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Carabinieri a Cornate d’Adda sequestrano oltre 275 kg di hashish e 12.000 euro in contanti

Arrestati un uomo e una donna durante controlli in strutture ricettive a Cornate d’Adda (MB)

Nella serata del 24 luglio, in Cornate d’Adda (MB), i Carabinieri della Stazione di Bernareggio, unitamente ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vimercate, hanno tratto in arresto un ventisettenne residente a Cremona e una ventenne residente a Telgate (BG), entrambi italiani, ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

L’attività trae origine da un controllo scaturito a seguito di una segnalazione generata dal sistema telematico “Alert Alloggiati”, la quale indicava la presenza dei due giovani all’interno di un’abitazione adibita a locazione breve. A carico della donna, inoltre, risultava pendente un provvedimento di rintraccio per l’escussione a sommarie informazioni testimoniali, in qualità di parte offesa, inerente a fatti distinti. 

Giunti presso l’immobile per gli opportuni accertamenti, i militari si sono insospettiti in quanto gli occupanti hanno simulato la propria assenza per evitare il controllo. Tale condotta ha indotto gli operanti a reperire le chiavi d’accesso dal proprietario della struttura, al fine di fare ingresso nell’appartamento e procedere alle verifiche del caso. 

La successiva perquisizione del locale ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, pari a oltre 275 chilogrammi di hashish suddivisi in numerosi panetti termosigillati, unitamente alla somma contante di 12.000 euro, ritenuta provento dell’attività illecita. 

Dell’avvenuto arresto è stato informato il Sostituto Procuratore di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza. L’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo presso la Casa Circondariale di Monza, mentre per la donna, al sesto mese di gravidanza, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. 

Si precisa che le persone indagate sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. 

Contatto: 

Cap. Giuseppe Della Queva 

Comandante Compagnia Carabinieri di Vimercate Sala Stampa Comando Provinciale Carabinieri Monza Brianza 

Lunedì e martedì via Terenzio Varrone chiusa al traffico da via Cintia a via Pennina dalle 8 alle 16

Dettagli della notizia

Informazione sulla chiusura al traffico di Via Terenzio Varrone nei giorni di lunedì 27 e martedì 28 luglio

Il Settore VII Polizia Locale del Comune di Rieti comunica che sarà disposta la chiusura al traffico veicolare di via Terenzio Varrone, nel tratto da via Cintia fino all’incrocio con via Pennina lunedì 27 e martedì 28 luglio dalle ore 8.00 alle ore 16:00

Tajani firma l’accordo MAECI–Unioncamere per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese

Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, firmerà oggi pomeriggio alla Farnesina un Accordo Quadro con il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete, volto a rafforzare la collaborazione tra il MAECI e il sistema camerale a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane.

L’intesa riconoscerà Unioncamere tra gli attori del Sistema Italia per la crescita dell’export e punterà a coinvolgere un numero sempre maggiore di imprese in Italia nei percorsi di accesso e consolidamento sui mercati esteri, valorizzando la presenza delle Camere di commercio sul territorio e la rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.

Unioncamere metterà a disposizione la propria conoscenza del tessuto produttivo nazionale e delle vocazioni all’export dei territori, mentre il Ministero coinvolgerà il sistema camerale nelle missioni istituzionali ed economiche e nei programmi di promozione dell’internazionalizzazione.

Alla firma prenderanno parte il Presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, il Segretario Generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, rappresentanti di ICE, SIMEST, SACE e CDP e, in collegamento da remoto, le Camere di commercio italiane.

Beppe Fascicolo, doppio quinto posto al Mugello nel CIGT Sprint

27 luglio 2026 – Weekend complicato ma comunque positivo per Beppe Fascicolo, impegnato all’Autodromo Internazionale del Mugello nel terzo round del Campionato Italiano Gran Turismo Sprint. Al volante della Mercedes-AMG GT3 numero 16 del team Stratia Motorsport, in coppia con Alexey Denisov, il pilota trevigiano ha chiuso entrambe le gare in quinta posizione nella classe GT3 Am.

