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AGO apre 2026. Carlo Ratti presenta ‘Come un origami’

E’ Carlo Ratti, tra gli architetti italiani più autorevoli sulla scena internazionale, ad aprire il percorso pubblico che accompagna la nascita di AGO, il nuovo ecosistema culturale che sta prendendo forma nell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena con l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione curato in questi anni da Fondazione di Modena. Venerdì 24 luglio, alle 21.30, in Piazza Sant’Agostino, Ratti presenta “Come un Origami”, l’installazione che riproduce in scala la futura copertura cinetica destinata al Cortile delle Tenaglie di AGO: una struttura mobile progettata insieme all’artista e ingegnere statunitense Chuck Hoberman, ispirata alla geometria degli origami e concepita per aprirsi e chiudersi adattandosi alle attività ospitate e alle condizioni ambientali.

L’appuntamento rappresenta il primo momento pubblico del percorso “AGO apre” e inaugura una narrazione che accompagnerà il progetto fino all’apertura di una prima area del complesso edilizio, prevista entro la fine dell’anno. Non si tratta semplicemente della presentazione di un elemento architettonico, ma dell’occasione per raccontare la visione che sta guidando la trasformazione dell’ex Sant’Agostino: un complesso di circa 22.000 metri quadrati destinato a riunire musei, archivi, collezioni e a sviluppare ricerca scientifica, formazione e produzione culturale, dando vita a un nuovo modello di integrazione tra patrimonio storico, cultura contemporanea e innovazione.

Inserito nel più ampio sistema culturale che comprende anche il Palazzo dei Musei, dove hanno sede tra gli altri istituti, la Galleria Estense ed il Museo civico, AGO contribuirà alla nascita di uno dei più estesi poli culturali europei, con una superficie complessiva di circa 43.000 metri quadrati.

Accanto a Carlo Ratti interverranno il Presidente di Fondazione di Modena Matteo Tiezzi, il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, l’artista e inventore Chuck Hoberman e il critico e curatore Aaron Betsky, che accompagneranno il pubblico alla scoperta del progetto e del significato della futura copertura cinetica, destinata a diventare il nuovo segno identitario di AGO. Nel frattempo, il modello in scala rimane esposto fino a settembre in piazza Sant’Agostino. L’incontro del 24 luglio costituisce il primo capitolo di un percorso di avvicinamento alle inaugurazioni previste nei prossimi mesi e segna l’avvio del racconto pubblico di AGO: dal cantiere al polo culturale, dal polo ai contenuti, accompagnando progressivamente la trasformazione dell’ex Sant’Agostino in un luogo capace di mettere in relazione arte, scienza, ricerca, tecnologia e spazio pubblico.

Venerdì 24 luglio, alle 21.30, Piazza Sant’Agostino, Modena

Addio a Birra del Borgo: si spengono i tini di Borgorose, incertezza sul futuro dei lavoratori.

BORGOROSE (RI), 16 luglio 2026 – Lo scorso 30 giugno è stato ufficializzato il comunicato relativo alla chiusura definitiva delle attività di Birra del Borgo presso la storica sede di Borgorose.
Una decisione che segna la fine di un percorso iniziato nel 2005, che ha contribuito in modo determinante alla nascita e all’affermazione del movimento della birra artigianale in Italia.

La chiusura non rappresenta solo l’interruzione di un ciclo produttivo, ma pone una seria ipoteca sul futuro delle maestranze che, per anni, hanno lavorato con passione per portare il nome di Borgorose in tutto il mondo.

In merito alla chiusura e alle pesanti ripercussioni occupazionali, i lavoratori di Birra del Borgo hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“Birra del Borgo, dopo vent’anni di attività, chiude perché la multinazionale AB InBev non ha rispettato i volumi di produzione previsti in questi anni. Abbiamo una capacità produttiva di 36.000 ettolitri annui, ma l’anno scorso ci hanno fatto produrre solo 9.000 ettolitri. Di anno in anno il declino è stato inesorabile, fino ad arrivare oggi alla procedura di licenziamento collettivo e alla chiusura definitiva di stabilimento e brand. Chiediamo alle istituzioni di intervenire per scongiurare la fine di Birra del Borgo, specialmente in un territorio già pesantemente depresso dal punto di vista economico. Sono 27 i posti di lavoro a rischio: persone che hanno famiglie a carico e impegni economici da sostenere.”

