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Daikin Tour 2026: record di partecipazione con 12.000 professionisti coinvolti. Formazione e innovazione di prodotto al centro delle 42 tappe in tutta Italia

Si è conclusa con successo la quarta edizione del Daikin Tour 2026, che ha fatto registrare un numero record di visitatori e partecipanti in tutte le tappe. Il roadshow nazionale di Daikin Italy, dedicato a progettisti, consulenti, installatori, imprese, centri assistenza e professionisti del settore HVAC, ha attraversato l’intera penisola con 42 appuntamenti, coinvolgendo 12.000 partecipanti e offrendo oltre 200 ore di formazione professionale qualificata, confermandosi un punto di riferimento per l’aggiornamento tecnico e l’approfondimento delle principali evoluzioni del mercato.

Al centro degli incontri i temi che stanno ridefinendo il settore HVAC: l’evoluzione normativa, le misure di incentivazione – tra cui il nuovo Conto Termico 3.0 – e la transizione verso i refrigeranti di nuova generazione. I partecipanti hanno inoltre potuto conoscere le più recenti innovazioni tecnologiche di Daikin, tra cui:

-Le nuove estensioni della gamma Altherma 4, la pompa di calore con refrigerante R290, oggi disponibile anche nei modelli di media e bassa potenza.

-L’esclusivo sistema VRV con refrigerante CO₂, che garantisce un impatto ambientale pressoché nullo.

-L’innovativa soluzione Hybrizone, che combina in modo intelligente radiatori e climatizzatori per offrire un’elevata efficienza in riscaldamento e un significativo risparmio energetico.

“Daikin continua a investire tempo e risorse per incontrare personalmente i professionisti che ogni giorno contribuiscono alla crescita della filiera HVAC, presentando le innovazioni tecnologiche su cui la nostra azienda sta lavorando – commenta Hiroshi Shimada, CEO e Presidente di Daikin Italia. Siamo orgogliosi di soluzioni come Altherma 4, la pompa di calore progettata per coniugare prestazioni ed efficienza con i più elevati standard di sicurezza, offrendo la massima tutela a utenti finali, installatori e progettisti. Siamo altrettanto orgogliosi di Hybrizone, una soluzione unica che valorizza il potenziale dei climatizzatori residenziali Daikin in riscaldamento, riducendo i consumi energetici fino al 48,8%. Attraverso il Daikin Tour abbiamo inoltre dimostrato l’ampiezza della nostra gamma e la sua capacità di rispondere a pressoché ogni esigenza applicativa. Il successo dell’edizione 2026 del Daikin Tour è il risultato del lavoro di tutte le persone che hanno contribuito alla sua realizzazione. Desidero quindi ringraziare sinceramente ogni membro del team Daikin e tutte le nostre agenzie commerciali per la dedizione, la professionalità e l’impegno dimostrati”.

La musica che unisce: a Napoli la festa della Fondazione Pellegrini con i ragazzi del laboratorio musicale

La musica che unisce: a Napoli la festa della Fondazione Pellegrini con i ragazzi del laboratorio musicale

Grande successo di pubblico e partecipazione per l’evento svoltosi sabato 27 giugno presso la Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini, a Napoli, dove la Fondazione Pellegrini e Convalescenti, presieduta dall’avvocato Augusto Nuzzi, ha celebrato insieme a tanti giovani del territorio il completamento della prima fase del progetto dedicato ai ragazzi che frequentano il Centro Socio Educativo “Fabrizio Pignatelli”. L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione dell’Augustissima Arciconfraternita dei Pellegrini, guidata dal Primicerio dottor Cacace, con il sostegno della Fondazione Deloitte, rappresentata dai dottori Mariano Bruno e Stefano Santoro, dell’Accademia Italiana per le Arti, la Musica e la Scienza (IAAMS), rappresentata dalla prof.ssa Scarano, e dell’Associazione Asso.Gio.Ca., presieduta dal sig. Wurzburger. I ragazzi del Centro Didattico “Fabrizio Pignatelli”, dopo aver preso parte al laboratorio musicale, hanno portato in scena un emozionante spettacolo fatto di musica e canti dedicati ai temi della pace, della libertà e dell’inclusione. L’esibizione, ospitata nella Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini, ha riscosso grande apprezzamento da parte del numeroso pubblico presente.

Il progetto rappresenta una delle iniziative simbolo della missione di solidarietà sociale della Fondazione Pellegrini, fortemente voluta dal presidente Augusto Nuzzi e ispirata ai valori cristiani che da sempre guidano l’attività dell’ente. La Fondazione Pellegrini è infatti un’organizzazione senza scopo di lucro che opera nei settori dell’educazione, della cultura, della formazione, della ricerca scientifica, del turismo sociale, dell’inclusione e della beneficenza. “Il primo passo del progetto – sottolinea il presidente Augusto Nuzzi – è stato proprio il laboratorio musicale, affidato all’IAAMS, che ha registrato fin da subito decine e decine di iscrizioni. Le attività didattiche si svolgono all’interno del Centro Socio Educativo “Fabrizio Pignatelli”, negli immobili di via Ninni, mentre Asso.Gio.Ca. mette a disposizione della Fondazione le proprie risorse umane per garantire il regolare funzionamento del centro e lo sviluppo di attività capaci di rafforzare competenze, abilità e crescita personale dei minori che lo frequentano. Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti e della straordinaria partecipazione registrata – aggiunge Nuzzi -. Si tratta di un progetto dal forte valore sociale, nato con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica nell’area dell’Ospedale dei Pellegrini e del centro storico di Napoli, offrendo ai giovani, appartenenti a diverse fasce d’età, una concreta opportunità di crescita, espressione e inclusione attraverso la musica”. L’entusiasmo e la partecipazione dimostrati dai ragazzi e dalle loro famiglie confermano il valore di un percorso che, attraverso la musica, promuove integrazione, educazione e sviluppo delle potenzialità dei giovani, rafforzando il legame tra la Fondazione Pellegrini e il territorio napoletano.

