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Ostia. Miss Omnia, stasera la finale nazionale al Tibidabo

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Appuntamento dalle 20.30 a Ostia Lido per la finale nazionale di Miss Omnia e Miss Omnia Baby. Sul palco sfilate, talento e premiazioni. Dino Tropea, redattore del Giornale del Lazio, chiamato a far parte della giuria.

Mentre Miss Italia si avvicina alle Prefinali nazionali dellโ€™edizione 2026, in programma dallโ€™1 al 3 settembre a Roma, anche Ostia accende i riflettori sul mondo dei concorsi di bellezza e talento. Questa sera, sabato 29 agosto, allo stabilimento Tibidabo di Ostia Lido si svolgerร  la finale nazionale di Miss Omnia e Miss Omnia Baby. Lโ€™ingresso del pubblico รจ previsto dalle 20.30, mentre lo spettacolo inizierร  alle 21.00. Sul palco si alterneranno sfilate, momenti artistici, interviste e premiazioni fino alla proclamazione delle vincitrici delle due categorie.

A condurre la finale sarร  Samanta Panetta, patron e fondatrice di Miss Omnia Italia. Nato a Roma, il concorso dichiara di voler affiancare alla componente estetica la valutazione della personalitร , del talento e delle capacitร  comunicative delle partecipanti. Il regolamento ufficiale consente di entrare piรน nel dettaglio: tra i criteri affidati alla giuria figurano eleganza, portamento, personalitร , capacitร  comunicative, presenza scenica e talento, oltre al comportamento tenuto durante il concorso.

La giuria annunciata per la finale sarร  composta da Claudio Di Napoli, Paola Desini, Giuseppe Celli e Dino Tropea, redattore del Giornale del Lazio. A loro si aggiungerร  un giurato misterioso, la cui identitร  sarร  svelata nel corso della serata. Per Tropea si tratta di una nuova esperienza nel mondo dello spettacolo, dopo la partecipazione come giudice a un concorso di canto al Parco Leonardo Show e lโ€™accredito giornalistico per il Lazio a Miss Italia.

Una parte della serata sarร  dedicata a Miss Omnia Baby, la categoria riservata alle partecipanti piรน giovani. Secondo quanto indicato dallโ€™organizzazione, il progetto punta a valorizzare spontaneitร , simpatia, espressivitร  e talento, ponendo lโ€™esperienza e il coinvolgimento delle famiglie davanti alla dimensione puramente competitiva. Nel corso della finale saranno proclamate le vincitrici delle due categorie e, come indicato nel comunicato, tutte le concorrenti riceveranno una medaglia di partecipazione.

In palio ci sono anche i riconoscimenti previsti per lโ€™edizione 2026. Per Miss Omnia il programma ufficiale indica una stagione televisiva nel programma โ€œA casa di Samantaโ€, un voucher vacanza per quattro persone in Italia e uno shooting fotografico professionale. Per Miss Omnia Baby sono invece previsti un voucher vacanza di una settimana per quattro persone, uno shooting fotografico professionale e un premio a sorpresa.

La finale di Ostia rappresenta il punto di arrivo del percorso di Miss Omnia e Miss Omnia Baby 2026. La formula scelta dallโ€™organizzazione punta ad ampliare il concetto tradizionale del concorso di bellezza: accanto allโ€™immagine entrano infatti nella valutazione personalitร , capacitร  comunicative, presenza scenica e talento. La passerella diventa cosรฌ uno dei momenti della competizione, non lโ€™unico elemento sul quale costruire il giudizio finale.

รˆ una direzione che si ritrova, con una storia e una dimensione differenti, anche in Miss Italia, proprio mentre รจ in corso lโ€™edizione 2026. Nellโ€™anno degli ottantโ€™anni dalla denominazione adottata nel 1946, il concorso nazionale ha scelto per le Prefinali di Roma una formula basata sullโ€™audizione delle candidate, con lโ€™obiettivo dichiarato di far emergere preparazione, personalitร , modernitร  e telegenia. Un segnale di come anche manifestazioni storicamente legate alla bellezza stiano cercando di dare maggiore spazio alle caratteristiche individuali e alle capacitร  delle partecipanti.

In questo quadro si inserisce anche la finale di Ostia. Per le concorrenti di Miss Omnia sarร  il momento conclusivo di un percorso nel quale mettersi alla prova davanti alla giuria e al pubblico; per la categoria Miss Omnia Baby, lโ€™organizzazione pone lโ€™accento sulla spontaneitร , sullโ€™espressivitร , sul talento e sulla condivisione dellโ€™esperienza. Al di lร  delle fasce che saranno assegnate, resta proprio questo il significato piรน interessante della serata: offrire uno spazio nel quale presenza scenica, carattere e capacitร  personali possano emergere insieme, trasformando la finale in unโ€™esperienza che non si esaurisce nella sola competizione.

Informazioni essenziali

๐Ÿ“ Stabilimento Tibidabo โ€“ Ostia Lido
๐Ÿ“… Sabato 29 agosto 2026
๐Ÿ•ฃ Ingresso pubblico dalle ore 20.30
๐ŸŽญ Inizio spettacolo ore 21.00
๐ŸŽŸ๏ธ Ingresso libero

San Felice Circeo. Quaranta conquista il pass per Miss Italia

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A Vigna La Corte la diciottenne di Ostia รจ stata eletta Miss Golfo del Circeo 2026 e porta a dodici le qualificate laziali alle Prefinali nazionali. Questa sera, sabato 29 agosto, il palco torna ad accendersi per lโ€™elezione di Miss Italia Lazio.

Chiara Quaranta, 18 anni, di Ostia, รจ Miss Golfo del Circeo 2026 e con il titolo conquistato venerdรฌ 28 agosto a Vigna La Corte, a San Felice Circeo, ottiene lโ€™accesso alle Prefinali nazionali di Miss Italia, in programma dallโ€™1 al 3 settembre al Palazzo dello Spettacolo di Roma. รˆ il dodicesimo pass assegnato alle concorrenti del Lazio, secondo quanto comunicato dagli organizzatori al termine della serata. La manifestazione prosegue giร  questa sera, sabato 29 agosto, con la finale regionale che assegnerร  la fascia di Miss Lazio 2026 e lโ€™accesso diretto alla fase finale del concorso nazionale. Il programma della due giorni e la presenza di ventuno finaliste erano stati annunciati alla vigilia dell’appuntamento.

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Chiara Quaranta, 18 anni, di Ostia, con la corona e la fascia di Miss Golfo del Circeo 2026, titolo conquistato a Vigna La Corte, a San Felice Circeo.

