Frosinone, Il Sindaco di Fumone Matteo Campoli denuncia gravi criticità senza la funzionalità degli ascensori e la mancanza di acqua
“Negli ultimi giorni diversi cittadini e familiari di pazienti mi hanno segnalato una situazione estremamente preoccupante all’interno dell’ospedale Spaziani di Frosinone, in particolare presso la Palazzina Q, dove hanno sede reparti particolarmente delicati come Malattie Infettive e degenza. Secondo quanto riferito, da circa una settimana gli ascensori sarebbero fuori servizio, con pesanti disagi per pazienti, operatori sanitari e visitatori. A questo si aggiungerebbe l’interruzione dell’erogazione dell’acqua, aggravando ulteriormente una situazione già molto complessa”. Così in una nota il sindaco di Fumone, Matteo Campoli. “Destano forte preoccupazione –continua Campoli- anche le notizie relative al trasferimento dei pazienti tra i diversi edifici dell’ospedale attraverso mezzi di soccorso, a causa della persistente chiusura del tunnel di collegamento interno. Se quanto segnalato corrisponde al vero, ci troviamo di fronte a una condizione che merita attenzione immediata e risposte chiare da parte dei soggetti competenti. La tutela della salute e della dignità dei pazienti deve rappresentare una priorità assoluta, così come il rispetto del lavoro quotidiano svolto dal personale sanitario. Per questo motivo rivolgo un appello alla Direzione sanitaria e alla ASL affinché vengano forniti chiarimenti tempestivi sulle criticità segnalate, sui tempi previsti per il ripristino dei servizi essenziali e sulle misure adottate per limitare i disagi a pazienti e operatori. Chi si reca in ospedale per curarsi o assistere un proprio caro ha il diritto di trovare condizioni adeguate e servizi funzionanti. Su temi come questo non possono esserci ritardi né sottovalutazioni”.
Roma, Il Presidente Regionale del M.C.L. Mauro Camusi, plaude all’ottimo risultato ottenuto dall’Assessore Massimiliano Maselli e dal Presidente della Regione Francesco Rocca
Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Giuseppe Emanuele Cangemi, ha approvato all’unanimità, (37 voti) la proposta di legge regionale n. 245 del 2 gennaio 2026, concernente “Disciplina dei servizi e delle strutture socioassistenziali”, partita su iniziativa dell’assessore regionale Massimiliano Maselli (titolare delle deleghe ai Servizi sociali, Disabilità, Terzo Settore, Servizi alla Persona), e fortemente voluta anche dal presidente Francesco Rocca, La nuova legge – composta da 18 articoli – si inserisce nel percorso di riordino normativo e di modernizzazione del sistema socioassistenziale regionale, con l’obiettivo di rafforzare il percorso di integrazione tra servizi sociali e sanitari, garantendo livelli omogenei di assistenza su tutto il territorio e ponendo al centro la persona e le sue necessità. “Ogni giorno -commenta il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca- incontriamo persone, famiglie, anziani, persone con disabilità e cittadini che attraversano momenti di grande difficoltà e che chiedono risposte concrete, vicinanza e dignità. Questa legge nasce soprattutto pensando a loro. Abbiamo scelto di aggiornare un sistema che non rispondeva pienamente ai cambiamenti della nostra società, per costruire servizi più moderni, accessibili e capaci di accompagnare le persone nei momenti di maggiore bisogno. Vogliamo una Regione che non lasci indietro nessuno, che sostenga l’autonomia e l’inclusione e che garantisca pari opportunità di assistenza in ogni territorio del Lazio. L’approvazione unanime di questa riforma rappresenta un segnale importante: quando si parla della tutela delle persone più fragili, le istituzioni sanno unirsi per dare risposte concrete e guardare al futuro con responsabilità e umanità”. “Questa riforma – dichiara l’assessore Maselli – va ad abrogare la vecchia legge 41 del 2003, ormai superata dai tempi e dai cambiamenti. Con la nuova legge andremo, prima di tutto, a semplificare le procedure e a definire una disciplina organica delle strutture e dei servizi socioassistenziali, individuando tipologie, requisiti, modalità di autorizzazione e accreditamento, nonché strumenti di controllo e vigilanza. Introdurremo, inoltre, nuovi servizi e modelli innovativi, come i programmi per la semiautonomia, il cohousing, i condomini solidali, gli alloggi assistiti e i servizi di emergenza sociale, con l’obiettivo di promuovere inclusione, autonomia e qualità della vita». Plauso per quest’importante risultato è stato espresso dal Presidente Regionale del Movimento Cristiano Lavoratori Mauro Camusi. “Dopo più di 20 anni -commenta il Presidente