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AMBIENTE – “UNA VOLTA C’ERANO LE QUATTRO STAGIONI, OGGI VIVIAMO NELL’EMERGENZA CLIMATICA”: BENVENUTI-TAJÉ FORNI, “ROMA PUÒ DIVENTARE LA CITTÀ GIARDINO D’EUROPA”

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ECOITALIASOLIDALE E DOMUS EUROPA: “CALDO ESTREMO, MARE SEMPRE PIÙ CALDO ED EVENTI CLIMATICI DRAMMATICI. SERVE UNA VERA STRATEGIA DI ADATTAMENTO: DEPAVING, 3-30-300 E PARCO NAZIONALE DEL TEVERE”

“Una volta c’erano le quattro stagioni. Già Leopardi ironizzava su questa espressione, rimandando all’inesorabile percezione del trascorrere delle cose e della resistenza psicologica che l’uomo vi oppone. Quasi rifugiandosi in una perenne passata età dell’oro. Quasi a dire che riconoscere il cambiamento climatico fosse solo una illusione dettata dal nostalgismo conservatore. Ebbene? Diremo invece che se è da sempre che l’uomo lamenta il cambiare  del clima è perché è da sempre che il clima cambia! E sono i conservatori a negarlo, in un arroccamento ideologico che talvolta rasenta il ridicolo.
Non facciamo querelle letterarie , ma richiamiamo alla reale situazione in cui viviamo.
Non proveniamo da società e civiltà che conoscono una incidenza del clima così pesante come l’abbiamo oggi nel determinare la vita quotidiana. E dobbiamo ammettere  di fare fatica anche a riconoscere, oltre che accettare, il fenomeno.
Accettare il cambiamento climatico è un passo di maturazione sociologica e culturale prima che scientifica.