La vincitrice di venerdรฌ arriva da Ostia, ha appena concluso il liceo classico e si prepara a studiare Economia e Management. Nel profilo diffuso dall’organizzazione racconta inoltre una passione per la danza coltivata da quindici anni e l’interesse per moda, viaggi e spettacolo. A premiarla sono stati Martina Sambucini, Miss Italia 2020 e presidente della giuria della serata, insieme al sindaco di San Felice Circeo Monia Di Cosimo, Gianni Ippoliti e Pino Schiboni. Il risultato รจ stato confermato anche dalle prime cronache pubblicate nella mattinata di sabato.

Alle spalle di Quaranta si sono classificate Gioia Gusci Renzetti, 18 anni, di Subiaco, al secondo posto, e Nicole Boccanera, 22 anni, di Marino, terza. Nel corso della stessa serata sono state attribuite altre due fasce: Federica Rizza, 26 anni, originaria di Gaeta e residente a Formia, ha ottenuto il titolo di Miss Social Lazio 2026, mentre Michela Meli, 21 anni, romana, รจ stata scelta come Miss Italia Chef Lazio 2026. Entrambe, secondo il comunicato dell’organizzazione, avevano giร  ottenuto la qualificazione alle Prefinali nazionali attraverso precedenti titoli regionali.

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Le tre fasce assegnate a San Felice Circeo: Miss Italia Chef Lazio, Miss Golfo del Circeo e Miss Social Lazio 2026, al termine della selezione a Vigna La Corte.

La tappa del Circeo non รจ stata costruita soltanto intorno alla competizione. Le ventuno concorrenti della fase conclusiva regionale hanno sfilato anche con creazioni dell’ITS Academy Sistema Moda, inserendo la serata nel progetto โ€œLazio, la Bellezza del Talentoโ€, promosso dalla Regione Lazio, curato da Lazio Innova e realizzato con risorse del PR FSE+ 2021-2027. Il progetto arriva per il quarto anno consecutivo a San Felice Circeo e mette in relazione formazione, moda e spettacolo. La cornice รจ quella dei giardini di Vigna La Corte, affacciati sul Golfo, che ospitano entrambe le serate conclusive.

Sul palco รจ intervenuto anche Gianni Ippoliti, che ha dialogato con le concorrenti affrontando, tra gli altri, il tema delle dipendenze e quello del rapporto tra giovani e genitori. Un passaggio che ha spostato per qualche momento l’attenzione dalla passerella alle esperienze e alle preoccupazioni di una generazione. La serata ha inoltre ripercorso una parte della storia di Miss Italia attraverso figure legate al concorso e allo spettacolo italiano, nel 2026 in cui ricorrono gli ottant’anni dall’adozione della denominazione โ€œMiss Italiaโ€, avvenuta nel 1946.

Il sindaco Monia Di Cosimo, intervenendo durante l’appuntamento, ha legato la presenza della manifestazione alla promozione di San Felice Circeo e del suo patrimonio paesaggistico e culturale. รˆ una valutazione dell’amministrazione comunale, distinta quindi dal dato di cronaca sull’esito della competizione. La produzione della manifestazione รจ affidata a Delta Events; la conduzione delle due serate a Margherita Praticรฒ, mentre regia e direzione artistica sono di Mario Gori.

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Il sindaco di San Felice Circeo, Monia Di Cosimo, con Margherita Praticรฒ, agente esclusivo di Miss Italia per il Lazio e conduttrice della serata, sul palco di Vigna La Corte durante Miss Golfo del Circeo 2026.

Ora l’attenzione si sposta sulla seconda serata. Sabato 29 agosto le ventuno concorrenti tornano a Vigna La Corte per contendersi il titolo di Miss Lazio 2026. La vincitrice accederร  direttamente alla fase finale nazionale e rappresenterร  la regione nel prosieguo del concorso. Sono annunciate come ospiti Valentina Belardo, Miss Lazio 2025, e Katia Buchicchio, Miss Italia 2025.

Per Chiara Quaranta, invece, il prossimo appuntamento รจ giร  fissato: dallโ€™1 al 3 settembre sarร  tra le concorrenti impegnate nelle Prefinali nazionali a Roma. รˆ questa la conseguenza concreta della serata del Circeo: il titolo locale diventa un passaggio verso la selezione nazionale, mentre San Felice Circeo resta per un’altra sera il punto d’arrivo del percorso regionale. Al momento della verifica non ho trovato sul Giornale del Lazio un precedente indicizzato con sufficiente certezza specificamente dedicato a Miss Golfo del Circeo 2026; eviterei quindi di costruire un collegamento interno non verificato.

Roma – FAST Confsal, la lezione inglese per le ferrovie italiane

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La privatizzazione delle ferrovie britanniche, avviata negli anni Novanta, rappresenta uno dei piรน discussi esperimenti di riforma di una rete infrastrutturale complessa. La frammentazione di British Rail in oltre cento societร  ha generato un aumento dei costi di transazione, una moltiplicazione delle responsabilitร  e un indebolimento della sicurezza. Il caso Railtrack, quotata in Borsa nel 1996 e responsabile di 19.000 miglia di infrastruttura, ha mostrato come profitti privati e rischi pubblici possano convivere a danno dellโ€™efficienza del sistema.

Il deragliamento di Hatfield del 2000 ha evidenziato le criticitร  di una manutenzione esternalizzata e frammentata, con perdita di conoscenza dellโ€™asset e difficoltร  di coordinamento tra proprietario, appaltatori e operatori. La crisi del modello ha portato a unโ€™esplosione dei costi, come nel progetto di modernizzazione della West Coast Main Line, passato da una previsione iniziale a una stima di 14,5 miliardi di sterline prima di essere ridimensionato.

Questa esperienza รจ di monito per lโ€™Italia, impegnata nel dibattito sullโ€™ingresso dei privati nellโ€™Alta Velocitร  e sulla possibile creazione di una ROSCO (Rolling Stock Company) nazionale. Il modello RAB (Regulatory Asset Base), proposto per attrarre capitali privati, rischia di garantire la redditivitร  di monopoli regolati trasferendo i rischi sullo Stato e sulle imprese ferroviarie.

La lezione inglese รจ chiara: la ferrovia รจ un sistema integrato nel quale frammentazione, incentivi distorti e responsabilitร  diffuse possono generare inefficienze e compromettere la sicurezza. Un tema cruciale mentre il baricentro proprietario del sistema italiano si sposta progressivamente dal pubblico al privato.

Pietro Serbassi, Segretario generale FAST Confsal

“Un mare di inclusivitร ” Civitavecchia – Continua il percorso delle Buone Azioni dell’Associazione ARGOS Forze di Polizia con il supporto della Guardia di Finanza.