Il fine settimana toscano è stato segnato da diversi problemi tecnici, che hanno costretto il team a saltare l’intera seconda sessione di prove libere e buona parte delle qualifiche, con Fascicolo che è riuscito a completare un solo giro cronometrato utile. Una situazione di partenza in salita che non ha però impedito una bella rimonta in Gara 1: scattato da una posizione arretrata in griglia, Fascicolo, insieme al compagno, ha risalito il gruppo fino al quinto posto finale.

SCIARRA GIANLUCA FOTOSPEEDY

Anche Gara 2 si è aperta con il pilota veneto impegnato nel primo stint, al passo con gli avversari più veloci del gruppo, prima di un contatto in uscita dalla curva Casanova-Savelli che lo ha portato a toccare le barriere e uscire di pista. Nonostante lo spavento, la vettura è rimasta meccanicamente integra, permettendo al pilota di ripartire e mantenere la posizione fino al cambio pilota. Alexey Denisov, salito a bordo, ha gestito al meglio il confronto con gli altri equipaggi Am, riportando la Mercedes-AMG GT3 numero 16 al traguardo ancora una volta in P5.

“È stato un weekend difficile perché abbiamo avuto qualche problema alla vettura – ha dichiarato Fascicolo – quindi abbiamo dovuto saltare tutto il secondo turno di prove libere e anche buona parte della qualifica, dove sono riuscito a fare solo un crono. Poi in Gara 1 siamo partiti indietro, ma abbiamo recuperato fino alla quinta posizione con un bel testa-coda di rimonta, quindi possiamo dire che tutto sommato è andata bene. In Gara 2 ero al passo con i piloti più veloci, ma purtroppo un’uscita alla curva Casanova mi ha fatto sbattere contro le barriere. Sono riuscito per fortuna a ripartire e, cercando di non perdermi d’animo, abbiamo continuato la gara fino alla fine mantenendo più o meno la posizione. Il mio compagno è poi riuscito a recuperare qualche posizione tra gli altri Am e abbiamo chiuso quinti anche la seconda corsa. Il risultato finale è comunque positivo considerando tutto quello che è successo. Ringrazio tutti i fan, gli sponsor e gli amici che sono venuti a trovarci in pista, erano davvero numerosi in questo weekend, ed è proprio quell’energia che mi dà sempre la voglia di continuare anche nei weekend. Grazie a loro per il supporto e per esserci, e grazie a tutti quelli che mi seguono anche da casa.”.

Il prossimo round, l’ultimo della stagione della serie Sprint, è in calendario dal 9 all’11 ottobre all’Autodromo Nazionale Monza.

“Velino”: Sinibaldi-Mestichelli, “Il nostro gioiello sempre più al centro dell’atletica nazionale e internazionale”

Ѐ iniziato oggi lo storico appuntamento di Rieti 2026, Europei di Atletica Leggera U18, presso lo Stadio R. Guidobaldi.

Proprio l’impianto gioiello dello sport locale è stato oggetto, negli ultimi mesi, di alcuni importanti lavori di completamento e manutenzione straordinaria eseguiti, in qualità di soggetto attuatore, da Sport e Salute SpA. L’intervento, finanziato dalla Regione Lazio con risorse ordinarie FSC 2021–2027 per un importo complessivo di circa 1 milione di euro, ha permesso di riqualificare le due tribune “Velino” e “Terminillo”, di effettuare interventi di miglioramento sia all’interno del pistino coperto che lungo l’area circostante e di efficientare il comparto tecnologico della tribuna, i locali degli speaker e l’area dedicata alla stampa.

Di seguito una dichiarazione del Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, e del Vicesindaco e Assessore allo sport e turismo, Chiara Mestichelli.

