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ENSEMBLE: L’Accademia di Belle Arti di Frosinone porta in scena il futuro della moda e incanta Roma

Grande successo per l’apertura della quarta edizione del progetto promosso da Roma Capitale e Regione Lazio: la prima serata ha celebrato il talento dei giovani designer e l’eccellenza delle Accademie.

Venerdì 10 luglio 2026, nello straordinario scenario della Terrazza del Pincio, si è aperta con grande partecipazione di pubblico la quarta edizione di ENSEMBLE, il progetto promosso dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con il sostegno dell’Assessorato allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio. L’iniziativa ha ribadito il suo ruolo cruciale nella valorizzazione del sistema moda romano e laziale, creando un ponte concreto tra formazione, creatività e professione.

La prima delle due serate ha visto trionfare le nuove generazioni, portando in passerella i lavori degli studenti di sette eccellenze formative. Oltre all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, l’Accademia di Belle Arti di Roma, dell’Accademia Italiana, l’Accademia Koefia, l’Accademia del Lusso, la Maiani Accademia Moda e l’Accademia Nazionale dei Sartori. Un racconto corale e vibrante della moda contemporanea, in cui approcci progettuali differenti si sono fusi in un’unica visione all’insegna della qualità e dell’innovazione.

Mentre le ultime luci del tramonto coloravano di rosso il cielo di Roma, ad aprire le sfilate è stata l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, che ha letteralmente conquistato i presenti dando vita e tridimensionalità al progetto Just Before. Sotto la guida di Giuseppe Iaconis, responsabile del corso di Fashion Design, la collezione ha trasformato in abiti di grande impatto visivo quel momento intangibile che precede il cambiamento. L’energia e la tensione emotiva, promesse nel concept iniziale, si sono scaricate con forza prorompente sulla passerella, rendendo tangibile al pubblico l’equilibrio instabile tra ordine e caos, memoria e innovazione.

L’audacia progettuale dei giovani designer ha strappato gli applausi delle oltre mille persone sedute ad ammirare lo show dei nuovi talenti. Le silhouette storiche dell’alta moda sono state sapientemente smontate e ricostruite: la crinolina, spogliata della sua funzione di “gabbia”, è diventata un’impalcatura architettonica contemporanea che ha permesso alla tradizione sartoriale di dialogare a viso aperto con l’estetica urbana. Un successo decretato anche dalla capacità di far convivere materiali classici, superfici sperimentali e complesse applicazioni tridimensionali.

L’impatto scenico è stato rafforzato da un sapiente uso della palette cromatica: i toni neutri che creavano un’atmosfera di attesa sospesa, sono stati squarciati da improvvise e studiate esplosioni di colore, restituendo visivamente l’istante in cui l’energia si libera, così come la creatività di questi giovani talenti.

A commentare il successo della sfilata Stefania Di Marco, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone che ha dichiarato: “Siamo estremamente orgogliosi del lavoro portato in scena dai nostri studenti. Vedere la collezione ‘Just Before’ prendere vita in una cornice così suggestiva e ricevere un’accoglienza tanto calorosa ci conferma la bontà del nostro percorso didattico. Questa sera non abbiamo assistito solo a una sfilata, ma alla dimostrazione tangibile del talento e della determinazione di ragazzi che possiedono già la maturità tecnica e stilistica per affrontare le sfide del sistema moda contemporaneo.”

L’iniziativa “Ensemble” si è inserita a pieno titolo nel percorso di collaborazione promosso attraverso il Protocollo d’Intesa “Giovanni Proia” 2026-2028, sottoscritto e rinnovato dalla Camera di Commercio Frosinone Latina, dall’Azienda Speciale Informare e dall’Accademia di Belle Arti di Frosinone, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra formazione, creatività e sistema produttivo, valorizzando i giovani talenti e sostenendo lo sviluppo del comparto della moda e del fashion design”.

Il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, ha dichiarato come “Ensemble” abbia rappresentato perfettamente lo spirito del Protocollo “Giovanni Proia”: creare un ponte concreto tra il mondo della formazione e quello delle imprese, per offrire ai nostri giovani, importanti occasioni di crescita, confronto e visibilità, in contesti di grande prestigio. “La moda” – ha sottolineato Acampora – “è uno dei settori che meglio esprime il valore del Made in Italy e il talento delle nuove generazioni costituisce una risorsa strategica sulla quale continuare a investire. La collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, attraverso Informare, ha confermato la volontà della Camera di Commercio di sostenere percorsi capaci di unire cultura, innovazione e sviluppo economico, contribuendo a rafforzare la competitività del territorio e delle sue eccellenze”.

Sul palco sono intervenuti Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, e Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione, sottolineando all’unisono il valore strategico della filiera per il territorio.

Vogliamo valorizzare le competenze creative, perché rappresentano una risorsa strategica per la crescita e la competitività del nostro territorio. Il Lazio eredita un patrimonio di saperi, stile e manifattura legato alle grandi firme della moda: una ricchezza culturale che va custodita e tramandata, ma anche reinterpretata attraverso l’innovazione. L’incontro tra artigianato tradizionale, competenze digitali e nuove tecnologie è un modello già presente nelle accademie, negli istituti e nelle scuole d’arte. Come Regione vogliamo rafforzare questo percorso, sostenendo i laboratori, creando nuove occasioni di visibilità e favorendo lo scambio di esperienze e relazioni nei contesti internazionali. Ensemble rappresenta un’opportunità di grande prestigio per dare spazio ai talenti emergenti e accompagnarne la crescita”. Dichiara Roberta Angelilli, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio.