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Sabato 12 settembre pv programma formativo volto a valorizzare le differenze, le fragilitร  e la promozione del giusto vivere con la LANTERNA DI DIOGENE – AGAPE comunitร  alloggio persone con disabilitร 

Continua il percorso dell’Associazione ARGOS Forze di Polizia nel valorizzare ciascuno all’interno di una comunitร , rispettando le differenze e garantendo pari diritti, infatti il 12 settembre pv con l’ausilio della Guardia di Finanza di Mare di Civitavecchia, vi sarร  l’evento denominato “Un mare di inclusivitร ” programma formativo volto a valorizzare le differenze, le fragilitร  e la promozione del giusto vivere.

La delegazione nazionale di soci volontari di ARGOS, condotti dal Presidente Nazionale e Vice Presidente Nazionale, rispettivamente Gianluca GUERRISI e Fausto ZILLI, accompagnerร  al porto di Civitavecchia (ROMA) gli amici diversamente abili di AGAPE – comunitร  alloggio persone con disabilitร  – La Lanterna di Diogene Cooperativa Sociale O.N.L.U.S.

Ad attendere le delegazioni delle associazioni ci sarร  il personaleย  dellaย Guardia di Finanzaย ย โ€“ย Sezione Operativa eย Sezione Unitร  Navali Stazione Navale di Civitavecchia per poi dare seguito alle procedure di imbarco eย vivere questa tanto desiderata esperienza con ragazzi che vivono la vita da una diversa prospettiva. La disabilitร  non definisce chi siamo, ma come affrontiamo le sfide dimostra la nostra forza,l’inclusione รจ il cuore di una societร  giusta e solidale: nessuno deve essere lasciato indietro.

ARGOS ASSOCIAZIONE AGAPE COMUNITA ALLOGGIO PERSONE DISABILI

Case della Comunitร , Giuliano: “Si parte con le strutture, incertezze su infermieri di famiglia”

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โ€œLe Case della Comunitร  rappresentano uno dei pilastri della nuova sanitร  territoriale, ma non possono funzionare senza aver definito con chiarezza il ruolo dei professionisti chiamati a garantirne lโ€™operativitร โ€. Lo dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale UGL Salute, intervenendo sullโ€™organizzazione delle Case della Comunitร  e sul ruolo degli Infermieri di Famiglia e di Comunitร .

โ€œPer dare piena attuazione al modello โ€“ sottolinea Giuliano โ€“ si stima siano necessari circa 19mila infermieri di famiglia e comunitร , a fronte di appena 2mila attualmente in servizio. In questo scenario, resta preoccupante lโ€™incertezza su funzioni, responsabilitร , organizzazione e riconoscimento professionaleโ€.

Secondo lโ€™UGL Salute, il nodo riguarda anche il riconoscimento contrattuale delle nuove funzioni, che sarebbe destinato a essere affrontato con il prossimo rinnovo. โ€œรˆ un paradosso โ€“ afferma Giuliano โ€“ avviare le Case della Comunitร  chiedendo agli infermieri di assumere nuove responsabilitร  nella presa in carico sul territorio e, allo stesso tempo, rinviare la definizione del loro inquadramento e la valorizzazione economica delle competenzeโ€.

โ€œLe Case della Comunitร  partono oggi e oggi devono esserci professionisti messi nelle condizioni di operare con competenze, responsabilitร  e riconoscimenti definiti. Non possiamo chiedere agli infermieri di attendere il prossimo rinnovo contrattuale per conoscere il proprio effettivo ruoloโ€.

Per il sindacato รจ quindi necessario intervenire immediatamente per definire competenze, responsabilitร , autonomia professionale, dotazioni organiche e percorsi di valorizzazione dellโ€™Infermiere di Famiglia e di Comunitร . Una figura che, secondo lโ€™UGL Salute, deve essere centrale nella prevenzione, nella gestione della cronicitร , nella presa in carico delle fragilitร  e nellโ€™assistenza domiciliare, operando in raccordo con gli altri professionisti della rete territoriale.

โ€œIl rischio โ€“ prosegue Giuliano โ€“ รจ inaugurare strutture senza aver costruito contestualmente un modello organizzativo chiaro e sostenibile. Gli infermieri non possono diventare lโ€™ennesima variabile da sistemare a posteriori. Servono professionisti adeguatamente formati, numericamente sufficienti e riconosciuti per il valore e la responsabilitร  del lavoro svoltoโ€.

Lโ€™UGL Salute chiede quindi lโ€™apertura di un confronto immediato per superare le attuali incertezze. โ€œSe vogliamo davvero rafforzare la sanitร  territoriale, ridurre la pressione sugli ospedali e garantire ai cittadini una presa in carico piรน vicina ai loro bisogni โ€“ conclude Giuliano โ€“ dobbiamo partire da chi sarร  chiamato ogni giorno a rendere concreto questo cambiamento. Le Case della Comunitร  non possono essere soltanto strutture da aprire: devono diventare luoghi di cura realmente funzionanti, sostenuti da professionisti valorizzati, riconosciuti e messi nelle condizioni di esercitare pienamente il proprio ruoloโ€.

La scuola riparte in Europa. Ma non tutti partono uguali

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Il nuovo anno riporta milioni di studenti tra i banchi di scuola. Lingue, mobilitร  e formazione europea, perรฒ, restano opportunitร  molto diverse a seconda del Paese, della scuola e delle possibilitร  familiari.

La scuola italiana ha problemi che vengono prima di qualsiasi discorso sullโ€™Europa: divari territoriali, competenze di base, dispersione, strutture, personale, stipendi spesso poco competitivi e una precarietร  che continua a segnare la vita di molti insegnanti. Ignorare tutto questo per immaginare una scuola piรน internazionale sarebbe poco credibile. Ma sarebbe altrettanto miope rinunciare a pensare al futuro: mentre si affrontano le carenze di oggi, bisogna preparare i ragazzi a un mondo in cui lingue, mobilitร  e capacitร  di vivere e lavorare in Europa conteranno sempre di piรน.

รˆ da questa consapevolezza che nasce questo numero di Lasciato Indietro. Non per mettere lโ€™Europa davanti ai problemi quotidiani della scuola, ma per evitare che, mentre proviamo a ridurre le disuguaglianze del presente, se ne apra una nuova: quella tra chi potrร  prepararsi alle opportunitร  di domani e chi rischierร  di restare ancora una volta indietro.

La scuola riparte in Europa, ma le condizioni di partenza restano molto diverse. Con lโ€™avvicinarsi del nuovo anno scolastico, milioni di studenti tornano tra i banchi mentre lโ€™Unione europea continua a indicare nelle lingue, nella mobilitร  e nella capacitร  di studiare oltre i confini nazionali strumenti sempre piรน importanti per le nuove generazioni. รˆ proprio qui che emerge il nodo: tra cittadinanza europea dichiarata e opportunitร  reali continuano a pesare il Paese in cui si studia, il percorso frequentato e le possibilitร  economiche della famiglia.

