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Grande successo per “Mamma Roma” di Fabio Morgan. Tutto esaurito per il teatro in periferia

Grande partecipazione di pubblico per Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti, presentato dal 10 al 12 luglio nei cortili di Torrevecchia, Lamaro e Tor Marancia. Il patrimonio umano delle borgate si fa drammaturgia e conquista la città.
Si è concluso con un ottimo successo di pubblico il ciclo di repliche di Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti, lo spettacolo scritto e diretto da Fabio Morgan che dal 10 al 12 luglio ha riempito le piazze e i cortili ATER di tre quartieri della periferia romana.
Tre serate che hanno visto i cittadini stringersi attorno a un racconto corale nato proprio dall’ascolto e dal confronto con gli abitanti dei territori. Il progetto, realizzato da Progetto Goldstein e promosso da Fondazione La Città Ideale, con il sostegno del Ministero della Cultura nell’ambito del bando “Teatro Urbano e Sociale – edizione 2026”, ha dimostrato ancora una volta come il teatro possa farsi strumento di coesione, riscatto e restituzione culturale.
Tre repliche, a ingresso gratuito, che hanno registrato il tutto esaurito. Un pubblico emozionato composto dagli abitanti dei quartieri coinvolti e da spettatori provenienti da altre zone, a conferma della capacità del progetto di creare occasioni di incontro attorno alle periferie viste come luoghi di produzione culturale, oltre che di rappresentazione. Le recite si sono svolte venerdì 10 luglio al Parco Commendone (Torrevecchia), sabato 11 luglio nel cortile Ater Lamaro, e domenica 12 luglio, al Parco della Torre nel quartiere di Tor Marancia.
A sessant’anni dallo sguardo di Pier Paolo Pasolini sulle borgate, la drammaturgia di Fabio Morgan ha saputo fotografare la periferia di oggi. Al centro della vicenda, la figura di Laura – interpretata da un cast di attori professionisti – e il suo tentativo di strappare il figlio Ettore a un destino già scritto, cercando di fondare un centro culturale nel quartiere. Un affresco generazionale che ha commosso e fatto riflettere una platea trasversale, dai residenti delle case ATER ai tanti giovani accorsi per l’occasione.
Con queste repliche estive si chiude il secondo capitolo del percorso triennale “Un giorno tutto questo niente sarà tuo” avviato nel 2022 con Accattone agli ATER. Forti del riscontro del pubblico, il percorso proseguirà nel 2027 con il terzo e ultimo capitolo della trilogia, ispirato a Ragazzi di Vita, per esplorare e dare voce agli universi e alle sfide delle nuove generazioni.


Reintegro medici no vax, Magi (Omceo Roma): Scelta non è corretta

Roma. “Il commento degli ordini professionali è sicuramente negativo. Quando si viola il codice deontologico, e in questo caso riteniamo che non sia stato rispettato, in quanto oltre a essere pro o contro ai vaccini a loro difesa questi colleghi che hanno avuto provvedimenti disciplinari hanno diffuso informazioni antiscientifiche e hanno presentato a loro difesa pubblicazioni pseudoscientifiche prive di reale fondamento. Dall’altra parte ci sono le norme di legge, che devono essere rispettate: se la legge prevede che un professionista, durante una pandemia con migliaia di morti debba vaccinarsi, allora hanno l’obbligo di vaccinarsi a tutela della comunità, perché è il loro ruolo professionale e deontologico. Se questo non è avvenuto, è evidente che la questione rientra nell’ambito dell’attività disciplinare degli Ordini”. Così il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, in merito alla norma approvata in commissione Affari sociali della Camera che consentirebbe la reiscrizione agli Albi dei sanitari radiati per condotte legate alla diffusione di terapie antiscientifiche durante la pandemia.

