A Matera, una grotta custodisce uno straordinario ciclo di affreschi dellโVIII-IX secolo, tra i piรน importanti esempi di pittura rupestre altomedievale dellโItalia meridionale
Ci sono opere dโarte che si ammirano e luoghi che, invece, sembrano riportare indietro nel tempo. La Cripta del Peccato Originale appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nascosta nella roccia lungo la Gravina di Picciano, nel territorio di Matera, รจ una chiesa rupestre di fondazione benedettina di epoca longobarda che custodisce uno straordinario ciclo di affreschi datato tra lโVIII e il IX secolo. Un patrimonio tanto particolare da essere conosciuto come la โCappella Sistina del rupestreโ. E da Tursi, soggiornando a Casa da Carmine, un accogliente e suggestivo b&b, si puรฒ partire alla scoperta di una Basilicata autentica e sorprendente, tra borghi arroccati, paesaggi incontaminati e testimonianze dโarte e di storia, lontano dai percorsi piรน battuti.
Il fascino della Cripta non dipende soltanto dallโantichitร delle pitture, ma dalla loro capacitร di trasformare la roccia in un vero e proprio racconto per immagini. Sulla parete di fondo si sviluppa il ciclo dedicato alla Creazione e al Peccato Originale, mentre in tre nicchie della parete sinistra sono rappresentate le triarchie degli Apostoli, della Vergine Regina e degli Arcangeli. Le scene, accompagnate da iscrizioni in latino e impreziosite da raffinati motivi floreali, restituiscono ancora oggi la ricchezza di un linguaggio artistico e spirituale sviluppatosi oltre mille anni fa.
Un dettaglio della Cripta del Peccato Originale aggiunge un ulteriore elemento di curiositร alla visita: il frutto della Tentazione รจ raffigurato come un fico, non come la tradizionale mela. Una scelta tuttโaltro che casuale e che affonda le proprie radici nella tradizione iconografica cristiana piรน antica. La Genesi, infatti, non identifica quale fosse il frutto dellโAlbero della Conoscenza: racconta soltanto che Adamo ed Eva, dopo averne mangiato, si accorsero di essere nudi e utilizzarono foglie di fico per coprirsi. Nellโarte paleocristiana e medievale il fico compare cosรฌ in diverse rappresentazioni della Caduta, prima che la mela si affermasse progressivamente nella tradizione occidentale. La Cripta conserva dunque anche una preziosa testimonianza di questo antico modo di rappresentare il racconto biblico: un particolare apparentemente minimo, ma capace di aprire una finestra sulla storia dellโarte e sullโevoluzione dellโiconografia del Peccato Originale.
La vera eccezionalitร della Cripta sta proprio nella struttura unitaria e narrativa del ciclo pittorico: mentre nelle chiese rupestri dellโarea materana sono rare le composizioni capaci di sviluppare un racconto continuo, qui le immagini costruiscono una vera narrazione della Genesi, articolata in piรน episodi. ร questa peculiaritร , insieme allโepoca e alla qualitร degli affreschi, a fare della Cripta un unicum nellโambito della pittura altomedievale in Basilicata. Realizzato tra lโVIII e il IX secolo da un artista anonimo, identificato convenzionalmente come il โPittore dei Fiori di Materaโ, il ciclo rappresenta una straordinaria testimonianza dellโarte benedettina-beneventana e una delle piรน significative espressioni della pittura rupestre altomedievale del Mezzogiorno.
La roccia non รจ semplicemente il supporto sul quale รจ stata dipinta lโopera ma รจ parte integrante dellโesperienza. Lโambiente naturale della grotta e il ciclo pittorico convivono in un unico spazio, creando una dimensione raccolta e quasi sospesa, molto diversa da quella di un tradizionale edificio di culto. Il racconto della Genesi diventa cosรฌ anche un viaggio nella cultura e nella sensibilitร dellโAlto Medioevo: Dio Creatore, la nascita della luce, Adamo ed Eva e il Peccato Originale prendono forma sulle pareti di un luogo che per secoli รจ rimasto lontano dagli occhi dei visitatori.
Il lavoro ha richiesto un monitoraggio bioclimatico durato un anno, indagini geologiche e geotecniche, studi sul biodeterioramento e una completa mappatura del degrado del ciclo pittorico. Particolare attenzione รจ stata dedicata alla colonizzazione biologica che ricopriva gli affreschi e alla scelta dei trattamenti piรน appropriati per eliminarla senza compromettere le delicate superfici pittoriche.
La storia della Cripta ha anche un capitolo sorprendente. Dopo lโabbandono da parte dei monaci, la cavitร venne utilizzata nel corso dei secoli dai pastori, anche come ricovero per gli animali. Fu soltanto il 1ยฐ maggio 1963 che i soci del Circolo La Scaletta di Matera riportarono alla luce la chiesa rupestre e il suo straordinario patrimonio pittorico. Da quel momento รจ iniziato un lungo percorso di recupero e conservazione. Nel 2001 la Fondazione Zรฉtema di Matera, con la consulenza dellโIstituto Centrale del Restauro, ha avviato un progetto di recupero integrale che ha coinvolto non soltanto gli affreschi, ma lโintero ambiente della grotta.
E proprio il tema della pittura sacra diventa un fil rouge che accompagna il viaggio fino a Tursi e alla vicina Anglona, dove la chiesa di Santa Maria conserva un importante ciclo di affreschi medievali. Qui, tra scene della vita di Cristo, della Vergine e figure di santi, la pittura torna a raccontare la fede attraverso le immagini, creando un ideale dialogo con gli affreschi della Cripta. Due luoghi diversi per epoca, linguaggio e contesto, ma accomunati dalla capacitร della pittura di trasformare lo spazio sacro in una narrazione visiva. Un patrimonio che permette cosรฌ di seguire, attraverso le immagini, un lungo filo della storia artistica e spirituale di questo angolo di Basilicata. Un itinerario alla scoperta di un territorio lontano dai percorsi piรน consueti, con Casa da Carmine come punto di partenza. Il B&B offre infatti la possibilitร di soggiornare a Tursi e di trasformare la visita alla Cripta in unโesperienza piรน ampia, alla scoperta della storia, del paesaggio e della cultura lucana.
A Tursi il primo appuntamento รจ con la Rabatana, il nucleo piรน antico del paese, circondato da profondi burroni e segnato dalle diverse culture che hanno attraversato il territorio. La presenza saracena ha lasciato tracce nella storia e nellโarchitettura del borgo, mentre la Rabatana รจ diventata anche una delle principali fonti dโispirazione del poeta Albino Pierro.
Il filo conduttore di questo viaggio รจ proprio la roccia, elemento che accomuna la Cripta e Tursi: nella prima diventa lo spazio nel quale, piรน di mille anni fa, un artista anonimo ha raccontato per immagini la Genesi; nella seconda sostiene il borgo antico, i suoi vicoli e i suoi paesaggi scavati dai burroni.
ร un itinerario che invita a rallentare e a guardare la Basilicata attraverso ciรฒ che spesso rimane nascosto: una grotta trasformata in luogo di culto, affreschi sopravvissuti nei secoli, un borgo arroccato, un santuario medievale e un paesaggio che conserva ancora una forte identitร . La Cripta del Peccato Originale ne รจ il simbolo piรน sorprendente: un patrimonio fragile e prezioso, riscoperto dopo secoli e oggi nuovamente accessibile, nel quale arte, storia e natura si incontrano in una forma difficilmente replicabile.
Per questo la visita รจ lโincontro con un luogo nel quale la roccia รจ diventata tela e la storia รจ diventata immagine, lasciando fino a noi la voce di un mondo lontano piรน di mille anni.