Caldo, Confeuro: “Ancora si muore nei campi. Presidi medici nelle aree agricole”

Caldo, Confeuro: “Ancora si muore nei campi. Presidi medici nelle aree agricole”

“Confeuro esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bracciante agricolo di 55 anni deceduto a Borgocarbonara, nel Mantovano, mentre era impegnato nella raccolta delle angurie. Nell’attesa che le autorità competenti accertino le cause dell’accaduto, questo drammatico episodio impone una riflessione seria e non più rinviabile sulle condizioni di lavoro nel comparto agricolo”, dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei. “È indispensabile che le ordinanze emanate dalle Regioni per vietare le attività lavorative nelle ore di maggiore esposizione al caldo vengano fatte rispettare attraverso controlli efficaci. Non è sufficiente adottare provvedimenti se poi manca un reale monitoraggio della loro applicazione. Quando è in gioco la vita delle persone, servono responsabilità chiare e un sistema di vigilanza capace di prevenire tragedie come questa. Allo stesso tempo, non possiamo più considerare eccezionali le ondate di calore che stanno interessando il nostro Paese. Il cambiamento climatico e la progressiva tropicalizzazione delle temperature rappresentano ormai una realtà con cui istituzioni, imprese e lavoratori devono confrontarsi attraverso politiche strutturali e di lungo periodo. Occorre ripensare l’organizzazione del lavoro agricolo, prevedendo orari più compatibili con le nuove condizioni climatiche, programmi di formazione continua sulla prevenzione dei rischi e l’istituzione di presidi medici nelle aree agricole, soprattutto durante le fasi di maggiore emergenza climatica. Su questi temi il Governo appare ancora troppo timido. Inoltre, destano forte preoccupazione le recenti denunce del WWF riguardo alla riduzione delle risorse destinate alle Aree Marine Protette, ai Parchi Nazionali e alle Riserve Naturali Statali. Se confermata, si tratterebbe di una scelta profondamente sbagliata, che indebolisce le politiche di tutela ambientale proprio mentre la crisi climatica richiede investimenti più incisivi. Per questo chiediamo all’Esecutivo un immediato ripensamento e un impegno concreto a favore della sicurezza dei lavoratori e della salvaguardia del territorio”.

Air Cairo apre nuove rotte in Africa


Dal 25 ottobre 2026 nuovi collegamenti via Hurghada da Roma e Milano verso Nairobi, Zanzibar e Mombasa

Air Cairo annuncia un’importante espansione del proprio network internazionale con il lancio, a partire da domenica 25 ottobre 2026, di un nuovo progetto dedicato ai collegamenti tra l’Italia e alcune delle destinazioni più affascinanti dell’Africa orientale. Il nuovo hub di Hurghada collega Roma e Milano alle grandi destinazioni africane con connessioni rapide, servizi dedicati e nuove opportunità per il turismo organizzato.

Fulcro di questa nuova strategia è l’Aeroporto Internazionale di Hurghada, uno degli scali più moderni dell’area, che diventa il nuovo hub di Air Cairo per raggiungere in modo semplice, rapido e confortevole Nairobi, Zanzibar e Mombasa.

Per chi desidera un modo più intelligente di viaggiare, con coincidenze efficienti e un’esperienza di viaggio fluida, Air Cairo offre una nuova porta d’accesso all’Africa. Dall’emozione di un safari nella savana del Kenya alle spiagge incontaminate di Zanzibar, fino al fascino della costa di Mombasa, il continente africano è oggi più vicino che mai.

I nuovi collegamenti sono studiati per garantire tempi di transito ridotti e la massima comodità:

  • Da Roma Fiumicino (FCO): voli ogni sabato e domenica per Hurghada con proseguimento verso Nairobi, Zanzibar e Mombasa. Le coincidenze del sabato prevedono tempi di connessione particolarmente competitivi: circa2 ore e 50 minuti per Nairobi e Mombasa e 3 ore e 50 minuti per Zanzibar.
  • Da Milano Malpensa (MXP): voli ogni sabato e domenica via Hurghada verso le stesse destinazioni africane, con tempi di connessione di circa 1 ora e 20 minuti per Nairobi, 1 ora e 15 minuti per Mombasa e 2 ore e 25 minuti per Zanzibar.
  • Inoltre, Air Cairo propone collegamenti Milano Malpensa–Zanzibar via Il Cairo ogni venerdì e domenica, ampliando ulteriormente le possibilità di viaggio.

L’espansione del network rappresenta anche una significativa opportunità per il mercato turistico italiano. Air Cairo introduce infatti condizioni commerciali dedicate a Tour Operator e Agenzie di Viaggio, con tariffe gruppo competitive, politiche di prenotazione flessibili e un supporto commerciale dedicato per la creazione di pacchetti personalizzati.

Grazie all’integrazione della rete Air Cairo, i professionisti del turismo potranno sviluppare itinerari multi-destinazione che combinano l’Africa orientale con le principali destinazioni egiziane (tra cui Hurghada, Sharm El Sheikh, Luxor, Assuan ed El Alamein) oltre ai collegamenti verso Medio Oriente ed Europa.

La nuova connettività consentirà di proporre esperienze di viaggio sempre più complete: safari e soggiorni mare, tour culturali, city break e itinerari combinati in più Paesi africani, supportati da orari di volo convenienti e da un servizio affidabile.

