.

Lโ€™appuntamento รจ fissato per venerdรฌ 21 agosto 2026 alle ore 19:30, al Parco Tevere Marconi โ€“ CineVillage Roma. Lโ€™ingresso รจ libero, ma รจ possibile registrarsi attraverso Eventbrite, cosรฌ da consentire una migliore organizzazione dellโ€™accoglienza e dei posti disponibili.

Sul palco saranno quindi Nicoletta Caiazzo, Francesca Stajano Briganti, Ezio Natale, Valentina Spagnolo, Salvatore Fazio, Dino Tropea, Sonia Buscemi, Maria Grazia Imbimbo e Sergio Mingrone.

Locandina di Cadenze Letterarie sul Palco a Roma il 21 agosto 2026
Cadenze Letterarie sul Palco torna il 21 agosto alle 19:30 al Parco Tevere Marconi con Diego Del Cerchio nel Settimo Universo di Nicoletta Caiazzo. Letture di Francesca Stajano Briganti, musiche dal vivo con Ezio Natale e Valentina Spagnolo e arte visiva di Salvatore Fazio. Presenta Dino Tropea.

Dalla pagina alla voce, dalla chitarra al pianoforte, fino allโ€™immagine: Cadenze Letterarie torna sul Tevere provando ancora una volta a trasformare il libro nel punto di partenza di un incontro piรน ampio.

Per Roma e per chi resterร  in cittร  in questi giorni dโ€™agosto, la conseguenza รจ concreta: venerdรฌ sera ci sarร  un nuovo spazio culturale a ingresso libero, dove letteratura, cinema, musica e arte potranno incontrarsi sulle rive del Tevere.

Roma. Academy Miss Italia, Fioretta Mari formerร  le concorrenti

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Academy Miss Italia 2026, Fioretta Mari e Patrizia Mirigliani
Fioretta Mari con Patrizia Mirigliani in occasione della presentazione del nuovo percorso dellโ€™Academy di Miss Italia 2026.

Lโ€™Academy di Miss Italia 2026 parte dalla recitazione: Fioretta Mari sarร  la prima coach del nuovo percorso voluto da Patrizia Mirigliani. Per le concorrenti formazione oltre la passerella.

ROMA โ€“ Lโ€™Academy di Miss Italia 2026 comincia dalla recitazione e affida a Fioretta Mari la preparazione artistica delle concorrenti. Lโ€™annuncio รจ arrivato oggi, lunedรฌ 17 agosto, dallโ€™ufficio stampa del concorso. Attrice, regista e insegnante, Mari sarร  la prima coach del nuovo percorso formativo voluto dalla patron Patrizia Mirigliani per affiancare alla competizione strumenti utili a chi vuole avvicinarsi professionalmente al mondo dello spettacolo.

รˆ questo lโ€™elemento che va oltre il nome conosciuto scelto per il progetto. Lโ€™Academy punta infatti a spostare una parte dellโ€™attenzione dalla passerella alla preparazione: recitazione, studio, capacitร  di stare davanti a un pubblico e costruzione di una professionalitร .

Una direzione che interessa direttamente anche il percorso delle concorrenti provenienti dal Lazio, mentre proseguono le selezioni regionali seguite nelle ultime settimane anche dal Giornale del Lazio.

ยซPrima deve arrivare il teatro, perchรฉ tutto nasce dal teatro. In un mondo dello spettacolo che brucia tutto, bisogna durare, piรน che arrivare. Il vero artista resta per sempreยป, spiega Fioretta Mari, che porta nellโ€™Academy una lunga esperienza maturata tra teatro, cinema, televisione e insegnamento

Il messaggio rivolto alle concorrenti รจ netto: la visibilitร  puรฒ aprire una porta, ma senza preparazione difficilmente diventa una professione capace di durare.

Mari insiste infatti sulla differenza tra raggiungere rapidamente un risultato e riuscire a costruire nel tempo una carriera. In un mondo dello spettacolo che, secondo la sua lettura, tende a consumare rapidamente volti e personaggi, la preparazione diventa quindi uno strumento per non fermarsi alla prima occasione.

Una visione che modifica anche il modo di leggere il concorso: non soltanto selezione estetica e titolo finale, ma possibile punto di accesso a percorsi artistici differenti.

Per spiegare cosa significhi riconoscere una capacitร  artistica dietro una concorrente, Fioretta Mari รจ tornata su un episodio legato all’edizione 2008 di Miss Italia. La protagonista era Miriam Leone.