Camusi (nella foto con il Presidente Rocca)- dalla vecchia legge che disciplinava le strutture socioassistenziali (legge n.41 del 2003), la Regione Lazio avvia un processo di semplificazione, disciplinando i nuovi servizi con un importante potenziamento per quanto riguarda la prossimità. A nome del Movimento Cristiano dei Lavoratori, ci tengo a ringraziare per la determinazione e la sensibilità da sempre dimostrata dell’Assessore Maselli e del Presidente Rocca nel dar vita a questa legge. Un ringraziamento anche a tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza, che hanno dimostrato grande senso di responsabilità votando ad un’unanimità questa legge. Non è la prima volta che l’Assessore Maselli riesce a farsi approvare una legge ad un’unanimità dal Consiglio Regionale, segno di grande abnegazione, ascolto e disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche”.
Greenpeace Italia e Cgil chiedono al governo italiano “misure emergenziali”. I settori più rischio sono l’edilizia, trasporti merci su strada, magazzinaggio, servizi di consegna e rider, manutenzione del verde e servizi per edifici
ROMA – “L’ondata di calore anomala che da una settimana sta colpendo il nostro Paese e gran parte dell’Europa, nei prossimi tre giorni potrebbe mettere a rischio la salute di 1,5 milioni di lavoratori e lavoratrici in Italia. È quanto emerge da un’analisi condotta da Greenpeace Italia combinando le previsioni di rischio caldo del progetto Worklimate con i dati ISTAT sull’occupazione“. Con questa analisi, Greenpeace Italia e Cgil denunciano “i gravi effetti della crisi climatica sui lavoratori e le responsabilità delle grandi aziende dei combustibili fossili e del governo Meloni, che continua a sostenere un modello energetico basato sul petrolio e sul gas, principale causa del surriscaldamento globale”. L’analisi previsionale mostra come “nelle giornate 25-27 giugno le province e le città metropolitane dei capoluoghi di Regione con il maggior numero di lavoratori potenzialmente a rischio sono Roma (427 mila lavoratori, 25% del totale dei lavoratori della città metropolitana), Milano (347 mila, 14%) e Napoli (133 mila, 19%)”. I settori con il maggior numero di persone esposte sono inoltre l’edilizia (603 mila lavoratori), trasporti merci su strada, magazzinaggio, servizi di consegna e rider (537 mila) e manutenzione del verde e servizi per edifici (292 mila). Nel complesso, il caldo estremo espone il 18% dei lavoratori e delle lavoratrici dei territori analizzati al pericolo di impatti diretti per la salute fisica e mentale, oltre ad aumentare la probabilità di infortuni sul lavoro. Sabato 27 giugno sarà il giorno con la più alta stima di lavoratori esposti al caldo estremo: solo quattro province non risultano a rischio (Aosta, Campobasso, L’Aquila e Potenza).
“Il caldo estremo non è più un evento eccezionale, ma una conseguenza strutturale della crisi climatica che sta già cambiando il modo in cui viviamo e lavoriamo. Proteggere lavoratori e lavoratrici richiede misure immediate di prevenzione e adattamento, ma anche una rapida uscita dai combustibili fossili. Non è accettabile che i costi della crisi climatica ricadano sulle persone, sui servizi pubblici e sulle imprese, mentre le aziende del petrolio e del gas continuano ad accumulare profitti miliardari. Per questo chiediamo che siano proprio le industrie fossili a finanziare le misure necessarie a proteggere la popolazione dagli impatti che hanno contribuito a provocare”, dichiara Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia. Secondo Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil, “l’aumento di infortuni e morti nelle giornate caratterizzate da temperature elevate conferma che il caldo rappresenta un rilevante fattore di rischio. Le ordinanze regionali, provvedimenti importanti seppur in alcuni casi non completi, hanno colmato l’inerzia del governo dopo l’Accordo quadro del 2025, mentre il recente decreto approvato in Consiglio dei ministri, che prevede il rifinanziamento della cassa integrazione per alcune categorie di lavoratori più esposti, rappresenta, seppur tardivo e con un finanziamento insufficiente, un primo parziale risultato, ottenuto anche grazie alle iniziative della Cgil. Occorre ora rafforzare prevenzione, sicurezza e controlli, riorganizzando il lavoro e la produzione in funzione delle alte temperature, per tutelare la salute e il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori”. La previsione del rischio caldo di Worklimate per Greenpeace riguarda i lavoratori e le lavoratrici potenzialmente esposte a condizioni di rischio caldo classificato “alto”.