Serena A 1

Oggi abbiamo estati sempre più estreme, caldo tropicale, mari sempre più caldi ed eventi climatici che provocano tragedie e mettono a dura prova territori e città. Non possiamo più considerare tutto questo come una sequenza di emergenze imprevedibili: dobbiamo prepararci e adattare i nostri territori”.
È la provocazione da cui partono EcoItaliaSolidale e Domus Europa, attraverso il Presidente nazionale di EcoItaliaSolidale e Responsabile della Commissione Ambiente di Domus Europa Piergiorgio Benvenuti e la Vicepresidente di Domus Europa Serena Tajé Forni, per rilanciare la proposta di una vera strategia di adattamento climatico per Roma.
Dal Nepal, dove una tragedia è stata legata al distacco di una enorme massa glaciale, fino agli effetti del caldo e degli eventi estremi registrati anche in Italia, come a Cremona, il cambiamento climatico sta mostrando con sempre maggiore evidenza le proprie conseguenze.
“Il caldo non è più soltanto un fenomeno estivo – sottolineano Benvenuti e Tajé Forni – ma una questione sanitaria, ambientale e urbana. Roma deve essere pronta ad affrontare un clima diverso e deve trasformare la propria straordinaria dotazione di verde in una vera infrastruttura climatica”.
Roma dispone di circa 85.000 ettari di aree verdi, pari a circa il 67% del territorio comunale, e di oltre 50.000 ettari di aree agricole. Una ricchezza che, secondo EcoItaliaSolidale e Domus Europa, deve diventare il punto di partenza di una nuova politica urbana.
Secondo le analisi del Prof. Luigi Campanella, scienziato di livello internazionale e già Preside della Facoltà di Chimica dell’Università “La Sapienza” di Roma, le superfici artificiali coprono circa il 24% del territorio comunale, mentre dal 2006 sono andati perduti oltre 1.500 ettari di aree naturali e agricole.
Roma dispone inoltre di circa 17 metri quadrati di verde urbano per abitante, contro una media nazionale di 20 metri quadrati.
“Sono numeri che impongono un cambio di paradigma – affermano Benvenuti e Tajé Forni –. Non basta più intervenire quando arriva l’ondata di calore. Alberi, acqua, verde e suolo permeabile devono diventare infrastrutture essenziali della città”.
DEPAVING E 3-30-300
Tra le proposte di EcoItaliaSolidale e Domus Europa c’è l’introduzione sistematica del depaving, ovvero la rimozione di asfalto e cemento laddove non siano indispensabili, insieme alla strategia 3-30-300: almeno tre alberi visibili da ogni abitazione, una copertura arborea del 30% nei quartieri e un’area verde pubblica di qualità entro 300 metri da ogni cittadino.
Piazzali, parcheggi sovradimensionati, superfici asfaltate inutilizzate e altre aree impermeabilizzate potrebbero, laddove tecnicamente possibile, essere trasformati in spazi verdi, permeabili e alberati.
Particolare attenzione deve essere riservata anche agli alberi già presenti. Roma ha visto negli ultimi anni l’abbattimento di circa 30.000 alberi.
“Gli abbattimenti necessari per ragioni di sicurezza sono naturalmente indispensabili – sottolineano – ma un giovane albero non può sostituire immediatamente le funzioni ambientali di un grande albero adulto”.
Come evidenziato dal Prof. Campanella, un albero in buone condizioni e con almeno vent’anni di vita può assorbire circa 50 chilogrammi di CO₂ ogni anno.
Per questo, accanto alle nuove piantumazioni – compreso il progetto annunciato di 800.000 nuovi alberi nell’area cittadina, fino a un milione nell’intera area metropolitana – occorre soprattutto curare, monitorare e conservare il patrimonio arboreo esistente.
IL PARCO NAZIONALE DEL TEVERE
Al centro della proposta c’è anche la realizzazione del Parco Nazionale del Tevere, una grande infrastruttura verde capace di collegare il Tevere e l’Aniene, rafforzare il corridoio ecologico del Centro Italia, aumentare le alberature, tutelare la biodiversità e contribuire alla mitigazione delle isole di calore.
“Il Tevere può diventare uno degli elementi centrali della strategia di adattamento climatico della Capitale – afferma Benvenuti – creando una grande rete ecologica capace di collegare fiume, aree verdi, aree agricole e quartieri”.
RECUPERARE L’ACQUA
La strategia deve comprendere anche il recupero delle acque reflue depurate per l’irrigazione di parchi, alberature, giardini pubblici e aree verdi attraverso reti dedicate, evitando l’utilizzo di acqua potabile.
“Roma ha una storia millenaria nella gestione dell’acqua – ricordano Benvenuti e Tajé Forni – e oggi deve recuperare quella capacità di visione, puntando sul riutilizzo della risorsa idrica e sulla sua gestione sostenibile”.
“ROMA PUÒ DIVENTARE LA CITTÀ GIARDINO D’EUROPA”
Serena Tajé Forni, Vicepresidente di Domus Europa, dichiara:
“Roma può ancora diventare la Città Giardino d’Europa, ma deve cambiare paradigma. Il verde non può più essere considerato semplice arredo urbano: deve diventare una vera infrastruttura climatica, ambientale e sanitaria.
Il 3-30-300, il depaving, la tutela degli alberi adulti, la forestazione urbana, il recupero delle acque e il Parco Nazionale del Tevere devono essere parte di una strategia unica.
La città giardino del passato può diventare la città resiliente del futuro. Ma dobbiamo agire ora.”
Piergiorgio Benvenuti, Presidente nazionale di EcoItaliaSolidale e Responsabile della Commissione Ambiente di Domus Europa, conclude:
“Roma deve avere il coraggio di invertire la rotta. Per troppo tempo abbiamo consumato e impermeabilizzato il territorio mentre aumentavano temperature, fragilità ambientale e pressione urbana.
Non basta più parlare di riduzione del consumo di suolo: dobbiamo iniziare a restituire suolo alla natura, attraverso il depaving delle superfici non necessarie, la rigenerazione dei terreni, la creazione di nuovi spazi verdi e la tutela degli alberi esistenti.
La vera sfida non è piantare alberi per fare numero, ma costruire una città nella quale ogni cittadino possa vedere alberi dalla propria abitazione, raggiungere facilmente un’area verde e vivere in quartieri con una significativa copertura arborea.
Più alberi, più suolo permeabile, più acqua recuperata e più Tevere: non soltanto una scelta ambientale, ma una scelta di civiltà per la Capitale del futuro.
Roma ha già consumato troppo territorio. Ora deve cominciare a restituirlo alla natura.”