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Giampiero Pastina: «I nostri limiti sono soltanto confini che non abbiamo ancora avuto il coraggio di attraversare»

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I nostri limiti sono soltanto confini che non abbiamo ancora avuto il coraggio di attraversare

1. Come nasce la tua passione per la Spartan Race e cosa ti ha spinto a diventare Spartan Brand Ambassador?

La mia storia con la Spartan nasce in un momento particolare della mia vita: dopo un brutto incidente domestico, con un lungo periodo di convalescenza e inattività, ho sentito il bisogno di rimettermi alla prova, di capire fino a dove potessi spingermi e, soprattutto, di trasformare qualcosa di difficile in una nuova occasione per me stesso.

La mia prima Spartan è stata quella di Orte del 2019. Ricordo ancora nitidamente quelle sensazioni: la fatica, il fango, gli ostacoli, ma soprattutto quel brivido incredibile di arrivare al traguardo sapendo di aver superato qualcosa che, fino a poco prima, non sapevo nemmeno se sarei stato capace di affrontare. Da allora tutto questo è diventato molto di più di un agone sportivo. È diventato una parte del mio percorso personale quotidiano.

Diventare Brand Ambassador anni dopo è stato un passo naturale: per me significa condividere questo percorso e cercare di trasmettere agli altri ciò che la Spartan ha insegnato a me, e cioè che non sempre possiamo scegliere gli ostacoli che la vita ci mette davanti, ma possiamo scegliere come affrontarli e che i propri limiti sono soltanto confini che non abbiamo ancora avuto il coraggio di attraversare.

2. Qual è stata la gara o il momento più bello che hai vissuto finora nel mondo Spartan e perché ti è rimasto particolarmente dentro?

Ogni gara ha lasciato qualcosa. Sarebbe ingiusto ed estremamente difficile sceglierne uno soltanto, perché ognuna rappresenta un pezzo diverso del mio percorso, un mosaico fatto da frammenti di eternità.

Ma se proprio devo indicarne uno, scelgo il Mondiale di Sparta. Arrivare lì significa confrontarsi con qualcosa che va oltre la semplice competizione: è il luogo in cui senti sulla pelle la storia e l’anima della Spartan Race. Ma soprattutto è il punto in cui ti rendi conto di quanta strada hai fatto da quel primo giorno a Orte.

E mentre affronti gli ostacoli pensi a tutti gli allenamenti, ai sacrifici, alle trasferte, alle giornate in cui avresti voluto fermarti e invece sei ripartito. Ed è proprio in quel momento che fermarsi significherebbe arrendersi a una versione di te stesso che non vuoi più essere.

Per questo Sparta mi è rimasta dentro, perché in quel momento non stavo solo correndo una gara: stavo correndo attraverso tutto il percorso che mi aveva portato fin lì.

3. La stagione entra nella fase finale: quali sono i tuoi obiettivi, da Misano fino agli appuntamenti di Esterel, Sparta e Gubbio?

Sicuramente parteciperò a Misano e Sparta.

Cercherò di dare il massimo e di raggiungere qualche podio, anche se non mi interessa solo arrivare al traguardo, ma arrivarci sapendo di aver dato tutto quello che avevo.

Un altro obiettivo è quello di ringraziare e riabbracciare i colleghi Ambassador e tutti gli amici con i quali ho l’onore di condividere questo meraviglioso percorso e che hanno dimostrato la loro vicinanza nei miei momenti difficili di inizio stagione.

4. Essere Spartan Ambassador non significa soltanto gareggiare: cosa rappresenta per te far parte di questa community e quali valori cerchi di trasmettere?

Essere Ambassador significa prima di tutto avere una responsabilità. Significa ricordare che dietro a ogni atleta c’è una persona, con le proprie paure, le proprie difficoltà, le proprie battaglie.

E forse è proprio questo il valore, non solo sportivo ma anche culturale, più bello della community Spartan: puoi partire da solo, ma quasi mai arrivi davvero solo.

Cerco di trasmettere resilienza, disciplina, rispetto e soprattutto la capacità di non arrendersi davanti alle difficoltà. Perché Spartan non significa essere invincibili: significa cadere, rialzarsi, divertirsi, sporcarsi le mani e continuare a correre.

5. Dietro ogni gara ci sono allenamenti, sacrifici, trasferte e vita quotidiana da conciliare: come riesci a trovare il tuo equilibrio e cosa ti spinge ogni volta a ripartire?

L’equilibrio non è una cosa che si trova una volta per tutte, si costruisce ogni…