Home CULTURA Battaglia La Terra Borgese: Modigliani tra alcool e hashish

Battaglia La Terra Borgese: Modigliani tra alcool e hashish

0
67
critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgese.png
Battaglia La Terra Borgese: Modigliani tra alcool e hashish


Paolo Battaglia La Terra Borgese: «Con le parole di Severini possiamo ripetere che Modigliani non era un vizioso, un ubriacone volgare, un decadente: l’assenzio, che prendeva talvolta in doppia dose, era malgrado tutto un “mezzo”, e non un “fine”»

critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgese

È che quando si parla di Amedeo Modigliani – scrive Paolo Battaglia La Terra Borgese – torna in mente Meryle Secrest che, nata a Bath il 23 aprile 1930, continua a essere una delle biografe e giornaliste più riconosciute degli Stati Uniti del nostro tempo, che è nota soprattutto per i suoi dettagliati ritratti di rinomati artisti, collezionisti d’arte e musicisti. Secondo Secrest, Modigliani era contento di lasciare che la gente lo considerasse un alcolizzato e un tossicodipendente, “e quindi di confondere i sintomi della sua tubercolosi, che teneva segreta. Gli ubriachi erano tollerati; i portatori di malattie infettive no.”

Amedeo Clemente Modigliani è stato un pittore e scultore ebreo italiano livornese che ha lavorato principalmente in Francia.

Nel 1918 (1916 secondo alcune fonti) realizza un dipinto il cui titolo potrebbe essere “Ritratto di giovane donna“, o “Testa di ragazza” o “Giovane donna” o “Busto di giovane donna” o “Volto di giovane donna” (nessuno può stabilirlo con certezza in quanto questo dato non può derogare dal metodo storico scientifico su documenti). È un’opera ad olio su tela di 65x50cm (come misurata nelle esposizioni del 1963 a Edimburgo e Londra, rispettivamente alla Royal Scottish Academy e alla Tate Gallery): una donna non identificata è ritratta con una camicia rossa mentre con lo sguardo fissa direttamente lo spettatore. Gli unici tratti che la distinguono dallo sfondo bordeaux sono i suoi capelli e la pelle di tonalità castana. E come avviene spesso nei ritratti di Modigliani, la figura presenta un viso e un collo allungati e caratteristici occhi a mandorla.

Stimata 4.000.000 – 6.000.000 di dollari USA, il 9 novembre 2000, tramite Sotheby’sNew York – è stata venduta a un privato per 3.400.000.

E quando si parla di un Modigliani specifico, è importante essere chiari e concisi per trasmettere efficacemente il messaggio che lo riguarda. Questo aiuta a mantenere l’attenzione degli ascoltatori o dei lettori e garantisce che le informazioni siano comprese correttamente.

Quando si parla di Modigliani, vengono subito alla mente i lunghi esili colli delle sue figure femminili, gli occhi spostati e asimmetrici dei suoi personaggi, su cui si sono versati laghi d’inchiostro negli ultimi decenni.

Tutto questo fa parte della “leggenda” di Modigliani, assieme al suo gusto per l’hashish e alla storia dei suoi amori.

In realtà, la pittura di questo livornese di talento sta a metà tra le esperienze dei Cubisti, dal lato formale, e la libertà di colore degli Espressionisti: due correnti di cui anche Modigliani si fece cultore.

Il suo gusto per la deformazione non nascerà dal caso. Modigliani partecipava alle nuove ricerche formali dei suoi contemporanei attraverso l’arte nera ed oceanica, e nello stesso tempo aveva imparato da Cézanne il valore espressivo della deformazione.

Perciò i suoi ritratti si allontanano dal vero via via che la sua ricerca si approfondisce. Questo dipinto, per esempio, rivela un prodigioso equilibrio tra forma e colore.

Prima di tutto – ha spiegato il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgeseosserviamo il colore: una gradazione di rossi, dal più chiaro dell’abito al richiamo delle labbra al rosso spento quasi bruno dello sfondo, che sembrano riflettersi nelle delicate tonalità della carne. I neri o quasi neri sottolineano la figura, i rilievi dello sfondo, e si concentrano nell’oscura massa dei capelli che sapientemente si spartiscono sulla fronte.

Altrettanto interessante il ritratto anche sotto l’aspetto compositivo, per il gioco geometrico che si richiama alla tradizione degli antichi anche se la figura è stilizzata secondo un gusto modernissimo: l’ovale del viso riflette, capovolto, l’ovale del busto, troncato alla base. L’occhio sinistro, leggermente più alto del destro, conferisce una maggiore concentrazione all’espressione del viso.

Perché Paolo Battaglia La Terra Borgese ne scrive?

Il critico d’arte ne ha scritto per cassare un semplice cliché bohémien, il mito dell’artista “maledetto” (peintre maudit), il binomio inscindibile tra la sua arte e la sua vita dissoluta (fatta di eccessi, assenzio, tubercolosi e povertà) che ha alimentato il mito romantico del genio autodistruttivo. Sebbene questa narrazione biografica sia innegabile e culminata nel tragico suicidio della compagna Jeanne Hébuterne, ridurlo a un semplice cliché bohémien è riduttivo – ha affermato Battaglia La Terra Borgese. “Modigliani fu prima di tutto un esteta colto, un lettore accanito di poesia classica e un lavoratore instancabile e rigoroso”.

Ridurre Modigliani a un semplice cliché bohémien, ha scritto Battaglia La Terra Borgese, significa fare un torto alla sua statura intellettuale. La sua sregolatezza non era un vezzo artistico, ma la drammatica conseguenza di una malattia cronica (la tubercolosi) che tentava di mascherare e lenire attraverso gli eccessi.

I suoi celebri colli allungati e gli occhi spesso privi di pupille non erano una stravaganza, ma una precisa scelta espressiva per catturare l’anima profonda del soggetto, escludendo lo sguardo speculare con il mondo esterno.

L’arte di Modigliani – spiega Battaglia – è stata rigorosamente incentrata sull’essere umano. La celebre e distintiva scelta di dipingere occhi privi di pupille o sguardi asimmetrici non era un limite tecnico, ma una precisa dichiarazione poetica condensata nella sua celebre massima: “Dipingerò i tuoi occhi soltanto quando avrò conosciuto la tua anima”. Il ritratto diventava così un’indagine psicologica ed emotiva, capace di cogliere la fragilità e l’essenza più intima del soggetto.

La parabola artistica e umana di Amedeo Modigliani (1884–1920) rappresenta uno dei capitoli più intensi, affascinanti e tragici dell’intera storia dell’arte moderna.

La sua vera grandezza – chiude Battaglia La Terra Borgese – risiede nell’aver sintetizzato la tradizione classica del Rinascimento italiano con le suggestioni della scultura primitiva e africana, creando un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile, caratterizzato da linee sinuose, colli allungati e volumi geometrici. È bene saperlo.

Battaglia La Terra Borgese è autore di numerosi articoli di analisi estetica dedicati ai grandi maestri della storia dell’arte (come Van Gogh e Picasso) e di monografie dedicate ad artisti contemporanei. È noto anche per la sua forte presenza mediatica, grazie alla quale esprime spesso provocatorie opinioni filosofiche e culturali non convenzionali, manifestando ad esempio posizioni vicine all’antinatalismo e conducendo personalissime esegesi e critiche su base biblica