A seguito di questa decisione, oggi, 16 luglio 2026, i 27 lavoratori si sono riuniti in un sit-in di protesta davanti alla Prefettura di Rieti.
La mobilitazione proseguirà domani, venerdì 17 luglio, a Roma, davanti alla sede di Unindustria (Via Noale) alle ore 10:00. In tale occasione, i lavoratori distribuiranno ai passanti e a chiunque vorrà offrire solidarietà, il frutto dell’eccellente lavoro svolto in questi anni.

La comunità locale e l’intero settore birrario perdono oggi un punto di riferimento fondamentale. La priorità assoluta rimane la tutela dei lavoratori e la gestione di una transizione che appare, al momento, estremamente complessa.

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A Calascio, Gianluca Terranova e Sabrina Picci protagonisti di un concerto-evento nella piana della Chiesa Ottagonale

Tra le architetture seicentesche di Calascio (AQ) e il paesaggio che ha ispirato il cinema internazionale, la musica diventa il linguaggio attraverso cui il territorio si rigenera, coinvolge nuove generazioni e restituisce al borgo una rinnovata centralità culturale. È qui che sabato 25 luglio alle ore 18.00, nella cornice della piana della Chiesa Ottagonale, all’interno del complesso monumentale di Rocca Calascio, il tenore di fama internazionale Gianluca Terranova sarà protagonista di un grande concerto gratuito en plein air, pensato come incontro tra eccellenza artistica, paesaggio e patrimonio, a chiusura del progetto AltaMusicA 2026, a cura di Pomerium con la direzione artistica di Cesare Marinacci.

L’appuntamento rappresenta il momento conclusivo della Scuola di Perfezionamento Musicale di Calascio, nata nell’ambito del progetto PNRR “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo” e promossa dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, con l’obiettivo di fare della musica uno strumento di formazione, incontro e valorizzazione del patrimonio, trasformando Rocca Calascio in un palcoscenico naturale dove eccellenza artistica, paesaggio e comunità si incontrano.

Ad accogliere il concerto sarà la piana della Chiesa di Santa Maria della Pietà a circa 1.500 metri di altitudine, immersa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: uno dei luoghi più iconici e panoramici dell’Abruzzo, affacciato sulla piana di Navelli, dove la grande musica dialogherà con uno dei paesaggi più suggestivi dell’Appennino.

Protagonista del concerto di chiusura sarà Gianluca Terranova, tra i tenori italiani più apprezzati sulla scena internazionale, seguito da milioni di appassionati nel mondo e noto al grande pubblico anche per aver interpretato Enrico Caruso nella fiction Rai Caruso, la voce dell’amore.

Il programma attraverserà alcune delle pagine più amate del repertorio lirico e della tradizione musicale italiana, dalle grandi arie d’opera alle romanze, dall’operetta alla canzone napoletana, fino al crossover. Accanto a Terranova saliranno sul palco il soprano Sabrina Picci, i migliori allievi della masterclass di canto lirico e il Maestro Cesare Marinacci al pianoforte, dando vita a un concerto che celebra il dialogo tra artisti affermati e nuove generazioni.

Il concerto del 25 luglio rappresenta l’approdo di un percorso sviluppatosi nell’arco di diversi mesi tra Calascio e i suoi luoghi simbolici – dal Convento di Santa Maria delle Grazie alle chiese di San Leonardo, San Nicola di Bari e Sant’Antonio Abate, fino alla Rocca – che dal 2025 a oggi sono diventati un campus diffuso dove lezioni, prove, incontri e concerti hanno abitato gli spazi del borgo, coinvolgendo la comunità in un’esperienza culturale condivisa. Dopo il progetto “Maestri del Settecento napoletano e il giovane Mozart”, dedicato alla musica d’insieme e al repertorio barocco e classico, Calascio ha, infatti, ospitato il corso residenziale internazionale di perfezionamento in Musiche per il Cinema e l’Audiovisivo, articolato in quattro moduli che hanno trasformato il borgo in un centro di alta formazione dedicato alla composizione per immagini. Compositori, registi, studiosi e professionisti del panorama nazionale e internazionale hanno guidato i partecipanti in un percorso dedicato alla musica per film, televisione e nuovi linguaggi audiovisivi, al sound design, alla post-produzione audio e alla composizione originale, facendo dialogare ricerca accademica e pratica artistica contemporanea. Il percorso si è completato nel mese di luglio con AltaMusicA 2026, il ciclo di masterclass di alto perfezionamento musicale curato dall’Associazione Culturale Pomerium con Giorgia Tomassi e Carlo Maria Griguoli, Gianluca Terranova e Sabrina Picci. Per settimane il borgo si è così animato di lezioni, prove, concerti e appuntamenti aperti al pubblico, trasformando la formazione in un’esperienza condivisa e accessibile e facendo della musica uno strumento di valorizzazione del patrimonio e di partecipazione della comunità.

