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Roma – Pietro Serbassi (FAST Confsal): “La frammentazione del conflitto è il sintomo di relazioni industriali che non funzionano più”

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Roma, 4 settembre 2026 – Il calendario delle astensioni dal lavoro nel settore dei trasporti delinea un mese di settembre senza precedenti. Si parte con lo sciopero nazionale del personale di macchina e di bordo del Gruppo FS Italiane, programmato dalle ore 21:00 di lunedì 7 alle ore 21:00 di martedì 8; si prosegue il 15 con iniziative simultanee a Venezia, Pisa, Firenze, Prato, Ravenna e Napoli; si arriva al 30 con il fermo dei controllori del traffico aereo di ENAV. Nel frattempo, decine di proclamazioni si sovrappongono, incidendo sui cittadini nel pieno del rientro al lavoro e a scuola.

“Il diritto di sciopero non si discute: è una garanzia costituzionale che continueremo a esercitare ogni volta che sarà necessario – dichiara Pietro Serbassi, Segretario Generale di FAST Confsal -. Quello che va affrontato con onestà è il motivo per cui il conflitto si polverizza in decine di vertenze separate invece di trovare composizione ai tavoli. Un mese così non è la prova di un sindacato forte, ma la dimostrazione che le relazioni industriali hanno smesso di produrre risultati nei tempi in cui i lavoratori li chiedono”.

Tre i nodi principali evidenziati dal sindacato. Il primo riguarda i tempi del confronto, con tavoli che si aprono quando la tensione è già matura. Il secondo è la certezza delle risorse, in un comparto dove il CCNL Mobilità area Autoferrotranvieri-Internavigatori e il CCNL Mobilità area Attività Ferroviarie scadono entrambi il 31 dicembre e ogni trattativa resta appesa a coperture mai definite in anticipo. Il terzo nodo riguarda le condizioni di chi opera in prima linea, dalla sicurezza del personale di bordo alla sostenibilità dei turni.

“Una parte della responsabilità è nostra, e sarebbe comodo tacerlo – evidenzia  Serbassi -. Moltiplicare sigle e proclamazioni produce meno tutela per i lavoratori e più disagio per i passeggeri. Ma un’altra parte è delle istituzioni e di un legislatore convinto di risolvere il problema comprimendo il diritto di sciopero. L’effetto è opposto: più le imprese si sentono garantite, più il tavolo si sbilancia e più debole resta la posizione sindacale, anche quando è unitaria. La Commissione di garanzia appare oggi più impegnata a limitare le astensioni che a dirimere il conflitto nel raffreddamento, una fase ormai più formale che sostanziale”.

FAST Confsal propone l’istituzione di una sede permanente di confronto presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con attivazione preventiva obbligatoria e tempi certi di conclusione, quale strumento ordinario di prevenzione del conflitto e non rimedio dell’ultima ora. Il sindacato chiede, inoltre, che le risorse per i rinnovi contrattuali siano definite prima dell’apertura del negoziato e che la sicurezza degli operatori di front-line entri stabilmente nella contrattazione nazionale.

“Chi fa funzionare il trasporto pubblico merita rispetto quanto chi lo utilizza – conclude Serbassi – Siamo disponibili, da domani, a qualunque tavolo che abbia un ordine del giorno, una scadenza e un risultato atteso”.