“Lo Stadio Guidobaldi si presenta ai Campionati Europei di Atletica Leggera Under 18 con il suo abito più bello, grazie a un eccezionale lavoro di squadra che ci ha permesso di predisporre tutto ciò che serve in tempi record, garantendo le condizioni ottimali per lo svolgimento delle gare che si terranno a Rieti fino a domenica 19 luglio. Per questo straordinario risultato vogliamo rivolgere un ringraziamento profondo e sincero alla Regione Lazio, e in particolare all’assessorato guidato da Elena Palazzo, con cui si è creata una sinergia eccezionale e concreta, decisiva per il finanziamento e la buona riuscita dell’opera. Altrettanto fondamentale è stata la collaborazione con Sport e Salute SpA che, in qualità di soggetto attuatore, ha operato con professionalità e rapidità per completare interventi complessi e strategici. Il traguardo odierno, che vede la riqualificazione delle piste di allenamento e delle tribune, completa idealmente un percorso virtuoso di valorizzazione dell’impianto iniziato con la precedente amministrazione attraverso i lavori sull’indoor, proseguito con gli interventi sulla pista principale e le opere di efficientamento energetico e concluso con l’ultimo lotto di lavori degli ultimi mesi. Gli Europei Rieti2026 non lasceranno alla nostra città soltanto l’eco di grandi emozioni, promozione e visibilità internazionale, ma consegneranno all’atletica reatina e a tutta la cittadinanza un Guidobaldi sempre più moderno ed efficiente, destinato a consolidarsi come punto di riferimento a livello nazionale e internazionale”.

L’Arma dei Carabinieri esprime la propria vicinanza a tutti i carabinieri feriti durante la violenta manifestazione di sabato in Val di Susa

Nella giornata di ieri, il Comandante Generale, Gen. C.A. Salvatore Luongo, ha contattato telefonicamente i comandanti dei Reggimenti Carabinieri “Piemonte”, “Lombardia” e “Lazio”, il cui personale è stato coinvolto, sabato scorso, nei violenti scontri con i manifestanti in Val di Susa, presso i cantieri della TAV. Il Generale Luongo si è voluto personalmente sincerare delle condizioni dei militari rimasti feriti ed esprimergli la vicinanza dell’Arma.

Tra questi, il Comandante Generale ha sentito telefonicamente il Maresciallo Capo Di Maria Emilio, che oggi sarà ricoverato presso il Policlinico Militare di Roma a seguito delle lesioni riportate nei violenti scontri. Anche a lui ha voluto esprimere la vicinanza di tutta l’Arma.

Arte e falsi, una storia nella storia non sotto silenzio

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La falsificazione artistica è una “storia nella storia” che seppure non sotto silenzio è da comprendere bene, e che, secondo le riflessioni del noto critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, condiziona da sempre l’evoluzione culturale, i musei e le dinamiche economiche globali. Questa tematica solleva il velo su un fenomeno sommerso ma cruciale, evidenziando come il falso d’arte non sia una semplice truffa commerciale, bensì un elemento speculare e inscindibile dalla storia dell’arte ufficiale

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Abbiamo fatto una tesi in materia con ciò che nel web si può reperire, e soprattutto con le opinioni di Paolo Battaglia La Terra Borgese, autorevole critico d’arte tra i maggiori esperti della storia del falso d’arte

La storia dell’arte racchiude un terreno scivolosissimo che è quello della falsificazione artistica. Un fenomeno certamente non sotto silenzio ma che occorre approfondire spingendo in ogni specifica epoca storica della falsificazione. Non solo è indispensabile conoscere la storia del falso artistico, occorre anche favorire la divulgazione dei metodi scientifici odierni usati dai critici e dagli storici per smascherare i falsi d’arte, a benefizio della cultura.

La falsificazione artistica si manifesta già nell’antichità, e si storicizza, attraverso artisti e avvenimenti importanti quanto notevoli, in cinque momenti cruciali della società europea, sia in ambito culturale e mercantile che tecnologico e scientifico. Si pensi a Michelangelo, al Salon des Réfusés, a Han van Meegeren, a Orson Welles, alle analisi scientifiche.

Il falso, va detto sin d’ora, non è solo una truffa, ma un specchio dei gusti dell’almo mercato di ogni epoca.

Sintetizzando, e analizzando il fenomeno dalla sua genesi, è possibile dunque distinguere almeno sei periodi cruciali e cruciati: 1)l’Antichità nella cultura greca e romana, 2)il Rinascimento di Michelangelo, 3)il Settecento di Ercolano e Pompei, 4)l’Ottocento delSalon des Réfusés, 5)il Novecento, contrassegnato da Han van Meegeren e dal regista Orson Welles, 6)la Diagnostica d’arte.