Con questa espansione, Air Cairo conferma il proprio impegno nel rafforzare i collegamenti tra Italia e Africa, creando nuove opportunità per il turismo leisure e business e consolidando le partnership con gli operatori del settore.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il team commerciale Air Cairo: Italy.to@aircairo.com

www.aircairo.com

Italia. Lasciato indietro, il filo invisibile che unisce sanità, lavoro e città

Nella settimana dal 22 al 28 giugno 2026 decine di notizie, pubblicate da testate nazionali e locali, hanno utilizzato la stessa espressione: “nessuno deve essere lasciato indietro”. Non è una coincidenza. Dall’accesso alle cure al lavoro, dall’accessibilità urbana al welfare, emerge un fenomeno che racconta come stia cambiando il dibattito pubblico italiano.

Tra le migliaia di articoli pubblicati ogni settimana ce ne sono alcuni che, letti singolarmente, sembrano raccontare storie completamente diverse. Un ospedale che cura persone vulnerabili. Un Comune che rafforza i servizi sociali. Un sindacato che chiede tutele per i lavoratori. Un progetto per abbattere le barriere architettoniche. Una scuola che realizza un murale dedicato alla solidarietà.

Eppure, osservati insieme, questi episodi restituiscono qualcosa di più grande della semplice cronaca. Tra il 22 e il 28 giugno una stessa espressione è comparsa con una frequenza sorprendente: “nessuno deve essere lasciato indietro”.

Non è soltanto una formula comunicativa. È il linguaggio con cui istituzioni, associazioni, amministrazioni pubbliche e organizzazioni sociali stanno descrivendo una delle principali preoccupazioni del Paese: la crescita delle fragilità.

Questa rubrica non ripubblica le notizie della settimana. Le mette in relazione per capire se esista un fenomeno comune. Ed è proprio questo il caso. La conferma arriva innanzitutto dalla sanità.

Diverse testate – Repubblica Roma, Avvenire, Formiche.net, Agenzia Nova, Gazzetta del Mezzogiorno, Isola Online24 – hanno dedicato ampio spazio ai risultati del Progetto San Bartolomeo dell’Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola. La notizia è semplice: oltre mille pazienti vulnerabili sono stati accompagnati in un percorso di cura negli ultimi tre anni. Ma ciò che rende interessante questa vicenda non è soltanto il numero delle persone assistite.

Il punto è un altro. Le fonti raccontano un modello sanitario che non aspetta il paziente davanti all’ambulatorio. Cerca invece di raggiungere chi, per ragioni economiche, sociali, linguistiche o culturali, rischia di non arrivare mai a chiedere aiuto.

È una differenza sostanziale. Per molti anni il dibattito sulla sanità italiana si è concentrato soprattutto sulle liste d’attesa, sulla carenza di personale o sulle risorse economiche. Questa settimana emerge invece un’altra domanda: quante persone rinunciano alle cure prima ancora di entrare nel sistema sanitario?

Non è una questione marginale. Secondo gli ultimi dati ISTAT, milioni di cittadini dichiarano di aver rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie almeno una volta per motivi economici, organizzativi o legati alle liste d’attesa. Allo stesso tempo Eurostat continua a indicare che circa un italiano su quattro vive in condizioni di rischio di povertà o esclusione sociale, un indicatore che comprende povertà economica, grave deprivazione materiale e bassa intensità lavorativa. Questi dati non spiegano da soli le notizie della settimana, ma aiutano a comprenderne il contesto.

Lo stesso filo emerge osservando ciò che accade nelle città. A Cagliari il Comune ha avviato la coprogettazione del Pronto Intervento Sociale e dell’Unità di Strada, rafforzando una rete destinata alle persone che vivono situazioni di grave fragilità. A Palermo il dibattito sulle infrastrutture della Costa Sud richiama il tema dei quartieri che attendono ancora servizi essenziali. Ad Alghero la discussione sulla destinazione di immobili pubblici ruota attorno al rischio che le persone più fragili perdano spazi destinati all’assistenza.

Le vicende analizzate riguardano contesti molto diversi tra loro, ma convergono tutte sulla stessa domanda: chi rischia oggi di restare fuori dai servizi pubblici essenziali? Non si tratta soltanto di welfare o di assistenza sociale. In gioco c’è qualcosa di più ampio: la capacità di una comunità di garantire a tutti l’accesso ai diritti fondamentali, dalla salute alla mobilità, fino alle opportunità di lavoro. È proprio osservando questa prospettiva che anche il mondo del lavoro sembra attraversare una trasformazione significativa.

Le notizie dedicate alla riconversione industriale di Candy Hoover, insieme agli interventi delle organizzazioni sindacali sui temi previdenziali e occupazionali, mostrano come l’espressione “lasciato indietro” non venga più utilizzata esclusivamente per descrivere la perdita di un posto di lavoro.

Oggi indica soprattutto il rischio di affrontare da soli una fase di cambiamento. Le trasformazioni industriali, la transizione tecnologica e l’invecchiamento della popolazione stanno modificando profondamente il mercato del lavoro italiano. Sempre più spesso il dibattito non riguarda soltanto l’occupazione, ma la capacità delle istituzioni di accompagnare lavoratori, famiglie e territori durante questi cambiamenti.

Un altro elemento che emerge con chiarezza dalle notizie della settimana è l’evoluzione del concetto di accessibilità. Le iniziative raccontate da Reggio10Forever, insieme ai servizi dedicati alla disabilità, all’inclusione e agli eventi di ExpoAid 2026, mostrano un cambiamento nel modo di affrontare questo tema. L’accessibilità non viene più considerata soltanto come l’eliminazione delle barriere architettoniche, ma come uno degli indicatori della qualità di una comunità. Una città, infatti, non è realmente accessibile perché dispone di più rampe o ascensori, ma perché riesce a garantire a tutti la possibilità di muoversi, utilizzare i servizi e partecipare pienamente alla vita sociale. È un’evoluzione che va oltre l’urbanistica e investe il modo stesso di progettare gli spazi pubblici, le politiche locali e i diritti di cittadinanza. Non sorprende, quindi, che proprio il termine “accessibilità” compaia sempre più spesso accanto a parole come inclusione, partecipazione e pari opportunità, segno di un cambiamento culturale che sembra ormai consolidarsi anche nel linguaggio delle istituzioni.