Realizzata in collaborazione con Officina Musicale e l’Associazione Culturale Pomerium, sotto la supervisione scientifica del professor Luca Aversano, Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, la Scuola di Perfezionamento Musicale di Calascio costituisce uno dei principali assi del progetto PNRR “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”, promosso per fare del borgo un laboratorio permanente di rigenerazione culturale, sociale ed economica. Attraverso l’Accademia della Rigenerazione, il progetto mette infatti in rete scuole di alta formazione dedicate alla musica, alla pastorizia estensiva, alla gestione turistica sostenibile e alla tessitura, affiancandole a un sistema di festival e iniziative culturali – dal Calascio Film Fest al Rigenera Festival, fino al Calascio Innovation Playground – che hanno animato il territorio durante tutto l’anno e fanno della cultura un motore di sviluppo, nuove economie e valorizzazione dei territori interni.

L’ingresso al concerto è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Con il contributo del progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo” del Comune di Calascio, selezionato dalla Regione Abruzzo nell’ambito della misura del PNRR del Ministero della Cultura (Linea A – M1.C3 – Investimento 2.1 – “Attrattività dei borghi”), finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.

Per info:

ufficio.comunicazione@uniroma3.it;

direttore.filosofiacomunicazionespettacolo@uniroma3.it

www.roccacalasciolucedabruzzo.it

Comune di Calascio:

roccacalascioucedabruzzo@gmail.com

Michela Santoro 349 8164 779

Legge elettorale, Pace(Pd Marino): “Meloni bocciata dalla sua maggioranza. Imbarazzante”

Legge elettorale, Pace(Pd Marino): “Meloni bocciata dalla sua maggioranza. Imbarazzante”

“La bocciatura alla Camera, per un solo voto dell’emendamento della stessa maggioranza sulle preferenze nella legge elettorale rappresenta una fotografia impietosa dello stato di salute del Governo Meloni. Un esecutivo incapace perfino di tenere unita la propria coalizione su un provvedimento così delicato e simbolico. La segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, ha giustamente evidenziato la portata politica di quanto accaduto in Aula: la maggioranza è stata sconfitta dai suoi stessi numeri, certificando una crisi che non può essere liquidata come un semplice incidente di percorso. Si tratta di un segnale evidente di un Governo sempre più fragile e privo della necessaria autorevolezza. È sempre più chiaro come questo esecutivo non sia in grado di affrontare le vere priorità del Paese. Mentre famiglie e imprese continuano a fare i conti con il caro vita, le difficoltà della sanità pubblica, il lavoro precario e le crescenti disuguaglianze, il Governo Meloni si distingue per divisioni interne, propaganda e incapacità di offrire risposte concrete. Questa sconfitta parlamentare dunque è la ciliegina sulla torta di un esecutivo inefficiente e carente, sempre più distante dalle reali esigenze degli italiani. Il Paese ha bisogno di una guida seria, credibile e coesa, capace di affrontare con responsabilità le sfide economiche e sociali che attendono cittadini e territori, non di una maggioranza che si sfalda persino sui propri provvedimenti”.