รˆ una questione che entra direttamente nel percorso di Lasciato Indietro. La rubrica osserva proprio la distanza che puรฒ crearsi tra un diritto riconosciuto e la possibilitร  concreta di esercitarlo. Nelle precedenti analisi abbiamo incontrato questa distanza nella sanitร , nella disabilitร , nel lavoro, nei servizi e nella famiglia. Con la scuola il problema assume una dimensione ancora diversa, perchรฉ non riguarda soltanto lโ€™accesso a qualcosa che esiste oggi: puรฒ condizionare gli strumenti con cui un ragazzo affronterร  il proprio futuro.

Questa riflessione nasce anche da unโ€™esperienza personale, che considero un punto di osservazione e non una prova generale. Come padre e come cittadino europeo ho trascorso circa dieci anni della mia vita professionale allโ€™estero, in parte insieme alla famiglia. Ho visto quanto conoscere le lingue, confrontarsi quotidianamente con culture differenti e imparare a muoversi fuori dal proprio Paese possa incidere sulle opportunitร  di un giovane. Nella mia esperienza familiare abbiamo scelto anche un percorso scolastico internazionale e ne abbiamo sostenuto direttamente i costi. รˆ stata una possibilitร  che abbiamo avuto, ed รจ proprio questa parola, possibilitร , a spostare la riflessione dal piano personale a quello collettivo.

I dati europei aiutano a capire perchรฉ. Secondo Eurostat, nel 2024 il 59,3% degli studenti dellโ€™istruzione secondaria superiore generale nellโ€™Unione europea studiava almeno due lingue straniere. Nei percorsi professionali la quota scendeva al 35,4%. Dietro la media europea, inoltre, esistono differenze molto ampie: nei percorsi generali Francia, Romania, Repubblica Ceca e Slovacchia superavano il 98%, mentre Spagna, Irlanda e Portogallo rimanevano sotto il 20%. La fonte รจ Eurostat, nellโ€™ambito della raccolta europea dei dati sullโ€™istruzione e sullโ€™apprendimento delle lingue.

Questi numeri non autorizzano classifiche sulla qualitร  complessiva delle scuole dei diversi Paesi e non dimostrano che studiare piรน lingue produca automaticamente migliori opportunitร  professionali. Dicono perรฒ qualcosa di molto concreto: lโ€™esposizione scolastica alle lingue straniere non รจ uniforme nellโ€™Unione europea. Di conseguenza, essere cittadini dello stesso spazio politico ed economico non significa necessariamente arrivare alla fine della scuola con strumenti linguistici comparabili.

La distinzione รจ importante anche per evitare un altro equivoco. Studiare due lingue straniere non equivale a frequentare una scuola internazionale. Un percorso internazionale comprende programmi, metodologie ed esperienze che possono essere molto differenti tra loro. Tuttavia, la conoscenza delle lingue rappresenta una delle condizioni che consentono a uno studente di cogliere piรน facilmente opportunitร  formative oltre il proprio Paese.

Non si tratta, peraltro, di un obiettivo estraneo alle politiche europee. Il multilinguismo รจ da tempo parte della strategia dellโ€™Unione e lโ€™apprendimento delle lingue viene collegato alla mobilitร , alla formazione e alla possibilitร  di partecipare pienamente allo spazio europeo dellโ€™istruzione. Anche Erasmus+ sostiene mobilitร  di studenti e personale, cooperazione tra istituti e sviluppo delle competenze linguistiche.

A questo punto la domanda diventa inevitabile: quanto di questa preparazione deve continuare a dipendere dallโ€™iniziativa e dalle disponibilitร  della singola famiglia?

Oggi un genitore puรฒ scegliere corsi aggiuntivi di lingua, soggiorni allโ€™estero, esperienze formative internazionali oppure, quando ne esistono le condizioni economiche e territoriali, percorsi scolastici specifici. Sarebbe scorretto sostenere che tutto ciรฒ sia necessariamente privato o riservato alle famiglie con redditi elevati, perchรฉ esistono programmi pubblici, progetti europei, esperienze di mobilitร  e opportunitร  offerte anche dal sistema statale. La questione รจ capire quanto queste possibilitร  siano realmente diffuse e facilmente accessibili, e quanto invece la capacitร  della famiglia di conoscerle, cercarle e finanziarle continui a incidere sul punto di partenza dei ragazzi.

Anche il tema fiscale merita cautela. In Italia le spese per la frequenza delle scuole appartenenti al sistema nazionale di istruzione possono beneficiare, alle condizioni previste dalla normativa, di una detrazione del 19%. Dal 2025, tuttavia, il tetto della spesa sul quale viene calcolata l’agevolazione รจ di 1.000 euro l’anno per ciascun alunno o studente: significa, in termini ordinari, una detrazione massima teorica di 190 euro. Per una famiglia che sostenga rette scolastiche di molte migliaia di euro, dunque, la distanza tra la spesa effettiva e quella fiscalmente considerata puรฒ essere molto ampia. Nel caso delle scuole internazionali, inoltre, non รจ possibile generalizzare: occorre verificare lo status giuridico del singolo istituto e la natura delle somme pagate. รˆ proprio questa distanza a porre una domanda piรน ampia: se consideriamo strategica una formazione europea e plurilingue, quali strumenti possono renderla accessibile anche alle famiglie che non possono sostenerne autonomamente i costi?

Ma fermarsi alla detrazione significherebbe perdere il cuore del problema. Se lingue, mobilitร  e capacitร  di studiare in contesti internazionali vengono considerate strategiche per le nuove generazioni, la risposta non puรฒ essere semplicemente aiutare a pagare una scuola privata a chi ha giร  scelto di frequentarla. La questione sociale รจ esattamente opposta: capire come portare una parte sempre maggiore di quelle opportunitร  dentro un sistema educativo accessibile indipendentemente dal reddito familiare.

Si potrebbe discutere, per esempio, di un rafforzamento dellโ€™insegnamento effettivo delle lingue, di maggiori scambi tra scuole europee, di periodi di studio allโ€™estero sostenuti sulla base delle condizioni economiche degli studenti e di percorsi plurilingui piรน diffusi. Allo stesso modo, eventuali borse o strumenti economici destinati a specifiche esperienze formative potrebbero essere costruiti privilegiando chi, senza quel sostegno, ne rimarrebbe escluso. Sarebbe un modo per trasformare unโ€™opportunitร  oggi distribuita in maniera diseguale in una possibilitร  piรน ampia.

Cโ€™รจ perรฒ un altro soggetto senza il quale qualsiasi progetto rischierebbe di rimanere sulla carta: gli insegnanti. Una formazione realmente europea non nasce traducendo qualche lezione in inglese nรฉ aumentando meccanicamente le ore di lingua. Richiede docenti preparati, continuitร  didattica, metodologie adeguate, possibilitร  di formazione e scambi professionali. Anche Erasmus+ prevede attivitร  di mobilitร  e sviluppo professionale per il personale scolastico, proprio perchรฉ lโ€™internazionalizzazione dellโ€™istruzione passa necessariamente attraverso chi ogni giorno entra in classe.