Questa categoria comprende persone che svolgono attività fisiche anche intense e che, nonostante ciò, sono esposte a condizioni termiche in grado di rappresentare un rischio per la salute. Marco Morabito, ricercatore del CNR-IBE e responsabile scientifico insieme ai referenti dell’INAIL del progetto Worklimate, commenta così: “Nei prossimi dieci anni il lavoro estivo in Italia subirà trasformazioni sempre più rilevanti. Il progressivo aumento dell’esposizione dei lavoratori al caldo non rappresenta più un fenomeno episodico, ma una condizione ormai strutturale. Il rischio di non intervenire oggi è quello di trovarsi, in un futuro non lontano, di fronte a condizioni lavorative sempre più insostenibili”. Durante l’ondata di calore in corso, Greenpeace e Cgil hanno condotto un’attività di monitoraggio in alcuni luoghi di lavoro della capitale con una termocamera a infrarossi che misura istantaneamente la temperatura delle superfici. Sono state riscontrate temperature superficiali molto alte, nella zona della Stazione Termini di Roma, luogo molto frequentato dai rider, con picchi superiori agli 80°C. In due cantieri, uno dei pressi di Piazza Bologna e l’altro dell’Università La Sapienza, i lavoratori operavano nelle ore centrali della giornata, e in entrambi i casi le temperature superficiali erano molto elevate, con picchi che oscillavano fra i 60°C e i 100°C. Sebbene questi valori riguardano la temperatura delle superfici e non la temperatura dell’aria o quella percepita, sono ugualmente allarmanti, sia perché influenzano sensibilmente la temperatura degli strati d’aria più prossimi alla superficie, sia perché i lavoratori appartenenti alle categorie più esposte si trovano spesso, per diverse ore, a contatto diretto o in prossimità di superfici che irradiano molto calore, con possibili effetti dannosi per la salute. Greenpeace Italia e Cgil chiedono al governo italiano “misure emergenziali che tutelino tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche chi attualmente non è coinvolto dalle ordinanze caldo, investimenti concreti nella transizione energetica e misure di prevenzione e adattamento. Le risorse per questi interventi devono essere recuperate tassando le industrie dei combustibili fossili che accumulano profitti record alimentando la crisi climatica”. Greenpeace chiede inoltre al governo di “abbandonare rapidamente le fonti fossili, a partire da un piano di uscita dal gas entro il 2035, e di introdurre una tassazione permanente sui profitti delle industrie del gas e del petrolio. Le risorse ricavate devono essere destinate alla protezione delle persone, a partire dalle più vulnerabili, all’adattamento climatico – anche dei luoghi di lavoro – e alla transizione energetica”.
La prima di magnitudo 7,2 e la seconda di 7,5. Le vittime ufficiali per ora sono 164, con più di 900 feriti. Era dal 1900 che il Venezuela non subiva un sisma così potente. Aiuti da tutto il mondo: Cina, Usa e persino l’Iran. L’Europa attiva i satelliti di Copernicus
ROMA – La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che due forti scosse di terremoto hanno colpito il Paese in meno di un minuto: la prima di magnitudo 7,2 e la seconda di magnitudo 7,5.Secondo una stima aggiornata fatta dalla presidente Delcy Rodríguez sono 164 persone morte e più di 900 i feriti. Ma è una stima molto a ribasso. La devastazione del Paese è evidente già dai primi video che circolavano in rete nella notte. E la prima stima ufficiale, non ancora aggiornata, non comprende le persone colpite nella zona di La Guaira, situata vicino alla capitale Caracas e dichiarata zona disastrata. Solo lì, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) sono collassati più di cento edifici. Come scrive Il Post, “secondo lo US Geological Survey (USGS), l’agenzia statunitense che registra i terremoti, lo scenario più probabile è che le persone morte siano tra le 10mila e le 100mila“.