Cosi, in una nota, Daniela Pace, Segretario cittadino Pd Marino-“Circolo Bruno Astorre”

Roma – Pietro Serbassi (FAST Confsal): “Caldo estremo: servono misure urgenti per proteggere i lavoratori più esposti”

“In queste giornate caratterizzate da un’ondata di calore eccezionale, non possiamo sottacere che migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati nelle attività esterne affrontano condizioni di estremo disagio che mettono a rischio la loro salute. Chi opera nei cantieri, nei servizi ambientali, nella logistica, nella manutenzione stradale e in tutte le mansioni esposte alle alte temperature sta garantendo continuità e qualità ai servizi essenziali del Paese. È inaccettabile che, di fronte a un’emergenza climatica ormai strutturale, manchino ancora protocolli chiari, controlli rigorosi e misure di tutela realmente applicate. Chiediamo alle istituzioni e alle imprese un’assunzione di responsabilità immediata: rimodulazione degli orari, sospensione delle attività nelle fasce più critiche, dotazioni adeguate, spazi d’ombra, idratazione garantita e verifiche ispettive puntuali. La sicurezza non è una concessione, è un diritto. Pretendiamo che la tutela della salute sia messa al centro delle scelte politiche e aziendali, perché la dignità dei lavoratori non si negozia”. E’ quanto dichiara, in una nota, Pietro Serbassi.
Segretario nazionale della FAST Confsal.

Carabinieri: individuati i presunti autori di furti in abitazione in friuli

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latisana (UD) con la collaborazione dei colleghi di Cento (FE), hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione domiciliare e personale, emesso dalla Procura della Repubblica di Udine, di un casolare ubicato in un comune ferrarese. L’attività era finalizzata ad individuare i responsabili di numerosi furti in abitazione verificatisi alla fine 2025 ed agli inizi del 2026 nella provincia Friulana, nonché di altri numerosi reati predatori consumati nel Nord Est.

Le indagini avviate nell’immediatezza permettevano di individuare, quali responsabili dei furti in questione, dei soggetti di origine serba provenienti dalle province di Napoli e Caserta che, con cadenza quindicinale raggiungevano la provincia di Ferrara da dove, grazie all’ospitalità fornitagli da loro connazionali residenti nel comune ferrarese, quotidianamente si spostavano verso il Friuli Venezia Giulia ed il Veneto per effettuare furti in abitazione. Al termine di ogni giornata la banda rientrava regolarmente presso l’abitazione d’appoggio.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri di Latisana, dopo aver individuato l’abitazione presso la quale erano ospitati i soggetti, facevano irruzione nella stessa e riuscivano a bloccare cinque cittadini serbi, tutti provenienti dalla due città campane e con precedenti di polizia, poco prima che gli stessi avevano tentato di darsi alla fuga attraverso la campagna circostante. I cinque soggetti identificati sono stati denunciati per riciclaggio, ricettazione e furto in abitazione.

Al termine della perquisizione effettuata, oltre a numerosi arnesi da scasso, venivano rinvenuti, 5.000 euro in contanti, tre coppie di targhe clonate, numerosi monili e 48 orologi di valore la cui provenienza è oggetto di approfondimento. L’autovettura in uso alla banda, un SUV tedesco risultato provento di furto, era dotato di sirena e lampeggiante blu simile a quella in uso alle forze di polizia, nonché di una paletta stradale rossa e verde utilizzata per agevolarsi la fuga in caso di inseguimento da parte delle FF.PP.

Sono in corso le indagini finalizzate ad individuare i proprietari della refurtiva recuperata e per procedere alla restituzione in loro favore.

“Il procedimento è in fase di indagini preliminari, le acquisizioni investigative hanno natura provvisoria. Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, le persone sottoposte ad indagini non possono essere considerate colpevoli prima dell’accertamento definitivo della responsabilità.”

Carabinieri: il Nucleo Investigativo di Napoli arresta due latitanti in Polonia e Spagna


NAPOLI — Nei giorni 9 e 10 luglio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinati dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello e con il supporto della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio F.A.S.T., hanno arrestato due pericolosi latitanti rispettivamente in Polonia e in Spagna.

Il 9 luglio è stato rintracciato a Cracovia (Polonia) Rafal Pischinger, cittadino di origine polacca ricercato dal 2020. Destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione, dovrà scontare una pena definitiva di 10 anni per il ruolo di corriere in un’associazione finalizzata al traffico organizzato di eroina. Nell’inchiesta risultano 44 chilogrammi di eroina sequestrati, importati dalla Turchia.

Il 10 luglio è stato arrestato a Palma di Maiorca (Spagna) Antonio D’Aniello, ricercato dal 2023. Nei suoi confronti pendevano pene concorrenti per i reati di ricettazione e riciclaggio: dovrà scontare 6 anni, 6 mesi e 21 giorni di reclusione e pagare una multa di 4.000 euro.

Sono state immediatamente avviate le procedure di estradizione per il rientro in Italia e l’esecuzione delle relative condanne. Le indagini proseguono per eventuali sviluppi e collegamenti internazionali.


ROMA: DRUG “CASH AND CARRY” A TOR BELLA MONACA: SPACCIAVANO PER SALDARE DEBITO

4 ARRESTI DELLA POLIZIA DI STATO

Spacciavano in coppia da pochi giorni con l’obiettivo di raccogliere danaro contante per estinguere un debito contratto con il presunto fornitore della droga. È il quadro ricostruito dalla Polizia di Stato nel corso di un’operazione a Tor Bella Monaca, conclusasi con l’arresto di quattro persone. Tutte sono ora gravemente indiziate, in concorso tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine lampo ha preso avvio quando gli agenti del Reparto Volanti hanno intercettato una coppia a bordo di un’autovettura in via dell’Archeologia.

La reazione sospetta del conducente e del passeggero, manifestatasi sotto forma di un evidente nervosismo di entrambi, ha indotto i poliziotti ad approfondire il controllo.

Incastrati nel rivestimento del piantone dello sterzo, gli operatori hanno rinvenuto 27 involucri di stupefacente, tra crack e cocaina. Altri 10 involucri di cocaina sono stati, invece, ritrovati nascosti tra gli indumenti indossati dalla donna seduta al lato passeggero.

La svolta investigativa è intervenuta allorché i due, nel corso degli accertamenti, hanno riferito di svolgere l’attività di spaccio da qualche giorno, per saldare un debito contratto con un’altra persona, ritenuta il referente della cessione della droga.

Nel dettaglio, secondo l’accordo pattuito, il daily plain delle consegne veniva organizzato tramite applicazione di messaggistica istantanea, mentre la “tappa” per il rifornimento era prestabilita quotidianamente, ogni due ore, presso un’abitazione in via dell’Archeologia, dove una giovane consegnava alla coppia dosi di stupefacente preconfezionate, pronte per la vendita al dettaglio.

Gli elementi raccolti nell’immediatezza hanno quindi indirizzato gli agenti verso l’appartamento utilizzato come base logistica di smistamento.

Al momento del blitz, i poliziotti hanno trovato in casa la giovane, trentenne romana, presunta interlocutrice dei primi due, insieme ad una donna, romana di quarant’anni, intente ad accordarsi sui proventi del “circolo” dello spaccio.

La perquisizione domiciliare ha restituito conferma di quanto ricostruito, con il rinvenimento di decine di involucri termosaldati delle stesse sostanze, oltre ad una somma complessiva di circa 3700 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, a loro volta raccolte in buste separate contrassegnate da nomi in codice riconducibili ai rivenditori sulla piazza.

Per tutti è scattato l’arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’Autorità giudiziaria ha convalidato l’operato della Polizia di Stato.

Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

ROMA. ESQUILINO. DALLO ZAINO “TRUCCATO” ALLA “TRIADE” DELLO SPACCIO DI PIAZZA VITTORIO: 6 ARRESTI DELLA POLIZIA DI STATO

Dallo stratagemma dello zaino “truccato” per sviare l’attenzione delle vittime alle cessioni di droga organizzate secondo una precisa ripartizione dei ruoli, sono sei le persone arrestate dalla Polizia di Stato nel quadrante dell’Esquilino, ritenute responsabili, a diverso titolo tra loro, di reati che spaziano dallo spaccio di sostanze stupefacenti alle rapine.

