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Matteo Garrone a Schermi di Piombo

Arriva Matteo Garrone sul palcoscenico della memoria di “Schermi di Piombo”, il cinema che racconta la storia d’Italia.  A Roma il 7 luglio, ingresso gratuito all’Eur Social Park.

Per la rassegna “Schermi di Piombo. Ombre e poteri: l’Italia dietro le quinte” arriva Matteo Garrone, pluripremiato regista che con le sue opere ha lasciato un segno profondo nel panorama del cinema italiano contemporaneo. 

Garrone sarà protagonista di un talk dedicato al film “Gomorra”, che è stato co-scritto e diretto proprio da lui, sul palco insieme al regista ci saranno anche l’attrice Chiara Francini e il giornalista Federico Lobuono prima di assistere alla proiezione del film. 

L’appuntamento è in programma 7 luglio alle ore 20.00 e rappresenta uno dei momenti più attesi della rassegna, che prosegue il suo percorso di approfondimento sugli anni Novanta e Duemila, decenni cruciali in cui si sono ridefinite le dinamiche del potere, della corruzione e della coscienza collettiva. 

Ideata da Leonardo Scuderi, che ne cura la direzione artistica, e realizzata in collaborazione con la giornalista d’inchiesta Angela Camuso, la rassegna torna dopo il grande successo della scorsa edizione, dedicata agli anni Settanta e Ottanta.

Con il patrocinio di Roma Capitale, in collaborazione con Eur S.p.A. e con il media partner Eur District, “Schermi di Piombo” continua a registrare un’ottima partecipazione di pubblico, che ogni martedì affolla la platea dell’Eur Social Park. 

Grande attesa anche per il prossimo appuntamento in programma martedì 14 luglio, con la proiezione di “Suburra”, altro titolo simbolo del racconto cinematografico del potere, della criminalità e delle trasformazioni dell’Italia contemporanea. 

INFORMAZIONI UTILI

Eur Social Park – Ingresso da Viale di Val Fiorita (c/o stazione Eur Magliana), Roma. 

Modalità: ingresso gratuito fino a esaurimento posti. 

Info: www.eursocialpark.it

Successo per il Circuito dei Castelli del CVSP, tra gioielli a quattro ruote e location da favola

6 luglio 2026 – Una giornata caldissima e le ferie già iniziate, almeno per qualcuno. Ma al cuore non si comanda e un nutrito gruppo di appassionati ha risposto con entusiasmo al tradizionale evento Circuito dei Castelli organizzato dall’ASD Club Veicoli Storici Piacenza con il patrocinio del Comune di Gossolengo. Dalle prime ore della mattina, Piazza Roma a Gossolengo ha ospitato un’esposizione di veri e propri gioielli a quattro ruote: circa quaranta vetture di ogni epoca e stile hanno impreziosito il salotto della cittadina, all’ombra del Municipio.

Un appuntamento al quale nemmeno il sindaco Andrea Balestrieri ha voluto rinunciare. Il primo cittadino non ha mai fatto mancare il proprio supporto al CVSP, garantendo da sempre sostegno e collaborazione: anche per questo motivo, in segno di gratitudine, il club ha voluto donare al primo cittadino un pregiato volume dedicato alla storica casa automobilistica Maserati, rappresentata all’evento da una grintosissima GranSport V8. Ad affiancare la portabandiera del Tridente altre autentiche pietre miliari dell’automotive italiano: tra queste, solo per citarne alcune, le mitiche Lancia Aurelia e Lancia Gamma, l’iconica Fiat Multipla del ’58, la leggendaria Balilla. Senza contare l’affascinante Alfa Romeo Montreal e l’inconfondibile Alfa Romeo Spider “Duetto”. Ma non solo tributi all’Italia: immancabili le Mercedes e le Porsche del passato, SLK e Carrera in prima linea.

Alle 10 in punto, poi, la partenza del tour: da Gossolengo a Gragnano, passando per Borgonovo, Castel San Giovanni, fino a Chignolo Po, in provincia di Pavia, per una visita guidata al maestoso castello del paese. Le vetture ordinatamente disposte al cospetto del maniero, all’interno del parco, hanno offerto un colpo d’occhio unico: non a caso, numerosi visitatori e passanti hanno ceduto al fascino dei motori di una volta e hanno colto la palla al balzo per ammirare questi pezzi unici di storia. Infine, ritorno a Borgonovo per il pranzo in compagnia al Ristorante 412.

Una sessantina gli iscritti, come sempre provenienti anche da altre province come Parma, Genova, Milano: gli eventi organizzati dal CVSP si confermano decisamente attrattivi proprio perché in grado di offrire giornate indimenticabili tra buona compagnia, ottima cucina e location decisamente entusiasmanti. Il tutto garantendo una preziosa vetrina per il nostro territorio. Insomma, l’ennesimo successo firmato ASD Club Veicoli Storici Piacenza.

“Una splendida giornata. La visita guidata al castello è stata molto apprezzata: un monumento importante, enorme e imponente. Siamo rimasti davvero a bocca aperta”, spiegano i membri del club. “I partecipanti sono rimasti soddisfatti anche del pranzo: ringraziamo sia i titolari del castello di Chignolo Po, sia i gestori del Ristorante 412: hanno sinceramente arricchito la nostra giornata”.