Il terreno è proditorio

Nell’Antichità classica del mondo antico e romano si copiano le statue greche perché c’è molta richiesta e pochi pezzi originali. Ne viene che la falsificazione artistica risale a più di duemila anni fa: in particolare gli scultori antichi romani producono proditoriamente copie di sculture greche per conto dei collezionisti.

Il Rinascimento segna il caso di Michelangelo del 1496, quando l’artista, ancora ventunenne, scolpisce un Cupido dormiente per farlo passare come reperto archeologico romano; in aiuto alla falsificazione intervengono altri, sporcandolo di terra, sotterrandolo. E secondo talune fonti ciò non per truffa ma per Michelangelo dimostrare di sapere eguagliare gli antichi. Ma la vera storia dell’arte tramanda una verità documentata diversa, e cioè che Il Cupido dormiente era una scultura (poi andata perduta in un incendio) realizzata dall’autore rinascimentale per farla sembrare un’opera antica su consiglio di Lorenzo di Pierfrancesco: il fine è quello di vendere la scultura a un prezzo più alto tramite il mercante d’arte Baldassarre del Milanese che ha orchestrato il tutto, e che vende poi l’opera al cardinale Raffaele Sansoni Riario della Rovere. E se può strapparvi un sorriso: è proprio questa truffa, questa scultura raffigurante un dio d’amore di sei sette o anni di età, a portare Michelangelo per la prima volta all’attenzione dei mecenati di Roma, per il tramite del truffato! soddisfatto di quell’opera.

DICOTOMIA: nel Rinascimento, la crescente prosperità della borghesia genera una forte domanda di arte e, per identificare le proprie opere, molti pittori iniziano a contrassegnarle. Questi segni si evolvono poi in firme. E’ quando la domanda di determinate opere d’arte inizia a superare l’offerta, che sul mercato iniziano a comparire marchi e firme falsi.

L’Ottocento e il Settecento. La crisi dell’Accademia dovuta al suo rifiuto di mostre ufficiali traghettatrici di nuove idee, spinge gli artisti a cercare strade diverse e indipendenti. Nasce così il moderno mercato dell’arte la cui origine si colloca in Francia alla seconda metà dell’Ottocento, nel 1863, con il Salon des Réfusés e con l’ascesa dei primi grandi mercanti d’arte. È soprattutto con la nascita del mercato dell’arte moderno che i falsari dell’Ottocento iniziano a lavorare per ricchi collezionisti.

Tuttavia, il secolo in cui la vera e propria falsificazione artistica fiorisce è il XVIII. Nel Settecento infatti, con le scoperte di Ercolano e Pompei, il commercio artistico è invaso da moltissime pitture e sculture che ingannano anche gli intenditori e che fungono da simbolo di prestigio e potere nelle case dei collezionisti.

Novecento. Negli anni 1930 e 1940 il pittore olandese Han van Meegeren dipinge false opere di Johannes Vermeer così bene da ingannare i massimi esperti, e così bene da vendere un falso persino ai gerarchi nazisti durante la Seconda guerra mondiale (dopo viene scoperto).

Il Novecento e il caso Picasso-Welles. Oltre che da Han van Meegeren, il Novecento è funestato dalla faccenda Welles-Picasso. Nel suo celebre film documentario sulla falsificazione dell’arte F for Fake (F come falso), il regista, Orson Welles, mette in bocca a Picasso una frase del tutto inventata ma che ancora oggi viene erroneamente ritenuta realmente pronunciata. La frase che nel docufilm – e non nella realtà – pronuncia Picasso è “Posso dipingere un falso Picasso al pari di chiunque altro”.(1) Bene, che si tratta di una frase romanzata in cui l’accuratezza degli eventi si fonde con dettagli inventati per scopi narrativi ed emotivi è dimostrato dalla totale assenza di documenti storici in proposito; e per di più: un documento della Università Ca’ Foscari di Venezia in Italia attesta la natura romanzata di tale frase (https://edizionicafoscari.unive.it/media/pdf/article/venezia-arti/2021/1/art-10.30687-VA-2385-2720-2021-07-009.pdf, pagg. 136 e 137); e non finisce qui: tale frase è stata anche storpiata in “Picasso una volta disse che avrebbe firmato un falso molto ben fatto”. Certa è, invece, la chiara finalità che Welles affida al suo film, quella di riflettere sul valore dell’arte, sul concetto di originalità e sul mercato dei falsi per esplorare bene il confine labile tra verità e menzogna nel mondo dell’arte e “attribuire al falso un’autonomia espressiva, decretandolo un genere artistico al pari di altri”.