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Il sisma ha colpito alle 18.04 ora locale, poco dopo la mezzanotte italiana, durante un giorno di festa nazionale. Rodríguez ha parlato di “una vera tragedia”. Decine gli edifici crollati nella città di La Guaira, sulla costa caraibica, nella regione di Caracas. Colpita anche la capitale e chiuso il suo aeroporto internazionale.Secondo l’US Geological Survey (USGS), si tratta del sisma più potente che abbia colpito il Venezuela dal 1900. Nel 29 ottobre 1900 a Caracas fu stato registrato un terremoto di magnitudo 7.7. Ma dal 1900 si sono verificati cinque terremoti di magnitudo superiore a 7 nel Venezuela settentrionale o in prossimità della costa.Secondo una stima aggiornata fatta dalla presidente Delcy Rodríguez sono 164 persone morte e più di 900 i feriti. Ma è una stima molto a ribasso. La devastazione del Paese è evidente già dai primi video che circolavano in rete nella notte. E la prima stima ufficiale, non ancora aggiornata, non comprende le persone colpite nella zona di La Guaira, situata vicino alla capitale Caracas e dichiarata zona disastrata. Solo lì, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) sono collassati più di cento edifici. Come scrive Il Post, “secondo lo US Geological Survey (USGS), l’agenzia statunitense che registra i terremoti, lo scenario più probabile è che le persone morte siano tra le 10mila e le 100mila“.
Il sisma ha colpito alle 18.04 ora locale, poco dopo la mezzanotte italiana, durante un giorno di festa nazionale. Rodríguez ha parlato di “una vera tragedia”. Decine gli edifici crollati nella città di La Guaira, sulla costa caraibica, nella regione di Caracas. Colpita anche la capitale e chiuso il suo aeroporto internazionale.
Secondo l’US Geological Survey (USGS), si tratta del sisma più potente che abbia colpito il Venezuela dal 1900. Nel 29 ottobre 1900 a Caracas fu stato registrato un terremoto di magnitudo 7.7. Ma dal 1900 si sono verificati cinque terremoti di magnitudo superiore a 7 nel Venezuela settentrionale o in prossimità della costa.
GLI AIUTI
Gli Stati Uniti e diversi paesi latinoamericani hanno annunciato l’invio di aiuti umanitari e personale di soccorso. “Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo al fianco dei nostri nuovi e grandi amici”, ha scritto il presidente Trump in un post sui social media mercoledì sera.
L’UE ha annunciato di aver attivato il suo programma satellitare Copernicus “per supportare la preparazione e la prevenzione fornendo dati utili a identificare i rischi e a prevenire perdite di vite umane e danni”.
Anche la Cina ha dichiarato di essere pronta a fornire tutto l’aiuto possibile, “in base alle esigenze della parte venezuelana”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun durante una conferenza stampa.
Persino l’Iran ha dichiarato di essere pronto a fornire assistenza. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha “annunciato la disponibilità dell’Iran a fornire qualsiasi assistenza necessaria nelle operazioni di soccorso e assistenza”, esprimendo al contempo “solidarietà al governo e al popolo del Venezuela”.
Papa Leone XIV ha inviato al Venezuela un aiuto di emergenza di 100.000 euro. I fondi provengono dall’elemosina apostolica, un ufficio vaticano responsabile della carità del Papa e dell’aiuto alle popolazioni in difficoltà.
TAJANI: VERIFICHIAMO SITUAZIONE ITALIANI
Il ministro degli Esteri Antono Tajani ha parlato con l’ambasciatore d’Italia a Caracas Giovanni De Vito ed è stato informato degli effetti del potente terremoto che ha colpito il Venezuela: lo ha riferito la Farnesina in una nota. Nel testo si aggiunge: “Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del numero delle vittime, Tajani ha chiesto all’ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che ‘l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il meccanismo di protezione civile Ue che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere’”.
