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La magia dei campi di lavanda in Toscana tra natura e sostenibilità


Le fioriture estive trasformano la Costa degli Etruschi in un mosaico di colori

Simbolo di valorizzazione del territorio e di agricoltura sostenibile, i campi di lavanda della Costa degli Etruschi sono oggi una delle attrazioni più visitate del territorio e contribuiscono alla tutela dell’ambiente. Infatti i fiori di lavanda attraggono numerosi insetti impollinatori favorendo quindi l’equilibrio degli ecosistemi. In un contesto paesaggistico unico si inserisce anche il Park Hotel Marinetta, un resort situato in posizione strategica ideale sia per coppie che per famiglie con bimbi al seguito. Si tratta di un punto di partenza ideale per andare alla scoperta del territorio circostante e delle meraviglie dei campi di lavanda.

La Toscana è una delle regioni italiane più amate per la varietà dei suoi paesaggi, la ricchezza storica e le eccellenze gastronomiche. Negli ultimi anni ad attrarre sempre più visitatori sono i suggestivi campi di lavanda della Costa degli Etruschi, quel tratto di litorale che scorre lungo la provincia di Livorno fino a Piombino. Durante la fioritura, tra fine giugno e luglio, le distese viola trasformano il paesaggio in uno spettacolo di rara bellezza. I campi regalano profumi intensi, colori vivaci e atmosfere che ricordano i celebri scenari della Provenza francese, rivelandosi un’importante attrazione turistica; inoltre sono diventati simbolo di valorizzazione del territorio e di agricoltura sostenibile.

La Costa degli Etruschi deve il suo nome all’antica civiltà etrusca che abitò queste terre secoli prima dei Romani. Questa zona si caratterizza per le colline dolci, i vigneti, gli oliveti, i borghi storici e le ampie vedute sul Mar Tirreno. In questo contesto le coltivazioni di lavanda si integrano perfettamente. Del resto, questa pianta accompagna la storia dell’uomo da millenni: il suo nome deriva dal latino “lavare, poiché gli antichi Romani la utilizzavano per profumare l’acqua dei bagni termali e per le sue proprietà aromatiche. Ancora oggi il suo profumo è uno dei più riconoscibili e apprezzati al mondo.

Negli ultimi decenni queste piante hanno trovato un habitat ideale grazie al clima mite, alla buona esposizione al sole e ai terreni ben drenati. La lavanda è quindi un ulteriore valore aggiunto della zona grazie alla produzione di oli essenziali, cosmetici, profumi, saponi e altri prodotti per il benessere. La sua versatilità è nota fin dall’antichità: gli Egizi la utilizzavano nei rituali religiosi e nei processi di imbalsamazione, mentre nel corso dei secoli è stata considerata anche una pianta simbolo di armonia e protezione nelle tradizioni popolari europee.

Inoltre, contribuisce alla tutela dell’ambiente. I fiori attirano numerosi insetti impollinatori, tra cui api e farfalle, e favoriscono la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi locali. Durante la fioritura, i campi si colorano di sfumature che vanno dal lilla al viola intenso. Questo crea un contrasto spettacolare con il verde della vegetazione mediterranea e l’azzurro del cielo toscano. Ecco, dunque, che accorrono numerosi visitatori, fotografi e appassionati di natura, desiderosi di ammirare e immortalare questi paesaggi incantevoli. Le ore più apprezzate sono quelle dell’alba e del tramonto, quando la luce del sole esalta i colori dei fiori e crea giochi di luce particolarmente affascinanti.

Ad alimentare il fascino di queste coltivazioni contribuiscono anche le leggende che circondano la lavanda. Una delle più conosciute racconta che una fata, incantata dalla bellezza di una terra baciata dal sole, lasciò cadere sul terreno il colore del cielo, dando origine ai campi viola che ancora oggi affascinano visitatori provenienti da tutto il mondo. Un racconto che ben si sposa con l’atmosfera quasi fiabesca che si respira passeggiando tra le fioriture della Costa degli Etruschi.

I campi di lavanda sono anche protagonisti di molte iniziative culturali e turistiche. Diverse aziende agricole offrono infatti visite guidate, laboratori didattici e degustazioni di prodotti locali. I visitatori possono apprendere le tecniche di coltivazione, assistere alla raccolta dei fiori e scoprire il processo di distillazione dell’olio essenziale. Alcune location organizzano eventi musicali, sessioni fotografiche e momenti di relax nella natura, offrendo un’esperienza autentica e coinvolgente. L’interesse crescente per queste coltivazioni dimostra come il turismo sostenibile possa essere una risorsa importante per il territorio. La valorizzazione dei campi di lavanda aiuta a promuovere un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente, che unisce agricoltura, cultura e accoglienza turistica. Inoltre, permette di far conoscere aree meno frequentate della Toscana, distribuendo i flussi turistici in modo più equilibrato e sostenendo l’economia locale.