Osservando nel loro insieme le notizie della settimana, colpisce anche l’evoluzione del linguaggio pubblico. Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto su temi come crescita, ripresa economica, innovazione, PNRR, transizione digitale e sostenibilità. Oggi, senza che questi argomenti abbiano perso importanza, sembra affermarsi con maggiore frequenza un’altra parola: inclusione. Non viene utilizzata soltanto come principio o dichiarazione d’intenti, ma come criterio con cui amministrazioni, strutture sanitarie, enti del Terzo settore e organizzazioni sociali descrivono e valutano l’efficacia dei propri interventi. È un cambiamento che merita attenzione perché attraversa ambiti molto diversi tra loro e suggerisce una diversa sensibilità nei confronti delle fragilità sociali.

Naturalmente una sola settimana di notizie non basta per parlare di una tendenza consolidata. Il compito del giornalismo è distinguere i segnali dai fatti e mantenere sempre la necessaria prudenza nell’interpretazione. Tuttavia, quando la stessa espressione ricorre con continuità in contesti differenti e viene utilizzata da soggetti istituzionali, sanitari e sociali, è legittimo interrogarsi se non stia emergendo un nuovo paradigma nel racconto delle politiche pubbliche. Saranno le prossime settimane a confermare se si tratta di una coincidenza lessicale o dell’inizio di un cambiamento più profondo.

Tuttavia, quando la stessa espressione compare contemporaneamente nella sanità, nel lavoro, nell’accessibilità, nelle politiche sociali, nella scuola e nelle amministrazioni locali, è ragionevole chiedersi se non stia cambiando il modo stesso di raccontare i problemi del Paese.

Se questa tendenza dovesse confermarsi anche nelle prossime settimane, il tema del lasciato indietro” potrebbe diventare una delle chiavi interpretative più importanti del dibattito pubblico italiano. Non più soltanto una formula politica o istituzionale, ma un parametro con cui cittadini e comunità valuteranno la qualità dei servizi, delle politiche sociali e delle scelte pubbliche.

Le notizie analizzate questa settimana non offrono una risposta definitiva, ma indicano una direzione che merita di essere seguita nel tempo. Se l’espressione “nessuno deve essere lasciato indietro” continuerà a comparire con la stessa frequenza nei diversi ambiti della vita pubblica, significherà che il tema dell’inclusione sta diventando uno dei principali criteri con cui cittadini e istituzioni misurano la qualità delle politiche sociali. Sarà questo il percorso che la rubrica continuerà a monitorare, confrontando ogni settimana cronaca, dati ufficiali e tendenze per capire se alle parole corrispondano risultati concreti.

“Lasciato Indietro” è una rubrica di analisi giornalistica che ogni settimana mette in relazione notizie provenienti da fonti diverse con dati ufficiali e indicatori statistici. L’obiettivo non è riassumere la cronaca, ma individuare fenomeni emergenti e seguirne l’evoluzione nel tempo.

Vicenda Osanna, lo Studio Spinapolice & Partners avvia le verifiche per individuare responsabilità terze e tutelare gli investitori in buona fede

La vicenda che coinvolge Francesco Osanna apre un nuovo fronte di attenzione per gli investitori che ritengono di essere rimasti coinvolti in operazioni finanziarie presentate come occasioni di rendimento, ma oggi finite al centro di un’indagine per finti investimenti e autoriciclaggio. Secondo quanto riportato dalla stampa, nei confronti di Osanna è stata applicata la misura degli arresti domiciliari, mentre per altri soggetti sarebbero stati disposti provvedimenti interdittivi legati all’esercizio di attività imprenditoriali e alla possibilità di ricoprire ruoli direttivi in società e imprese. Si tratta, allo stato, di una fase cautelare, nella quale ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti, nel pieno rispetto delle garanzie difensive e della presunzione di innocenza.

In questo contesto si inserisce l’intervento dello Studio Spinapolice & Partners, realtà professionale specializzata nell’analisi di vicende finanziarie complesse, con particolare attenzione alla tutela dei risparmiatori e degli investitori in buona fede. Lo Studio ha annunciato di avere avviato una serie di attività di approfondimento e di inchiesta difensiva sulla vicenda, con l’obiettivo di verificare se, oltre alle eventuali responsabilità personali dei soggetti direttamente coinvolti, possano emergere anche profili di responsabilità di terzi. È proprio questo il punto centrale: nelle grandi vicende di perdita finanziaria, infatti, il recupero delle somme non dipende soltanto dall’individuazione dell’autore materiale della condotta contestata, ma anche dalla possibilità di ricostruire l’intera filiera dei rapporti, dei pagamenti, dei canali utilizzati, degli intermediari eventualmente coinvolti e dei soggetti che, a vario titolo, potrebbero avere agevolato, consentito o non impedito il verificarsi del danno.

Lo Studio Spinapolice & Partners si rende quindi disponibile ad accogliere gli investitori malcapitati nella vicenda Osanna, al fine di esaminare le singole posizioni, raccogliere la documentazione disponibile e valutare le possibili iniziative di tutela. L’approccio annunciato non si limita alla semplice denuncia del fatto, ma mira a comprendere se vi siano margini per individuare soggetti patrimonialmente capienti o comunque giuridicamente responsabili, dai quali poter ottenere il ristoro delle perdite subite. In casi di questo tipo, infatti, il problema principale per gli investitori non è soltanto accertare cosa sia accaduto, ma capire se esista una concreta prospettiva di recupero.

