Ex Ilva, Conte respinge il piano di Arcelor: “Così non va, Mittal impegnato su altri obiettivi”

E sul Mes il premier risponde a Salvini: “Prima di parlare si informi, poi discutiamo”

ROMA – “Un primo progetto non va assolutamente bene. Mi sembra che sia molto simile a quello originario. Lavoreremo nel negoziato agli obiettivi che ci siamo prefissati con il signor Mittal e che il signor Mittal si e’ impegnato con me a raggiungere”. Cosi’ il presidente del consiglio Giuseppe Conte, a margine dell’intervento alla Giornata internazionale del volontarito, a proposito della prima proposta di rilancio dell’Ilva, dopo il tavolo di ieri al Mise.

MES. CONTE: SALVINI SI INFORMI DI COSA PARLA, POI DISCUTIAMO

Salvini dice che le Cacs, le clausola di azione collettiva sul debito, sono un escamotage per non far scannare Pd e Cinque stelle. “Salvini si informi prima di cosa parla, poi facciamo una discussione su questo”, e’ la replica piccata del premier Giuseppe Conte, a margine dell’intervento alla giornata internazionale del volontariato.

MANOVRA. CONTE: CI SARA’ UN TAVOLO DI MAGGIORANZA PER TROVARE LA SINTESI

“Opereremo una sintesi- aggiunge Conte- che non favorira’ una singola forza politica sulle altre ma per favorire l’interesse degli italiani. Ci metteremo di fronte a un tavolo per trovare le soluzioni migliori nella diversita’ di opinioni e rendere la manovra sempre piu’ sostenibile e utile per gli italiani”.

Sembra tornare il sereno tra Conte e Di Maio, il ministro: “Con il premier piena sintonia su Mes e prescrizione”

Conte: “Nessuna contrapposizione con Di Maio”

ROMA – Dopo il gelo dei giorni scorsi, sembra tornare il sereno tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Il premier ieri ha Londra ha dichiarato: “Ho letto i giornali e leggo francamente una ricostruzione che mi ha molto sorpreso. Addirittura qualcuno ha ipotizzato che io parlassi a nuora perche’ intendessi suocera e addirittura si e’ descritta una contrapposizone tra me e Luigi Di Maio. Una ricostruzione che non condivido affatto e non risponde alla realta’”.  Anche Di Maio a ‘Di Martedi” su La7 prova a gettare acqua sul fuoco: “Io il presidente Conte l’ho sentito circa 2 ore fa, e siamo in piena sintonia sia sul tema del Mes sia sul tema della prescrizione”.

MES, DI MAIO: “TRATTATO SI FIRMA SE AIUTA ITALIANI”

“Il negoziato non e’ ancora chiuso e se si deve scrivere un trattato e lo deve firmare l’Italia”, allora “bisogna firmare un trattato che aiuti gli italiani, non che vada contro gli italiani per aiutare qualche paese”, ha spiegato Di Maio che ha aggiunto “Conte ha detto chiaramente che puo’ essere migliorato”. “Invece di fare un fondo Salva stati si rischia di fare un fondo stritola Stati e questo io non posso permetterlo”, ha dichiarato il ministro.

MES, DI MAIO: “C’È PACCHETTO, NON VORREI FOSSE UN ‘PACCO’…”

“Il tema è: c’è un pacchetto… Voi sentite parlare di questo pacchetto da diversi giorni e avete paura di quello che a Napoli si chiama ‘pacco’ che magari ci frega. E anche io ne ho paura”. Lo dice Luigi Di Maio a ‘Di martedi” su La7.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Di Maio: “Sulla prescrizione non si discute, dall’1 gennaio diventa legge”

“Se il Pd non è d’accordo sara’ un Nazareno 2.0, ma non credo avverrà”

ROMA – “La nostra riforma dal primo gennaio diventa legge. Su questo non discutiamo. Se il Pd poi vuol votare una legge con Salvini e Berlusconi per far tornare la prescrizione com’era ideata da Berlusconi sara’ un Nazareno 2.0, ma non credo avverra’”. Lo dice Luigi Di Maio al Gr1 su Radio1 Rai.

 M5S: “ANCORA UNA VOLTA SIAMO SOTTO ATTACCO SU RIFORMA”

“Ci risiamo. Ancora una volta siamo sotto attacco sulla riforma della prescrizione. E, ancora una volta, stentiamo a comprenderne le ragioni”. Cosi’ il M5s sul Blog delle stelle. “L’Anm (Associazione nazionale magistrati) ha, da ultimo, dato il suo sostegno alla norma Bonafede- aggiungono-. Diversi magistrati di alto lignaggio hanno tutti parlato di una legge che serviva all’Italia per metterla al pari degli altri Stati e smentiscono ogni previsione apocalittica a proposito della sua entrata in vigore. La sostengono i familiari delle vittime che, seppur non riguarderà i loro casi, non vogliono che la beffa che è capitata (o può capitare) a loro, possa accadere ad altri. La sostengono, anche a leggere diversi sondaggi d’opinione, la grande maggioranza degli italiani”.