La misura, contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, approvato in commissione Affari sociali, prevede in particolare la possibilità di una reiscrizione agli Albi per i medici e gli operatori sanitari radiati per fatti legati alla pandemia, purché le condotte contestate non siano state ritenute dolose. “Va inoltre sottolineato- ha proseguito Magi- che gran parte dei provvedimenti disciplinari adottati nei confronti di alcuni sanitari non sono stati legati soltanto alla questione vaccinale, ma ad altri comportamenti dolosi da questi tenuti nei confronti degli Ordini e alla presentazione di documentazioni inesistenti, comprese false citazioni o pubblicazioni scientifiche che sostenevano, ad esempio, che i vaccini fossero controproducenti. Utilizzare questi strumenti come elemento di difesa è una violazione del codice deontologico”.

Dunque “da una parte”, secondo Magi, si approvano leggi “per garantire la sicurezza dei cittadini e la legalità”, dall’altra con questa norma “sembra si vadano a ‘coprire’ comportamenti contrari alle regole- ha evidenziato- mentre vengono penalizzati coloro che hanno rispettato quanto previsto dalla legge e dalle disposizioni vigenti, anche quando magari non erano personalmente d’accordo. Lo hanno fatto comunque, nell’esercizio del proprio dovere. Cosa ancora più grave è il mancato rispetto dei colleghi che hanno perso la loro vita per salvare gli altri. Per questo riteniamo che questa norma non sia una scelta corretta”.

Ha quindi aggiunto il presidente dei medici di Roma: “Per quanto ci riguarda, questa è una presa di posizione che esprime soprattutto grande disagio. Essendo un organo dello Stato, vedere che prima vengono date indicazioni e poi vengono adottati provvedimenti che sembrano andare in una direzione diversa genera preoccupazione. Ci auguriamo che in Senato questa norma venga cancellata”. Secondo Magi, quindi, è necessario evitare “un passo indietro, perché introdurre norme di questo tipo rischia di creare ulteriore confusione nei cittadini, che sono già sottoposti quotidianamente a molte informazioni contrastanti”.

Museo delle Mura: un viaggio che racconta duemila anni storia


Un percorso tra Porta San Sebastiano, camminamenti panoramici e antiche fortificazioni che porta a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della Capitale

Roma è una città dal fascino inestimabile e capace di sorprendere ad ogni passo. Accanto ai monumenti più celebri, custodisce luoghi meno conosciuti ma di straordinario valore storico e culturale, autentici scrigni di memoria che permettono di comprendere l’evoluzione della Capitale attraverso i secoli. Tra questi spicca il Museo delle Mura, ospitato all’interno della monumentale Porta San Sebastiano, uno dei complessi meglio conservati delle Mura Aureliane. Un percorso affascinante che attraversa camminamenti di ronda, torri difensive e antiche fortificazioni, offrendo un punto di vista unico sulla storia di Roma. A pochi passi sorge l’FH55 Grand Hotel Palatino, la base ideale per raggiungere il Museo delle Mura e immergersi nella storia millenaria delle antiche fortificazioni della Capitale.

Roma non è soltanto la città del Colosseo, dei Fori Imperiali o della Fontana di Trevi. La sua straordinaria ricchezza risiede anche nella moltitudine di luoghi meno battuti dal turismo di massa, dove il passato continua a raccontarsi attraverso pietre, mura e monumenti perfettamente conservati. Passeggiare nella Capitale significa attraversare oltre duemila anni di storia, in un continuo dialogo tra antichità, Medioevo, Rinascimento e contemporaneità. Ogni quartiere custodisce testimonianze preziose di un passato che ha contribuito a plasmare non solo l’identità della città, ma quella dell’intera civiltà occidentale. Tra queste testimonianze, il Museo delle Mura rappresenta una tappa di grande fascino per chi desidera scoprire una Roma diversa, più autentica e meno conosciuta. Il museo trova sede all’interno di Porta San Sebastiano, la più grande e meglio conservata tra le porte delle Mura Aureliane, l’imponente sistema difensivo fatto costruire dall’imperatore Aureliano tra il 271 e il 275 d.C. per proteggere la città dalle incursioni barbariche. Le mura, lunghe circa 19 chilometri, circondavano l’intero abitato e rappresentavano una delle opere di ingegneria militare più importanti dell’antichità. Il museo dedica ampio spazio anche alla storia delle antiche porte della città, spiegando il ruolo strategico che questi ingressi fortificati svolgevano nel controllo degli accessi, nella difesa militare e nell’organizzazione della vita urbana.