Mari ha ricordato che Leone era stata inizialmente esclusa e che decise di farla esibire davanti a giornalisti e fotografi interpretando una scena legata ad Anna Magnani in Roma cittร  aperta.

Secondo il racconto della nuova coach, quella prova contribuรฌ alla riammissione della concorrente, che successivamente vinse Miss Italia 2008.

รˆ un episodio raccontato oggi dalla stessa Mari e va letto come tale: una testimonianza personale utilizzata per spiegare la filosofia con cui intende affrontare il nuovo incarico.

Il percorso successivo di Miriam Leone รจ noto: dalla vittoria nel concorso ha costruito una carriera nel cinema e nella televisione. Per Miss Italia, quella storia viene oggi indicata come esempio della possibilitร  di individuare una predisposizione e darle uno spazio nel quale emergere.

Anche Patrizia Mirigliani mette l’accento sulla formazione. La patron di Miss Italia, intervenendo sui propri canali social, ha ringraziato Fioretta Mari per aver scelto di mettere esperienza e passione al servizio delle concorrenti.

Il punto centrale del progetto, nelle parole di Mirigliani, รจ trasmettere alle ragazze ยซstudio, preparazione, personalitร  e consapevolezzaยป.

Quattro elementi che delineano la direzione annunciata per lโ€™Academy. Il tentativo รจ quello di trasformare almeno una parte dell’esposizione offerta dal concorso in un’occasione per acquisire strumenti. Una differenza importante, perchรฉ essere visibili e avere una preparazione professionale non sono la stessa cosa.

La scelta della recitazione come primo tassello indica inoltre quale spazio Miss Italia intenda riservare alle competenze artistiche nell’edizione 2026.

Le Prefinali nazionali sono in programma dall’1 al 3 settembre al Palazzo dello Spettacolo di Roma. L’Academy costituisce un percorso distinto dalle Prefinali, pur rientrando nella struttura complessiva dell’edizione 2026.

Il regolamento del concorso prevede che dall’attivitร  delle Prefinali vengano individuate concorrenti destinate ad accedere all’Accademia insieme alle vincitrici dei titoli regionali aventi diritto.

L’edizione 2026 porta con sรฉ anche una ricorrenza storica. Sono trascorsi 80 anni dal 1946, anno in cui il concorso assunse il nome di Miss Italia.

In questo contesto l’introduzione di un percorso formativo assume un significato particolare. Il concorso prova a recuperare il legame storico con cinema e spettacolo, ma adattandolo a un contesto nel quale la sola esposizione mediatica non garantisce una carriera.

La presenza di Fioretta Mari rappresenta soltanto il primo tassello annunciato. Saranno quindi le prossime scelte dell’organizzazione a chiarire quali altre discipline e quali professionisti completeranno l’Academy.

Per le ragazze che arriveranno dalle selezioni territoriali, compreso il Lazio, la prospettiva annunciata cambia perรฒ giร  in parte: alla possibilitร  di concorrere per un titolo si aggiunge quella di confrontarsi con professionisti e formazione artistica.

Ed รจ probabilmente qui che si giocherร  la parte piรน interessante del nuovo progetto. Una corona fotografa un momento; studio e competenze possono invece diventare strumenti da utilizzare anche quando il concorso รจ terminato.

Chia: 17enne travolta da un barchino di migranti in fuga, arrestato dai carabinieri il presunto conducente

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Nel tardo pomeriggio di ieri, nelle acque antistanti la frequentatissima spiaggia di Su Giudeu, a Chia, una turista di appena 17 anni รจ stata travolta da un’imbarcazione a motore a pochi metri dalla battigia. La giovane, in vacanza con la famiglia, stava nuotando quando รจ avvenuto l’impatto: soccorsa dai bagnanti, ha rischiato di annegare per il forte choc e trasferita d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari.

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A travolgerla รจ stato un natante in vetroresina spinto da un motore fuoribordo da 85 cavalli, con a bordo un gruppo di migranti. Subito dopo lo scontro, l’imbarcazione ha ripreso la corsa via mare nel tentativo di far perdere le proprie tracce, puntando verso la vicina spiaggia di Tuerredda. Una volta toccata terra, i passeggeri sono sbarcati provando a dileguarsi nell’entroterra, la loro fuga รจ durata ben poco.