I giovani non sono solo il futuro, sono il presente. E vanno valorizzati con azioni concrete. Per questo per il quarto anno, con Ensemble, ieri sera abbiamo dato l’opportunità a centinaia di ragazzi che studiano moda a Roma e nel Lazio, in 7 istituti pubblici e accademie private, di esibirsi gratuitamente in luoghi iconici. Dopo Piazza del Campidoglio e Villa Borghese, per questa edizione abbiamo scelto la terrazza del Pincio: è stato bellissimo vedere le emozioni dei ragazzi e delle loro famiglie. Non è scontato che un’Amministrazione organizzi queste iniziative per gli studenti in queste location. Unire le accademie in progetti comuni, per il bene degli studenti, è diventata una bella normalità, così si valorizzano i giovani talenti. Roma è tornata centrale nel mondo della moda e ne siamo fieri. Non è un caso, ma il frutto di un lungo lavoro. Siamo felici: gli investimenti aumentano, i numeri degli iscritti alle accademie crescono e le grandi sfilate sono tornate in città, da Valentino a Pucci, da Dior a Dolce & Gabbana, da Biagiotti a Fendi fino a Chanel, che il 2 dicembre sarà qui a Roma”, ha concluso l’Assessore Alessandro Onorato.

I protagonisti della sfilata dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone:

I docenti del corso di Fashion Design sono Giuseppe Iaconis e Alessandra Di Pofi.

La colonna sonora della sfilata è stata curata dal Prof. Giovanni Verga.

Gli Studenti sono: Annalisa Becchetti, Meda Parakininkaite, Beatrice Bracaglia, Sofia Pelyck, Michela Coletta, Italo Andolfi, Chiara Desantis, Rubina Ronci, Soraya Robbio, Margherita Biondo, Emiliano Pucello, Lucia Molinari, Soumon Aversa.

Fiumicino. “Mastro Titta pija moglie” porta il teatro romanesco a Villa Guglielmi

Il 25 e 26 luglio, alle 21, la Corte di Villa Guglielmi ospita la compagnia “I Proloquaci”. In scena una commedia brillante in dialetto romanesco con ingresso dedicato agli appassionati del teatro popolare.

Il teatro dialettale torna protagonista a Fiumicino con uno spettacolo che rende omaggio alla tradizione romana. Nelle serate di sabato 25 e domenica 26 luglio, alle ore 21, la Corte di Villa Guglielmi ospiterà “Mastro Titta pija moglie”, commedia brillante in dialetto romanesco interpretata dalla compagnia teatrale I Proloquaci.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Fiumicino, in collaborazione con la Pro Loco di Fiumicino e il Servizio Civile Universale, confermando il ruolo di Villa Guglielmi come uno degli spazi culturali più utilizzati durante il calendario estivo cittadino.

Lo spettacolo, diretto da Alessandro Viscanti, propone una rilettura teatrale ispirata alla Roma popolare, tra battute, equivoci e situazioni comiche che richiamano la tradizione del teatro romanesco. La rappresentazione punta a far rivivere atmosfere, linguaggio e personaggi che appartengono all’immaginario della Capitale, offrendo al pubblico una serata all’insegna dell’umorismo e della cultura popolare.

Accanto alla regia di Alessandro Viscanti, l’aiuto regia è affidato a Luca Cecchinelli, mentre le scenografie portano la firma di Claudio Marchetti. Sul palco saliranno Arianna Apuzzo, Maria Apuzzo, Imma Carbone, Eleonora Carraretto, Luca Cecchinelli, Benedetta Frattari, Emanuele Frattari, Paola Mazzetti, Simona Nanissi, Francesco Ilario Natale, Emanuela Ortello, Alessandro Viscanti e Greta Viscanti, impegnati in una commedia che intreccia comicità e tradizione.

La figura di Mastro Titta, storico boia dello Stato Pontificio, è entrata nel tempo nell’immaginario popolare romano, diventando anche protagonista di racconti, opere teatrali e rappresentazioni che ne reinterpretano il personaggio in chiave ironica. Lo spettacolo proposto da I Proloquaci sceglie proprio questa strada, privilegiando il sorriso e il dialetto romanesco per coinvolgere il pubblico.

L’appuntamento si inserisce nel programma delle iniziative culturali estive promosse sul territorio comunale e rappresenta un’occasione per valorizzare il teatro amatoriale e le compagnie locali, mantenendo viva una parte importante della tradizione artistica romana.

L’ingresso è previsto presso la Corte di Villa Guglielmi, a Fiumicino, con inizio degli spettacoli alle ore 21 nelle giornate di 25 e 26 luglio.

Passoscuro. Street Food per tre giorni, il litorale si prepara ad accogliere migliaia di visitatori

Dal 17 al 19 luglio Piazza Domenica Santarelli ospita l’International Street Food. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Fiumicino, punta a richiamare residenti e turisti nel cuore dell’estate.

Passoscuro si prepara a vivere un fine settimana all’insegna dello Street Food. Da giovedì 17 a sabato 19 luglio Piazza Domenica Santarelli diventerà il punto di riferimento per l’International Street Food, manifestazione patrocinata dal Comune di Fiumicino e organizzata dall’Associazione Italiana Ristoratori di Strada. L’ingresso sarà gratuito e l’evento è pensato per accogliere sia i residenti sia i numerosi turisti presenti sul litorale durante la stagione estiva.

Per tre giorni la piazza ospiterà una selezione di food truck provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. L’obiettivo dell’iniziativa è valorizzare il cibo di strada di qualità, proponendo un percorso gastronomico che attraversa tradizioni locali e cucine internazionali.

L’offerta comprenderà piatti salati, specialità regionali e proposte dolci, con preparazioni realizzate direttamente sui mezzi attrezzati che caratterizzano questo format. Saranno proprio i truck, con i loro allestimenti, a trasformare Piazza Domenica Santarelli in uno spazio dedicato all’incontro e alla convivialità.

L’International Street Food è diventato negli anni un appuntamento itinerante che attraversa numerose città italiane, portando nelle piazze operatori specializzati nella cucina di strada. La tappa di Passoscuro si inserisce nel calendario estivo del territorio di Fiumicino, periodo nel quale il litorale registra il maggiore afflusso di visitatori e vede concentrarsi gran parte degli eventi pubblici.

Per il territorio si tratta anche di un’occasione per sostenere l’indotto locale. Manifestazioni di questo tipo richiamano infatti famiglie, gruppi di amici e turisti che, oltre a partecipare all’evento gastronomico, frequentano attività commerciali, stabilimenti e servizi presenti nella località balneare.

Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, la manifestazione sarà aperta dal 17 al 19 luglio con ingresso libero. L’evento è patrocinato dal Comune di Fiumicino e vede la partecipazione dell’Associazione Italiana Ristoratori di Strada, realtà che promuove la diffusione dello street food di qualità attraverso iniziative organizzate in tutta Italia.

Nei prossimi giorni eventuali modifiche alla viabilità o alla sosta saranno comunicate dal Comune attraverso gli atti e i canali istituzionali, qualora vengano adottati provvedimenti specifici per consentire il regolare svolgimento della manifestazione.

Tor Lupara 1968, “Mi Racconto Io”, Mister Saul Chianella tra passato presente e futuro, prima parte.

Riprende la Rubrica “Mi Racconti Io” per sentire udire dagli addetti ai lavori le loro esperienze dello sport più bello del mondo, il calcio amatoriale in particolare il calcio giovanile. Raggiunto dai nostri microfoni Mister Saul Chianella che nella prossima stagione sportiva 2026 2027 guiderà gli Allievi Under 17 del Tor Lupara 1968 del presidente Donato Olivieri.

La prima domanda: Qual è il principio fondamentale alla base del tuo metodo di allenamento con i giovani?il principio fondamentale alla base della mia metodologia per quanto mi riguarda è assolutamente il consolidamento della gestione della palla, lavoro tantissimo con il pallone cercando di limitare i tempi morti della seduta di allenamento“, come riesci a bilanciare la ricerca del risultato sportivo con l’obiettivo della crescita personale dei ragazzi?non è mai facile riuscire ad allineare le due cose, ma costruendo un legame importante all’interno del gruppo squadra si può cercare di ottenerle, facendo agonistica é indubbio che si cerca il risultato ma è fondamentale mirare sempre prima di tutto alla crescita dei ragazzi, trasmettere in loro fiducia e coraggio, fare sentire sempre tutti importanti al centro del progetto”.

Quali strategie utilizzi per mantenere alta la motivazione si di chi gioca spesso sia di chi trova meno spazio? continua Mister ChianellaNon credo serva una strategia o cose simili, serve dialogo e sincerità,ho costante dialogo con tutto il gruppo squadra e cerco sempre di avere lo stesso tipo di rapporto con tutti i ragazzi “.

Come gestisci l’errore in campo per fare in modo che diventi un momento di apprendimento e non di frustrazione?dividiamo in due questa situazione l’errore svolto durante l’allenamento è quello in partita, continua mister Chianella durante la seduta di allenamento quando c’è qualcosa che secondo me non ha funzionato cerco sempre la risposta nei ragazzi, voglio che loro stessi trovino soluzioni solo così secondo me apprenderanno davvero, mentre durante la partita non sovraccarico mai i ragazzi e lascio il più possibile a loro qualsiasi tipo di scelta cercando di avere sempre un rinforzo positivo nei minuti di gara”. 

Nella quinta domanda ti chiediamo in che modo affronti il rapporto con i genitori, spesso una componente complessa nel calcio giovanile?per me i genitori sono una parte fondamentale del gruppo squadra, ho avuto nel tempo la fortuna di avere sempre e solo rapporti fantastici con la maggior parte delle famiglie che ho conosciuto, baso sempre il rapporto sul binario della sincerità”.

Finisce qui la prima parte dell’intervista a mister Saul Chianella , non perdetevi la prossima settimana la seconda parte.

Shenzhen-Milan Lifestyle Week, la terza edizione rilancia il dialogo tra Italia e Cina nel segno di moda e innovazione

Dal 17 al 19 luglio Shenzhen torna a essere il punto d’incontro tra creatività italiana e cultura cinese con la terza edizione della Shenzhen-Milan Lifestyle Week, manifestazione che negli ultimi anni si è affermata come uno dei principali appuntamenti dedicati allo scambio tra i due Paesi nel settore della moda e del lifestyle.

L’edizione 2026 amplia il raggio d’azione dell’evento, superando il tradizionale dialogo tra fashion e design per proporre una riflessione più ampia sul concetto di lifestyle contemporaneo. Moda, tecnologia, cultura e innovazione diventano così elementi di un’unica narrazione che punta a favorire il confronto tra istituzioni, imprese, università e professionisti del settore, creando nuove opportunità di collaborazione internazionale.

Al centro del programma il tema “Digital Fashion Eastern Expression”, che esplora il rapporto tra identità culturale e trasformazione digitale, interpretando la moda come un linguaggio capace di uscire dalla passerella per entrare nella quotidianità. Il concetto di Fashion returning to life guiderà infatti una serie di appuntamenti pensati per raccontare il lifestyle come esperienza condivisa, dove estetica, relazioni e nuovi modi di abitare gli spazi si incontrano.

Nel corso dei tre giorni si alterneranno sfilate, installazioni, esposizioni, incontri e momenti di networking rivolti a buyer, aziende e operatori internazionali. Accanto agli eventi dedicati alla creatività, il calendario prevede approfondimenti sull’innovazione applicata alla moda, con focus sui nuovi modelli produttivi, sulle tecnologie emergenti e sull’evoluzione della filiera, confermando la volontà di leggere la tecnologia come uno strumento al servizio del design e della manifattura.

Tra le protagoniste dell’edizione figura Hui Zhouzhao, fondatrice del marchio HUI Milano e promotrice del dialogo culturale tra Italia e Cina attraverso il progetto China Style. Da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale cinese in chiave contemporanea, la designer considera la cultura il punto di partenza per costruire relazioni solide tra i due Paesi. «La cultura rappresenta il terreno più solido su cui costruire relazioni durature tra i popoli. Con la Shenzhen-Milan Lifestyle Week vogliamo creare opportunità concrete di incontro tra Italia e Cina, sostenendo il talento e valorizzando patrimoni culturali straordinari», ha dichiarato.

La moda rimane il linguaggio principale dell’iniziativa e accompagnerà l’intero programma attraverso due momenti distinti. Il primo sarà rappresentato dalla sfilata inaugurale, pensata per raccontare l’incontro tra ricerca estetica italiana e sensibilità orientale. Il secondo sarà invece dedicato a un format più esperienziale, nel quale brand, buyer e stakeholder potranno confrontarsi direttamente all’interno di uno spazio che unirà esposizione, networking e cultura del lifestyle, con particolare attenzione anche alla dimensione enogastronomica.

Tra i marchi e i designer coinvolti figurano Domenico Orefice, Casapreti, Momonì, Alberto Zambelli e HUI Milano, protagonisti di un percorso che intreccia ricerca stilistica, identità culturale e apertura verso il mercato internazionale. Per le aziende partecipanti l’evento rappresenta non solo una vetrina, ma anche un’opportunità di sviluppo commerciale e istituzionale in uno dei mercati più dinamici per il settore fashion.

Con questa terza edizione la Shenzhen-Milan Lifestyle Week rafforza il proprio ruolo di piattaforma internazionale dedicata al dialogo tra Oriente e Occidente, confermando come cultura, creatività e innovazione siano oggi strumenti strategici per immaginare il futuro del sistema moda globale e costruire nuove connessioni tra persone, territori e filiere creative.

Roma chiude la quarta edizione di ENSEMBLE: la couture contemporanea sfila al Pincio

La Terrazza del Pincio si conferma uno dei luoghi simbolo della moda romana. Si è conclusa qui la quarta edizione di ENSEMBLE, il progetto promosso dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e dall’Assessorato allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio, che ha confermato il proprio ruolo di piattaforma dedicata alla valorizzazione del sistema moda attraverso un dialogo tra formazione, Alta Moda e istituzioni.

Roma Capitale e Regione Lazio che, in due serate, ha raccontato il presente e il futuro del sistema moda, mettendo in dialogo formazione, creatività, artigianato e alta sartoria.

Dopo il primo appuntamento dedicato agli studenti delle accademie e ai giovani designer, la seconda serata ha visto protagonisti alcuni dei nomi più rappresentativi dell’Alta Moda romana contemporanea, confermando il ruolo della Capitale come punto di riferimento per la couture italiana.

In passerella hanno sfilato Franco Ciambella con il testimonial Luca Ribezzo dal set spagnolo alla passerella romana, Giada Curti, Nino Lettieri, Antonio Martino Couture, Michele Miglionico, Sabrina Persechino, Jamal Taslaq e Gian Paolo Zuccarello, otto Maison accomunate dalla ricerca stilistica e dall’eccellenza manifatturiera, pur attraverso linguaggi creativi profondamente diversi.

Le collezioni hanno offerto una panoramica sulla couture contemporanea: dalla dimensione poetica di Angeli in controluce di Franco Ciambella all’anteprima della collezione 2027 di Giada Curti, caratterizzata da silhouette leggere e preziose lavorazioni sartoriali. Nino Lettieri ha proposto il rigore grafico di Bianco e Nero: L’Essenza, mentre Antonio Martino ha sperimentato materiali innovativi con Riflessi Notturni – PVC Couture. Michele Miglionico ha riletto il glamour degli anni Ottanta in chiave couture, Sabrina Persechino ha intrecciato moda e architettura nella collezione Metron, Jamal Taslaq ha raccontato il dialogo tra culture con Ali di Luce e Gian Paolo Zuccarello ha chiuso la sfilata con Poesia Siciliana, omaggio alle proprie radici e all’artigianato italiano.

Ad aprire la serata sono stati Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, e Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico, che hanno ribadito il valore strategico del comparto moda per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio.

Onorato ha sottolineato come ENSEMBLE sia diventato uno strumento concreto per valorizzare sia gli studenti delle accademie sia le piccole e medie imprese del settore, evidenziando il ritorno di Roma al centro del panorama internazionale della moda grazie anche al rientro in città delle grandi sfilate dei principali marchi del lusso.

Angelilli ha invece ricordato il peso economico della filiera moda del Lazio, che genera un export di circa un miliardo di euro, annunciando il proseguimento degli investimenti regionali a sostegno dell’artigianato, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle imprese.

Con il tradizionale défilé finale che ha riunito stilisti, modelle e modelli in passerella, si è conclusa un’edizione che ha raccontato l’intera filiera del fashion system, dalla formazione alla manifattura d’eccellenza.

ENSEMBLE si conferma così un progetto strategico per rafforzare il dialogo tra istituzioni e settore creativo, offrendo visibilità ai giovani talenti e agli atelier romani e contribuendo a consolidare il ruolo della Capitale come laboratorio di creatività, artigianato e Made in Italy.

L’iniziativa rientra nel progetto Roma Smart Tourism, finanziato dal Ministero del Turismo nell’ambito del fondo destinato ai comuni a vocazione culturale, storica e artistica che ospitano siti riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Bullismo a scuola, la risposta del Ministero alla lettera di Martina Palma

Il racconto di Martina Palma sul bullismo vissuto a scuola è arrivato fino al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il sottosegretario Paola Frassinetti ha risposto con una lettera che pubblichiamo integralmente

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato la testimonianza di una nostra collaboratrice sul bullismo subito in una scuola lontana da casa. [Il pezzo integrale è qui]. Non era un pezzo costruito per fare rumore, era una lettera, con tutta la cautela e l’esitazione che una lettera vera comporta quando si racconta qualcosa di doloroso senza volerne fare un caso. Il rumore, in un certo senso, è arrivato lo stesso. Il testo è stato ripreso da altre testate e letto al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ed è arrivata una risposta diretta dal sottosegretario Paola Frassinetti. Vale la pena dirlo senza troppi giri: non capita spesso che una testimonianza pubblicata su una testata di settore risalga fino a chi ha responsabilità dirette sulle politiche di contrasto al bullismo, e che questo produca un riscontro scritto, personale, non un comunicato stampa. Che poi la risposta sia efficace, sufficiente, o destinata a tradursi in qualcosa di concreto è un’altra questione e sarebbe disonesto non porla. Ma la lettera ha fatto il suo lavoro: è stata letta, e chi l’ha letta ha sentito il bisogno di rispondere.

Pubblichiamo qui la risposta.

Cara Martina, leggere le tue parole mi ha fatto male, ho cercato di immedesimarmi in te, ragazza piena di speranze, arrivata in una scuola di un’altra città italiana trovando solo indifferenza e umiliazione. Mi vergogno nel constatare, da sottosegretario all’istruzione, che possano esistere ambienti scolastici cosi ostili o peggio indifferenti; la scuola che dovrebbe essere palestra di vita, luogo in cui ci si incontra e insieme ci si aiuta a capire la vita si è per te tramutata in un incubo quotidiano. Non può essere! Non deve essere così. Sei stata coraggiosa e mi auguro che davanti a Te ci sia un futuro roseo e pieno di soddisfazioni. Ricordati però che nulla è stato vano e che io nel continuare a contrastare il bullismo da ora in poi lo farò con ancora maggior determinazione pensando al tuo esempio.
Paola Frassinetti

Il peso dell’indifferenza

Il bullismo non fa solo male: isola. La testimonianza di una studentessa che ha vissuto sulla sua pelle cosa significa sentirsi “straniera”.

Si tratta di una testimonianza in prima persona, pubblicata con una nota di redazione che ne contestualizza il valore giornalistico ed educativo. L’autrice racconta il proprio percorso di sofferenza vissuto dopo un trasferimento scolastico da una regione all’altra, descrivendo come pregiudizi, isolamento e mancati interventi abbiano trasformato gli anni della scuola superiore in un’esperienza di profondo disagio psicologico. Il racconto, tuttavia, non si limita alla denuncia: diventa un appello rivolto alla scuola, agli insegnanti e alla società affinché nessun ragazzo debba più sentirsi invisibile o straniero nel luogo che dovrebbe educare al rispetto e all’inclusione. Abbiamo scelto di pubblicare questa storia senza riferimenti identificativi a scuole o persone, perché il suo valore risiede nel messaggio universale che trasmette. Non è un atto d’accusa verso singoli, ma un invito a riflettere sul ruolo educativo delle istituzioni scolastiche e sulla responsabilità di riconoscere e contrastare ogni forma di bullismo prima che sia troppo tardi. Riteniamo che questa testimonianza possa offrire un contributo significativo al dibattito pubblico su un fenomeno che continua a coinvolgere migliaia di studenti e che meriti la più ampia diffusione possibile. Qualora riteniate opportuno condividerla con i vostri lettori, autorizziamo la ripubblicazione dell’articolo, chiedendo cortesemente di citare la fonte:

Martina Palma – giovane autrice de La Voce della Scuola.

NOTA DI REDAZIONE: Pubblichiamo questa testimonianza grazie alla nostra giovane autrice, nella convinzione che alcune storie debbano essere lette senza il filtro dell’inchiesta giornalistica, perché è la voce diretta a portare un’informazione che nessuna verifica potrebbe restituire allo stesso modo. Si tratta del racconto in prima persona di una studentessa che ha vissuto, in anni recenti, un trasferimento scolastico da una regione all’altra e le difficoltà, non solo di ambientamento, ma di isolamento e sofferenza, che ne sono seguite. Abbiamo scelto di non riportare nomi di scuole o riferimenti specifici, perché quello che resta, ed è quello che ci interessa, è la domanda che la testimonianza pone alla scuola come istituzione. La pubblichiamo non come atto d’accusa verso singoli, ma come contributo alla riflessione, da sempre necessaria, sul bullismo e sul ruolo di chi educa nel riconoscerlo e nel fermarlo.

Esistono ferite che non lasciano segni sulla pelle, ma scavano solchi profondi nell’anima. Sono quelle provocate dalle parole, dagli sguardi, dall’indifferenza, da quel silenzio assordante che troppo spesso accompagna il bullismo. È proprio di quel silenzio che voglio parlare. Un silenzio che protegge chi umilia e abbandona chi soffre.

Questo non è un semplice articolo. È una testimonianza. È il grido di una ragazza che per troppo tempo ha soffocato il proprio dolore dietro un sorriso sempre più fragile. Lo scrivo non per suscitare pietà, ma perché nessuno possa più dire: “Non lo sapevo.”

Ho diciotto anni e tra pochi giorni conseguirò il diploma. Dovrebbe essere il momento in cui si tirano le somme di un percorso fatto di crescita, sogni e ricordi felici. Eppure, quando ripenso ai miei anni di scuola superiore, la prima emozione che riaffiora non è la nostalgia, ma l’angoscia.

Qualche anno fa mi sono trasferita da Napoli in un’altra regione. Ho frequentato dal secondo al quarto anno di scuola superiore presso un istituto della nuova città, convinta di iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Non immaginavo che quel cambiamento si sarebbe trasformato in un incubo e in una lenta discesa nell’isolamento.

Ero soltanto una ragazza con una valigia piena di speranze, desiderosa di costruire nuove amicizie e trovare il proprio posto in una realtà nuova.

Il mio unico “errore” era quello di essere diversa. Diversa perché napoletana. Diversa per il mio accento. Diversa per il mio modo di parlare, di vivere, di esprimermi. In un luogo che avrebbe dovuto educare al rispetto, la diversità è diventata un marchio da esibire per colpire, umiliare ed emarginare.

Mi domando ancora oggi quando la diversità abbia smesso di essere una ricchezza per trasformarsi, agli occhi di alcuni, in una colpa.

La scuola dovrebbe rappresentare il primo presidio di civiltà, il luogo in cui ogni giovane impara non soltanto la disciplina, ma soprattutto il valore dell’umanità. Dovrebbe essere un rifugio sicuro nel quale sentirsi accolti e protetti.

Per me, invece, è stata una prigione.

Ogni mattina attraversavo quel cancello con il cuore colmo di paura. Ogni corridoio sembrava il preludio dell’ennesima umiliazione. Ogni giornata era una battaglia combattuta nel silenzio, nella speranza che nessuno trovasse un nuovo motivo per farmi sentire sbagliata.

La sofferenza, quando diventa quotidiana, finisce per insinuarsi ovunque. Ti convince che forse il problema sei tu. Ti ruba il sorriso. Ti spegne lentamente.

Io, che sono sempre stata una ragazza solare, ho visto la luce dei miei occhi spegnersi giorno dopo giorno. Ho smesso di riconoscermi. Ho smesso di vivere con serenità. Fino a precipitare nella depressione.

Non provo alcuna vergogna nell’ammetterlo.
La vergogna appartiene a chi ha trasformato la scuola in un luogo di sofferenza. A chi ha scelto di umiliare anziché comprendere. A chi ha assistito senza intervenire.

Perché il bullismo non distrugge soltanto attraverso le parole. Distrugge anche attraverso l’indifferenza. Ed è forse quest’ultima la forma di violenza più crudele.

Molti insegnanti erano consapevoli di ciò che accadeva. Alcuni assistevano agli episodi. Altri ne erano stati informati. Eppure il più delle volte tutto si concludeva con poche parole, con uno sguardo distratto, con quella frase che ancora oggi rimbomba nella mia memoria: “Non posso fare nulla.”

Ma davvero un educatore può voltarsi dall’altra parte davanti al dolore di un proprio studente?

A cosa serve insegnare i valori della Costituzione, il rispetto della persona, la solidarietà e l’uguaglianza, se poi quei principi restano chiusi tra le pagine di un libro?

Ho resistito tre lunghissimi anni.
Tre anni durante i quali non imparavo soltanto formule o date storiche, ma imparavo, mio malgrado, cosa significhi sentirsi invisibili.

Poi è arrivato il momento in cui ho capito che sopravvivere non bastava più. Così ho scelto di cambiare scuola all’ultimo anno, trasferendomi in un altro istituto della stessa città.

Molti mi dissero che era una follia. Che stavo rischiando troppo. Che sapevo ciò che lasciavo ma non ciò che avrei trovato.

Avevano ragione.
Ma avevo ormai compreso una verità semplice, ovvero che nessun rischio può essere più grande del continuare a vivere in un luogo che ogni giorno distrugge la tua dignità.

Quel cambiamento ha rappresentato la mia rinascita.
Per la prima volta ho incontrato insegnanti capaci di ascoltare prima ancora che giudicare. Persone che hanno saputo ricordarmi che la scuola può davvero essere il luogo in cui ogni studente si sente visto, rispettato e valorizzato.

Le cicatrici, tuttavia, rimangono.
Il bullismo non termina quando finiscono gli insulti. Continua nella diffidenza, nella paura di fidarsi, nella difficoltà di costruire nuovi legami. Ti insegna a difenderti anche quando nessuno ti sta attaccando. Ti costringe a vivere dietro una corazza che non hai scelto di indossare.

Ed è questa la sua vittoria più crudele.
Oggi, però, desidero trasformare quel dolore in una responsabilità.

Mi domando quanti ragazzi, proprio mentre state leggendo queste righe, stiano entrando in una classe con lo stesso nodo alla gola che accompagnava ogni mio mattino. Quanti stiano sorridendo soltanto per nascondere le lacrime. Quanti, tornando a casa, fingano che vada tutto bene.

Alle scuole, dunque, voglio rivolgere un appello.
Non limitatevi a commemorare le vittime del bullismo quando è ormai troppo tardi.

Abbiate il coraggio di ascoltare prima che il silenzio diventi disperazione.
Abbiate il coraggio di intervenire prima che uno studente perda la speranza.
Abbiate il coraggio di essere davvero ciò che la scuola promette di essere.

Se oggi riesco a raccontare questa storia è soltanto grazie alla mia famiglia e a chi, quando io non vedevo più alcuna luce, ha continuato a credere in me.

Credevo di essere diventata fragile.
In realtà stavo semplicemente imparando quanto possa essere forte un essere umano quando decide di non lasciare che il dolore abbia l’ultima parola.

Per questo non concludo con un addio, ma con un augurio.
Che nessun ragazzo debba più sentirsi straniero nella propria scuola.
Che nessuno debba più sopravvivere là dove dovrebbe semplicemente imparare a vivere.

Martina Palma

La dolce estate toscana a misura di famiglia


Tra il verde della Costa degli Etruschi e il blu del Mediterraneo, una destinazione dove il relax dei genitori incontra il divertimento dei bambini

La Toscana si conferma una regione molto attenta alle esigenze di chi viaggia con bambini, e Marina di Bibbona è una di quelle località vocate alle vacanze con la famiglia, grazie al suo litorale lambito da acque sicure e incorniciato dalla secolare pineta. Tra parchi avventura, escursioni di ogni tipo, attività balneari e divertimento continuo anche di sera il luogo giusto per godere di tutto questo è il Park Hotel Marinetta, che proprio alle famiglie ha dedicato un’imperdibile offerta che include anche l’accesso in Spa per i bambini, Mini Club ed una baby sitter su richiesta.

La Toscana continua a essere una delle destinazioni italiane più amate dai viaggiatori grazie alla sua capacità di unire arte, cultura, paesaggi e qualità della vita. Negli ultimi anni, inoltre, è cresciuta sempre di più la richiesta di vacanze pensate per le famiglie, con genitori alla ricerca di luoghi capaci di offrire sicurezza, servizi dedicati ai bambini, spazi all’aperto e attività per tutte le età.

In questo scenario, la Costa degli Etruschi rappresenta una delle mete più complete per chi viaggia con i più piccoli: qui il mare incontra la natura, le spiagge sono ampie e facilmente accessibili e il territorio offre numerose occasioni di scoperta tra borghi, parchi e percorsi immersi nel verde. Tra le località più apprezzate dalle famiglie spicca Marina di Bibbona, un angolo della costa toscana dove la bellezza del paesaggio mediterraneo si unisce a un’atmosfera rilassata e autentica. Il suo litorale è caratterizzato da lunghe spiagge di sabbia fine, fondali digradanti e una suggestiva fascia di dune e macchia mediterranea che accompagna il visitatore fino al mare.

Proprio qui si trova il Park Hotel Marinetta, un’oasi pensata per chi desidera vivere una vacanza senza pensieri insieme ai propri bambini. La struttura offre spazi, servizi ed esperienze studiate per rendere il soggiorno delle famiglie piacevole e rilassante fin dal primo momento: dal parcheggio interno alla struttura, ombreggiato e comodo per chi arriva in auto, fino alle numerose attività dedicate a grandi e piccoli.

La vacanza in famiglia al Park Hotel Marinetta significa avere tutto a portata di mano: camere confortevoli, ampi spazi verdi, piscine dedicate, spiaggia privata raggiungibile attraversando la pineta e un programma di animazione pensato per accompagnare i bambini durante tutta la giornata. Il Mini Club, attivo da maggio a settembre e dedicato ai bambini dai 4 ai 12 anni, propone attività, giochi e momenti di socializzazione seguiti da personale qualificato. Una delle novità della stagione è il Mini Club serale fino alle ore 22.00 presso il Caffè del Mare, direttamente sulla spiaggia: un’occasione speciale che permette ai bambini di vivere momenti esclusivi di divertimento in un ambiente dedicato, mentre i genitori possono concedersi una piacevole pausa dopo cena, magari con un cocktail vista mare.

La Costa degli Etruschi offre inoltre numerose opportunità per vivere il territorio in modo attivo e autentico. Dal Park Hotel Marinetta è possibile partire alla scoperta dei paesaggi circostanti con esperienze pensate per tutta la famiglia: dalle uscite in bicicletta accompagnate da una guida, come il percorso che conduce fino a Marina di Cecina attraversando una suggestiva pineta secolare, alle visite nei borghi e nelle cantine del territorio. Anche i genitori possono ritagliarsi momenti dedicati al relax e alla scoperta dei sapori locali: mentre i bambini partecipano alle attività di animazione dell’hotel, è possibile vivere esperienze come una degustazione di vini in una cantina di Bolgheri, una delle zone vitivinicole più celebri della Toscana.

L’entroterra custodisce inoltre borghi suggestivi, paesaggi collinari e aree naturali ideali per chi ama una vacanza attiva. Tra le esperienze più amate dalle famiglie ci sono il Parco Archeominerario di San Silvestro, con il caratteristico viaggio in miniera a bordo del trenino, i percorsi del parco avventura e le visite agli spazi dedicati agli animali. Imperdibile anche il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, un autentico museo a cielo aperto affacciato sul Mar Tirreno, dove scoprire la storia della civiltà etrusca e dell’unica città etrusca costruita direttamente sul mare.

Per vivere tutte queste esperienze con la massima comodità, il Park Hotel Marinetta rappresenta una base strategica per una vacanza in famiglia. La struttura propone un’offerta dedicata ai genitori con bambini, studiata per garantire comfort, servizi e libertà durante tutto il soggiorno. Anche il benessere diventa un’esperienza da condividere in famiglia. La Spa Marinetta Wellness, abitualmente riservata agli adulti nel pomeriggio, offre una speciale apertura dedicata alle famiglie durante la mattina, su prenotazione, permettendo anche ai genitori con bambini di scoprire gli ambienti wellness e concedersi un momento di relax insieme.

Il Pacchetto Famiglia e Spa comprende una serie di attenzioni pensate per rendere la vacanza più semplice: Pernottamento in camera familiare, Parcheggio gratuito interno con postazioni di ricarica per auto elettriche, Comfort in camera con linea cortesia, accappatoio e telo mare per persona, Colazione a buffet con prodotti freschi e locali, Cena a buffet presso il Ristorante Anfora di Baratti con menù dedicato ai bambini, acqua inclusa, WiFi gratuito in camera e negli spazi comuni, Area giochi all’aperto con scivoli e altalene, Piscina Funny riscaldata dedicata alle famiglie, Piscina Relax riservata agli adulti, Accesso alla spiaggia privata con 1 ombrellone e 2 lettini riservati, Accesso alla palestra attrezzata, Ingresso Spa (con apertura speciale per famiglie la mattina su prenotazione) con dotazione di accappatoio e ciabattine, Servizi per neonati e bambini in camera (vaschetta per il bagnetto, riduttore wc o vasino, scalda biberon, mangia pannolini, posateria e salviette), Mini Club, Servizio babysitting su richiesta.

Prezzo in camera comfort quadrupla (2 adulti e 2 bambini) con balcone a notte a partire da 547,00 Euro

Marina di Bibbona si conferma così una destinazione capace di mettere d’accordo tutti: bambini felici, genitori rilassati e una Toscana tutta da scoprire tra mare, natura, cultura e sapori autentici.

HIP – Horeca Professional Expo è alla ricerca dei progetti più innovativi che stanno ridefinendo il settore della ristorazione e dell’ospitalità

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Innovazione, sostenibilità e nuovi modelli di business stanno contribuendo alla trasformazione del settore Ho.Re.Ca. In questo contesto, assumono crescente rilevanza strategie aziendali, soluzioni tecnologiche e approcci orientati all’esperienza del cliente.

Con questa finalità, HIP – Horeca Professional Expo ha aperto la Call for Awards degli Horeca New Business Models Awards, il riconoscimento dedicato all’innovazione nel settore Ho.Re.Ca., che si svolgerà nell’ambito della manifestazione in programma dal 19 al 21 ottobre a BolognaFiere. I premi valorizzeranno aziende, professionisti e operatori del settore Ho.Re.Ca. che, attraverso progetti e iniziative innovative, stanno contribuendo all’evoluzione dell’hotellerie, della ristorazione, del foodservice e delle esperienze di accoglienza, sia in Italia sia a livello internazionale. Gli interessati potranno presentare la propria candidatura entro il 1° settembre 2026.

Le candidature saranno suddivise in sei categorie:

Technology Innovation: soluzioni digitali e tecnologiche per il settore Ho.Re.Ca., con particolare riferimento alla gestione operativa, all’efficienza aziendale, al marketing e all’esperienza del cliente.
Product Innovation: prodotti e servizi nei settori Food & Beverage, attrezzature, design experience e soluzioni per il delivery.
Design & Experience: progetti di architettura e interior design applicati agli spazi dell’ospitalità.
People, Product, Planet: modelli e iniziative orientati alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica nel settore hospitality.
Business Development: strategie e modelli di sviluppo per il settore hospitality e ristorazione, nei canali fisici e digitali.
New Business Models: nuovi concept e modelli operativi nel settore hospitality e ristorazione.

Gli Horeca New Business Models Awards nascono con l’intento di presentare ai professionisti le iniziative e i progetti che stanno già segnando un punto di svolta per il settore“, dichiara Manuel Bueno, direttore di HIP Italia. “Per questa ragione siamo alla ricerca di protagonisti del settore che desiderino condividere esperienze concrete, strategie pionieristiche e casi di successo capaci di generare valore per le imprese.”

Gli Horeca New Business Models Awards costituiranno un momento centrale di HIP Italia: i vincitori avranno visibilità all’interno dell’evento e la possibilità di presentare i propri progetti a professionisti del settore, investitori e operatori del mercato. I finalisti saranno comunicati a partire dal 2 settembre 2026, mentre la cerimonia di premiazione è prevista per il 20 ottobre 2026 proprio durante HIP Italia.

Oltre al momento delle premiazioni, HIP Italia ospiterà più di 10.000 professionisti e oltre 300 aziende espositrici, posizionandosi come il nuovo punto di incontro per l’evoluzione, l’aggiornamento e il business dell’ospitalità in Italia.