La Porta San Sebastiano, conosciuta in passato come Porta Appia per la sua posizione lungo la celebre via consolare, rappresentava uno degli ingressi principali alla Capitale e conserva ancora oggi gran parte delle sue strutture originarie, comprese le imponenti torri cilindriche che la rendono facilmente riconoscibile. L’allestimento del museo, distribuito su primo e secondo piano della porta, permette di comprendere non solo la storia della costruzione delle mura, ma anche le numerose trasformazioni subite nel corso dei secoli. Attraverso pannelli illustrativi, ricostruzioni, reperti e approfondimenti storici divisi per sezioni antica, medievale e moderna, il visitatore può seguire l’evoluzione delle fortificazioni romane, dalle origini fino agli interventi medievali e rinascimentali, scoprendo come le esigenze difensive della città siano cambiate con il passare del tempo. All’interno di uno spazio del museo sono custodite le antiche macchine da guerra utilizzate durante gli assedi, mentre in una delle sale al primo piano, sono ospitati alcuni plastici che raffigurano le diverse fasi costruttive delle mura. A completare il percorso espositivo contribuiscono anche alcune preziose testimonianze decorative: nella torre occidentale è ancora visibile un mosaico realizzato tra il 1940 e il 1943, raffigurante due cervi e una tigre in agguato, immersi in una cornice di elementi vegetali. In un’altra sala, invece, si trova un ulteriore mosaico in bianco e nero, sempre risalente agli anni Quaranta del Novecento, che rappresenta un condottiero a cavallo circondato da soldati e armi, richiamando il tema della forza militare e della storia delle fortificazioni. Uno degli elementi più suggestivi della visita è rappresentato dal percorso lungo il camminamento di ronda: percorrendo questo tratto sopraelevato, perfettamente restaurato e accessibile, si ha la possibilità di osservare da vicino la struttura interna delle mura, le torri di avvistamento e gli spazi un tempo destinati ai soldati incaricati della difesa della città. Camminare dove per secoli hanno vigilato le guarnigioni romane offre un’esperienza coinvolgente, capace di far percepire concretamente la grandezza dell’antica Roma. Dal camminamento si aprono inoltre scorci panoramici particolarmente suggestivi sull’Appia Antica, uno dei tratti più antichi e affascinanti della città, e sui quartieri circostanti.

Questo punto di osservazione permette di cogliere il rapporto tra la Roma antica e quella moderna, mostrando come l’anima del passato conviva armoniosamente con la città contemporanea. Per chi desidera completare la propria esperienza nella Città Eterna con un soggiorno all’insegna del comfort e dell’eleganza, l’FH55 Grand Hotel Palatino rappresenta una soluzione ideale. Moderno e accogliente, situato nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Colosseo e dai principali monumenti della città, l’hotel consente di raggiungere facilmente il Museo delle Mura e molte delle più importanti attrazioni romane, offrendo agli ospiti un punto di partenza privilegiato per esplorare il patrimonio storico, artistico e culturale di Roma.

Brucia in provincia di Frosinone un deposito di plastica da riciclare: preoccupazione di cittadini e Istituzioni, danno per l’ambiente e per l’economia

Brucia in provincia di Frosinone un deposito di plastica da riciclare: preoccupazione di cittadini e Istituzioni, danno per l’ambiente e per l’economia

Cresce la preoccupazione di cittadini e Istituzioni locali dopo quasi una settimana dal rogo che ha mandato a fuoco nel Comune di S. Giorgio a Liri un deposito di plastica, ottenuta da raccolta differenziata.
Il vasto incendio, sviluppatosi il 12 Luglio presso lo stabilimento della società REMAT, ha provocato una intensa colonna di fumo che ha indotto il Comune di S. Giorgio a Liri (attualmente amministrato da un Commissario straordinario) ad emettere un’ordinanza invitando la popolazione residente a mantenere chiuse porte e finestre, disattivare gli impianti di condizionamento, limitare le uscite all’aperto, sospendere ogni attività, lavare accuratamente ortaggi e frutta, mantenere gli animali da affezione in locali chiusi.
L’ARPA, intervenuta per effettuare il monitoraggio della qualità dell’aria tramite campionamento effettuato fra il 12 e 13 luglio, ha rilevato in particolare concentrazioni abnormi di diossine; nel campionamento successivo effettuato dal 13 al 14 luglio è stato rilevato il raddoppio di tale concentrazione.
La situazione risulta particolarmente allarmante, tanto che il Commissario straordinario è intervenuto con altre due ordinanze, il 14 e 15 Luglio, in cui ha imposto ulteriori restrizioni cautelative, fino al divieto di pascolo e utilizzo di foraggi a campo aperto, e sospensione della commercializzazione di latte, uova e altri prodotti di origine vegetale e animale.

La Procura di Cassino ha avviato un’inchiesta, mentre continua l’attività di ARPA, ed il Senatore di AVS Peppe de Cristofaro presenterà a breve una interrogazione.
La vicenda richiama questioni più generali che riguardano la normativa a tutela della salute e salvaguardia ambientale, ma anche l’approccio complessivo sulla gestione dei rifiuti che, invece di essere bruciati in inceneritori o andare a fuoco in depositi, dovrebbero essere reintrodotti come materia prima nel circuito industriale, considerati una sorta di “miniera urbana” in coerenza con i principi dell’economia circolare. Sarà sicuramente una coincidenza, ma recenti comunicazioni di COREPLA circa il rischio di sospensione del ritiro degli imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata dei Comuni pongono questioni di estrema rilevanza giuridica, economica e ambientale.
Sinistra Italiana Lazio e Provincia di Frosinone

Fiumicino. Miss Italia incorona Veronica Paolini: da Fiumicino alle Prefinali nazionali

La prima finale regionale di Miss Italia Lazio 2026 si chiude con il successo della ventenne di Fiumicino. Una vittoria che emoziona il territorio e apre il cammino verso la fase nazionale del concorso.

Ci sono serate che un redatore racconta con il taccuino in mano e altre che, senza volerlo, finiscono per lasciare qualcosa anche dentro. Quella andata in scena al Teatro delle Acque di Villa Torlonia, a Frascati, appartiene a questa seconda categoria.

Quando il presidente di giuria ha pronunciato il nome di Veronica Paolini, il lungo applauso del pubblico ha rotto il silenzio dell’attesa. La fascia di Miss Cinema Lazio 2026 è finita sulle spalle della ventenne romana, residente a Fiumicino, che da questo momento entra ufficialmente tra le protagoniste del percorso verso le Prefinali Nazionali di Miss Italia.

La ventenne di Fiumicino ha convinto la giuria per naturalezza, eleganza e presenza sul palco del Teatro delle Acque.

Da redattore di Fiumicino per Il Giornale del Lazio, lo ammetto, è stato impossibile restare completamente distaccato. Ogni giorno raccontiamo una città spesso associata alle cronache dell’aeroporto, ai problemi del litorale, ai lavori pubblici o alle difficoltà della quotidianità. Per una volta, invece, il nome di Fiumicino è stato pronunciato sul palco di uno dei concorsi più conosciuti d’Italia per celebrare il talento di una sua giovane concittadina. È una notizia che fa piacere raccontare.

La vittoria di Veronica Paolini non è sembrata arrivare per caso. Fin dalle prime uscite la sua presenza scenica aveva attirato l’attenzione. Le fotografie della serata raccontano quello che il pubblico ha percepito dal vivo: uno sguardo sempre sicuro, un sorriso naturale, una postura elegante e mai artificiosa. Davanti all’obiettivo non cerca effetti speciali, ma comunica sicurezza e spontaneità, qualità che in un concorso come Miss Italia fanno spesso la differenza. Naturalmente la scelta finale spetta esclusivamente alla giuria, ma osservando il suo percorso durante la serata si comprende perché sia riuscita a conquistare il primo titolo regionale della stagione.

La consegna della fascia Miss Cinema Lazio 2026 durante la prima finale regionale disputata a Frascati.

La finale di Frascati, però, è stata molto più della proclamazione di una vincitrice. Sul palco del Teatro delle Acque è andato in scena uno spettacolo capace di valorizzare il territorio e di offrire al pubblico una manifestazione curata in ogni dettaglio. Le luci hanno disegnato il tricolore sulle antiche architetture di Villa Torlonia, trasformando uno dei luoghi più suggestivi dei Castelli Romani in un elegante teatro all’aperto. Le immagini panoramiche restituiscono tutta la forza di una scenografia che ha accompagnato ogni momento della serata, dalle prime sfilate fino alla consegna delle fasce.

Accanto a Veronica Paolini hanno brillato anche le altre protagoniste della finale. Federica Rizza, diciottenne di Gaeta, ha conquistato il secondo posto, seguita da Lucrezia Nardi, diciannovenne di Caprarola, e da Fabiana Paris, diciannovenne di Ferentino. Quattro storie diverse, quattro territori del Lazio rappresentati sullo stesso palco, a conferma di un concorso che continua a essere una vetrina importante per tante giovani della regione.

A rendere ancora più prestigioso l’appuntamento è stata la presenza di Martina Sambucini, Miss Italia 2020, nel ruolo di presidente della giuria. La serata è stata arricchita anche dalle sfilate firmate Alessandra Ciani Couture, che hanno trasformato la competizione in uno spettacolo di moda e intrattenimento, alternando l’eleganza delle collezioni alle passerelle delle concorrenti.

Le concorrenti provenienti da diverse province del Lazio durante la finale regionale di Frascati.

Adesso il viaggio continua. Per Veronica Paolini si aprono le porte delle Prefinali nazionali, dove rappresenterà il Lazio insieme alle altre vincitrici dei prossimi titoli regionali. Per Miss Italia Lazio il tour proseguirà nei prossimi giorni con nuove selezioni, ma la prima pagina dell’edizione 2026 è già stata scritta.

Il Teatro delle Acque di Villa Torlonia ha ospitato la prima finale regionale di Miss Italia Lazio 2026.

E, permettetemi di dirlo ancora una volta, da cronista di Fiumicino c’è anche un pizzico di orgoglio personale. Perché dietro quella fascia non c’è soltanto una bella vittoria. C’è una ragazza del nostro territorio che, con eleganza, determinazione e naturalezza, porterà il nome di Fiumicino su un palcoscenico nazionale. E sono queste le storie che vale la pena raccontare.

L’associazione Musica Proibita Management presenta il “Summer Opera Program” per accompagnare giovani cantanti da tutto il mondo verso il debutto

Dal 4 al 24 luglio il Seminario Vescovile di Bergamo ospita oltre 110 ore di alta formazione dedicate al repertorio lirico italiano.

Partecipano allievi provenienti da Stati Uniti, Cina, Giappone, Australia, Turchia, Spagna, Portogallo e da altri Paesi.

Bergamo si conferma sede di iniziative a respiro internazionale dedicate alla formazione musicale. Dal 4 al 24 luglio gli spazi del Seminario Vescovile di Bergamo ospiteranno il Summer Opera Program, percorso internazionale di alta formazione promosso dall’associazione bergamasca Musica Proibita Management, che riunirà giovani cantanti provenienti da Stati Uniti, Cina, Giappone, Australia, Turchia, Spagna, Portogallo e da altri Paesi per oltre 110 ore di formazione con 15 professionisti della scena lirica, accompagnandoli fino al debutto in una produzionedel Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart.

L’Italia continua a rappresentare una meta privilegiata per lo studio della musica. Secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), nell’anno accademico 2024/2025 gli studenti stranieri iscritti ai Conservatori italiani hanno raggiunto quota 4.002, rispetto ai 2.926 del 2020/2021, con un incremento di quasi il 37%. Oggi rappresentano oltre il 13% degli iscritti complessivi.

Oltre alle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, numerosi artisti scelgono accademie e Opera Studio italiani per completare la propria formazione professionale. È in questo scenario che si inserisce il Summer Opera Program di Musica Proibita Management.

«Quando abbiamo fondato l’associazione, nel 2020, il nostro obiettivo era offrire un’esperienza che permettesse loro di studiare l’opera italiana nel luogo in cui è nata – spiega Katia Di Munno, presidente di Musica Proibita Management –. Il repertorio lirico non è fatto soltanto di tecnica vocale: è lingua, storia, tradizione, teatro e cultura. Per questo abbiamo ideato un modello formativo che riproduce i ritmi di lavoro di una fondazione lirico-sinfonica, alternando lezioni, prove musicali, regia e confronto diretto con artisti, agenti e direttori artistici. Il nostro obiettivo è creare un ambiente altamente qualificato nel quale talento, studio e opportunità possano incontrarsi, consentendo ai partecipanti di compiere un passo significativo nella propria carriera artistica.»

A caratterizzare il corso è un corpo docenti composto da quindici professionisti provenienti da alcune delle più prestigiose istituzioni musicali italiane. Tra questi figurano il celebre baritono Leo Nucci, le soprano Barbara Frittoli, Nino Machaidze e Tatiana Chivarova, il tenore Ivan Magrì, il baritono Christian Bester, il direttore artistico Josef Fuchs, Maria Paola Oreglia, aiuto regista e assistente alla regia del Teatro alla Scala di Milano, il tenore del Coro del Teatro alla Scala Massimiliano Di Fino, il coreografo Mario Binetti, l’attrice Simona Rosa, il direttore d’orchestra Davide Bottarelli, i pianisti collaboratori Gianfranco Iuzzolino, Stanisław Masseroli ed Emilio Moriggi, insieme all’Orchestra Colli Morenici.

«Il Summer Opera Program rappresenta pienamente la missione culturale di Musica Proibita Management – afferma il Direttore Artistico Fabrizio Brancaccio –. La nostra associazione lavora per custodire e trasmettere il patrimonio dell’opera italiana alle nuove generazioni, creando un ponte tra la grande tradizione del melodramma e il mondo contemporaneo. Crediamo che l’opera sia un linguaggio universale capace di unire persone provenienti da culture e Paesi differenti attraverso valori condivisi di bellezza, studio e crescita artistica.»

Il percorso si concluderà con il debutto degli allievi in una produzione del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart. Le rappresentazioni si terranno il 22 luglio all’Auditorium San Fedele di Palazzolo sull’Oglio, il 23 luglio a Palazzo Sozzi di Caprino Bergamasco e il 24 luglio in Piazza Martiri della Libertà a Castelcovati. Le tre rappresentazioni segneranno il debutto dei partecipanti davanti al pubblico, conclusione delle settimane di formazione intensiva.

Sociale, Tiso(Accademia Iniziativa Comune): “Promuovere educazione del rispetto”

Sociale, Tiso(Accademia Iniziativa Comune): “Promuovere educazione del rispetto”

“La società contemporanea è caratterizzata da una crescente varietà di culture, lingue, tradizioni e identità. In questo scenario, inclusione e diversità diventano elementi fondamentali per costruire comunità più giuste, rispettose e solidali. Valorizzare le differenze non significa solo riconoscere che esistono persone diverse tra loro, ma garantire a ciascuno le stesse opportunità di partecipazione e crescita. La diversità infatti rappresenta una ricchezza inestimabile. Persone provenienti da contesti culturali differenti portano nuove idee, prospettive ed esperienze che contribuiscono allo sviluppo sociale, economico e culturale. Mentre differenze di genere, età, religione, origine etnica o condizione fisica possono stimolare il confronto, favorire l’innovazione e rendere la società più dinamica e aperta al cambiamento. Nonostante i progressi, persistono tuttavia ancora pregiudizi, stereotipi e discriminazioni che limitano le opportunità di molte persone. In alcuni casi, le differenze vengono percepite come una minaccia anziché come una risorsa. Per superare questi ostacoli è necessario promuovere fin dalla giovane età l’educazione al rispetto, al dialogo e alla comprensione reciproca. In questo contesto, media e nuove tecnologie possono contribuire a diffondere messaggi positivi di inclusione e sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’uguaglianza e dei diritti umani. Tuttavia, è fondamentale utilizzarli in modo responsabile per evitare la diffusione di contenuti discriminatori, offensivi o polarizzanti. Nella consapevolezza maturata che riconoscere e promuovere le differenze significa costruire una società più equa, armoniosa e capace di affrontare le sfide del futuro”.

Lo dichiara, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Aku Boy – Il cantautore romano presenta il singolo “LOVE CRIMINALE”

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Un amore che si lascia guidare solo dalla passione

Roma 18/07/2026

LOVE CRIMINALE” è il nuovo singolo di Aku Boy, un brano che racconta un amore folle, di quelli che ti travolgono senza lasciarti il tempo di pensare. Un amore che vive d’istinto, infrange le regole e si lascia guidare solo dalla passione.

Scritta da Francesco Chiarle e Valerio Calisse (anche produttore del brano insieme a Massimo Calabrese e Marco Lecci), “LOVE CRIMINALE” sarà disponibile nelle principali piattaforme digitali dal 17 luglio per l’etichetta Lungomare S.r.l. e con la distribuzione di Pirames International, società leader nella distribuzione digitale di musica indipendente che collabora con i principali store e piattaforme streaming in Italia e all’estero.

Editing e mixing sono stati curati da Marco Lecci presso il Forward Studio di Roma (production assistant Simone Troiani e Matteo Giannone).

Francesco Chiarle, in arte Aku Boy, è un cantautore romano che fa della spontaneità il principio fondante della propria ricerca artistica. La sua musica nasce da una convinzione precisa: l’autenticità non può essere forzata. Quando si cerca di costruire la spontaneità, questa perde la sua essenza e diventa artificiale. Per questo motivo, ogni brano prende forma in modo istintivo, lasciando spazio alle emozioni nella loro espressione più sincera.

Le sue canzoni raccontano esperienze vissute e stati d’animo reali, trasformati in testi e melodie essenziali, privi di sovrastrutture e capaci di trasmettere un’identità autentica.

Attualmente è impegnato nella produzione di nuovi brani insieme ai produttori Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse, con l’obiettivo di consolidare e sviluppare ulteriormente il proprio percorso artistico.

Nel 2025 Aku Boy ha pubblicato i singoli “Solo con te” e “Supercalifragilistichespiralità”, mentre nell’anno in corso è già uscito “GOL DI TACCO”.

L’ artista ha costruito una forte fanbase grazie ai suoi live ed ha aperto i concerti di Centomilacarie e Dardust al RIM – Rimini in musica.

INSTAGRAMhttps://www.instagram.com/akuboyx/

TikTokhttps://www.tiktok.com/@akuboyx

Spotifyhttps://open.spotify.com/artist/2Z9Ndscaccbxjg3Y0sIfkM

Festival “Voci dal Mediterraneo”: il 30 luglio la presentazione a Petrosino

Giovedì 30 luglio, alle ore 11, l’Aula consiliare del Palazzo comunale di Petrosino, in Via X Luglio, ospiterà la conferenza stampa di presentazione della terza edizione del Festival internazionale della canzone italiana “Voci dal Mediterraneo”, in programma dal 7 al 9 agosto 2026 in piazza Biscione. La manifestazione è promossa dall’associazione ricreativa culturale Musicultura Eventi e Management e da Mediterranean Label, con il patrocinio del Comune di Petrosino e la direzione artistica di Massimo Galfano.

Durante l’incontro saranno illustrati il programma dell’edizione 2026, gli artisti coinvolti e le attività previste nei tre giorni del festival. Interverranno il direttore artistico Massimo Galfano, il sindaco Giacomo Anastasi e i componenti della Giunta comunale, che presenteranno gli aspetti organizzativi e il ruolo dell’amministrazione nel sostegno alla rassegna.

Il Festival “Voci dal Mediterraneo” tornerà ad animare piazza Biscione dal 7 al 9 agosto, proponendo una rassegna dedicata alla canzone italiana con la partecipazione di interpreti provenienti da diversi contesti artistici. L’evento rientra nel calendario degli appuntamenti estivi del Comune di Petrosino.

Durante la conferenza stampa, giornalisti di emittenti radiofoniche e televisive, quotidiani, periodici e testate online potranno ritirare il pass di accesso e completare l’accreditamento alla sala stampa. Nel corso del festival, la giuria composta dagli operatori dell’informazione assegnerà il Premio della Critica “Toto Cutugno”, dedicato al cantautore scomparso, e il Premio Città di Petrosino.

«Questo bellissimo viaggio chiamato Festival Voci dal Mediterraneo – dichiara il direttore artistico Massimo Galfano – nasce per valorizzare la musica italiana nel mondo ma anche il territorio, la storia, la cultura, l’arte culinaria, le spiagge, il mare e i prodotti tipici della nostra Sicilia».

La conferenza sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale di Eventi & Management Italia, consentendo anche a chi non potrà essere presente di seguire gli interventi in tempo reale.

Al termine dell’incontro è previsto un aperitivo conviviale riservato agli ospiti e agli operatori dell’informazione.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale del Festival.

AGO apre 2026. Carlo Ratti presenta ‘Come un origami’

E’ Carlo Ratti, tra gli architetti italiani più autorevoli sulla scena internazionale, ad aprire il percorso pubblico che accompagna la nascita di AGO, il nuovo ecosistema culturale che sta prendendo forma nell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena con l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione curato in questi anni da Fondazione di Modena. Venerdì 24 luglio, alle 21.30, in Piazza Sant’Agostino, Ratti presenta “Come un Origami”, l’installazione che riproduce in scala la futura copertura cinetica destinata al Cortile delle Tenaglie di AGO: una struttura mobile progettata insieme all’artista e ingegnere statunitense Chuck Hoberman, ispirata alla geometria degli origami e concepita per aprirsi e chiudersi adattandosi alle attività ospitate e alle condizioni ambientali.

L’appuntamento rappresenta il primo momento pubblico del percorso “AGO apre” e inaugura una narrazione che accompagnerà il progetto fino all’apertura di una prima area del complesso edilizio, prevista entro la fine dell’anno. Non si tratta semplicemente della presentazione di un elemento architettonico, ma dell’occasione per raccontare la visione che sta guidando la trasformazione dell’ex Sant’Agostino: un complesso di circa 22.000 metri quadrati destinato a riunire musei, archivi, collezioni e a sviluppare ricerca scientifica, formazione e produzione culturale, dando vita a un nuovo modello di integrazione tra patrimonio storico, cultura contemporanea e innovazione.

Inserito nel più ampio sistema culturale che comprende anche il Palazzo dei Musei, dove hanno sede tra gli altri istituti, la Galleria Estense ed il Museo civico, AGO contribuirà alla nascita di uno dei più estesi poli culturali europei, con una superficie complessiva di circa 43.000 metri quadrati.

Accanto a Carlo Ratti interverranno il Presidente di Fondazione di Modena Matteo Tiezzi, il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, l’artista e inventore Chuck Hoberman e il critico e curatore Aaron Betsky, che accompagneranno il pubblico alla scoperta del progetto e del significato della futura copertura cinetica, destinata a diventare il nuovo segno identitario di AGO. Nel frattempo, il modello in scala rimane esposto fino a settembre in piazza Sant’Agostino. L’incontro del 24 luglio costituisce il primo capitolo di un percorso di avvicinamento alle inaugurazioni previste nei prossimi mesi e segna l’avvio del racconto pubblico di AGO: dal cantiere al polo culturale, dal polo ai contenuti, accompagnando progressivamente la trasformazione dell’ex Sant’Agostino in un luogo capace di mettere in relazione arte, scienza, ricerca, tecnologia e spazio pubblico.

Venerdì 24 luglio, alle 21.30, Piazza Sant’Agostino, Modena