La metodologia dello Studio parte dall’analisi dei documenti contrattuali, delle comunicazioni intercorse, dei bonifici, delle promesse di rendimento, dei soggetti che hanno presentato o favorito l’operazione e degli eventuali canali bancari o societari utilizzati. Ogni posizione dovrà essere valutata singolarmente, perché non tutti gli investitori hanno necessariamente avuto lo stesso percorso, gli stessi interlocutori o le stesse modalità di versamento. Proprio per questo, la raccolta ordinata della documentazione diventa il primo passaggio essenziale per trasformare una perdita subita in una possibile azione strutturata.

La vicenda Osanna conferma ancora una volta quanto sia delicato il confine tra fiducia personale, promessa di rendimento e tutela giuridica dell’investitore. Molti risparmiatori, quando affidano denaro a soggetti che si presentano come imprenditori, consulenti o promotori di operazioni redditizie, non dispongono degli strumenti tecnici per verificare la solidità dell’operazione, la reale destinazione delle somme e la presenza delle autorizzazioni eventualmente necessarie. È proprio in questa zona grigia che possono maturare danni rilevanti, spesso accompagnati da un forte senso di smarrimento e di isolamento.

Per questo lo Studio Spinapolice & Partners intende offrire un punto di riferimento agli investitori che ritengano di essere stati coinvolti nella vicenda. L’obiettivo non è alimentare aspettative automatiche, ma avviare una verifica seria, documentale e giuridicamente fondata, capace di distinguere tra semplici sospetti, elementi utili e possibili azioni concrete. Chi ha effettuato versamenti, ricevuto proposte di investimento, sottoscritto accordi, intrattenuto rapporti con soggetti collegati o conservato comunicazioni rilevanti potrà sottoporre la propria posizione allo Studio per una prima valutazione.

In una fase in cui l’indagine penale farà il proprio corso, la tutela civilistica degli investitori richiede tempestività, metodo e capacità di ricostruzione. Il lavoro da compiere non riguarda soltanto il passato, ma anche la possibilità di individuare oggi le strade più efficaci per non lasciare le perdite senza risposta.

Avv. Giovanni Spinapolice

Fiumicino. Estate, Sere d’Estate entra nel vivo: la Darsena si conferma il cuore degli eventi

Dopo il successo delle prime serate tra danza, musica e cultura, la rassegna estiva promossa dal Comune di Fiumicino prosegue questa sera con un nuovo spettacolo gratuito della scuola “Mille Luci”.

La Darsena di Fiumicino continua a essere uno dei principali punti di ritrovo dell’estate cittadina. A poco più di una settimana dall’avvio di Sere d’Estate, la rassegna promossa dal Comune sta registrando una buona partecipazione di pubblico e conferma la scelta di puntare sulle associazioni e sulle eccellenze artistiche del territorio.

Dopo l’articolo di presentazione del cartellone, le prime serate hanno mostrato una manifestazione capace di alternare spettacolo e momenti di approfondimento, coinvolgendo scuole di danza, musicisti e operatori culturali in un programma pensato per accompagnare residenti e turisti lungo tutta la stagione estiva.

Tra gli appuntamenti più apprezzati delle ultime giornate figurano le esibizioni della Thru Ballet di Fiumicino e della scuola Olimpia, che hanno portato sul palco della Darsena coreografie curate e spettacoli capaci di coinvolgere il pubblico presente. Le performance hanno confermato il valore del tessuto associativo locale, protagonista di gran parte della manifestazione.

Accanto alla danza, la rassegna ha dato ampio spazio anche alla musica con il concerto tributo a Renato Zero e l’esibizione della Cover Band degli Stadio, che ha riproposto i grandi successi dello storico gruppo bolognese. La programmazione ha riservato spazio anche ai contenuti culturali con il podcast talk show “C’era una volta in Italia”, dedicato al Made in Italy e alle eccellenze del territorio, seguito da “Cadenze Letterarie – Le parole incontrano l’arte”, il format multidisciplinare che mette in dialogo letteratura, arti visive e musica.

Due appuntamenti, questi ultimi, che hanno ampliato l’offerta della manifestazione, affiancando agli spettacoli momenti di confronto e valorizzazione culturale.

L’obiettivo del cartellone estivo appare ormai evidente: trasformare la Darsena in uno spazio aperto dove spettacolo, cultura e socialità possano convivere, offrendo ogni sera iniziative gratuite rivolte a un pubblico eterogeneo.

La rassegna prosegue questa sera, martedì 1° luglio, con un nuovo appuntamento dedicato alla danza. Alle 21.30 saliranno sul palco della Darsena gli allievi dell’associazione Mille Luci, protagonisti di uno spettacolo aperto gratuitamente a cittadini e visitatori. Il programma continuerà mercoledì 2 luglio con l’esibizione della scuola MTDA, giovedì 3 luglio con lo spettacolo di Ylenia Centra e venerdì 4 luglio con il Radio Leon DJ Set. Il primo weekend di luglio si chiuderà domenica 5 luglio, sempre alle 21.30, con il concerto di Clementino, tra gli appuntamenti di maggiore richiamo dell’edizione 2026 di Sere d’Estate.

Il calendario proseguirà poi fino all’11 luglio con altri eventi tra musica dal vivo, cabaret, Pablo e Pedro, Fiumicino in Rock, il Festival Dars e numerosi spettacoli che continueranno ad animare la Darsena, confermando la rassegna come uno dei principali appuntamenti dell’estate sul litorale romano.

Con il passare delle serate, Sere d’Estate si sta confermando come uno degli appuntamenti più significativi dell’estate sul litorale romano. La formula, che affianca le realtà associative del territorio a musica, spettacolo e cultura, sta dimostrando la sua capacità di coinvolgere la comunità: le esibizioni richiamano famiglie, amici e appassionati, trasformando ogni appuntamento in un momento di condivisione che prosegue anche sui social.