TAJANI A RODRÍGUEZ: VI SIAMO VICINI
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez. Tajani ha espresso alla presidente il cordoglio dell’Italia per le vittime già accertate del terremoto che ha colpito il Paese. Lo ha riferito la Farnesina in una nota. “Siamo vicini al popolo del Venezuela”, ha riferito Tajani. “La presidente mi ha informato del fatto che La Guaira è lo stato più colpito del Paese, ma ci sarebbero morti in altre città e villaggi. L’Italia e l’Europa aiuteranno il Venezuela: ho detto alla presidente che il governo italiano valuterà il tipo di sostegno immediato che si puo’ offrire e che sosterrà con l’Unione europea la richiesta di attivare il meccanismo di Protezione civile”. La Farnesina sottolinea: “In Venezuela sono presenti migliaia di cittadini che hanno anche passaporto italiano, Rodriguez ha confermato a Tajani che il governo italiano verrà informato delle loro condizioni”.
P. CHIGI: MELONI SEGUE CON APPRENSIONE CONSEGUENZE TERREMOTO
“Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione. La Presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali”. Così una nota di palazzo Chigi.
MACRON: SOLIDARIETÀ PER VITTIME E AI LORO CARI
“Pensieri e solidarietà al popolo venezuelano dopo il terremoto che ha colpito il paese. Esprimo tutta la mia solidarietà alle vittime, ai loro cari e a coloro che sono mobilitati sul campo”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron.
VON DER LEYEN: SOLIDARIETÀ A POPOLO VENEZUELANO, SIAMO CON VOI
“Esprimiamo la nostra solidarietà con tutti i venezuelani dopo i devastanti terremoti di ieri notte. Penso in modo particolare alle vittime e ai loro familiari. Siamo con voi”. Lo scrive sui social la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen.
INSIEME: Penelope Lazio ODV, la Garante dell’infanzia e Adolescenza Dott.ssa Monica Sansoni e la POLIZIA FERROVIARIA di Roma
Giovedì 25 giugno, dalle 9.30 alle 13.30, presso lo stand della Polizia Ferroviaria della Stazione Termini, istituzioni, associazioni e forze dell’ordine insieme per informare, prevenire e non dimenticare
Roma, 25 giugno 2026 – Conoscere, prevenire, ricordare. ¨ questo il senso del secondo appuntamento promosso da Penelope Lazio ODV, in collaborazione con la Garante infanzia e Adolescenza della Regione Lazio – che si terrà giovedì 25 giugno, dalle ore 9.30 alle ore 13.30, presso lo Stand della POLIZIA FERROVIARIA alla Stazione Termini di Roma.
L’evento sarà dedicato al tema dei minori scomparsi, un fenomeno complesso e doloroso che coinvolge famiglie, istituzioni, forze dell’ordine, enti del terzo settore e l’intera comunità. In quest’ottica, la mattinata vuole essere un’occasione di incontro e sensibilizzazione aperta ai cittadini, ai viaggiatori e a tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino le attività di supporto, prevenzione e orientamento svolte sul territorio.
Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, tra cui Monica Sansoni, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio, Federico Carnevale, Presidente della Provincia di Latina, Emanuela Zuccagnoli, Presidente di Penelope Italia ODV, Rocco Micale, Vicepresidente di Penelope Lazio, insieme a diverse realtà impegnate sul territorio regionale, tra cui Voci nel Silenzio di Minturno, con la Presidente Maria Teresa Conte, e l’associazione Oltre il Silenzio.
I numeri confermano l’urgenza di mantenere alta l’attenzione. Solo nel Lazio, nel 2025, si contano 1.417 segnalazioni di minori scomparsi, pari al 7,9% del totale nazionale. Nella Capitale le segnalazioni sono 1.059, dato che rappresenta oltre il 74% dei casi registrati nella regione, mentre ad oggi sono 104 i minori ancora da ritrovare. Il Lazio, inoltre, è l’unica Regione ad aver istituito un Osservatorio permanente sulle persone scomparse, presieduto dal Prefetto Antonio D’Acunto, strumento attivo dal mese di aprile 2026 con particolare attenzione ai minori e volto a rafforzare il coordinamento, la prevenzione, l’informazione e il sostegno alle famiglie.