“Teniamo a ringraziare anche il sindaco Andrea Balestrieri, una persona squisita e da sempre molto disponibile con il nostro club. Siamo felici di averlo omaggiato con un libro dedicato a Maserati e siamo felici che abbia apprezzato questo nostro presente”.

Prossimo appuntamento il 25 luglio per la grande Grigliata. Partenza da Quarto di Gossolengo e destinazione Perino per una giornata in compagnia che promette di essere davvero indimenticabile.

Benevento e l’Irpinia, due territori che esprimono una straordinaria sintesi tra cultura, paesaggi e tradizioni produttive

Il progetto Exempla – Il saper fare campano è un format ideato dalla Regione Campania per promuovere e valorizzare l’artigianato artistico, l’identità culturale del fare e le eccellenze produttive del territorio. Curato dall’Agenzia Campania Turismo, prevede itinerari tematici provinciali ed esposizioni collegate al FUNT (Fondo Unico Nazionale per il Turismo ) che sostiene direttamente la promozione, l’accessibilità e la competitività dell’intera regione, con l’intento di favorire la creazione di nuove proposte di turismo esperienziale e sostenere la promozione integrata dei territori campani. Cinque itinerari culturali che attraversano territori, comunità e identità che trasformano l’artigianato in racconto culturale e chiave di lettura della regione  in cui il patrimonio artigianale consente l’accesso ai luoghi. Botteghe come spazi di conoscenza, artigiani interpreti di una tradizione in continua evoluzione, itinerari come occasione di incontro con l’identità più autentica della regione Campania, in una geografia culturale che attraversa la costa, le aree interne e i paesaggi rurali, luoghi e produzioni d’eccellenza. Tra le pietre miliari del percorso emergono Benevento e l’Irpinia. Il viaggio a Benevento assume i contorni di un racconto che intreccia storia, leggenda e manifattura. Il percorso dedicato a “Ceramica e liquori tra storia e leggenda” accompagna il visitatore alla scoperta di una centro in cui la dimensione narrativa si lega profondamente all’identità culturale. Nella città sannita una piccola perla invita gli ospiti a vivere un percorso dove il cibo diventa occasione di condivisione e scoperta.

Sapori di Corte il salotto del gusto Beneventano: dove la cucina si fa confidenziale

Nel centro storico di Benevento, quasi nascosta nelle stradine antiche, vi è la più piccola osteria della città sannita: Sapori di Corte, che  si distingue per una proposta culinaria che affonda le radici nella tradizione campana e sannita. A pochi metri dal conservatorio di musica Nicola Sala e dalla chiesa di Santa Sofia, patrimonio dell’umanità UNESCO. Ogni piatto nasce dall’equilibrio tra ricette tramandate nel tempo e una presentazione curata, senza mai perdere il legame con i sapori autentici del territorio. Lorenzo Tufo, utilizza nelle sue ricette di qualità prodotti stagionali e del territorio, un giovane chef che valorizza la tradizione sannita con la sua cucina che racconta una Benevento autentica. Questa attenzione permette di valorizzare le eccellenze locali e di proporre una cucina che segue il ritmo naturale delle stagioni. Ogni preparazione nasce dall’idea che semplicità e qualità possano convivere, lasciando parlare il sapore degli ingredienti senza eccessive elaborazioni. L’atmosfera dell’osteria invita gli ospiti a vivere un percorso fatto di giovialità, dove il cibo diventa occasione di condivisione e scoperta. Lorenzo così presenta la sua perla del gusto: ≪L’osteria  ha compiuto 10 anni e siamo felici di aver tagliato questo piccolo traguardo. Cerchiamo di sintetizzare la cucina sannita con i nostri prodotti del territorio e li completiamo con la proposta reinterpretata di baccalà che appartiene alla tradizione campana. Cerchiamo di valorizzare il meglio dei prodotti sanniti che consentono una grande scelta fra formaggi, salumi e ottime carni del territorio. E, come dico sempre,  non è un’eresia saltare da un piatto di terra a uno di baccalà, una cucina che si sposa e si può godere in tutte le sue sfaccettature. Siamo la più piccola osteria di Benevento, con venti posti, se ci stringiamo riusciamo a mettere qualche posticino in più. Nasciamo proprio nel cuore del centro storico, a poca distanza dall’Arco di Traiano≫. Benevento è una città in evoluzione, tra due anni saranno terminati i lavori di  riqualificazione urbana e verranno rinnovati gli spazi pubblici per migliorarne la vivibilità e l’estetica, si avrà una città trasformata, nel frattempo una passeggiata a Benevento va fatta. ≪ Noi vogliamo essere pronti per quando ci sarà la nuova Benevento – continua Lorenzo –  la aspettiamo da sempre. Benevento è una città storicamente millenaria che vogliamo far visitare, non ci dimentichiamo che è  caratterizzata dalla leggenda delle streghe, da cui trae il suo fascino. La città deve avere solo i giusti spazi, le giuste attrazioni per le persone e penso che è una città che può dare tanto dal punto di vista turistico≫. Il ristorante è piccolo ma con clienti famosi come Clementino che è un amico di Benevento perché ha la mamma beneventana. ≪Abbiamo tanti ospiti speciali, che ci fa piacere quando ci vengono a trovare. Riconoscono il nostro locale come un locale intimo, dove poter  trascorrere una giornata in serenità ≫ precisa Lorenzo Tufo.  Da imprenditore ha deciso di rimanere e non andare via come tanti altri: ≪ Ho avuto le mie esperienze fuori, la semplicità che può offrire una città come Benevento, può essere fatta vivere anche in altre situazioni. Oggi la mia base è questa, abbiamo deciso di restare, di puntare sul territorio, anche in maniera testarda. Oggi si crede di trovare fortuna fuori da casa propria, ma  in verità ritengo che l’impegno, la dedizione, la costanza,  premiano sempre≫. Autenticità, dedizione e qualità possano ancora fare la differenza nel mondo della ristorazione che evolve continuamente, ma i valori che guidano Lorenzo Tufo rimangono gli stessi: rispetto della tradizione, ricerca della qualità e desiderio di migliorarsi ogni giorno. L’obiettivo è continuare a promuovere la cultura gastronomica beneventana, offrendo una cucina capace di emozionare sia chi visita il territorio per la prima volta sia chi vi ritorna alla ricerca dei sapori di casa.