L’allarme diramato dalla Centrale Operativa ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri delle Stazioni di Domus de Maria, di Pula e del Nucleo Operativo di Cagliari, giร  dislocati lungo il litorale per i controlli straordinari del periodo estivo disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Cagliari come concordato in sede di Comitato Provinciale dellโ€™Ordine e Sicurezza Pubblica in Prefettura. I militari hanno rapidamente presidiato le principali vie d’approdo, rintracciando e fermando l’intero gruppo: 14 uomini adulti di nazionalitร  algerina, privi di documenti ma, apparentemente, in buone condizioni di salute.

Le indagini, avviate nellโ€™immediatezza dei fatti, dai Carabinieri con la collaborazione del personale della Squadra Mobile della Questura, sotto la regia della Procura della Repubblica di Cagliari, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di identificare l’uomo che si presume fosse al timone: un 28enne algerino. Il giovane, al termine degli accertamenti di rito รจ stato tratto in arresto con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni personali gravissime, e successivamente condotto nel carcere di Uta. Per l’indagato, la cui posizione resta al vaglio nella fase delle indagini preliminari, vige la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

L’intervento si inserisce nel quadro delle costanti attivitร  di prevenzione e controllo del territorio svolte quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri, con particolare attenzione alla sicurezza ed alla tutela dellโ€™incolumitร  pubblica.

Borgorose (RI): accertato un illecito smaltimento di rifiuti

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Nellโ€™ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Borgorose (RI) hanno accertato una serie di gravi illeciti ambientali legati ai lavori di adeguamento della viabilitร  e realizzazione di un parcheggio/area di sosta a servizio dellโ€™Agglomerato Industriale di Borgorose (RI), unโ€™opera finanziata con i fondi per lo sviluppo e la coesione.

Dalle verifiche effettuate in cantiere, anche in collaborazione con i tecnici di ARPA Lazio, รจ emerso che parte della pavimentazione dellโ€™area, pari a un volume stimato di circa 2.800 mc di breccia e materiale inerte, รจ stata realizzata utilizzando terre e rocce da scavo del tutto prive della documentazione attestante la provenienza e la caratterizzazione.

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Non sussistendo i requisiti di legge previsti dal D.Lgs. 152/2006 per lโ€™esclusione dalla disciplina dei rifiuti, il materiale impiegato รจ stato qualificato a tutti gli effetti come rifiuto speciale. Di conseguenza, lโ€™attivitร  di spianamento e livellamento รจ stata contestata come smaltimento illecito di rifiuti per violazione dellโ€™art. 256 del suddetto Decreto Legislativo. ย ย ย ย ย ย ย ย 

รˆ obbligo rilevare che gli indagati, allo stato attuale, risultano essere solamente indiziati di delitto e la loro posizione sarร  definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo lโ€™emissione di una sentenza passata in giudicato, gli stessi saranno, eventualmente, riconosciuti colpevoli, in maniera definitiva, del reato ascrittogli.

Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย 

Poichรฉ la condotta illecita non ha cagionato danno o pericolo concreto o attuale alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche, i Carabinieri Forestali hanno notificato agli indagati un verbale di prescrizioni (ex art. 318-ter D.Lgs. 152/06) finalizzato alla caratterizzazione, rimozione e corretto avviamento a recupero o smaltimento dei rifiuti impiegati che, se adempiuto nel termine stabilito, ammetterร  i contravventori al pagamento di un importo di Euro 6.500,00, ai fini dellโ€™estinzione del reato.

I Carabinieri Forestali hanno documentato che una parte consistente del materiale proveniva in realtร  da uno scavo effettuato in un terreno situato a circa tre chilometri dal cantiere. Gli accertamenti paralleli svolti sul fondo hanno evidenziato che la quantitร  di inerte prelevato e quello utilizzato per la pavimentazione del cantiere sono simili e compatibili.

Poichรฉ lโ€™imponente attivitร  di scavo configura a tutti gli effetti una coltivazione abusiva di cava, sono stati predisposti due verbali di contestazione che saranno trasmessi al Comune di Borgorose per lโ€™irrogazione della relativa sanzione amministrativa, prevista dalla Legge Regionale Lazio n. 17/2004, il cui importo varia da un minimo di 35.000 euro a un massimo di 350.000 euro.

I Carabinieri Forestali proseguono nelle loro attivitร  di prevenzione e repressione dei reati a danno dellโ€™ecosistema e del territorio, anche sensibilizzando cittadini e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia di edilizia ed urbanistica. Nel contempo incoraggiano chiunque โ€“ anche attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 โ€“ a segnalare alle Autoritร  eventuali comportamenti presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse naturalistico-ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.