Nel corso dell’iniziativa sarà possibile ricevere materiale informativo gratuito e approfondire le corrette modalità di attivazione nei casi di scomparsa, anche attraverso il confronto con le realtà associative e istituzionali coinvolte. Come già avvenuto nell’appuntamento del 24 maggio scorso, in occasione della Giornata internazionale dei minori scomparsi, saranno illustrati i fumetti realizzati da Penelope Italia per i più piccoli, “Allarme al parco” e “Allarme in spiaggia”, strumenti pensati per avvicinarebambini e ragazzi al tema della prevenzione con un linguaggio semplice, immediato e accessibile.
L’obiettivo è creare uno spazio di ascolto, responsabilità condivisa ma anche di aiuto, dal momento che nei casi di scomparsa ogni minuto può essere decisivo, e tempestività, collaborazione e capacità di lettura dei segnali di disagio devono costituire una sinergia imprescindibile.
Perchè ogni assenza lascia un vuoto, ma ogni attenzione può fare la differenza.
Proseguono i lavori sulla nuova struttura ciclopedonale.
Ha riaperto ufficialmente questa mattina al traffico veicolare la prima corsia di Ponte Cavallotti, specificamente nel tratto in direzione Porta d’Arce.
L’intervento, del valore complessivo di 1.307.000 euro, ha come obiettivi principali la messa in sicurezza del tratto stradale e il completamento dell’anello cicloviario urbano verso la stazione ferroviaria, attraverso la nascita di un nuovo percorso ciclopedonale. Quest’ultimo viene realizzato come un sistema strutturale autonomo sul lato valle, tutelando e preservando integralmente le strutture portanti del ponte storico risalente ai primi del Novecento.
La riapertura di questa mattina segue una serie di lavorazioni ingegneristiche particolarmente profonde e delicate tra le quali, la rimozione e la completa sostituzione della vecchia condotta dell’acquedotto comunale, la rimozione dei vecchi marciapiedi a sbalzo, dei muretti e della soletta sopra gli archi, l’installazione di 30 micropali (di cui 9 interni al ponte) spinti a una profondità superiore ai 15 metri e l’installazione della nuova trave di bordo con funzione irrigidente.
Mentre il flusso veicolare riprende a scorrere in direzione Porta d’Arce, il cantiere prosegue a ritmo per le lavorazioni residue e l’assemblaggio della nuova passerella in acciaio Cor-Ten con pavimentazione in PVC ad alta resistenza, dotata di parapetto anti-scavalco e illuminazione a LED integrata.
“Con la riapertura di questa mattina diamo una prima risposta alle necessità di mobilità di quel quadrante cittadino mentre proseguiamo il lavoro di rigenerazione del comparto del fiume Velino e di Porta d’Arce. Siamo partiti anni fa con la bonifica dell’area e oggi, grazie a questo importante cantiere, uniamo sicurezza infrastrutturale, mobilità sostenibile e valorizzazione paesaggistica”.
Ѐ quanto dichiarano il Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, e l’Assessore ai lavori pubblici Claudia Chiarinelli.
Nelle prime ore della mattinata è stata posizionata la segnaletica provvisoria di cantiere per canalizzare correttamente il traffico. Si raccomanda agli automobilisti il rispetto dei limiti di velocità e la massima attenzione in prossimità delle aree in cui insistono le lavorazioni finali.
Nella serata di lunedì 22 giugno, i Carabinieri della Compagnia di Milano Duomo e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano hanno sottoposto a fermo d’indiziato di delitto un diciannovenne di origine marocchina, residente a Melzo (MI), ritenuto responsabile dell’omicidio dell’interprete Roberto Guerrino, ritrovato senza vita con numerose ferite alla testa lo scorso 13 giugno all’interno della sua abitazione, in via Oxilia a Milano.