Quindi, proseguono i 5 stelle, “perché tutto questo astio per una legge che dice una cosa chiara e semplice? Una volta che lo Stato emette una sentenza (in nome del popolo italiano, è bene ricordarlo) a quel punto bisogna arrivare fino in fondo, dare una risposta di giustizia, qualunque essa sia. Stanno tutti a parlare della prescrizione e a nessuno importa che i cittadini continuino ad avere processi lunghi. Di questo non importa a nessuno, tranne al MoVimento 5 Stelle che ha già pronta una riforma che – con interventi mirati – porta il tetto del processo penale a 4 anni per tutti e tre i gradi di giudizio (tre anni una volta a regime, dopo due anni dall’entrata in vigore)”.

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Battaglini vicepresidente Nazionale di ANCI giovani, replica a D’arpino

Speravo di non dover replicare alle dichiarazioni di D’ Arpino, ma i suoi continui comunicati diffamatori mi trovano costretto a farlo. Il consigliere comunale di Ripi, non avendone l’ autorità, mi accusa di aver fatto nomine in anci giovani Lazio non regolari e lo fa mancando di rispetto non solo a me, ma a tutto il territorio, dimostrando che nel suo monolocale politico vige il continuo tentativo si indispettire e
provocare. Il sottoscritto, essendo anche vicepresidente nazionale di ANCI giovani, aveva da tempo fatto presente che si sarebbe dimesso dalla vicepresidenza di Anci giovani Lazio per dare modo ad altri giovani amministratori di avere spazio. A questo punto, non essendo stato rieletti tutti i vecchi membri del direttivo in quota alla provincia di Frosinone, con la coordinatrice Viglietti si è pensato di rimpinguare il coordinamento nell’interesse esclusivo dei lavori di Anci giovani, il tutto in relazione al fatto che la scadenza naturale del suo mandato, quello della Viglietti e dell’attuale direttivo, è fissato per ottobre 2020. Tanto è vero che nella prossima primavera avevamo programmato un incontro a Frosinone sulle politiche attive e sul lavoro, cosa che non avrebbe avuto seguito vista la decadenza di tutti gli ex membri. Nell’indicare i nomi alla coordinatrice mi sono assicurato che fossero rappresentate anche forze politiche diverse dalla mia, come è giusto che sia e non è un caso che le due ragazze in quota PD sono state indicate dal Presidente provinciale Alfieri. L’equivoco, ampiamente chiarito in maniera immediata con il Presidente di ANCI LAZIO Varone, sta nel fatto che Anci, proprio in queste settimane, ha deciso di anticipare il rinnovo della nostra consulta a gennaio, ma questa decisione non era stata ancora comunicata a Viglietti. È chiaro che a quel punto, decidendo di anticipare il rinnovo a gennaio, non aveva senso nominare nuovi membri a dicembre. D’Arpino, la cui fama di persona poco avvezza alla mediazione è ormai conosciuta, dovrebbe fare attenzione a puntare l’indice in maniera errata, tentando di creare inutili dissapori ed il fatto che abbia attaccato me e non chi in teoria le nomine le ha fatte, la dice lunga sull’impreparazione e sulla malafede del suo intervento. Il mio rapporto personale con Varone è ottimo e va oltre la politica, ecco perché tirarlo in ballo con la speranza di confondere chi legge ed ascolta è un atteggiamento poco consono anche all’eleganza che un tempo contraddistingueva Forza Italia. Il suo ruolo in ANCI, che non gli permette di parlare a nome del Presidente senza autorizzazione e con il solo scopo di denigrare persone a lui poco simpatiche, lo dovrebbe sfruttare per portare utilità al territorio e non per montare inutili teatrini da bar dello sport. Detto ciò, con la speranza che si chiuda qui questa sterile polemica, auguro buon lavoro ai ragazzi che si sono avvicinati all’associazione nazionale dei comuni italiani, con la speranza di vedere sempre più under 35 eletti nelle assise comunali.

Grassi (RsR), sui disabili solo promesse e zero fatti dalla Raggi

“Nella giornata mondiale dedicata alla disabilità Roma Sceglie Roma lancia un appello alle Istituzioni nazionali e a quelle capitoline affinché si sblocchi immediatamente un grande progetto per la realizzazione dei Peba, i piani di eliminazione delle barriere architettoniche previsti dalla legge n. 41 del 1986 che ancora oggi quasi nessuno conosce o, peggio, si rifiuta di applicare”. Così in una nota Raimondo Grassi, presidente del movimento civico Roma Sceglie Roma.

“Recenti dati Istat ci dicono che nel nostro Paese vivono oltre 4,3 milioni di persone con disabilità e, più in generale, oltre un terzo di queste persone vive da solo, dato che sale drammaticamente tra gli ultra 65enni per i quali la quota è pari al 42,4%. Nella Capitale – prosegue Grassi –  il disagio e la privazione dei diritti è odissea quotidiana: basti pensare alle metropolitane dove spesso ascensori e scale mobili sono guasti, o agli autobus e alle fermate che non sempre sono a norma. La non applicazione dei Peba, va ricordato, potrebbe portare per legge anche al commissariamento del Campidoglio e per questo la sindaca Raggi dovrebbe dimostrare molta più attenzione verso chi vive in situazioni di disagio e si vede privato anche del diritto alla mobilità”. 

“L’abbattimento delle barriere architettoniche non può essere un problema di risorse. Nel piano di sviluppo che abbiamo presentato la scorsa settimana Roma Sceglie Roma intende lanciare un grande progetto di messa a norma degli edifici pubblici e privati per consentire l’accessibilità e il diritto sacrosanto di accedere a tutti i luoghi alle persone disabili”, conclude Grassi.