Tutto questo non significa immaginare una scuola identica a Roma, Parigi, Berlino o Varsavia. Le identitร  nazionali non sono un ostacolo alla costruzione europea, ne costituiscono una parte essenziale. Lingua italiana, letteratura, storia e cultura del nostro Paese non devono essere sacrificate per formare cittadini europei. La sfida รจ aggiungere strumenti comuni che permettano ai ragazzi di attraversare quelle differenze senza esserne limitati.

Ed รจ qui che lโ€™esperienza personale da cui sono partito trova il proprio limite e, forse, anche la sua utilitร . Aver potuto scegliere per la propria famiglia un determinato percorso non dimostra che quel modello sia migliore nรฉ che debba essere replicato per tutti. Permette perรฒ di formulare una domanda: perchรฉ alcune opportunitร  considerate importanti per il futuro europeo devono dipendere ancora cosรฌ tanto dalla capacitร  della famiglia di trovarle e sostenerle?

รˆ una domanda che riguarda direttamente Lasciato Indietro. Si puรฒ rimanere indietro quando un servizio manca, quando una cura non รจ accessibile o quando una condizione economica impedisce di esercitare pienamente un diritto. Ma esiste anche una forma meno evidente di distanza: avere davanti la stessa opportunitร  e non possedere gli stessi strumenti per raggiungerla.

Lโ€™inizio dellโ€™anno scolastico puรฒ allora diventare lโ€™occasione per allargare lo sguardo. Continueremo giustamente a discutere di edifici, insegnanti, libri, trasporti e organizzazione delle lezioni, perchรฉ sono problemi concreti delle famiglie. Accanto a questi, perรฒ, possiamo cominciare a chiederci quali competenze stiamo consegnando oggi ai ragazzi che tra dieci o quindici anni dovranno studiare, lavorare e vivere in un continente nel quale conoscere lingue e culture diverse sarร  sempre meno un vantaggio accessorio.

Non serve promettere una nuova scuola europea dallโ€™oggi al domani. Serve stabilire quale distanza vogliamo ridurre e quali strumenti pubblici possano farlo senza creare nuovi privilegi. Perchรฉ il rischio di essere lasciati indietro puรฒ cominciare molto prima del momento in cui ce ne accorgiamo: comincia quando unโ€™opportunitร  esiste per tutti sulla carta, ma raggiungerla rimane molto piรน semplice per alcuni che per altri.

In attesa del nuovo messaggio del presidente Sergio Mattarella per lโ€™apertura dellโ€™anno scolastico 2026-2027, resta attuale il richiamo dello scorso anno a una scuola capace di offrire a ragazzi e insegnanti un nuovo inizio, seminando conoscenza, responsabilitร  e possibilitร  di futuro.

La rubrica Lasciato Indietro prosegue il percorso di osservazione sociale nato dallโ€™omonima opera di Dino Tropea, pubblicata da Armando Editore. Dalla narrazione delle fragilitร  individuali allโ€™analisi dei fenomeni collettivi, la domanda rimane la stessa: capire dove, mentre la societร  cambia, qualcuno rischia di non riuscire a seguirne il passo.

I dati utilizzati derivano dalle fonti citate. Eventuali segnalazioni documentate di inesattezze, se partecipate, saranno verificate dallโ€™autore e, se fondate, corrette.

Fiumicino. Tre fasce e tre pass, il tris verso Miss Italia

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Elisa Buoninconti conquista Miss Eleganza Roma 2026 e raggiunge Veronica Paolini ed Elisa Chiodetti. Tre concorrenti di Fiumicino hanno ora il pass per le Prefinali nazionali dallโ€™1 al 3 settembre.

Tre ragazze di Fiumicino, tre fasce regionali e tre pass per le Prefinali nazionali di Miss Italia. Elisa Buoninconti ha conquistato martedรฌ 25 agosto a Frascati il titolo di Miss Eleganza Roma 2026, raggiungendo Veronica Paolini, Miss Cinema Lazio, ed Elisa Chiodetti, Miss Sorriso Lazio. Per la cittร  del litorale il risultato assume cosรฌ una dimensione che va oltre lโ€™ultima proclamazione: nellโ€™edizione 2026 del concorso sono tre le concorrenti di Fiumicino che hanno giร  ottenuto lโ€™accesso alla fase nazionale in programma dallโ€™1 al 3 settembre a Roma.

รˆ un tris maturato nel corso dellโ€™estate e completato al Bellarium Roof di Frascati, dove la Prefinale regionale ha definito anche il gruppo delle 21 concorrenti attese alla Finalissima di Miss Italia Lazio del 28 e 29 agosto a San Felice Circeo.

Tre fasce diverse hanno finito per prendere la stessa strada: quella di Fiumicino. Veronica Paolini, Elisa Chiodetti ed Elisa Buoninconti hanno costruito il loro percorso in serate e luoghi diversi, ma oggi condividono lo stesso traguardo: il pass per le Prefinali nazionali di Miss Italia. Per la cittร  รจ un tris che segna lโ€™estate 2026 del concorso nel Lazio.

Il percorso era cominciato con Veronica Paolini, 20 anni, residente a Fiumicino, che a luglio aveva conquistato il titolo di Miss Cinema Lazio 2026. Paolini, studentessa di Scienze della Comunicazione allโ€™Universitร  Roma Tre, porta avanti parallelamente un percorso legato alla recitazione e alla formazione scenica. Con quella fascia aveva aperto la strada verso Roma per la rappresentanza fiumicinese.

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Veronica Paolini, 20 anni, residente a Fiumicino, รจ la nuova Miss Cinema Lazio 2026.

Il secondo pass รจ arrivato il 18 agosto a Fondi. Elisa Chiodetti, 18 anni, di Fiumicino, รจ stata eletta Miss Sorriso Lazio 2026, ottenendo a sua volta lโ€™accesso alle Prefinali nazionali. Il Giornale del Lazio aveva raccontato la sua vittoria e il passaggio dalla selezione regionale alla fase successiva del concorso. Paolini e Chiodetti erano poi tornate insieme sul palco domenica 23 agosto a Villa Guglielmi, durante la finale di Miss Riviera Tirrenica disputata proprio a Fiumicino.

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Elisa Chiodetti dopo la proclamazione a Miss Sorriso Lazio 2026 a Fondi.

Due giorni dopo, a Frascati, รจ arrivata la terza fascia. Elisa Buoninconti ha vinto Miss Eleganza Roma 2026, completando una stagione nella quale aveva giร  ottenuto diversi piazzamenti. A Fondi era arrivata seconda nella finale di Miss Sorriso Lazio vinta da Chiodetti; successivamente era entrata nella cinquina a Rocca Priora nella serata di Miss Bellezze del Lazio e a Formia aveva ottenuto il quinto posto nella finale di Miss Sport Givova Lazio.