I militari, all’esito di serrate indagini, condotte attraverso attività tecnica e di laboratorio, sono riusciti a ricostruire tutti i movimenti dell’autore del reato, attraverso lo sviluppo delle immagini degli impianti di videosorveglianza che, dal luogo del delitto, hanno portato fino al comune di Melzo (MI).
Tutte le acquisizioni investigative, sono state poi corroborate dalle risultanze dei rilievi tecnico scientifici condotti dal Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, che hanno permesso di appurare la presenza del reo all’interno dell’appartamento del Guerrino.
Il fermo si è reso necessario per scongiurare il pericolo di fuga del giovane, il quale, è stato bloccato alla stazione ferroviaria di Melzo con numerosi bagagli al seguito.
Nel corso dei successivi sviluppi investigativi è stato rinvenuto nella sua disponibilità l’Ipad air sottratto nell’appartamento della vittima successivamente all’aggressione.
Le attività investigative hanno consentito inoltre di individuare un diciassettenne marocchino che, nel giorno dell’omicidio, era in compagnia del reo e la cui la posizione è al vaglio della Procura dei Minori.
Il fermo è stato convalidato a seguito di udienza di convalida nella mattinata di mercoledì 24 giugno.
CORRIERE DELLA DROGA ARRESTATO DAI FALCHI DELLA POLIZIA DI STATO.
Con un carico di droga sintetica destinato a rifornire il mercato illecito della Capitale, era pronto a salire a bordo della Metromare quando il suo viaggio è stato interrotto dalla Polizia di Stato. Un ventiseienne di origini nigeriane è stato arrestato dai Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile di Roma. Negli slip nascondeva 280 grammi di cristalli di shaboo, che, una volta immessi nelle piazze di spaccio, avrebbero potuto generare profitti superiori agli 80.000 euro.
Il giovane corriere della droga è stato intercettato ad Acilia, lungo l’area periferica che funge da cordone tra centro e litorale romano.
Tradito dal suo atteggiamento sospetto, è stato fermato dagli investigatori mentre stazionava all’interno del parcheggio, pronto a dirigersi verso la banchina.
Sottoposto a perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso di quattro sacchetti di cristalli, nascosti negli indumenti intimi.
La sostanza sequestrata, risultata essere shaboo -una potente metanfetamina particolarmente diffusa in alcuni circuiti di consumo delle comunità asiatiche e generalmente assunta mediante inalazione dei valori prodotti da apposite pipe di vetro- è stata sottoposta ad accertamenti tecnici, che ne hanno quantificato il peso complessivo in circa 280 grammi.
Lo stupefacente, una volta frazionato ed immesso sul mercato illecito, avrebbe potuto generare proventi stimati in oltre 80.000 euro.
Per il ventiseienne sono scattate le manette. L’arresto è stato successivamente convalidato nelle aule di piazzale Clodio. È ora gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
LA POLIZIA DI STATO ESEGUE ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE AI DOMICILIARI NEI CONFRONTI DI UN CINQUANTATREENNE DI LADISPOLI.
Una proposta comune come quella di un semplice caffè pomeridiano si è rivelata, in pochi minuti, in un piano premeditato, che, scoperto dalla Polizia di Stato, è costato ad un cinquantatreenne la misura cautelare degli arresti domiciliari.
I fatti risalgono ai primi giorni di aprile, quando agli agenti del Commissariato di P.S di Ladispoli era giunta una segnalazione dal Policlinico Gemelli di Roma per sospetto avvelenamento da benzodiazepine.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima, un sessantaduenne di Ladispoli, era stata contattata da un suo conoscente mentre si trovava nella sua abitazione per una proposta di due chiacchiere ed un caffè.
Non cogliendo alcun segno di malizia nella proposta, l’uomo avrebbe fatto entrare senza esitazione in casa l’“amico”, che, alla luce del quadro probatorio raccolto dagli agenti, avrebbe poi approfittato di un suo momento di distrazione per “correggere” il caffè con degli psicofarmaci allo scopo di farlo addormentare e derubarlo della fede nuziale.
Solo il giorno successivo, la vittima era stata trovata da altri due conoscenti, che, mossi dall’apprensione per non essere riusciti a raggiungerlo telefonicamente, si erano presentati presso la sua abitazione, trovandolo in condizioni confusionali ed in evidente stato di sonnolenza.
Accompagnato al pronto soccorso, solo una volta dimesso dall’ospedale l’uomo si sarebbe reso conto dell’ammanco della fede nuziale, lo stesso anello che aveva scelto di mantenere al dito in segno del legame indissolubile con la moglie defunta.
Le indagini avviate dagli investigatori del Commissariato di P.S. Ladispoli hanno consentito di ricostruire il piano premeditato dal sedicente amico.
La fede, sottratta alla vittima approfittando dello stato di torpore cui era stata indotta, era stata nel frattempo ceduta ad un esercizio di compro oro della zona, dove poi è stata effettivamente ritrovata dagli agenti, sebbene già frammentata per la lavorazione del metallo prezioso. Determinante, ai fini del riconoscimento, è stato il riscontro delle incisioni personalizzate ancora presenti sulle parti dell’anello recuperate.
Nel corso della perquisizione domiciliare non è stata, invece, rinvenuta la tazzina dalla quale, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata somministrata la sostanza farmacologica.
Sul tavolo dell’abitazione è stato, tuttavia, trovato il cappuccio di una siringa, elemento ritenuto compatibile con l’ipotesi che lo psicofarmaco fosse stato somministrato mediante inoculazione all’interno della bevanda.
Il quadro indiziario raccolto a carico del cinquantatreenne dagli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, è quindi confluito in una ordinanza firmata dal Giudice per le indagini preliminari, che ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari. È ora gravemente indiziato del reato di rapina impropria.
Sono stati gli stessi agenti del Commissariato di P.S. Ladispoli a dare esecuzione al provvedimento.
Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia commemorativa a mamma Arca
L’Associazione “Simone De Martinis” annuncia con profonda emozione il 1º Memorial Un Gol per la Vita, in programma sabato 27 giugno allo Stadio Amerigo Liguori di Torre del Greco.
Un evento che unisce sport, istituzioni, arte e memoria, dedicato all’Agente della Polizia di Stato Simone De Martinis, il cui gesto d’amore – la donazione degli organi – ha salvato sedici vite.
Il legame con il cinema: il corto “Cuore mio, cuore tuo”
Il Memorial si intreccia con il percorso artistico che sta nascendo attorno alla storia di Simone.
È infatti in fase di completamento a Capri il cortometraggio “Cuore mio, cuore tuo”, scritto e diretto da Valter D’Errico, con un cast corale che comprende Claudia Gerini, Marina Suma, Beatrice Luzzi, Rajae Bezzaz, Valerio Morigi, Ciro Torlo, Luigi Zeno e Michelle Marino.
Luigi Zeno, Michelle Marino: la consegna della maglia a mamma Arca
Durante la cerimonia, Luigi Zeno e Michelle Marino saranno protagonisti di un momento altamente simbolico:
lo scambio e la consegna della maglia commemorativa dedicata a Simone, che verrà donata a mamma Arca.
Un gesto che unisce arte, memoria e gratitudine, creando un ponte tra il racconto cinematografico e la realtà viva del territorio.
La cerimonia e la partita del cuore
Il Memorial prenderà vita attraverso momenti solenni e profondi, tra cui:
l’ingresso dei Labari istituzionali
la benedizione
la deposizione della corona d’alloro sul berretto della Polizia appartenuto a Simone, “gesto simbolico che celebra la sua laurea”
il ricordo di Simone De Martinis e di Aniello Scarpati
la partita commemorativa tra Gruppo Sportivo Fiamme Oro e Colleghi e Amici di Simone
Durante l’intervallo, l’artista Lina Nappo offrirà un intervento musicale dedicato a Simone, “un dono nel dono” nato dal loro legame umano.
A guidare la serata sarà Patrizio Di Lorenzo, presentatore ufficiale e amico di Simone.
Un messaggio che parla all’Italia
Il Memorial e il cortometraggio camminano insieme: entrambi nascono dal desiderio di trasformare un dolore in un messaggio di vita.
Come riportato nel comunicato originale, “fare bene il bene è un impegno che si costruisce insieme”.
L’Associazione invita la cittadinanza e il Paese intero a partecipare per trasformare questo evento in un segno concreto di amore, memoria e speranza.
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