Sul fronte dei reati predatori, particolare rilievo ha assunto l’arresto, per furto pluriaggravato, di un uomo che avrebbe trasformato un semplice scambio di bagaglio in un espediente per assicurarsi la fuga. Dopo aver sottratto lo zaino di un passeggero, all’interno della stazione Termini, lo avrebbe sostituito con un altro contenente del cartone, nel tentativo di creare un diversivo e guadagnare tempo. Lo stratagemma, studiato per confondere la vittima, non ha tuttavia vinto la reazione tempestiva degli agenti, che lo hanno prontamente seguito, bloccandolo in un vicolo limitrofo mentre controllava il contenuto dello zaino. Gli immediati accertamenti hanno consentito di ricostruire l’accaduto in real time e quindi di recuperare prontamente la refurtiva e restituirla al legittimo proprietario.

Un secondo intervento ha permesso, invece, di interrompere una rapina maturata in pochi istanti in via Carlo Alberto, dove l’attenzione degli operatori è stata catturata da un uomo inseguito dalla vittima che chiedeva aiuto. La ricostruzione dei fatti ha consentito di accertare che il presunto autore, insieme ad un complice riuscito a dileguarsi, aveva poco prima sottratto con violenza una collanina d’oro assicurandosi poi la fuga. Raggiunto dagli agenti, è stato trovato ancora in possesso del prezioso e tratto in arresto per rapina.

Sul fronte del contrasto al micro spaccio, gli investigatori hanno, invece, neutralizzato un’attività di cessione organizzata nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II. Il sistema, basato su una precisa suddivisione dei compiti, ruotava intorno ad un giovane, incaricato di intercettare i potenziali acquirenti e di gestire il contatto iniziale, e ad altri due complici che provvedevano, dal loro canto, alla custodia dello stupefacente, al confezionamento delle dosi ed alla consegna finale.

Dopo aver assistito in diretta ad una cessione, gli agenti sono intervenuti bloccando il “trio”, composto da due uomini e una donna. Le successive verifiche hanno consentito di recuperare ulteriori dosi già pronte per la vendita, denaro contante e materiale per il confezionamento.

Completa il quadro degli interventi un ulteriore arresto, che ha interessato un uomo, che, alla vista delle pattuglie, avrebbe tentato di allontanarsi rapidamente, attirando la loro attenzione. La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire nello zaino che portava con sé diverse tipologie di stupefacente, tra cocaina, crack, eroina, hashish e marijuana, in parte già suddivisa in dosi, oltre a denaro in contanti, ritenuto provento della loro attività illecita.

Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

Agricoltura, Confeuro: “Ue respinga ogni tentativo di health warnings su vini”

Agricoltura, Confeuro: “Ue respinga ogni tentativo di health warnings su vini”

“Nel corso dell’ultimo Consiglio Agrifish di Bruxelles sono emersi due temi centrali per il futuro dell’agricoltura europea e, in particolare, per i piccoli e medi produttori: le etichette sul vino e la riforma della Politica Agricola Comune post 2027. Su entrambi i dossier Confeuro ribadisce con forza la propria posizione. Per quanto riguarda gli health warnings sugli alcolici, siamo nettamente contrari a qualsiasi ipotesi di introduzione di avvertenze sanitarie assimilabili a etichette d’allarme sui vini. Si tratterebbe di una misura ingiustificata, che rischierebbe di penalizzare un prodotto simbolo della cultura, della tradizione e dell’economia agroalimentare italiana ed europea. Auspichiamo che l’Unione Europea respinga definitivamente questa prospettiva, nella consapevolezza che il consumatore debba essere informato, non influenzato o condizionato. Le etichette devono garantire trasparenza, qualità e informazioni corrette, lasciando poi ai cittadini la libertà di compiere scelte consapevoli. È sull’educazione alimentare e sulla promozione di stili di vita equilibrati che occorre investire, non su strumenti che rischiano di creare allarmismi. Altrettanto importante è il confronto sulla Pac post 2027. Confeuro ritiene fondamentale che la Politica Agricola Comune mantenga la propria autonomia e indipendenza rispetto all’ipotesi di un fondo unico europeo. La Pac deve continuare a disporre di risorse dedicate e adeguate, da impiegare in modo concreto ed efficace per sostenere il reddito degli agricoltori, rafforzare la competitività del settore e migliorare le procedure di erogazione dei contributi. Solo così sarà possibile garantire certezze alle imprese agricole e costruire un futuro realmente sostenibile per il comparto primario.”

Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei.