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Lega, vertice Salvini-governatori sul manifesto: a Roma è il metodo che Antonini chiede da mesi per le PMI.

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A margine del vertice tenutosi ieri a Roma tra il segretario federale della Lega Matteo Salvini e i governatori del Nord, Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Provincia autonoma di Trento) e Luca Zaia (presidente del Consiglio regionale del Veneto), una nota del partito ha annunciato l’avvio di un lavoro per la definizione di “un manifesto programmatico, capace di raccogliere idee, priorità e proposte della Lega”, da tradurre in “azione politica e di governo” in occasione del prossimo appuntamento di Pontida. Il clima dell’incontro, si legge nella nota, è stato di “assoluta collaborazione”.

Un metodo, quello di un manifesto accompagnato da una roadmap e da tempi definiti, che da mesi trova un’applicazione parallela nel dibattito sull’economia romana, grazie al progetto editoriale ideato da Mauro Antonini, “Roma Capitale d’Imprese. La città che osa imprendere”.

Presentato per la prima volta il 17 febbraio scorso alla Libreria del Palazzo delle Esposizioni, e discusso in seguito in Campidoglio e a Palazzo Valentini, il volume raccoglie sei capitoli in prima persona firmati da imprenditori e professionisti romani: Marco Travaglini, Stefano Maina, Giada Giorgia Mattei, Stefano Cocco e Valerio Savaiano, con la moderazione di Massimiliano Cacciotti. La tesi di fondo, esposta da Antonini, è netta: “Una città non si rimette in piedi con gli slogan, ma applicando regole, dando tempi certi e costruendo metodo. Roma non è una frana inevitabile: è un insieme di scelte.”

È quello che nel progetto viene definito, appunto, il metodo: non un elenco di buone intenzioni, ma regole verificabili, scadenze e strumenti già individuati. Tra questi, gli strumenti attivi nel 2026 per le microimprese romane censiti nel volume: il voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica della Camera di Commercio di Roma, fino a 10.000 euro a fondo perduto; il voucher Digitalizzazione PMI della Regione Lazio, finanziato dai fondi FESR 2021-2027, fino a 50.000 euro; il bando Trasformazione Digitale di Roma Capitale, con una dotazione di 4 milioni di euro per startup, team informali e PMI. Risorse già disponibili che, secondo l’analisi di Giada Giorgia Mattei nel suo capitolo, restano in larga parte inutilizzate non per mancanza di fondi, ma per un divario culturale ancora da colmare nel tessuto produttivo romano.

Lo stesso approccio guida anche il capitolo dedicato al Tevere: nel progetto di Antonini il fiume è raccontato non come elemento paesaggistico, ma come infrastruttura economica da attivare, sul modello dei distretti sorti attorno a Senna e Tamigi.

A distanza di mesi dalla prima presentazione, il nodo resta quello indicato nel libro: un conto è annunciare un manifesto, un altro è dotarlo di una roadmap che regga nel tempo. Mentre a livello nazionale la Lega avvia ora il lavoro sul proprio manifesto programmatico in vista di Pontida, per le piccole e medie imprese romane restano sul tavolo, dallo scorso febbraio, proposte costruite sullo stesso impianto metodologico: regole, tempi, verifiche. Senza, per ora, una roadmap amministrativa che le traduca in atti.