Allo stesso tempo, gli incontri culturali arricchiscono il cartellone, contribuendo a fare della Darsena non solo un palcoscenico, ma un luogo di incontro, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Roma. Terrestri, alla Camera dei Deputati il progetto che punta sulla cultura della pace

Il 2 luglio 2026 la Sala Stampa della Camera dei Deputati ospiterà la presentazione nazionale del progetto “Terrestri”. Un percorso culturale promosso dalla Federazione Terrestri e dalla Liberi Editore che partirà da Roma per coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e cittadini in un confronto sui temi della pace, della democrazia e del futuro.

La Sala Stampa della Camera dei Deputati aprirà le porte, giovedì 2 luglio 2026 alle ore 10, alla presentazione ufficiale del progetto “Terrestri – La Pace è Essenziale. Siamo Tutti Terrestri”, iniziativa promossa dalla Federazione Terrestri in collaborazione con la Liberi Editore. L’appuntamento romano rappresenta il momento istituzionale di avvio di un percorso nazionale che, fino al mese di dicembre, attraverserà numerose città italiane con incontri dedicati ai temi della pace, della cultura, della democrazia e della partecipazione civile.

A presiedere l’incontro sarà Mario Savonardo, Presidente Federale della Federazione Terrestri ed editore della Liberi Editore, mentre è annunciata la partecipazione dell’onorevole Arturo Scotto. Il programma prevede inoltre un recital poetico tratto dal volume “Terra”, la presentazione della Lettera aperta sulla pace indirizzata alle principali istituzioni italiane e l’illustrazione del progetto culturale che accompagnerà la Federazione nei prossimi mesi.

Nei giorni scorsi la redazione ha incontrato Riccardo Ferrero, regista, sceneggiatore e portavoce cittadino di Roma della Federazione Terrestri. Ferrero è noto per la sua attività professionale nel mondo del cinema e dell’audiovisivo ed è già conosciuto anche dai lettori de Il Giornale del Lazio per essere ospite di “Cadenze Letterarie”, un format culturale seguito della nostra testata. Questa volta lo abbiamo incontrato nella sua veste istituzionale all’interno della Federazione, per approfondire il progetto e le motivazioni che lo hanno portato a sostenerlo, condividendo con la redazione il materiale informativo dell’iniziativa.

Per Ferrero la cultura può rappresentare uno degli strumenti più efficaci per costruire dialogo.

«Il cinema insegna che ogni storia può cambiare il modo di guardare la realtà. Ho riconosciuto nello spirito di “Terrestri” la volontà di costruire un dialogo attraverso la cultura, senza contrapposizioni ma con il desiderio di mettere al centro la dignità delle persone e il valore della pace. Per questo ho scelto di offrire il mio contributo al progetto.»

Tra le figure che compongono il gruppo dirigente della Federazione compare anche Nadia Fabbrocino, poetessa e componente del Consiglio di Presidenza Federale, anch’essa già apprezzata dai lettori de Il Giornale del Lazio per la sua partecipazione a più di una edizione di “Cadenze Letterarie”, dove aveva raccontato il proprio percorso artistico e umano. Nel progetto “Terrestri” porta il proprio contributo culturale e poetico.

«La poesia nasce quando le parole riescono a costruire ponti invece che muri. Ho scelto di sostenere questo progetto perché credo che cultura, dialogo e ascolto siano strumenti indispensabili per alimentare una vera coscienza civile e una cultura della pace.»

Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, il progetto “Terrestri” si svilupperà attraverso un calendario nazionale in programma dal 12 giugno al 12 dicembre 2026, coinvolgendo Napoli, Roma, Milano, Torre del Greco, Ottaviano, Bergamo, Venezia, Firenze e Bari, con iniziative ospitate in scuole, librerie, centri culturali e sedi istituzionali.

Uno dei momenti centrali sarà la presentazione della Lettera aperta rivolta alla Presidente del Consiglio e ai leader delle principali forze politiche italiane. Nel documento la Federazione propone la promozione di una Conferenza Globale per la Pace Universale da organizzare a Roma. Si tratta della posizione espressa dalla Federazione Terrestri nel testo che accompagnerà tutte le tappe del progetto nazionale.

Nel corso dell’incontro alla Camera dei Deputati saranno inoltre presentati il gruppo dirigente federale, i rappresentanti territoriali del Lazio e del Centro Italia e le associazioni che hanno aderito al progetto. Il comunicato diffuso dagli organizzatori cita anche numerose personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e delle professioni che hanno espresso sostegno all’iniziativa attraverso la firma della Lettera aperta.

L’iniziativa romana costituisce il punto di partenza di un percorso che punta a coinvolgere territori e comunità attraverso linguaggi differenti – dalla letteratura al cinema, dalla poesia al confronto pubblico – con l’obiettivo dichiarato di promuovere una riflessione condivisa sul valore della pace e della convivenza civile.

Per chi desidera partecipare, trattandosi di un evento ospitato presso la Camera dei Deputati, è necessario attenersi alle modalità di accesso previste dagli organizzatori e dalla struttura parlamentare.

l Giornale del Lazio seguirà il percorso della Federazione Terrestri raccontando le iniziative, gli appuntamenti e gli sviluppi del progetto, con particolare attenzione agli eventi che interesseranno Roma, il Lazio e il territorio nazionale.

Primi inciampi della neo Amministrazione

Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspetterà un lungo periodo di tasse e di cartelle esattoriali”

L’avv. Silvio Grazioli (nella foto), rappresenta un riferimento per l’intera Provincia di Frosinone, la sua conoscenza del territorio, le sue capacità amministrative e professionali, disegnano da sempre un valore aggiunto per questa Provincia. Dopo l’esito delle amministrative di maggio, che ha determinato l’elezione del nuovo Sindaco Francesco Graziani, abbiamo incontrato l’avv. Grazioli, quale Sindaco uscente, per fare un’analisi del voto ed avere una fotografia attuale di Trevi. Avv. Grazioli, qual è la sua considerazione in relazione all’esito di queste amministrative? “ Sono stato eletto la prima volta nel maggio 2006, ed è chiaro che dopo 20 anni (di cui 15 da Sindaco) un po’ di stanchezza arriva, un elemento decisivo è stato anche il commissariamento che abbiamo subito  ed il relativo trasferimento che ha fatto il commissario regionale del sistema idrico integrato dell’Acea Ato 2. Al di là del fatto che l’Amministrazione non c’entra nulla ed è un dato di fatto chiarito, che solo i soliti faziosi non vogliono capire, ciò è servito all’opposizione per alimentare un malcontento durante le elezioni, che si è trasformato in rabbia, tanto da dar vita ad un referendum  “Silvio si o Silvio no” e nel referendum c’è sempre qualcuno da far cadere giù. Questo fatto insieme alla grande trasformazione dei piccoli centri che hanno assorbito il disagio giovanile delle grandi città, che l’attuale Sindaco  conosce molto bene (se non altro per ragioni anagrafiche), ed ha potuto e saputo intercettare questo disagio, unito alla decisione di molte persone, che sono state a me vicine e che quest’anno hanno deciso per mille ragioni di votare in modo diverso, chi per gioco, chi per interesse, chi per qualche promessa  ect.. Tutto questo sta di fatto  che ha determinato il risultato che tutti conosciamo, che comunque è del tutto legittimo e di cui se ne prende atto con grande serenità”. Le manca il fatto di essere sindaco? “Personalmente sono come rinato, ho avvertito fin da subito un grande senso di libertà, senza più i mille problemi che comporta la carica di sindaco. Innanzi tutto ho ripreso a pieno ritmo l’attività professionale di avvocato, adesso sto tutti i giorni nel mio studio a Frosinone, senza l’assillo di dover tornare a Trevi, e di pensare in ogni momento a fare questo o quello per il comune, molto spesso facevo due volte al giorno Trevi Frosinone e ogni 10 – 15 giorni mi capitava di farlo tre volte al giorno. Ora questo non succede più, ed ho quindi più tempo anche per me stesso, sto programmando viaggi, progetti culturali ed altro, cosa impensabile fino ad un mese fa. L’opposizione già l’ho fatta sedici anni fa, e so che ci si diverte molto di più a stare da questa parte della barricata, l’importante è farlo con senso di responsabilità verso i propri elettori e verso tutta la comunità”. Come sono stati i toni della campagna elettorale? “In generale i toni sono stati abbastanza tranquilli, anche perché trattandosi di fatto di un referendum  a favore o contro la mia persona , l’opposizione ha avuto poco da discutere, certo chi sui social ha diffamato ne risponderà nelle sedi opportune, ma per il resto è stata tranquilla” In questi anni di amministrazione sotto la sua guida, Trevi ha raggiunto grandi risultati inconfutabili : investimenti per circa € 10 milioni, l’iter del PRG giunto a conclusione, soluzione del problema degli usi civici agli Altipiani di Arcinazzo, riconoscimenti di prestigio per l’intera comunità come la bandiera arancione del Touring Club, eventi e manifestazioni che hanno dato lustro al paese, il tutto con una visibile crescita sociale e culturale. Eppure tutto ciò per logica doveva essere premiato con la sua riconferma, invece cosa è successo? “Torno a ripetere che c’è stato un referendum pro o contro, e nel referendum c’è sempre un po’ di gusto nel buttare giù qualcunoCome vede la guida di questa nuova Amministrazione? “Guardi è ancora prematuro esprimere un giudizio bisognerà aspettare almeno l’autunno con qualche elemento concreto. Per ora ciò che emerge è che gli attuali amministratori non vogliano prendersi fino in fondo le responsabilità del ruolo che ricoprono. A chiunque per giustificare la loro staticità dicono che “non ci sono soldi, che questo non si può fare, che ora non si può fare ect.” Tipiche espressioni di chi non vuole assumersi delle responsabilità. Le porto un esempio: noi qualche settimana prima delle elezioni , eravamo intervenuti in una situazione di degrado sociale relativo ad una signora di Trevi, che era stata segnalata dall’ASL, dai carabinieri e dai servizi sociali, che necessitava di un intervento immediato. Attraverso un’ordinanza sindacale abbiamo ripulito l’abitazione e portato la signora in una struttura adeguata di casa famiglia a Frosinone. Sono stati presi impegni di spesa per le pulizie, mentre il Distretto Socio Assistenziale di Alatri ci aveva garantito che avrebbe inserito questa la spesa della casa famiglia nell’emergenza abitativa. L’ordinanza sindacale dà la possibilità nei 30 giorni successivi ed anche oltre , perché i termini sono ordinatori e non perentori, al responsabile del servizio di prendere l’impegno di spesa. Ebbene ’l’attuale Amministrazione non ha voluto sapere nulla della vicenda, ed ha scaricato il problema sulla poveretta. Questo dimostra come ragionano gli attuali amministratori, nonostante che gran parte dei familiari della signora li abbiano sostenuti”. Sia durante la campagna elettorale ed anche oggi, loro sostengono che la sua Amministrazione ha lasciato debiti al Comune, è così? “ Il Comune di Trevi Nel Lazio al 25 maggio 2026 non ha alcun debito!!! Non c’è nessun privato cittadino o società private che possano dire di avere dei crediti nei confronti del Comune, ciò rappresenta uno dei risultati più straordinari della nostra amministrazione, basti ricordare che quando siamo entrati nel 2015  vi erano debiti con gli avvocati per centinaia di migliaia di euro, che abbiamo azzerato”. Ma voi come opposizione cosa avete fatto in questo mese? “ In questo mese abbiamo fatto delle azioni importanti. Ci siamo rivolti al Prefetto non appena è stato pubblicata la delibera di comunicazione del primo Consiglio Comunale da parte del Sindaco nella nomina della Giunta e distribuzione delle deleghe, in quanto sono stati delegati i 3 candidati che non sono stati eletti, che non possono essere destinatari di nessuna delega politica. Invece questi tre delegati (Pierluigi Salvatori, Alessio Mariani e Pietro Amati) già dopo la comunicazione del Sindaco nel Consiglio Comunale del 4 giugno scorso, si sono adoperati incontrando associazioni e cittadini , cosa assolutamente illegittima, e pertanto abbiamo chiesto al Prefetto di far rimuovere questa situazione di illegittimità. Addirittura nell’allegato delle delibere , i tre non eletti sono indicati nella voce consiglieri , il che costituisce chiaramente un falso. Abbiamo fatto altri accessi agli atti , ad esempio uno relativo  a dei lavori edilizi agli Altipiani di Arcinazzo ad opera del coniuge dell’Assessore Comunale, lavori che erano fermi, e ripresi a seguito dell’esito delle amministrative, vedremo a seguito dell’accertamento degli atti cosa verrà fuori”.  State preparando altri accessi agli atti? “Si, in particolare per il problema del Belvedere di Trevi in via XXI aprile. Lì c’è una vicenda complessa, che risale al 1967, allorquando l’amministrazione del cav. Pio Del Signore, fece una delibera per la permuta dei bagni pubblici, che furono spostati dove adesso c’è la Misericordia. Nessuna amministrazione che si era succeduta era riuscita a risolvere il problema nel corso di quasi 60 anni. Siamo riusciti a farlo noi, ed abbiamo dato corpo alla delibera facendo un atto di vendita, a due degli eredi. Questi due eredi, divenuti proprietari dei 2 locali, che hanno l’entrata in viale Cesare Battisti, hanno successivamente creato un numero catastale al Belvedere, ed hanno fatto un atto dal notaio nel quale hanno venduto lo stesso belvedere ad un loro fratello. E’ chiaro che l’amministrazione ha dovuto impugnare tale atto, ritenuto illegittimo. E’ stata fatta come previsto per legge (trattandosi di diritto reale) la mediazione, che non è andata a buon fine, così è stato dato incarico ad un avvocato per promuovere il giudizio dinanzi al giudice, al fine di far tornare il comune titolare del bene. Adesso vogliamo vedere che cosa vuole fare l’attuale amministrazione, certo se intendesse rinunciare al giudizio, saremmo pronti a fare una mozione d’indirizzo in consiglio comunale. In questo modo ogni consigliere dovrà assumersi le proprie responsabilità politiche dinanzi ai cittadini”. Quindi non vuole proprio esprimere un giudizio verso questa nuova Amministrazione? “Le ripeto è ancora presto per esprimere un giudizio articolato e completo, ma se il buongiorno si vede dal mattino……Ho l’impressione che ci aspetti un lungo periodo di tasse e di cartelle esattoriali”

Inizia “Estate a Fumone 2026”

Fumone, Si parte sabato 4 luglio con le attese Cantine Riaperte

Prende il via il calendario di “Estate a Fumone 2026”, il ricco cartellone di appuntamenti promosso dal Comune di Fumone e dalla Pro Loco Fumone degli Ernici APS, pensato per animare il borgo con eventi culturali, enogastronomici, sportivi e di intrattenimento fino alla fine di agosto. Ad inaugurare ufficialmente la stagione estiva sarà, sabato 4 luglio alle ore 20.30, uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici dell’estate fumonese: “Cantine Riaperte”, nel suggestivo centro storico del paese. Per una sera le antiche cantine del borgo torneranno ad aprire le proprie porte, trasformandosi in luoghi di degustazione, incontro e convivialità. Un percorso tra sapori, tradizioni e storia che consentirà a cittadini e visitatori di vivere un’esperienza autentica, riscoprendo il fascino di uno dei borghi più affascinanti della Ciociaria attraverso le sue eccellenze enogastronomiche e l’atmosfera unica dei vicoli medievali. L’iniziativa rappresenta il primo appuntamento di un programma estivo ricco di eventi che accompagneranno residenti e turisti per tutta la stagione, tra spettacoli di danza, manifestazioni sportive, presentazioni di libri, concerti, il Fumone Birra Fest, la tradizionale Cena sotto le Stelle, teatro, iniziative dedicate ai bambini e la mostra di pittura dell’artista Mauro Panunti. «Con “Estate a Fumone 2026” -dichiara il sindaco Matteo Campoli- vogliamo offrire un calendario capace di valorizzare il nostro territorio e renderlo sempre più attrattivo, coinvolgendo cittadini, associazioni e visitatori. Le Cantine Riaperte rappresentano il modo migliore per dare il via all’estate: un evento che racconta la nostra identità, le nostre tradizioni e l’accoglienza che da sempre contraddistingue Fumone. Invitiamo tutti a vivere il borgo e a partecipare alle tante iniziative in programma», «La Pro Loco ha lavorato con entusiasmo per costruire un calendario vario e di qualità, capace di soddisfare ogni fascia d’età. Le Cantine Riaperte sono un appuntamento simbolo della nostra comunità, perché uniscono storia, cultura, enogastronomia e socialità. Siamo pronti ad accogliere visitatori provenienti da tutto il territorio e a far conoscere il meglio di Fumone», conclude il presidente della Pro Loco Fumone degli Ernici APS, Michele Cecchetti.