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La proclamazione di Miss Eleganza Roma 2026 durante la Prefinale regionale di Miss Italia Lazio al Bellarium Roof di Frascati.

La continuitร  dei risultati aveva accompagnato Buoninconti fino alla Prefinale di Frascati. Al Bellarium Roof la giuria tecnica presieduta dal personal trainer Tommaso Capezzone le ha assegnato la fascia di Miss Eleganza Roma. Al tavolo dei giurati sedevano anche il presidente del Consiglio comunale di Frascati Corrado Spagnoli, Bruno Brunori, Luca Mastrangelo, Lello Sebastiani e Piera Lezzi.

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La proclamazione di Elisa Buoninconti a Miss Eleganza Roma 2026 al Bellarium Roof di Frascati, con Margherita Praticรฒ, agente regionale di Miss Italia Lazio e conduttrice della Prefinale.

Alla serata hanno partecipato 40 concorrenti. Lโ€™appuntamento non serviva soltanto ad assegnare la fascia di Miss Eleganza Roma: la Prefinale aveva il compito di completare la rosa delle 21 ragazze destinate alla Finalissima regionale di San Felice Circeo. La conduzione รจ stata affidata a Margherita Praticรฒ, agente regionale del concorso, mentre la direzione artistica e la regia sono state curate da Mario Gori.

Il calendario adesso accelera. Venerdรฌ 28 e sabato 29 agosto le finaliste si ritroveranno ai Giardini di Vigna La Corte, a San Felice Circeo, per la fase conclusiva di Miss Italia Lazio 2026. Subito dopo arriveranno le Prefinali nazionali, indicate dallโ€™organizzazione dallโ€™1 al 3 settembre al Palazzo dello Spettacolo di Roma.

Ed รจ proprio guardando a questi appuntamenti che il tris di Fiumicino acquista peso. Paolini, Chiodetti e Buoninconti non arrivano alla fase successiva grazie allo stesso risultato nรฉ attraverso una qualificazione collettiva: ciascuna ha conquistato la propria fascia in una tappa diversa del percorso regionale. Miss Cinema Lazio, Miss Sorriso Lazio e Miss Eleganza Roma raccontano tre cammini individuali che, nellโ€™estate 2026, finiscono per incrociarsi nello stesso punto di partenza territoriale.

Tre fasce diverse, tre percorsi distinti, una sola cittร  alle spalle. Fiumicino arriva cosรฌ alle Prefinali nazionali di Miss Italia 2026 con Veronica Paolini, Elisa Chiodetti ed Elisa Buoninconti giร  qualificate.

Prima di Roma, come accennato, resta perรฒ il passaggio del Circeo: il 28 e 29 agosto le tre ragazze torneranno in gara insieme alle altre finaliste del Lazio, in una stagione che ha giร  dato alla cittร  del litorale un ruolo da protagonista.

Per la Cittร  di Fiumicino, allora, questa non รจ piรน soltanto la somma di tre successi individuali. Tre ragazze della stessa cittร , nella stessa edizione, capaci di conquistare tre fasce regionali differenti e altrettanti pass per le Prefinali nazionali raccontano qualcosa di piรน grande dei singoli risultati. Veronica Paolini, Elisa Chiodetti ed Elisa Buoninconti hanno seguito percorsi diversi, imponendosi in momenti diversi del concorso, ma alla fine hanno portato lo stesso nome verso il palcoscenico nazionale: quello di Fiumicino.

Quanto ci sia di coincidenza in un tris del genere รจ impossibile misurarlo. Piรน interessante รจ ciรฒ che lascia intravedere: una cittร  giovane che riesce a esprimere ragazze capaci di mettersi in gioco, affrontare una selezione regionale e arrivare fino alla soglia nazionale.

Fiumicino ha giร  conquistato un posto di primo piano nella stagione laziale di Miss Italia 2026. Ora lโ€™augurio รจ che questo percorso possa andare ancora oltre, portando non solo Fiumicino ma lโ€™intero Lazio a festeggiare un risultato importante anche sul palcoscenico nazionale.

Adesso resta il Circeo, con la Finalissima regionale del 28 e 29 agosto, poi Roma con le Prefinali nazionali. Il risultato successivo appartiene ancora alla gara. Quello conquistato fin qui, invece, appartiene giร  alla cittร : tre fasce, tre qualificazioni e tre ragazze di Fiumicino pronte a portare il nome del territorio nella fase nazionale di Miss Italia.

Fitzcarraldo 2026, a settembre lโ€™Opera torna a navigare sul Tevere

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Sei ponti, un battello in viaggio lungo il Tevere e Roma che, lentamente, si svela sulle note di unโ€™opera composta per essere ascoltata in movimento. Dal 2 al 5 settembre 2026, dopo il debutto del 2022, torna Fitzcarraldo, la prima opera lirica in assoluto concepita per essere rappresentata a bordo di un battello che attraversa il cuore della Capitale, trasformando per quattro giorni il Tevere in un grande teatro a cielo aperto.

Ideata e diretta da Fabio Morgan, con la composizione e la direzione musicale del Maestro Francesco Leineri e il libretto di Andrea Carvelli, promossa e sostenuta da Roma Capitale, in collaborazione con Zรจtema Progetto Cultura, e realizzata dal Teatro dell’Opera di Roma e dall’Associazione E45, Fitzcarraldo รจ un progetto visionario che prende ispirazione dal celebre capolavoro cinematografico di Werner Herzog per costruire unโ€™opera originale sulla Cittร  Eterna, sul suo fiume e sulla capacitร  dellโ€™arte di immaginare una rinascita anche lร  dove tutto sembra essere andato perduto.

Non รจ il battello ad attraversare Roma: รจ Roma che si svela al ritmo del battello. Monumenti, ponti, banchine, architetture antiche e contemporanee appaiono e scompaiono davanti agli spettatori seguendo il procedere della navigazione, fino a diventare parte della partitura e della drammaturgia, in un libretto creato a partire dal Tevere e dalle sue sponde, tra presente, memoria e visione di un possibile futuro.

Il fiume si fa cosรฌ palcoscenico, perchรฉ รจ sulle sue acque che si svolge l’azione; scenografia, perchรฉ monumenti, ponti e banchine scorrono come un fondale naturale; percorso narrativo, perchรฉ ogni tratto di navigazione coincide con un nuovo capitolo dell’opera; e infine luogo da attraversare, perchรฉ lo spettacolo puรฒ essere seguito sia a bordo sia dalle rive, accompagnando il viaggio oppure osservandolo da Ponte Sisto, Ponte Sant’Angelo, Ponte Umberto I e Ponte Cavour, punti privilegiati di osservazione.

Nel viaggio, le rovine dellโ€™antica Urbe e il ponte di una civiltร  futura emergono progressivamente lungo il percorso come frammenti superstiti di una cittร  scomparsa: il coro li racconta in metro dantesco, quasi fosse una immaginifica guida turistica incaricata di accompagnare gli ultimi viaggiatori tra ciรฒ che resta di un mondo decaduto. L’intuizione รจ semplice quanto rivoluzionaria: fare del fiume stesso lo spettacolo. Il Tevere torna cosรฌ a essere il luogo originario della cittร , una linea narrativa che unisce secoli di storia e accompagna lo sguardo verso una Roma diversa, sospesa tra memoria e immaginazione.

Come nel capolavoro di Werner Herzog, anche qui Fitzcarraldo รจ l’uomo che tenta l’impossibile. Ma il suo viaggio non รจ soltanto un omaggio cinematografico: diventa una riflessione sul presente delle grandi metropoli e sul potere della creazione artistica di trasformare la realtร .

ยซNel cuore della grande trasformazione che Roma sta vivendo in questi ultimi anni, siamo felici di poter avere per il terzo anno โ€˜Fitzcarraldoโ€™, la prima opera lirica che attraversa la cittร  attraverso il battello sul Tevere, con la sua forza artistica e trasformativa, per guardare Roma con uno sguardo diverso. Dopo Opera Camion, le cui nuove rappresentazioni

ripartono nei prossimi giorni, il Teatro dellโ€™Opera offre ancora una volta lโ€™opportunitร  a cittadine e cittadini, di godere della magia della lirica anche al di fuori del Teatro. E sarร  un appuntamento culturale per tutte e tutti, perchรฉ vedrร  il coinvolgimento dei giovani artisti della Cantoria del Teatro dellโ€™Operaยป

Massimiliano Smeriglio
Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria

ยซLโ€™opera narra il viaggio nellโ€™apocalisse della cittร  di Roma tra le rovine del passato e la decadenza del presente dove il protagonista Fitzcarraldo, disegna un possibile orizzonte di salvezza. Lโ€™Eroe visionario cosรฌ diventa simbolo dello sforzo epico dellโ€™uomo che sogna di forgiare a propria immagine la realtร , nella dialettica poetica, grandiosa e struggente tra Uomo e Natura che necessariamente ne consegue, in cui โ€œchi sogna puรฒ muovere le montagneโ€. Fitzcarraldo si fa alfiere di una nuova visione della cittร , in unโ€™opera lirica inedita che si propone al pubblico a bordo di un battello, originale palcoscenico in movimento tra gli scorci unici del centro storico della Cittร  Eterna!ยป

Fabio Morgan
ideatore e direttore artistico di Fitzcarraldo, opera lirica su battello.

ยซPer il terzo anno, il Teatro dellโ€™Opera di Roma collabora con E45 per portare lโ€™opera sul Tevere, in un progetto che unisce sperimentazione, territorio e apertura alla cittร . Fitzcarraldo, opera lirica su battello ci offre ancora una volta lโ€™opportunitร  di esplorare il fiume come spazio di cultura e di incontro, attraverso una modalitร  inedita di vivere e raccontare Roma. Sono particolarmente felice, inoltre, del coinvolgimento della Cantoria del Teatro, che permetterร  a un gruppo di giovani cantori di confrontarsi con unโ€™opera contemporanea di un compositore italiano. Riflettere oggi su come abitiamo le nostre cittร  e sul rapporto con lโ€™ambiente e il cambiamento climatico significa misurarsi con alcune delle grandi sfide del nostro tempo: una grande istituzione culturale non puรฒ sottrarsi a questo confronto e deve contribuire, attraverso lโ€™arte e la cultura, a immaginare nuovi modi di vivere i nostri spazi urbani osservandoli da un’altra prospettiva.ยป

Francesco Giambrone
Sovrintendente del Teatro dellโ€™Opera di Roma

Un progetto realizzato dal Teatro dellโ€™Opera di Roma, E45
con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con Zรจtema Progetto Cultura

Mercoledรฌ 2 settembre: ore 19.30 e 21.30
Giovedรฌ 3 settembre: ore 19.30 e 21.30
Venerdรฌ 4 settembre: ore 19.30 e 21.30
Sabato 5 settembre: ore 05.30 (replica speciale allโ€™alba) e 19.30

Partenza da: Isola Tiberina  | ingresso da Lungotevere degli Anguillara (di fronte a Piazza Gioacchino Belli)
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria:
www.e45.it/fitzcarraldo2026

Contatti:
info@e45.it

Salviamo gli alberghieri: 10 punti decisivi per il rilancio nazionale

Dai dieci punti a un confronto nazionale: โ€œsalviamo gli alberghieriโ€ apre una nuova fase

Dopo la pubblicazione del Manifesto per una nuova istruzione professionale italiana, prende forma la proposta di un grande incontro nazionale con scuola, istituzioni, imprese, professionisti, parti sociali, ITS Academy e universitร 

Con la pubblicazione del Manifesto โ€œDieci punti per una nuova istruzione professionale italianaโ€, lโ€™iniziativa Salviamo gli Alberghieri entra in una nuova fase: trasformare una mobilitazione nata dal mondo della scuola e delle professioni in un grande confronto nazionale sul futuro dellโ€™istruzione professionale italiana.

Il Manifesto, pubblicato da La Voce della Scuola, nasce dallโ€™esperienza concreta di chi vive quotidianamente gli Istituti Professionali, i laboratori, lโ€™ospitalitร , lโ€™enogastronomia e il turismo. Attorno allโ€™iniziativa si รจ sviluppata una comunitร  aperta composta da docenti, Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP), dirigenti scolastici, professionisti, rappresentanti del mondo produttivo e associazioni di categoria.

La proposta parte da un principio chiaro:

โ€œNon bisogna accorciare la scuola professionale. Bisogna renderla piรน professionale.โ€

Lโ€™obiettivo รจ rafforzare lโ€™identitร  dellโ€™istruzione professionale, restituendo centralitร  alle discipline professionalizzanti, ai laboratori, al saper fare e alla qualitร  della formazione.

I DIECI PUNTI DEL MANIFESTO

Il documento individua dieci direttrici sulle quali costruire una nuova prospettiva nazionale: rafforzamento delle discipline professionalizzanti e dei laboratori; quadro orario nazionale forte e riconoscibile; Area di Alta Professionalizzazione; Fondo nazionale permanente per laboratori, attrezzature e materie prime; nuovo rapporto tra scuola, professionisti e imprese qualificate; difesa di un percorso quinquennale solido; valorizzazione degli ITP; Osservatorio nazionale su formazione, lavoro e professioni; Patto nazionale per la qualitร  e lโ€™umanizzazione del lavoro nellโ€™ospitalitร ; rilancio culturale del prestigio dellโ€™istruzione professionale e delle professioni.

Il percorso quinquennale deve consentire agli studenti di arrivare preparati alla scelta successiva: lavoro, ITS Academy, universitร  o imprenditorialitร .

Ma i dieci punti non rappresentano un punto di arrivo.

Sono il punto di partenza.

VERSO UN GRANDE INCONTRO NAZIONALE

La nuova fase dellโ€™iniziativa punta alla realizzazione di un grande incontro nazionale sullโ€™istruzione professionale italiana, capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti interessati alla costruzione di una proposta condivisa.

Lโ€™obiettivo รจ coinvolgere docenti, ITP, dirigenti scolastici, studenti, famiglie, professionisti, imprese, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, insieme ai rappresentanti del Governo, del Parlamento, del Ministero dellโ€™Istruzione e del Merito, delle Regioni e delle forze politiche, nonchรฉ il sistema degli ITS Academy e delle universitร .

Non un convegno costruito come semplice successione di interventi, ma un vero luogo di ascolto, confronto ed elaborazione.

Si partirร  dai dieci punti del Manifesto per discuterli, integrarli e approfondirli, con lโ€™ambizione di arrivare a una piattaforma capace di rappresentare le esigenze della scuola, delle professioni, del sistema produttivo e, soprattutto, dei giovani.

UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA Lโ€™INTERO PAESE

Il confronto non riguarda soltanto il futuro degli Istituti Professionali Alberghieri.

Riguarda il modello di istruzione professionale che lโ€™Italia intende costruire nei prossimi anni, il rapporto tra scuola e lavoro, il ruolo dei laboratori, la valorizzazione degli Insegnanti Tecnico-Pratici, la qualitร  della formazione, il rapporto con professionisti e imprese qualificate, il futuro degli ITS Academy, il collegamento con lโ€™universitร  e le condizioni di lavoro nei settori dellโ€™ospitalitร , dellโ€™enogastronomia e del turismo.

Riguarda, prima di tutto, le opportunitร  formative e professionali da offrire alle nuove generazioni.

Il Manifesto ribadisce inoltre un principio fondamentale: scuola e impresa hanno ruoli differenti e complementari. La scuola forma; lโ€™impresa puรฒ contribuire alla formazione sul campo, senza sostituirsi alla funzione educativa dellโ€™istituzione scolastica.

Allo stesso modo, Istituti Professionali e ITS Academy non devono essere contrapposti. Lโ€™Italia ha bisogno di scuole professionali forti e di ITS Academy forti, allโ€™interno di una filiera nella quale ogni segmento possa rafforzare quello successivo.

UN CONFRONTO APERTO

L’incontro nazionale vuole essere aperto al contributo di chi insegna, dirige le scuole, studia, lavora nelle professioni, rappresenta le imprese e i lavoratori, amministra, fa politica, opera negli ITS Academy e nelle universitร  o ricopre responsabilitร  istituzionali.

Perchรฉ una riforma dellโ€™istruzione professionale non puรฒ nascere esclusivamente nei luoghi nei quali vengono scritte le norme.

Deve partire anche dalle classi, dai laboratori, dalle cucine didattiche, dalle sale, dai front office, dagli alberghi, dai ristoranti e dalle imprese: dai luoghi nei quali formazione e professione si incontrano ogni giorno.

IL MANIFESTO RESTA APERTO

Nei prossimi giorni saranno comunicate data, sede, programma e modalitร  di partecipazione al confronto nazionale.

Nel frattempo, il Manifesto resta una piattaforma aperta alla quale contribuire con esperienze, osservazioni e proposte.

Prosegue inoltre il sondaggio promosso da La Voce della Scuola, rivolto a docenti, ITP, dirigenti scolastici, studenti, famiglie, ex studenti, professionisti, imprese, associazioni di categoria e rappresentanti del settore, per raccogliere indicazioni ed esperienze sul futuro degli Istituti Professionali Alberghieri.

IL MANIFESTO

Il testo integrale โ€œDieci punti per una nuova istruzione professionale italianaโ€, con le dieci proposte e le ragioni dellโ€™iniziativa Salviamo gli Alberghieri, รจ disponibile su La Voce della Scuola:

Leggi il Manifesto โ€œDieci punti per una nuova istruzione professionale italianaโ€
https://www.vocedellascuola.it/dieci-punti-per-una-nuova-istruzione-professionale-italiana

Dieci punti sono il punto di partenza.
Adesso costruiamo insieme il confronto nazionale.

Perchรฉ il futuro dellโ€™istruzione professionale italiana non puรฒ essere deciso senza ascoltare chi, ogni giorno, quella scuola e quelle professioni le vive.

Salviamo gli Alberghieri.
Costruiamo una nuova istruzione professionale italiana.

Caldo, Confeuro: โ€œOk Hansen ma da Ue servono azioni concrete e strutturali, in primis Pacโ€

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Caldo, Confeuro: โ€œOk Hansen ma da Ue servono azioni concrete e strutturali, in primis Pacโ€

โ€œรˆ stata unโ€™estate molto difficile in Europa, non solo in Italia, ma anche in Paesi che in passato non erano abituati a eventi climatici estremi e agli impatti negativi del cambiamento climatico, come Austria, Francia e Germania. Bene, dunque, le dichiarazioni del commissario Ue allโ€™Agricoltura, Christophe Hansen, ma รจ evidente che alle parole devono seguire fatti concretiโ€. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, sottolineando la necessitร  di un cambio di passo da parte dellโ€™Unione Europea. โ€œA nostro giudizio โ€“ prosegue Tiso โ€“ lโ€™Ue deve lavorare a interventi concreti e strutturali, a partire dalla prossima Pac, per sostenere gli agricoltori nel contrasto alle conseguenze sempre piรน gravi del riscaldamento globale e garantire continuitร  reddituale al comparto in una fase di forte difficoltร  economica. Bisogna intervenire sulla gestione della risorsa idrica, sulle infrastrutture e sulla capacitร  di accumulo e distribuzione dellโ€™acqua, ma anche favorire un maggiore utilizzo della tecnologia e dellโ€™intelligenza artificiale. Senza investimenti e innovazione sarร  sempre piรน complicato affrontare caldo e siccitร , fenomeni ormai ricorrenti e in crescita. Allo stesso tempo โ€“ aggiunge โ€“ occorre incentivare una gestione del suolo maggiormente conciliabile con i cicli naturali e promuovere colture piรน resilienti e capaci di adattarsi ai nuovi scenari climatici. Insomma – conclude Tiso – la Commissione europea deve aumentare la marcia e mettere in campo interventi risolutivi e di lungo periodo, perchรฉ la transizione climatica non puรฒ ricadere soltanto sulle spalle degli agricoltori. Servono risorse, programmazione e strumenti adeguati per tutelare e rilanciare il settore primario europeoโ€.