La diagnostica d’arte. Se pur possibile senza il rischio di essere scoperti, oggi essere falsari è molto complicato. A infastidire profondamente gli artisti del falso è la diagnostica artistica: con la datazione al carbonio, la datazione col biossido di piombo, i raggi x, la fluorescenza, la pirolisi-cromatografia gassosa-spettrometria di massa, l’analisi degli isotopi stabili, la termoluminescenza, la decomposizione wavelet.

Ma cosa? è falso? Per falsificazione di oggetti d’arte è da intendersi la contraffazione di opere altrui praticata con intenzione di dolo. Possono ritenersi casi di falsificazione quelli in cui un antiquario vende una copia vantandola come originale; oppure quei fatti in cui l’oggetto non appartiene all’autore dichiarato; o anche fatti dove il venditore spaccia come antica un’opera che invece non lo è affatto; o casi in cui l’opera autentica e vera sia stata manomessa.

Come difendersi. Neanche i certificati di autenticità sono sinonimo di certezza. A volte, questi, vengono rilasciati per aumentare il valore economico di un’opera d’arte di importanza mediocre, sbandierandone connotati implausibili.

E – sebbene difficile e complessa è la identificazione di opere di pregio, compiute in epoca relativamente recente, perché intorno ad esse la critica non ha ancora potuto approfondire – è ovvio che per poter sventare questi inganni il mezzo più sicuro è quello di affidarsi ad un esperto ed onesto conoscitore, che possa riconoscere, eventualmente, le incongruenze stilistiche.

Perché anche la tradizione familiare può essere causa di false credenze, a meno che non sia sostenuta da seria documentazione. E pure le firme sui dipinti, bisogna dire, non costituiscono una prova positiva di autenticità: per esempio, molti artisti, nel passato, non firmavano le loro opere.

La validità della firma può essere accettata soltanto quando lo stile del dipinto è chiaramente quello dell’artista.

Sì, critici d’arte, storici, tecnici del restauro e scienziati fanno squadra, alleati, per smascherare ogni contraffazione artistica, trovando gli errori e gli anacronismi stilistici. Tuttavia i procedimenti scientifici non riescono a provare sempre la falsità, oppure assicurare l’originalità di un dipinto; lo strumento fondamentale rimane perciò il giudizio estetico, anche se tratto col soccorso delle diverse scienze tecniche.

Tante opere false sono comunque facilmente smascherabili da una semplice analisi chimica del colore che individui pigmenti ancora sconosciuti nel periodo in cui il dipinto avrebbe dovuto essere stato effettivamente concepito.

Per concludere senza alcuna pretesa di completezza. Il dipinto falso più celebre della storia dell’arte è considerato Cena in Emmaus , dipinto nel 1937 dal falsario olandese Han van Meegeren e spacciato come un capolavoro ritrovato del maestro seicentesco Johannes Vermeer. Questo dipinto rappresenta la vendetta del falsario Han van Meegeren contro i critici d’arte che definivano i suoi lavori personali “mediocri e superati”. Van Meegeren dimostra così il suo valore: creando un dipinto talmente perfetto da costringere gli esperti a osannarlo; e addirittura quando il celebre storico dell’arte Abraham Bredius visiona il quadro lo definisce ufficialmente “il capolavoro di Johannes Vermeer di Delft”. La critica crede allora così di aver trovato il tassello mancante per dimostrare l’influenza del Caravaggio sul giovane Vermeer! Oggi il dipinto falso Vermeer si trova al Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.