Il viaggio continua, l’itinerario di  Exempla costruisce un racconto che va  oltre la valorizzazione delle eccellenze produttive. Ceramica, Liquore Strega, maioliche e paesaggi diventano elementi di una narrazione più ampia, dove patrimonio materiale e immateriale contribuiscono a definire il volto di una Campania ricca di storia, creatività e identità.

L’Alchimia del Sannio: viaggio nello stabilimento del Liquore Strega dove il tempo profuma di erbe e la formula segreta  Alberti incontra il mito delle Janare

Le janare, sacerdotesse di Diana, come vengono chiamate le streghe di Benevento,  celebravano i loro riti legati alla terra intorno al leggendario Noce di Benevento, raccogliendo erbe spontanee nelle notti di luna piena per farne unguenti e pozioni. L’alchimia degli Alberti, produttori del liquore Strega, riproduce in chiave scientifica quel legame viscerale con la flora e i segreti della natura. Il mito più celebre delle streghe beneventane è quello del filtro d’amore, un legame eterno per chiunque lo bevesse. Una tappa della visita di Benevento è dedicata alla scoperta del celebre Liquore Strega, uno dei prodotti simbolo della città e del nostro Paese. L’impegno costante verso l’innovazione e la qualità ha permesso a Strega Alberti di conquistare una posizione di prestigio sul mercato internazionale, diventando un simbolo dell’eccellenza italiana. Conosciuto ovunque è fra i liquori più imitati, il museo aziendale custodisce oltre 400 bottiglie contraffatte provenienti da tutto il mondo, raccolte per raccontare la storia e il fascino dell’inimitabile liquore alle erbe. Etichette dai nomi assonanti, bottiglie che cercano di copiare il design originale e liquidi colorati artificialmente testimoniano quanto il marchio campano sia diventato, nei decenni, un simbolo globale del Made in Italy. Fondato nel 1860, lo stabilimento Alberti produce il liquore utilizzando una miscela segreta custodita in cassaforte ideata da Carmine Vincenzo Alberti, l’attuale Presidente e Amministratore Delegato di Strega Alberti Benevento S.p.A. è l’ingegnere Giuseppe D’Avino, che – da vero appassionato della storia della sua famiglia –  alcune volte accompagna i gruppi a visitare lo stabilimento. Sono circa 75  le erbe e spezie della ricetta provenienti da tutto il mondo: la menta del Sannio, la cannella di Ceylon, l’iride fiorentino, il ginepro e, soprattutto, i preziosi stimmi di zafferano, ed è proprio quest’ultimo a donare al liquore quel caratteristico colore giallo oro che risplende nelle iconiche bottiglie. Questa spezia solare trasforma il liquido in un oro brillante e magnetico, catturando l’occhio del bevitore proprio come un antico sortilegio visivo. Le proporzioni esatte e la manipolazione delle spezie restano un segreto tramandato di generazione in generazione. La magia delle Janare si basava  su formule segrete, tramandate solo a poche iniziate. Allo stesso modo, la formula del liquore è un segreto industriale gelosamente custodito. La visita allo stabilimento comprende: la storia della famiglia Alberti; il processo di infusione delle erbe aromatiche; la produzione del Liquore Strega; il ruolo del marchio nella storia industriale beneventana. Si potranno vedere gli antichi alambicchi di rame e il moderno rituale di trasformazione. Il prezioso liquore viene messo a riposo nei tini di rovere dove si compie la classica trasmutazione alchemica da elemento grezzo a quintessenza liquida. Il percorso della visita include anche le specialità dolciarie, come il torrone allo Strega, nato nel Secondo Dopoguerra. Lo stabilimento di Benevento non è solo un luogo di produzione, ma un vero e proprio epicentro culturale. Camminando tra i corridoi e le sale storiche si respira l’eco del Premio Strega, il riconoscimento letterario più prestigioso d’Italia nato nel 1947 per volontà di Guido Alberti e degli intellettuali Maria e Goffredo Bellonci. Nelle sale sono esposti i manifesti storici d’autore, firmati da maestri come il futurista Fortunato Depero che interpreta visivamente questa unione tra magia e modernità e che ha trasformato il mito esoterico delle Janare in un’icona geometrica, moderna e meccanica.

Harry di Prisco

Fiumicino. Porto: Baccini, “La sentenza del TAR sarà valutata con attenzione”

Dopo la decisione del Tribunale amministrativo che ha annullato la Valutazione di Impatto Ambientale, il sindaco invita ad attendere gli sviluppi e conferma che il Comune analizzerà le motivazioni della sentenza.

Dopo la sentenza del TAR del Lazio che ha annullato il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativo al progetto del porto turistico di Fiumicino, arriva anche la posizione ufficiale del sindaco Mario Baccini. Le dichiarazioni del primo cittadino si aggiungono alle reazioni delle associazioni di categoria, dei comitati e della vicesindaca già riportate nell’approfondimento pubblicato dal Giornale del Lazio.

«Prendiamo atto della sentenza del TAR, che analizzeremo con attenzione insieme ai nostri uffici legali per comprenderne appieno le motivazioni e, come sempre, sarà la legge a orientare ogni successiva valutazione dell’Amministrazione», afferma il sindaco.

Baccini definisce il porto turistico-crocieristico «una delle questioni più importanti e complesse per il futuro di Fiumicino», sottolineando come un’opera di questa portata debba essere affrontata con responsabilità, trasparenza e con un equilibrio tra sviluppo, sostenibilità ambientale e interesse pubblico.

Nel suo intervento il sindaco richiama anche il percorso amministrativo che ha accompagnato il progetto negli anni, ricordando che il confronto sul porto coinvolge amministrazioni diverse e si è sviluppato nel tempo. Tra i passaggi citati vi è anche la richiesta avanzata dall’allora sindaco Esterino Montino al sindaco di Roma Roberto Gualtieri affinché l’opera fosse inserita tra gli interventi legati al Giubileo.

Il primo cittadino rivolge inoltre un riferimento alle associazioni e ai comitati che da anni seguono l’evoluzione del progetto. Pur richiamando quanto evidenziato nella sentenza in merito alla posizione di alcuni soggetti ricorrenti, Baccini ribadisce che il confronto con le realtà associative rappresenta un valore quando è orientato all’interesse generale e al dialogo costruttivo.

«Le opinioni possono essere diverse, ma il dialogo merita sempre interlocutori credibili, riconosciuti dalla legge e radicati nel territorio che rappresentano», aggiunge il sindaco.

In conclusione, Baccini invita ad attendere i prossimi passaggi del procedimento. «Nel rispetto della sentenza del TAR, seguiranno le valutazioni degli organi competenti e l’eventuale evoluzione del contenzioso nei successivi gradi di giudizio. Sarà quindi necessario attendere anche gli sviluppi futuri prima di trarre conclusioni definitive».

La vicenda del porto turistico resta dunque aperta. Dopo la pronuncia del TAR, saranno le eventuali iniziative delle parti coinvolte e gli sviluppi dell’iter amministrativo e giudiziario a delineare i prossimi scenari per un’infrastruttura che continua a rappresentare uno dei temi più rilevanti per il futuro del territorio di Fiumicino.

Grande successo per Full Out della Fabbrica del Movimento

Lo spettacolo ideato da Giulia Perrera e realizzato dalla Scuola di Danza “La Fabbrica del Movimento”, trasforma la Villa Comunale di Frosinone in un grande palcoscenico dedicato alla musica, alla danza e alla crescita dei giovani talenti del territorio

Oltre 1.500 spettatori e circa 90 artisti coinvolti in una serata che ha unito danza, musica dal vivo ed emozioni in uno spettacolo capace di coinvolgere il pubblico di tutte le età. Si è concluso con un grande successo lo spettacolo dal vivo Full Out – A Live Dance Show, l’evento organizzato da La Fabbrica del Movimento, andato in scena il 29 giugno nella Villa Comunale di Frosinone. È stato il quarto evento dal vivo organizzato da questa ambiziosa scuola di danza, polo di riferimento del territorio. Sul palco si sono alternati circa 80 allievi della scuola, 10 ballerini di tango e 4 professionisti della danza, dando vita a uno spettacolo ispirato ai grandi successi musicali degli anni ’70, ’80 e ’90, impreziosito dall’esibizione di una band dal vivo e da scenografie immersive che hanno trasformato la serata in un vero viaggio tra musica, spettacolo e movimento. Ad aprire l’evento è stato un messaggio di Giulia Perrera, founder e direttrice artistica de La Fabbrica del Movimento, che sintetizza l’identità stessa del progetto: “Full Out” nel linguaggio della danza, significa dare tutto, salire sul palco senza trattenere nulla, mettendo il cuore ancora prima della tecnica. Un concetto che rappresenta dunque il percorso affrontato dagli allievi durante i mesi di preparazione di questo spettacolo, è diventato il filo conduttore della serata stessa. Tra le autorità presenti anche il consigliere di amministrazione di Sport e Salute Fabio Caiazzo, insieme ad alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Frosinone, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un’iniziativa che negli anni è diventata un punto di riferimento per il territorio.

Questo non è solo un saggio, quello che La Fabbrica del Movimento ha creato è un vero spettacolo. Una contaminazione di cultura, arte, benessere e soprattutto socializzazione. L’arte, la musica e lo spettacolo hanno una funzione dal punto di vista terapeutico, riabilitativo e soprattutto psichico: questo perché lo sport è vero benessere” – Fabio Caiazzo, Responsabile Nazionale del Dipartimento Sport Lega per Salvini Premier e membro del C.d.A. di Sport e Salute.

L’evento, che aveva il Patrocinio del Comune di Frosinone, è stato realizzato anche grazie al sostegno degli sponsor e dei partner che hanno creduto fortemente nel progetto: Lion Gas & Power e Hangar 107 in qualità di Gold sponsor; Conad Frosinone di Via TiburtinaBanca Popolare del FrusinateParty & GoSfizi e DelizieSama CafèLa Sorgente del BenessereAgenzia Marcoccia e Nonna Luisa come Silver sponsor; Brandtopia in qualità di media partner dell’iniziativa.

Full Out rappresenta oggi l’espressione più evidente della crescita de La Fabbrica del Movimento, scuola fondata e diretta dalla ballerina professionista Giulia Perrera, fondata quattro anni fa con l’obiettivo di offrire un percorso formativo capace di coniugare qualità tecnica, crescita personale e valorizzazione dei giovani talenti della provincia di Frosinone. Oggi la realtà conta oltre 120 iscritti, propone cinque discipline e accompagna i propri allievi anche verso concorsi nazionali, produzioni televisive e importanti esperienze artistiche.

Quando ho aperto La Fabbrica del Movimento, quattro anni fa, avevo un sogno molto chiaro: creare un luogo in cui la danza fosse molto più di una disciplina, un luogo capace di formare artisti ma soprattutto persone” – queste le parole di Giulia Perrera, founder e direttrice artistica de La Fabbrica del Movimento – “Oggi, guardando questo spettacolo, provo un’immensa emozione e un grande senso di responsabilità. Vedere così tante allieve e allievi condividere il palco, crescere, credere in sé stessi e vivere la danza con passione è il risultato di un lavoro costruito giorno dopo giorno, con impegno, costanza, sacrificio e tanto amore. Full Out non è semplicemente uno spettacolo: è il simbolo di un percorso, di una famiglia che ogni anno cresce, si mette in gioco e sceglie di inseguire i propri sogni senza paura. Dietro ogni coreografia ci sono ore di studio, prove, sorrisi, emozioni e anche difficoltà superate insieme. Sono profondamente orgogliosa di ciò che siamo riusciti a costruire in così poco tempo. Non considero questo un punto di arrivo, ma l’inizio di un progetto che guarda sempre più lontano, con l’obiettivo di offrire ai nostri ragazzi opportunità concrete, esperienze importanti e una formazione di alto livello. Se oggi La Fabbrica del Movimento è diventata una realtà riconosciuta sul territorio, è perché ogni giorno scegliamo di lavorare con professionalità, autenticità e il desiderio sincero di lasciare qualcosa di bello nella vita delle persone. Ed è questo che continueremo a fare, con la stessa passione del primo giorno”.

La serata è stata anche l’occasione per annunciare due importanti traguardi raggiunti dagli allievi della scuola. A luglio alcune giovani danzatrici prenderanno parte al nuovo talent-reality show Dance Arena, una produzione televisiva della Rai dedicato al mondo della danza, in onda da ottobre 2026 su Rai 5 e disponibile in streaming su RaiPlay, mentre a novembre altre atlete, dopo aver conquistato la qualificazione diretta, rappresenteranno La Fabbrica del Movimento ai Campionati del Mondo di danza a Montecatini Terme. Due traguardi che confermano la qualità del percorso formativo costruito dalla scuola e la sua capacità di offrire concrete opportunità di crescita ai giovani talenti.

Negli ultimi quattro anni la crescita dello spettacolo di fine anno de La Fabbrica Del Movimento è stata costante: dagli oltre 400 spettatori della prima edizione del 2023 dal titolo “Attraverso il cappello”, si è arrivati ai più di 1.500 dell’edizione 2026, con un numero di allievi coinvolti passato da 18 a oltre 80. Un’evoluzione che racconta il consolidamento di un progetto ormai riconosciuto come uno degli appuntamenti dedicati alla danza più partecipati del territorio frusinate.

Arcipelago Toscano, un paradiso tutto da esplorare


Un itinerario traisole, baie cristalline, sentieri panoramici e paesaggi che raccontano l’anima più autentica del Mediterraneo

Affacciato sul tratto più suggestivo della Costa Maremmana, il The Sense Experience Resort 5*L propone ai propri ospiti un modo autentico e coinvolgente di vivere il territorio, andando oltre il soggiorno e trasformando ogni vacanza in un percorso di scoperta. La bellezza della Maremma, con i suoi paesaggi ancora intatti, la macchia mediterranea, le spiagge dorate e l’atmosfera selvaggia e autentica, fa da cornice a un’esperienza capace di unire relax e meraviglia. Tra le attività più apprezzate della stagione spicca il Cala Violina Boat, un’escursione in barca che conduce alla scoperta delle meraviglie dell’Arcipelago Toscano, tra acque cristalline, baie nascoste e scenari naturali di straordinaria bellezza.

Il mare della Toscana custodisce un patrimonio naturalistico unico, fatto di isole, promontori, fondali trasparenti e paesaggi che raccontano secoli di storia e tradizioni marinare. Qui la Maremma si mostra in tutta la sua bellezza più autentica: una terra selvaggia e luminosa, dove la macchia mediterranea profuma di mirto, ginepro e rosmarino, e dove la costa alterna spiagge dorate, scogliere modellate dal vento e calette nascoste che sembrano sospese nel tempo. Le acque, limpide e cangianti, riflettono i colori del cielo e regalano scorci di rara intensità, soprattutto al tramonto, quando il profilo delle isole si staglia all’orizzonte in un’atmosfera quasi surreale. Per partire alla scoperta di questo straordinario angolo di Mediterraneo, è possibile organizzare un’escursione in barca con Cala Violina Boat, che accompagna gli ospiti tra le meraviglie dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d’Europa. Un’area protetta che comprende sette isole principali e numerosi isolotti, custode di ecosistemi preziosi e paesaggi di rara bellezza.

L’esperienza prende il via dal porto di Follonica a bordo del Gozzo Dani 9.3, un’elegante imbarcazione pensata per accogliere fino a sei persone in un’atmosfera intima e rilassata. La giornata si svolge tra il comfort della barca e la bellezza del Mar Tirreno, con la possibilità di lasciarsi avvolgere dalle acque cristalline e di ammirare da vicino le meraviglie delle isole, in un itinerario all’insegna del relax e della scoperta.

La prima protagonista della navigazione è l’Isola di Cerboli, un piccolo isolotto granitico situato tra Piombino e l’Isola d’Elba. Selvaggia e disabitata, Cerboli rappresenta uno degli angoli più autentici e incontaminati del Tirreno, le sue coste rocciose si immergono in acque trasparenti dalle intense sfumature turchesi, mentre la vegetazione mediterranea contribuisce a creare un paesaggio di rara suggestione. Qui il mare raggiunge livelli di limpidezza straordinari, regalando scorci perfetti per chi ama la natura e la fotografia. La navigazione prosegue verso la costa orientale dell’Isola d’Elba, raggiungendo Rio Marina, uno dei borghi più caratteristici dell’isola. La sua storia è profondamente legata all’attività estrattiva che per secoli ha modellato il territorio e contribuito allo sviluppo dell’Elba, ancora oggi il paesaggio conserva il fascino di questa tradizione: le montagne dai riflessi rossastri ricche di minerali si affacciano sul mare creando un contrasto cromatico unico tra terra e acqua. Il pittoresco porticciolo, le case color pastello e l’atmosfera autentica del borgo raccontano una storia che affonda le radici nell’antichità. Tra le tappe più affascinanti del tour figura Capo Ortano, una delle baie più belle e incontaminate della costa elbana. Protetta da una rigogliosa macchia mediterranea e caratterizzata da un mare straordinariamente limpido, questa zona offre panorami che sembrano appartenere a destinazioni esotiche, i fondali, ricchi di fauna marina e praterie di posidonia, rappresentano un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling, mentre le scogliere e le piccole insenature che punteggiano la costa regalano scenari di grande fascino naturalistico.

L’esperienza si conclude a Porto Azzurro, considerato uno dei borghi più eleganti e vivaci dell’Isola d’Elba. Adagiato su una splendida baia naturale e dominato dall’imponente Forte San Giacomo, il paese conquista i visitatori con le sue piazze affacciate sul mare, i vicoli ricchi di negozi e caffè e l’atmosfera rilassata tipica delle località marinare più autentiche. Qui gli ospiti possono scendere a terra per una passeggiata sul lungomare, concedersi una pausa nelle caratteristiche piazzette del centro storico o semplicemente godersi il fascino senza tempo di uno dei luoghi più iconici dell’arcipelago. Tra soste per il bagno, momenti di relax a bordo e panorami mozzafiato, il Cala Violina Boat offre un viaggio esclusivo attraverso alcuni dei tesori più preziosi del Mar Tirreno, permettendo di scoprire il lato più autentico e spettacolare dell’Isola d’Elba e dell’Arcipelago Toscano. Per chi sceglie di soggiornare al The Sense Experience Resort, il mare non rappresenta soltanto uno sfondo suggestivo, ma diventa protagonista di un’esperienza immersiva che unisce scoperta, emozione e benessere.

Maenza. Evolvere Insieme trasforma una presentazione in un dialogo che conquista il pubblico

Oltre un’ora di confronto al Castello Baronale senza che nessuno guardasse l’orologio. Il libro di Manuela Pagliaroli apre un dibattito su genitorialità, relazioni e conflitti, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza che va ben oltre la classica presentazione editoriale.

C’è un dettaglio che racconta meglio di ogni altro la serata dedicata a Evolvere Insieme – La guida completa alla Leadership Genitoriale Consapevole. Al Castello Baronale la presentazione è andata ben oltre l’ora prevista, ma nessuno sembrava accorgersi del tempo che passava. Nessuno ha lasciato la sala. Al contrario, il pubblico ha scelto di intervenire, raccontare esperienze personali, porre domande e trasformare l’incontro con l’autrice Manuela Pagliaroli in un confronto autentico sul significato dell’essere genitori, figli e persone.

Dopo il lancio pubblicato nei giorni scorsi dal Giornale del Lazio, la serata ha mostrato il volto più autentico del progetto editoriale di Pagliaroli. Il libro è rimasto il centro del dialogo, ma non il suo limite. Ogni pagina è diventata occasione per affrontare temi che riguardano la quotidianità di molte famiglie: la leadership educativa, il conflitto, l’adolescenza, il peso dei social network, la separazione, l’ansia e la necessità di costruire relazioni fondate sull’ascolto.

L’iniziativa, ospitata nello storico Castello Baronale, è stata sostenuta dal Comune di Maenza, guidato dal sindaco avv. Loreto Polidoro, e organizzata dalla Pro Loco Maenza APS, presieduta da Carlo Pietrocini, che ha curato l’accoglienza trasformando la presentazione in un momento di partecipazione collettiva.

A dialogare con l’autrice è stato Dino Tropea, redattore del Giornale del Lazio, narratore di storie e curatore letterario, che ha scelto di impostare l’incontro come una conversazione aperta, alternando domande, esperienze personali e riflessioni capaci di coinvolgere il pubblico senza mai trasformare il confronto in una semplice intervista.

Sin dalle prime battute, Manuela Pagliaroli ha spiegato il significato del titolo del libro. La leadership, ha raccontato, non coincide con il comando o con l’autorità, ma con la capacità di diventare esempio. Da qui il passaggio verso un concetto ancora più profondo, quello della risonanza, sintetizzato in una frase che ha accompagnato l’intera serata: «Io sono qui per te e ti amo a prescindere».

Per l’autrice, il compito del genitore non consiste nel plasmare i figli secondo le proprie aspettative, ma nel riconoscerne l’unicità. «I figli non sono nostri», ha ricordato più volte, spiegando che ogni bambino rappresenta un’esperienza irripetibile e che non esistono modelli educativi validi per tutti.

«Non c’è una ricetta per essere bravi genitori. C’è la possibilità di lavorare su noi stessi». È una delle riflessioni che meglio sintetizza il pensiero di Manuela Pagliaroli e il filo conduttore di Evolvere Insieme: la genitorialità non come ricerca della perfezione, ma come cammino di consapevolezza e crescita condivisa.

Il confronto si è poi spostato su uno dei temi più sentiti della serata: il conflitto. Lontana da una visione esclusivamente negativa, l’autrice ha proposto una lettura diversa.

«Il conflitto è una benedizione quando sappiamo metterlo dentro un contenitore», ha spiegato, ricordando come ogni difficoltà possa trasformarsi in un’opportunità di crescita se affrontata con gli strumenti giusti.

Particolarmente intenso il dialogo dedicato alla separazione e alla cogenitorialità, anche grazie alle domande di Tropea, che ha condiviso parte della propria esperienza personale come padre separato. Da quel confronto è nato un approfondimento sul ruolo del padre nell’adolescenza, sulla necessità di proteggere i figli dai conflitti tra gli adulti e sull’importanza di continuare a essere genitori anche quando termina il rapporto di coppia. Una riflessione che ha coinvolto profondamente il pubblico.

Uno dei momenti più significativi è arrivato quando l’artista inciditrice Valentina Rapone ha dato voce ad alcuni brani del libro. La lettura del passaggio dedicato al tempo trascorso con i figli ha catturato l’attenzione della sala:

«Ogni figlio rimane piccolo solo per un breve periodo… Approfitta di questo tempo per stare insieme, giocare con loro e creare un legame profondo».

Le parole hanno aperto un confronto spontaneo tra l’autrice e il moderatore sul valore della presenza. Tropea ha ricordato i pomeriggi trascorsi con la figlia costruendo castelli di sabbia e giocando sulla spiaggia, chiedendosi perché quei ricordi sembrassero svaniti durante l’adolescenza. La risposta di Pagliaroli ha riportato l’attenzione sui meccanismi emotivi che accompagnano la crescita dei figli e sul peso che i conflitti familiari possono avere nella costruzione della memoria e delle relazioni.

La partecipazione del pubblico ha rappresentato uno degli elementi più originali della serata. Un padre separato ha osservato come il libro sembri rivolgersi non soltanto ai genitori, ma a chiunque desideri migliorare il proprio modo di stare nelle relazioni. Un’intuizione che la stessa autrice ha accolto con convinzione, spiegando che Evolvere Insieme è il primo capitolo di un progetto più ampio dedicato alla crescita dell’essere umano.

Nel corso dell’incontro è emerso spontaneamente anche un parallelo con Lasciato Indietro, il romanzo di Dino Tropea. Due opere differenti per linguaggio e struttura, ma unite da uno stesso interrogativo: come costruire relazioni migliori. Se il romanzo racconta le conseguenze del dolore, delle incomprensioni e dei conflitti familiari, il libro di Pagliaroli propone strumenti per prevenirli o affrontarli con maggiore consapevolezza.

A rendere ancora più intensa la conclusione è stata la dedica che Valentina Rapone ha scritto e letto per Manuela Pagliaroli, un testo che ha unito arte e letteratura attraverso la metafora dell’incisione.

«Il vetro e la carta hanno una cosa in comune: se trattati con coraggio diventano eterni», ha concluso l’artista, suscitando la commozione dell’autrice e un lungo applauso della sala.

Le emozioni della serata sono proseguite anche dopo l’incontro. Nel suo messaggio pubblicato sui social, Tropea ha colto il filo che lega il proprio romanzo al volume di Pagliaroli:

«Lasciato Indietro racconta le conseguenze del dolore. Evolvere Insieme offre una strada perché quelle ferite possano essere prevenute».

Valentina Rapone ha ringraziato per «aver dato voce al libro con passione e profondità», mentre Manuela Pagliaroli ha scritto che «il tempo condiviso oggi ha dato spazio a riflessioni, emozioni e stimoli di grande profondità», definendo il dialogo «l’inizio di nuove possibilità e amicizia».

La serata si è conclusa con il firmacopie e con un momento conviviale organizzato dalla Pro Loco Maenza APS, che ha accolto ospiti e partecipanti con un aperitivo e una torta dedicata proprio a Evolvere Insieme. Un gesto semplice, ma capace di raccontare il senso più autentico dell’iniziativa: la cultura non finisce quando si chiude un libro o si spengono i microfoni. Continua nelle persone che scelgono di fermarsi, parlare, conoscersi e costruire relazioni.

Ed è forse questa l’immagine che Maenza consegna al territorio: una comunità che continua a credere che l’arte, i libri e il dialogo possano ancora essere strumenti per crescere insieme.

Un anno di successi: Evoluzione e Libertà festeggia il suo primo anniversario

Dodici mesi di crescita esponenziale, radicamento profondo e traguardi straordinari. Il partito Evoluzione e Libertà spegne la sua prima candelina e il Presidente Mirko Greco e il Segretario Nazionale Giuseppe Basile tracciano il bilancio di un anno memorabile, caratterizzato da una presenza sempre più incisiva nel panorama politico e da una risposta straordinaria da parte dei territori.

Evoluzione e Libertà nato solo un anno fa con l’obiettivo di rappresentare tutte quelle persone stanche dalla politiche che hanno smesso di votare, il partito ha saputo trasformare le idee in fatti concreti, registrando una crescita esponenziale che ha superato ogni più rosea aspettativa.

Evoluzione e Libertà è oggi una realtà solida e diffusa su tutto il territorio italiano, potendo contare su una squadra di Sindaci e Assessori Comunali che ogni giorno portano i valori del partito all’interno delle amministrazioni locali.

In soli dodici mesi sono state inaugurate: 11 sedi regionali in tutta Italia, 4 sedi estere (a Dubai, Monaco, Londra e Lugano) e nuove aperture sono già in programma, a dimostrazione che Evoluzione e Libertà intende crescere sempre di più.

Tra i momenti più significativi di questo primo anno spicca senza dubbio l’inaugurazione ufficiale della sede nazionale di Formello e la prima Assemblea Nazionale, un evento memorabile che ha visto la partecipazione di oltre 400 persone. Una platea gremita di amministratori, militanti e sostenitori che si sono confrontati sui temi chiave del futuro, consolidando la linea politica del partito e dimostrando una straordinaria unità di intenti.

Evoluzione e Libertà si proietta con determinazione verso un futuro ricco di successi. Tutto quello ottenuto in questo primo rappresenta la base di partenza per le sfide di domani, con tanti altri traguardi già all’orizzonte. Viva Evoluzione e Libertà.

Un invito a vivere l’estate pigliese

Piglio, Resa ufficiale la programmazione degli eventi estivi

Con la pubblicazione del calendario degli eventi estivi 2026, si da il via ufficialmente all’estate pigliese. “Un programma  frutto di una programmazione e  collaborazione tra Amministrazione comunale, associazioni, volontari e realtà del territorio – si legge in una nota- . Abbiamo scelto di  offrire a cittadini e visitatori un’estate organizzata, varia e capace di coinvolgere tutte le fasce d’età. Cultura, musica, sport, tradizioni, spettacoli, attività per bambini e momenti di aggregazione si alterneranno da luglio ad agosto, valorizzando i luoghi più belli del nostro paese. Una programmazione costruita con impegno significa dare certezze agli organizzatori, favorire la partecipazione e rendere Piglio sempre più accogliente e dinamica. Vi invitiamo a consultare il calendario, a segnare le date e a partecipare numerosi –conclude la nota- ogni evento sarà un’occasione per vivere insieme la nostra comunità”.

Inaugurato l’hub Spazio Sviluppo

Filettino, Un importante progetto che genera opportunità, servizi e valore per la comunitá

Taglio del nastro,  nella giornata di oggi per l’inaugurazione dell’  hub territoriale multifunzionale “Spazio Sviluppo” , un’iniziativa della Regione Lazio (finanziata dal Fondo Sociale Europeo Plus).  Una struttura sita in piazza “Giuditta Tavani Arquati”,che offre servizi gratuiti di assistenza digitale, orientamento e opportunità per la comunità. L’iniziativa é stata illustrata nel corso di un evento pubblico con la partecipazione dei referenti di Spazio Sviluppo, del Sindaco Paolo De Meis e del Vice Sindaco Alessia Pomponi. Il Sindaco De Meis, ha espresso grande soddisfazione per questo progetto, che nasce per offrire un punto di accesso unico e riconoscibile a servizi rivolti a giovani, donne, disoccupati, persone in condizioni di fragilità, cittadini con difficoltà nell’accesso ai servizi digitali e aspiranti imprenditori. L’obiettivo è rafforzare l’occupabilità, sostenere l’inclusione sociale, favorire l’autoimpresa e creare nuove connessioni tra persone, istituzioni, imprese e territorio. Tutto ciò contribuisce a rafforzare l’azione contro lo spopolamento, che é tra gli obiettivi dell’amministrazione del Sindaco De Meis. “Uno spazio pubblico aperto, -sottolinea De Meis-  accessibile a tutte le fasce di età , concreto,  capace di generare opportunità, servizi e valore”.  Hub Spazio Sviluppo ha tra le sue funzionalità, ‘l’orientamento professionale , formazione digitale e lavorativa e supporto alla creazione di startup.  “In qualitá di Vice Sindaco ed Assessore con delega alla Formazione -commenta Alessia Pomponi- sono molto orgogliosa di questo progetto, perché la formazione é la risposta alle sfide che si presentano.  Inoltre é un progetto inclusivo, di supporto non solo ai giovani, ma anche alle fasce più deboli e per un paese di montagna come Filettino rappresenta una grande opportunità”.