I campi di lavanda della Costa degli Etruschi rappresentano una delle espressioni più affascinanti del paesaggio toscano contemporaneo. Grazie alla loro bellezza, al profumo intenso e al forte legame con il territorio, offrono un’esperienza unica, capace di coinvolgere tutti i sensi. Non è un caso che la lavanda continui a essere associata al benessere e al relax: persino una volta essiccata conserva a lungo il suo inconfondibile aroma, caratteristica che da secoli la rende protagonista di profumazioni naturali per la casa. Visitare i campi di lavanda significa immergersi in un’atmosfera di pace, riscoprendo il valore della semplicità e il profondo rapporto tra l’uomo e il paesaggio che lo circonda. Queste sensazioni di intenso relax si respirano anche durante una vacanza al Park Hotel Marinetta, una delle strutture simbolo della Costa degli Etruschi. Questo luogo unisce mare, pineta, benessere e tradizione toscana per offrire un soggiorno all’insegna del comfort e della natura. Il resort, situato a Marina di Bibbona e immerso in una pineta mediterranea secolare, si trova a pochi passi dal mare ed è la scelta ideale sia per famiglie che per coppie in cerca di relax. La posizione privilegiata permette agli ospiti di godere della tranquillità della natura senza rinunciare alla comodità di un accesso diretto al mare e di poter intraprendere emozionanti esplorazioni dei dintorni.

Colpo da novanta per il Real Campagnano: ufficiale l’arrivo del bomber Victor

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Il Real Campagnano è lieto di annunciare ufficialmente il tesseramento dell’attaccante brasiliano Carvalho Santos Victor, conosciuto più semplicemente come “Victor”.
Classe 2000 è un vero e proprio rapace d’area di rigore, un centravanti moderno che ha il gol nel sangue.

Nell’ultima stagione ha trascinato l’Olimpus a suon di reti, dimostrando una prolificità straordinaria e doti tecniche fuori dal comune.
A guidarlo in questa nuova avventura a Campagnano ci sarà una vecchia conoscenza: Mister Massimi. 
Il tecnico, che lo ha già valorizzato al meglio e ne conosce ogni segreto tattico, lo ha fortemente voluto per compiere il salto di qualità definitivo. L’intesa tra i due è già collaudata e promette grandi cose in questa nuova stagione sportiva.

La dirigenza, che ha spinto fortemente per l’arrivo di Victor, regala così ai propri tifosi un colpo da novanta, un innesto di puro talento.

Ufficio stampa Real Campagnano

Grande coinvolgimento ed entusiasmo per l’inaugurazione del nuovo parco giochi

Piglio, Federici: “Le varie opere concretizzate da quest’Amministrazione, stanno ridisegnando in termini estetici e di efficienza l’immagine del nostro paese”

Questo pomeriggio , è stata restituita alla comunità pigliese  dopo un importante intervento di riqualificazione durato circa due mesi, l’area giochi di via Piagge,  finalmente rimessa a nuovo per ospitare i bambini e le famiglie. All’inaugurazione, con tanto di taglio di nastro , era presente insieme al Sindaco Mario Felli la Giunta Comunale (Mauro Federici , Domenico Franceschetti, Lucia Ceccaroni e Claudio Alessandri)con i consiglieri Carlo Appetecchia e Marco Mapponi ed il consigliere di minoranza Roberto Neccia . “Tantissima gente e tantissimi bambini presenti per festeggiare l’apertura del restyling del nuovo parco giochi –sottolinea il Sindaco Mario Felli-  Rappresenta  un lavoro importante, pensato per far vivere il paese, e farlo vivere dai bambini e dalle loro famiglie come luogo di socialità e incontro Sono davvero felice, l’augurio è che vi sia rispetto e diligenza, l’area è dotata di videosorveglianza e non si tollererà alcuna forma di vandalismo, ne uso diverso di quest’area”. Il Vice Sindaco Mauro Federici (delegato ai Lavori Pubblici) ha ringraziato la folta partecipazione di pubblico, sentore di quanto sia importante questo spazio per la quotidianità pigliese. “Oggi inauguriamo il nuovo parco giochi a distanza di sei mesi dell’inaugurazione della sede della scuola dell’infanzia capoluogo –ha dichiarato il Vice Sindaco Mauro Federici-  a breve si procederà con  l’inaugurazione dell’isola ecologica ed anche la nuova mensa scolastica. Ciò dimostra l’operatività di quest’Amministrazione, che ha una visione, strategia e programmazione  a lungo raggio per il territorio, logicamente tutto è coinvolto dai tempi  che i rispettivi lavori necessitano. Tutta l’amministrazione ha voluto fortemente realizzare questa nuova opera, perché era fondamentale per i bambini avere questo spazio. E’ un’area  ludica posta al centro del paese, che grazie alle varie opere  effettuate da quest’amministrazione  come la piazza- Falcone e Borsellino, l’asilo, la scalinata adiacente alla farmacia, la scala che porta alla piazza dell’Olmo, contribuisce ridisegnare in meglio l’immagine, il tessuto urbano di Piglio. Abbiamo l’impegno d’intervenire nelle altre aree del paese, come la realizzazione di un’area giochi nella lottizzazione in località Torretta, ed altre interventi in programma,  oggi siamo orgogliosi e di ritrovarvi con lo stesso entusiasmo nelle prossime inaugurazioni, un segnale di sinergia  e vicinanza tra la nostra Amministrazione e la cittadinanza di avervi qui e che vi siano tutti i bambini. Ci tengo a fare un  appello al senso civico rivolto ai  più grandi, affinchè quest’area possa mantenersi per il futuro ad uso di tutti, per i nostri figli”. Dopo il taglio del nastro (nella foto) tantissimi bambini hanno letteralmente preso d’assalto l’area, precipitandosi a giocare nell’area che è stata dotata di una nuova pavimentazione anti-trauma e da nuovi giochi per i più piccoli.

Arte, colore e creatività: il bodypainting torna a Vipiteno

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C’è un posto dove le persone scompaiono in pieno giorno, senza effetti speciali e senza artifici digitali.

Succede a Vipiteno il 3 e 4 luglio, quando il centro storico ospita la nuova edizione del World Bodypainting Festival Italy, richiamando artisti internazionali pronti a confrontarsi in una delle discipline più spettacolari della body art contemporanea.

Non si tratta di una mostra e nemmeno di una semplice esibizione. È una competizione dal vivo nella quale i partecipanti hanno tre ore di tempo per trasformare il corpo umano in un’illusione ottica. Attraverso colore, prospettiva e precisione tecnica, modelli e ambiente si fondono fino a diventare un’unica immagine, rendendo quasi impossibile distinguere dove finisca l’opera e dove inizi la realtà.

Quando il corpo si confonde con il paesaggio

Cuore dell’evento sarà il World Award Camouflage, categoria dedicata all’arte della mimetizzazione che vedrà gli artisti impegnati tra vicoli, piazze e scorci del borgo. Il risultato sono opere sorprendenti in cui il corpo umano diventa parte integrante dello scenario, fondendosi con muri, facciate, dettagli architettonici e ambienti urbani.

Ogni creazione nasce interamente dal vivo e viene realizzata nell’arco di poche ore, permettendo al pubblico di seguire tutte le fasi del processo creativo: dall’idea iniziale agli ultimi dettagli che completano l’effetto ottico.

La novità del 2026

Accanto alla competizione dedicata al camouflage debutta quest’anno anche il World Award Facepainting, nuova categoria internazionale che avrà come tema “Spiritual Guardians”.

Gli artisti saranno chiamati a interpretare figure protettrici, spiriti ancestrali, creature mitologiche e simboli provenienti da culture e tradizioni differenti, dando vita a opere che uniscono tecnica, immaginazione e ricerca artistica.

Una giuria internazionale

A valutare le opere sarà una giuria composta da Emma Hack (Australia), Johannes Stötter (Italia), Bella Volen (Stati Uniti) e Silvia Vitali (Italia), quattro nomi di riferimento nel panorama internazionale della body art.

Tra loro spiccano Emma Hack, artista australiana nota a livello internazionale per i suoi lavori di camouflage bodypainting e per aver firmato le celebri opere utilizzate nel videoclip “Somebody That I Used to Know” di Gotye, e Johannes Stötter, illusionista e maestro del bodypainting nato e residente a Vipiteno, tra i massimi interpreti internazionali del camouflage bodypainting e profondo conoscitore del territorio che fa da cornice all’evento.

Un museo a cielo aperto nel cuore delle Alpi

A rendere ancora più suggestiva la manifestazione sarà la cornice stessa di Vipiteno. Per due giorni il centro storico si trasformerà in una galleria d’arte diffusa, dove edifici, piazze e scorci cittadini diventeranno parte integrante delle opere.

Il pubblico potrà osservare da vicino il lavoro degli artisti, assistere alla nascita delle creazioni e vivere un’esperienza che unisce arte contemporanea, performance dal vivo e patrimonio storico in uno dei borghi più affascinanti dell’arco alpino.

Il programma prenderà il via già il 2 luglio con workshop, incontri e attività dedicate alla community internazionale del festival. In serata Piazza Città ospiterà musica dal vivo, street food e spettacoli luminosi che daranno il via a un fine settimana in cui arte, creatività e illusione trasformeranno Vipiteno in un palcoscenico a cielo aperto.

Casilino Sky Park, l’altra estate romana: la periferia diventa una seconda casa

Casilino Sky Park, l’altra estate romana: la periferia diventa una seconda casa
I quartieri diventano protagonisti, ogni giorno, tra street food, bambini e grandi eventi

Sospesi a 17 metri d’altezza, ma con la familiarità e la tranquillità di chi si trova nel salotto di casa. 

Il Casilino Sky Park riscrive le regole dell’estate romana offrendo una vera e propria live experience pensata per le famiglie: 

un’oasi sul tetto di Roma Est dove i genitori possono rilassarsi e i bambini corrono, si arrampicano e fanno amicizia in spazi protetti, attrezzati e privi di barriere. 

E se lo sguardo spazia libero sullo skyline urbano, il palato viaggia attraverso le strade di borgata: la grande terrazza è infatti un crocevia di sapori suddiviso in sette cucine locali, ognuna portavoce dell’anima culinaria dei quartieri limitrofi. 

Fino al 30 settembre 2026, vivere la periferia significa salire in alto, in un luogo dove l’intrattenimento, il cibo di strada a filiera corta e il calore della comunità si incontrano ogni giorno.

In una città piena di eventi d’estate, il Casilino Sky Park è l’altra estate romana: 

non una rassegna che si accende e si spegne, ma un luogo di quartiere aperto ogni giorno. 

Si parla spesso dello Sky Park per i suoi grandi eventi — le leggende della musica internazionale, i festival, il cinema sotto le stelle — ma la caratteristica che lo rende davvero unico è un’altra, meno appariscente e più profonda: qui i quartieri diventano protagonisti e la periferia diventa casa. 

Non uno spazio per un target ristretto o riservato alle grandi serate, ma una piazza aperta dove chi abita la periferia est di Roma si sente a casa ogni giorno, dal martedì alla domenica, con o senza il grande nome sul palco.

Questa vocazione comunitaria si vede, prima ancora che nei cartelloni, in ciò che si porta in tavola. 

La Terrazza del Gusto non è una semplice area food: è un progetto comunitario. Sette cucine diverse e un cocktail bar, otto realtà locali dai quartieri attorno allo Sky Park — Alessandrino, Centocelle, Tor Tre Teste, Torre Maura e Torpignattara — che hanno scelto di unire le forze per dare vita a uno street food pop-gourmet a filiera corta. 

I sapori dei quartieri diventano l’ingrediente comune, e quello che sembra un mero pasto si trasforma in parte di una storia più grande: quella di una comunità, della sua gente, del suo territorio.

A portare in alto questa cucina di quartiere sono la Fucina Alessandrina, con le pinse romane, i panini “boni come er pane” e la carne alla griglia;

la Cartocceria Alessandrina, con cartocci, fritti di pesce e panini con il polpo; il Pastificio Secondi, con primi e fritti di pasta all’uovo artigianale; 

la Gyozeria by MUN, street food giapponese con gyoza, sushi e bao; LabHalo, con fast fusion food, poke e tacos; il Bazar – Taverna Curdo Meticcia, con cucina curda e mediorientale, piatti vegetariani, vegani e di carne; la Gelateria Grosté, con gelati artigianali, granite e dolci.

A completare l’esperienza, la Drogheria Alessandrina, il cocktail bar della terrazza, con birre artigianali, long drink e cocktail.

Ma il vero segno distintivo dello Sky Park è che qui le famiglie e i bambini trovano casa.

Mentre i genitori si godono la cena o uno spettacolo, i più piccoli hanno aree e attrezzature tutte loro: un’area bambini con altalene, scivoli, parete di arrampicata e casetta sospesa, e un’area games con biliardini, ping pong e retrogame. 

Per chi ama lo sport, ci sono campi di padel e porte per i tiri. 

Sono spazi attrezzati ma “liberi”, dove i bambini giocano senza barriere e, giocando, socializzano, si incontrano e fanno nascere amicizie e legami. Perché allo Sky Park nessuno resta ai margini: il tetto è pensato perché ogni generazione abbia il suo spazio, nello stesso luogo e nello stesso momento.

«Il Casilino Sky Park non è un evento, è un’infrastruttura comunitaria permanente — dichiara Dario Minghetti, presidente di Fusolab —.

Qui i quartieri diventano protagonisti: anche lo street food è un progetto comunitario, e accanto ai grandi nomi c’è un luogo che vive ogni giorno, dove famiglie e bambini trovano una seconda casa.

È la nostra idea di periferia: non un margine, ma un centro».

Tra le novità del 2026, lo Sky Park annuncia una collaborazione con la Festa del Cinema di Roma. Ogni martedì, prima della proiezione della rassegna Cinema sul Tetto, va in scena “Personal Trailer”, il talk in cui Valerio Desirò incontra i protagonisti del grande schermo — attori, registi e produttori — per raccontare il cinema da vicino, sotto le stelle della periferia.

INFO UTILI E LOGISTICA

Il Casilino Sky Park è aperto dal martedì alla domenica, dalle 18:00 alle 02:00, in Viale della Bella Villa 106, Roma (Terrazza 4° piano del Multipark). 

In auto: uscita 18 del GRA (Casilina), con ampio parcheggio gratuito da 600 posti interni al multipiano (piani 1°, 2° e 3°; no piano -1). 

In metro: Metro C, fermata Alessandrino. Calendario, menù e prenotazioni su casilinoskypark.it.

La storia come bussola del futuro:  Travaglio, Fantaccini e Francini nel talk di “Schermi di Piombo”

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La storia come bussola del futuro:  Travaglio, Fantaccini e Francini nel talk di “Schermi di Piombo” prima della proiezione del film “Loro” di Paolo Sorrentino. 

 30 giugno ore 20.00 Eur Social Park 

 Il valore della memoria storica non è soltanto un semplice sguardo rivolto al passato, ma una sorta di bussola per orientare il nostro percorso e tracciare la rotta del futuro.

Non solo un valido archivio di fatti ma un bagaglio di esperienze, che possono trasformarsi in strumenti. Parte da queste considerazioni il quarto appuntamento della rassegna cinematografica “Schermi di Piombo.

Ombre e poteri l’Italia dietro le quinte”, ideata dal direttore artistico Leonardo Scuderi in collaborazione con la giornalista d’inchiesta Angela Camuso, che il 30 giugno 2026 vedrà sul palco un talk decisamente interessante con i giornalisti Marco Travaglio e Adolfo Fantaccini, insieme all’attrice Chiara Francini, pronti ad interagire con la conduttrice, la stessa Camuso, per poi assistere alla proiezione del film “Loro” per la regia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Elena Sofia Ricci, Fabrizio Bentivoglio, Euridice Axen e tanti altri.

Comprendere chi siamo e la complessità di due decenni cruciali,  gli anni novanta e i duemila, che hanno ridisegnato i confini dell’Italia. Questa la mission della kermesse,  che vanta il patrocinio di Roma Capitale e si realizza in collaborazione con Eur Spa e con la media partner di Eur District, organizzata ancora una volta presso la location di Eur Social Park.

L’ingresso è gratuito ogni martedì ore 20.00,  ma data la numerosa affluenza è sempre meglio prenotare il proprio posto. Info Eur Social Park – Ingresso da Viale di Val Fiorita (nei pressi della stazione Eur/Magliana), Roma. www.eursocialpark.it

Sanità, Giuliano (UGL): “Stop a migrazione per le cure, al sud l’assistenza è un miraggio”

Il Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute sulla mobilità sanitaria interregionale mette a nudo i divari strutturali del Paese e innesca la ferma reazione della UGL Salute, pronto a dare battaglia per l’equità delle cure. “I numeri emersi dal documento del Ministero non fanno altro che fotografare, con la spietata freddezza dei dati, una realtà che denunciamo da anni: la mobilità sanitaria non è un fenomeno passeggero ma una vera e propria piaga strutturale, una criticità del sistema che costringe quasi un cittadino su dieci, per la precisione 691.640 persone in un solo anno, a fare le valigie per andare a curarsi lontano da casa” dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, evidenziando come i 639.201 ricoveri fuori regione per acuti e i picchi vicini al 16% nella riabilitazione pesino drammaticamente sulle fasce più deboli. Per il sindacato, infatti, la scelta del luogo di cura non deve nascere da una carenza strutturale dei territori d’appartenenza. “Non possiamo accettare che il diritto costituzionale alla salute sia subordinato al codice postale di residenza e che questa situazione diventi l’ennesima tassa occulta sulla pelle dei lavoratori e delle famiglie più fragili; la nostra posizione sul turismo sanitario è netta: la libertà di scelta è un valore, ma quando si trasforma in una fuga disperata, allora siamo di fronte al crollo dell’equità sociale” incalza il leader sindacale di fronte a una spaccatura geografica che vede l’Emilia-Romagna in testa all’attrazione con oltre 63mila ricoveri di saldo attivo, seguita da Lombardia, Veneto, Lazio e Toscana, mentre Calabria, Campania, Sicilia e Puglia registrano saldi passivi drammatici, fino ai casi limite di Molise (32,8%) e Basilicata (28,6%). Questa migrazione comporta conseguenze economiche devastanti per le strutture ospedaliere del Mezzogiorno, che si vedono sottrarre fondi vitali. “Questo dissanguamento non è solo una statistica sulla percezione della qualità, ma si traduce in un trasferimento miliardario di risorse pubbliche dal Meridione al Settentrione, impoverendo ulteriormente i bilanci delle Regioni in difficoltà, bloccando le assunzioni del personale e impedendo gli investimenti tecnologici necessari per modernizzare gli ospedali del Mezzogiorno. Così l’assistenza in alcune regioni resta un miraggio” spiega Giuliano, invocando una riforma radicale che superi le disparità locali una volta per tutte. La UGL Salute chiede quindi un intervento centrale immediato per azzerare i viaggi della speranza e ridare dignità sia ai pazienti sia ai lavoratori del comparto. “Per noi è giunto il momento di dire basta a questa sanità a doppio binario: non servono più soluzioni tampone, ma un grande Piano Nazionale di riequilibrio territoriale guidato dal Ministero della Salute che imponga standard assistenziali identici in ogni angolo del Paese, valorizzando le eccellenze locali, potenziando la medicina del territorio e garantendo la dignità dei professionisti sanitari del Sud che lavorano in condizioni di perenne emergenza, perché una nazione civile non può tollerare che la salute sia un privilegio di chi può permettersi un biglietto del treno verso il Nord” conclude il Segretario Nazionale.

FARA IN SABINA INSEGUIMENTO IN CENTRO ABITATO

I CARABINIERI ARRESTANO UN DICIANNOVENNE PER FUGA PERICOLOSA E LO DENUNCIANO PER RICETTAZIONE

Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Poggio Mirteto, unitamente ai militari della Stazione di Fara in Sabina, hanno tratto in arresto un diciannovenne, in applicazione delle recenti disposizioni normative del Codice della Strada, per fuga pericolosa dopo l’intimazione dell’alt e ricettazione.

Durante un servizio di controllo del territorio nel comune di Fara in Sabina, l’equipaggio dell’Aliquota Radiomobile ha incrociato un’autovettura di grossa cilindrata condotta dal giovane. Alla vista della pattuglia, il conducente si è dato immediatamente alla fuga. Nonostante l’intimazione dell’alt da parte dei militari, il diciannovenne ha accelerato la marcia, sfrecciando a forte velocità all’interno del centro abitato di una frazione locale nel tentativo di sottrarsi al controllo e mettendo a grave rischio l’incolumità pubblica.

Al termine di un prolungato inseguimento per le vie cittadine, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare il veicolo e il conducente nei pressi dell’abitazione di alcuni parenti di quest’ultimo.

I successivi accertamenti hanno permesso di appurare il motivo della condotta: il mezzo è risultato provento di un furto consumato poco prima in un’altra provincia del Centro Italia, per il quale il proprietario aveva già sporto denuncia.

Il giovane è stato tratto in arresto in flagranza per il reato di fuga pericolosa dopo l’intimazione dell’alt e contestualmente deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti per il reato di ricettazione. Il veicolo recuperato è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e sarà restituito al legittimo proprietario.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Casa, il Lazio cresce più della media nazionale

Il mercato immobiliare residenziale del Lazio cresce più della media nazionale e continua a distinguersi per alcune caratteristiche peculiari rispetto ad altre aree del Paese. Secondo la tredicesima edizione del Real Estate DATA HUB, le compravendite residenziali nella regione hanno registrato una crescita su base annuadel 15,9%, a fronte di un incremento nazionale pari al 9,5%. Un risultato che conferma il dinamismo del territorio laziale e mette in evidenza alcune peculiarità della domanda e del patrimonio immobiliare locale, che seguono dinamiche differenti rispetto a quelle osservate in altre regioni.

Se la crescita delle compravendite accomuna il Lazio al trend positivo osservato a livello nazionale, la composizione della domanda mostra invece alcune caratteristiche distintive. A differenza di quanto rilevato nel Sud Italia, dove una quota sempre più significativa degli acquirenti cerca abitazioni di metrature più ampie (da 4 locali o più), nel Lazio oltre il 70% della domanda continua a concentrarsi su bilocali e trilocali. Secondo le analisi del Centro Studi di REMAX Italia, i bilocali rappresentano il 30,44% delle transazioni, mentre i trilocali raggiungono il 40,17% delle compravendite, confermandosi la tipologia più richiesta dagli acquirenti.

Il focus sulla Capitale restituisce l’immagine di un mercato particolarmente dinamico. A Roma i prezzi delle abitazioni sono cresciuti mediamente dell’8% nell’ultimo anno, mentre i tempi medi necessari per concludere una compravendita sono scesi a 124 giorni, rispetto ai 137 registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Secondo le analisi riportate nel Real Estate DATA HUB – il market report realizzato dal Centro Studi di REMAX Italia, dall’Ufficio Studi di RYZE e dall’Ufficio Studi di 24MAX – anche i margini di trattativa si sono progressivamente ridotti, con lo sconto medio richiesto che ha raggiunto verso la fine dell’anno il valore minimo del 4,3%. La riduzione degli sconti appare particolarmente evidente in città, dove la pressione della domanda continua a essere più intensa rispetto alla provincia, confermando la capacità del mercato romano di assorbire rapidamente gli immobili più ricercati.

Tra gli aspetti che continuano a caratterizzare il mercato di Roma vi è inoltre il peso del patrimonio edilizio esistente.A livello nazionale il crescente interesse verso l’efficienza energetica sta contribuendo ad aumentare la domanda di immobili nelle classi più elevate, anche grazie alle agevolazioni dei mutui green. A Roma, invece, la struttura storica del patrimonio immobiliare continua a incidere in modo significativo sulle scelte abitative”, spiega Dario Castiglia, CEO & Founder di REMAX Italia. Le compravendite restano, infatti, concentrate prevalentemente su immobili appartenenti alle classi energetiche meno performanti. Una situazione legata alle caratteristiche del tessuto edilizio della Capitale più che a una minore attenzione degli acquirenti verso sostenibilità ed efficienza.

Sfoglia e scarica la versione integrale del Real Estate DATA HUB al seguente link: https://rem.ax/RealEstateDataHub13

I salumi DOP piacentini protagonisti al convegno del castello di Luzzano

Il castello di Luzzano, sul confine tra Emilia-Romagna e Lombardia, ha fatto da cornice del convegno organizzato domenica 21 giugno dal titolo “Salumi DOP e vini DOC, l’oro del Comune di Ziano Piacentino – Salute e benessere nel tempo”. Promotori dell’iniziativa il comune di Ziano Piacentino e la Pro Loco, con la collaborazione del comune di Rovescala in provincia di Pavia.

Il titolo ha riassunto il significato dell’appuntamento in cui viene sottolineato come il benessere parte dalla sana alimentazione, e le nostre eccellenze incarnano appieno questo concetto, a partire proprio dalla nostra coppa, dal nostro salame e dalla nostra pancetta, prodotti DOP del territorio piacentino.

La provincia di Piacenza è infatti l’unica in Europa a poter vantare tre salumi a Denominazione di Origine Protetta. Un primato che abbiamo voluto mettere in evidenza attraverso momenti di approfondimento e degustazione”, ha commentato Manuel Ghilardelli, sindaco di Ziano Piacentino. Un progetto che ha anche ottenuto il sostegno e il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Non solo enogastronomia. Ogni idea ambiziosa, per concretizzarsi, deve concentrarsi sulla capacità di fare rete, coinvolgendo realtà solo apparentemente diverse tra loro. Perché un territorio non si identifica solo con il buon cibo e il buon vino: a forgiare la personalità di una terra è anche la storia, le tradizioni, la cultura in senso lato. Non a caso, al centro di questa iniziativa troviamo i soggetti più vari: dal Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini all’associazione archeologica Pandora, passando per il Museo Archeologico della Val Tidone. Senza dimenticare, ovviamente, l’emblematico castello di Luzzano, messo a disposizione dalla sempre disponibile proprietaria Fugazza. E proprio la storia ha creato lo scenario ideale per riscoprire origini condivise, declinate nei secoli in intrecci complessi, ripercorrendo anche le vicissitudini che hanno interessato i due territori, quello di Ziano, nel piacentino e quello di Rovescala, nel pavese.

È un concetto molto interessante perché la storia che oggi ci lega è costellata, in realtà, da conflitti e battaglie tra piacentini e pavesi, soprattutto in epoca medievale”, commenta Ghilardeli. “Oggi ovviamente la situazione è cambiata e questi screzi del passato rappresentano al contrario un forte collante tra i nostri territori”.

Non a caso, l’iniziativa ha dedicato ampio spazio anche alla storia e all’archeologia, temi che raccontano un passato in cui piacentini e pavesi si sono spesso trovati su fronti opposti. “Nel Medioevo, infatti, i due territori furono protagonisti di numerosi scontri per il controllo delle vie di comunicazione che collegavano la Pianura Padana al porto di Genova”, ha raccontato nel suo intervento Fabio Romaoni, saggista ed esperto in storia medioevale. “Le colline che oggi uniscono le due province erano infatti attraversate da importanti percorsi commerciali. Pavia e Piacenza si contendevano il controllo delle strade che conducevano verso il mare e delle rotte fluviali lungo il Po, che fino alla seconda metà dell’Ottocento rappresentò la principale arteria di trasporto per merci e prodotti. Sale, derrate e materiali pesanti viaggiavano infatti soprattutto attraverso la grande via d’acqua padana, prima dell’avvento della ferrovia”.

Al contrario del commercio, il vino rappresenta invece, da sempre, la scusa perfetta per sotterrare l’ascia di guerra: “Quando pensiamo al vino, pensiamo a qualcosa di familiare: una bottiglia condivisa sulla tavola, un brindisi, un momento che ci accomuna, che ci mette insieme, che fa comunità. Il vino è carico di significati simbolici e antropologici, e proprio l’antropologia ci aiuta a interpretare il significato culturale del vino: bere significa riconoscersi in parte di un gruppo, di una comunità”, ha spiegato Gloria Bolzoni, direttrice del Museo Archeologico della Val Tidone.

Tra le eccellenze presentate durante la serata anche la Fava di San Colombano di Ziano, recentemente riconosciuta come De.Co. (Denominazione Comunale di Origine), un prodotto simbolico che nasce proprio nelle aree di confine e che rappresenta idealmente l’unione tra le due comunità.

Questo incontro non vuole essere un episodio isolato. Se in passato alcune collaborazioni erano già state avviate, l’obiettivo ora è quello di costruire un percorso più strutturato e duraturo. Tra le idee emerse figura anche la possibilità di organizzare in futuro un festival dedicato alla Bardoneggia, il torrente che segna il confine tra Emilia-Romagna e Lombardia”, hanno spiegato Ghilardelli e Dellafiore, sindaco di Rovescala. “Potrebbe essere l’inizio di una grande avventura e di una grande opportunità per i nostri territori”.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche Antonio Grossetti del Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini che ha puntato l’attenzione sulla genuinità e sulla storia dei salumi e del consorzio piacentino.

A testimoniare il potere conviviale del vino e dei salumi, anche la presenza di una delegazione dagli Stati Uniti. Nello specifico era presente alla serata Jason F. Cilento, sindaco di Dunellen, città nello Stato del New Jersey, accompagnato da un gruppo di collaboratori e familiari. Nel 2017, il coro degli Alpini della Val Tidone aveva raggiunto Dunellen come omaggio ai tanti italiani emigrati proprio in quella città. Da quel giorno è nata una salda amicizia che lega la città americana alla Val Tidone. Che poi non è solo una semplice amicizia, dal momento che Elaine Januszewski, cittadina di Ziano, è la cugina del primo cittadino Cilento. Insomma, una sorpresa nella sorpresa, che contribuisce a rimarcare il significato profondo di questa giornata.

Un progetto che punta a trasformare il confine da elemento di separazione a occasione di incontro, valorizzando storia, cultura, prodotti tipici e tradizioni che rendono uniche queste colline tra Piacentino e Pavese. Il convegno si è quindi concluso con una degustazione dei salumi DOP del salumificio San Carlo e Valtidone, soci del Consorzio, abbinati ai vini DOC della cantina Castello di Luzzano.

Il primo cittadino di Ziano ha quindi ringraziato i proprietari del Castello per l’ospitalità.