(1) «Un amico di un altro amico una volta mostrò a Picasso un Picasso. “No, è un falso” rispose il pittore. Lo stesso amico si procurò un altro presunto Picasso e Picasso disse che anche questo era un falso. Se ne procurò un altro ma anche questo era falso, disse Picasso. “Ma Pablo”, replicò l’amico “ti ho visto con i miei occhi mentre lo dipingevi.” “Posso dipingere un Picasso falso al pari di chiunque altro”, rispose Picasso.»

Agricoltura, Confeuro: “Bene anticipi Pac ma agire anche su ristori maltempo”

Agricoltura, Confeuro: “Bene anticipi Pac ma agire anche su ristori maltempo”

“Il nostro Paese sta vivendo uno dei periodi estivi più complessi degli ultimi anni dal punto di vista climatico. Nelle ultime settimane le violente grandinate nel Settentrione e i vasti roghi nel Mezzogiorno stanno mettendo alla prova il comparto primario, provocando danni ingenti a produzioni, aziende e territori. “Le imprese agricole italiane stanno pagando un prezzo altissimo a causa degli eventi climatici estremi, ormai sempre più frequenti e intensi. Grandinate devastanti, incendi e fenomeni meteorologici eccezionali stanno mettendo in ginocchio migliaia di aziende, che oggi hanno bisogno di risposte rapide e concrete. Per questo Confeuro chiede ristori veloci e adeguati, evitando quelle lungaggini burocratiche che rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già molto difficile”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, che sottolinea la necessità di affiancare agli interventi emergenziali una strategia di lungo periodo. “Occorre investire con decisione in un modello agricolo sempre più sostenibile, rigenerativo e fondato sui principi dell’agroecologia. La lotta ai cambiamenti climatici si vince soprattutto con la prevenzione, attraverso infrastrutture, innovazione, gestione efficiente delle risorse idriche e politiche agricole lungimiranti, non limitandosi a rincorrere le emergenze. In questo quadro – prosegue Tiso – servono maggiori risorse europee per garantire una Politica Agricola Comune forte, autonoma e realmente in grado di sostenere il settore. Accogliamo quindi con favore la decisione di anticipare il pagamento di 1,67 miliardi di euro della Pac, una misura importante per offrire liquidità alle imprese in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione e contribuire a contenere i rincari lungo la filiera alimentare. Auspichiamo ora la stessa efficienza e la medesima tempestività nell’erogazione dei ristori destinati alle aziende colpite dal maltempo: il tempo, per gli agricoltori, è una risorsa preziosa quanto la terra che coltivano”.

Michel Emi Maritato alla Jalsa Salana UK 2026: “Il dialogo è l’unica strada per costruire una pace duratura”

Michel Emi Maritato alla Jalsa Salana UK 2026: “Il dialogo è l’unica strada per costruire una pace duratura”

