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Da Civitavecchia al Mediterraneo: con Traghettilines migliaia di collegamenti per partire dal Lazio

Il porto di Civitavecchia si conferma uno dei principali punti di accesso al Mediterraneo. Grazie a Traghettilines è possibile confrontare in pochi minuti orari, prezzi e compagnie per raggiungere alcune delle destinazioni più amate dagli italiani e dai turisti europei.

Per chi vive nel Lazio, organizzare una vacanza via mare è oggi più semplice che mai. Il porto di Civitavecchia, distante circa un’ora da Roma e facilmente raggiungibile sia in auto sia in treno, rappresenta uno dei più importanti hub marittimi del Mediterraneo e ogni anno accoglie milioni di passeggeri diretti verso le principali isole italiane e numerose destinazioni internazionali.

A rendere ancora più immediata la pianificazione del viaggio è Traghettilines, portale specializzato nella prenotazione online di traghetti e aliscafi che permette di confrontare in tempo reale le proposte di oltre novanta compagnie di navigazione. In un’unica ricerca è possibile verificare disponibilità, tariffe, orari di partenza, durata della traversata e tipologia di sistemazione, scegliendo la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Tra le destinazioni più richieste dai viaggiatori laziali continua a spiccare la Sardegna. Dal porto di Civitavecchia partono regolarmente collegamenti verso Olbia; Golfo Aranci; Porto Torres; Arbatax e Cagliari, consentendo di raggiungere ogni zona dell’isola. Il nord della Sardegna è ideale per chi desidera trascorrere una vacanza tra le spiagge della Gallura e della Costa Smeralda, mentre il sud offre località rinomate come Villasimius, Chia e il Golfo degli Angeli.

Molto apprezzati sono anche i traghetti diretti in Sicilia. Le partenze verso Palermo e Termini Imerese rappresentano una soluzione comoda sia per i turisti sia per chi rientra periodicamente sull’isola con la propria automobile. Le traversate notturne permettono inoltre di ottimizzare i tempi di viaggio e arrivare a destinazione già nelle prime ore del mattino.

Oltre alle rotte più richieste, Traghettilines consente ai viaggiatori del Lazio di raggiungere numerose altre destinazioni distribuite tra Mediterraneo e Nord Europa. Attraverso un’unica piattaforma è possibile prenotare collegamenti verso la Corsica, con porti come Bastia, Ajaccio, Porto Vecchio e Bonifacio; le Baleari, con Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera; la Grecia, meta ideale per chi desidera scoprire Corfù, Patrasso, Igoumenitsa, Creta, Rodi, Mykonos, Santorini e le splendide isole delle Cicladi e del Dodecaneso. L’offerta comprende inoltre collegamenti per la Croazia, con città come Spalato, Dubrovnik e Zara; per l’Albania, attraverso i porti di Durazzo, Valona e Saranda; oltre a rotte verso Tunisia, Marocco e Algeria. Per gli amanti dei grandi viaggi non mancano infine i traghetti diretti nel Nord Europa, con collegamenti verso Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Irlanda e Regno Unito, offrendo la possibilità di organizzare itinerari su strada con auto, moto o camper e vivere un’esperienza di viaggio all’insegna della libertà.

Uno dei principali vantaggi del viaggio in traghetto è la possibilità di imbarcare il proprio veicolo. Auto; moto; camper e roulotte possono essere trasportati facilmente, consentendo ai viaggiatori di muoversi in totale autonomia una volta arrivati a destinazione. Una soluzione sempre più apprezzata dalle famiglie, dagli appassionati di turismo itinerante e da chi preferisce avere il proprio mezzo a disposizione durante tutta la vacanza.

Anche chi viaggia con animali domestici trova servizi dedicati. Molte compagnie prevedono cabine pet-friendly, aree riservate e procedure di imbarco studiate per garantire il massimo comfort durante la traversata, permettendo così di partire insieme ai propri amici a quattro zampe senza particolari difficoltà.

Attraverso Traghettilines il confronto tra le diverse compagnie avviene in pochi secondi. Il sistema aggiorna automaticamente disponibilità e prezzi, offrendo una panoramica completa delle partenze e consentendo di scegliere l’opzione più conveniente. Il portale mette inoltre a disposizione un servizio di assistenza clienti che accompagna il passeggero in tutte le fasi della prenotazione, dalla scelta della tratta fino all’emissione del biglietto.

Con l’arrivo della stagione estiva il porto di Civitavecchia si conferma dunque uno snodo fondamentale per il turismo del Lazio. Grazie ai numerosi collegamenti verso le principali destinazioni italiane ed europee e a strumenti digitali come Traghettilines, partire dal territorio laziale diventa sempre più semplice, veloce e conveniente, offrendo ai viaggiatori la possibilità di programmare le proprie vacanze con pochi clic e la certezza di trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Che si tratti di una breve fuga in una delle isole italiane, di un viaggio nel cuore del Mediterraneo o di un itinerario verso il Nord Europa, il mare continua a rappresentare una delle vie più affascinanti per scoprire nuovi luoghi, e Civitavecchia resta la porta privilegiata del Lazio verso queste destinazioni.

Traghettilines – Prenotazione Traghetti e Aliscafi: Orari, Prezzi e Offerte

Le Seychelles coinvolgono i cittadini nel monitoraggio del mare


Avviato un progetto che coinvolge la comunità nel monitoraggio dei cetacei

La Marine Conservation Society Seychelles, in collaborazione con l’University of Seychelles, ha avviato un innovativo progetto di ricerca marina dedicato al monitoraggio dei cetacei nelle acque dell’arcipelago, con l’obiettivo di colmare le lacune di conoscenza su balene, delfini e altre specie pelagiche presenti nell’area. L’iniziativa, attiva da gennaio e sostenuta dal Blue Grants Fund-9 del Seychelles Conservation and Climate Adaptation Trust, punta a rafforzare la base scientifica necessaria per la conservazione di questi animali iconici, ancora poco studiati in modo sistematico nell’Oceano Indiano occidentale.

Il progetto si distingue per un forte approccio di citizen science, che coinvolge attivamente cittadini, operatori turistici, turisti, pescatori e chiunque frequenti il mare delle Seychelles, rendendoli parte integrante del processo di ricerca. Tutti coloro che avvistano cetacei sono infatti invitati a contribuire inviando foto o video degli avvistamenti effettuati da gennaio 2026 in poi, accompagnati da informazioni fondamentali come la data, l’orario e le coordinate GPS precise del luogo. I materiali possono essere inviati via email all’indirizzo mcsscetaceans@gmail.com oppure tramite WhatsApp al numero +248 2670043, contribuendo così alla costruzione di un database scientifico sempre più completo e affidabile.

L’obiettivo principale del programma è comprendere quali specie di cetacei frequentano stabilmente le acque dell’arcipelago, quali sono invece migratorie e in quali periodi dell’anno si verificano i loro passaggi, oltre a identificare le aree marine più importanti per la loro alimentazione, riproduzione o transito. Queste informazioni rappresentano una base essenziale per orientare future strategie di conservazione, migliorare la gestione delle aree marine protette e ridurre le possibili pressioni dovute al traffico marittimo, alla pesca e agli effetti dei cambiamenti climatici.

La Marine Conservation Society Seychelles, che include lo Shark Research Institute Seychelles, è una delle principali organizzazioni non profit del Paese impegnate nella protezione degli ecosistemi marini e costieri. Fondata nel 1997, da quasi trent’anni opera nella ricerca scientifica, nella conservazione attiva e nella formazione ambientale, con progetti che spaziano dal ripristino delle barriere coralline alla tutela delle tartarughe marine, fino alla gestione delle aree marine protette e all’educazione delle comunità locali. Il suo lavoro si basa su un approccio integrato che unisce scienza, partecipazione comunitaria e collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di garantire la resilienza degli ecosistemi marini dell’Oceano Indiano occidentale.

Questo nuovo programma di monitoraggio dei cetacei rappresenta quindi un importante passo avanti verso una conservazione più partecipata e inclusiva, in cui la collaborazione tra scienziati e cittadini diventa uno strumento chiave per proteggere la biodiversità marina. Le Seychelles si confermano così un laboratorio naturale d’eccellenza per la ricerca e la tutela degli ecosistemi oceanici, e un modello innovativo di gestione sostenibile replicabile anche in altri contesti insulari e costieri del mondo.

Lavoro, Tiso(Euromò): “Diritti non sono opzione del profitto. AI Act fondamentale”

Lavoro, Tiso(Euromò): “Diritti non sono opzione del profitto. AI Act fondamentale”

“In questo periodo storico il lavoro sembra sempre più considerato un’appendice del profitto, utile solo a implementare gli utili senza tenere conto della persona. È urgente invertire questa tendenza”. Lo dichiara Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò. “La Ue ha varato l’AI Act, primo regolamento trasversale al mondo sulla AI, con l’obiettivo di creare un quadro normativo armonizzato, assicurando sistemi trasparenti, e mitigando rischi per sicurezza, salute, e dignità delle persone”. Per Euromò, “l’innovazione deve salvare vite, non giustificare sfruttamento. Il lavoro non è una merce e la persona non è un dato. Eppure l’evoluzione del mercato si trova oggi a un bivio storico: ogni tentativo di giustificare il mancato rispetto dei doveri di prevenzione della sicurezza umana aggrava una situazione già drammatica. È urgente l’intervento delle istituzioni europee e nazionali affinché il lavoro torni a essere il migliore strumento di emancipazione previsto dai Padri Costituenti. Euromò rivendica dignità della persona e regole forti per il controllo dell’IA. Si applichi rigorosamente l’AI Act in ogni azienda, vietando qualsiasi forma di controllo biometrico o algoritmico lesivo della privacy e della salute psicofisica dei lavoratori. La persona deve governare l’innovazione e l’intelligenza artificiale, non subirla”. Rocco Tiso poi puntualizza: “Mentre la politica discute di transizione digitale e algoritmi del futuro, l’Italia continua a fare i conti con una strage silenziosa: oltre mille morti sul lavoro ogni anno, quasi tre al giorno. Numeri preoccupanti per un fenomeno che deve essere contrastato dalle istituzioni competenti”. Alla luce di tutto questo, Tiso conclude: “Se l’IA viene lasciata alle sole dinamiche del profitto, si trasforma in un pericolo. Investire nella digitalizzazione senza rafforzare controlli e formazione sulla sicurezza è inaccettabile. La dignità umana deve rimanere il fine ultimo di ogni processo produttivo: in Italia, in Europa e in questo mondo sempre più globalizzato”.

CAMPANIA, L’AGRICOLTURA CAMBIA VOLTO: ECCO IL REPORT CONFEURO

CAMPANIA, L’AGRICOLTURA CAMBIA VOLTO: ECCO IL REPORT CONFEURO

Ricambio generazionale, aziende agricole, piccoli e medi produttori, prospettive del settore primario: agricoltura in Campania tra criticità e rilancio. Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei ha analizzato e messo a sistema i dati dell’Osservatorio Statistico- Mondo Agricolo pubblicato dall’Inps nel 2025, le elaborazioni Ismea contenute nel rapporto 2024 “Giovani e Agricoltura” e i numeri del 7° Censimento generale dell’Agricoltura dell’Istat. Un territorio dalla storica vocazione agroalimentare, uno dei pilastri economici, sociali e identitari della regione, che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con profonde trasformazioni che ne stanno modificando struttura e prospettive. ”Il quadro che emerge restituisce per la Campania un settore primario in evoluzione, attraversato da segnali contrastanti ma anche da dinamiche di vitalità”, sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro. Partendo dalla superficie agricola utilizzata, la Sau in Campania è diminuita dell’8,3% in dieci anni, tra il 2010 e il 2020, anno del settimo e ultimo censimento generale dell’Agricoltura. Scendendo nello specifico dei territori provinciali, Caserta passa dai 107.359 ettari del 2010 agli 88.638 del 2020, con una variazione negativa del 17,4%; Benevento da 108.420 a 101.989 ettari, con una diminuzione del 5,9%; Avellino va dai 124.617 ai 119.718 ettari, con una variazione negativa del 3,9%; perdita sensibile di Sau anche per Salerno, che passa dai 185.784 ettari del 2010 ai 163.945 del 2020, con un saldo passivo dell’11,8%. In controtendenza Napoli, la cui Sau passa dai 23.088 ettari del 2010 ai 29.289 del 2020, per una variazione positiva del 26,9%. Napoli, però, detiene viceversa il negativo primato regionale della più alta percentuale di aziende agricole perse, il 55%: erano 14.311 nel 2010, appena 6.444 nel 2020. La lettura congiunta dei due dati – superficie in aumento e numero di aziende quasi dimezzato – segnala con particolare evidenza un processo di concentrazione fondiaria, con poche aziende che gestiscono superfici più ampie. Su scala regionale, la forte diminuzione del numero di aziende in Campania – dalle 136.872 del 2010 alle 79.353 del 2020 – unitamente al decremento delle superfici, ha determinato un importante aumento della dimensione media aziendale, che passa da 4,0 a 6,3 ettari. ”Siamo di fronte a numeri che impongono attenzione, e l’analisi dei dati conferma come l’agricoltura campana stia attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale – osserva il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso-. Siamo di fronte soltanto a una riduzione delle superfici coltivate e a una diminuzione del numero delle aziende, oppure a un vero e proprio cambiamento del modello produttivo che interessa l’intero territorio regionale? In attesa dell’Ottavo Censimento generale dell’Agricoltura, si tratta senz’altro di una dinamica che impone una riflessione attenta, perché il valore del settore primario non si misura esclusivamente in termini produttivi, ma anche per la funzione sociale, ambientale e di presidio del territorio che esso svolge, soprattutto nelle aree interne e rurali”.

Aziende agricole, un processo di riorganizzazione del settore? – ”Sul versante delle imprese che occupano operai agricoli dipendenti – continua Tiso, analizzando l’Osservatorio Statistico –Mondo Agricolo – i dati Inps dicono per la Campania che nel 2019 le aziende erano 12.185, per scendere a 11.436 nel 2024: oltre 700 aziende in meno in appena un quinquennio”. Tendenza positiva, invece, per il numero di operai agricoli dipendenti, che passa da 67.506 nel 2023 a 68.982 nel 2024: a livello regionale si è quindi verificato un incremento del 2,2%, sulla scia della media nazionale del 2,4. ”Da un lato – spiega Tiso – assistiamo a una progressiva diminuzione del numero di aziende che impiegano operai agricoli dipendenti, segnale delle difficoltà che una parte delle imprese continua a incontrare in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi di produzione, dalla complessità burocratica e dalle incertezze dei mercati. Dall’altro, registriamo una crescita del numero complessivo di lavoratori agricoli dipendenti, elemento che testimonia la capacità del comparto campano di mantenere e creare occupazione. Questi dati sembrano indicare un processo di riorganizzazione del settore, con una maggiore concentrazione dell’occupazione in aziende più grandi. È una dinamica che può contribuire a rafforzare la competitività dell’agricoltura campana, ma che al tempo stesso impone di non trascurare il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese, decisive per la tenuta economica e sociale delle aree rurali. Per questo è necessario continuare a sostenere gli investimenti, favorire l’innovazione e garantire condizioni che consentano alle aziende di crescere senza perdere il legame con il territorio e con l’occupazione di qualità”.

Giovani e agricoltura, una realtà tra luci e ombre – ”Sul fronte giovanile, infine, Confeuro ha analizzato il Rapporto Ismea, che segnala per la Campania una riduzione delle imprese agricole condotte da giovani: dalle 6.667 del 2018 alle 5.176 del 2023. Si tratta di un calo del 22,4%, con quasi 1.500 imprese in meno, poco meno di un terzo della riduzione complessiva del numero di imprese agricole under 35 in Italia. La Campania, dunque, da una parte resta una delle regioni a maggiore intensità di imprenditoria giovanile (il 9,2% delle imprese agricole è under 35), mentre dall’altra vede la propria quota sul totale nazionale calare, tra il 2018 e il 2023, dall’11,6% al 9,8%. ”I dati sull’imprenditoria agricola giovanile in Campania – conclude il presidente Tiso – raccontano una realtà fatta di luci e ombre. Da un lato, la regione continua a confermarsi tra le aree del Paese con buon potenziale di giovani alla guida delle aziende agricole, segnale del forte legame delle nuove generazioni con il settore primario. Dall’altro, la significativa riduzione del numero di imprese agricole under 35 registrata negli ultimi anni evidenzia difficoltà strutturali che non possono essere sottovalutate. Molti giovani continuano a guardare all’agricoltura come a una prospettiva professionale concreta, ma incontrano ostacoli che spesso rendono difficile consolidare e sviluppare le proprie attività. L’accesso alla terra, al credito, all’innovazione e ai mercati rappresenta ancora una sfida rilevante, soprattutto in una fase economica caratterizzata da costi crescenti e forte competizione. Per la Campania, così come per l’intera Italia, il ricambio generazionale non è soltanto una questione occupazionale, ma una condizione indispensabile per garantire il futuro del settore agricolo. Rafforzare il legame tra i giovani e il settore primario significa sostenere il nostro Paese come eccellenza agroalimentare a livello internazionale e valorizzare produzioni di qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare. È quindi fondamentale comunicare efficacemente ai giovani le opportunità offerte dal comparto agricolo, anche attraverso iniziative come l’indagine nazionale “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata per Confeuro dall’Istituto Piepoli, che ha analizzato le opinioni dei giovani italiani sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura”._

Trasporti, Folgori (FEOLI): Ritardi testimoniano carenza di infrastrutture

“I ritardi nei trasporti che si stanno verificando in questi giorni rappresentano la cartina tornasole di un problema più grave che da decenni affligge l’Italia: la carenza di infrastrutture. Sono decenni che la nostra Nazione è ferma alla pianificazione degli anni Cinquanta-Sessanta e tutto il sistema Paese ne risente. Infrastrutture efficienti consentono una logistica efficace, precondizione per lo sviluppo economico e occupazionale. Il governo è intervenuto con decisione contro i ritardi e ha pianificato importanti opere pubbliche, come il ponte sullo Stretto, ma servono investimenti straordinari sull’alta velocità, sugli hub intermodali, sugli interporti. Senza dimenticare il tema dell’energia, dove da troppo tempo l’Italia patisce un deficit infrastrutturale che si riverbera sull’approvvigionamento e sul costo delle bollette. Per l’Italia è giunto il momento delle scelte strategiche. Rinviare non è più possibile”.
Lo dichiara Enrico Folgori, presidente di FEOLI (Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata).

Raffaele Paganini nominato Direttore Artistico dell’Art Village

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Il celebre ballerino, da anni vero ambasciatore del talento italiano e internazionale, nuovo direttore artistico dell’Art Village di Roma e Torino

Il Presidente Fabrizio Di Fiore annuncia con orgoglio l’inizio di un nuovo e prestigioso capitolo nella storia culturale dell’Art Village di Roma e Torino. La nomina di Raffaele Paganini a Direttore Artistico della struttura. Da anni punto di riferimento nella formazione, produzione e diffusione delle arti performative.

Artista di straordinario talento e figura iconica della scena internazionale, Raffaele Paganini porterà all’interno dell’Art Village il patrimonio umano, artistico e professionale. Maturato nei più importanti teatri e contesti culturali del panorama nazionale e internazionale. Una visione ampia, contemporanea e profondamente emozionale dell’arte guiderà una nuova stagione dedicata alla danza, al teatro, alla musica. E alla valorizzazione delle nuove generazioni di artisti.

“La mia idea di arte è condivisione, crescita e dialogo tra discipline e talenti differenti”, dichiara Raffaele Paganini. E continua: “L’Art Village rappresenta un luogo vivo, creativo e contemporaneo, dove dare vita a progetti culturali capaci di emozionare, ispirare e coinvolgere artisti, studenti e pubblico”.

La nomina di Paganini rappresenta molto più di un nuovo incarico. Segna l’avvio di una fase ambiziosa e innovativa per l’Art Village. Che si prepara a consolidare e rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale. Attraverso produzioni originali, grandi eventi, workshop, percorsi accademici e collaborazioni con artisti, professionisti e istituzioni di primo piano.

Sotto la sua direzione artistica, l’Art Village punta a diventare un laboratorio creativo permanente: uno spazio di incontro tra esperienza e futuro, tradizione e sperimentazione, talento e passione. Un luogo in cui linguaggi artistici differenti possano dialogare, generando nuove opportunità di crescita culturale e professionale.

Nei prossimi mesi sarà presentato il nuovo programma artistico firmato da Raffaele Paganini, con un calendario ricco di iniziative dedicate alla valorizzazione dei giovani talenti e alla promozione delle arti performative contemporanee, nel segno dell’eccellenza artistica, dell’innovazione e di una visione culturale capace di guardare al futuro.

Sanità, Giuliano (UGL): “Abolire vincolo esclusività scelta non più rimandabile. Pieno sostegno alla petizione della Fno Tsrm e Pstrp”

La UGL Salute esprime convinto sostegno alla petizione depositata presso la Camera dei deputati da Diego Catania, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), finalizzata all’abolizione definitiva del vincolo di esclusività per i professionisti del comparto. La sigla sindacale, da anni in prima linea in questa battaglia di civiltà e giustizia lavorativa, ritiene fondamentale superare l’attuale quadro legislativo – regolato dall’articolo 4 della legge 412/1991 e dall’articolo 53 del D.Lgs. 165/2001 – che impedisce a tecnici sanitari, riabilitatori e prevenzionisti dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di svolgere attività libero-professionale al di fuori dell’orario di servizio.

“L’eliminazione del vincolo di esclusività è una storica battaglia della UGL Salute” – dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute. “Riteniamo che l’impianto normativo attuale sia totalmente anacronistico e non più rispondente alle reali esigenze di un sistema sanitario moderno. Mantenere questo divieto significa non solo perpetrare una grave e inaccettabile disparità di trattamento rispetto ad altre figure della dirigenza sanitaria, ma anche infliggere un vulnus alla dignità professionale di migliaia di operatori che, quotidianamente, tengono in piedi la sanità pubblica senza ricevere in cambio un’adeguata valorizzazione economica”.

Nonostante la sospensione temporanea del vincolo fino al 31 dicembre 2027, introdotta con l’ultimo Decreto Milleproroghe, la UGL Salute evidenzia come lo strumento della deroga sia insufficiente, poiché l’esercizio della libera professione resta vincolato a rigide autorizzazioni datoriali concesse con estrema rarità.

“Le deroghe temporanee non bastano più, serve una riforma che porti certezze e stabilità” – prosegue Giuliano. “La petizione numero 1400 lanciata da Catania ha il grande merito di scuotere la politica e stimolare un salto culturale indispensabile. Permettere ai professionisti del comparto di esercitare la libera professione significa liberare energie preziose: permetterebbe un incremento immediato delle prestazioni sul territorio, contribuendo in modo determinante all’abbattimento delle liste d’attesa che tanto penalizzano i cittadini. Al contempo, darebbe l’opportunità ai lavoratori di accrescere le proprie competenze in contesti diversificati, con riflessi positivi sulla motivazione e sulla qualità del servizio pubblico”.

Il Segretario Nazionale conclude rivolgendo un appello accorato alla politica e alla categoria: “Invitiamo tutti i lavoratori delle professioni sanitarie e i cittadini che hanno a cuore il futuro della salute pubblica a sottoscrivere la petizione online, identificata con l numero 1400, sul portale della Camera dei deputati. Al Parlamento chiediamo un atto di coraggio e lungimiranza: ascoltare la voce del comparto e convertire definitivamente la libera professione da eccezione a regola strutturale. Valorizzare il capitale umano è l’unico modo per evitare la fuga di professionisti dal SSN e per garantirne il definitivo rilancio”.

Ittica Urbano: oltre 60 anni di eccellenza tra tradizione, qualità e passione per il mare

Da oltre sessant’anni, “Ittica Urbano” racconta una storia fatta di mare, tradizione e competenza. Una storia che attraversa tre generazioni e che oggi prosegue sotto la guida del presidente Roberto Urbano, custode di un patrimonio costruito giorno dopo giorno con impegno, sacrificio e profondo rispetto per il pescato.

Mentre il mondo dorme, il lavoro di selezione prende vita tra mercati ittici e approdi. È qui che si concretizza una filosofia aziendale fondata sulla costante ricerca della qualità, sulla profonda conoscenza del prodotto e sulla capacità di riconoscere freschezza ed eccellenza grazie all’esperienza e alla passione.

«Parliamo con il mare e ci siamo guadagnati il suo rispetto.» Questo principio racchiude l’essenza di Ittica Urbano: un’azienda che ha costruito la propria reputazione attraverso un rapporto autentico con il mondo della pesca e con tutte le persone che, ogni giorno, contribuiscono a portare sulle tavole prodotti genuini e accuratamente selezionati.

Sotto la guida di Roberto Urbano, l’azienda continua a valorizzare l’eredità ricevuta dalle generazioni precedenti, mantenendo saldi i valori della tradizione e affrontando con determinazione le sfide del futuro. Un percorso che unisce esperienza, affidabilità e attenzione alla qualità, elementi che hanno reso Ittica Urbano una realtà riconosciuta e apprezzata nel settore ittico.

Questa visione ha trovato una nuova espressione anche nel contatto diretto con il pubblico attraverso l’apertura di “Pescheria Urbano Bistrot di Mare”, nel cuore del quartiere Parioli a Roma, in, Piazza Buenos Aires 19. Uno spazio pensato per valorizzare l’eccellenza del pescato selezionato dall’azienda, dove la tradizione della pescheria incontra l’esperienza gastronomica del bistrot, offrendo ai clienti la possibilità di gustare il mare nella sua forma più autentica.

Come le reti che ogni giorno vengono calate in mare dai pescatori, anche la storia di Ittica Urbano continua a intrecciarsi con quella del mare, trasformando passione, competenza e rispetto in un’autentica cultura dell’eccellenza. Da oltre sessant’anni, questa è la firma che distingue l’azienda e ne racconta l’identità.

Turismo, mare e cucina: quando lo stabilimento balneare diventa esperienza del territorio

Sperlonga continua a essere una delle mete più apprezzate del litorale laziale. Il fascino del borgo, il mare cristallino e le lunghe spiagge di sabbia rappresentano da anni una delle principali attrazioni turistiche della Riviera di Ulisse, richiamando ogni estate migliaia di visitatori.

A contribuire alla qualità dell’offerta turistica sono anche gli stabilimenti balneari che, nel tempo, hanno saputo trasformarsi in luoghi capaci di offrire molto più di una semplice giornata al mare. Tra questi c’è anche Lido La Peonia, sul lungomare di Sperlonga, una realtà che affianca ai servizi balneari un’attenzione particolare all’accoglienza e alla ristorazione.

Lo stabilimento dispone di spiaggia attrezzata, ampi spazi dedicati al relax, bar e servizi pensati per rendere piacevole la permanenza sia delle famiglie sia di chi sceglie Sperlonga per una giornata di mare.

Accanto all’attività balneare trova spazio anche il ristorante Terr’Amare, affacciato direttamente sulla spiaggia. La proposta gastronomica punta soprattutto sulla cucina di mare, con piatti che valorizzano il pescato e le materie prime del territorio, interpretati con uno stile che unisce tradizione e presentazioni moderne. Dalla pasta ai frutti di mare alle fritture, passando per tartare, carpacci e secondi di pesce, il ristorante rappresenta un valore aggiunto per chi desidera vivere il mare anche a tavola.

Negli ultimi anni il turismo è profondamente cambiato. Oggi chi sceglie una località balneare cerca un’esperienza completa, fatta di comfort, buona cucina e servizi di qualità. Una tendenza che ha spinto molte attività della costa a investire in professionalità e accoglienza, contribuendo alla crescita dell’intero comparto turistico locale.

In questo contesto, realtà come il Lido La Peonia e il ristorante Terr’Amare rappresentano un esempio di come la collaborazione tra ospitalità e ristorazione possa valorizzare il territorio, offrendo ai visitatori non solo il piacere di una giornata in spiaggia, ma anche l’occasione di scoprire i sapori del mare in una cornice naturale tra le più suggestive del Lazio.

Contatti

Lido La Peonia & Terr’Amare

 Via Salette, 551 – 04029 Sperlonga (LT)

 Lido: 333 774 6083

 Ristorante: 348 743 1949

www.lapeoniasperlonga.it

Ostia. Applausi e risate per Emozioni in Teatro al Manfredi per “La strana coppia al femminile”

Due serate sold out hanno coronato la stagione di “Emozioni in Teatro”: in scena due cast diversi per una commedia brillante diretta da Stefano Tomassini.

Le risate del pubblico, gli applausi finali e la soddisfazione di salire sul palco insieme hanno chiuso nel migliore dei modi la doppia rappresentazione de “La strana coppia al femminile”, andata in scena venerdì 27 e sabato 28 giugno al Teatro Manfredi di Ostia. Due spettacoli, due cast differenti e un unico obiettivo: dimostrare come il teatro amatoriale possa diventare un luogo di crescita personale, condivisione e partecipazione.

La commedia, diretta da Stefano Tomassini, è stata proposta dall’associazione culturale Emozioni in Teatro, realtà attiva sul territorio romano da oltre vent’anni nella formazione teatrale di bambini, ragazzi e adulti, con un metodo che punta sullo sviluppo della persona attraverso il corpo, la voce, il gioco e le emozioni.

Sul palco prende vita una storia fatta di amicizia, equivoci e situazioni esilaranti. Sette amiche si ritrovano, come ogni settimana, per giocare e spettegolare, ma l’assenza improvvisa di Florenzia scatena una serie di domande e situazioni imprevedibili. A complicare tutto arrivano le incursioni della portiera Cesira e della postina, mentre l’arrivo dei due affascinanti spagnoli Jesus e Manolo finisce per mettere sottosopra gli equilibri del gruppo. Tra battibecchi, gelosie, malintesi e continui colpi di scena, la commedia costruisce un susseguirsi di gag che coinvolgono il pubblico fino al finale.

La particolarità dell’iniziativa è stata la presenza di due cast differenti, uno per ciascuna serata, offrendo agli allievi adulti della scuola la possibilità di vivere l’esperienza completa del palcoscenico davanti al pubblico.

Nella rappresentazione del 27 giugno sono saliti sul palco Manuela Carletti, Carla Diaferia, Sergio Mingrone, Alessandra Paperi, Valentina De Luca, Patrizia Romano, Martina Gorini, Paola Amedei, Fabrizio Fortunato, Gianluca Vitiello, Michela Peciola e Antonella Pensuti.

Nello spettacolo del 28 giugno hanno invece recitato Manuela Carletti, Isabella Gatti, Fabrizio Ferrante, Erika Gentile, Gabriella Miceli, Silvana Venditti, Emanuela De Carolis, Fiorella Argenti, Fabrizio Fortunato, Gianluca Vitiello, Michela Peciola e Antonella Pensuti.

La regia di Stefano Tomassini ha accompagnato entrambe le compagnie in una messa in scena dinamica, fatta di tempi comici ben calibrati e grande attenzione al lavoro corale, elemento che da sempre caratterizza il percorso formativo di Emozioni in Teatro. L’associazione, nata nei primi anni Duemila, promuove laboratori teatrali rivolti a tutte le età con un approccio che considera il teatro non soltanto come disciplina artistica, ma come strumento educativo, relazionale e di crescita personale.

Il lungo applauso finale e la tradizionale foto di gruppo sul palco hanno chiuso due serate che hanno visto una significativa partecipazione di pubblico, confermando quanto il teatro amatoriale continui a rappresentare una risorsa importante per il tessuto culturale del X Municipio. Dietro ogni spettacolo ci sono mesi di prove, studio, confronto e passione, un lavoro spesso silenzioso che permette a decine di persone di mettersi in gioco, superare timidezze e costruire relazioni attraverso il linguaggio universale del teatro.

In un periodo in cui le realtà culturali di quartiere svolgono un ruolo sempre più prezioso, esperienze come quelle di Emozioni in Teatro dimostrano come il palcoscenico possa diventare un punto di incontro tra generazioni diverse, valorizzando il talento e creando occasioni di socialità che vanno ben oltre il momento della rappresentazione.