Londra – La partecipazione di Michel Emi Maritato alla Jalsa Salana UK 2026, uno dei più grandi appuntamenti internazionali dedicati alla pace, al dialogo interreligioso e alla fratellanza tra i popoli, ha rappresentato un’importante occasione di confronto con autorevoli esponenti delle istituzioni, della diplomazia, del mondo accademico e delle principali realtà impegnate nella tutela dei diritti umani.La manifestazione, che ha riunito oltre 50.000 partecipanti provenienti da più di 100 Paesi, si è confermata un punto di riferimento mondiale per la promozione della libertà religiosa, della convivenza pacifica e del rispetto reciproco tra culture e confessioni diverse. Nel corso della Jalsa Salana, Maritato ha preso parte a numerosi incontri istituzionali con personalità impegnate nella promozione della pace e del dialogo internazionale. Tra questi, l’incontro con Lord Tariq Ahmad of Wimbledon, già Ministro di Stato per il Commonwealth, le Nazioni Unite, il Sud Asia e il Medio Oriente nel Governo del Regno Unito, al quale sono stati affidati i saluti del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e reciproca disponibilità, con l’impegno a proseguire il confronto su temi di primaria importanza quali la tutela dei diritti umani, la libertà religiosa, la cooperazione internazionale e la stabilizzazione delle aree interessate dalle crisi geopolitiche, con particolare attenzione alla delicata situazione mediorientale.
La delegazione italiana era composta da accademici, giornalisti, avvocati esperti di questioni internazionali e mediorientali, rappresentanti di Eurocomunicazione, agenzia stampa parlamentare accreditata presso il Parlamento Europeo, nonché da delegati della Santa Sede, guidati dall’Imam italiano Ataul Wasih Tariq. Una presenza qualificata che ha contribuito ad arricchire il confronto internazionale attraverso un dialogo aperto tra istituzioni civili e religiose.«In un momento storico caratterizzato da conflitti, tensioni internazionali e profonde divisioni, il dialogo non rappresenta una scelta facoltativa, ma una responsabilità morale e politica. La Jalsa Salana dimostra come persone appartenenti a culture, religioni e nazioni differenti possano incontrarsi nel rispetto reciproco, condividendo un comune impegno per la pace e per la dignità dell’essere umano», ha dichiarato Michel Emi Maritato.«L’Europa, il Mediterraneo e il Medio Oriente hanno oggi bisogno di costruire nuovi ponti di confronto. Solo attraverso il dialogo, il rispetto delle libertà fondamentali e la cooperazione tra istituzioni sarà possibile affrontare le grandi sfide del nostro tempo e restituire speranza alle future generazioni.»Maritato ha inoltre sottolineato come la presenza di autorevoli rappresentanti internazionali, di leader religiosi e di personalità impegnate nella diplomazia confermi il ruolo della Jalsa Salana quale laboratorio mondiale di dialogo e confronto, capace di favorire relazioni istituzionali e umane orientate alla ricerca di soluzioni condivise.
La partecipazione italiana ha rappresentato un significativo contributo alla promozione di una cultura della pace, della libertà religiosa e del dialogo interculturale, riaffermando il valore della diplomazia, della cooperazione internazionale e del rispetto dei diritti umani come strumenti essenziali per la costruzione di un futuro più stabile e più giusto.

Trasporti, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Su auto elettrica ancora molto da fare”

Trasporti, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Su auto elettrica ancora molto da fare”

“L’automobile elettrica rappresenta una delle più grandi trasformazioni del settore dei trasporti degli ultimi decenni. Spinta dalla necessità di ridurre le emissioni di gas serra e di contrastare il cambiamento climatico, la mobilità elettrica sta conquistando sempre più spazio nelle città e sulle strade europee. Ma una domanda resta aperta: siamo davvero pronti ad affrontare questa rivoluzione? Negli ultimi anni il numero delle auto elettriche è cresciuto in modo significativo grazie agli incentivi pubblici, progressi tecnologici e maggiore sensibilità verso i temi ambientali. Le nuove generazioni di veicoli offrono autonomie sempre più elevate, tempi di ricarica ridotti e prestazioni paragonabili, se non superiori, a quelle delle tradizionali automobili con motore a combustione. Tuttavia, la transizione verso l’elettrico non è priva di ostacoli. Uno dei principali riguarda la rete di ricarica, ancora insufficiente in molte aree del Paese. Se nelle grandi città e lungo le principali autostrade il numero delle colonnine è in costante aumento, nei piccoli centri e nelle zone rurali la loro presenza è spesso limitata. Questo rende più difficile programmare lunghi spostamenti e alimenta il timore di rimanere senza energia durante il viaggio. Anche il costo d’acquisto rappresenta un elemento che frena molti automobilisti. A questo si aggiunge il tema del mercato dell’usato, ancora in fase di sviluppo, che lascia molti consumatori in attesa di maggiori certezze sul valore futuro dei veicoli. In conclusione, l’avvento dell’elettrico non è solo un cambiamento tecnologico, ma una trasformazione culturale che coinvolge il modo di muoversi, produrre energia e immaginare le città del futuro. La sfida non è decidere se il cambiamento arriverà, ma prepararsi ad affrontarlo in modo ancora più efficace, sostenibile e inclusivo”.

Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca